Buone Feste e un fantastico 2020

I servizi di coaching riprenderanno martedi 7 gennaio.

A tutti i lettori e i clienti di ferrarelli-coaching auguro una felice festività e uno strepitoso 2020.
Un grande abbraccio.
Michele

Disaccordo con il capo: 20 cose da ricordare prima di aprire bocca

disaccordo con il capoFoto di Michi-Nordlicht da Pixabay

Hai il bisogno di parlare.
Di dire la tua.
Di esprimere il disaccordo.
La divergenza.

Senza creare conflitto, fraintendimenti, astio.
Disaccordo si, ma in modo costruttivo.
A parole sembra facile.

..ma se si tratta di disaccordo con il capo?

Le cose improvvisamente diventano molto più complicate.
L’idea può provocare panico immediato.

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Pochi sono disposti a esprimere le proprie opinioni a un superiore.
La maggioranza rimane timida.
Inibita.

Quando si tratta di disaccordo con il capo,
il tuo obiettivo deve essere quello di dimostrare che sei un professionista attendibile.
Una persona di cui ci si può fidare.

Un partner lavorativo che sa anche ascoltare.
Che vuole “costruire” grandi rapporti sul luogo di lavoro.

Ricorda che nel disaccordo con il capo è fondamentale affrontare la questione e non la persona:

1. Se sei sempre d’accordo… sei poco “attrattivo” come collaboratore.

2. Non dare solo importanza a cosa-dici, ma valuta anche quando-e-dove-lo-dici.

3. È fondamentale conoscere e “abbracciare” gli obiettivi del tuo capo. Se non ti allinei con il quadro generale, trova un altro lavoro.

4. Presentati con soluzioni o non presentarti affatto.

5. Non dimostrare che il tuo capo ha torto, a meno che tu non abbia fatti concreti o sei un esperto in quel campo.

6. Il disaccordo va espresso in privato. Lontano da orecchie indiscrete.

 

 

7. Lascia fuori le emozioni. Prepara dati, grafici, fogli di calcolo e qualsiasi altra prova concreta possibile per supportare il tuo punto di vista. Attenersi ai fatti.

8. Usa spesso la parola “suggerire“. È una parola magica in questo tipo di dialogo, perché nessun capo si arrabbia per un suggerimento.

9. Parla a titolo personale. Evita di parlare in generale tipo “Ci sentiamo tutti in questo modo” oppure “Questo è il cambiamento che tutti desideriamo”.

10. L’obiettivo del disaccordo non è vincere, ma mantenere intatto il rapporto. Fin quando è possibile.

11. Usa espressioni come “Ho bisogno …” oppure “Mi sento … ”. Formula la frase in modo tale che il messaggio si riferisca a te e ai tuoi sentimenti.

12. Se ti senti arrabbiato, è meglio dire il meno possibile. Se il capo è arrabbiato, è meglio dirne ancora meno.

13. Non fare sentire il capo un idiota. Presenta il disaccordo con un approccio logico e nel suo migliore interesse.

14. Ascolta, ascolta, ascolta. Ascolta – soprattutto – ciò che “non viene detto”.

15. Riempi la tua relazione con accordi prima di esprimere disaccordi.

16. Esprimi accordi frequentemente e pubblicamente.

17. Offri alternative piuttosto che critiche: “E se …” suona meglio di “Ma…“-“Perché …

18. Ricorda che il tuo obiettivo è presentare le tue idee, non dimostrare che il tuo capo ha torto.

19. Se non sei completamente sicuro o convinto, tieni la bocca chiusa!

20. Sii breve. Il capo – per definizione – è sempre molto occupato.

Successo sul lavoro: 12 ragioni perchè non avrai quello che desideri

successo sul lavoro
Diventare il team leader di quell’innovativa startup,
entrare nell’e-commerce con la tua piccola impresa a conduzione familiare,
sbaragliare la concorrenza e diventare store manager del lussuoso store del centro,
guidare un grande progetto per una multinazionale americana.

Wooooowww!
Figo!
Per raggiungere il successo sul lavoro (grande o piccola, poco importa) devi mettere in campo doti quali determinazione, tenacia, costanza, volontà.

E purtroppo non tutti ci riescono.

È un attimo, sprecare opportunità e scivolare nell’immobilismo, non superare ostacoli e comportamenti dannosi.

