Come migliorare la comunicazione con un tuo collaboratore in 7 mosse – 1

comunicazione con un collaboratore

Dritti al punto:
ascoltare è il segreto per avere una comunicazione con un collaboratore davvero efficace.

Se non ascolti,
come puoi pretendere di comunicare efficacemente?

Ascoltare significa fare silenzio dentro di te.
Vuol dire placare il cicaleccio interno e prestare la più totale attenzione a quello che l’altro sta dicendo.
Ascoltare va oltre il semplice “sentire”, è capire il messaggio nel suo giusto contesto,
dimostrando sincero interesse per gli altri.

Ascoltare e sentire sono mondi a parte

“Saper ascoltare significa possedere, oltre al proprio,
il cervello degli altri.”

Leonardo da Vinci

Non dare per scontata quest’abilità per il solo fatto di sentire quello che le persone dicono.
Se non ascolti, corri il serio rischio di saltare direttamente alle (tue) conclusioni e di non comprendere il reale messaggio.

Forse non sei così consapevole del fatto che ogni tuo collaboratore desidera,
essere ascoltato con attenzione, vuole sentire la tua partecipazione e la tua empatia,
(anche se solo per pochi minuti).

Si sentirà importante (finalmente!),
si accorgerà di essere seguito da professionista competente, aumenterà il suo desiderio di comunicare e si crea un rapporto di fiducia e d’empatia (che per te si traduce in maggiore produttività e “fedeltà”)

Quando incontri un collaboratore, per prima cosa ascolta.
Poi, fai domande.

Ecco tante buone ragioni per imparare ad ascoltare e migliorare la comunicazione con un collaboratore:

• Crea empatia, collaborazione e dimostra sincero interesse;
• Evita incomprensioni e fraintendimenti;
• Conosci le vere esigenze e i reali bisogni del tuo collaboratore;
• Giungi più velocemente al “nocciolo” della questione;
• Le persone apprezzano di più chi le ascolta;
• I buoni ascoltatori sono spesso leader di successo;

Comunicazione con un collaboratore? Ascoltare è impegnativo

Quando ti parlano, sei spesso distratto e ti guardi attorno?
Se sei una persona che ha difficoltà ad ascoltare, non scoraggiarti!
L’ascolto attivo è una competenza che si può acquisire e allenare.

L’ascolto richiede una grande concentrazione e attenzione da parte tua;
è una prova di rispetto, verso il collaboratore come persona.

Le vecchie abitudini sono difficili da sradicare e, per praticare l’ascolto attivo, avrai bisogno anche di una grande pazienza.
Come leader del tuo team sei spesso troppo occupato (a parlare, valutare e giudicare) per ascoltare davvero le esigenze dei tuoi collaboratori.

Metti da parte tutti gli altri pensieri,
non concentrarti su cosa devi ribattere o rispondere e focalizzati su chi sta parlando.

Ascoltare un tuo collaboratore è una competenza fondamentale per la tua leadership:

1. Presta attenzione

Se ne hai la possibilità, “preparati ad ascoltare”.
Libera la mente dalle tue preoccupazioni personali (spesso non è facile, lo sappiamo, siamo stressati, sempre a rincorrere) e concentrati sull’ascolto.

Osserva direttamente chi parla,
è un modo per indicare al tuo collaboratore “Sì sto ascoltando attentamente quello che mi stai dicendo”.
Non lasciarti distrarre dai rumori ambientali (il telefono che squilla, una porta che sbatte, una risata, etc.).

Non fingere di aver capito.

A volte è comprensibile … sei stanco, di fretta o sei annoiato, però è meglio non fingere perché,
non si sa come, “si vede e si sente”.

È necessario ammettere di non aver capito e chiedere chiarimenti.
“Scusa, ho perso il filo”,
“Ti ho seguito fino ad adesso, può ripetere per favore …?
”.

comunicazione con un collaboratore

2. Non concentrarti su cosa rispondere

Mentre il tuo collaboratore ti sta parlando, se stai pensando a cosa chiedere o cosa dire,
come fai a prestare attenzione?

Se non vedi l’ora di contraddire, sentenziare o giudicare,
come puoi ascoltare?

Non devi ascoltare solo per rispondere ma anche per comprendere e per aiutare.
Astieniti dal fare commenti con altri mentre l’altro sta parlando.

