17 chiavi per creare fiducia e collaborazione con il tuo team

creare fiducia

Foto di Sarah Richter da Pixabay

La comunicazione onesta,
propositiva e rispettosa è una delle capacità di leadership più efficaci.

Se un dipendente non si fida del proprio manager, l’azienda soffre.

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Se vuoi essere un leader efficace,
devi saper motivare la tua squadra e creare il giusto ambiente produttivo.

È necessario guidare e coinvolgere le persone.
Non concentrarti solo sui compiti da eseguire e sulle mansioni da gestire.

Ecco 17 chiavi per creare fiducia con i tuoi collaboratori:

1. Creare fiducia nel team vuol dire “andare oltre” i tuoi compiti di leader. Non basta assegnare incarichi e assicurarti che ognuno faccia il suo lavoro.

2. Non essere accondiscendente. Tutti vogliono essere apprezzati ma non puoi piacere a tutti, per tutto il tempo.

3. Ricorda che nella comunicazione con il tuo team ascoltare è importante quanto parlare. Anche di più.

4. È fondamentale dare feedback (positivi o negativi) onesti, diretti, chiari e propositivi. Sempre in modo rispettoso.

 


 

5. Chiedi scusa quando commetti un errore. Le scuse “dicono” che non sei perfetto ma sei degno di fiducia.

6. Esamina le tue responsabilità prima di puntare-il-dito.

7. Il tuo compito è prestare attenzione a ciò che dicono i tuoi collaboratori. In particolare a chi pensa che la sua opinione non sia importante.

8. Mostra che stai ascoltando. Fai cenni di assenso. Non interrompere.

9. Guadagna la fiducia dei collaboratori riconoscendo il merito. Se sbagliano, concentrati sui problemi e comportamenti, non sulle persone.

10. Riconoscendo le tue aree di crescita, incoraggi gli altri a fare lo stesso.

11. Non trattare le persone come bambini. Sii trasparente con le responsabilità. Tutti devono conoscere le responsabilità di tutti.

 

 

12. Non intimidire i tuoi collaboratori. Falli sentire a loro agio e liberi di parlare. Assicurati -però- di essere “pronto a sentire la verità”.

13. Comunica con onestà, chiarezza, scopo e rispetto se vuoi aumentare credibilità, ispirazione e coinvolgimento.

14. Aprendo la porta del tuo ufficio stai comunicando la tua disponibilità. Stai rimuovendo più barriere mentali che architettoniche.

15. Accetta gli errori dei tuoi collaboratori. Tuttavia, tolleranza-zero per errori dettati da incompetenza, superficialità o negligenza.

16. Appena puoi esci dal tuo ufficio. “Fai due passi”. Bastano pochi minuti. Non giudicare, lasciati guidare dall’istinto. “Ascolta”.

17. Saper ascoltare è il segreto per avere una comunicazione davvero efficace con il tuo team. Ascoltare è la chiave del tuo successo.

12 errori che il team leader commette con il nuovo assunto

nuovo assunto

Foto di Oliver Yxmark da Pixabay

Spesso accade così:
il nuovo assunto si presenta il primo giorno di lavoro,
riempie la documentazione di rito e (forse) si unisce al team per la pausa pranzo.

Prima di essere lasciato (ho meglio abbandonato) in qualche saletta con procedure, processi e powerpoint.

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Potrebbe sentirsi isolato, incerto su ciò che ci si aspetta da lui/lei.
Mentre la sua immaginazione vaga. Pericolosamente.
Si chiede se ha preso la decisione giusta.

Accogliere il nuovo assunto: eccitazione o scocciatura?

L’inserimento di un nuovo assunto dovrebbe essere un momento di scoperta,
eccitazione e potenziamento.
Da entrambe le parti… anche per te.

Spesso, sono noiosi ma dannatamente depotenzianti per il nuovo assunto.

Con queste semplici premesse,
non sorprende che, secondo Harvard Business Review, il 33% dei nuovi assunti sta già inviando il CV nei primi 6 mesi di lavoro.

Ecco 12 errori che come leader dovresti evitare quando entra un nuovo assunto nel tuo team:

1. Fornire una postazione di lavoro non funzionante. Le prime impressioni sono durature.

2. Concentrare 20 ore di informazioni in sole 4 ore (di fatica e noia). Non lasciare il nuovo assunto in una saletta a compilare documenti. Solo. Tutto il giorno.

3. Evita frasi tipo “Vedi Filiberto. Filiberto è bravo. Fai come Filiberto.” A nessuno piace iniziare all’ombra di Filiberto.

4. “Cosa devi fare? Semplice! Leggi questi Powerpoint e documenti”. Semplice no ..

