Nuovo team leader? 12 suggerimenti per partire con il piede giusto – 1

team leader

Sei il nuovo team leader?
Che tu sia prossimo a lavorare per un’innovativa startup,
un’impresa a conduzione familiare,
oppure un grande progetto per una multinazionale,
il tuo approccio iniziale farà una notevole differenza tra il successo e il fallimento nella tua permanenza in quest’azienda.

Chi ben comincia … dice il detto.

Sarai stimolato ed emozionato.
Sarai di fronte a difficoltà e opportunità,
e il tuo obiettivo dovrebbe essere quello di sfruttare al meglio tutte le situazioni …
a partire dal tuo primo giorno di lavoro.

Se stai già pensando come spenderai il tuo nuovo stipendio,
ricorda che …
una falsa partenza rischia di bruciare la tua posizione di team leader in pochissimo tempo.

Ti stanno aspettando …

Ecco 13 suggerimenti che spero ti diano spunti e la direzione giusta per avvicinarti con successo al tuo nuovo lavoro di team leader:

1. Non devi dimostrare immediatamente quello che sai

Lo hai già fatto in fase di selezione.
Devi dimostrare cosa puoi imparare.
Qual è la tua capacità di apprendimento.

2. Lo stress che senti, lo sentono anche gli altri

Il tuo arrivo creerà stress e incertezza per molti.
Tutti si chiedono cosa cambierai.
Come il loro lavoro possa cambiare.

Un livello moderato di stress può essere molto produttivo.

Se puoi dire che le cose resteranno sostanzialmente le stesse,
dillo.
Sottolineando le certezze, eviterai che il livello di stress si alzi pericolosamente.

In ogni caso,
evita di promettere più di quanto tu possa mantenere.

In questo momento è necessaria sensibilità,
sia verso te stesso sia verso gli altri.

3. Impara subito i nomi dei tuoi collaboratori

Nessuno si aspetta che lo farai subito,
il primo giorno.

Ma ricordare, pronunciare correttamente e rapidamente i nomi dei tuoi nuovi collaboratori è molto più di una questione di educazione,
è una forma di rispetto.
Di leadership.

In un periodo in cui si parla tanto di team building,
troppo spesso ci dimentichiamo che ogni persona vuole sentirsi unica e speciale.

Quando usiamo il nome (oltre ad essere educati e gentili) stiamo creando un legame,
perché riconosciamo il valore e l’unicità della persona.
Questa semplice cortesia ti aiuterà a costruire rapporti duraturi.

4. Evita giudizi prematuri sulle persone

“La tendenza a giudicare gli altri è la più grande barriera alla comunicazione e alla comprensione.”
Carl Rogers

Spesso nutrire pregiudizi porta a modificare il nostro comportamento sulla base delle nostre credenze,
portando poi al rafforzamento degli stereotipi stessi.

Ad esempio,
se per qualche motivo sei convinto che i collaboratori più giovani (magari con piercing e tatuaggi) siano poco professionali,
probabilmente con quella tipologia di dipendente assumerai un atteggiamento più critico e indisponente.

Questo tuo atteggiamento sarà visto come ostile e ingiustificato dal giovane collaboratore che a sua volta si metterà sull’offensiva,
rafforzando (e avvalorando) così di conseguenza il tuo pregiudizio.
La profezia si è avverata.

5. Non credere a tutto quello che ti verrà detto

Alcuni vorranno manipolarti.
Alcuni vorranno accattivarsi la tua benevolenza.
Altri ancora ti osserveranno costantemente per carpire le tue intenzioni.

Ci saranno persone che ti seguiranno per vederti fallire,
e altre che ti seguiranno perché desiderano che tu possa avere successo.

Ti basta sapere che ognuno avrà un motivo per “aiutarti”,
sta a te scoprire in che modo.

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6. Non essere il team leader so-tutto-io

Sei bravo e capace.
Giovane e rampante.
Ma certo!

Il tuo primo istinto è cercare tutti i modi di dimostrare quanto sei capace.
La verità è che, se ti manca l’umiltà e il rispetto per gli altri,
avrai difficoltà a convincere colleghi e collaboratori delle tue abilità e non sarai visto come un giocatore di squadra.

Se saprai resistere alla tentazione di impressionare,
se riuscirai a osservare il tuo ambiente lavorativo,
cercando (veramente) di capire come lavora l’azienda,
mostrando il tuo genuino interesse per le persone …
i risultati saranno potenti.

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10 frasi killer da non pronunciare davanti al tuo capo – 2

frasi da non dire al capo

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5. “Non mi piace lavorare con Letizia”

Nulla infastidisce il tuo capo più di ascoltare (grandi o piccole, poco importa) beghe personali tra i membri del suo team.

Non può risolvere ogni piccolo conflitto che si presenta sul posto di lavoro,
quindi non rendere il suo lavoro più difficile con lamentele sui colleghi.

Un suggerimento:
anche se hai ragione sul conto di quella persona,
lo sforzo per lavorare bene accanto a lui/lei,
sarà più proficuo delle (continue) lamentele con il tuo capo.