9 linguaggi del corpo che ti renderanno istantaneamente più sicuro di te – 2

più sicuro

5. Stabilisci un contatto visivo

Le persone hanno l’abitudine di distogliere lo sguardo, non appena incontrano gli occhi di una persona.
Prova a non farlo.
Mantieni il contatto visivo!

Guarda le persone negli occhi e se qualcuno regge il tuo sguardo, sorridi.
Fai sentire alle persone la tua influenza positiva.
Prendi il tuo tempo.

Questo dimostra fiducia,
ma significa anche un atteggiamento aperto.

Il contatto con gli occhi è difficile per molti,
in particolare per noi uomini, perché può sembrare sfidante.

Se hai difficoltà a guardare negli occhi o mantenere il contatto visivo, fissa il tuo sguardo tra gli occhi dell’altra persona (proprio esatto lì, tra le due sopracciglia).
Nessuno sarà in grado di dire dove effettivamente stai guardando.

Ricorda di sorridere quando mantieni il contatto visivo …
guardare in modo impassibile può essere molto inquietante.

6. Utilizza una stretta di mano ferma ma delicata

Siamo tutti molto attenti al modo in cui qualcuno ti stringe la mano.
Una stretta di mano molliccia farà probabilmente perdere istantaneamente punti.

Se una persona ti sta dando la mano a “pesce morto”,
non premere troppo forte.

Stabilisci un contatto visivo quando stringi la mano di qualcuno.
È un buon modo per apparire più sicuro di te!

Se non lo fai, la persona può pensare che non sei attento,
non hai rispetto per lui/lei o hai qualcosa da nascondere.

Guarda negli occhi di qualcuno abbastanza a lungo da memorizzarne il colore.
Non fissarla, sorridi.

7. Posizione del corpo adeguato se vuoi apparire più sicuro

Come poni il tuo corpo rispetto a quello della persona con cui stai parlando,
farà la differenza nel modo in cui sarai percepito.

La posizione adeguata combinata con una postura efficace è …
molto potente!

Quando parli con qualcuno, “apri” la tua posizione,
posiziona il tuo corpo in modo tale da essere aperto e “vulnerabile”.

Non coprirti il petto con le braccia, non flettere,
Significa fiducia e incitamento.

“Punta” il tuo corpo verso la persona con cui stai parlando,
un’angolazione diversa può significare fuga, paura, insicurezza e sfiducia.

È un cambiamento sottile,
ma “rivolgere” il tuo corpo verso il tuo interlocutore farà la differenza.
Ti farà apparire più sicuro di te!

8. Mostra il tuo “lato” piacevole

“Puoi mantenere un sorriso autentico solo per un po’,
dopodiché è solo denti.”

Chuck Palahniuk

Sorridere è uno dei più potenti segnali non verbali.
Toglie dal viso quell’espressione crucciata e nervosa, che rende il viso delle persone infastidito o arrabbiato.

È solo un’impressione,
che forse non rispecchia la realtà,
ma probabilmente non parleresti a una persona con quel tipo di espressione sul viso.

Assicurati che il tuo viso a riposo (ad esempio quando lavori al PC) sembri rilassato.

Questo non significa avere il sorriso stampato tutto il tempo,
fare il “piacione” o ancora peggio mostrare un sorriso di circostanza ma esibire un leggero sorriso sul viso per incoraggiare le persone a interagire con te.

più sicuro

9. “Trattieni” il sorriso

Le persone sicure di sé sorridono perché sono felici e non hanno paura di mostrarlo.
Regala alle persone che incontri un sorriso sincero.

Se il tuo viso, la tua bocca e i tuoi occhi non sono parte del sorriso,
vuol dire che stai utilizzando un sorriso di circostanza.

E’ il classico tipo di sorriso che utilizzi quando non ti senti veramente a tuo agio,
non hai voglia di sorridere ma lo fai forzatamente solo per apparire cortese.

“Aggancia” gli occhi dell’altra persona, nota il colore dei suoi occhi e poi sorridi.
Attendi che sorrida di nuovo e poi “trattieni” il tuo sorriso per due secondi in più di lui/lei.

Sarai stupito dal legame che si crea.
Le persone non potranno non notare qualcosa di “diverso” e si ricorderanno sicuramente di te.