Ecco 12 ragioni perché non avrai il successo sul lavoro che desideri:

1. Continui a chiederti “Perché io no?” … e non passa mai all’azione!

2. Lo pretendi facile e veloce. In una notte.

3. Aspetti di essere pronto per lanciarti.
Non hai capito che non sarai mai pronto al 100%.

4. Ci hai provato e hai fallito. E non ci provi più. Mai più.

5. Punti tutto sulla competenza. La capacità non è tutto. Serve determinazione. Tenacia. Palle.

6. Non hai ancora capito che … chiunque abbia mai realizzato qualcosa, a un certo punto si è bloccato, arenato, non è riuscito. Ha sbagliato.

7. Ricerchi solo complimenti e like. La maggior parte delle persone ti criticherà, dirà che stai sbagliando o vorrà qualcosa da te.

8. Sei bloccato dal rifiuto. La risposta alle domande che non hai mai fatto, sarà sempre NO.

9. Non riesci più a superare battute d’arresto e inaspettate cadute che demoliscono le tue certezze.

10. Vuoi evitare il conflitto. A tutti i costi.
Hai il bisogno di essere apprezzato e accettato.

11. Sei convinto che non hai il talento.
Per te una dedica da Stephen King “Il talento da solo vale poco. Ciò che separa il talentuoso dalla persona di successo è il duro lavoro.

12. Sei sempre preoccupato “di cosa fanno gli altri”. Non lavori su te stesso. La crescita inizia con la consapevolezza che il problema non sono gli altri … ma sei tu!

Senti cosa ha detto Roberto Bolle ai ragazzi di Forcella durante One Dance, la grande festa della danza organizzata a Napoli.

“Non credete al successo facile, quello fatto di scorciatoie: non vi lascerà nulla.
Inseguite invece i sogni e credete in un percorso costruito giorno dopo giorno.
Il successo facile non arricchisce, è importante coltivare le proprie passioni.
Questo, al di là del risultato,
contribuirà a costruire una persona migliore”.

Essere il leader: il contatto visivo è uno “strumento” fondamentale

essere il leaderFoto di chitsu san da Pixabay

Ornella mi guarda per 1 secondo (attraverso skype) poi gira gli occhi in alto a sinistra per circa 15-20 secondi,
poi mi guarda per 1 secondo … poi altri 20 secondi via … e via dicendo…
se li conti 20 secondi sono tantissimi..

“Sto pensando …” dice durante le sessioni di coaching.
Chiedo. “Fai così anche durante le riunioni con il tuo dipartimento?”
“Ma no!
Oddio … penso di no … spero di no… non ci ho fatto mai caso.
È così grave?”

Ed è così abbiamo cominciato a lavorare anche sullo sguardo per potenziare la sua presenza di team leader.

Probabilmente,
non è qualcosa cui pensi molto, ma i tuoi occhi sono molto eloquenti.

Spesso,
quando sei molto concentrato su quello che stai dicendo o facendo, è facile parlare senza guardarle negli occhi le persone.

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Ricordi come ti sentivi parlando con qualcuno che non ti guardava?
Distoglieva lo sguardo ogni volta?

Di sicuro per niente coinvolto e … poco apprezzato.
La persona non ti ha creato l’effetto WOWWW.
Non ha suscitato un grande effetto, vero?

Se ti guardi intorno troppo spesso stai mostrando alla persona con cui stai parlando quanto … non sia importante.
Perché sembri distratto.
Deconcentrato.
Desideroso di finirla il prima possibile!

Quando stabilisci un contatto visivo – invece – si deduce che quello che hai da dire è importante. E lo è anche la persona che hai davanti.

Quando guardi le persone negli occhi, stai creando un rapporto

Stai mostrando interesse e rispetto.
Riconoscendo la sua presenza.

Stai inviando un messaggio convincente.
Creando un impatto.
È un invito a trasformare il discorso in una conversazione.

Il contatto visivo ti rendi vulnerabile.
Ma anche più accessibile e umano.
Rassicurante.

Un contatto visivo prolungato può significare tutta la differenza.
Stai “attirando” il tuo interlocutore dalla tua parte.
Vuol dire essere il leader.

Dove “vanno” i tuoi occhi?

Quando parli con qualcuno, i tuoi occhi sono rilassati o “pesanti”?
Cerchi costantemente “la mosca che gira nella stanza”?
O mostri alla persona che stai prestando la tua piena attenzione?

Cerca di rilassare i tuoi occhi.
Ridurrai la tensione sul tuo viso.
Sarai più accessibile.

