15 consapevolezze che posso dire di aver – forzatamente – imparato dalla vita – 3

imparato dalla vita

10. Non sarò mai pronto al 100%

“In questo periodo sono stressato”.
“Quando sarà passato questo periodo, lo faccio”
“Non è il momento giusto.”
“E’ un periodo pesante.”
“Dal 1° gennaio comincio. Anzi dopo le vacanze, dal mese prossimo, da lunedì, ecc….”

Quante volte, ho parlato al futuro o al condizionale “Farò” o “Vorrei”.

Ho sperimentato paure che mi impedivano di passare subito all’azione.
Camuffando i mie timori e parlando senza sosta di ciò che farò.
Un giorno.

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Non vivendo il presente e temendo che si possa ripetere un’esperienza spiacevole, continuavo a rimandare.

Adesso ho imparato dalla vita che … devo fare il primo passo adesso, perché non esiste il giorno o l’ora giusta per iniziare a fare qualcosa.

Non devo lasciarmi immobilizzare dalla sindrome di “domani”.

Il tempo giusto per l’azione è “oggi”.
Iniziare “da domani”, “da lunedì”, “dal mese prossimo”, ecc … non mi farà cominciare mai.

Quando un’opportunità si presenta, nessuno si sente mai pronto al 100%.

Mi sforzo di fare il primo passo,
poi seguo il flusso.

11. La comodità ha il suo prezzo

Quante volte invece di lottare per la “grandezza” ho sguazzato nella comodità (anche se stretta e soporifera).

Sono diventato confortevole.
Comodo. Troppo comodo.

Mi sono accontentato di una vita di sotto le mie capacità.
Anche se ho preparazione. Competenza.
Esperienza.

Mi sono detto …potresti meritare di più. Lo sai …

Spesso tacciamo la voce dentro di noi … che ci invita a osare, lanciarci.
Smettiamo prima ancora di cominciare. Preferiamo “non essere disturbati”.
E così diventiamo prevedibile. Scontati.
Soporiferi.

La sera andiamo a letto – forse scontenti – ma tranquilli.
Comodi. Troppo comodi.
Il fuoco è stato soffocato!

12. La persona più difficile da gestire … sono io!

“Metti da parte il libro, la tradizione, l’autorità,
e prendi la strada per scoprire te stesso”

Jiddu Krishnamurti

La mia crescita personale è iniziata con la consapevolezza che il problema (non sono gli altri) ma sono io,
prima di voler gestire gli altri devo saper gestire me stesso.

Quanto ho coscienza di essere IO al centro di tutte le complicazioni, frustrazioni e fallimenti?

Spesso sono IO la persona più rigida, testarda, esigente, permalosa.
Il mio peggior critico. Quello che non si concede il minimo sbaglio.
Quello più inflessibile.

Quello che non vuole cambiare, ma il cambiamento lo esige, lo pretende,
lo reclama nell’altra persona.

Quello non conosce i suoi punti di debolezza, che non sa gestire le attese e le frustrazioni.
Non conosce cosa-funziona e cosa-non-funziona per se stesso.

È qui che devo concentrare i miei sforzi.

13. Ho imparato dalla vita che essere gentile è la vera forza

La gente di solito non associa la gentilezza alla forza.

Essere gentile non significa essere un avversario facile, uno zerbino, una persona che è facile ferire, manipolare, controllare,
prendere per il naso.

Trattare gli altri con gentilezza,
significa utilizzare questa “forza” per aiutare gli altri.

Essere educato significa lavorare duramente per governare l’ego,
invece di permettere all’ego di dominare me.

La cortesia, il rispetto sono muscoli da rafforzare, nutrire.
Ci vuole lavoro, pazienza e disciplina.
Palle.

È molto più facile sbraitare. Essere arrogante.
Fare il coglione.

14. Non penso più “A me non succederà mai”

“Mai” è un avverbio che ho tolto dal mio vocabolario.
E lo dovresti fare anche tu.
Al più presto!

Eccessiva fiducia in sé. Troppa convinzione.
Poca prudenza.

Lo sai che sono caduti in tanti?
Sono caduti (anche) i migliori.
Perché non dovrebbe accadere a me?