6. “Non è il mio lavoro”

Una delle classiche frasi da non dire al capo.
Ecco una frase tossica che ti dipinge come una persona inflessibile e non cooperativa.

Se il tuo capo ti chiede di farlo,
probabilmente vede questa richiesta come parte del tuo lavoro.

Se senti veramente che ti è stato chiesto qualcosa d’ingiusto,
chiedi al tuo capo di discutere di questa nuova incombenza,
ma non dire mai (se ti è chiesto di fare qualcosa) che non fa parte del tuo lavoro!

7. “Non posso farlo ora, ho altre priorità”

Questa frase ti farà apparire come qualcuno che non vuole imparare e crescere.
E poi…
stai bloccando la comunicazione!

Molto meglio dire: “Ho una serie di mansioni in scadenza.
A tuo parere, a quali daresti la priorità
?”

8. “Non mi avevi detto di fare così”

“Tutti cercano qualcuno a cui dare la colpa.”
Tom Waits

Può darsi che tu abbia (davvero) ragione e ti abbia dato un’indicazione sbagliata,
ma il tuo capo non si chiederà se hai ragione o no,
noterà solo che tu stai sfidando la sua autorità.

Meglio dire “Ora ho capito che cosa vuoi, lo faccio subito”.
Così metti l’accento sul fatto che c’è stato un errore di comunicazione,
non stai negando il problema e stai (comunque) cercando la soluzione.

È importante, fare una verifica di comprensione, ripetendo ad alta voce la richiesta,
per evitare ulteriori problemi.

In questo modo,
invece dimostrerai di essere attento e disponibile.

9. “Il vecchio capo non faceva così”

Oppure “Prima le cose erano gestite meglio qui”

Non vorresti essere confrontato con un ex collaboratore, vero?
Per il tuo capo è lo stesso!

Anche il tuo capo può pensare che tu sei bloccato,
poco duttile e disponibile,
che non ti sei adattato bene al cambiamento e che non sei flessibile.

Questo potrebbe tagliarti fuori da nuovi progetti o assegnazioni,
perché (sembra) che tu non sia capace di gestire al meglio il cambiamento.

10. Qualsiasi domanda a cui si possa rispondere facilmente

La tecnologia oggi mette il mondo a portata di mano,
e ti dà la risposta alla maggior parte delle domande.

Evita di preoccupare il tuo capo con richieste generali,
che si possono facilmente risolvere con un minimo d’iniziativa e una semplice connessione a Google.

Attento ai social!

“Che palle!”.
“Non ne posso più oggi”
“Ho un’allergia, sto a malapena in piedi, ma devo tirare fino alle 6”.
“Non ho mai avuto un boss più intelligente di me”.

Quando pubblichi qualcosa, ricorda che (forse) anche il tuo capo potrebbe leggerlo.
Equivale quasi a dirlo direttamente in faccia.

Banale?
No, banalissimo.
Ma sono in tanti a cascarci!

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Frasi da non dire al capo? La prudenza non è mai troppa

Se pensi che l’onestà paghi sempre e che dire quello che pensi sia comunque la strada più efficace …
ricorda che sul posto di lavoro possono verificarsi situazioni in cui è preferibile maggior cautela,
per non compromettere o rovinare del tutto le tue possibilità di carriera.

A volte è consigliabile un eccesso di prudenza,
così da formulare un dialogo costruttivo e professionale,
piuttosto che farfugliare la prima cosa che viene in mente e rimpiangerla subito dopo.

Infatti,
dire qualcosa nel modo sbagliato è un attimo,
ma l’impressione negativa (che ne scaturisce) può diventare duratura e controproducente.

frasi da non dire al capo

10 frasi killer da non pronunciare davanti al tuo capo – 1

frasi da non dire al capo

Se chiedi al tuo capo qual è l’aspetto più importante nel mondo del lavoro di oggi,
(probabilmente) ti dirà la comunicazione.
E ha ragione.

Infatti, quando parliamo,
(anche se quello che diciamo conta solo il 7-8% della nostra comunicazione),
dobbiamo stare ben attenti a non usare espressioni che ci fanno apparire offensivi,
incompetenti o poco corretti nei confronti del nostro capo/a.

Ecco 10 frasi da non dire al capo:

Occhio a tutte quelle espressioni, piccole frasi (che sembrano innocue) che possono,
anche a livello inconscio, essere interpretate negativamente e sabotare il tuo rapporto professionale.
E poi sono …
dolori!

Poco importa quanto il tuo capo/a sia aperto di vedute,
ci sono ancora alcuni punti di discussione che sono tabù.

Ecco 10 frasi frasi da non dire al capo e che non dovresti mai lasciarti sfuggire:

1. “È un problema”

La scelta delle parole la dice lunga su di te.
E su chi-sei.

Un problema rappresenta un ostacolo,
una barriera o un blocco insormontabile.

Se “etichetti” tutto come un problema,
rischi di essere visto come “negativo e porta sfiga”.

