6 cose da fare quando non ti senti abbastanza leader

leader

“Vivere non significa attendere che passi la tempesta,
ma imparare a danzare nella pioggia.”

Mahatma Gandhi

Alcuni giorni sono semplicemente peggio di altri.

Non ci sentiamo “abbastanza”.
Siamo sopraffatti, sfiduciati, ansiosi.
Ci sentiamo piccoli, “non abbastanza buoni” per niente e nessuno.

Sai di cosa sto parlando.
Chiunque ha attraverso momenti in cui si sente inadeguato.

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Ecco 6 cose che devi fare quando non ti senti “abbastanza” leader:

1. Smettere di confrontarsi con gli altri

Confrontarsi con gli altri può essere stimolante, spingerti alla sfida e al miglioramento ma può essere anche molto frustrante e deprimente.

Dal continuo confronto hai poco da guadagnare e molto da perdere. I confronti sono sempre eccessivi perché non c’è mai fine al possibile numero di paragoni. I confronti spesso sfociano in risentimento. Rancore verso gli altri e risentimento verso noi stessi (perché non riusciamo).

La verità è che quando siamo profondamente focalizzati sui nostri limiti e fallimenti, raramente vediamo quelli degli altri. Ti sei accorto che ci confrontiamo solo “quando ci fa comodo”, cioè quando gli altri sono al loro massimo o mentre celebrano successi?

2. Smettere di cercare la perfezione, non esiste

Perché tutto questo bisogno di perfezione?

Se senti un forte desiderio di essere il leader perfetto, il comandante “senza macchia e senza paura” è perché sei preoccupato di ciò che gli altri pensano di te, chiedi loro un riconoscimento, un’approvazione, una conferma delle tue abilità … se sei perfetto sicuramente nessuno potrà criticarti, vero?

Invece di essere catturato nel ciclo senza fine della perfezione da leadership ricorda che alcuni dei personaggi di maggior successo (proprio gli stessi di cui ammiri carisma e leadership) sono ben lungi dall’essere perfetti.

Hanno trasformato i loro limiti, col tempo e fatica, in trionfi.
Tempo e fatica.

3. Stop soffermarsi sui propri errori

Soffermarsi sul passato è vitale, a volte.

Gli errori del passato possono aiutare a migliorare.

Soffermarsi e indugiare troppo sugli errori e fallimenti può bloccarti nel passato, influenzare il presente e rovinare il futuro. Alcune persone riescono a passare oltre più facilmente mentre altri restano intrappolate nel senso di colpa.

Ma una cosa è cercare le responsabilità, imparare dagli errori e un’altra è commiserarsi e passare anni punendoci per l’errore commesso.

4. Ricordarsi che essere leader non è facile

Chi ha detto che la leadership è semplice?
Chi ha detto che la leadership è per tutti?

Ci vuole tempo.
Ci vuole abnegazione.
La leadership è dedizione, coraggio, rischio.

Essere leader non è facile.
Chi non è leader, non lo sa.

5. Accettarsi per quello che si è

Accettarsi non significa piacersi o sentirsi perfetti.

Significa arrendersi alla realtà e cominciare a sentirsi sempre più “in pace” con se stessi.
Vuol dire essere meno critici e severi,
perdonarsi gli errori e accettare i propri limiti.

Accettare il fatto di non essere un leader così coraggioso, carismatico, efficace, forte … è una conquista che richiede un grande sforzo e un lungo lavoro su se stessi.

Questa conquista spingerà per il cambiamento.
Accettarsi è cambiamento.

6. Concedersi il diritto di “sentirsi giù”

Un naturale (e breve) momento di sconforto non è segno di debolezza.

Anzi.

Non ascoltare chi ti sprona con banalità tipo “Ma dai, che cosa vuoi che sia …”, “Ma che te frega …” oppure ti pressa chiedendoti una pronta reazione, una risposta immediata.

Non fingere serenità e produttività, non diventare iperattivo per “non sentire” la sofferenza, smettila di parlarne con tutti o di chiedere supporto a persone non adeguate. Non sentirti in dovere di cacciar l’inadeguatezza il più in fretta possibile.

Dai tempo. Prenditi tempo.
Il tempo per “consolarsi e rimarginare” un momento di scoramento è quello speso meglio.

Non essere troppo critico con te stesso.
Stai facendo il meglio che puoi!

Quando senti che stai per mollare o non ce la fai più … fai ancora un piccolo sforzo per rimanere positivo, paziente e stabile. Le persone più forti sono quelle che non si arrendono mai.

Non mollare. Ce la farai.
Anche questa volta.