Ho imparato dalla vita a non dare mai più niente per scontato.

15. Non ho più paura dell’imprevisto..l’ho “messo in agenda

Adoriamo la certezza ma viviamo in un mondo, dove di certo e sicuro c’è ben poco.
La vita non è certa.

La certezza non esiste, il mondo è incerto per natura.
Un giorno puoi avere qualcosa, e il giorno dopo perderla o, al contrario, non avere niente oggi e avere la fortuna dalla tua domani.

Che piaccia o no … accade l’imprevisto. L’inaspettato.

E non sempre è negativo!

Spesso, le cose migliori sono quelle impreviste perché prive di aspettative.
Le strade più panoramiche e spettacolari sono le deviazioni che hai maledetto e non volevi prendere.

Ho messo “in agenda” l’inaspettato.
Organizzo la giornata e pianifico con metodo ma non lo faccio in modo maniacale e dettagliato!

Lascio uno spazio per l’imprevisto.
C’è sempre la possibilità che l’imprevisto mi attenda dietro l’angolo.

Mi aspetto che qualcosa possa andare storto, anche se non so cosa!

Ho imparato dalla vita che  … sapere che l’unica certezza è l’incertezza, rende la mia mente più flessibile e divento più forte a livello emotivo.

15 consapevolezze che posso dire di aver – forzatamente – imparato dalla vita – parte 2

consapevolezza

5. Richiede più coraggio rivelare le insicurezze anziché nasconderle

“La vera forza è nello spirito, non nei muscoli o nella durezza d’animo.”
Alex Karras

Ho sempre speso molte energie nel tentativo di mascherare le mie debolezze,
e le mie emozioni (perché le reputavo sintomi di debolezza).

È necessario imparare a gestire e controllare le emozioni,
non farsi controllare da esse.

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Richiede più forza relazionarsi con le persone, piuttosto che cercare di controllarle e dominarle.

Ci vuole consapevolezza e umiltà per ammettere le proprie debolezze piuttosto che mostrarsi forti ma diversi da ciò che si è realmente.

La persona forte,
invece di sprecare energia (cercando di coprire le mancanze), riconosce i propri difetti e investe il proprio tempo per migliorare se stesso e per superare le debolezze.

6. Rinunciare per paura di fallire … è il fallimento più amaro!

Nessuno,
ripeto nessuno, ha raggiunto ricchezza, fama e successo senza cadute, spesso gravi, ma anche errori ingenui ed evitabili.

Errori che ci riportano (amaramente) al punto di partenza.

Ma quando torniamo indietro, abbiamo un vantaggio … provarci di nuovo perché conosciamo già la strada.
Possiamo tornare al punto (dove ci siamo bloccati) più velocemente e spingerci oltre l’ostacolo con rinnovata energia.

Sono tantissime le persone che incolpano le loro vite miserevoli, per le circostanze difficili in cui si dibattono “Ho avuto un’infanzia difficile … ecco perché non ce l’ho fatta”

Eppure non sono poche le persone di successo che rilevano … “Ho avuto un’infanzia difficile … ecco perché ce l’ho fatta!”.

Se guardo al fallimento come un’opportunità, come l’inizio di un nuovo viaggio, scopro che l’esperienza mi aiuterà e la prossima volta che farò la stessa cosa, la farò molto meglio.
Ma se non provo, non lo saprò mai.

Demordere a prescindere.
Rinunciare per paura di fallire … questo è il fallimento più amaro!

7. Spesso piuttosto che parlare, è meglio tacere .. e ascoltare!

In quest’epoca siamo travolti e soffocati dalle parole.
Dalle chiacchiere.
Da un cicaleccio continuo.

Le parole perdono di senso, di valore, di significato.
Di vitalità.

Dovremmo parlare molto meno.
Tutti.

Non abbiamo la consapevolezza della potenza delle parole.

Mi basterebbe pensare, come a volte, un semplice lapsus, una svista, una parola di troppo o fuori posto ha distrutto un intero progetto, un colloquio di lavoro,
un rapporto con un mio cliente importante,
un collega, il team, un amico/a,
la mia compagna.