Anche questo vuol dire essere il leader!

Con il contatto visivo arriva l’autorevolezza

I tuoi occhi possono comunicare fiducia e convinzione.
Quindi se non riesci a guardare le persone negli occhi, non puoi aspettarti che credano alle tue parole o siano d’accordo con le tue opinioni

Se li guardi abbastanza a lungo da creare un legame, troverai una scintilla di riconoscimento nei loro occhi.
Puoi trasformarli da ricevitori passivi a partecipanti attivi.

Se hai difficoltà a guardare negli occhi o mantenere il contatto visivo, fissa il tuo sguardo tra gli occhi dell’altra persona (proprio esatto lì, tra le due sopracciglia).

Nessuno sarà in grado di dire dove effettivamente stai guardando!
 

Guardare – non fissare – negli occhi vuol dire essere il leader

Mi raccomando.
Non tutti apprezzano di essere guardati direttamente negli occhi.

Il contatto visivo è uno strumento di comunicazione universale.
Ma ci sono alcune eccezioni che dovresti prendere in considerazione.

Alcune culture reputano il contatto visivo offensivo. Sfidante.

Rispetta chi potrebbe sentirsi a disagio con il contatto visivo, distogliendo lo sguardo.

Ricorda il colore degli occhi

Il contatto visivo è così importante che vale la pena escogitare un facile “trucchetto” per applicarlo.

Gli occhi trasmettono la nostra natura.

Quando ci concentriamo sugli occhi, siamo in grado di vedere la “vera essenza” della persona,
ci colleghiamo direttamente con il sé autentico.

Quando dai la mano a qualcuno,
è importante creare “un collegamento” anche con gli occhi.

Sorridi.
Guarda la persona negli occhi e ricorda il colore dei suoi occhi.

Questa semplice abitudine ti “costringerà” a guardare (davvero) la persona negli occhi e “connetterti” con lui/lei.

Prova e vedrai la differenza!

Il contatto con gli occhi è lo strumento fondamentale per essere autorevole. Essere il leader.

Stabilisce le connessioni con gli altri.
Indica il tuo livello di coinvolgimento, interesse e calore.

Quando parli,
“punta” piedi e spalle verso il tuo interlocutore.

Guarda direttamente negli occhi una persona almeno 2-3 secondi,
poi distogli lo sguardo e passa alla persona successiva.

Incoraggia a connettersi con te e fornire feedback come piccoli cenni del capo o della fronte.
Ciò consente alle persone di trasformarsi in partecipanti attivi.

Guardare le persone negli occhi trasmette fiducia e autorevolezza in ciò che stai dicendo.
Aumenti le probabilità che le persone ti ascoltino. E apprezzino.
Quello che hai da dire.
Quello che sei.

Come ispirare fiducia a una persona che non ti conosce -in pochi secondi-

ispirare fiducia

Claudio mi ha chiesto:
“ … ho un colloquio a metà settembre.
Dammi un suggerimento…come faccio a ispirare fiducia a una persona che non mi conosce?”
.

Anche Sarah chiede spunti su …
“ … come poter ispirare subito fiducia alle persone. Lavoro per un’Assicurazione. Una grande”.

Che sia per un colloquio di lavoro,
la vendita di un servizio o di un prodotto,
una proposta di collaborazione, di partnership,
poco importa …

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La fiducia è una cosa seria.

È alla base dell’amicizia, del lavoro, dell’amore, della stima: si può guadagnare,
non si può imporre.

È difficile da conquistare,
facile da perdere.
Impossibile da riconquistare quando è stata tradita.

È possibile creare ispirare fiducia grazie a una tecnica?

È pensabile creare fiducia tramite una sequenza stabilita di movimenti?
Un susseguirsi di posture convincenti?
Frasi persuasive?

Seguendo con precisione uno schema stabilito (fai prima questo … poi dici quello … ecco così bravo!) e incorniciando il tutto in un bel sorriso di circostanza?

La fiducia è empatia.
Interesse reale.
È un tasto emotivo molto sensibile per ognuno di noi.

Così come non si costruisce un rapporto d’amore in pochi minuti.
Così non è possibile creare un clima di fiducia in pochi secondi.

Allora .. come conquistare la fiducia di chi non ci conosce?

La fiducia non si acquista per mezzo della forza.
Neppure si ottiene con le sole dichiarazioni.
La fiducia bisogna meritarla con gesti e fatti concreti.”
Karol Wojtyla

È fondamentale …
essere sinceri, appassionati del lavoro che facciamo.

