Buone vacanze – ci rivediamo in settembre

Tutti i servizi di coaching sono sospesi da venerdì 27 luglio.
Riprenderanno lunedì 10 settembre.
Auguro a tutti una pausa estiva rigenerante.

Michele.

Come trattare al lavoro con una persona so-tutto-io

persona arrogante

Che sia il capo, un collega, un collaboratore, un cliente,
poco importa… tutti abbiamo già “affrontato” una persona arrogante e sapientona nel nostro luogo di lavoro.

Chissà quante volte hai avuto a che fare con questa persona molto esigente,
meticolosa e perfezionista, con una forte attenzione ai particolari marginali?
Quello che ti fa un sacco di domande tecniche, ed è irritante per la sua aria da “saputello che ne sa più di te”?

A volte è vero.
Ne sa più di noi…
e non vede l’ora di farcelo notare!

Grazie alla diffusione di Internet,
è diventato (ancora più) informato e competente, analizza, confronta, assorbe come una spugna ogni informazione,
con tanti saluti alla nostra competenza e alla nostra sopportazione!

Persona arrogante e saccente? Sa tutto lei. È ovvio!

“L’uomo nella sua arroganza si crede un’opera grande, meritevole di una creazione divina.
Più umile, io credo sia più giusto considerarlo discendente dagli animali.”

Charles Robert Darwin

Tende a essere egocentrico. Non ammette di essere in errore,
non ti consente di dire una parola, ti fa impazzire con le sue analisi,
e la sua esperienza sul modo in cui si dovrebbe fare-o-non-fare una certa cosa.

Quando stai comunicando con questo tipo di persona arrogante e presuntuosa, può esserti tantissimo d’aiuto,
(soprattutto quando cerca di farti sentire “piccolo, brutto e ignorante”)
ricordare che la maggior parte dei so-tutto-io sono molto insicuri,
hanno bisogno dell’approvazione degli altri e possono sentirsi molto frustrati se devono accettare un’idea che non è la loro.

Cosa fare con una persona sapientona?
Se è un collega o un collaboratore puoi tacere, evitare, snobbare, scansare…
ma se la persona è il tuo capo o un cliente importante?

Evita dichiarazioni definitive

Se non sei d’accordo, invece di fare dichiarazioni risolutive del tipo:
È provato che … ” oppure “No, non è questo il modo in cui è … “,
dichiara il tuo disaccordo in maniera indiretta in modo da non far sentire la persona attaccata.

Prova con qualcosa di più soft tipo “Per la mia esperienza, ho trovato … ” o “Io penso che … ” (ti aiuterà a evitare un duello a tutto-campo).

Non sorprenderla

Alla persona so-tutto-io non piacciono le sorprese.
Quando si sente con le spalle al muro, inizia a lottare per uscire.

Non mettere la persona in questa situazione.
Come tutte le persone quando sono alle strette, “combattono” con ancora più veemenza e forza.

Non essere insistente

Se devi incontrare un cliente che fa il saputello, presenta i tuoi prodotti o i tuoi servizi in modo non insistente e con toni non “minacciosi”.

Dai credito alle sue idee e, se non sei d’accordo,
non controbattere in modo diretto.

Scegli le tue battaglie

Devi essere pronto a lasciare!
Decidi se vale la pena lottare oppure è più efficace “mollare”.

Se sfidi direttamente il saputello, sei sul suo terreno ideale,
e lo spingi a sostenere senza sosta la sua ragione fino a quando non vince per “esaurimento”.
Il tuo.

Se devi esprimere disaccordo,
apri con frasi tipo: “Quello che mi ha detto l’altro giorno mi ha fatto pensare, in effetti… “.

Aiuta la persona a sentirsi ascoltata,
e sarà più facile fargli accettare il prossimo passo.

Non usare il sarcasmo

L’errore TOP che devi evitare.

Anche se è molto forte la tentazione,
non usare il sarcasmo o l’ironia con una persona saputella.

L’unico effetto che otterrai,
sarà quello di dare “fuoco alle polveri” ed esasperare il rapporto.
Una mossa controproducente che rischia di tornarti indietro con gli interessi.

Decidi se vale la pena l’esborso di energia

Sta diventando una questione personale?
Stai cominciando a perdere un sacco di tempo ed energia che può essere meglio indirizzata?
Meglio fare un respiro profondo, un bel sorriso e riderci sopra?

In ogni caso,
non perdere la calma, non lasciarti coinvolgere emotivamente e rispondi con cortesia.
E non cedere: in breve non saprà più cosa fare e capirà che con te “non attacca”.

