Le 8 bugie più usate fra colleghi di lavoro

bugie tra colleghi

“Puoi contare su di me.”
“mi sei piaciuta dal primo momento”
“… non è colpa mia!”

Possiamo fidarci di quello che ci dicono i nostri colleghi?

Gli esperti dicono che di colleghi bugiardi, in media, ne esiste almeno uno in ogni gruppo di lavoro. I colleghi non sono un gruppo di amici ma persone diverse tra loro tra cui, spesso, nascono rivalità e inimicizie, si fa buon viso a cattivo gioco, utilizzando falsità e ambiguità. Si diventa bugiardi per necessità, per quieto vivere, per opportunismo.

Sul lavoro si mente per proteggersi, per proteggere un collega, per nascondere delle incompetenze o per evitare di offendere chi ci sta intorno. Ci sono persone che raccontano fatti inventati o magari aggiungono, ad una situazione reale, particolari mai accaduti solo per ottenere un beneficio o danneggiare qualcun altro.

Altre, invece, che dicono bugie a fin di bene o per cortesia quando, per esempio, si tralascia di dire a un collega di lavoro che il capo (o un altro collega) non lo sopporta o ci complimentiamo con la collega per la nuova acconciatura che le dona tantissimo e la rende più giovane.

Quando ci presentiamo sul posto di lavoro per la prima volta, per apparire più interessanti agli occhi dei nuovi colleghi, talvolta ci inventiamo viaggi mai fatti, sport mai praticati, hobby mai coltivati o conoscenze importanti mai frequentate, solo per dare l’impressione di essere tipi interessanti o intriganti.

Le bugie più grandi si raccontano per ottenere un avanzamento di carriera, per mettersi in buona luce, sminuendo gli altri colleghi, oppure alterando fatti e situazioni per ferire in maniera mirata una determinata persona davanti al capo (in modo da eliminare la concorrenza!).

Ho trovato questo articolo su Gionallettismo che indica le bugie più frequenti tra colleghi di lavoro:

1. Se il collega dice di essere arrivato in ufficio prestissimo è perché vuole farvi sentire in colpa.

2. Se vi viene detto: “È possibile farlo meglio” sappiate che è l’equivalente di “Non voglio questa spazzatura”.

3. Più una persona è insoddisfatta del proprio lavoro e più ne parla bene: se invece il lavoro piace, non se ne parla con i colleghi.

4. Se il collega è spesso vestito elegante, sappiate che sta cercando lavoro altrove e non credete alle sue scuse (testimone di nozze, visita dal dottore, etc).

5. “Mi sei piaciuto subito”: quando vi viene detto al vostro arrivo la prima volta a lavoro, sappiate che non è vero. I colleghi nuovi sono visti come marziani ma vogliono farvi sentire accettati.

6. Se si dimenticano di coinvolgerti nelle uscite in mensa o nell’area caffè, è perché l’avete combinata grossa.

7. “In effetti, hai ragione”: non lo pensano mai davvero.

8. “Sono stato malato questo fine settimana”: le statistiche mostrano la tendenza delle persone ad ammalarsi dal venerdì al lunedì.

E tu cosa ne pensi?
Quali sono le bugie che senti più spesso tra i tuoi collaboratori o i tuoi colleghi?
Come reagisci? Cerchi di smascherarle o fai finta di niente?

10 spunti per il look perfetto al colloquio di lavoro

come vestirsi al colloquio di lavoro

Come vestirsi al colloquio di lavoro? Pensa da subito a come dovrai vestirti, evita di trovarti impreparato e doverci pensare all’ultimo momento. La scelta dell’abbigliamento è importante per dare un’idea di professionalità, di pulizia e serietà.

Come vestirsi al colloquio di lavoro?

Come regolarsi? Scegli un abbigliamento adatto al contesto lavorativo, all’azienda e al ruolo professionale ricercato. Evita qualunque eccesso e scegli abiti semplici che valorizzino la tua persona, senza però essere troppo elegante o, al contrario, troppo casual.