Ascoltare con attenzione le persone, essere attenti ai loro bisogni,
cercare di aiutare e non pensare (solo) a vendere/venderci …

A quel punto, tutte le astuzie, tecniche e tattiche non serviranno più!

Inoltre tieni presente che …

Le persone non sono attratte da chi si sforza di conquistare la fiducia

Nella maggior parte dei casi non siamo attratti da persone che fanno di tutto per piacere. Impressionare.
Conquistare la nostra fiducia.

Di solito le persone che si sforzano di piacere sono in qualche modo deboli o poco sicure di sé.
Hanno il bisogno di piacere e di “conquistare” l’affetto.
L’approvazione degli altri. Leggi il post per approfondire.

Nel caso della vendita …

 

Metti i tuoi clienti al centro del processo di vendita.
Aiutali – con una consulenza o servizio competente– a risolvere i loro problemi e soddisfare i loro desideri.

Con una comunicazione semplice, trasparente e onesta, offri sempre la massima chiarezza su prezzo, garanzia, reso, qualità, supplementi, firme, contratto, postille ecc …

Diventa per loro, un punto di riferimento concreto e fidato.
Ti ripagheranno con la loro fedeltà e tutta la loro fiducia.

“La banca ha fiducia in te,
però ti chiedono i documenti per accettare i tuoi soldi e ti prestano una biro legata a una catenella”.

Beppe Grillo

Nel caso di un colloquio di lavoro …

Semplicità è la parola d’ordine.
Tieni pronte risposte, spiegazioni e soluzioni.
Non mentire, non esagerare, sii te stesso.
Instaura un dialogo chiaro.

Risolvi tutti gli – eventuali – dubbi del potenziale datore di lavoro.
Non sorvolare o nascondere argomenti delicati e spinosi,
per esempio il classico “buco” nel CV.

Per ispirare fiducia ti serve coraggio e umiltà.
Palle.

12 cose da ricordare quando ti approcci con il capo aggressivo

capo aggressivo

Foto di Ryan McGuire da Pixabay

Il capo aggressivo è completamente focalizzato sui suoi bisogni e sentimenti.
Non mostra alcun rispetto per le altre persone.

Ti lascia poco spazio, ti incalza, ti interrompe frequentemente e tende a imporsi in continuazione.
Il suo motto è “la miglior difesa è l’attacco”.

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Anche se sei disponibile,
cortese e stai facendo di tutto per assecondarlo, diventa una furia se non vai incontro alle sue esigenze.

Se è un collega o un collaboratore puoi tacere, evitare, snobbare, scansare, cazziare … ma se è il tuo capo?
La questione si complica.
Maledettamente.

Ecco 12 cose da ricordare quando ti approcci con il capo aggressivo:

1. Ricorda che non puoi approcciare una persona “disturbata” come faresti con una persona “normale”.

2. Se hai un capo aggressivo, conosci già il danno che lui/ lei può infliggere alle organizzazioni e alle persone.

3. Non lasciare mai che un pessimo capo ti faccia diventare un pessimo dipendente.

4. Non dare per scontato che il capo aggressivo sia consapevole del suo comportamento. L’aggressività è una risposta inconscia all’ansia. Queste persone sono disperatamente sole, profondamente insicure e perennemente ansiose.

5. Fare il miglior lavoro possibile ti aiuterà a evitare – o contenere – accuse di scarso rendimento.

6. Non compromettere i tuoi valori. Se lo fai, ti odierai per questo e non la spunterai. Il capo aggressivo ti usa fino a quando non si stanca. Poi ti scarica.

7. Se il tuo capo aggressivo è in circolazione da un po’, molto probabilmente la tua azienda ha ricevuto lamentele e le ha ignorate. Voglio esprimerti tutta la mia comprensione!

8. Il tuo capo aggressivo non è così intelligente come pensa. Ignora l’influenza negativa del suo potere.

9. Quando parli del tuo capo, esce il “peggio” di te. Il “meglio” di te viene fuori quando parli di lavoro, progetti e visione. “Quale parte-di-te vuoi che gli altri vedano?”

10. Avere un piano B e un piano C. Resistere a una personalità aggressiva ha un costo e potresti ritrovarti solo o addirittura senza lavoro.

