12 spunti per essere più autorevole – parte 2

essere autorevole

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5. Non parlare con negazione o suscitare dubbi

Evita di presentare le tue idee usando negazioni tipo:
“Non so se questo funzionerà … “ o
“Spero che i risultati non saranno …” o
suscitando dubbi “Ho ragione, vero?”, “Mi capisci?”.

Invece di dare un motivo a chi ti ascolta di dubitare di quello che stai dicendo,
presenta i tuoi pensieri senza alcun giudizio e lascia agli altri la libertà di decidere quello che vogliono.
Anche questo vuol dire essere autorevole.

Sarai sorpreso di quanto gli altri si fidano di te se tu ti fidi di te stesso.

6. Non cercare l’approvazione degli altri

Se vuoi essere autorevole è necessario affermare te stesso,
senza preoccuparti dell’approvazione degli altri e prendere decisioni o posizioni che non piaceranno a tutti.

Se sei concentrato sul piacere agli altri e devi continuamente soddisfare le aspettative delle persone,
diventi un burattino sotto il comando della gente … con tanti saluti alla tua autorevolezza!

7. Usa una postura autorevole

“Il Maestro era affabile ma anche severo, autorevole ma non rigido,
rispettabile ma anche cordiale.”

Confucio

“Prenditi lo spazio”.

Una buona postura crea una presenza dinamica e un atteggiamento di leadership.
Quando sei in piedi, stai dritto, così facendo invii un messaggio di sicurezza di sé, autorità ed energia.

Al contrario, posture non pertinenti (chiuso su te stesso, spostare la testa e lo sguardo di lato,
postura molle o eccessivamente rilassata, ecc) indicano scarsa fiducia e bassa autostima.

Sia in piedi sia seduto, immagina una corda che ti sta tirando delicatamente la testa e la colonna vertebrale verso il soffitto.
Mantieni il peso uniformemente equilibrato, i piedi saldamente a terra,
le braccia non incrociate e le mani visibili e rilassate.

Quando hai una chiamata importante alzati dalla sedia.
Anche se può sembrarti sciocco, può contribuire a rendere il suono della tua voce più autorevole
(in piedi stai “spingendo” più energia rispetto a quando sei seduto, rilassato in poltrona).

La voce è strettamente legata al nostro corpo e alla nostra fisicità e quando ci troviamo in piedi,
respiriamo più pienamente, migliorando il potere della nostra voce.

8. Prendi confidenza con il silenzio

Sai reggere il silenzio?

Hai mai visto una persona autorevole chiacchierare nervosamente e “correre” per riempire le pause o i silenzi?
È bene fare una pausa prima di rispondere a una domanda.

Le persone fiduciose danno per scontato che gli altri aspetteranno loro prima di parlare,
non hanno bisogno di “correre” per rispondere, prima di aver formulato tutti i loro pensieri.

9. Usa espressioni facciali appropriate

Ricorda che il tuo corpo trasmette il 70% dell’informazione.
Il modo in cui comunichi è importante tanto quanto il messaggio stesso.

Assicurati che le braccia e le gambe non siano incrociate. Attento a non fare movimenti veloci o ripetitivi che sono indice di tensione, nervosismo, dubbi e preoccupazioni:
• Toccarti in modo ripetuto e nervoso i vestiti e i capelli
• Spostare lo sguardo per evitare il contatto degli occhi.
• Trotterellare le dita sul tavolo
• Piede ballerino
• Coprirsi la bocca con le mani
• Arricciare le labbra, socchiudere gli occhi e corrugare la fronte

10. Non fare premesse infinite

Vai dritto al punto!

Vai subito al dunque, non ti perdere in rivoli e fronzoli (soprattutto al lavoro),
i tuoi colleghi o collaboratori devono capire fin da subito, cosa dici e cosa vuoi da loro.

Si aspettano da te esattamente questo:
una direzione chiara e precisa!

11. Evita parole dispersive e troppi intercalari

“Quindi … quindi …”
“Giusto?”
“Vero?”
“Ehm..ehm …”

Non utilizzare queste parole in continuazione durante la conversazione.
Se le dici spesso, morditi la lingua perché tutte queste espressioni nascondono indecisione e ti fanno perdere credibilità.

Il bisogno di essere carini o di addolcire il messaggio ci induce a utilizzare queste parole dispersive,
che tolgono energia e incisività al nostro messaggio.

“Giustappunto; In definitiva …”
“Dico bene? Vi pare? Non è vero?”
“Essenzialmente, Naturalmente, Sicuramente, Sostanzialmente”

Gli intercalari, ovvero inserire una parola o una breve frase che in realtà non centra proprio nulla,
sono molto diffusi nel parlare quotidiano.