Non perdere il senso dell’umorismo:
ti serve a ricordare che spesso il loro comportamento è innocuo.

Spesso,
non abbiamo il lusso di sbarazzarci di una persona saccente e sapientona solo perché “difficile da trattare” o perché “non ci piace”.

Ma, in alcuni casi, per la nostra salute mentale,
dovremmo valutare anche questa scelta.
Non sei d’accordo?

Successo professionale: ecco chi non ci riuscirà MAI (controlla di non essere nella lista) – 2

successo professionale

Il successo rigetta chi vuole seguire un percorso regolare

La maggior parte di noi ha un cammino ideale verso il successo professionale:
studiare, trovare un buon lavoro, fare un buon lavoro, essere promosso, vivere felicemente per tutta la vita.

A volte succede,
spesso no.

In realtà,
spesso non arriviamo ai nostri traguardi seguendo un percorso uniforme.

Ci sono forze esterne che spesso interferiscono con la nostra ideale traiettoria lineare.

Infatti, incappiamo in battute d’arresto, momenti d’involuzione, strepitose trombate, clamorosi cappottamenti e inaspettate défaillance che ci mandano al tappeto,
ci fanno a pezzi l’autostima e demoliscono le nostre certezze.
Questo è il motivo per cui molti rinunciano.

Quello che è importante è trasformare il fallimento in opportunità di apprendimento.
E riprendere così il nostro cammino verso il successo professionale.

Il successo non è per chi è pigro

“Il fallimento non è l’unica punizione per la pigrizia;
vi è anche il successo degli altri.”
Jules Renard

Spesso quando “dialoghiamo” con noi stessi, ci diciamo che siamo SMART e impegnati,
ma poi in verità …
arriviamo in orario al lavoro, ma non ci fermiamo oltre.

Non approfittiamo delle pause per intraprendere progetti aggiuntivi,
facciamo solo quello che ci viene chiesto.

Non fai mai più del tuo “compitino”, non provi mai a imparare più del necessario.
Sei un buon lavoratore,
ma non eccezionale.

Forse qualcun altro si è impegnato di più,
sembra essere più appassionato e coinvolto nel suo lavoro.

Cosa ti differenzia dai tuoi colleghi?
Perché credi di meritare (davvero) una promozione?
Perché avrebbero dovuto scegliere proprio te?

Il successo rifiuta chi vuole evitare il conflitto

La maggior parte delle persone preferisce evitare i conflitti.
Ha il bisogno di essere apprezzata, vuole essere accettata e desidera stabilità.

Le persone di successo sanno che non possono essere efficaci senza affrontare il conflitto.

Le comunicazioni diventano tese, il lavoro di squadra diminuisce, la produttività soffre.
I risultati ne soffrono.

Se scegli di evitare conflitti a qualsiasi costo,
il prezzo da pagare potrebbe essere molto maggiore.

Quindi, abbraccia la soluzione del conflitto.
Dopotutto, anche il conflitto sul lavoro può essere molto salutare.

Il successo dice “no grazie” a chi ricerca solo complimenti e fan deliranti

La maggior parte delle persone desidera essere tenuta nella giusta considerazione!

L’autostima è un bisogno umano e si alimenta di riconoscimento e fiducia in se stessi,
eppure …

se la tua sete di successo è legata solo a felicitazioni, riconoscimenti ed elogi, sappi che …
stai puntando sui numeri sbagliati.

Nessuno (almeno molto pochi) all’inizio si prenderà del tempo per magnificare i tuoi sforzi e i tuoi progressi.

La maggior parte delle persone (spesso – ahimè – proprio quelle più vicine a noi) spenderà solo pochi minuti preziosi solo per dirti che stai facendo qualcosa di sbagliato,
o perché vuole qualcosa da te.

L’ultima cosa che pensa è …
magnificare le tue doti, elogiare le tue capacità e il tuo sviluppo.

Se stai facendo grandi cose, prenditi il tempo per riconoscerlo.
E lo devi fare da solo.

Viaggio verso il successo professionale? Non è certo una passeggiata

Le persone di successo hanno dovuto attraversare le notti più buie per vedere all’alba la luce.
Il viaggio verso il successo è un lastricato con molti ciottoli.

Ci sono lezioni da assimilare,
alcune cose da perdere e altre da trovare.

Tuttavia, se vuoi arrivare alla meta, devi continuare.
Buon viaggio!

Successo professionale: ecco chi non ci riuscirà MAI (controlla di non essere nella lista) – 1

successo professionale

Diventare il team leader di quell’innovativa startup, entrare nell’e-commerce con la tua piccola impresa a conduzione familiare,
sbaragliare la concorrenza ed essere-promosso store manager del lussuoso store del centro,
oppure “guidare” un grande progetto per una multinazionale americana.
Wooooowww!