Spesso,
la cosa più intelligente da dire è … non dire niente!

C’è un tempo per parlare e un tempo per tacere.
E ascoltare.

8. Sapere che sono molto più le cose di cui non ho controllo mi ha dato consapevolezza

Sprecare il tempo,
le energie e le mie capacità in cose che sono di là dal mio controllo è il modo migliore per attrarre frustrazione e delusione.

Meglio concentrarmi sulle cose che posso cambiare,
e accettare (avere la consapevolezza) di ciò che va oltre il mio controllo.

Devo smettere di credere di aver potere sugli altri.

Lasciare andare è un atto di fede perché la vita si sveli.
Lasciar andare libera, purifica, migliora.
Lasciare andare è leggerezza!

9. Non posso piacere a tutti

Avere paura della disapprovazione può rendere la vita difficile.

Volere essere approvati e amati è naturale.
Però non accontentare tutti può essere liberatorio.

Quando cerco di accontentare tutti, ogni volta che cerco l’approvazione di qualcun altro, un piccolo frammento di ME muore.

Ho capito che …
più cerco l’approvazione – meno attraggo le persone.
Le persone non sono affascinate da chi si sforza di piacere e alla fine …
non riesco a compiacere l’unica persona che conta di più – me stesso!

“La ricompensa per l’omologazione e la conformità sta nel fatto che alla fine piaci a tutti, tranne che a te stesso“.
Rita Mae Brown


15 consapevolezze che posso dire di aver – forzatamente – imparato dalla vita – parte 1

consapevolezze

“L’esperienza è il tipo di insegnante più difficile.
Prima ti fa l’esame, poi ti spiega la lezione.”
Oscar Wilde

A volte ci arriva una randellata tra capo-e-collo che ci lascia frastornati,
disorientati oppure …
paralizzati.

Tante volte pensavo di aver le risorse per rialzarmi, oppure di avere tutte le risposte e invece …
eccomi ancora al punto di partenza!

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Nella mia vita ho fatto errori, da alcuni ho imparato tanto, da altri poco-o-niente (e infatti continuano a ripresentarsi).

Ecco una lista delle lezioni più importanti per me,
che hanno avuto un grande impatto sulla mia vita.

Queste 15 potenti lezioni mi hanno aiutato a sviluppare consapevolezze, diventare la persona che sono oggi – nel bene o nel male poco importa.

So che ne verranno altre ed io … sono pronto, aperto e forzatamente –mi piaccia o no– …
ricettivo.

1. Se avverto il bisogno di sentirmi forte significa che non lo sono ..anzi

Tante volte,
per mostrarmi forte ho messo la maschera del duro, “recitando” la mia parte, mascherando così debolezze e insicurezze con atteggiamenti e posture di finta solidità.

Spesso, per controbilanciare,
ricopriamo e mascheriamo la nostra vulnerabilità con atteggiamenti di superiorità, di presunzione, arroganza semplicemente perché siamo insicuri e pieni di paura.

Quest’approccio può portare qualche successo iniziale, ma l’effetto svanisce in breve tempo.

Ho raggiunto consapevolezze che mi fanno capire che … fiducia e arroganza sono mondi a parte

Mostrarsi strafottenti non vuol dire essere sicuri di sé.
“Giocare a fare il duro” è un atteggiamento puerile che può essere intrapreso da tutti.
Con facilità.

Quando avverto il bisogno di sentirmi superiore – e l’arroganza comincia a fare capolino – ho capito che nella mia mente ci sono … troppi pensieri, tante fantasie,
pochi fatti!

2. L’importante non è cadere .. ma rialzarsi

La vita è tutt’altro che semplice!

Ho vissuto – come tutti – delusioni, fallimenti e dispiaceri. Progetti e desideri che si sono sgretolati all’improvviso, sogni che si sono frantumati e desideri che si sono rilevati irrealizzabili.

E accadrà ancora…

La vita è tutt’altro che semplice! Dicevo …

Accettarlo, mi ha permesso di vivere le gioie della vita,
apprezzare in pieno tutte le sue sfaccettature, dolori compresi.

Ogni fallimento è una tappa verso il successo.