Il fenomeno aumenta quando non si sa che dire e si è costretti a farfugliare qualcosa a proposito (o sproposito),
senza pensare al collegamento con la frase in cui è inserito.

12. Non ripeterti se vuoi essere autorevole

Pensi che più ripeti un concetto più convinci chi ti ascolta?

Se tendi a ripetere i concetti,
sembra che “non ti fidi” di quel che dici e più lo ripeti più diventi dispersivo e annoi chi ti ascolta.

Ripetere continuamente crea dispersione e ti porta a non arrivare mai al dunque.
Frasi ricche di dettagli portano il discorso lontano dalla meta e ti fanno perdere incisività e autorevolezza.

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Se desideri un supporto personalizzato, essere autorevole e migliorare la tua team leadership guarda il mio servizio di personal coaching. Il coaching può fare la differenza nel tuo sviluppo professionale anche se sei un/una giovane imprenditore, manager o quadro.

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12 spunti per essere più autorevoli – parte 1

essere autorevole

Ancora non riesci a trasmettere fiducia e autorevolezza?
Hai l’impressione che le persone non prendono troppo sul serio la tua posizione e la tua esperienza?

Troppo spesso devi ricorrere al peso delle gerarchie e delle cariche perché,
se non fai così,
non ti senti riconosciuto o rispettato?

Hai una scarsa considerazione da parte dei “manager” e un atteggiamento paritario da parte di persone di meno esperienza?

Purtroppo, per molti di noi,
comunicare con forza e autorevolezza al lavoro (e nel privato) è una sfida molto ostica.

In primo luogo,
è importante essere consapevoli di questa problematica e non incolpare gli altri.

Dopo tutto, se non stiamo raggiungendo i risultati che desideriamo e desideriamo essere autorevoli,
dobbiamo guardarci dentro e trovare le soluzioni “dall’interno”.

Si può apprendere come essere autorevoli?

Non fare l’errore di alcuni dei miei clienti: “Beh, sono fatto così! Non posso certo cambiare come mi comporto o come parlo”.

È vero che alcune persone hanno un’aria naturale di autorità.

È anche vero che, grazie a interventi formativi specifici,
è possibile migliorare lo stile d’approccio,
proiettare un atteggiamento desiderato,
padroneggiare comportamenti che “traspirano” fiducia e rendere più efficace la comunicazione verbale e non verbale.

1. Non trasformare le affermazioni in domande

Dì a qualcuno quello che pensi non chiederlo.

Se il tuo tono tende a salire alla fine della frase (come se fosse una domanda) stai minando la tua autorevolezza perché trasformi le tue affermazioni in domande.

Infatti, il tono crescente indica incompletezza ed è utilizzato in tutti i tipi di domande.

Così facendo, stai mettendo in discussione la tua comunicazione e dai l’impressione che non hai fiducia in quello che stai dicendo.
Così, è difficile essere autorevoli.

In contrapposizione, il tono che cade, alla fine di una frase, è utilizzato per le istruzioni e i comandi.

2. Hai più tempo di quanto pensi

“Io do un ordine, o taccio.”
Napoleone Bonaparte

Pensi davvero che “quelli svegli rispondono subito”?

Occhio …
quando ti è improvvisamente chiesto di parlare,
la fretta di rispondere può giocarti brutti scherzi.

Un paio di secondi di silenzio ti sembrano eterni e non vuoi che l’attesa sia vista come esitazione e titubanza?
Allora via a tutta birra e magari parti … con una bella beeelata (non perché hai un difetto di pronuncia) perché stai respirando male e devi continuamente arrestarti, avviare e cambiare rotta solo per coprire la mancanza d’aria.

Hai un sacco di tempo!
E apparirai ancora più sicuro di te se … te lo prendi tutto!

Prenditi il tempo necessario per pensare a una frase intera prima di pronunciare la prima parola.
Fai un bel respiro e … via. È necessario respirare per essere fiduciosi.

Se vuoi un suono della voce “fiducioso”,
è necessario fare attenzione al tuo respiro.
Respira qualche volta in più durante il tuo discorso.

Ricorda …
se vuoi l’attenzione e la stima di chi ti ascolta è necessario trasmettere sicurezza, non ansia!

3. Parla lentamente

Parla lentamente,
pronunciando non più di tre parole il secondo.

Inserisci numerose e frequenti piccole pause,
che suonino come naturali esitazioni.

Fai attenzione a variare poche volte il tono della voce: non passare improvvisamente da uno più seducente e accattivante a uno più autoritario.

Sforzati di controllare il timbro e di comunicare con una vocalità più profonda chè è più accattivante rispetto a un’acuta.

4. Stabilisci un contatto visivo

Quando parli “punta” piedi e spalle verso il tuo interlocutore.