Per raggiungere i tuoi obiettivi professionali (grandi o piccoli, poco importa) devi mettere in campo doti quali determinazione,
tenacia, costanza, volontà.

Superare una forte rivalità,
una concorrenza agguerrita.

E purtroppo non tutti ci riescono.

È più facile di quello che pensi, sprecare opportunità e scivolare nell’inazione,
non superare insidie, ostacoli e comportamenti dannosi.

Ecco un elenco di CHI difficilmente riuscirà ad avere successo (controlla di non essere anche tu nella lista):

Il successo professionale non sarà mai di chi lo pretende facile e veloce

Questo è il motivo per cui molte persone mollano troppo presto.
Ecco perché un sacco di gente non raggiunge il livello di successo che desidera.

Il successo professionale non è né facile né veloce.

Lo sanno bene le persone di successo … che non si aspettano risultati immediati.
Sanno che nessuno diventa famoso in una notte o trova il successo senza anni di duro lavoro,
perseveranza e una quantità (pur ridicola) di fortuna.

E tu? Cosa fai, quando trovi sulla tua strada difficoltà, ostacoli o impedimenti?
Insisti e persisti finché non raggiungi il tuo obiettivo oppure getti subito la spugna?

Il successo non sorride a chi continua a chiedersi “Perché io no?”

Smettila di sprecare tempo.
Finiscila di lamentarti.
Di recriminare, perché le altre persone hanno successo e tu no.

Nella maggior parte dei casi, è frutto di un duro lavoro;
non di una vincita all’euromillion.

Ogni persona ha la possibilità di lottare per questo,
e ognuno può avere il suo “turno” di difficoltà.

Invece di lamentarti,
fai un cambiamento positivo e trova il tuo successo.

Il successo non bacia chi aspetta di essere pronto per lanciarsi

Non aspettare di essere “veramente pronto”.
Muoviti ora o potresti non partire mai.

All’inizio non ti sentirai mai completamente pronto perché stai andando oltre la tua abituale zona di comfort, stai prendendo una strada stimolante e affascinante ma anche ignota e (forse) piena d’insidie.

Per iniziare,
non devi essere perfetto o sapere tutto.

Hai scelto il tuo obiettivo, hai raccolto tutte le informazioni necessarie,
valutato i rischi e individuato le azioni da fare.

A un certo punto dovrai respirare e …
lanciarti!

Il successo schiva chi punta solo sulla competenza

La competenza, la preparazione, la capacità non è tutto.
Non è solo questione d’intelligenza, di bellezza o d’intelligenza.
La capacità non è sufficiente,
occorrono duro lavoro e tenacia.

Grinta.

Tra una persona talentuosa senza tenacia e un’altra tenace, ma senza talento,
probabilmente sarà quest’ultima a ottenere i risultati migliori.
Se pensi, di non essere portato,
di “non averlo tra le corde”,
di essere negato …

Ricorda che ci sono tante qualità (che non richiedono né talento né fortuna) che puoi mettere lo stesso in campo. Da subito!
Se desideri far prendere vita ai tuoi sogni, raggiungere i tuoi obiettivi,
ricorda a te stesso che hai già tutto quello che ti serve.

Finché continui a provare e non molli,
non sarai mai un fallimento.

Il successo professionale non arride a chi è terrorizzato dalla paura di sbagliare

Una delle cose più importanti che devi rinunciare se vuoi avere successo professionale,
è la paura di sbagliare.

Non puoi riuscire senza fallire.

Chiunque abbia mai realizzato qualcosa,
a un certo punto si è bloccato, arenato,
non è riuscito.
Ha sbagliato.

Sai perché non ti devi preoccupare della paura di sbagliare?

Perché a un certo punto, non riuscirai,
sbaglierai di sicuro.

Così, poiché già sai che probabilmente fallirai, almeno una volta, cosa hai da temere?
Quando non riesci, alzati e riprova.

10 abilità che ogni team leader eccellente dovrebbe potenziare – 2

leader eccellente

5. Comunicare in modo chiaro le priorità

Tu sai (esattamente) cosa vuoi dai tuoi collaboratori.
Ma loro lo sanno?

Di solito, il team non sa esattamente che cosa è fondamentale per i loro dirigenti.
I dipendenti non possono svolgere bene le loro mansioni se non conoscono le priorità.
Quali sono le tue?
La precisione, la soddisfazione del cliente?
La vendita a ogni costo?
Un servizio impeccabile?