Tieni presente che il look col quale ti presenterai al colloquio dovrà essere poi, a grandi linee, quello che terrai in caso di assunzione.

Per Lei

1.  Meglio evitare minigonne, abiti scollati, look troppo sexy o seduttivo perché rischi di trasmettere un’immagine sbagliata a chi t’incontra per la prima volta. Non indossare tessuti lucidi, lustrini o abiti riservati alla sera. Meglio un vestire sobrio e distinto secondo l’azienda che ti contatta.

2.  Il tailleur è il capo da colloquio per eccellenza, sceglilo non troppo classico, gonna o pantalone non fa differenza. In entrambi i casi, indossare una giacca ti darà un’aria ancora più sicura e decisa. Scegli tonalità neutre: Il grigio, il marrone, il blue navy o il classico nero. Evita i colori accesi o brillanti.

3. Anche se la bella figura la devi fare te e non i tuoi capelli, una bella acconciatura potrà aiutarti a sentirti meglio, dandoti più sicurezza. Evita acconciature elaborate. Devi apparire il più naturale possibile, quello che devi comunicare al selezionatore è che il tuo look quotidiano è quello che stai mostrando in quel momento.

Molti datori di lavoro preferiscono aspiranti con un’acconciatura semplice (capelli leggermente tirati indietro o con un semplice chignon), a donne che sembrano trascorrere le loro mattine a sistemarsi o ad armeggiare i capelli.

Se tendi a giocherellare o arricciare i capelli con le dita, raccoglili per evitare di mettere in atto questo gesto compulsivo che può essere interpretato come segnali di disagio o di seduzione.

Rivolgiti al tuo parrucchiere di fiducia per un consiglio sulla pettinatura migliore. Se non hai ancora un tuo stile personale, cerca di trovarlo prima del colloquio e di non fare un taglio drastico all’ultimo momento. Il rischio è di non piacerti o di non sentirti a tuo agio.

4. Attenzione ai tacchi.
No a camminate traballanti. Escludi le scarpe con 12 cm di tacco: sono fuori luogo. Meglio uno stivale basso o una ballerina, se proprio sei abituata a portarli spesso, ripiega su un tacco di 5-6 cm. L’ideale è un bel paio di decolletées classiche con tacco 8 -9 cm, quelle vanno benissimo con tutto. Lascia a casa le scarpe aperte, anche se è piena estate.

5.  Scegli con cura gioielli e accessori.
Evita qualsiasi cosa possa apparire troppo casual, grande, vistosa. Niente borse troppo piene o senza forma. Meglio se la borsa sta in piedi da sola così da posarla per terra a fianco alla sedia. Scegli una borsa preferibilmente grande e abbinala alle scarpe. Per un lavoro d’ufficio, la classica 24ore è oramai out.

6. Non dimenticare la manicure, mani poco curate indicano scarsa cura dei dettagli. È anche importante evitare di presentarsi con un trucco troppo forte.

Per Lui

1.  Evita abiti troppo eleganti, sicuramente fuori luogo per un colloquio. Un completo con la camicia è sicuramente un modo vincente per presentarsi al colloquio di lavoro. Se hai voglia di comprare un nuovo abito per l’occasione, scegli un colore idoneo tipo Il blu, il grigio antracite o il classico nero.

Negli ultimi anni, sono di moda i pantaloni molto attillati che però rischiano di farti sentire impacciato nei movimenti, quando sarai seduto davanti al selezionatore. Meglio scegliere, per l’occasione, un abito più classico e un paio di pantaloni con la gamba sufficientemente morbida e comoda.

2.  Scegli una camicia semplice bianca o celeste, possibilmente appena stirata. Qualunque sia la tua scelta finale, assicurati che la tua camicia e la tua cravatta non siano in conflitto visivo tra decorazioni (riga su riga, quadratino su riga etc.). È sempre meglio essere molto semplice piuttosto che molto appariscenti. Sotto una giacca gessata scegli sempre una camicia a tinta unita.

