10 spunti per porgere complimenti potenzianti ai tuoi collaboratori -2

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4. Riconosci lo sforzo

Se hai fatto un apprezzamento professionale al tuo collaboratore, ci sono buone probabilità che l’ha ottenuto grazie a impegno e fatica.
Se “all’interno” del complimento evidenzi anche lo sforzo che ha fatto,
dimostrerai di riconoscere l’impegno e apprezzare lo sforzo e la dedizione.

Normale: “Ottimo lavoro, Paola.
Buono: “Ottimo lavoro, Paola. So che ti sono costati 2 week end di lavoro e il risultato è stato notevole“.

5. Riconosci un tratto caratteriale

È simile al precedente.

Se riconosci il tratto del carattere che è servito a “creare” il complimento mostri al tuo collaboratore che sei un capo attento e osservatore.

Normale: “Mi è piaciuta la tua presentazione power point“.
Potenziante.“Mi è piaciuta la tua presentazione power point. Si vede chiaramente che sei una persona molto creativa“.

6. Non essere ambiguo

Un complimento ben fatto non dovrebbe lasciare spazio ad ambiguità,
interpretazioni o confronti negativi per non correre il rischio di svalutare il riconoscimento che si sta dando.

Per esempio:
Mi è piaciuta la tua presentazione power point. Chi ti ha aiutato?
Il modo in cui hai gestito il reclamo è stato ottimo, non come l’ultima volta.”
Belle unghie, sono vere?

7. Scegli il momento giusto

Hai mai fatto un complimento a qualcuno che è caduto nel vuoto?

Di sicuro.

Infatti,
c’è un momento giusto e un momento sbagliato per farli e … siamo in molti a non conoscere la differenza.

Evita di porgere un complimento se vedi che il tuo collaboratore è stressato, stanco, ha palesemente la mente da un’altra parte o siamo a fine di giornata,
sta uscendo di corsa per andare a prendere i bambini, fare la spesa, ecc.

Così lo butti via.
È sprecato.

È un gran peccato … perdere così questo momento motivazionale!

Il complimento dovrebbe essere fatto il prima possibile, dopo l’azione che l’ha generato.
Se aspetti giorni, settimane o addirittura mesi (attendendo il momento perfetto o perché non hai tempo) è facile che sarà dimenticato o svalutato.

Come migliorare la tempistica e l’efficacia dei complimenti?
Pratica e ancora pratica!

8. Fai una pausa per creare più enfasi

Dopo aver detto ciò che devi dire, fermati un istante …
… bene, così! Aspetta ancora un attimo …
non c’è bisogno di lanciarsi immediatamente su un’altra cosa …
… facendo una pausa, dai il tempo alle tue parole di fare effetto!

Se non fai una pausa,
rischi che il tuo complimento si perda nel flusso della conversazione smarrendo l’incisività e l’effetto desiderato.

La pausa per creare l’enfasi è tutt’altro che facile da fare perché questa sospensione può essere carica di nervosismo …
molti la “riempiono” con una risatina isterica o con scatti nervosi del corpo.

9. Non aspettarti nulla in cambio

A volte ci complimentiamo con gli altri perché vogliamo ottenere qualcosa da loro.

Così non va.

Un complimento genuino non ha l’aspettativa di ottenere qualcosa in cambio.
Non porgere un complimento con una richiesta, per chiedere un favore o ottenere un complimento in cambio.

Ricorda il complimento non è per te ma per i tuoi collaboratori.
Molto probabilmente otterrai un “grazie”.
Va bene così.

Di quello che devi dire e vai avanti …

10. A voce o per iscritto?

È una questione di stile personale.

Alcuni preferiscono porgere il complimento faccia a faccia, altri preferiscono una mail,
chi lo accompagna a una bella stretta di mano, chi scrive una nota scritta a mano sigillata in una busta.

Un complimento è un regalo meritato, è una bella cosa …
… non dimenticare di sorridere!

Complimenti in pubblico o in privato?

Di solito,
è meglio lodare davanti ad altre persone.

Ricordiamoci però che le persone timide o riservate preferiscono di gran lunga un approccio in privato.

Leggi anche la parte 1 di “10 spunti per porgere complimenti potenzianti ai tuoi collaboratori”.

Allora …
come siamo messi con i complimenti potenzianti?

Ti senti un pò perso con tutte queste informazioni?
Forse fare complimenti è così complicato e macchinoso? No.
Niente è così lontano dalla verità.

