7 domande che dovresti porti dopo un errore sul lavoro – 1

errore sul lavoro

Errore sul lavoro?

Preziosa esperienza di apprendimento?
Opportunità di crescita professionale?
Miglioramento in vista del futuro?
Macchè!

Appena hai commesso un errore sul lavoro, la prima cosa che senti è … la tua bocca asciutta,
la testa che gira e lo stomaco che si chiude.
E se l’errore è di quelli tosti … le gambe che iniziano a tremare, si rischia di svenire e arriva un principio di tachicardia
… altro che apprendimento e crescita professionale!

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Ok, quella si, ma solo in seguito.

Adesso si deve rimediare.
È necessario dare una risposta adulta e impegnarsi al massimo per ridurre le perdite e rimediare alla “frittata”.

Errore sul lavoro? Non recriminare, calmati e rifletti

Quel che è fatto,
è fatto.
Non darti (troppo) dell’idiota e non commiserarti troppo.
Questo non è il momento per le recriminazioni perché sprechi un sacco di energie preziose.

Ora serve lucidità e azione;
devi concentrati solo sul modo più intelligente ed efficace di gestire e rimediare il tuo errore sul lavoro.

Allora, come ti comporti?
Come uscirne fuori?
Agire o aspettare?
Far finta di niente magari tutto si aggiusti magicamente?

A volta funziona,
spesso no.

Una cosa è sicura.
Se l’errore è di quelli “tosti”,
non puoi sottovalutarlo o peggio ignorarlo.

Ecco 7 domande che devi porti,
per dimostrare con i fatti le capacità di problem solving che tanto ami decantare nel tuo CV:

1. “Che cosa è successo?”

Innanzitutto,
prima di passare all’azione e di cercare di salvare la faccia,
è importante capire cosa è successo.

Cerca di comprendere cosa sia andato storto; di pensare cosa avresti potuto fare-dire oppure non fare-non dire per evitare tal errore.

Hai commesso un errore sul lavoro per via della fretta?
Della superficialità o della troppa sicurezza? È solo questione di distrazione?
Non avevi informazioni sufficienti e sei andato avanti lo stesso?
Ti sei fidato (senza controllare) di quello che ha riferito il tuo collega/collaboratore/assistente?
In quale punto esattamente le cose si sono “incasinate”?
Sei incappato in un’indicazione forviante o un’istruzione confusa?

Trovare la radice del tuo errore,
ti aiuterà ad affrontare meglio i passi futuri.

2. “Lo dico o faccio finta di niente?”

Siamo sinceri, dai.
A chi fa piacere confessare un errore (magari ridicolo o gravoso) in una riunione o davanti al capo.

Alzi la mano chi non ha pensato almeno per un minuto davanti ad un errore al lavoro di far finta di niente, sperando di farla franca.
La tentazione di spazzolarlo sotto il tappeto è forte. Poi si vedrà …

Personalmente,
piuttosto che spazzare il malfatto sotto il tappeto sperando che nessuno se ne accorga,
preferisco deglutire il mio orgoglio, dichiararlo,
prendere le misure, fare di tutto per risolvere l’errore,
per tutto il tempo e l’impegno che è necessario.

errore sul lavoro

Se si tratta di un errore banale,
probabilmente te la puoi cavare con delle scuse e qualche ora di disagio.

Se l’errore è più grave,
meglio presentarsi con il problema portando con sé anche delle soluzioni.
Concrete.

Non devi certo trasformarti in una vittima, un martire,
piuttosto devi fare del tuo meglio per risolvere l’accaduto.
Semplicemente.

Se decidi di esporti,
evita –se ne hai la possibilità- di gestire la faccenda via e-mail.
In queste cose ci devi mettere la faccia.
Ecco perché devi preferire un incontro faccia-a-faccia.

2 bis. “Se non dico niente, quali possono essere le conseguenze se esce dopo?”

Dipende dalla tipologia dell’errore.

Ti chiedo …
è una buona idea non dire niente, se l’errore sul lavoro è uno di quelli che con il tempo lievita, accresce, fermenta, fino a diventare ingestibile tanto da causare perdite d’immagine o di soldi?
Uhm, non credo.

Forse non lo sai …
una delle maggiori paure di un capo è di trovarsi davanti un “buco”, nascosto da un collaboratore,
talmente grande, impossibile da rattoppare.

A questo punto,
le conseguenze saranno ben più gravose.

Magari , se ammetti subito l’errore, te la cavi con la classica lavata-di-capo.
Se esce dopo, ti salta-la-testa.
A te la scelta.

Se non fai errori, stai lavorando su problemi che non sono abbastanza difficili.
E questo è un grosso errore.

Frank Wikzek

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