Qualunque siano le tue priorità,
comunicale in modo chiaro e semplice.

Evita di utilizzare un linguaggio dispersivo (pieno di “un po’, quindi…, stavo pensando”) che potrebbe indebolire il tuo modo di comunicare.
Esercitati a trasmettere messaggi sintetici e a utilizzare un linguaggio più incisivo, stimolante e orientato all’azione.

Se un collaboratore non ha soddisfatto il tuo standard, concentrati di più su cosa deve essere fatto per migliorare piuttosto che su ciò che non ha funzionato.

6. Risolvere i conflitti in modo produttivo

Perché è importante dedicare molta attenzione ai rapporti,
contrasti e conflitti nel tuo luogo di lavoro?

I conflitti possono rovinare i rapporti personali, creare un ambiente negativo, ostacolare la produttività,
distruggere il lavoro di squadra e causare un calo di fatturato.

Il conflitto sul lavoro è naturale e inevitabile ma ci sono tecniche e abilità che possiamo imparare per trasformare conflitti distruttivi in accordi costruttivi.

Ricorda che le persone oggi possono determinare il successo o l’insuccesso della tua carriera.

7. Coinvolgere tutto il team

Per diventare un team leader eccellente, è necessario che tu coinvolga i tuoi collaboratori nel processo decisionale, incoraggiandoli a suggerire modi nuovi o alternativi di fare meglio le cose.

Non decidere tutto da solo, promuovi un lavoro di squadra.

Fai domande stimolanti, del tipo: “Questo è il nostro problema, tu come lo risolveresti?” oppure
“Non stiamo andando bene in quel settore, tu cosa faresti?”.

Incoraggia le persone del tuo team al dialogo, ascolta quello che hanno da dire e poi valuta i loro suggerimenti, mantenendo sempre la tua autonomia di pensiero e di azione.
Guai a perderla!

I collaboratori che contribuiscono con nuove idee si sentono ancora più coinvolti e motivati.

8. Dare obiettivi specifici

Motiva al massimo dando obiettivi specifici e quantificabili a ogni singolo collaboratore.

Diventa un supporto attivo e concreto per ognuno di loro.
Chiedi di cosa hanno bisogno per raggiungere i loro obiettivi.

Aiutali a elaborare un piano d’azione e a rimuovere i possibili ostacoli che possono trovare sul cammino.
Sostienili e incoraggiali costantemente.

9. Delegare con efficacia

Il team leader eccellente e vincente sa allentare un po’ il controllo,
e delegare con efficacia.

Non disperdere energie preziose.
Troppo spesso, quando vuoi seguire ogni dettaglio della gestione, in breve tempo,
ti ritrovi stressato e oberato di lavoro, perché stai tentando di fare tutto da solo.

Il risultato è che i dipendenti non si assumono mai responsabilità, si sentono disimpegnati e si demoralizzano.
Delegare ti permette di focalizzarti sulle priorità e sulle azioni importanti e di essere sempre dinamico, lucido e propositivo.

Solo perché un tuo collaboratore o dipendente non ha le competenze per portare a termine un compito difficile, non significa che non possa imparare.

10. Ascoltare di più è il mantra del leader eccellente

Imparare ad ascoltare è il segreto per avere una comunicazione davvero efficace.

Non dare per scontata quest’abilità per il solo fatto di sentire ciò che l’altro sta dicendo.
Ascoltare è capire il messaggio nel suo giusto contesto.

Il tuo collaboratore desidera essere ascoltato con attenzione, vuole sentire la tua partecipazione e la tua empatia.
Più percepisce il tuo reale interesse nei suoi confronti, più aumenta il suo desiderio di comunicare e di interagire con te.

Ascolta i bisogni dei tuoi collaboratori, le loro perplessità, i loro dubbi, senti cosa vorrebbero cambiare e poi agisci di conseguenza.

Se sai ascoltare i tuoi collaboratori vuol dire che sei una persona sicura di te, non ritieni di aver la soluzione per tutto e per tutti e non hai paura del confronto.
Un vero leader!

In definitiva,
se vuoi diventare un team leader eccellente, è necessario saper creare entusiasmo nel tuo luogo di lavoro, coinvolgere e motivare i tuoi collaboratori per raggiungere, insieme, grandi obiettivi.

10 abilità che ogni team leader eccellente dovrebbe potenziare – 1

leader eccellente

La pressione della competitività ti spinge a muoverti più velocemente,
produrre maggiori risultati in meno tempo e con meno personale.