5. Il modo in cui i dipendenti sono trattati all’inizio rimarrà per tutta la loro carriera.

6. Prepara il tuo team all’arrivo del nuovo collaboratore. “Scusa .. e tu chi sei?” non è da manuale di accoglienza.

 


 

7. Evita di sorprendere più tardi il nuovo assunto con qualcosa tipo “Questo avresti dovuto impararlo”. A nessuno piace essere sorpreso.

8. Non aspettarti che i nuovi assunti imparino tutto nella prima settimana.

9. Lascia stare l’approccio del battesimo-del-fuoco. Anneghi o nuota. Nessuno vuole sentirsi steso ad asciugare il primo giorno.

10. Non ricordare o pronunciare maldestramente il nome del nuovo collaboratore.
Non è solo questione di educazione. È una forma di rispetto. Leadership.

11. Non chiarire ciò che ti aspetti da lui/lei. Come sarà misurato il suo successo.

12. Non riconoscere e pianificare l’apprendimento. Se formuli ipotesi, fallisci.

Ecco le tue responsabilità di team leader.
Trascurarli comporterà il fallimento per il nuovo dipendente o per te come suo capo.

E pensa a quanto sarebbe appagante aiutare il nuovo dipendente a diventare una star  del tuo team.
Tutto grazie a te!

14 cose che il tuo team sta cercando disperatamente di dirti – 2

un team demotivato

7. “Siamo sovraccarichi di lavoro”

“Alcuni di noi si lamentano.
E lo faranno sempre-e-comunque.
Ti diranno che il loro carico di lavoro è diventato troppo da gestire.

Altri – la maggioranza che non si lamenta e lavora – non ti diranno niente, ma si bruceranno lungo la strada.

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Quando c’è “troppa roba”, bisogna dare le priorità.
Qualcosa deve “essere lasciato andare”.

Devi intervenire per capire quanto sia realistico il carico di lavoro del tuo staff.

Cerca i modi per distribuirlo più uniformemente.
Lavora sulla definizione delle priorità.

8. “Non riconosci mai il lavoro fatto. E ti ritrovi con un team demotivato”

“Ognuno di noi non vuole essere considerato solo un numero senza volto.
Desidera essere riconosciuta come una persona.

Vuole essere apprezzataascoltata e compresa.
È semplice per te concludere … ho un team demotivato!

È importante riconoscere i successi che abbiamo ottenuto.
Onorare il nostro lavoro. Celebrare i risultati.
Offrire opportunità di crescita.

9. “Comunichi in modo ambiguo e controverso.. non capiamo cosa vuoi dirci”

“La chiarezza è la chiave.

Evita di nascondere il feedback nell’ironia.
Nel giro di parole.
Ci lasciano solo dubbi, ansia e resistenza.
Paura.

 

Affronta efficacemente il problema,
che si tratti di una riorganizzazione o della partenza di collaboratore.

Condividi le informazioni e lo “scenario possibile”.

10. “Vorremmo che la smettessi di prendere continuamente credito per il nostro lavoro.”

“Che mossa infantile e meschina!
E lo fai costantemente … senza ritegno.
Siamo offesi!

Dacci il giusto credito per quello che facciamo.
Ci sentiremo più apprezzati.

Il tuo successo … dipenda anche da noi.

11. “Stai nascondendo un segreto di Pulcinella”

“Non sottovalutare la nostra “intelligenza”.

Siamo già ben consapevoli dei problemi che stai cercando di nascondere.
Desideriamo però conoscere la motivazione.

Non trincerarti dietro un “… tanto non capirebbero”.

Se pensi che non possiamo comprendere,
perché non lo spieghi?

Un dialogo più impegnato e intellettualmente onesto può portare a nuove – e inaspettate – soluzioni.
Anche per te”.

12. “Dimmi la verità”

“Siamo più propensi ad accettare cambiamenti se capiamo cosa sta succedendo.

Apprezziamo la comunicazione chiara e trasparente.
Così sappiamo esattamente cosa ti aspetti da noi.

Non mentire.
Soprattutto per quanto riguarda le informazioni riservate o sensibili.

Ricorda che … se veniamo a sapere che hai mentito o non hai mantenuto la riservatezza, perderai la nostra fiducia.
Per sempre.

È meglio tacere o dare risposte tipo “Al momento, non posso dire niente” o “Non posso rispondere interamente in questo momento.”

Non promettere vantaggi e benefit per risultati poco probabili.
Causi il nostro risentimento e … un team demotivato!

13. “Vorrei che tu ce ne avessi parlato prima.”