I problemi sul posto di lavoro si presentano ogni giorno.
E ogni giorno vengono risolti!
Non devi farne una “ragione di stato” tutte le volte che ti trovi davanti una difficoltà.

Se c’è un problema,
prova a offrire al tuo capo una possibile soluzione.
Te ne sarà grato!

Leggi il mio post su come migliorare il tuo rapporto con il capo.

2. “Non posso”

Ecco una delle frasi da non dire al capo.. in compagnia dei suoi fratellastri “È impossibile” o “Non si può fare”.

Nessuno si aspetta che tu sia in grado di fare tutto,
ma il tuo capo vuole sentire cosa puoi fare e cosa è possibile,
non quello che non puoi fare o quello che per te è impossibile.

Così, invece di dire,
“Non riesco a finire per domani, è impossibile”,
offri al tuo capo una scadenza realistica.

Se ritieni che ti sia stato chiesto l’impossibile,
spiega esattamente quello di cui hai bisogno “Posso terminarlo per domani,
se avrò il supporto di Roberto e Camilla”.
Così. Positivo!

Evita lamentele e frasi di uno
che non si vuole mettere alla prova.

3. “Sono stanco morto, sai nel weekend… ”

Questo potrebbe sembrare ovvio,
ma succede, potrebbe scapparti,
anche accidentalmente.

Potresti aver chiuso il locale sabato sera e qualcuno ti ha accompagnato a riprendere l’auto perché non ti ricordavi dove l’avevi parcheggiata.
E allora?

Anche se hai un rapporto amichevole con il tuo capo,
le tue questioni personali dovrebbero essere lasciate fuori dal contesto lavorativo,
perché potrebbero condizionare il tuo rapporto.

Se continui a vantare notti di follia in città e allo stesso tempo ti presenti in ritardo,
il tuo capo ti richiamerà al concetto del lavoro-è-lavoro,
alle tue responsabilità sul lavoro e gli obiettivi della società.

4. “Ho bisogno di un aumento”

Il punto non è chiedere un aumento.
Un adeguamento.
Un ritocco.

Non ha assolutamente niente a che fare con il merito del tuo lavoro,
non ha assolutamente niente a che vedere con la qualità di ciò che stai facendo.

I salari e le promozioni si basano sul tuo contributo all’azienda,
i tuoi punti di forza e le tue realizzazioni,
piuttosto che sui tuoi bisogni.

Il tuo capo vuole sapere perché ti meriti l’aumento,
non perché ne hai bisogno
(la necessità di solito implica un problema finanziario personale).

Se vuoi negoziare uno stipendio più elevato,
è necessario chiederlo in un modo più efficace,
dimostrando i tuoi successi e mantenendo fuori le tue esigenze personali.

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Nessun capo terrà mai un impiegato che ha sempre ragione.
Arthur Bloch

8 errori da evitare quando incontri persone nuove (se non vuoi “bruciarti” subito)

incontrare persone nuove

Per molti di noi,
incontrare persone nuove (o persone con cui non si ha molta confidenza – tipo colleghi di un altro dipartimento) non è sempre facile.

A volte è difficoltoso e imbarazzante.

Quando devi incontrare persone nuove, hai una sola possibilità per fare una buona prima impressione.
E quest’unica occasione (senza margine di errore) è stressante,
vero?

La tua mente va all’incontro, alle presentazioni,
in testa hai pensieri del tipo “Non so cosa dire” o “Non sono una persona brillante”, “Farò la solita figura del baccalà che non ha niente da dire”.

La frequenza cardiaca aumenta, cominci a sussultare mentre immagini di stringere la mano a nuove persone, cercando argomenti di conversazione che non durano più di 10 secondi,
desiderando di sembrare (disperatamente) interessante e, allo stesso tempo, di nascondere l’apprensione.

Tieni d’occhio questi 8 errori di comunicazione quando incontri persone nuove
(sul lavoro e nel privato, poco importa):

1. Parlare solo di te stesso

Non appena stretta la mano inizi a parlare, parlare, parlare,
e non ti fermi più …

Senti il bisogno urgente di vendere te stesso e di innalzare la tua reputazione professionale,
e allora sotto a raccontare delle tue abilità, dei tuoi risultati,
dei tuoi successi.
Solo di te stesso.

Un monologo.
Nessuna domanda.
Facendo così non mostri interesse per gli altri.
Poco rispetto.

Non c’è niente di sbagliato nel parlare di se stessi,
anzi è necessario,
ma occorre assicurarsi di non sopraffare la conversazione disquisendo solo di se.

Devi fare domande,
lasciare “spazio” anche agli altri.

2. Rompere il ghiaccio reclamando o lagnandosi

“Il caldo oggi è terribile”
“Ma quanti siamo in questa stanza? Troppi …”
“Hanno risparmiato sull’aperitivo …”
“Strano, il capo oggi non ha invitato solo i suoi preferiti …”

L’idea sembra buona …
trovare un terreno comune di dialogo per rompere il ghiaccio,
condividere alcune considerazioni è un modo efficace per stabilire un rapporto più amichevole.
Spesso funziona.