Il contatto con gli occhi è lo strumento fondamentale per essere autorevoli e stabilire le connessioni con gli altri perché indica il tuo livello di coinvolgimento, interesse e calore.

Quando sei molto concentrato su quello che stai dicendo o facendo,
è facile parlare con le persone senza guardarle negli occhi e così facendo trasmetti insicurezza e ansia.

Quando stabilisci un contatto visivo,
si deduce che quello che hai da dire è importante e lo è anche la persona che hai davanti.

Quando parli,
idealmente guarda direttamente negli occhi una persona almeno 2-3 secondi,
poi distogli lo sguardo e passa alla persona successiva.

Foto by Alexas_foto

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Vuoi essere un leader eccellente? Parla meno e ascolta di più

ascoltare i collaboratori

Imparare ad ascoltare è il primo passo verso il tuo successo.
Imparare ad ascoltare è il segreto per avere una comunicazione davvero efficace.

Se non ascolti,
come puoi pretendere di farti ascoltare e di comunicare efficacemente con il tuo team?

Non dare per scontata quest’abilità per il solo fatto di sentire quello che un tuo collaboratore sta dicendo.

Ascoltare significa fare silenzio interiormente.
Vuol dire placare il nostro chiacchiericcio interno e prestare la più totale attenzione a quello che l’altro sta dicendo.

Ascoltare significa prima capire e poi offrire un consiglio o una soluzione.

Ascoltare va oltre il semplice “sentire”: è empatia.
La capacità di entrare in empatia ci permette di capire il messaggio nel suo giusto contesto,
dimostrando sincero interesse per gli altri.

Ascoltare i collaboratori senza pregiudizi

Purtroppo, già dal primo istante cominciamo a dedurre,
ipotizzare o crediamo di sapere come-e-cosa ci diranno i nostri collaboratori.

Con queste idee preconcette corriamo il serio rischio di filtrare la conversazione,
saltare velocemente alle conclusioni e non comprendere il reale messaggio o bisogno della persona.

Per un collaboratore o un dipendente,
non c’è niente di più frustrante vedere come la sua richiesta-esigenza-problematica sia stata poco ascoltata,
capita o fraintesa dal proprio capo o dal proprio datore di lavoro.

Forse non sei così consapevole del fatto che ogni tuo collaboratore o dipendente desidera essere ascoltato con attenzione,
vuole sentire la tua partecipazione e la tua empatia (anche se per pochi secondi).

Più percepisce il tuo reale interesse nei suoi confronti,
più aumenta il suo desiderio di comunicare e di interagire con te (e più aumenterà la sua produttività).

Ascoltare i collaboratori senza condizionamenti

Ascolta i bisogni dei tuoi collaboratori, le loro perplessità,
i loro dubbi, senti cosa vorrebbero cambiare, come possono aiutarti e …
poi agisci di conseguenza, sempre mantenendo la tua autonomia di pensiero e d’azione (guai a perderla!).

Se sai ascoltare i collaboratori vuol dire che sei una persona sicura di te,
non ritieni di aver la soluzione per tutto e per tutti e non hai paura del confronto.

Ascoltare significa che sei disposto a scoprire che forse stai sbagliando o che non stai andando nella giusta direzione.
Se sei disposto a metterti in discussione e cerchi costantemente evoluzione e crescita vuol dire che sei …
un vero leader.

Vuoi comunicare con efficacia?
Prima di tutto devi imparare ad ascoltare se vuoi davvero conquistare il tuo team!

ascoltare i collaboratori

7 trucchi per ricordare il nome dei nostri clienti

come ricordare nome del cliente

Quando usiamo il nome del cliente (oltre a dimostrarci professionali, educati e gentili) stiamo creando un legame, perché riconosciamo il valore e l’unicità della persona. Così facendo, rendiamo l’incontro importante e metteremo di buon umore il nostro interlocutore, che si sentirà accettato. Questa semplice cortesia ti aiuterà a costruire rapporti duraturi (leggi il post sull’importanza di conoscere il nome dei nostri clienti).

Ecco alcuni trucchi che ti possono aiutare a ricordare il nome dei tuoi clienti:

1. Presta attenzione

È la tecnica di memoria più potente.

Quando decidi di ricordare qualcosa, è il primo passo per una buona memorizzazione. Personalmente ho migliorato la mia memoria solo con l’attenzione, la volontà e la consapevolezza che pronunciare correttamente il nome del cliente è molto più di una questione di educazione, si tratta di professionalità e di buon servizio.

Significa che hai fatto uno sforzo di concentrazione e di attenzione per ascoltare e ricordare il loro nome.