Spesso,
dimentichiamo come un sorriso possa avere un impatto positivo quando incontriamo le persone.
Sorridere è un segnale potente.

Sorridere (in modo genuino) invia l’idea “Che bello conoscerti‘”.
Trasmette “Si, sono sicuro di me”.

9 linguaggi del corpo che ti renderanno istantaneamente più sicuro di te – 1

più sicuro

Alcuni giorni … proprio non va.
Ci sentiamo ansiosi, sopraffatti, “non abbastanza”.
Sai di cosa sto parlando!

Il punto è che non c’è tempo per recriminazioni o rassegnazioni:
dobbiamo subito ripartire (e bene) … sembrare subito più sicuri … il lavoro lo richiede,
il ruolo lo reclama … lo pretende!
Che cosa serve?

Un po’ di autocontrollo e un pizzico di strategia

Utilizza questi semplici spunti per una pronta reazione, una presa di posizione e di carattere,
che ti permette di apparire subito più sicuro e di superare il momento di empasse.

La cosiddetta comunicazione non verbale viene curata di rado,
eppure ha una grandissima importanza sull’efficacia della nostra comunicazione,
anche quando non parliamo.

Ci sono dei gesti, delle posizioni e degli atteggiamenti che possono dire molto sulla nostra personalità,
così come delle nostre intenzioni e dei nostri giudizi.

Ecco 9 linguaggi del corpo che le persone di successo “usano” spesso,
e che dovresti adottare subito (anche tu) se vuoi apparire una persona piacevole e sicura di te:

1. Stai dritto

Per apparire più sicuro di te,
raddrizzati. Subito!

Tieni i piedi larghi all’altezza dei fianchi,
“stirati” verso l’alto il più possibile, immagina di essere tirato all’insù da una cordicella.
Conserva la “sensazione di altezza” ma rilassa le spalle, tirandole leggermente indietro.

Tira indietro le scapole e ”apri” il petto.
Solleva il mento leggermente, mentre cammini.
Non inclinare la testa di lato.

Non appoggiarti (a una parete, alla porta, la scrivania, ecc.), perché significa passività e insicurezza.

Tante ore davanti al computer, rendono le spalle curve,
Tieni le spalle dritte, ma rilassate il più possibile,
anche quando sei seduto.

2. “Espanditi” se vuoi apparire più sicuro di te

“In tutte le specie animali,
la postura espansiva, aperta che occupa più spazio è associata con potere e dominio”.

dice la psicologa americana Amy Cuddy.

In uno studio che ha condotto,
la psicologa americana ha scoperto che simulando una posizione dominante – dopo appena due minuti – c’è un aumento di testosterone e diminuzione di cortisolo.

Se è possibile,
prima di entrare in una stanza (per un colloquio, un meeting, una riunione, ecc.) prenditi un paio di minuti per metterti in una “posizione di potere”, con le gambe divaricate e le braccia tese sopra la testa, fino a dove puoi arrivare.

Sarai piacevolmente sorpreso dalla sensazione di maggiore potenza che questa piccola abitudine ti darà.
Salvo che non desideri attirare l’attenzione divertita di qualcuno,
meglio trovare un luogo riservato (va bene anche la toilette, se non trovi altro).

3. Posiziona i tuoi piedi in modo adeguato

La posizione dei tuoi piedi la dice lunga su di te.

Non è una scienza esatta,
ma mettere i piedi più vicini (o incrociati) significa generalmente insicurezza,
mentre una posizione più ampia, indica sicurezza.

Cerca di adottare una posizione in cui i tuoi piedi siano leggermente più larghi dei tuoi fianchi.

4. Rallenta

Quando siamo ansiosi,
oppure abbiamo un momento di disagio, può essere efficace parlare e muoversi più lentamente.

Anche se potrebbe sembrare troppo lento, va bene così,
è solo questione d’abitudine.

Controlla la lunghezza dei tuoi passi.
Passi regolari e cadenzati,
piuttosto che passi veloci, frettolosi o frenetici.

Non aver fretta e ricordati di mantenere la postura del corpo allineato.
Questo incedere lento,
questa serie ordinata e lineare di movimenti ti farà apparire subito più sicuro e fiducioso.

Alza il mento e guarda dritto,
non guardare in basso mentre cammini.