Per favore,
prendi in considerazione questi spunti come semplici linee guida e non come regole granitiche da applicare rigidamente.
La cosa più importante da ricordare è che si dovrebbe avere un sincero interesse verso le persone per apprezzarne il lavoro.

Lascia fluire i tuoi complimenti liberamente

Il resto seguirà.

Devi sentirli come la cosa-giusta-da-dire in quel momento o come qualcosa-che-doveva-essere-detto.
Pensa che, anche se poco sincero, un complimento in genere fa comunque piacere,
immagina l’efficacia quando ne sentiamo uno autentico.

Se sei di fretta, non hai tempo, non sei ispirato … non fare calcoli.
Una stretta di mano e un semplice “Grazie” o “Ottimo lavoro!” detto con sincerità, guardando negli occhi il tuo collaboratore … non ha prezzo! (proprio come il famoso spot della carta di credito)

A chiunque fa piacere sapere che sta lavorando bene.

Quindi inizia a porgere complimenti alle persone che lavorano con te.
Hai solo bisogno di migliorare con un pò di pratica.

Lascia che le tue parole fluiscano liberamente.

Il resto seguirà.
Se desideri approfondire l’argomento … personal coaching per la team leadership.

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Non sai ancora bene cosa sia il coaching e non hai ancora deciso se iniziare un percorso?
Lascia che ti spieghi cos’è (per me) e come lavoro ogni giorno,
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10 spunti per porgere complimenti potenzianti ai tuoi collaboratori -1

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“Posso vivere due mesi grazie ad un bel complimento”
Mark Twain

Apriamo senza troppi preamboli … dritti al punto.

Essere in grado di porgere complimenti e riconoscimenti potenzianti ai propri dipendenti o collaboratori,
per il lavoro fatto e i risultati ottenuti,
è una competenza fondamentale per ogni persona responsabile di un team (grande o piccolo che sia, poco importa).

Un responsabile di team eccellente va oltre i numeri e il budget e si dedica anche (o soprattutto?) alla crescita motivazionale del suo staff attraverso l’apprezzamento e il riconoscimento.

La capacità di porgere un apprezzamento potenziante quindi è una caratteristica assolutamente necessaria soprattutto nel Mercato di oggi,
dove si prendono molti “pali” e i pochi (purtroppo) “goal”, conquistati con fatica e impegno,
devono essere riconosciuti e apprezzati.

Riconoscimenti per rafforzare i rapporti

Complimenti e apprezzamenti ben fatti possono costruire e rafforzare le relazioni, aumentare la fiducia,
migliorare la produttività e ridurre il turnover del personale.
L’apprezzamento è molto importante, perché valorizzare il lavoro fatto,
giorno dopo giorno.

Esagerazioni?
Non direi proprio.

La ricerca mostra che la maggior parte dei dipendenti desidera semplicemente un ringraziamento o un apprezzamento da parte del capo o del supervisore per il lavoro svolto (questo vale ancora di più per i collaboratori che non hanno contatto con i clienti o che non ricoprono un ruolo di alto profilo).

La maggior parte delle persone desidera essere tenuta nella giusta considerazione!
Non tutti mirano solo a timbrare il cartellino,
tirare le otto ore e aspettare lo stipendio alla fine del mese.

L’autostima è un bisogno umano e si alimenta di riconoscimento e fiducia in se stessi.
Riconoscere ai propri collaboratori il lavoro fatto, i rischi che hanno preso e i risultati che hanno ottenuto crea un ambiente di lavoro positivo,
motivato e altamente produttivo
.

Apprezzamenti per aumentare la fiducia

Non aspettare la revisione o il colloquio annuale per complimentarti o dire grazie a un tuo collaboratore. Fai in modo che sappia che tu lo consideri la chiave del tuo successo.

A questo punto …
… anche se stai apprezzando l’inizio dell’articolo, sono sicurissimo che stai anche pensando che il “tempo per queste cose proprio non ce l’hai”.

Hai ragione (dal tuo punto di vista).

In effetti, non ho incontrato un solo responsabile o manager che mi abbia detto di avere tempo per “queste cose”… ma poi il tempo di rimproverare e criticare lo trova sempre!
Un grande leader è chi riesce trovare anche (e soprattutto) il tempo per apprezzare il lavoro della sua squadra.

Come complimentare collaboratori e team:

Prendi spunto da questi consigli per porgere complimenti davvero motivazionali:

1. Complimenti sinceri

Tutti riconoscono un complimento falso o esagerato, quando ne sentono uno;
quindi elogia qualcuno solo se pensi che davvero lo meriti.