2. Ripeti il nome subito e spesso

Ripetere subito il nome è un metodo eccellente per imprimerlo bene nella memoria, nell’eventualità d’incontri futuri.

Usa il nome del cliente durante la conversazione il prima possibile, ripetilo più volte nel corso della conversazione, inserendolo alla fine o all’inizio delle frasi o delle domande. “Allora signor Azzurro, è la prima volta che prende contatto con un personal coach?” e anche “Com’è venuta a conoscenza del mio sito/centro/store, Signora Celeste?” oppure “Signora Viola, è la prima volta nel mio centro?”. Sorridi e dimostra che sei davvero felice di conoscere questa persona.

E se non sei riuscito ad afferrare il nome la prima volta?

Nessuno si aspetta che tu ricorda il nome di qualcuno al primo “colpo” … allora fai in modo che lo ripetano subito. Porgi le tue scuse immediatamente e richiedilo subito, senza esitare, specificando che non l’hai capito/afferrato, in modo che venga, questa volta, ripetuto più chiaramente o più lentamente e che tu possa pronunciarlo ad alta voce insieme al tuo interlocutore.

3. Ripeti mentalmente il nome del cliente

È uno dei modi più efficaci per non dimenticare un nome. Pronuncialo almeno 3 volte nella tua mente subito dopo averlo sentito. Conviene farlo lentamente, per distinguerlo e per imprimerlo meglio nella tua memoria.

4. Sfrutta le associazioni mentali

Un altro ottimo trucco per ricordare un nome è di associarlo a un’immagine mentale:

L’associazione può essere quella di collegare la persona con qualcun altro che conosci con lo stesso nome oppure un VIP o una celebrità. Ogni nome evoca una sensazione, un ricordo, un’emozione particolare. Magari quella persona ha lo stesso nome del tuo ex, di tua madre, del tuo cantante preferito o del tuo compagno di banco delle medie.

L’associazione può essere fatta con un’attività/mestiere da collegare al nome del cliente. Usa quest’attività, quasi come se fosse il cognome della tua nuova conoscenza. Se non ricordi il nome, potresti ricordarti la sua attività.

L’associazione può essere fatta tra una caratteristica del volto e il nome della persona. Cerca un particolar insolito o particolare del suo viso. Può essere qualsiasi cosa, di bello, di brutto o di non comune: le orecchie, il taglio di capelli, la fronte, gli occhi, il naso, la bocca, il mento, ecc. Con un po’ di fantasia, puoi trovare un segno particolare che richiama proprio il nome del cliente.

Un’altra buona strategia è di pensare a qualcosa che fa rima con il nome della persona. Può sembrare sciocco, ma sono trucchi come questi che possono aiutare a ricordare il nome di qualcuno.

5. Fai lo s-p-e-l-l-i-n-g

Uno dei modi migliori per ricordare il nome di una persona è di immaginare le lettere con cui è scritto.

Se si tratta di un nome insolito, difficile da scrivere o pronunciare, chiedi di ripeterlo lettera-per-lettera, magari facendo qualche domanda sulle sue origini. Fai del tuo meglio per pronunciare esattamente il nome del cliente. Non vederlo come un compito pesante … non devi guardare il tuo livello di comodità ma quello del tuo cliente, il focus è su di lui e devi fare uno sforzo per rispettare la sua identità.

Chiedi aiuto con i nomi in una lingua straniera.

Se chiedi a qualcuno come si pronuncia il suo nome non rispondere: “Oh, ma è troppo difficile! Non potrei mai pronunciarlo/ricordarlo!” Non solo è irrispettoso, ma dai un’immagine indolente, di uno che non ci vuole nemmeno tentare.

Fanne, invece, una questione d’orgoglio.

Impara la pronuncia e gli accenti giusti in una lingua straniera. Ripetilo sillaba-per-sillaba insieme alla persona. Vedrai come i clienti apprezzeranno i tuoi sforzi per pronunciare correttamente il loro nome.

6. Scrivilo

Se i giochi mnemonici non bastano, è necessario appuntarsi il nome del cliente su una rubrica (anche quella dello smartphone o del cellulare). Fallo appena possibile, aggiungendo qualche nota sull’aspetto, la professione, la personalità, la data e così via. Per esempio: “Signor Bianchi, funzionario d’assicurazione, di Como, occhi azzurri, capello brizzolato, di poche parole, ecc.”.

7. E se lo hai dimenticato …

Ammetti la tua dimenticanza ma non dare troppe spiegazioni o giustificazioni. Un esempio: “È stato così interessante parlare con lei: mi potresti ripetere il tuo nome?” “Mi dispiace terribilmente, ma ho dimenticato il suo nome. Le dispiacerebbe ripetermelo?”.

Ricorda di sorridere.