Le persone e le cose si muovono veloci.
I problemi non si possono rinviare, gli errori hanno conseguenze e costi importanti.

Sei il team leader e sei direttamente coinvolto.
Sei in prima linea, in campo, lì nel mezzo, dove la pressione si fa sentire!

Per superare queste sfide devi sviluppare al meglio le tue doti personali, saper motivare e ispirare i tuoi collaboratori a fare del loro meglio per raggiungere grandi obiettivi.

Il team leader eccellente ha, prima di tutto, grandi competenze nel rapportarsi alle persone.

Ecco 10 abilità che ogni team leader eccellente dovrebbe potenziare,
fallo anche tu:

1. Gratificare i collaboratori

Le persone vogliono essere tenute nella giusta considerazione.
L’autostima è un bisogno umano e si alimenta di riconoscimento e fiducia in se stessi.
La gratificazione è il motore che ci spinge a dare il massimo per ottenere risultati sempre migliori.

Riconoscere ai propri collaboratori il lavoro fatto,
i rischi che hanno preso e i risultati che hanno ottenuto, crea un ambiente di lavoro positivo, motivato e molto produttivo.

Celebra e festeggia con il tuo team.
Siamo talmente focalizzati sul futuro che raramente ci concediamo una pausa per apprezzare e ricordare i successi nel lavoro. Celebrare ti permette di condividere sensazioni positive e di creare coesione e alleanza con il tuo team.

Ogni occasione deve essere l’opportunità per festeggiare con il tuo team.

2. Reggere la pressione e l’imprevedibilità

Vendite “saltate” all’ultimo istante, appuntamenti costantemente rimandati,
un continuo e frustrante adattarsi a un Mercato sempre più imprevedibile.
Viviamo in tempi complessi e incerti.

Per quanto tu possa organizzare e pianificare, ci saranno sempre imprevisti, appuntamenti cancellati, ritardi, emergenze e cambi di programma.
Non sprecare la tua energia e le tue capacità su cose e fatti che non dipendono da te.

Non lamentarti o demoralizzarti, accetta la realtà e concentrati solo sulle prossime azioni da compiere.

Diventa più flessibile!
Organizzati la giornata e pianifica con metodo ma non farlo in modo maniacale e dettagliato!
Lascia uno spazio per l’imprevisto.

3. Creare entusiasmo è un MUST per il leader eccellente

L’arma più potente sulla terra è l’animo umano in preda all’entusiasmo.
Ferdinand Foch

Ti senti un modello per il tuo team?
Hai una personalità dinamica che ispira gli altri?
Sai creare entusiasmo e mostrare sincero interesse per le persone che lavorano con te?
Parti appassionato ed entusiasta già da prima mattina!

Saluta ogni componente del tuo staff con un bel “Buongiorno!” radioso e positivo, dai pacche sulle spalle, fai sentire la tua partecipazione e il tuo sostegno.
Fai in modo che i tuoi collaboratori sappiano che li consideri la chiave del tuo successo.

I leader eccellente non perdono mai l’occasione di essere gentili e motivanti nel comportamento e nelle parole.

4. Creare rapporti di fiducia e di alleanza

Condividi con il tuo team le responsabilità, i compiti e le informazioni e …
il successo.

La condivisione è un grande atto di fiducia e un riconoscimento molto potente per i tuoi collaboratori.
La maggior parte di loro desidera fare un buon lavoro, avere degli obiettivi, condividere le responsabilità e partecipare al successo dell’azienda.

Prendi a cuore gli interessi del tuo staff, i loro problemi personali,
aiutali a bilanciare lavoro e vita privata.

Anche le piccole attenzioni significano molto per i tuoi collaboratori o dipendenti:
i loro compleanni, i nomi dei figli, dire “Ciao, come va?”.

Vedrai come la loro motivazione può salire alle stelle!

leader eccellente

La linea sottile che divide fiducia e arroganza sul lavoro – 2

arroganza sul lavoro

4. Sei sicuro di te quando accetti la responsabilità

-sei un cretino altezzoso quando sposti la colpa su altri

Sei fiducioso quando ascolti a testa alta elogi e complimenti,
ma mantiene la compostezza anche quando devi gestire calunnie, accuse, critiche, scandali.

Ti comporti in modo arrogante quando non ti assumi la responsabilità.
Vedi l’ammissione di colpa come una debolezza. Sempre pronto a spingere gli altri sotto l’autobus per salvare la faccia e conservare la tua reputazione.
C’è sempre qualcuno da accusare e biasimare.

Con una sperimentata forma d’arte, ti guardi in giro,
spostando la colpa sugli altri e utilizzandoli come capro espiatorio.

