6 cose da fare quando il tuo capo boccia la tua proposta (un’altra volta) – 1

capo non mi considera

“Ma è magnifico!”
“Che idea strepitosa! Mettiamola in pratica subito”
“Questa volta ti sei superato … geniale!”

Mi piacerebbe dirti che il tuo capo adorerà tutte le idee che proponi ma come probabilmente già saprai,
non lo farà (almeno non tutte le volte).

Quante volte hai pensato “Il mio capo non mi considera“?

Ami (davvero) il tuo lavoro.
Ami quello che fai e spesso hai nuove idee che pensi possano aiutare l’azienda o far avanzare quel particolare progetto.

Tuttavia, il tuo capo la pensa diversamente e sembra demolire i tuoi suggerimenti.
Ti fa dubitare di te stesso, della tua competenza, del tuo lavoro.

Ecco 6 cose da fare quando il tuo capo rifiuta la tua proposta (un’altra volta):

1. Non prendere il rifiuto sul personale

Sei (come la maggior parte delle persone) abituato ad associare il rifiuto alla persona.
Se la tua proposta, il tuo progetto o la tua idea è bocciata, ti consideri una persona sbagliata.
Inadeguata.

Come se fossi ancora a scuola,
ti dai sempre un voto, una valutazione, un giudizio, una sentenza inappellabile e spietata:
se la tua idea è stata “bocciata” vuol dire che non vali poi tanto.

Devi ristrutturare le tue convinzioni e smussare gli angoli dell’autocritica più tagliente,
imparare a staccare il rifiuto dalla tua persona.

2. Anziché buttarti a terra … rilancia!

Quando il tuo capo rifiuta una tua proposta (un’altra volta), sei portato con il tempo a demotivarti,
sottovalutarti, rassegnarti, inizi a ridurre il tuo sforzo.
La qualità del tuo lavoro comincia a risentirne.
Non reagisci.
Ti areni.

Piuttosto che sprofondare nel vittimismo del “il capo non mi considera” ..
rilancia la tua aspettativa.

Un rifiuto del capo ti dà l’opportunità di dimostrare che con il duro lavoro, l’uso creativo delle risorse esistenti e la collaborazione con gli altri … puoi trovare soluzioni creative per rispettare le scadenze del progetto e offrire (nonostante tutto) un lavoro di qualità.

3. Accetta che il tuo capo possa vedere qualcosa che a te è sfuggito

Il capo ha l’intenzione solo di denigrarti, di tenerti “in disparte” oppure sta cercando di farti prendere coscienza che tu non stai seguendo gli obiettivi dell’azienda?
Che le tue idee semplicemente mancano di concretezza?

Chiediti se le tue idee effettivamente aiutano a far progredire l’azienda e ad aumentare i profitti.

Per questo motivo è importante ascoltare con attenzione le critiche e le motivazioni del rifiuto.
Chiedere al tuo interlocutore di chiarire le sue opinioni e farti degli esempi concreti.


Come gestire – senza bruciori di stomaco – una persona aggressiva sul lavoro

persona aggressiva

La persona aggressiva è completamente focalizzata sui propri bisogni e sentimenti.
Non mostra alcun rispetto per i bisogni delle altre persone.

Se li serve qualcosa ti asfissierà con le sue richieste… una mail, poi un’altra e un’altra ancora…
Allora! Perché non rispondi?

Il suo motto è  “la miglior difesa è l’attacco”. Così cerca sempre di metterti in difficoltà con richieste di dettagli e di particolari.
Ti lascia poco spazio, ti incalza, ti interrompe frequentemente e tende a imporsi in continuazione.

Se apprezza qualcosa, non te lo fa vedere

Non ti dà soddisfazione.
Anche se sei disponibile,
cortese e stai facendo di tutto per assecondarlo diventa una furia se non vai incontro alle sue esigenze.