Se il tuo collaboratore ha fatto davvero male il suo compito è controproducente lodarlo solo per “tirare su il morale”,
per “non mortificare” o “poverino-con-tutto-l’impegno-che-ci-ha-messo”.

Anche se fatto a fin di bene,
un complimento non sincero può far sentire peggio la persona perché mette ancora più attenzione sui difetti o sull’errore.

In pratica: sii onesto,
non esagerare e non magnificare in modo non appropriato.

2. Complimenti specifici

Se porgi ai tuoi collaboratori un apprezzamento per il lavoro svolto,
è già una bella (e rara) cosa nel mondo del lavoro ma se lo fai in modo specifico è anche più efficace,
perché dimostri che hai effettivamente notato il contributo del tuo collaboratore.

Rilevando un aspetto specifico di una situazione, dai prova d’attenzione e d’interesse,
tocchi tasti motivazionali molto sensibili per le persone che lavorano con te.

Normale: “Ottimo lavoro, ben fatto”.
Potenziante “Il modo in cui hai gestito il reclamo è stato ottimo. Hai avuto un approccio gentile e comprensivo e allo stesso tempo deciso ed efficace”.

Normale: “Ottimo stile, ben fatto”.
Potenziante: “Il modo in cui hai risposto alle domande del cliente è stato eccellente. Hai dimostrato di aver compreso le nostre procedure e la nostra filosofia”.

3. Apprezzamenti brevi e concisi

Vai dritto al punto.

Non perderti in chiacchiere intorno al soggetto altrimenti sembri nervoso e imbarazzato.
Un buon complimento deve essere breve e conciso.

Se aggiungi troppe spiegazioni,
diluisci l’incisività del messaggio (questo non vale solo per i complimenti ma per la comunicazione in generale).

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Cliente soddisfatto = cliente fedele? Anche no. Come accettare l’infedeltà del cliente

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La proprietaria di un Salone estetico ben avviato del centro mi ha confidato

Conosco quella mia cliente da oltre 4 anni. Abbiamo anche instaurato un rapporto di amicizia e confidenza, visto che la sua frequentazione è quasi settimanale. Sono rimasta molto male quando l’ho vista, casualmente settimana scorsa, uscire da un altro salone di estetica. Appena rientrata in Salone mi sono precipitata a controllare l’agenda degli appuntamenti.

Infatti, negli ultimi mesi, la sua frequenza si è abbassata notevolmente rispetto al passato … eppure sembrava così contenta del mio centro!

Mi sono sentita delusa, tradita… . anche se capisco che ognuno è libero di scegliere e cambiare, se vuole …

Quando l’ho rivista ancora in Salone, mi sono accorta di non essere riuscita a essere naturale e nascondere il mio disappunto e la mia delusione. La sua frequentazione è tornata più o meno normale ma il risentimento di quel “tradimento” mi rendeva, insolitamente, silenziosa. Anche perché io sono una che parla tanto!

Penso che anche lei si sia accorta di questa mia freddezza.
E adesso ho anche l’ansia … c’è qualcosa che non va più nel mio centro? I clienti stanno scappando?” … quando non vedo più una cliente per un po’, mi sale l’agitazione …”

Essere cortesi, professionali e competenti è una condizione sicuramente necessaria ma non è tuttavia sufficiente per fidelizzare definitivamente un cliente.

Perché? I motivi sono tanti.

Le persone hanno comportamenti sempre più individuali e imprevedibili. Cambiano spesso e velocemente atteggiamento ed esigenze. Le previsioni d’acquisto sfuggono alle anticipazioni di marketing perché i consumatori pianificano meno e con maggiore prudenza.

Oggi, l’offerta di servizi e prodotti è diventata molto ampia e diversificata. Sono aumentate le aziende, i centri, gli store che offrono (più o meno) lo stesso tipo di articolo, prodotto e servizio, a prezzi sempre più concorrenziali.

Nella stessa via c’è quasi sempre qualcun altro che vende o offre la stessa cosa ed è quindi facile per il cliente di oggi, cedere alla tentazione, alle lusinghe e i richiami di promozioni, sconti e offerte irrinunciabili.

Tutti sono impegnati quotidianamente a proporre nuove offerte, lanci speciali, promozioni imperdibili e novità dell’ultima moda … e questo è assolutamente normale!

E allora?