3.  Se è richiesta la cravatta e non ne hai mai indossata una, devi fare delle prove. Vestiti per il colloquio già nei giorni precedenti in modo da sentirti più a tuo agio in giacca e cravatta. Il colore alla moda è il bordeaux, quello forte è il rosso, quello classico il blu, la cravatta nera è associata a un completo nero e a una camicia bianca, risultando un piacevole contrasto.

4.  Le scarpe devono essere abbinate alla cintura.
Nero e marrone scuro sono i colori vincenti per presentarti a un colloquio. Occhio alle calze! Puoi indossare un bellissimo completo ma se abbini a un paio di calzettoni bianchi da ginnastica, salta subito all’occhio che non presti attenzione ai dettagli. Usa calze nere o blu

5.  Fai attenzione ai tuoi capelli.
E’ importante presentarsi con i capelli puliti e in ordine. Se sono troppo lunghi o disordinati rischi di apparire impreciso o non professionale. Cerca di avere un taglio molto semplice: corti sul collo e sui lati sono perfetti per dare l’impressione di ordine e pulizia. I tuoi capelli dovrebbero essere asciutti e dovresti evitare un uso eccessivo di gel e schiume per capelli. Usa un’acconciatura poco vistosa. Evita di portare i capelli dritti o usare il gel per creare acconciature bizzarre.

Se vuoi sfoggiare barba e/o baffi, ricorda che devono essere perfettamente regolati. Non presentarti a un colloquio con una barba incolta o curata male.

6.  Subito prima del colloquio controlla di non avere forfora sulle spalle, soprattutto se indossi un abito scuro. Se porti orecchini, meglio rimuoverli prima del colloquio.

Per Lui e Lei

7.  Non utilizzare troppo dopobarba o profumo. Meglio non rischiare di distrarre il tuo interlocutore, magari è allergico a dopobarba o profumi o fa associazioni negative con la fragranza che usi.

8.  Cambia il tuo vestito/completo in un secondo colloquio, varia il colore della tua camicia, delle scarpe o della cravatta se sei un uomo.

9.  Jeans o no jeans? Questo è un campo controverso, in molti lavori d’ufficio non sono ben visti. In ogni caso è sempre meglio andare sul sicuro e ripiegare su un paio di pantaloni neri o blu.

10.  Se il contesto è informale o ti stai presentando in un’azienda giovane e creativa, allora puoi osare qualcosa in più per dare un segno della tua personalità ma evita di apparire troppo eccentrico/a.

Per concludere … fai del tuo meglio per essere preparato, ben vestito, in modo da sentirti più sicuro di te ma evita di snaturarti troppo e di impostare la selezione solo sull’apparenza.

E tu, sei mai andato a un colloquio di lavoro in jeans?
Oppure, ti sei presentato molto elegante al colloquio e ti sei accorto che i jeans, invece, li indossava il tuo selezionatore?

10 errori da evitare se vuoi ascoltare davvero l’altro (parte 2)

come non ascoltare

Nella 1a parte abbiamo visto come non ascoltare l’altro, il più delle volte, mentre il nostro interlocutore ci sta parlando, siamo concentrati su noi stessi, tendiamo a interrompere, pensiamo a come e cosa ribattere oppure anticipiamo idee e concetti dell’altro.

Vediamo i 10 errori da evitare se desideri veramente apprendere come ascoltare l’altro:

Come non ascoltare:

1. Fingi di ascoltare

Se non t’interessa, sei stanco, di fretta o sei annoiato è meglio non fingere perchè si vede.A volte,
ti rendi conto che l’altro ha voglia di parlare e tu non sei nella giusta predisposizione, non sentirti obbligato.

È meglio dirlo apertamente, evitare di fingere e accordarsi per un momento in cui potrai essere più attento e partecipe.
Non c’è nulla di male nel dire: “ Adesso non posso …, ne possiamo parlare … ?”.
L’importante è mantenere l’impegno preso.