Un modo per non assumerti alcuna responsabilità.
“Ho chiesto a Giuliano di farlo per me.
Ovviamente non è stato all’altezza del compito.”

5. Sei fiducioso quando mostri ascolto attivo

– sei uno spaccone arrogante quando imponi monologhi su te stesso

“Non vorrei sembrare monologo”.
Nino Frassica

Le persone arroganti devono convalidare costantemente la loro convinzione di essere le migliori.

Sei insolente quando senti il bisogno  di vendere te stesso e di innalzare la tua reputazione professionale, e allora sotto … a raccontare delle tue abilità, dei tuoi risultati, dei tuoi successi.
Solo di te stesso.

Un monologo. Nessuna domanda.
Facendo così non mostri interesse per gli altri.
Poco rispetto.

Non c’è niente di sbagliato nel parlare di se stessi, anzi è necessario,
ma occorre assicurarsi di non sopraffare la conversazione disquisendo solo di se.

Quando ti impegni ad ascoltare attivamente e fai domande sincere,
le persone risponderanno positivamente alla tua attenzione.

6. Sei fiducioso quando “abbracci” l’imperfezione

– sei un borioso immaturo quando pretendi che gli altri siano impeccabili quanto te.

Sebbene tutti desiderino essere perfetti,
le persone sicure di sé non dipendono solo dal loro senso di autostima.

Sei arrogante quando hai la convinzione (sbagliata) che tutti debbano essere senza difetti.
Sei piuttosto critico, pretendi che anche gli altri siano impeccabili quanto te.

Questa puntigliosità potrebbe causarti inevitabilmente rapporti professionali difficili.

Quando nell’ambiente lavorativo i livelli di stress sono già alti,
una sproporzionata ricerca della perfezione (accompagnata da mancanza di empatia) può portare altra irritabilità e maggiore nervosismo.

La tensione sale così alle stelle creando un’escalation di problemi e complicazioni.

7. Sei fiducioso quando sei ambizioso

– sei un cialtrone prepotente quando confondi l’ambizione con la spietatezza

L’ambizione non è un reato.
Le persone fiduciose sono ambiziose, apprezzano il successo e contribuiscono con i loro talenti al mondo.
Non si sentono minacciati dai successi degli altri,
anzi cercano invece di imparare da loro.

Dimostri arroganza sul lavoro quando credi di essere il top, anche se la realtà dice il contrario.
hai un’alta considerazione di sé, la convinzione di essere superiore, speciale, il migliore di tutti.

Sei così portato a ricercare costantemente l’ammirazione degli altri e a pensare che, giacché sei il migliore, tutto ti sia dovuto e che le tue esigenze vengono prima di tutto-e-di-tutti,
pur di guadagnare successo sei disposto a passare su ogni cosa.

8. Sei fiducioso quando sei disposto ad aiutare gli altri

– sei un cazzone arrogante quando ti concentri solo su te stesso

Come persona sicura di sé, non ti senti né migliore né peggiore di chiunque altro.

Vai oltre ai tuoi successi. Ti assumi la responsabilità delle tue scelte e impari dagli errori e dai fallimenti.
Valuti il tuo comportamento e affronti i tuoi dubbi. Lasciando andare la paura, ti prepari al successo.

Le persone arroganti – invece – non accettano la sconfitta e la critica.
Tendono a deviare la colpa su altri.

Dimostri arroganza sul lavoro quando ti concentri solo su te stesso, i tuoi desideri e i tuoi bisogni sono primari.
Nient’altro ti interessa. Ignori completamente l’altra persona, fingi “di non vederla” e non dai peso alle sue parole.

L’interesse degli altri è irrilevante.

Se hai una scadenza imminente,
riversi sull’altro lo stress e l’ansia di portare a termine (il prima possibile) l’incarico. Tenti di trasformare il tuo problema in un problema di tutti.
“Voglio …”, “Ho bisogno …” “Devo avere …”

Fiducia e arroganza sul lavoro sono mondi a parte

Purtroppo, oggi la nostra società e il mondo del Lavoro incoraggiano e premiano gli scaltri, i furbi e i “pugni sotto la cintura”.
È necessario quindi riconoscere “cosa sono realmente” fiducia e arroganza.

Il problema è che facciamo difficoltà a distinguere la linea infinitamente sottile che divide la fiducia e l’arroganza sul lavoro.

Assicurati di conoscere la differenza.
È necessario traspirare fiducia, non arroganza.

La linea sottile che divide fiducia e arroganza sul lavoro – 1

arroganza sul lavoro

Nella vita una buona dose di fiducia è auspicabile.