Comunicazione al lavoro: 12 abitudini che ti rendono noioso e irritante (da evitare) – 2

comunicazione al lavoro

6. Controllare la conversazione

“Cosa pensi di fare adesso?”
“Perché lo hai fatto?”
“Devi fare questo oppure …”.

Cercare di controllare l’esito di una conversazione non funziona mai e porterà un maggior senso di alienazione.
Non credere, questa non è una prova di forza.

Queste domande, fatte all’inizio della conversazione,
hanno il solo scopo di controllare e manipolare la conversazione.
È una forma (anche se sottile) di aggressione.

Allentare l’ansia del controllo sarà la tua arma segreta.
Resta aperto ai sentimenti dell’altra persona,
e tieni sotto controllo il tuo ego.

7. Non dire niente

Il dialogo sano richiede il coinvolgimento delle persone.
Dire poco-o-niente o non interagire porterà incomprensioni e frustrazioni.

Se la conversazione si surriscalda, è perfettamente salutare chiedere di ritardare la conversazione,
fare qualche respiro e “mettere in pausa” per riprendere la calma.
Ritardare … non evitare la discussione.

8. Avere un linguaggio del corpo ostile

Braccia incrociate?
Nessun contatto visivo diretto?
Dito puntato?
Ecco, hai appena perso il rispetto e l’attenzione della persona con cui stai conversando.

Più della metà della comunicazione è ad appannaggio del linguaggio del corpo.
Questo vale soprattutto per la comunicazione al lavoro.

Stare a braccia conserte è la classica posizione di chiusura che trasmette un atteggiamento negativo e difensivo.
Incrociando le braccia, sembri freddo,
riservato o peggio sembra che tu stia nascondendo qualcosa.

Presta attenzione alla tua postura,
prima di pensare a cosa-dire,
concentrati sulla tua comunicazione non verbale.
Potrebbe essere un atteggiamento aggressivo (e forse non te ne accorgi neppure)!

9. Sputare sentenze inconfutabili

Non offri un suggerimento o un parere.
Sentenzi, pontifichi.
Affermi il tuo parere come un fatto.
Le opinioni degli altri sono irrilevanti.

“Questo è il motivo per cui non ha funzionato …”
“Dobbiamo fare questo …”
“No, non funzionerà …”
“Questo è stupido …”

Parla piuttosto da una prospettiva personale.
Prova con “Io penso che …“; sarà ricevuto in modo più positivo.

10. Mantenere un’aria d’indifferenza non favorisce la tua comunicazione al lavoro

Se l’altra persona vede che sei apatico, distratto,
le tue possibilità di avviare una conversazione positiva sono molto scarse.
Avvicinati al dialogo con empatia e comprensione e assicurati di mantenere il rispetto per l’altro.

Spesso siamo distratti, poco interessati agli altri,
concentrati su noi stessi, prevenuti,
sempre pronti a giudicare e criticare.

Se non ti curi della gente con cui stai parlando,
perché dovrebbero interessarsi a te?

11. Fare osservazioni sarcastiche

“Il sarcasmo è il rifugio dei deboli.”
Jean-Paul Sartre

Interporre sarcasmo e ironia (di bassa lega),
non è una tattica efficace durante una conversazione.

Spesso è un meccanismo di autodifesa che può essere rischioso e facile a interpretazione sbagliate.
Ci sono modi migliori per esprimere il tuo punto di vista.

Dai,
togliti quel sorrisino ironico dalla faccia mentre qualcuno ti sta parlando.
Smettila di scuotere la testa beffardamente mentre l’altro sta spiegando il suo punto di vista.

Puoi non essere d’accordo con gli altri,
ma così facendo tocchi tasti molto sensibili.

Prendi seriamente gli altri se ti aspetti che prendano sul serio te…
anche questa è comunicazione al lavoro!

12. Non dire mai “grazie”

È facile dire “grazie”, è breve, diretto e vale molto più di mille parole.

Purtroppo “grazie” è una delle parole più difficili da dire (non solo in ambito lavorativo),
nonostante racchiuda un grande valore positivo,
soprattutto nei momenti più difficili.

C’è un enorme potere in un atteggiamento di gratitudine.
Ringrazia sempre la persona, riconosci il tempo e il loro contributo alla conversazione.

Cambiare abitudini non è sempre semplice.

Hai “sempre fatto così” e diventa difficile cambiare, migliorare.
Una cattiva abitudine si modifica soltanto con attenzione e costanza.