Però,
partire con una lamentela, una recriminazione o parlare di questioni troppo personali,
(tipo il tuo divorzio o come sei stato male la notte prima per i troppi spritz),
non è un ottimo modo per avviare una conversazione.

La chiave di una prima impressione durevole (quando devi incontrare persone nuove) è quella di discutere un argomento, che interessi sia te, sia l’altra persona,
occorre porre domande per comprendere meglio il punto di vista dell’altro e riformulare il tutto in una nuova prospettiva.

“Ognuno ha la pretesa di soffrire molto più degli altri.”
Honoré de Balzac

3. Non prestando attenzione alla tua postura

Prima di pensare cosa-dire,
concentrati sulla tua comunicazione non verbale.
Più della metà della comunicazione è ad appannaggio del linguaggio del corpo.

Evita di non guardare gli altri negli occhi,
sollevare il mento (è un segnale di superiorità) o incrociare le braccia sul petto che “creano” una barriera tra te e le persone.

Stare a braccia conserte è la classica posizione di chiusura
che trasmette un atteggiamento negativo e difensivo.
Incrociando le braccia, sembri freddo,
riservato o peggio può sembrare che tu stia nascondendo qualcosa.

È meglio evitare azioni inconsce come incrociare le gambe,
fare tintinnare le monete in tasca, guardare continuamente il cellulare,
giocherellare con una penna o battere i piedi perché ti fanno sembrare imbarazzato e ansioso.

4. Avere un’espressione accigliata e preoccupata

Spesso,
dimentichiamo come un sorriso possa avere un impatto positivo quando incontriamo nuove persone.

Sorridere è uno dei più potenti segnali non verbali.
Sorridere è la cosa migliore che puoi fare.
Ti toglie dal viso quell’espressione crucciata e nervosa.

Le persone sicure di sé sorridono perché sono felici e non hanno paura di mostrarlo.

5. Voler essere costantemente al centro della discussione

La conversazione non deve essere legata al tuo disperato bisogno di essere cool.

Non cogliere ogni occasione, un singolo fatto o un’affermazione per agganciarti al discorso e iniziare a discutere, criticare, pontificare.
Sentenziare.
Solo per il semplice fatto di voler apparire più interessante o attraente agli occhi degli altri.

Pensi davvero che, così facendo,
riuscirai a impressionare le persone e sembrare più interessante o intrigante?
Vuoi davvero accentrare l’attenzione e ottenere riconoscimento per tutto il tempo?

Una cosa è certa,
alla lunga diventi scontato,
pesante e spingi gli altri a evitarti.

A te la scelta.

6. Confondere sicurezza con arroganza

Spesso,
quando incontriamo persone nuove, nascondiamo la nostra insicurezza – anche in buona fede o in maniera inconscia – con finti atteggiamenti di sicurezza, di superiorità e di arroganza.

Cerchiamo di ottenere approvazione,
abbiamo sempre qualcosa da dimostrare agli altri.
Braccia conserte, petto in fuori, sorriso sprezzante,
sarcasmo e battute.
Togliamo spazio ai discorsi degli altri o interrompiamo la conversazione per imporre i nostri argomenti.

Stiamo scambiando arroganza per carattere.
Che abbaglio!

7. Non parlare di te stesso

Se sei troppo silenzioso rendi impossibile la conversazione,
perché c’è troppa poca interazione.

Non essere troppo esitante e aspettare di essere notato.
Non lasciare agli altri l’onere di farti entrare nella conversazione.

La conversazione è un ping-pong (la pallina della conversazione deve andare avanti e indietro).
Se ti fanno domande,
non rispondere a monosillabi o con accenni.

Mostra empatia quando le persone condividono le loro esperienze.
Non essere troppo impassibile.
Non lasciare l’altro in “pausa”.
C’è sempre una buona domanda da fare.

Cerca di trovare l’equilibrio tra parlare troppo e parlare poco.

8. Mancanza di umorismo

Non c’è niente di più arido e scontato come la mancanza di umorismo.
Anche se non ti senti divertente,
anche se non sei brillante … puoi sempre ridere insieme agli altri!

Se non riesci ad apprezzare l’umorismo,
le conversazioni si possono chiudere velocemente.

Quando le persone scherzano,
goditela.

Non essere quello che prende tutto troppo sul serio!
Rilassati.
Affina il tuo senso dell’umorismo.

Concentrati sul mettere gli altri a proprio agio e farli sentire bene.

Incontrare persone nuove? Crea una connessione non un’impressione

Ricorda,
la maggior parte di noi – quando incontra persone nuove – è altrettanto ansiosa e timida.

Piuttosto che cercare (affannosamente) di fare una buona prima impressione,
pensa a come creare una connessione.

Mostra un interesse genuino, non fingere.
Non cercare di essere ciò che gli altri vogliono che tu sia.
Cerca di essere sempre te stesso.
Se devi pensarci,
non funziona.