Quando si tratta della tua vita professionale,
ci sono alcune linee sottili che devono essere tratteggiate,
confini che non possono e non devono essere superati.

Arroganza sul lavoro: fiducia o presunzione?

Devi essere ambizioso senza essere impaziente, disponibile ma non timoroso,
flessibile senza essere sfruttato,
essere fiducioso e sicuro di te stesso, confidente e ambizioso,
senza alzare troppi i toni fino a diventare eccentrico e pomposo.
Ecco l’arroganza sul lavoro!

C’è una La linea sottile tra essere fiducioso e solo un pallone gonfiato,
ecco 8 esempi:

1. Sei fiducioso quando offri una critica costruttiva

– sei uno spocchioso arrogante quando dai consigli con l’intenzione di ferire e manipolare

La critica può essere una cosa positiva,
finché è offerta in modo costruttivo.

Sei sicuro di te …
quando trasformi un giudizio negativo in un momento costruttivo. Scindi completamente la persona dall’azione o dal comportamento che ha avuto,
quando parli in modo chiaro, senza aggressività o offese.
Inizi il tuo discorso con “Mi sembra… “ o “Posso sbagliarmi, ma… “ per rendere la conversazione meno tesa.

Viceversa, diventi subito arrogante quando attacchi, giudichi o vai sul personale.
Dai consigli per attaccare i punti deboli, con l’intenzione di ferire e manipolare. Ti comporti in modo arrogante sul lavoro quando tendi a minimizzare le preoccupazioni o i sentimenti di qualcun altro.

Mascheri un consiglio per dire alla persona cosa deve fare. L’altro deve seguire il tuo “consiglio”.
Deve esserne anche grato.
“Se fossi in te …”
“La cosa migliore da fare per te sarebbe …”
“Ma non ti preoccupare … cosa vuoi che succede”.

Anche questo è arroganza sul lavoro.

2. Sei fiducioso quando descrivi le tue qualifiche

– sei arrogante quando ti prendi credito per tutto

Sia in un’intervista di lavoro, un colloquio annuale o una revisione delle prestazioni,
devi essere pronto a parlare delle tue abilità e dei tuoi successi,
è un “invito” a vendere te stesso e inviare il messaggio che sei qualificato.

Quando ti chiedono di “mettere sul piatto” le tue competenze non puoi rispondere “Non mi piace vantarmi”.

Parlare di se stessi, dei propri successi e realizzazioni, non è boria,
arroganza o presunzione.
Quando si parla di un risultato, è un dato di fatto.

Quando parli di come hai risolto un problema, hai imparato una nuova abilità,
o collaborato con il team, stai parlando di fatti concreti.
devi assolutamente prendere credito per il tuo lavoro.

Al contrario, sei arrogante e sfrontato quando ti prendi credito per tutto.
Ti prendi tutta la gloria senza spostare mai il riflettore sugli altri membri del team.

Senti il desiderio sfrenato di raccontare tutte le cose stupefacenti che hai fatto, capovolgere la realtà e raccontare i trionfi personali,
storie mirabili e tutti gli applausi che hai ricevuto.
Pompare per magnificarti.

arroganza sul lavoro

3. Sei fiducioso quando dimostri la tua forza con le azioni

– sei un pallone gonfiato quando devi mostrare i tuoi successi per compensare la tua insicurezza

Sei realmente sicuro di te,
quando non senti il bisogno di competere o di avere sempre ragione.
Non credi che il tuo valore dipenda dall’assecondare qualcuno o soddisfare i desideri degli altri.

Non devi nemmeno vantarti o mentire, perché dimostri la tua forza attraverso le tue azioni,
il tuo atteggiamento e il tuo modo di fare.

Sei uno sbarbatello sfiduciato quando hai bisogno di mostrare continuamente i tuoi successi,
le tue conoscenze importanti, della tua formazione superiore, i tuoi clienti adoranti,
tutti argomenti, che secondo te dovrebbero innalzare il tuo valore agli occhi di chi-ascolta.

A certe persone piace,
magari quelle più facilmente suggestionabili,
quelle un po’ più superficiali.

Tuttavia vantarsi in maniera implicita,
è sintomo d’insicurezza e un atteggiamento che spesso riflette una sensazione di vuoto o d’insoddisfazione nella vita. È arroganza sul lavoro.

Non è l’insicurezza di per sé che infastidisce ma il volerla coprire, nascondere, mascherare … vantandosi.
Dimmi di cosa ti vanti e ti dirò cosa ti manca.