Cosa ho imparato da queste consapevolezze?
Sapersi rialzare -scrollarsi la polvere di dosso- è fondamentale per la mia crescita personale (e professionale).

3. Se non hai talento devi pedalare .. e tanto

Realizzare di non avere capacità eccelse,
intelligenza superiore , bellezza, talento … mi aveva convinto che solo quelli baciati-dalla-fortuna, quelli bravi, quelli con talento e capacità sarebbero arrivati ai posti più ambiti.

Ecco!
La scusa (per mollare, per rinunciare, per non muoversi) è stata servita!

Ho capito che … competenza, bravura, talento non è tutto, non è sufficiente, occorrono duro lavoro e tenacia.
Grinta.

Attaccare giorno dopo giorno …

Non solo per una settimana, non solo per un mese ma per anni … nonostante gli ostacoli che incontri sulla tua strada. Grinta, perseveranza e passione per raggiungere obiettivi a lungo termine.

Devo saper resistere a distrazioni momentanee e tentazioni, al fine di raggiungere il mio obiettivo.

Fondamentale è la capacità di resistenza, di perseguire gli obiettivi nonostante i continui “no”,
ristrutturare i fallimenti e le sconfitte.

4. Le cose non andranno bene solo perché sto lavorando tanto

Non mi aspetto più soluzioni magiche.
Quando provo qualcosa di nuovo.
Valuto. Mi adattato.
Riprovo.

Cerco di essere positivo.

Restare aperto.
“Praticare” ottimismo e trasparenza.

Ho capito che … lavorare troppo è probabilmente il più grande segno d’incompetenza.

Se sono impreparato, non sono in grado di gestire me stesso,
non riesco a massimizzare il mio rendimento giornaliero sulla base dell’energia che ho a disposizione e dello sforzo mentale che metto in campo.

C’è una notevole distinzione tra essere occupati ed essere produttivi.
Lavorare tanto non è sempre la strada giusta.


Come approcciare con successo una persona diffidente sul lavoro

persona diffidente

Poco importa che sia il tuo capo, un collega, un collaboratore, un cliente
È sospettoso, guardingo. Sempre a debita distanza.
Se li vai incontro, si ritrae.

Se insisti, si dilegua.

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Quando è osservato e incalzato, la sua reazione naturale (e comprensibile dal suo punto di vista) è quella di chiudersi sulla difensiva ancora di più.

Se cerchi un contatto, ti blocchi davanti ad un muro di sfiducia e perplessità.
Parla lentamente ed ha la necessità di fare pause riflessive più lunghe.

Non ti guarda, mantiene la “guardia alta”, difficilmente è distratto dagli elementi esterni perché è concentrato su di te.

La persona diffidente ti studia … vuole capire le tue intenzioni

Non pensare, a priori, che siccome non parla o risponde a fatica non sia interessato oppure è arrabbiato.
Non pensare, a priori, che siccome non parla o risponde a fatica sia soddisfatto della tua richiesta o del tuo servizio (nel caso di un cliente) che gli stai offrendo.

È convinto che gli altri vogliano raggirarlo, truffarlo o sfruttarlo.
È saturo di pregiudizi e preconcetti.

Parla pochissimo, quasi senza espressione del viso, non capisci se è interessato o invece non vede l’ora che la pianti e te ne vai …

Che fare?
Continuare a parlare o è meglio lasciarlo in pace?
Non è facile relazionarsi con una persona diffidente, vero?

Proviamoci dai …

Non tenere il tono di voce troppo alto

Non interrompere una persona diffidente  durante i suoi brevi interventi.
Evita assolutamente le pause che potrebbero imbarazzarla.

Scandisci bene le parole e parla adagio.
Cerca di evitare tremolii e incertezze vocali, dai un ritmo alle tue parole.

Non insistere

È pericoloso.
Nel caso di una richiesta o di una vendita non dare mai l’impressione di avere fretta, sollecitando decisioni.
Non lasciarti mai sfuggire pazienza e coraggio.

Non parlare e argomentare troppo, insistere, premere o mettere fretta. Questi comportamenti creano ancora più diffidenza e chiusura.