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Se ha ragione su qualcosa poi … dà il meglio di sé!
Se lo contraddici, non ammette quasi mai di avere torto. Spesso usa un tono di voce alto e aspro, usa il sarcasmo, fa battute o cerca di svalutarti.
È critico e coglie ogni occasione per metterti in difficoltà.

Quando se ne va, ti butteresti a peso morto su un letto.
Ti ha prosciugato tutte le energie.

Ti suona familiare?

Che cosa fai quando incontri un tipo così?
Che cosa fare con una persona aggressiva?

L’ho già scritto … vale per ogni persona “difficile” …
se è un collega o un collaboratore puoi tacere, evitare, snobbare, scansare, cazziare …
ma se la persona in questione è il tuo capo, il titolare o un cliente importante?

La prima reazione ti porta, di solito, a chiuderti in difesa, a provare risentimento e aggressività oppure partire al contrattacco e finire … nella litigata che la persona aggressiva tanto desiderava.

Non cadere in questa trappola

Questo impulso, anche se naturale e comprensibile, può portare a un inasprimento dei toni e a un’escalation dalle conseguenze imprevedibili per te e il tuo lavoro.

Evita di insistere per fargli cambiare idea perché – semplicemente – non ti ascolta e non gli interessa.
Non cercare di giustificarti, non sentirti in dovere di spiegare e di chiarire troppo.
L’hai detto, l’hai ripetuto con garbo e cortesia … bene, basta così!

Non rispondere alle sue provocazioni con altri attacchi.
Mentre parla non anticiparlo, non andargli sopra. Ascoltalo con pazienza fino alla fine senza interromperlo.

Ascolta con pazienza la persona aggressiva

Ascolta attentamente per capire il problema o per cercare di creare un buon clima relazionale.
Ricorda: pazienza e ancora pazienza o tornerai a casa con il bruciore di stomaco.

Cerca di disperdere la sua aggressività.
Non fare resistenza. Fai defluire la sua onda d’urto. A volte, può essere sufficiente che la persona aggressiva dia libero sfogo alla propria aggressività per poi riprendere il controllo.

Cerca di trovare o vedere aspetti della discussione dell’altra persona con cui puoi concordare.
Chiarisci qualsiasi divergenza. Il comportamento aggressivo spesso deriva da malintesi.
Proponi una soluzione o un’alternativa.

Rimani calmo, sempre cortese e rassicurante, e non lasciarti coinvolgere.

Tieni sotto controllo la situazione. Non essere a tua volta minaccioso, fai credere di essere innocuo e gestibile a suo piacimento. Mi raccomando fallo solo credere!
Sei tu che devi tenere la situazione sotto controllo.

Non comportarti allo stesso modo

La persona aggressiva si aspetta qualcosa da te: un’arrabbiatura, un attacco o un insulto. Non rispondere alle provocazioni con altri attacchi altrimenti l’unico effetto sarà quello di esasperare il conflitto e non di arginarlo.

Non perdere la calma, non lasciarti coinvolgere emotivamente e rispondi con cortesia. E non cedere: in breve non saprà più cosa fare e capirà che con te non-attacca.

Che dire? Una bella sfida vero?
E tu come ti comporti? Lo ascolti con pazienza oppure tiri fuori le unghie e rispondi per le rime?

P.S.
Attenzione … a volta anche noi ci comportiamo in modo aggressivo senza che ce ne rendiamo conto.
Leggi il post per approfondire

Il team è la porta del tuo successo .. la chiave sei tu

la motivazione del personale

Che tu sia imprenditore, manager oppure responsabile di un piccolo team,
che il tuo staff sia di 2 o 200 persone, per raggiungere risultati eccellenti devi prendere consapevolezza della crescita e della motivazione dei tuoi collaboratori.

Lo sai anche tu che da solo … fai poca strada!

