9 modi per fermare la strisciante e continua sensazione di inadeguatezza al lavoro – 1

inadeguatezza al lavoro

La nostra più grande paura non è quella di essere inadeguati,
la nostra più grande paura è quella di essere potenti al di là di ogni misura,
è la nostra luce non la nostra oscurità che più ci spaventa.”

Timo Cruz (Rick Gonzalez), in Coach Carter, 2004

Hai sempre la sensazione di essere meno efficace (anche nelle semplici attività quotidiane) rispetto a gli altri?

Hai paura di essere “lento”?
C’è così tanto da sapere, tante competenze da mettere sul tavolo,
ogni nuovo incarico sembra un compito impossibile?

Ogni incontro con il capo o i colleghi può essere “quello buono” in cui scopriranno che non sei all’altezza del tuo lavoro?

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Anche se (almeno fino ad ora) l’azienda sembra soddisfatta della tua prestazione,
senti di non essere competente,
dubiti di te stesso e cominci a minare costantemente la tua fiducia.

L’inadeguatezza al lavoro è “dolorosa”

Soprattutto la notte.
Il buio amplifica.
La notte riaffiorano timori e preoccupazioni di qualcosa d’indefinito e pauroso … in particolare quando ci sentiamo inadeguati, bloccati dalla paura di non essere all’altezza.

La sensazione di inadeguatezza al lavoro è dolorosa.
Fa male.
Ti è mai capitato di “sentire” questo dolore?

Se non hai la costanza di sopportarlo,
non potrai mai raggiungere la soddisfazione e (soprattutto) la serenità professionale.

Che cosa fare?
Rinunciare?
Aspettare fino a quando non ti silurino (per la tua presunta incompetenza)?
Oppure rimboccarti le maniche e “spingerti oltre”.

Potrei dirti “Non preoccuparti. Basta avere solo un po’ di fiducia!
Purtroppo,
sono solo parole che non ti aiutano a buttare giù il groppone che senti in gola.

Ecco 9 fattori che devi ricordare per fermare la strisciante e fastidiosa sensazione di inadeguatezza al lavoro:

1. Sei stato assunto per le tue competenze

Oggigiorno,
i processi di assunzione sono lunghi e spesso includono interviste telefoniche,
test di personalità e/o attitudinali e diversi colloqui.

Ti “passano” più volte ai raggi X.

L’azienda ha avuto tante opportunità per valutarti e assicurarsi che tu fossi la persona giusta.
Se ti hanno assunto … vuol dire che credono in te,
nella tua potenzialità e sono convinti che tu possa fare bene il tuo lavoro.

L’importante non è impegnarsi per … farli cambiare opinione!

2. Riconoscere la “trappola” della perfezione

Ti senti soddisfatto quando termini il tuo lavoro,
oppure pensi che “non sia mai abbastanza”?

Alzi continuamente l’asticella dei tuoi standard, ti carichi sulle spalle pesi emotivi talmente grandi…
da annegare in ansia da prestazione fino a quando, inevitabilmente, fallisci?

Riesci a focalizzare il tempo e le energie sui punti salienti di un progetto o ti tormenti per ogni minimo dettaglio?

Quando vogliamo essere sempre perfetti,
efficienti e “all’altezza” stiamo per imboccare uno dei percorsi più veloci per compromettere la nostra fiducia.

Non devi puntare alla perfezione ma mirare al miglior risultato possibile.
La perfezione (sproporzionata) è un ostacolo,
e non qualcosa di cui essere orgogliosi.

3. Considerare i fatti in modo obiettivo

Fai un respiro profondo,
siediti ed esamina i fatti.
Nudi e crudi.

Lascia da parte la fantasia, i fantasmi.
Gli ideali, i desideri.
Resta sui fatti.
Probabilmente ci sono molte prove che sei competente e in grado di affrontare le sfide professionali.

Le valutazioni del datore di lavoro sono molto più obiettive.
Se hanno scelto di impegnarsi con te,
è perché credono che la loro scommessa avrà successo.

Se non sei stato scelto per un ruolo o un compito importante, un nuovo progetto,
tieni conto che questo non significa che sei incompetente,
probabilmente non sei la persona più indicata (in questo momento) per quel determinato progetto o lavoro.

“Vieni a patti” con il tuo critico interno.

inadeguatezza al lavoro

4. Condividere le tue preoccupazioni

Se hai dubbi assillanti sulla tua efficacia e competenza professionale,
metti le “carte sul tavolo” con qualcuno di cui ti fidi (davvero) .

Confrontarsi con il partner,
un caro amico/a o un collega fidato,
porta un valore inestimabile e nuove prospettive.

Anche il supporto di un coach professionista, non giudicante,
ti aiuta a sviluppare il tuo approccio e potenziare la tua leadership. A volte poche sessioni di coaching possono darti più sicurezza rispetto alla tua presunta inadeguatezza al lavoro o ad una situazione che ti sta dando ansia e incertezza.

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