Evita i complimenti pomposi o eccessivi

Le persone diffidenti avvertono un senso d’imbarazzo nel ricevere complimenti.

Infatti, credono, più o meno inconsapevolmente, che occorre diffidare di chi fa i complimenti, poiché l’intento potrebbe essere quello di aggirarlo o manipolarlo.

Dimostra cortesia e il massimo interesse

Usa argomentazioni complete ed esaurienti e fai domande dirette (del tipo aperto) per indurlo a parlare e fornirti informazioni.

Usa una comunicazione trasparente, onesta e autentica

Usa una comunicazione semplice, chiara e diretta.
Non sorvolare, nascondere o eludere eventuali argomenti delicati e spinosi.

Usa argomenti esaurienti e completi, ripeti, se il caso, i concetti ma usa parole diverse.
Evita le sorprese o di cadere in contraddizione!

Non dimenticare che la persona diffidente esige garanzie solide e sicure. Entra nel concreto.
Trasmetti praticità e precisione.

Evita tutte quelle frasi rassicuranti che, in concreto, non dimostrano niente: “Non ti preoccupare”, “Lo garantisco io” ,“Stai tranquillo”.

Non cambiare opinione o versione perché suona ambiguo o manipolatore.

Non entrare in un confronto serrato

Se entri nel campo di una sua “credenza consolidata” (i senior non hanno capacità tecnologiche – i giovani sono tutti fancazzistifanno carriera solo i raccomandati, ecc…) difficilmente riuscirai a convincerlo del contrario.

Meglio essere generici,
smorzare i toni e non associarsi alle sue critiche.

Dai tempo

Evita di forzare.
Non sono le tue parole che lo convinceranno, ma le tue azioni.
E per quelle, prenditi il tempo che serve.
Con calma e pazienza.

Tieni pronte risposte, spiegazioni e soluzioni.
Risolvi tutti i dubbi.

Calma e pazienza sono fondamentale per relazionarsi con una persona diffidente.

Se la persona diffidente in questione è il tuo capo/a o un cliente importante è fondamentale che tu conosca e preveda tutte le domande,
i dubbi che la tormentano, gli aspetti specifici che vuole sapere.

Che dire … mica facile!

Foto di Free-Photos da Pixabay

Davanti l’ostacolo non paralizzarti .. pazienza e perseveranza.. ce la farai!

perseveranza

“La pazienza e la perseveranza hanno un effetto magico davanti al quale le difficoltà scompaiono e gli ostacoli svaniscono.”
JOHN QUINCY ADAMS

Quanto sei abituato a perseverare di fronte gli ostacoli?
La maggior parte delle persone getta via sogni e obiettivisi arrende al primo ostacolo o difficoltà.

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Se le cose ti sono sempre arrivate con poco sforzo, potresti non aver allenato i “muscoli” della perseveranza, necessari quando la strada si fa in salita.

Invece di mettere energia e tempo per superare difficoltà e impedimenti … potresti prendere il primo ostacolo o fallimento come un segnale che non sei “capace”, che non sei “tagliato” e …
mollare di schianto.

La perseveranza è la differenza tra successo e fallimento

Devi imparare da quelle persone che hanno sempre dovuto lavorare sodo, che hanno sviluppato determinazione, costanza e forza di volontà per padroneggiare una nuova abilità o superare un ostacolo.

Non si raggiunge il successo professionale senza fatica, senza un impegno straordinario.
All’inizio – chi non è abituato – trova difficoltà. Dopo varie volte – tale sforzo – diventa naturale e istintivo.

Quando la salita si fa dura, quando (sembra) che non c’è alcuna ragione di continuare, quando tutto intorno a te invita a mollare, arrendersi, rinunciare, a non continuare …proprio a quel punto che … – se vuoi realizzare il tuo sogno – devi perseverare.

Devi trovare la forza per andare avanti!

Sei disposto ad allenarti intensamente?

A non cedere alle difficoltà?
Sei disposta a cadere e rialzarti sempre ogni volta?
Mettere in discussione le tue credenze e le tue certezze?

Devi trovare la forza di percorrere ancora qualche altro metro e andare avanti.
La perseveranza è quella dote che ti permette di andare oltre la fatica e le circostanze.