Il successo non è mai opera di una singola persona

Il Mercato del Lavoro sta cambiando, (anche in conseguenza della crisi che ci ha investito negli ultimi anni),
allora deve cambiare anche il modo di approcciare il tuo lavoro e il tuo team.

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Infatti,
quando i tuoi collaboratori sono demotivati o “molli” a farne le spese è il raggiungimento di un obiettivo, l’esito di un progetto, il business o la tua carriera.

Non puoi più restare legato a comportamenti oramai sorpassati “Tu fai quello e tu fai quest’altro”.
È necessario coinvolgere le persone che lavorano con tue.
Non concentrarti solo sui compiti da eseguire e da gestire.

Mettere insieme dei professionisti non necessariamente genera buoni risultati.

È tempo di diventare leader del tuo team!

Insegnare alle persone a credere in loro stesse è la cosa di gran lunga più importante che possa fare.”
Jack Welch jr

È tempo di prendere “confidenza” con la motivazione del personale.
Mica facile, lo so!

Ci hai provato più volte a dare una scossa motivazionale ma dopo pochi giorni ti sei ritrovato al punto di partenzaVuoi dire di no!

L’entusiasmo cala, non si va oltre il compitino, i “musi” si allungano, l’ambiente diventa passivo e lentamente perdi di vista il tuo obiettivo.

La verità è che la motivazione non “sgorga spontanea” dai tuoi collaboratori e non la puoi nemmeno delegare a un corso, un formatore o a un coach… è (soprattutto) a carico tuo!

 

La motivazione del personale passa inevitabilmente da te

La motivazione del tuo personale passa inevitabilmente (e mi vien da dire inesorabilmente) da te.
Sei tu quello che per primo deve motivarsi, entusiasmarsi, ispirarsi, “allenarsi” a motivare e dopo, solo dopo, la puoi chiedere, anzi pretendere, dai tuoi collaboratori.

Sono coach.
Partner del tuo successo.
Se chiedi il mio supporto per motivare il tuo team, il mio focus è su di te!

Per far correre il treno … mi concentro sulla locomotiva … non certo sui vagoni.
La locomotiva – ti piaccia o no – sei tu!

Dì continuamente alle persone quanto sono brave e che gran bel lavoro stanno svolgendo.
Brian Tracy

Un passo verso la tua leadership .. imparare a dire NO ai collaboratori

imparare a dire no

Martha è una donna preparata, capace e appassionata del suo lavoro (è office manager con il compito di supervisionare e organizzare tutte le attività segretariali della grande azienda per cui lavora).

Dirige con impegno e motivazione i suoi collaboratori (6 donne e 2 uomini).

Come ogni team leader, anche lei è focalizzata sulla gestione del team, sulle capacità relazionali. Desidera mantenere nel suo staff pace e tranquillità.

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Per questo motivo evita di dire NO

E ha ragione.
Dire “NO” non è facile e mai piacevole.

Ma dire “SI”, “Vediamo”, “Forse”, senza esserne convinta, è molto peggio (leggi questo per post  sui pericoli della comunicazione).

Martha è consapevole (oltre del suo bruciore di stomaco) che se evita di dire NO, rischia di perdere la fiducia e la stima del personale,
dare un`immagine di leader debole e demotivante per tutti i collaboratori.

Martha sa perfettamente che non può permettersi di essere troppo tollerante, accondiscendente o “molle”.
È cosciente … sa che se non mette dei paletti o dei limiti da rispettare, le persone capiranno che possono facilmente metterle i piedi in testa e approfittare della sua disponibilità
(e credimi, lo faranno).

Piuttosto di discutere, Martha dice SI e le problematiche spariscono di colpo.
È il suo modo di comprare l’affetto da parte delle persone e la “pace” del team.

A lungo andare però diventa stancante, frustrante, castrante, si perde autostima e motivazione … con tanti saluti ai buoni risultati!