Quando devi incontrare persone nuove, inizia con un sorriso e una bella introduzione. Dì “Ma che piacere conoscerti”.
Metti gli altri e te stesso a proprio agio.
Parla di meno e ascolta di più.

Leggi il mio post su come aumentare il tuo carisma.

incontrare persone nuove

8 spunti per aumentare l’autorevolezza della tua voce (così tutti ascolteranno)

autorevolezza della voce

“Oggi il segreto della leadership di successo è l’autorevolezza,
non l’autorità.”

Ken Blanchard

Apparire più autorevoli al lavoro non significa fare il bullo o il dittatore.
Se cominci a impartire ordine ai tuoi amici,
ti troverai presto da solo.

Tuttavia,
se qualcuno – un collaboratore, un amico o il collega – non rispetta i tuoi confini,
dovresti usare un tono deciso per dirgli di fermarsi e di considerare i tuoi limiti.

Per essere autorevole,
non c’è bisogno di essere gradito.

È importante alzare di una tacca l’autorevolezza della voce

Se la tua voce “suona” autorevole,
gli altri ascoltano più facilmente quello che hai da dire.

Recenti ricerche hanno evidenziato una forte correlazione tra il potere e il tono di voce,
rilevando che le persone in posizioni di alto livello parlano diversamente e che si possa percepire l’autorevolezza anche solo dal suono della voce.

La voce che “sentiamo nella nostra testa” potrebbe essere completamente diversa da quella che sentono gli altri.

Utilizza la funzione Memo vocale sul tuo cellulare e registrarti durante una conversazione…
e non sorprenderti se la tua mascella arriva al pavimento!
Questa voce monotona e scontata è proprio la tua!

Ecco 8 spunti per alzare di una tacca la potenza e l’autorevolezza della voce (così adesso tutti ti ascolteranno):

1. Rilassati

Inizia con la tua postura.
Per migliorare la tua voce devi ridurre al minimo la tensione nel tuo corpo (“libera” le spalle, il collo, la mascella e i muscoli del viso) così come ogni altra parte del tuo corpo.

Rilassati e permetti a tutto il corpo di partecipare all’azione.

Equilibra il peso e distribuiscilo uniformemente su entrambi i piedi e senti il contatto con il suolo.

2. Utilizza più risonanza toracica se vuoi aumentare l’autorevolezza della voce

Hai bisogno di respirare per “suonare” più sicuro di te.
Solo respirando più profondamente potrai migliorare la tua voce.

Alcune persone hanno un incedere esitante,
non a causa di un particolare impedimento linguistico,
ma perché prendono respiri così inadeguati che devono costantemente fermarsi e ri-iniziare,
per coprire la mancanza di aria.

La risonanza del torace produce un suono chiaro, profondo, attraente,
sicuro e adulto che dà più autorità.
La voce autorevole usa il diaframma per parlare.

3. Abbassa con fermezza il tono di voce alla fine di ogni frase

La fine della frase è particolarmente importante se vuoi avere una voce autorevole.

Sai cosa succede se il tono della tua voce si alza alla fine di ogni frase?
Sembra che tu stia facendo una domanda…
minacciando la credibilità del tuo lavoro.

Non solo è fastidioso,
ma se usi questo tono per dare disposizioni, sembri esitante, incerto,
senza fiducia in quello che stai dicendo.
Dai l’impressione di non essere sicuro di te e di cercare costantemente l’approvazione degli altri.

Come regola generale,
il tono che scende (con risolutezza) alla fine di una frase è utilizzato per dichiarazioni e comandi.

4. Alzati in piedi quando parli al telefono

La voce è strettamente legata al corpo e alla fisicità.
Quando sei in piedi,
avrai più energia rispetto a quando stai seduto,
rilassato sulla tua sedia.

Quando sei in piedi,
i polmoni possano espandersi liberamente.
Stai “pompando” energia,
aumentando il potere della tua voce.

Può sembrare esagerato,
ma alzarsi in piedi quando stai facendo una telefonata importante,
contribuisce a potenziare l’autorevolezza della voce.

5. Parla più lentamente e più forte

Parliamo tutti troppo dannatamente veloce.
Crediamo che parlando velocemente manterremo l’attenzione dell’ascoltatore.
Beh. Non è così!

Scandisci le tue parole in modo chiaro e pieno.
Prendi il tuo tempo per parlare.

Potresti pensare di parlare già abbastanza forte,
beh, forse non lo stai facendo!

Se nessuno ti chiede mai “Cosa?”,
allora puoi stare tranquillo.

Leggi il mio post sul parlare chiaro e diretto.

6. Non affrettarti a rispondere

Quando siamo improvvisamente invitati a parlare,
il tempo di risposta può tirarci strani scherzi.

Se sei apprensivo,
il tempo si dilata e pochi secondi sembrano minuti.

Concediti qualche secondo per elaborare quello che è stato appena detto.
Una persona sicura di sé non ha paura di raccogliere i suoi pensieri.
Affrettarsi a rispondere ti fa apparire ansioso.

Prendi il tuo tempo.
Prendi il tempo per pensare a una frase completa prima di pronunciare la tua prima parola.
Poi prendi un buon respiro prima di iniziare.