Ti permette di superare un passo falso, un colpo di sfiga, recuperare da un infortunio.
Con la perseveranza, verrà il successo.

Una forte motivazione aiuta a vincere molte difficoltà.

Uno sforzo affannoso o occasionale non sarà di nessun valore.
Per ottenere risultati devi applicarti tutti i giorni, fino a quando diventerà un’abitudine.

Perseveranza vuol dire “attaccare” giorno dopo giorno

Non solo per una settimana, non solo per un mese ma per anni … nonostante gli ostacoli che incontri sulla tua strada.

La competenza, la bravura, il talento non è tutto, non è sufficiente, occorrono duro lavoro e tenacia.
Perseveranza.
Grinta.

Il successo professionale non è solo questione di talento, intelligenza, bellezza.
Tra una persona talentuosa senza tenacia e un’altra perseverante ma senza talento, probabilmente sarà quest’ultima a ottenere i risultati migliori. Leggi post.

E adesso che lo sai anche tu …
Davanti al prossimo ostacolo non paralizzarti … pazienza e perseveranza.
Riprova. Credimi.
Ce la farai!

9 azioni divora-energia che succhiano forza vitale al tuo lavoro e alla tua carriera -2

efficacia sul lavoro

5. Controllare l’incontrollabile distrugge l’efficacia sul lavoro

Adoriamo la certezza ma viviamo in un mondo del lavoro, dove di certo e sicuro c’è ben poco.
La vita non è certa.

La certezza non esiste, il mondo è incerto per natura.
Un giorno puoi avere qualcosa, e il giorno dopo perderla o, al contrario, non avere niente oggi e avere la fortuna dalla tua domani.

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Ti potrebbe essere richiesto di trasferirti (proprio adesso che hai chiesto il mutuo).
Potresti cambiare di colpo … lavoro, città, nazione!

Non sprecare un sacco di energia cercando di controllare le persone e le situazioni che semplicemente non puoi controllare. Quando lasci andare le cose, scopri che hai più energia da spendere per quelle situazioni dove hai potere di cambiare.

Probabilmente non sarai in grado di “lasciar andare” in una notte. Comincia a capire perché hai bisogno di così tanto controllo e inizia a lavorare su te stesso.

6. Tenere a mente le cose-da-fare

Spesso, ti ritrovi esausto perché stai cercando di ricordare tante (troppe) cose e inevitabilmente dimentichi qualcosa.

Questo provoca stress e spreca tanta energia mentale, perché devi “rovistare” nei meandri della mente per ricordare ogni compito, incombenza o evento.

Scrivere salva energia, è efficacia sul lavoro!
Quando prendo un momento per scrivere, la mia mente può rilassarsi perché sa che non dimenticherà nulla di importante.

7. Controllare l’email più volte il giorno

La maggior parte di noi controlla la posta elettronica e i vari account social in modo non organizzato (quando ne ha voglia o desidera distrarsi).

Controllare di continuo la posta elettronica vuol dire interrompere costantemente il flusso di lavoro, distogliere assiduamente l’attenzione e sprecare – di conseguenza – un sacco di energia.

Fai un patto con te stesso per controllare la posta e i tuoi account social una o due volte al giorno invece di farti succhiare del tempo prezioso.

Personalmente ho preso l’abitudine di controllare la posta elettronica 3 volte il giorno; a orari (circa) prestabiliti durante la giornata.

La maggior parte dei messaggi non è urgente.
È veramente raro che un cliente o un problema non possa aspettare un paio d’ore.

8. Lavorare tanto/troppo

Lavorare di più non ti rende più produttivo.
Più ore lavori, più il rendimento tende a diminuire in modo significativo.

Quando lavori tanto, stai sprecando le tue energie.

Quell’energia sarebbe meglio spendere per riposare – in modo da tornare al tuo compito più tardi – e tornare a livelli ottimali di produttività.

Anche se non riesci a riposare quanto vorresti, una breve pausa ti aiuterà a concentrarti di nuovo, senza spendere così tanta energia.

9. Essere perfezionista

I perfezionisti tendono a essere esausti.