“Lo studentucolo che sa un po’ di latino e di storia, l’avvocatuzzo che è riuscito a strappare uno straccetto di laurea alla svogliatezza e al lasciar passare dei professori,
crederanno di essere diversi e superiori anche al miglior operaio”.
Antonio Gramsci

Come migliorare la comunicazione con un tuo collaboratore in 7 mosse – 2

comunicazione con un collaboratore

3. Non trarre subito le tue conclusioni

Chi non conosce una persona o un amico cui devi ripetere un concetto almeno 3 volte, perché ti interrompe con le sue conclusioni o deduzioni, presumendo di aver compreso, in anticipo, quello che gli stai dicendo.

La trappola nella comunicazione con un collaboratore (e non solo) è di voler sembrare brillanti e arrivare subito alle conclusioni,
qualcosa del tipo “quelli svegli capiscono al volo“.
Attento! A volte funziona, spesso no.

Non c’è niente di più frustrante per il tuo collaboratore,
essere interrotto o vedere la sua esigenza poco ascoltata o fraintesa.

4. Mentre ascolti non interrompere se vuoi potenziare la tua comunicazione con un collaboratore

Per ascoltare è necessario fare silenzio.

Devi placare la voglia d’interrompere per aggiungere qualcosa, per correggere, per dire la tua.
Consenti al collaboratore di concludere il suo discorso.

Non interrompere continuamente,
è solo uno spreco di tempo, si deprime chi parla e si riduce la comprensione del discorso.

Evita di dire “Parli pure, la sto ascoltando …” mentre stai facendo qualcosa d’altro.

Non ho dubbi che senti cosa il collaboratore ti sta dicendo ma ascoltare richiede uno sforzo d’interesse, di attenzione e soprattutto,
il desiderio di concedere all’altro del tempo (anche breve, se sei occupato).

Ascoltare richiede tutta la tua disponibilità!

5. Mostra che stai ascoltando

Guardare da un’altra parte mentre qualcuno ci parla,
è scortese e fastidioso.

Ascolta con tutto il corpo, mantieni il contatto visivo,
con i movimenti aiuterà l’altro a sentirsi ascoltato.

Sorridi, fai cenni di assenso con il capo, di tanto in tanto.
Chiedi conferma e annuisci. Annuire, non significa essere d’accordo con il tuo interlocutore ma semplicemente trasmette l’idea “Capisco, ti sto seguendo”.

Incoraggia il collaboratore a parlare con piccole asserzioni verbali tipo “Sì”, “Ha-ha”, “Capisco”.

6. Riformula quanto ascoltato

La riformulazione è una tecnica che consiste nel ridire ciò che l’altro ha appena detto,
utilizzando le stesse parole o termini più concisi,
non aggiungendo nulla di proprio, per evitare distorsioni interpretative.

Riassumendo quello che hai ascoltato,
hai la sicurezza di aver compreso davvero l’esigenza del collaboratore mentre lui/lei ha la conferma di essere stato realmente ascoltato,
ed è portato a esprimersi liberamente e a collaborare.

Puoi approfittare del momento in cui il tuo collaboratore è alla fine di un discorso per intervenire e riprendere “Mi stai dicendo che … ”,
“In altre parole, desideri … ”, “A tuo avviso quindi … ”, “Così, secondo te … ”
.

La riformulazione è particolarmente indicata per tutte le richieste o quando il collaboratore è esitante, contraddittorio,
pasticcione o non riesce a focalizzare/spiegare la sua esigenza.

comunicazione con un collaboratore

7. Evita frasi-boomerang

• “Ti capisco” quando non conosci abbastanza il collaboratore, la situazione o il problema;
• “Vieni al punto” perché così mostri irritazione;
• “Parla pure, ti sto ascoltando” mentre stai facendo qualcosa d’altro;
• “Continua … mi interessa” e poi ti guardi intorno, guardi l’orologio, il cellulare, fuori dalla finestra, agiti il piede … così mostri impazienza e disagio.

“Il canto del mare termina sulla riva o nei cuori di chi l’ascolta?”
Khalil Gibran

Impara a prestare vero ascolto ai tuoi collaboratorie diventerai, per loro, un punto di riferimento importante e irrinunciabile.
Comprendere a fondo le necessità è la strategia migliore per potenziare la comunicazione con un collaboratore, ridurre i tempi e aumentare la produttività.

Credo che ognuno di noi debba riflettere sul suo modo di ascoltare.
Sei aperto al dialogo, desideri veramente capire o stai semplicemente sentendo cosa l’altra persona sta dicendo?
Sei capace di ascoltare con attenzione e disponibilità?