2. Vuoi risolvere i problemi o dici cosa fare

Impara a mettere da parte ciò che pensi, ciò che provi e i tuoi problemi.
Quando l’altro sceglie di confidarsi con te, ha bisogno di tutta la tua attenzione.

Evita frasi tipo “Sto solo cercando di aiutarti…” oppure È semplice, vedi basta che tu ….” .

3. Dai consigli o pareri

“Sai perché sei in questa situazione? Perché …” .

Spesso pensiamo, sbagliando, che l’altro si aspetta da noi un parere su ciò che ci sta dicendo.
Invece, le persone, il più delle volte, ci parlano per condividere semplicemente i loro pensieri e i loro stati d’animo.

Allora perchè ce lo dicono, se poi non vogliono sapere come la pensiamo?
Vogliono solo farci sapere come si sentono e cosa gli sta succedendo.
Tutto qui!

Tira fuori la borsa dei consigli o pareri solo quando ti sono esplicitamente richiesti.

4. Ti concentri su cosa devi ribattere

Se non vedi l’ora di dire come la pensi, come puoi ascoltare?
Non si ascolta per rispondere ma per aiutare, per comprendere e per imparare.

5. Trai subito le tue conclusioni

Alzi la mano chi non conosce una persona a cui devi ripetere un concetto almeno 4 volte,
perché tutte le volte t’interrompe con le sue conclusioni o deduzioni, presumendo di aver compreso o anticipato idee e concetti.

Non c’è niente di più frustrante essere interrotti e vedere la nostra esigenza e problematica poco ascoltata, capita o fraintesa.
Vero?

6. Prendi spunto dall’altro per raccontare di te

“So bene cosa provi anche a me è successo che … ”…. “e io cosa dovrei dire che …“.

Sei partito bene, con una buona intenzione ma purtroppo adesso sei partito per la tua tangente,
stai parlando al posto dell’altro, hai preso spunto dalle sue parole e delle sue opinioni per parlare di te e dei tuoi problemi.

7. Mentre ascolti non sei attento o concentrato

Evita di parlare, peggio ancora dire “Parla pure, ti sto ascoltando …” mentre stai facendo qualcosa d’altro.

Non ho dubbi che stai sentendo cosa l’altro ti sta dicendo ma ascoltare richiede uno sforzo d’interesse,
di attenzione e soprattutto, il desiderio di concedere all’altro del tempo e di aiutarlo.
Ascoltare richiede tutta la tua disponibilità!

8. Cerchi di cambiare o giudicare l’altro

Non cercare di cambiare il tuo interlocutore.
Non usare frasi del tipo “Non dovresti fare così”, “stai sprecando la tua vita …”.
Molto meglio essere neutrale nelle tue posizioni (anche se non è facile!).

Giudicare e disapprovare: ecco come non ascoltare.
Metti da parte il tuo ego e i tuoi bisogni personali come quello di parlare, di avere ragione o di farsi valere a tutti i costi.
Una conversazione non è una gara a chi dice le cose più giuste.

9. Ascolti in modo meccanico o freddo

Usa l’empatia, la capacità di metterti nei panni dell’altra persona è una delle abilità fondamentali per un ascolto attivo.
L’empatia si può coltivare … sforzati di ascoltare, identificati emotivamente, sorridi,
fatti sentire vicino e mostra il tuo interesse per l’altro.

10. Usi frasi-boomerang

  • “Ti capisco …” quando non conosci la persona o la situazione;
  • “Stai esagerando” oppure “Che cosa vuoi che sia …” perché stai minimizzando;
  • “Lo dico solo per il tuo bene ….” o “Secondo me devi/non devi …” perché stai giudicando
  • “Vieni al punto …” perché così mostri irritazione;
  • “Stai girando intorno…” perché così mostri impazienza;
  • “Continua…mi interessa …” e poi ti guardi intorno, guardi l’orologio, agiti il piede;

leggi anche la parte 1 small ...

E tu, cosa ne pensi?
Riconosci nel tuo modo di ascoltare queste sfaccettature? 
Da parte tua, da domani, su quali di queste suggerimenti metterai maggiore attenzione?