11. Non permettere che un capo “tossico” possa controllare la tua vita e limitare la tua carriera.

12. Se ti costa depressione, attacchi di panico … trova un nuovo lavoro. Per favore!

Discussioni sul lavoro: 17 spunti per avere sempre la meglio – parte 2

discussioni sul lavoro

Foto di rawpixel da Pixabay

9. Scendi a compromessi

Sapere in anticipo cosa puoi concedere – senza danneggiare la tua posizione – è una delle migliori strategie per “vincere” discussioni sul lavoro.

Preparati a concedere un buon punto.
Non cercare di “strappare” tutte le argomentazioni.
Questo ti farà sembrare ragionevole.

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Non discutere ogni argomento solo per il gusto di farlo.
Per rivalsa o per mania di vittoria.

10. Fai appello a obiettivi/valori comuni

Vai oltre alla logica,
puoi usare l’emozione facendo appello a valori meritevoli e motivazioni degne, con cui è difficile non essere d’accordo.

“… dopo tutto stiamo tutti lavorando per portare la nostra azienda alla leadership del settore”

11. Sfrutta i tuoi punti forti

Quando hai dalla tua parte …
un argomento a favore, un dato pregnante, un punto di forza … usalo!
Spesso.

Aumenterai la tua autorevolezza e intimidirai il tuo “avversario”.

12. Vedi la prospettiva dell’altro

Se vuoi “vincere” una discussione,
devi essere in grado di camminare-nelle-scarpe dell’altro.

Vedere il mondo con gli occhi del tuo interlocutore ti permette di vedere la sua prospettiva.

Forse si sente minacciato nella sua funzione.
Ansioso di chiudere la questione.
Infastidito dalla tua richiesta, ritenuta sfacciata e inopportuna.

In ogni caso,
mostrare empatia abbasserà i toni del dibattito.
Consentirà di giungere a una soluzione. Positiva per entrambi.

13. Nelle discussioni sul lavoro se non vuoi essere disponibile, almeno fallo credere

Se il tuo “avversario” intuirà che manterrai – indiscutibilmente – la tua posizione,
senza prendere in considerazione possibili alternative …
diventerà ancor più difensivo e sarà difficile “vincere” la discussione.

Se -invece- fai credere che stai valutando attentamente la posizione dell’altra parte,
la soluzione che proporrai sembrerà molto più sensata.

A volte, non devi fare altro che ascoltare.
Lasciando la parola al tuo interlocutore, puoi consentire alla situazione di risolversi spontaneamente.

14. Non lasciati distrarre

Il tuo “avversario” può provare a disturbarti introducendo temi nuovi ed estranei.

Devi essere fermo.
Riportare la discussione al punto.

Questa è una questione completamente diversa.
Sarò felice di discuterne in seguito.
Per il momento, torniamo al punto e affrontiamo il problema principale.
 

15. Rimani fiducioso che la disputa possa essere risolta

Le discussioni sul lavoro implicano -generalmente- emozioni negative.

Tuttavia,
la fiducia di trovare una soluzione ti consente di pensare in modo più chiaro,
di trovare soluzioni creative alle controversie.

Vedere una via d’uscita in una battaglia bloccata.

16. Rispetta la persona

Molte discussioni sul lavoro non hanno chiari vincitori.
Potresti aver ottenuto una “vittoria” ma la relazione o la situazione è peggiorata.

Non lasciare che una controversia metta in discussione una relazione professionale (magari anche di stima reciproca).

Non insultare o degradare il tuo avversario.

Evita attacchi diretti allo stile di vita, all’integrità o all’onestà del tuo interlocutore.
“Attacca” il problema non la persona.

E se è l’altro ad attaccare?
Puoi rispondere tipo “Sono sorpreso che tu scenda a livello di attacchi personali del genere.
Invece di screditare, sarebbe meglio se ci attenessimo al punto principale“.

17. Essere creativo

Spesso le discussioni arrivano a un punto morto, ripetizioni degli stessi punti di vista,
delle stesse posizioni.

Cambiano solo i … livelli crescenti di rabbia e frustrazione.

Essere creativo ti può aiutare a trovare modi per uscire da una discussione, che non va da nessuna parte.

È tempo di esaminare la questione da un’altra prospettiva?
Esistono modi per fare pressione affinché l’altra persona sia d’accordo con te?
È possibile un compromesso?

Pensare fuori dagli schemi può aiutare – entrambe le parti – a trovare una soluzione.
Può risolvere conversazioni bloccate.