Impiegano un sacco di tempo ed energie per ogni dettaglio. Tendono a rinunciare al riposo, hanno il bisogno che tutto sia fatto a modo “loro”.

Sono super-concentrati sui dettagli che consumeranno – inesorabilmente – il loro tempo prezioso.

Aspettano il momento perfetto.
Spesso, mancano il quadro generale perché sono troppo concentrati su piccole cose.

È bello voler fare un buon lavoro, ma è impossibile essere sempre perfetti.

Non esaminare ogni singolo dettaglio, cerca di concentrarti sul quadro generale

Invece di concentrarti sulle piccole cose durante il tuo lavoro, lasciale alla fine.
A fine di giornata, puoi sempre tornare indietro e completare questi dettagli.

Abbandona la perfezione (esagerata) se vuoi ottenere efficacia sul lavoro.
È meglio per la tua salute e il tuo benessere.

9 azioni divora-energia che succhiano forza vitale al tuo lavoro e alla tua carriera -1

efficacia al lavoro

La chiave del successo non è lavorare tanto ma … lavorare meglio.

C’è una notevole distinzione tra essere occupati ed essere produttivi.
Lavorare tanto non è sempre la strada giusta. Non ci si rende conto che ci si chiude in una scatola quando si è troppo concentrati su qualcosa.

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Concentrarsi eccessivamente, raramente è salutare o produttivo.
Spesso, lavorare meno può effettivamente produrre risultati migliori.

Il tempo è un bene limitato.
Dobbiamo imparare a spendere la minor quantità di energia per ottenere maggiore efficacia al lavoro.

Ecco 9 azioni che succhiano una quantità enorme di energia al tuo lavoro e alla tua carriera:

1. Piacere agli altri

Cambiare i tuoi piani in un attimo, accollarsi sempre più lavoro, dire sempre di sì, non dire mai di no, essere sempre d’accordo, non riuscire a essere il vero TE … richiede energia.

Piacere agli altri, “conquistare” l’affetto e l’approvazione di tutti richiede attenzione e un notevole esborso di vitalità.

Peccato che tutte queste energie servono a poco perché … le persone non sono attratte da chi si sforza di piacere!

Nella maggior parte dei casi non siamo attratti da chi fa di tutto per piacere,
impressionare, conquistare.

Leggi il post se vuoi approfondire.

2. Fantasie negative quando aspetti troppo tempo la risposta

“Il buio e l’attesa hanno lo stesso colore.”
Giorgio Faletti

Ogni volta che un collega, il capo o un cliente impiega tanto/troppo tempo a rispondere a una tua richiesta, la mente inizia a correre, fantasticare, divagare, vaneggiare.
E presumere il peggio.

La mania fa galoppare la fantasia.
Porta a vedere fantasmi ovunque. Sentimenti di inadeguatezza e di manchevolezza emergono,
malgrado noi.

Non sono pochi i professionisti e manager che da questi segnali (complice anche lo stress al lavoro) si lasciano inghiottire e lentamente consumare … nel fisico e nell’anima!
Altro che efficacia al lavoro!

Leggi il mio post per approfondire.

3. Dire sempre di SI toglie efficacia al lavoro

Quando diciamo “sì” a tutti, uccidiamo la nostra produttività.

Dovremmo smettere di dire “sì” a compiti che portano a risultati bassi o quasi nulli.
Avremo così tempo per concentrarci su mansioni più importanti.

È sempre meglio svolgere poche attività molto bene,
piuttosto che tante con uno scarso risultato.

Non puoi sempre dire NO al tuo capo o ai tuoi colleghi,
ma puoi scegliere la maggior parte delle azioni che farai durante l’intera giornata lavorativa.

4. Controllare gli altri

Controllare è un meccanismo di difesa.
Controllare gli altri (perché si adattino al nostro modus operandi) crea dinamiche tossiche.

Di fronte all’incapacità di controllare dirigiamo tutta l’energia attorno a noi, consumando enormi quantitativi di vitalità.

Devi prendere coscienza che controllare e dominare le persone non migliorerà la situazione ed è improduttivo.
Al contrario, è utile imparare a controllare se stessi.