Non correre.
Hai più tempo di quanto pensi!
E apparirai più sicuro e autoritario se te lo prendi.
Tutto qui.

7. Utilizza le pause in modo efficace

Utilizza le pause non solo alla fine,
ma anche in mezzo alle frasi.

Dopo aver detto ciò che devi dire,
fermati un istante… bene, così!

Aspetta ancora un attimo
non c’è bisogno di lanciarsi a parlare immediatamente di un’altra cosa.

Facendo una pausa,
dai il tempo alle tue parole di fare effetto!
Ecco …l’autorevolezza della voce!

Se non fai una pausa,
l’incisività e l’effetto desiderato rischiano di perdersi nel flusso della conversazione.

8. Parla con passione

Le voci piatte e monotone fanno dormire.

Sottolinea le parole nelle tue frasi per riflettere le tue emozioni.
Utilizzate espressioni facciali animate e gesti espressivi per migliorare ulteriormente la tua conversazione.

Se ti appassiona quello che dici,
anche il tuo pubblico sarà appassionato.

Non confondere l’enfasi e la passione con la rabbia.
Rimani calmo e non alzare la tua voce.
Vuoi aggiungere forza alle tue parole,
non volume.

Se non hai il controllo di te stesso,
le persone non ti rispettano.

Questo ti aiuterà a “costruire” una voce autorevole.


8 insicurezze al lavoro che tutti temono (anche il tuo capo) – 2

insicurezze al lavoro

Leggi anche la parte 1.

5. Non consegnare il lavoro in tempo

Essere in ritardo, per qualsiasi motivo, nella consegna di un lavoro è poco tollerabile.
Grida all’inaffidabilità.
Sono poche le scuse che reggono.

Rispettare le scadenze la dice lunga su di te.
Sul tuo modo di intendere il lavoro.

Onorare i termini è la regola n.1.
Non importa se si seguono tutte le altre regole.

6. Non essere riconosciuto per il lavoro svolto

“Posso vivere due mesi grazie ad un bel complimento”
Mark Twain

Come la maggior parte delle persone,
anche tu desideri essere tenuto nella giusta considerazione!

Non vuoi solo timbrare il cartellino,
tirare le otto ore e aspettare lo stipendio a fine di mese.

L’autostima è un bisogno umano e si alimenta di riconoscimento e fiducia in se stessi.
Veder riconosciuto il lavoro fatto, i rischi intrapresi e i risultati ottenuti ti motiva e ti rende molto produttivo.

Invece…
dopo aver lavorato così duramente su qualcosa,
non c’è niente di più avvilente e scoraggiante di rendersi conto che tutto questo sforzo è passato inosservato
(o peggio che il credito è andato a qualcun altro).

7. Sentirsi non qualificato e inadeguato sono le maggiori insicurezze al lavoro

Non sono poche le persone che si sentono poco qualificate e sono in disagio per la posizione che occupano.
Faticano sotto il peso di responsabilità scoraggianti ed elevate competenze da mettere sul tavolo.

Ogni nuovo incarico sembra un compito impossibile,
ogni incontro con il capo può essere quello in cui si viene a scoprire che non si è all’altezza.

Non sapere cosa fare … o a chi domandare.
Chiedere aiuto per quasi ogni compito assegnato.

Tuttavia,
se anche tu avverti questo disagio,
la prima cosa da interiorizzare è che se non fossi qualificato per il tuo ruolo,
non avresti il lavoro che hai.

Se desideri approfondire leggi il mio post sull’inadeguatezza al lavoro.

insicurezze al lavoro

8. Non avere talento

Percepire gli altri come più talentuosi e smart,
è una delle più comuni insicurezze al lavoro.

Ti senti preoccupato di non avanzare velocemente come gli altri.
Infatti,
c’è sempre qualcuno che lavora più velocemente,
e meglio di te.

La gelosia e l’invidia sono veleni alla tua produttività,
e ostacolano ulteriormente le tue prospettive di avanzamento.

Nel mondo di oggi,
la concorrenza è talmente feroce che è naturale che si arrivi a confrontarsi con gli altri.

Vuoi sapere una cosa?
Il talento non è sufficiente,
occorrono duro lavoro e tenacia.
Grinta.

Tra una persona talentuosa senza fermezza e un’altra tenace, ma senza talento,
personalmente scommetto su quest’ultima a ottenere i risultati migliori.

Nel loro complesso,
le insicurezze sul posto di lavoro sono perfettamente normali.
A volte possono spingerti in avanti,
e talvolta possono tenerti (bloccato) indietro.

Tuttavia,
non lasciare che il tuo lavoro perda il senso di felicità e produttività.

Provi anche tu insicurezze al lavoro?
Ti piacerebbe iniziare un percorso di coaching?
Lascia che ti spieghi cos’è (per me) il coaching e come lavoro ogni giorno,
scopri la mia guida di benvenuto facendo click qui.

