4 atteggiamenti arroganti che svelano la tua fragilità di leader

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Non sono poche le persone che mi contattano (per “fare” coaching) perché pur essendo partite con le migliori intenzioni, col tempo si sono “impantanate” in atteggiamenti di arroganza, di spavalderia o di reazioni eccessive che hanno compromesso il rapporto con il loro team (grande o piccolo che sia) con tutto lo strascico di problemi, conflitti, cali di produttività, scarsi risultati, notti insonni e bruciori di stomaco.

Se il “team è la chiave del successo” è facile dedurre che “NO team = NO successo”.

A volte, la nostra insicurezza o inesperienza di leader è spesso coperta dal perfezionismo e dalla spavalderia, da atteggiamenti di superiorità e di arroganza.

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Per nascondere la nostra vulnerabilità, ci celiamo dietro false competenze, finti atteggiamenti di sicurezza, dimostrazioni di forza per manipolare e controllare i nostri collaboratori, per fare colpo o apparire più interessanti e competenti ai loro occhi.

L’arroganza è la maschera degli insicuri

Sei convinto che il mondo del lavoro è una giungla, una lotta continua, dove vince il più forte, il capo è quello che comanda e tutti devono seguirlo, senza discutere o argomentare.

Non stai scambiando arroganza e prepotenza per fiducia e carattere? Siamo in tanti a essere cascati in questo equivoco! Spesso, ci comportiamo con arroganza semplicemente perché non abbiamo ancora capito cos’è in realtà la fiducia in se stessi.

Essere arroganti, strafottenti e stronzi non vuol dire “essere sicuri di sé”. Anche se spesso, quelli che lo sono, sono messi su un piedistallo e sono osannati perché sono riusciti a diventare qualcuno.

Il punto è …
cosa vuol dire essere sicuri? E (soprattutto) come si può essere sicuri e fiduciosi senza cadere nella trappola dell’arroganza?

Ecco 4 atteggiamenti arroganti che svelano la tua insicurezza di essere leader:

1. Scimmiottare i leader

Braccia conserte, sguardo truce e sorriso sprezzante.

Lasci poco spazio, incalzi e tendi a importi in continuazione. Non ammetti quasi mai di avere torto. Usi il sarcasmo e le battute per svalutare chi ti circonda. Sei critico e ogni occasione è buona per mettere in difficoltà e in soggezione i collaboratori, in modo da mantenere il controllo e il potere.

Ecco perché … critichiamo i nostri collaboratori davanti gli altri (per mostrare il nostro potere), esprimiamo la nostra opinione senza pensare all’impatto delle nostre parole (perché pensiamo che le persone “forti” fanno sentire così la loro voce), non riconosciamo mai il lavoro del nostro personale (perché quelli “duri” fanno così).

Siamo lontani. Molto lontani.

C’è una linea sottile tra l’essere fiduciosi e di essere arrogante, ma in realtà il divario è molto (ma molto) più grande.

2. Voler essere sempre il migliore (senza esserlo)

Da dove arriva questo bisogno di avere un’alta considerazione di sé, questa convinzione di essere superiore, speciale, il migliore di tutti?

Sei così portato a ricercare costantemente l’ammirazione degli altri e a pensare che, giacché sei il migliore, tutto ti sia dovuto e che le tue esigenze vengono prima di tutto-e-di-tutti e pur di guadagnare successo sei disposto a passare su ogni cosa.

Ricorda però …

ci sarà sempre qualcuno che ha più esperienza di te, più talento di te, più competenza di te, più brillantezza di te … ma qui è la differenza tra un leader fiducioso e un capo arrogante: se hai (davvero) fiducia in te stesso in nessun modo questa consapevolezza (di non essere il migliore) andrà a scalfire la tua integrità, la tua capacità, il tuo valore e … la tua autostima.

3. Bleffare e mascherare la sicurezza

Essere visti per quello-che-si-è-veramente è un pensiero che riempie di terrore tutti noi; per questo motivo costruiamo muri attorno a noi per proteggere la nostra vulnerabilità o indossiamo maschere per evitare di sembrare troppo sensibili.

Se dobbiamo coprire le nostre paure, siamo costretti a spendere un sacco di energie per convincere non solo noi stessi, ma anche tutti quelli che ci circondano.

Un logorio di ansia e pressione.

Il leader arrogante utilizza l’inganno, le spacconate, preferisce gettare fumo negli occhi, per paura di essere visto per quel che è. Sempre pronto a schivare la responsabilità fino a quando non arriva il momento di rivendicare un successo.

Bleffare per nascondersi.

Millanterie per vantarsi.

Lo sai che spesso le persone con la più alta opinione di sé sono spesso quelle con la più bassa autostima?

4. Trattare i collaboratori come sudditi

Perché pur di trasmettere l’immagine di capo forte-e-sicuro, non sappiamo dire “Complimenti. Ottimo Lavoro!”, non elogiamo o non siamo mai amichevoli con i nostri collaboratori?

Perché umiliamo il collaboratore di talento facendo leva sulle sue presunte debolezze personali … abbiamo paura che si “monti la testa” e metta in discussione la nostra leadership?

Se ti circondi di deboli yesman (che per il quieto vivere accettano di tutto) vuol dire che non sai (ancora) guidare un gruppo.

Arroganza e fiducia sono mondi a parte

Purtroppo, oggi la nostra società e il mondo del Lavoro incoraggiano e premiano gli scaltri, i furbi e i “pugni sotto la cintura”. Prima di poter vedere la luce, è necessario quindi riconoscere “cosa sono realmente” fiducia e arroganza.

Il problema è che facciamo difficoltà a distinguere la linea infinitamente sottile che divide la fiducia e l’arroganza.

Assicurati di conoscere la differenza.

È necessario traspirare fiducia, non arroganza.

E poi … nessuno gode della compagnia di una persona arrogante. Anche le persone arroganti non gradiscono l’altezzosità e l’insolenza … negli altri!

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