Accetta l’infedeltà del cliente soddisfatto

Devi accettare (non rassegnarti) che il tuo cliente affezionato (anche se è un cliente soddisfatto) decida di cambiare, definitivamente o per qualche tempo.

Prendi le distanze dalle cose che non puoi controllare. Non farlo, ti porterà solo ansia e frustrazione!

Viviamo in un Mercato complesso e incerti. Non sprecare la tua energia e le tue capacità su cose e fatti che non dipendono da te. Non puoi controllare il tuo cliente, puoi solo gestire il tuo atteggiamento, non lamentarti o demoralizzarti, accettare la realtà e focalizzarti solo sulle prossime azioni da compiere.

Quando accetti l’imprevedibilità dei clienti, non significa che sei diventato incosciente, rassegnato o irresponsabile. Vuol dire che, semplicemente, prendi coscienza di un dato di fatto.

Non accusare la tua professionalità

Non “mettere sul piatto” la tua autostima o tartassare la tua professionalità incolpandola della fuga dei clienti.

Aspetta e verifica.

Può darsi che il cliente abbia semplicemente risposto a un imput momentaneo (una promozione, sconti speciali di un concorrente) o abbia semplicemente voglia di cambiare per qualche tempo “mano”, trattamento o servizio.

Ci sta.

Non facciamone un dramma.

Prendi spunto per una sana autocritica

Se vedi che c’è una perdita di clientela prima di andare in panico meglio porsi poche ma fondamentali domande su come migliorare, accogliere e approcciare i clienti di oggi.

Hai preso coscienza dei cambiamenti del mercato e dei clienti?
Ti sei adattato a questi cambiamenti?
Qual è il valore aggiunto del tuo servizio?

Non c`è dubbio che il Mercato sta cambiando, anche in conseguenza della crisi che ci ha investito negli ultimi anni. Se il mercato sta cambiando, sta cambiando anche il cliente … allora deve cambiare anche il tuo modo di vendere e proporre. Non ti sembra?

Ricorda che i clienti sono più suscettibili

Purtroppo oggi è così.

Una parola sbagliata, una distrazione, un gesto di troppo e … il cliente sparisce nel nulla. Se ha subito un torto o di aver ricevuto un’accoglienza poco soddisfacente … non torna più, cambia, va da altri anche se è stato un cliente soddisfatto perché nel raggio di 1 kilometro ci sono almeno altri 2 store o centri che possono offrire, più o meno, lo stesso prodotto o lo stesso servizio.

E se il cliente “infedele” ritorna …

Se il cliente “infedele” ritorna nel tuo centro o store non accoglierlo con mal celato risentimento ma piuttosto come un amico che non vedi da un po’.

Evita d’indagare subito dove è stato tutto questo tempo perché potresti metterlo in imbarazzo. Con il tempo, intavola un dialogo e prendi informazioni che potrebbero essere molto utili per conoscere le sue scelte, le sue motivazioni o per capire alcuni (eventuali) errori nelle tue strategie o sul tuo comportamento.

Da collega a capo. Mica facile? Benvenuto nel management – 2

collega a capo

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Dovrai gestire invidie e gelosie

“Il cane chiuso nel recinto abbaia a quello che scorrazza liberamente.”
Marty Rubin

Hai ottenuto questa posizione perché hai le competenze giuste o hai colpito positivamente chi ti ha scelto.

Ma i tuoi colleghi la pensano allo stesso modo?

Magari qualcuno di loro è deluso, arrabbiato, frustrato.
Ambiva anche lui/lei a quella posizione … e invece hanno scelto te!
Non per tutti sarà facile mettere da parte l’ego, nascondere invidie e gelosie e venire a congratularsi con te.

Il passaggio da collega a collaboratore può essere difficile anche per lui/lei,
prova ad avere più comprensione ed empatia.
Il rapporto potrebbe restare cordiale ma un certo distacco professionale è consigliabile per entrambi.

Non manifestare simpatie e preferenze

L’amicizia sul lavoro è uno dei temi più delicati d’affrontare.

Avere amici sul posto di lavoro ci dà più carica,
motivazione e una spalla cui poggiarsi in caso di difficoltà.

Molto probabilmente avrai fatto più amicizia con alcuni colleghi rispetto ad altri.
È naturale e normale, sentire maggiore feeling e simpatia verso alcune persone ma, nella tua nuova veste di responsabile,
ogni componente del team dovrà essere trattato in modo imparziale e con rispetto.