8 insicurezze al lavoro che tutti temono (anche il tuo capo) – 1

insicurezze al lavoro

Non sono pochi i professionisti che mi contattano per “fare” coaching  perchè si sentono insicuri sul posto di lavoro, dubbiosi delle loro qualità,
e perplessi delle loro competenze.

Desiderano lavorare bene (ed essere apprezzati),
ma a volte attraversano momenti di dubbio, incertezza,
paura e confusione che rischiano di causare rovinosi capitomboli professionali.

Se sei preoccupato che tutte le tue insicurezze al lavoro emergano in superficie,
ricorda che,
che tu ci creda o no, anche le persone più sicure di sé (incluso il tuo capo) hanno paure,
incertezze, dubbi e come te…
investono tempo ed energia per superarle,
sconfiggerle oppure nasconderle agli altri.

Ecco 8 insicurezze che tutti temono al lavoro (anche il tuo capo che sembra così sicuro e disinvolto):

1. Sentirsi invisibile

La maggior parte delle persone ha paura di non essere vista, notata,
ascoltata.

Nessuno ti contraddice, ma nemmeno uno si complimenta.
Nessuno dice niente del tuo lavoro.
Qualcuno ha chiesto il follow-up di quel cliente o ha risposto a quella mail?
Macché!

Non sei osannato, né sottovalutato.
Non sei valutato… per niente!
Dopo aver inviato una mail, c’è il silenzio-radio.

Complimenti!
Hai un super-potere da super-eroe: sei invisibile.

Questo è frustrante,
scoraggiante.

Sei sicuro che il tuo lavoro sia prezioso.
Sai che quello che stai facendo è utile,
se solo qualcuno lo notasse.

2. Dire qualcosa di ridicolo

“Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono.”
Giacomo Leopardi.

La maggior parte delle persone teme di dire cose (sia all’interno sia all’esterno dell’ufficio) che li renderà stupidi, poco professionali o semplicemente strani.

Nessuno vuole essere visto come un principiante,
un apprendista.

Purtroppo,
non abbiamo la possibilità di fare rewind delle cose che ci escono dalla bocca.

Piuttosto che preoccuparci (tutto il tempo) di dire la cosa sbagliata,
è meglio essere proattivi e imparare a scusarci,
elaborare o semplicemente spazzare via la gaffe con una battuta autoironica.

3. Non avere niente da dire .. è una delle più grandi insicurezze al lavoro

Un’altra riunione sta arrivando,
e tu cominci a sudare freddo.
Come sempre.

Come tanti professionisti – probabilmente molti di più di quello che pensi –
non sei in un ambiente confortevole.

Alcune persone possono dominare la discussione,
prendere la scena, catturare l’attenzione,
lasciando agli altri (te compreso) poche briciole di confronto.

C’è qualcosa di peggio di sedersi in una riunione sapendo di non aver niente di produttivo con cui contribuire?

Si dice che il silenzio è d’oro,
ma in questo caso…
stare seduto congelato durante l’ennesima riunione,
può essere una sensazione terribile.

Nessuno vuole essere quel dipendente che “non aggiunge mai valore”.

insicurezze al lavoro

4. Non capire

Semplicemente,
non intendere quello che viene detto.

Sei seduto nel bel mezzo di una riunione aziendale,
e quando cominciano a sfilarti davanti nozioni, tecnicismi e concetti (più o meno astratti),
in verità stai pensando: “Di cosa diavolo stanno parlando questi?

Non capire cosa si sta dicendo è il terrore di molti,
e una delle maggiori insicurezze al lavoro.

In un mondo ideale, il consiglio potrebbe essere semplice,
Non capisci? Basta chiedere.

Invece,
pur non capendo,
molti annuiscono con la testa tutto il tempo in segno di approvazione e di comprensione.
Non ti resta che seguire il loro esempio sperando che nessuno ti chieda di approfondire…

Foto: BarbaraAlane

insicurezze al lavoro

8 frasi tossiche da evitare quando chiedi un aumento

chiedere un aumento

In un mondo del lavoro ideale, se desideri un aumento,
la soluzione è facile:
“Vuoi più soldi, basta chiederli”.

Semplice, vero?
Peccato che nel mondo reale la questione si complica,
si blocca, si arena.

Abbiamo paura di chiedere perché temiamo un rifiuto

Abbiamo paura di chiedere un aumento,
perché temiamo il rifiuto che ci farebbe sentire rifiutati,
scartati.

La trattativa, in realtà, inizia spesso con una richiesta che è negata.
Altrimenti non si chiamerebbe trattativa.

E poi … c’è la paura della negoziazione.
Incassare un primo “NO”, rilanciare, aspettare, cogliere l’attimo buono nella trattativa?
No, non è facile.
Roba da avvocatoni-di-grido, vero?

L’importante è non iniziare la tua trattativa con il piede sbagliato.
Ecco 8 frasi molto tossiche da evitare quando hai deciso di chiedere un aumento:

1. “So che il momento non è quello giusto ..”

Se sai, che la tempistica non è quella giusta,
perché lo chiedi?
Il timing (in questi casi) è veramente tutto.

