7 modi infallibili per rovinare il colloquio di lavoro – 1

colloquio

Sai come affrontare con successo un colloquio di lavoro?
Ah, no! Infatti, non è un caso che i colloqui di lavoro siano il festival dell’errore.

Ansia, tensione, improvvisazione giocano brutti scherzi e l’errore (magari anche più di uno) è sempre in agguato.

Che cosa serve? Tecniche innovative o complesse strategie d’interazione personale? L’importante è evitare questi 7 errori che sono gravi agli occhi del selezionatore o datore di lavoro e … che non ti perdonano.

Se incappi in questi errori, magari continuerai il colloquio (per qualche altro minuto) ma il reclutatore ha già preso la sua decisione.

Il gioco è fatto.

Non si torna più indietro.

Anzi, indietro si torna … a casa con un nulla di fatto!

1. Presentarsi con tempismo sbagliato

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Essere in ritardo, per qualsiasi motivo, è imperdonabile.

Grida all’inaffidabilità. Non c’è scusa che esista.

L’unica scusa per il ritardo a un colloquio di lavoro è una calamità naturale o uno sciopero selvaggio dei trasporti urbani.

Essere in orario per un colloquio di lavoro è la regola n.1. Non importa se si seguono tutte le altre regole. Se sei in ritardo, sei fuori al 90%. Un colloquio di lavoro è il tempo in cui un potenziale datore di lavoro dovrebbe vedere il meglio di te … e se questo è l’inizio!

Se la puntualità è sempre apprezzata, un eccessivo anticipo può costituire un elemento negativo perché esprime troppa ansia di fare una buona figura.

Oltremodo la tua presenza in forte anticipo potrebbe non essere gradita perché disturba la normale programmazione dell’attività lavorativa dell’azienda, store o centro (sei un ospite inaspettato da gestire) e potrebbe attaccarti addosso l’etichetta dello scocciatore.

Non è il massimo prima di un colloquio d’assunzione.

Se arrivi molto prima sul luogo dell’appuntamento del colloquio di lavoro … fatti due passi rilassanti, vai in un bar a leggere un giornale e presentati 10 minuti prima. Bastano.

2. Sbagliare look

Sei mai andato a un colloquio di lavoro in jeans?
Oppure, ti sei presentato molto elegante al colloquio e ti sei accorto che i jeans, invece, li indossava il tuo selezionatore?

Ah si! Sbagliare look è questo … vuol dire semplicemente non aver scelto l’abbigliamento adatto al contesto lavorativo, all’azienda e al ruolo professionale ricercato.

Come regolarsi?

Se non conosci la cultura dell’azienda o del datore di lavoro, per non sbagliare evita qualunque eccesso e scegli abiti semplici che valorizzino la tua persona, senza però essere troppo elegante o, al contrario, troppo casual.

Meglio evitare minigonne, abiti scollati, look troppo sexy, tacchi 12 cm., magliette di gruppi musicali, ecc.

Tieni presente che il look col quale ti presenterai al colloquio dovrà essere poi, a grandi linee, quello che terrai in caso di assunzione. Leggi per approfondire

3. Mentire durante il colloquio di lavoro

Nessun selezionatore o datore di lavoro si aspetta che il candidato dica tutta e solo la verità. Alcuni parlano con decine di candidati ogni settimana e sono spesso capaci di leggere tra le righe e fare le domande giuste per far emergere la verità … e se ti scoprono, finisci nella loro “lista nera”

I datori di lavoro vogliono dipendenti con integrità (poi spesso manca a loro …  ma questa è tutta un’altra storia) e se scoprono bugie e menzogne la prima cosa che fanno, è indicare la porta.

Le menzogne possono non solo riguardare un eventuale licenziamento subito o un periodo d’inattività nel percorso professionale ma anche semplicemente:

• Vantarsi di sapere bene l’inglese quando in realtà si ha una conoscenza “scolastica”;
• Dire di saper utilizzare bene il computer ma poi scrivi lento come una lumaca;
• Dire di conoscere un argomento ma poi cominci a esitare e balbettare;
• Millantare conoscenze, competenze o esperienze importanti per poi cadere alla prima domanda;

Una volta “scoperti”, non ci salva balbettando scuse puerili tipo “È un po’ che non parlo inglese”, “Con il PC mi dà una mano mio figlio” … la menzogna, soprattutto quando evidente e spudorata, equivale a compromettere il colloquio.

Mentire non è quasi mai la scelta migliore, anche perché la verità prima o poi viene sempre a galla. Anche ipotizzando di riuscire a “farla franca” una volta assunti si rischia di fare brutte figure se mancano le competenze necessarie, il rischio è non essere confermati nel periodo di prova.

Leggi anche la parte 2.