Vuoi essere leader? Devi imparare a dire NO

Questo per spiegarti che dire “NO” è una delle abilità più importanti se vuoi avere il pieno controllo della tua vita professionale.

Martha fa sempre un’incredibile fatica a dire NO a un collaboratore, ha sempre l’impressione di deluderlo, che porterà rancore oppure che risponderà a tono. Alla fine è oberata d’impegni e fa il lavoro anche dei suoi collaboratori, ritrovandosi stanca e nervosa.

Quando non ce la fa più, sgancia la bomba del NO secco in modo brusco, senza dare spiegazioni e si dilegua arrabbiata (più con se stessa) nel suo ufficio.

“Voglio essere diversa, disponibile e aperta ma anche ferma e decisa sulle mie decisioni.
Ecco cosa mi aspetto dal coaching
.”

Bene Martha!
Cominciamo già da oggi, allenati a imparare a dire No.
Sarai sorpresa come le persone la prendono meglio di quanto tu creda!

Perché è difficile dire NO

Non importa quale sia la ragione per cui hai difficoltà a dire NO ai tuoi collaboratori … alla base c’è la paura delle conseguenze di fronte ad un rifiuto. Il timore che lo staff non ti darà più il suo supporto o il suo affetto … e ti escluderanno dal gruppo.

È normale preoccuparsi delle conseguenze dei tuoi NO, ma la tua apprensione non dovrebbe mai impedirti di agire al meglio per gli interessi di tutto il team,
del tuo lavoro e anche (e soprattutto) per te stesso.

Se hai bisogno del giudizio positivo dei tuoi collaboratori (alla base c’è la paura del rifiuto e di essere emarginato) rischi di dover soddisfare continuamente le loro aspettative, diventando una marionetta senza carattere.

Non aver paura di essere scortese

Di non essere disponibile con gli altri. Dicendo NO (in modo efficace) non offenderai l’altra persona,
non ci resterà male e non porterà rancore in futuro.

Non necessariamente un NO diventa una discussione che sfocia in uno scontro o un litigio.

Tuttavia, un NO troppo brusco, polemico, irridente o aggressivo senza spiegazioni o alternative può compromettere un rapporto o raffreddare il tuo ambiente professionale.

In fondo,
Martha ha capito (“facendo” coaching) che apprendere a dire NO con più efficacia … non è poi così difficile, è necessario un po’ di strategia e un pizzico di diplomazia in più.
E volontà di migliorarsi.

Per imparare a dire NO – concretamente – leggi il mio post “Come dire NO ai collaboratori con più efficacia e meno stress.

Parlare con autorevolezza – come un executive – anche se non lo sei

parlare con autorevolezza

Probabilmente passiamo molto tempo a sviluppare le nostre competenze e abilità tecniche,
piuttosto che potenziare il nostro approccio.

Spesso,
le parole che utilizziamo o non-utilizziamo la dicono lunga su di noi e sono più importanti del talento.

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Se vuoi parlare con autorevolezza non proclamare la tua professionalità

“Si fidi”
“Mi creda”

Sono frasi fatte, con le quali pensi di colpire favorevolmente, di solleticare la fiducia della persona, rivestendoti con un’area di sincerità e di onestà.

Alla fine ottieni l’effetto contrario,
l’interlocutore è portato a pensare che queste frasi confezionate le tiri fuori proprio nei momenti di difficoltà o per “spingere” la vendita o la tua richiesta.

Queste affermazioni sono degradanti per la tua professionalità.
Quando siamo sicuri della nostra proposta, servizio o offerta, l’ultima cosa che pensiamo è di mercanteggiare o “mettere sul piatto” la nostra serietà e professionalità.

Non proclamare la tua correttezza, lascia che parli di te attraverso i tuoi gesti, le tue parole o la tua consulenza. Se proprio devi dimostrarla, porta esempi concreti di situazioni realmente accadute che mostrino in che modo ti sei comportato o come hai reagito.