Da domani, presta attenzione a quello che dici, e alla tua comunicazione al lavoro,
conta quante volte usi queste frasi e comincia a invertire la tendenza.

Vedrai che, giorno dopo giorno,
diventerà naturale!

Comunicazione al lavoro: 12 abitudini che ti rendono noioso e irritante (da evitare) – 1

comunicazione al lavoro

Iniziamo una conversazione con le migliori intenzioni.
Poi succede qualcosa: una parola di troppo, un gesto inopportuno, un atteggiamento sbagliato,
l’ennesimo, e … il nostro cuore batte, il viso diventa rosso.
La rabbia sale.

L’altra persona, in un battito di ciglia, si è trasformata in un nemico.
Le nostre parole ora sono potenziali bombe, ed è guerra.
Distanza. Rabbia.

Ammettiamolo: molti di noi non sono buoni comunicatori.
Alcuni sono pessimi.
Altri ancora ci hanno rimesso una carriera (pur avendo buone capacità).

Abbiamo perso la capacità di comunicare in modo efficace, troppo spesso usiamo messaggi ambigui,
creando incomunicabilità e conflitti.
Sul posto di lavoro, contrasti e disaccordi (se gestiti male) riducono la produttività e l’efficienza… e la nostra comunicazione al lavoro!

Se farai del tuo meglio per evitare questi 12 errori di comunicazione,
se diventerai consapevole di sabotare la tua comunicazione al lavoro,
hai fatto il primo passo verso soluzioni più costruttive:

1. Parlare troppo

Logorroico,
pesante.
Dispersivo.
Non ripetere e approfondire ogni dettaglio di ogni argomento con pedanteria.

Evita di saltare di soggetto in soggetto, di argomento in argomento;
evita di sommergere chi-ascolta sotto una valanga di parole perché hai un intimo bisogno di piacere e hai paura di non essere accettato.

Non ti rendi conto (o forse si?) che stai facendo perdere un sacco di tempo?
La gente ti eviterà.

2. Guardare il cellulare quando qualcuno ti sta parlando

Parlare con qualcuno mentre scorri messaggi, mail e notifiche social irriterebbe chiunque.

Lascia da parte il telefono,
concedi all’altra persona il rispetto della tua piena attenzione.

Non dire “Parla ti ascolto”, perché non è vero.
Stai sentendo, non ascoltando.
La differenza è enorme!

3. Interrompere e finire le frasi “uccide” la tua comunicazione al lavoro

Non vedi l’ora di esprimere il tuo punto di vista?
Perché perdere tempo ad ascoltare quando solo dopo 3 parole hai già capito quello che l’altro vuole dirti?

Se finisci tu le frasi, non offri al tuo interlocutore la libertà di esprimersi, di esternare e di creare un contatto.
Così facendo sprechi solo tempo,
deprimi chi parla e riduci la comprensione del discorso.
Con tanti saluti alla comunicazione al lavoro.

E poi… sei così sicuro di sapere già tutto in anticipo?
E se per caso avessi mal interpretato le sue intenzioni?

La chiave è ascoltare per capire.
Prenditi una pausa prima di parlare.

Leggi questo post per approfondire.

4. Parlare sempre e solo di te stesso

“Parlare molto di sé può anche essere un sistema per nascondersi.”
Friedrich Wilhelm Nietzsche

Sei bravissimo a cogliere ogni occasione per agganciarti al discorso e iniziare a parlare di te,
delle cose che hai fatto, di quello che ti è successo.
Sempre e solo di te stesso.

Ego.
Tanto ego, troppo!

Pensi davvero che riuscirai a impressionare,
sembrare più interessante e intrigante?

Stai monopolizzando la conversazione. Chi-ascolta ti troverà scontato,
pesante e con il tempo ti scanserà.

5. Fare il “professore”

Non ammetti di essere in errore, non lasci agli altri una parola,
fai impazzire con la tua capacità di analisi e la tua esperienza,
spiegando a tutti il modo in cui si dovrebbe fare-o-non-fare una certa cosa.

C’è qualcosa di più frustrante di sentirsi dire “Quello che devi capire è ...”?
Stai suggerendo che … tra qualche secondo ci farai il favore di illuminarci.