Perché razioni le informazioni?
Perché le centellini come acqua nel deserto?
Non chiedi mai pareri e feedback?

Tutto quello che stai ottenendo sono pettegolezzi e paura.
Poi non lamentarti se la produttività cala … e ti ritrovi un team demotivato.

Se condividi le informazioni è un grande atto di fiducia e un riconoscimento molto potente per noi.
Desideriamo fare un buon lavoro, condividere con te le responsabilità, i compiti e il raggiungimento dei risultati.

 

Quando distribuisci le responsabilità,
è un attestato di fiducia nei nostri confronti … è come dire a ciascuno di noi “Io mi fido di te”.

14. “Sei teso tutto il tempo. Metti ansia”

“Probabilmente non te ne accorgi neppure.
Quando sei sotto pressione o sei stressato inizi a girovagare come una trottola.

Muovendoti tutto il tempo (come un tarantolato) crei attorno a te un clima di nervosismo che può influenzare e condizionare negativamente i tuoi collaboratori.

Quando non ci sei, tiriamo tutti un sospiro di sollievo.

Pensaci la prossima volta che cominci a girare come una trottola.”

14 cose che il tuo team sta cercando disperatamente di dirti – parte 1

team demotivato

Team demotivato?
Il tuo successo di team leader dipende dalla tua capacità di essere di supporto al tuo staff.

Devi dimostrare al tuo team che sei lì per aiutarli.
Favorire il loro lavoro.

Team demotivato? Ascoltare è fondamentale

Ascoltare è la chiave per scoprire cosa rende “sensibili” i tuoi dipendenti.
Cosa li entusiasma.
Cosa li spinge ad andarsene.

L’ascolto attento rivela la verità.
Svela i significati più profondi.
Il “non detto”.
Va aldilà dei “Tutto bene, grazie” e dei sorrisi di circostanza.

Non bloccarti nel “Se il mio collaboratore ha un problema, dovrebbe venire a dirmelo direttamente“.
Spesso non è così.

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Ci sono alcune cose che i tuoi collaboratori – comprensibilmente – potrebbero non sentirsi a loro agio a condividere con te.

Per salvaguardare il loro lavoro e il loro valore,
preferiranno nasconderle.
Non condividerle.

Ecco 14 cose che il tuo team demotivato sta cercando di dirti.
Disperatamente.

Attento…apri bene le orecchie!
È in gioco il tuo ruolo e il tuo successo professionale:


1. “Vorremmo sentirci a nostro agio nel chiederti supporto”

“È già difficile ammettere di aver bisogno di aiuto.
Per di più … sei poco disponibile se abbiamo domande o dubbi.
Non ce la sentiamo di chiedere il tuo supporto.

Così seguiamo il flusso.
Sperando che le nostre debolezze spariscano.
Passino inosservate.
Magicamente.

 

Lo sai …
imparare per tentativi ed errori è frustrante.

Vorremmo sentirci meno a disagio nel chiederti supporto.
Perché non ritagli un po’ di tempo per coaching uno-a-uno?

Aiutaci a raggiungere gli obiettivi.
Che sostanzialmente sono anche i tuoi!”

2. “Sei professionale ma anche gelido e indisponente”

“Sei una fredda macchina che distribuisce ordini, mansioni e scadenze.

Fai solo finta di essere interessato, si vede, si sente,
quando ti parliamo, abbiamo la netta sensazione di non essere ascoltati… siamo un team demotivato!

Non c’è niente di più frustrante e irritante vedere come la nostra richiesta o problematica sia stata poco ascoltata.
Addirittura fraintesa.”

3. “Toglici il fiato dal collo e lasciaci lavorare”

“Pretendi di controllare tutta la corrispondenza, le e-mail e i preventivi, di bloccare tutto finché non dai la tua benedizione.

Il tuo OK.

Sei riluttante a delegare, ti concentri anche su piccoli dettagli e non lasci libera iniziativa,
anche sulle decisioni più banali.

Così facendo mostri una completa mancanza di fiducia.
Ci fai sentire demotivati, inutili … improduttivi.
Bambocci.

Lasciaci fare – in pace– il nostro lavoro!”

4. “Un’altra riunione? Noooo”

“Ancora una riunione.
L’ennesima. Dove si parla, parla, parla, senza costrutto.
Ma basta!

La maggior parte delle riunioni ci ruba solo ore di lavoro produttive.
Spesso ci lasciano la sensazione di nullità e di confusione.

Se non sono realmente necessarie dovresti evitarle.
Per favore … “

5. “Manifesti apertamente simpatie e preferenze personali”

“Forse non te ne accorgi neppure …
ma coinvolgi sempre e solo il solito gruppetto di fedelissimi.