Non usare negazioni

Non so se questo funzionerà … “
“Spero che i risultati non saranno …”
“Ho ragione, vero?”
“Mi capisci?

Invece di dare un motivo a chi ti ascolta di dubitare di quello che stai dicendo,
presenta i tuoi pensieri senza alcun giudizio e lascia agli altri la libertà di decidere quello che vogliono.
Anche questo vuol dire essere autorevole.

Sarai sorpreso di quanto gli altri, si fidano di te se tu ti fidi di te stesso.

Elimina le parole dispersive

“Quindi … quindi …”
“Giusto?”
“Vero?”
“Ehm..ehm …”

Non utilizzare queste parole in continuazione durante la conversazione.
Se le dici spesso, morditi la lingua perché tutte queste espressioni nascondono indecisione e ti fanno perdere credibilità.

Il bisogno di essere carino o di addolcire il messaggio ti induce a utilizzare queste parole dispersive,
che tolgono energia e incisività al tuo messaggio.

Non utilizzare di continuo intercalari

“Giustappunto; In definitiva …”
“Dico bene? Vi pare? Non è vero?”
“Essenzialmente, Naturalmente, Sicuramente, Sostanzialmente”

Gli intercalari, in altre parole inserire una parola o una breve frase che in realtà non centra proprio nulla, sono molto diffusi nel parlare quotidiano.

Il fenomeno aumenta quando non si sa che dire e si è costretti a farfugliare qualcosa a proposito (o sproposito), senza pensare al collegamento con la frase in cui è inserito.

Evita di scusarti di continuo

“Scusa il disturbo”
“Mi dispiace …”
“Scusa, era solo un’idea”
“Scusa, spero di non aver sbagliato”

Chiediamo scusa troppe volte, anche quando non serve.

Sei veramente dispiaciuto?
C’è bisogno di chiedere scusa per condividere i tuoi pensieri?
Hai fatto qualcosa di sbagliato?

Nella maggior parte dei casi …NO!

Prima di usare queste parole,
prendi in considerazione se sono necessarie.

Le persone forti,
sono disposte ad ammettere l’errore, ma utilizzare sempre queste frasi è fuori luogo.
Potrebbero mettere in cattiva luce il tuo lavoro o far emergere un senso d’inferiorità.

Non ripeterti se vuoi essere autorevole

Pensi che più ripeti un concetto più convinci chi ti ascolta?
Se tendi a ripetere i concetti,
vuol dire che “non ti fidi” di quel che dici. Più ripeti più diventi dispersivo e annoi chi ti ascolta.

Ripetere continuamente crea dispersione e ti porta a non arrivare mai al dunque. Altro che parlare con autorevolezza!

Frasi ricche di dettagli portano il discorso lontano dalla meta e ti fanno perdere incisività e autorevolezza.

Se desideri un supporto personalizzato,
parlare con autorevolezza e migliorare la tua team leadership guarda il mio servizio di personal coaching.

Il coaching può fare la differenza nel tuo sviluppo professionale anche se sei un/una giovane imprenditore, manager o quadro.

14 azioni scomode che portano disagio ma anche successo e felicità – 2

successo e felicità.

8. Lasciare andare il controllo

“La vita è una serie di cambiamenti spontanei e naturali. Non cercare di resistere a questi cambiamenti. Resistere crea solo dolore.
Lascia che la realtà sia la realtà e che le cose prendano il loro corso naturale.”

Lao Tzu

Mollare il controllo, imparare a lasciar andare, a non insistere, non è cosa facile.
È disagevole. Scomodo.

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Cercare di controllare le persone che frequentiamo e gli ambienti in cui agiamo è un tentativo, spesso illusorio e infruttuoso, di manipolare gli altri e noi stessi.

Quando lasciamo andare ciò che non ci serve più e non sprechiamo un’enorme quantità di energia nel controllo … creiamo “spazio” alla produttività, alla positività, al successo e felicità.