Fin dall’inizio, assicurati di trattare la persona con dignità.
Avrai modo di esprimere le tue convinzioni.
Porta pazienza mentre cerchi di capire il punto di vista degli altri.
Le persone lo apprezzeranno.

8 cose che dovresti eliminare se vuoi essere più produttivo sul lavoro – 2

produttivo sul lavoro

5. Finiscila di dire sempre “sì”

Quando diciamo “sì” a tutti, uccidiamo la nostra produttività.
Dovremmo smettere di dire “sì” a compiti che portano a risultati bassi o quasi nulli.

Avremo così tempo per concentrarci sulle mansioni più importanti.
È sempre meglio svolgere alcune attività molto bene,
che occuparsi di molte attività e non essere in grado di fornire (alla fine) un buon risultato.

È tempo di ripensare al modo in cui rispondi quando ti viene chiesto di fare qualcosa.
Anche se non puoi sempre dire “no” al tuo capo o ai tuoi colleghi,
puoi scegliere e decidere la maggior parte delle decisioni che prenderai durante l’intera giornata lavorativa.

Leggi il mio post. come dire NO senza offendere e farsi rispettare.

6. Abbandona il perfezionismo

Quando siamo perfezionisti, abbiamo il bisogno che tutto sia fatto a modo “nostro”.
Siamo super-concentrati sui dettagli che consumeranno – inesorabilmente – il nostro tempo prezioso.

Passiamo più tempo del necessario, procrastiniamo e aspettiamo il momento perfetto.
Spesso, manchiamo il quadro generale perché siamo troppo concentrati su piccole cose.

Invece di esaminare ogni singolo dettaglio, cerca di concentrarti maggiormente sul quadro generale.
Allenta le redini per dare ad altri – in una certa misura – potere decisionale.

Invece di concentrarti sulle piccole cose durante il tuo lavoro, lasciale alla fine. Volendo, a fine di giornata, puoi sempre tornare indietro e completare questi dettagli.

Abbandona la perfezione (esagerata) se vuoi essere produttivo sul lavoro.
È meglio per la tua salute e il tuo benessere.

7. Basta saltare i pasti e le pause pensando di fare di più

“Ozio.
Intervalli di lucidità nei disordini della vita.”

Ambrose Bierce

Saltare i pasti riduce i livelli di energia e di concentrazione,
e ucciderà la nostra produttività.

Non mangiando, aumenterà – durante la giornata di lavoro – il nostro desiderio di alimenti che hanno soluzioni rapide per soddisfare la fame,
il cibo spazzatura.

Ogni persona sperimenta una pausa naturale nella sua produttività,
dopo aver svolto un’attività per circa 90-120 minuti. Se vuoi essere più produttivo sul lavoro, invece di “spingere” e “prosciugarti” a livello mentale,
è meglio fare una pausa.

Pianifica le pause e il tempo libero, metti via il tuo lavoro, rilassati, mangia o fai una passeggiata.
Fai qualcosa di diverso per circa 20 minuti.

8. Smetti di controllare di continuo mail e social pensando di essere produttivo sul lavoro

La maggior parte di noi controlla la posta elettronica e i vari account social in modo non strutturato (quando ne ha voglia o desidera distrarsi).

Controllare di continuo la posta elettronica vuol dire interrompere costantemente il flusso di lavoro, distogliere assiduamente l’attenzione e sprecare,
di conseguenza, un sacco di energia.

Fai un patto con te stesso per controllare i tuoi account social una o due volte al giorno invece di farti succhiare del tempo prezioso.

Personalmente ho preso l’abitudine di controllare la posta elettronica a orari (più o meno) prestabiliti nell’arco della giornata: 3 volte il giorno (mattino-pranzo-tardo pomeriggio).
È veramente raro che un cliente, un problema non possa aspettare un paio d’ore.
Poco smart? No. Meno stress? Sicuro!

Troppo spesso pensiamo che non avere il tempo di riposare sia un distintivo d’onore da mostrare con orgoglio, invece…
gestire bene il tempo significa massimizzare il rendimento giornaliero sulla base dell’energia e dello sforzo mentale che mettiamo in campo.

Come tutto nella vita, cambiare richiede sforzi.
Non basta sedersi lì ad aspettare.
Non diventi più produttivo al lavoro da un giorno all’altro.