Anche se pensi di essere equo ed equilibrato al 100% (e forse non ti rendi conto) gli altri collaboratori o dipendenti potrebbero fraintendere o mal interpretare alcune tue decisioni, pensando che stai proteggendo o favorendo una o più persone,
a te vicine.

Favoritismi, preferenze e simpatie, potrebbero emergere tuo malgrado, e all’interno del team creare sfiducia e demotivazione. Leggi questo post ad-hoc

Non cercare l’approvazione dei tuoi ex colleghi

Se hai bisogno del giudizio positivo dei tuoi ex colleghi, è un chiaro segno che devi ancora lavorare sulla tua autostima.
Alla base hai paura di essere rifiutato o emarginato dal resto del gruppo.
È uno schema mentale che ti porterà a fare di tutto per compiacere i tuoi ex colleghi,
pur di ottenere la loro approvazione.

Se devi soddisfare le aspettative dei tuoi precedenti compagni di lavoro, diventerai un burattino sotto il loro comando.
Chi asseconda sempre gli altri, come un cagnolino, non diventerà mai un leader.

Nella tua nuova posizione non devi cercare di essere popolare (non puoi conquistare tutti),
devi accompagnare gli altri per centrare i risultati prefissati.
Mantieni l’attenzione sul lavoro da fare, dai il massimo ogni giorno,
tratta tutti con rispetto e educazione e vedrai che riuscirai a conquistare il tuo team!

Non farti influenzare

Non permettere alle precedenti amicizie di influenzare le tue nuove responsabilità gestionali.

È naturale e normale,
sentire maggiore feeling e simpatia verso alcune persone ma queste sensazioni rischiano di influenzare ( consciamente o inconsciamente) le tue decisioni riguardo licenziamenti, assegnazioni o promozioni.

Sfrutta la conoscenza delle persone

Il fatto di conoscere “dall’interno” il team può essere un vantaggio che devi sfruttare al massimo.

Conosci tutte le “pecche” e i punti di forza, i membri meno produttivi e quelli “che tirano il carretto“.
La tua comprensione dei processi di lavoro del team ti può aiutare a costruire la credibilità con il tuo nuovo staff e creare relazioni utili con le persone che ora devi supervisionare.

Dai fiducia a tutti i membri del team

Non fingere di avere tutte le risposte.

Fai sapere ai tuoi collaboratori che sei aperto a nuove idee e input.
Sollecita suggerimenti e dai il giusto credito a tutti.
Questo li renderà molto più disposti a risolvere i problemi.

Ti ricordi quando il tuo capo non ti ha dato lo spazio di lavoro che volevi?
Ecco l’occasione per cambiare!

Dai ai membri del tuo team la giusta autonomia di lavoro e falli sapere che ci sei, quando hanno bisogno di te.
Aiutare la crescita è un ottimo modo per fidelizzare le persone.

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Da collega a capo? Rimani te stesso!

Adesso, il tuo ruolo è diverso ma tu sei lo stesso.

Molti lo ignorano o se ne dimenticano.
La simpatia può aiutarti a mantenere buoni rapporti con le persone,
attenuare la tensione e migliorare la produttività.

Passare da collega a capo dei tuoi ex colleghi è allo stesso tempo una sfida e un’opportunità di crescita.
Se la prendi alla leggera o al contrario con troppa animosità, ti aspettano delusione e frustrazione;
considerala piuttosto un’occasione per lavorare su te stesso.

Da collega a capo? Mica facile.
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Il coaching può fare la differenza nel tuo sviluppo di giovane imprenditore, manager o quadro … ecco il personal coaching per la leadership.

collega a capo

Da collega a capo. Mica facile? Benvenuto nel management! – 1

da collega a capo

Fino a ieri,
ridevi e scherzavi a crepapelle con tutti “loro”, eri uno di “loro”, amico di tutto il team ma da quando hai avuto la promozione a supervisore,
ti senti guardato con sospetto o peggio addirittura con odio?

Quando eri nel team,
hai sempre sentito parlato malissimo del capo e adesso che dall’altra parte ci sei tu,
cosa ti fa pensare che con te sia diverso?

Hai cominciato tutto eccitato per l’opportunità avuta.
Ti sei preparato e hai lavorato duramente per arrivare fin qui.

Te lo meriti.
Ma questo non significa necessariamente che sarà facile.

La difficile transizione da collega a capo

Non tutti nel team sembrano aver accettato che sei diventato il nuovo capo e stai avendo un momento particolarmente difficile con quella persona che pensa di poter farla franca ogni volta.