9. Scollegarsi

Se ti piace pensare che gli smartphone ti mantengano più connesso (e quindi) più efficiente, fai pure …
ma non è così!

Potresti fare molto di più … se non passassi un sacco di tempo a controllare dove-sono o cosa-stanno-mangiando i tuoi amici oppure a preparare il tuo prossimo post solo per suscitare la gelosia dei colleghi di lavoro.

Abbraccia il disagio e inizia a staccare la spina!
Almeno un po’, dai …

Se lo stesso Steve Jobs limitava alle persone care l’uso della tecnologia perché sapeva che li avrebbe rallentati nel lungo periodo … ci sarà ben un motivo!

A meno che tu non abbia assolutamente bisogno, inizia a spendere meno tempo su social e compagnia-bella.
Ti accorgerai di avere tempo per tutte quelle cose (esercizio fisico, meditazione, relax, ecc…) che ti porteranno più successo e felicità. Leggi post per approfondire!

10. Focus su te stesso

Sei molto (anzi troppo) preoccupato “di cosa fanno gli altri”?
Sei convinto che solo gli altri debbano cambiare il loro approccio?

La volontà di correggere gli altri ti “rende cieco” sulle tue mancanze.
È più facile criticare gli altri che lavorare su te stesso.

La crescita inizia con la consapevolezza che il problema non sono gli altri …
ma sei tu!

Pensa a cambiare te stesso

Imparare a gestire se stessi, è una delle cose più importanti (e poco confortevoli) che devi fare.
Per fare carriera, la prima persona che devi esaminare (e gestire) sei proprio tu.

Sai gestire i tuoi comportamenti?
O vai in tilt non appena si alza la pressione?
Conosci quello che-funziona e che-non-funziona per te?

Sai gestire le attese, la frustrazione e l’insuccesso?
Oppure ti squagli come la neve al sole di aprile?

11. Non evitare le avversità

Quando incontriamo un ostacolo molto spesso invece di reagire, ci chiudiamo a riccio e restiamo immobili, paralizzati, incapaci di far fronte alle difficoltà.

La determinazione, la forza e la tenacia devono essere le armi con cui affrontare qualsiasi negatività la vita ti ponga davanti.

Non opporti alle situazioni negative, ma dai piuttosto inizio a un meccanismo positivo.
Trova la forza di andare avanti per riorganizzare la tua vita a dispetto delle avversità.

12. Promuovere se stessi

C’è una linea sottile tra auto-promozione e arroganza.

Infatti non sono pochi i professionisti (di ogni età e settore) che, nonostante indubbie preparazioni e capacità, quando devono parlare delle loro competenze (come prima reazione per non apparire arroganti e vanitosi) non riescono ad andare oltre un arrendevole “Abbastanza” o “Dipende” che li fanno apparire goffi, impreparati e incompetenti. Indecisi.
Che autogol!

Se l’attenzione personale ti mette a disagio, focalizzati sul lavoro stesso.
Attira l’attenzione sulla scoperta, sui risultati e sui tuoi sforzi.

Per esempio, le persone introverse odiano dover parlare di se stessi, perché lo vedono come “vantarsi”.
Ricorda che parlare di se stessi, dei propri successi e realizzazioni, non è boria.
Arroganza o presunzione.

Quando si parla di un risultato, è un dato di fatto.
Quando descrivi come hai risolto un problema, come hai imparato una nuova abilità o collaborato con il team, stai parlando di fatti concreti.

In questi casi, promuovere te stesso non ti rende un drogato di attenzione,
ma piuttosto un buon comunicatore.

13. Chiedere il supporto di un coach

Iniziare un percorso di coaching non vuol dire avere un problema, un limite, una difficoltà,
significa semplicemente che …
grazie al supporto di un coach professionista puoi migliorare la performance e raggiungere gli obiettivi, in meno tempo e con meno dispendio di energie.