È importante imparare di più sul nostro corpo e trovare modi per ottimizzare la nostra energia,
per vivere una vita professionale più equilibrata e di successo.

8 cose che dovresti eliminare se vuoi essere più produttivo al lavoro – 1

produttivo al lavoro

La chiave del successo non è lavorare tanto,
ma lavorare in modo intelligente.
C’è una notevole distinzione tra essere occupati ed essere produttivi.

Lavorare tanto non è sempre la strada giusta. Non ci si rende conto che ci si
chiude in una scatola quando si è troppo concentrati su qualcosa.
E concentrarsi eccessivamente, raramente è salutare o produttivo.

Spesso, lavorare meno può effettivamente produrre risultati migliori

“Poter stare in ozio vale quanto essere potenti.”
Su Tung-Po

Il tempo è un bene limitato.
Essere tanto occupati non significa necessariamente essere produttivi. Dobbiamo imparare a spendere la minor quantità di energia per ottenere maggiori benefici.

È importante per noi prendere tempo anche per riflettere.
Le pause mentali fanno bene al cervello e allo spirito.
Hai notato che troviamo spesso le soluzioni quando non le stiamo cercando?

Ecco 8 cose che dovresti mettere da parte se vuoi essere più produttivo al lavoro:.

1. Elimina l’affanno di voler fare tutto

La maggioranza di noi,
è abituata a pensare che le persone super-dinamiche,
che corrono senza fiato da un posto all’altro sparando mail a raffica,
che cercano di fare tutto, siano anche molto produttive e redditizie.

Poi spesso quando ci si ferma a esaminare i loro risultati,
si capisce che non sono assolutamente straordinari (se paragonati all’impegno, all’energia profusa … sono normalissimi).

Provare a fare tutto,
equivale a non fare niente (bene).
Fare tutto ti impedisce di diventare (veramente) bravo in qualsiasi cosa.

Diventa il migliore in un campo e, solo allora,
“allarga” i tuoi campi d’azione in altri settori.

2. Stop a straordinari credendo di aumentare la produttività al lavoro

Numerosi studi dimostrano che più lavori,
meno efficace e produttivo sarai, nel breve e lungo termine.
Lavorare per lunghe ore non significa essere produttivi.

È necessario assicurarsi di lavorare in modo efficace durante le ore di lavoro,
non sovraccaricarsi e dormire bene, in modo da mantenere un alto livello di concentrazione e di produttività.

Medici, scienziati e ricercatori sono tutti d’accordo che per una vita più produttiva,
più ispirata, più gioiosa è necessario dormire abbastanza (7-8 ore il giorno).

Infatti, quando non dormiamo a sufficienza, riscontriamo un degrado cognitivo simile agli effetti del bere grandi quantità di alcol.

3. Smettila di fare tutto da solo

Certo,
può essere esaltante pensare”sto facendo tutto da solo”,
oppure credere che sia un segnale di debolezza,
o ancora semplicemente si sceglie di non voler disturbare le altre persone,
ma ci sono pochi vantaggi nel voler essere superman.

Alla fine,
il pericolo di fallire è molto alto.

È importante renderci conto che – invece di perdere tempo a cercare di capire qualcosa –
possiamo cercare l’aiuto di un esperto o di un consulente.
Ci darà più tempo per concentrarci sui compiti più importanti.

In questo modo guadagniamo tempo per lavorare su altre cose,
e iniziare a essere (davvero) più produttivo al lavoro.

4. Basta a giornate senza pause credendo di essere produttivo al lavoro

Ti vanti delle ore di straordinario a tre cifre?
Fine settimana passati al lavoro?
Non sai mai che tempo fa fuori del tuo ufficio?
Conosci (davvero) la differenza tra lavorare tanto e lavorare meglio?

Un malinteso comune è che le persone di successo lavorino giorno e notte,
senza sosta. Ininterrottamente.

Non hanno spazio per divertimenti, svago o tempo libero.
Beh! Non è così.

I creativi – ma anche i grandi leader e uomini d’affari – hanno spesso bisogno di tempo libero per rilassarsi, poter esplorare, ispirarsi e stimolarsi.
Possono riflettere sugli ostacoli che affrontano e vederli da una prospettiva diversa.

Una pausa mentale è (anche) il segreto del successo.
Lavorare troppo (non è eroismo) ma probabilmente il più grande segno distintivo d’incompetenza.