12 Tratti che identificano un manager incompetente – 1

manager incompetente

Quali abilità deve avere un manager per definirsi competente?
Un modo affrettato per rispondere potrebbe essere … ottenere buoni risultati.

La risposta è semplicistica perché i risultati si svelano nel presente (e non raccontano come ci si è arrivati), possono essere influenzati dall’ambiente esterno, dal team di collaboratori e da circostanze favorevoli, magari difficilmente ripetibili.

Se vuoi raggiungere i tuoi obiettivi (grandi o piccoli, poco importa) nella tua vita professionale è senz’altro utile comprendere cosa-fanno i manager di successo.

Altrettanto importante è conoscere anche cosa-fanno-di-sbagliato i manager “classificati” come incompetenti o inetti.
Ecco 12 tratti che identificano un manager incompetente:

1. Un manager incompetente non prende mai decisioni

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Un manager incompetente trova sempre un sacco di (buoni) motivi per attendere, rimandare, procrastinare o per valutare nuove informazioni, maggiori opzioni, varie opinioni.

Paura di sbagliare.
Timore di fallire.
La paura può diventare prudenza, accortezza e riflessione aggiuntiva.
E questo (spesso) può essere un bene.

Ma quando non si decide mai questa prudenza diventa paralizzante e annientatrice.
Un manager incompetente non decide perché inconsciamente spera che il problema si risolva da solo.
Pessima idea.

Decidere, anche sbagliando, è comunque sempre meglio che non decidere.
Le persone che non commettono errori generalmente non fanno nulla e azzerano qualsiasi possibilità di successo.

2. Esagera con la segretezza

Bocca cucita, sguardo enigmatico, ammiccamenti e cenni d’intesa con i collaboratori più stretti.
Perché se il personale “sapesse” … sarà distratto, confuso o semplicemente incapace di comprendere.

Sono davvero poche le questioni dove la riservatezza ha una buona ragione d’esistere.
Se sei un leader sicuro, non avrai problemi a identificarle facilmente. Quando sei incompetente invece ami i segreti, pagando in termini di onestà e trasparenza.

Se tratti i collaboratori come bambini, si comporteranno come tali.
Se li tratti da adulti, risponderanno allo stesso modo.
I segreti (questi si, soprattutto quelli di Pulcinella) rendono l’ambiente lavorativo nervoso, preoccupato e diffidente.

3. È troppo sensibile con i collaboratori

Spesso il manager insicuro ha un approccio troppo indiretto con i collaboratori.
Purtroppo si lascia condizionare dal desiderio di “essere amato” e tralascia gli obblighi fondamentali come manager.

Se stai descrivendo il tuo personale come troppo sensibile e suscettibile, è facile che stai … parlando di te stesso.

Quando non sei ancora sicuro della tua autorità e cerchi di essere amato … col tempo succede il contrario: i problemi non si risolvono, ma crescono, i collaboratori sono frustrati e si lamentano con tanti saluti … all’amore verso il loro leader.

4. Delega senza controllare

Il manager incompetente, ogni volta che si accorge di non avere una particolare abilità, decide di delegare la pendenza (anche quella di fondamentale importanza) a un suo collaboratore, quello che ritiene più fidato e competente.

Sembra una buona idea.
E lo è … all’inizio.
Purtroppo è solo questione di tempo.

È rischioso porre fede incondizionata nel collaboratore, senza verificarne il processo e controllarne il lavoro. Quando la situazione va fuori controllo, è troppo tardi, il danno è fatto … non serve più scaricare la colpa al subordinato che nel frattempo (da icona di competenza) è diventato incapace, inesperto e irresponsabile.

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5. Ama in modo maniacale le procedure

Il manager insicuro ha dimenticato che regole e procedure esistono per accelerare e disciplinare il business, non per ritualizzarlo o santificarlo.

L’amore ossessivo per la procedura (spesso) maschera un’incapacità che può diventare letale.

La difficoltà nel dare le priorità.
Una tendenza che porta a perdersi e smarrirsi (consciamente o inconsciamente) in lungaggini concettuali, complesse teorie e prolisse procedure anziché “calarsi” su priorità vitali che sono (pericolosamente) in attesa.

Leggi anche la parte 2.