Non essere imbarazzato perché ti sembra di non essere in grado di affrontare le situazioni da solo.
Il coaching non è un “misuratore” di competenze.
Non è negativo.

Tutt’altro.
È positivo.

Riconoscilo semplicemente per quello che è: una fantastica opportunità per la crescita, lo sviluppo, l’auto-comprensione e l’avanzamento di carriera.

“Ammettere” di aver bisogno di un coach è accettare di non essere perfetto.
Di non avere tutte le competenze. Di voler ancora imparare.

“Accettare” il supporto professionale è il primo passo verso successo e felicità.

14. Cambiare pensieri e convinzioni

Le persone di successo decidono sulla base di fatti.
Per questo sono aperte al cambiamento e disposte a modificare le proprie idee se emergono nuovi dati ed elementi.

Questo può essere scomodo e creare disagio perché siamo (a volte disperatamente) aggrappati alle nostre convinzioni ed è difficile accettare l’evidenza che le nostre certezze non “reggono” o si sono rilevati inconcludenti.

Tuttavia, il percorso verso il successo richiede la “forza” di modificare i nostri pensieri e le nostre azioni sulla base delle nuove informazioni.

La “convivenza” con il disagio ti porterà successo e felicità.

Se vogliamo “alzare l’asticella” del nostro successo professionale, dobbiamo essere disposti a “sopportare” il disagio. Man mano che raggiungiamo livelli più alti di successo, anche il disagio che siamo disposti ad accettare si espanderà, il che è positivo.
Ci sei riuscito, sei arrivato,
Successo e felicità.


14 azioni scomode che portano disagio ma anche successo e felicità – 1

successo e felicità

Non sarebbe fantastico se la strada per successo e felicità fosse facile e in discesa?
Certo … peccato che non è così!

La realtà è che avrai successo solo quando ti costringerai a “uscire allo scoperto” e fare cose che non vorresti necessariamente fare.

Uscire dalla nostra zona di comfort è fondamentale per raggiungere successo e felicità

Spesso non agiamo fino a quando non avvertiamo una sorta di disagio o incertezza.
Un’urgenza.

Uscire dalla nostra zona di comfort è vitale per il nostro successo, ma anche per il nostro benessere e la nostra capacità di crescere come individui.

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Ecco 14 cose poco confortevoli che ti creano disagio, ma ti aiuteranno (e non poco) a raggiungere successo e felicità, che così tanto desideri:

1. Chiedere

Non avrai il successo professionale che meriti perché non riesci a chiedere.

Se desideri un aumento, un supporto, quel progetto così interessante,
una promozione … dichiaralo.

Se vuoi fare un salto di responsabilità … chiedilo.
Se non lo fai tu, qualcun altro lo farà al posto tuo.
Stanne certo.

Se hai paura del rifiuto … chiedere, ti crea disagio!

Chiedere, richiede un po’ di coraggio perché ti trovi di fronte alla possibilità di essere respinto, ma ricorda che … la risposta alle domande che non hai mai fatto,
sarà sempre NO.

2. Dire NO

NO è una parola “potente”.

Conosci un’altra parola così breve ma così influente … con sole due lettere,
si rischia di bruciare rapporti, disperdere opportunità e sabotare carriere.

Per il disagio o la paura di dire NO, diciamo SI:
SI a quel nuovo impegno, SI a più responsabilità, SI a quel progetto che ci farà tornare a casa alle 9 tutte le sera.

Dire NO a nuove richieste, aiuta a onorare i tuoi impegni e ti dà l’opportunità di soddisfarli in modo adeguato.
Ti porterà più successo e felicità.

Quando impari a dire NO,
liberi tempo ed energia per le cose che contano di più nella tua vita.

3. Imparare da un feedback negativo

A un certo punto del nostro percorso professionale, prima o poi, riceviamo tutti (inevitabilmente) un feedback negativo da parte del capo, dai collaboratori o dai clienti.