Hai già dovuto dare un feedback correttivo anche a quell’altro che ti considera ancora un amico … ma non hanno ancora capito che adesso il capo sei tu?

È molto più difficile del previsto.
Di la verità, non pensavi vero?

Benvenuto nel management!

Il passaggio da collega a responsabile può essere una transizione difficile perché i tuoi ex colleghi,
sia per gelosia o per abitudine, decidono di continuare a trattarti ancora come uno del gruppo oppure si aspettano da te un livello più elevato di empatia,
poiché hai appena lasciato i loro ranghi.

Il punto che tu invece adesso, come nuovo direttore o capo,
sei responsabile della produttività e dei risultati.

Gruppo, empatia, produttività e risultati … uhm! Mica facile!
Ecco alcuni suggerimenti strategici per gestire al meglio la difficile transizione da collega a capo:

Consapevolizza che il rapporto cambierà

È così.

Da adesso in poi … cambiano le dinamiche, gli obiettivi sono differenti, diversa è la responsabilità,
più alta è la pressione e potresti prendere decisioni impopolari presso i tuoi ex compagni di lavoro.

Anche se fino a qualche tempo fa hai condiviso lo stesso malcontento sul modo di lavorare,
i rapporti personali con i tuoi precedenti colleghi dovranno essere spostati a un livello diverso.

Adesso non sei più un loro pari … ora sei quello che assegna il lavoro,
analizza la produttività e valuta la performance.

Ridefinisci i confini

È necessario rimodellare il rapporto tra te e i tuoi ex colleghi di lavoro.

Ci sono linee che devono essere nuovamente tratteggiate,
confini che non possono essere più superati e argomenti di conversazione che non possono essere più discussi.

Adesso che sei passato da collega a capo, aspettati che le persone che dovrai supervisionare vedano le cose in modo diverso,
siano più guardinghe e non ti parlino più apertamente, come una volta.

Incontra individualmente ogni collaboratore

È un passaggio fondamentale.

Prenditi del tempo per prepararti e poi parla individualmente di questa nuova transizione con ogni membro del team.
Metti sul tavolo le reciproche aspettative (cosa tu ti aspetti da lui ma anche cosa si aspetta l’ex collega da te, il suo nuovo capo) e i potenziali problemi.

Ricorda che un’aspettativa frustrata produce delusione e rancore (quest’ultimo è molto pericoloso sul luogo di lavoro).

Assicurati che tutti nel team abbiano compreso il tuo nuovo ruolo, le responsabilità che ti aspettano e gli obiettivi che, a livello di gruppo, ti sei prefissato.

Anche se potrebbe essere un po’ imbarazzante … discuterne e ricercare soluzioni costruttive è la miglior cosa.
Non ti aspettare che i tuoi ex colleghi ti parlino schiettamente.

Metti anche in preventivo che questo cambiamento potrebbe creare un’energia negativa all’interno del team e sarai costretto a fare un passo indietro e non socializzare più come prima con il team.

Cerca di non prenderla male,
se succede.
Ci sta.

Rimani aperto e disponibile al dialogo

Rimani disponibile al dialogo, alla collaborazione, a scambiare le tue idee o opinioni.
È fondamentale se si vuol vivere in armonia, avere una buona intesa lavorativa e non avere conflitti con i tuoi ex-colleghi.

Se avverti un fastidio a causa della precedente confidenza, parlane nell’incontro privato con tatto e con rispetto.
Potresti essere sorpreso nello scoprire che anche lui/lei ha gli stessi problemi …
questo potrebbe aiutare a risolvere la questione in maniera soddisfacente per entrambi.

Evita di spettegolare

“Il pettegolezzo è come fumare sigarette: piacevole, ma poco sano.”
Woody Allen

Fino a qualche tempo fa (forse) spettegolavi anche tu con i colleghi più stretti.

Non c’è niente di male …
anche perché gossippare stempera la tensione e serve a creare un clima più leggero.
Lo scherzo distende gli animi e consolida il gruppo ma diventa pericoloso quando è l’unico sfogo a frustrazione e stress.

Adesso …
è meglio evitare di farti coinvolgere per non rischiare di rovinare i tuoi rapporti interpersonali o di trovarti in situazioni spiacevoli.

Stai alla larga dal distributore dell’acqua, la macchinetta del caffè,
la break room e tutti quei luoghi predisposti per i pettegolezzi e gli sfoghi dei dipendenti.

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