Se la tua azienda sta godendo di un periodo di “grassa”,
vendite record e un’espansione senza precedenti,
può essere il momento giusto per chiedere un aumento.
Il ferro va battuto quando è caldo!

Se invece,
tutto è piatto,
ogni giorno si discute come contenere i costi,
dipendenti che se vanno e altri che vengono “accompagnati” alla porta,
allora il momento è quello più sbagliato.

Anzi.
Potrebbe essere un boomerang,
dritto sui tuoi denti!

2. “Non ho avuto un aumento da quando …”

Non hai avuto un aumento da tempo nonostante fossi un dipendente sopra la media?
Ti senti demotivato.
Disilluso.

È comprensibile.

Viviamo tempi difficili.
Molte aziende hanno perso soldi e molti dipendenti hanno subito peggiori trattamenti rispetto al non ottenere un aumento.

Evita di puntare l’attenzione su di te,
sui tuoi bisogni e necessità.
Piuttosto metti in evidenza i tuoi punti di forza e ciò che ti rende prezioso come dipendente.

3. “Sto facendo il lavoro di tre persone …”

C’è davvero una buona possibilità che tu stia facendo il lavoro di più persone.

Ma quello che stai dimenticando è che (quasi sicuramente) non sei l’unico,
anche i tuoi colleghi sono probabilmente nella stessa barca,
sia quelli stracarichi di lavoro che sono ancora in azienda, sia quelli che hanno perso il lavoro.

Evidenziando i tuoi risultati e il tuo duro lavoro senza lamentarti del carico,
avrai una probabilità in più di ottenere il (tanto desiderato e meritato) aumento di stipendio.

4. “Sono qui oramai da un anno …”

Hai negoziato precedentemente una revisione o una sollecitazione dopo un certo periodo di tempo?
Ah, no.
E quindi? Che cosa vuoi?

Solo perché sei riuscito a occupare il posto per un certo periodo,
non significa che meriti un aumento di stipendio.
Hai fatto semplicemente quello-che-dovevi-fare.

5. “Ho fatto tutto quello che dovevo fare …”

Hai fatto il tuo dovere, e allora?
Un aumento, significa per definizione,
fare EXTRA per ottenere EXTRA.

Stai chiedendo più soldi perché hai fatto semplicemente il tuo dovere?
Perché pensi di meritare un aumento?

Se non hai spiegazioni migliori da offrire,
forse è meglio stare zitti!

6. “Ho bisogno di un aumento perché ho problemi personali”

Ancora una volta,
per riuscire a convincere l’azienda a investire più soldi in te,
hai bisogno di solide ragioni.

I salari e le promozioni si basano sul tuo contributo all’azienda,
i tuoi punti di forza e le tue realizzazioni,
piuttosto che sui tuoi bisogni (mutuo da pagare, scuola privata per i figli, ecc.) .

Il tuo capo vuole sapere perché ti meriti l’aumento,
non perché ne hai bisogno.

Se vuoi negoziare uno stipendio più elevato,
è necessario che tu lo chieda in un modo più efficace,
dimostrando i tuoi successi e mantenendo fuori le tue esigenze personali.

7. “Ho scoperto che Filippo guadagna più di me”

Mai confrontarsi.
Questa è la tua richiesta di revisione,
perciò dovresti concentrarti solo su te stesso.

E se Filippo ha più competenze rispetto a te?
Ha strappato una migliore retribuzione durante il colloquio di lavoro?
Oppure si è dimostrato (semplicemente) più produttivo di te?

Concentrati (invece) sui tuoi punti di forza e sul valore che porti tu all’azienda.
Hai guidato un progetto di successo,
grazie alla tua grande idea hai permesso all’azienda di risparmiare tanti soldi,
hai portato un sacco di nuove attività?

Si, bene!
Fai leva solo su questo e lascia stare gli altri.

8. “Se non ricevo un aumento, me ne vado

Ti piace giocare duro?
Bene.
Questa tattica audace talvolta funziona.

La buona riuscita di questa strategia dipende dal tuo approccio –
che deve essere risoluto e conseguente nel fare seguito a questa minaccia,
altrimenti il tuo capo saprà che non avrai più nessuna futura leva –
e dal valore dei tuoi risultati che puoi mettere sul piatto della negoziazione.

È bene accettare il rischio e assicurarsi che l’alternativa sia valida:
se la tecnica del negoziato fallisce,
devi essere pronto a subirne le conseguenze.

Chiedere un aumento in questi tempi così complessi non è cosa facile

“Valutati di più: ci penseranno gli altri ad abbassare il prezzo.”
Anton Čechov

Evitare di utilizzare queste frasi tossiche è già un buon punto di partenza.

Chiedi gentilmente, ma dimostrandoti sicuro,
se l’azienda ti può dedicare qualche minuto di tempo.

Spiega come hai raggiunto i tuoi buoni risultati,
Esponi i dati che hai raccolto e inizia a parlare di cifre,
sottolineando che sei comunque interessato a continuare a lavorare nell’azienda.

In bocca al lupo!