Ecco un’occasione (poco gradevole) per lavorare meglio e spingerci a un livello successivo.

Il feedback sviluppa umiltà e autocoscienza. Sfida il perfezionismo.

Ti chiedo:
Sei disposto a imparare dai feedback?
Sei disposto a crescere e affrontare la situazione?

Se la tua risposta è NO, sappi che continuerai a giustificarti, difenderti, arrabbiarti e poi …
ciò che non accetti (nella vita) ricomparirà di nuovo e ancora finché non avrai imparato la “lezione”.

4. Ammettere gli errori

Consideri l’ammissione di colpa come una debolezza?
Conosci qualcosa di più disagevole di ammettere un proprio errore?

“Chi lavora sbaglia, chi non fa nulla,
non può sbagliare”
.

Dobbiamo assumerci la responsabilità.
Comprendere i nostri successi e i nostri fallimenti.

Imparare ad ammettere gli errori ti aiuterà a guadagnare rispetto, dare l’esempio e costruire una cultura di fiducia.

L’errore è una parte essenziale del processo di esplorazione,
scoperta e innovazione.

Se non sbagli, resti attaccato agli approcci del passato.
Non puoi imparare, evolvere e crescere.

Se le tue azioni non saranno piene di curiosità ed esplorazione,
perché hai tanta paura di sbagliare difficilmente diventeranno incisive.

5. Parlare in pubblico

Ci sono 2 categorie di oratori: quelli che sono in ansia e quelli che mentono”.
Mark Twain

Non sono poche le persone che hanno paura di parlare davanti gli altri (anche poche persone, il team, il cliente, ecc…), che si sentono ansiose, nervose, “non abbastanza” e ne sono talmente terrorizzate da “annegare” in un mare di dubbi e fantasie di giudizi poco lusinghieri.

Non c’è molto da aggiungere. Se anche tu hai questi timori.
Sai di cosa sto parlando.

Parlare in pubblico, infatti, non è solo un dono, ma un’abilità che si impara, basta qualche tecnica ma tanto tanto esercizio.

Se stai parlando di fronte a 5 o 5000 persone, diventare un oratore pubblico migliore può essere un enorme vantaggio per il tuo successo professionale. Warren Buffett dice che aumenterà il successo della tua carriera del 50%.

6. Superare la procrastinazione

Quando il gioco si fa duro, spesso può essere facile rimandare fino a domani, ancora domani, poi domani e il giorno successivo e poi quello ancora …

Siamo esperti della procrastinazione, amanti del rimandare,
artisti del posticipare.

Mentiamo a noi stessi, rimandiamo impegni e responsabilità, ci distraiamo con qualsiasi attività (anche se inutile), continuando a lamentarci per non essere riusciti a raggiungere i nostri obiettivi.

Le scuse per non fare diventano facilmente abitudini e non riusciamo a sostituire pigrizia e inerzia con energia e azione.

Passa all’azione con la giusta umiltà e determinazione e vedrai che troverai solo soluzioni e …
nessuna scusa ti potrà più fermare!

7. Svegliarsi presto

La ricerca accademica afferma che alzarsi presto aumenta la “capacità di agire per cambiare una situazione a proprio vantaggio”.

Sono tante le persone di successo, da Bill Gates a Mark Zuckerberg, che indicano nelle loro rigorose abitudini mattutine la chiave del loro successo.

Impostare la sveglia per prima del solito è un modo sicuro per uscire dalla tua zona di comfort (e provocare qualche imprecazione mattutina… comprese le mie delle 05.30 – altro che successo e felicità!).

Tuttavia, ritagliarsi un po’ di tempo in più a inizio giornata …
ne vale davvero la pena!

Ti darà l’opportunità di prepararti mentalmente, fare una colazione nutriente o semplicemente prendere qualche minuto per qualcosa che ti piace.