7 errori da evitare quando gestisci collaboratori più anziani di te -1

collaboratori più anziani

Cosa c’è di più bello e appassionante in un’azienda, vedere la luce negli occhi di un giovane manager, traboccante di visioni, idee e creatività,
pronto a lasciare il suo “marchio” nell’organizzazione.

Quando però si è in una posizione di leadership e si gestiscono collaboratori più anziani, e potenzialmente più esperti, il lavoro può rilevarsi certamente più difficile.

Crescono domande e dubbi su come motivare un team così variegato oppure come evitare conflitti a causa delle differenze di età.

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Ecco 7 errori da evitare per gestire al meglio collaboratori più anziani di te. Questi errori di solito hanno radici negli stereotipi che il giovane leader ha circa i lavoratori più anziani.

1. Arrivare e spazzare subito via sistemi o politiche esistenti

“Quei ragazzi freschi d’Università che arrivano pensando di sapere tutto e cercando di dimostrare ai loro capi quanto sono capaci. Spazzano via la maggior parte delle cose fatte in anni. Ci vogliono 10 mesi per la loro formazione . . . dopo 5-6 mesi sono trasferiti e dobbiamo ricominciare da capo con un altro.”

Sandro P.  – area manager senior Multinazionale Nord Italia

Di cambiamenti (spesso inutili) i collaboratori più anziani ne hanno visti tanti.
Hanno visto  tanti “nuovi” capi.
Giovani e preparati.
Come te.

Prima di partire, è importante capire (prima di fare cambiamenti) il contesto più ampio in cui il tuo lavoro si svolgerà.
Devi studiare (bene) il tuo nuovo ambiente lavorativo se vuoi evitare trappole e resistenze che accompagnano ogni cambiamento (piccolo o grande che sia).

I lavoratori più anziani sono resistenti al cambiamento quando l’obiettivo è semplicemente quello di fare il “solo bene” del manager, quando l’obiettivo non ha senso o quando si tratta di cambiare solo per il gusto di cambiare.

2. Non riconoscere le differenze d’età

Le persone di età diverse hanno differenti prospettive, visioni, esigenze.
Queste differenze di stile di vita impattano su come le persone agiscono sul posto di lavoro.

Molti collaboratori più anziani hanno coniugi, un mutuo, figli e (magari) anche nipoti. L’equilibrio lavoro-privato, per loro, è una sfida sfiancante e stressante; potrebbero non essere in grado di unirsi al team per un drink dopo il lavoro, con due bambini che aspettano a casa.

Prenditi il tempo per organizzare situazioni formali e informali in cui tu e i tuoi collaboratori potete conoscervi meglio. Spesso basta solo un po’ più di comprensione accompagnata da un pizzico di simpatia.

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3. Non imparare/non chiedere ai collaboratori più anziani

Non vuoi far notare al tuo team alcune lacune di conoscenza?
Ti senti come se chiedere aiuto fosse una debolezza e allora decidi di fare tutto da solo,
senza consultare nessuno?

Ecco uno dei più grandi errori di un manager (di qualsiasi età) possa fare … non imparare o chiedere al proprio team.

In effetti, i dipendenti più anziani possono essere una delle tue migliori risorse.
I collaboratori con più esperienza hanno grandi idee che sono disposti a condividere.

Vogliono essere parte del processo decisionale, sono desiderosi di diffondere la loro conoscenza, conoscono ciò che funziona e ciò che non lo fa, hanno visto (e risolto) quasi ogni possibile problema, conoscono i clienti meglio di chiunque altro.

È davvero un peccato e un’ingenuità manageriale non attingere a questo “mare” di risorse e informazioni.

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