È naturale sentire maggiore feeling e simpatia per alcune persone rispetto ad altre,
ma devi cercare di coinvolgere ogni membro del tuo team.

Ma se poi inizi a sorvolare o non dire niente per amicizia e simpatia …
stai perdendo la faccia e la nostra stima.

Dai un’immagine di leader debole e influenzabile.”

6. “Sei inavvicinabile”

Reagisci negativamente a domande e preoccupazioni.
Sei sempre troppo occupato.
Poco disponibile.
Introvabile.
Assente.

Non essere così sicuro che …
se non ti diciamo niente … tutto sta andando bene!
Se c’è un problema … sarai sicuramente informato.

 

Così facendo,
sei out dalle questioni che affrontiamo quotidianamente.

Sai cosa c’è?
Pensiamo che tu non sia in grado di risolvere i problemi.
Non vuoi essere disturbato.

Non essere così inaccessibile.
Rispondi alle nostre domande e alle mail. Appena ti è possibile.

Pianifica riunioni di gruppo e incontri individuali. A intervalli regolari.
Tieni aperta la porta del tuo ufficio. Anche solo per farci capire che ci sei … “

Collaboratore negativo: come gestirlo con successo in 11 passi – 2

il collaboratore negativo

Foto di Christian Supik (Fotografie) + Manuela Pleier (Design) da Pixabay

6. Evita di diventare troppo difensivo con il collaboratore negativo

In una situazione stressante abbiamo la tendenza a diventare difensivi.

A nessuno piace un feedback negativo, anche se utilizzi l’approccio migliore.

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Non prendere sul personale le parole o l’atteggiamento negativo del dipendente.
Non sono diretti a te.
Per qualche motivo non è soddisfatto del suo lavoro.
Della sua vita.

7. Invia un feedback specifico

Porta esempi specifici.
Evita “Stai facendo questo. Non farlo più”.

Descrivi la situazione, le azioni e comportamenti avuti.
Spiega in che modo le sue azioni hanno influenzato te stesso e il team.

Sottolinea come un monologo su cosa-non-funziona, incolpando gli altri, negando le idee senza offrire soluzioni,
abbassi l’umore e l’ottimismo di tutto lo staff.

Invita il collaboratore negativo a concentrarsi sul positivo , offrire risposte più costruttive, fornire feedback produttivi, porre domande, ecc…

Fai una richiesta esplicita, di cosa vorresti vedere cambiato in futuro.
Incoraggia ottimismo e lungimiranza.

Se vuoi approfondire leggi i feedback produttivi.

8. Chiedere al dipendente se sta accadendo qualcosa di negativo nella sua vita o nel lavoro

Non sei un terapeuta.
Ma puoi immaginare come un divorzio o un problema di salute di un familiare – per esempio – possa influire su ogni aspetto della vita.
 

 
Alcune preoccupazioni possono essere legittime.

Mostra il tuo lato umano.
Mostra che sei interessato e preoccupato per lui/lei come persona.

A volte le persone annegano in sentimenti negativi perché non si sentono davvero ascoltate.
Assicurati di ascoltare attivamente.

In ogni caso – pur mostrando empatia – chiedi al tuo collaboratore di evitare che problemi personali influiscano sulle prestazioni sul posto di lavoro.

9. Concentrati sulle soluzioni

Non concentrarti su tutto ciò che è sbagliato e negativo.

Concentrati – piuttosto – sugli aspetti positivi della sua performance.
Parla di ciò che ha fatto bene, di ciò che i suoi colleghi e tu stesso apprezzi delle sue prestazioni.

 

In futuro,
ogni volta che senti il collaboratore negativo portare un contributo positivo, rinforza quest’atteggiamento.
Fortifica, per quanto possibile, le interazioni positive con gli altri colleghi.

Se la persona non è disposta a collaborare in questa discussione,
termina il confronto.

10. Effettua un controllo regolarmente

Pianifica regolarmente incontri one-to-one.

Incoraggia.
Dai feedback positivi.

Chiedi costantemente:
“Come posso aiutarti?”
“Di cosa hai bisogno per avere successo?”

 


 

11. Sapere quando è abbastanza

Può essere davvero facile per il collaboratore negativo ricadere nelle vecchie abitudini.

Se dopo aver fornito un ragionevole periodo … la negatività persiste e non ci sono progressi è necessario prendere atto e separarsi dal collaboratore negativo.

Hai avuto il giusto approccio,
sei stato diretto e hai dato l’opportunità di correggere il comportamento.
Hai la coscienza pulita.

In definitiva,
è un beneficio per tutti.

Ti farà guadagnare più credibilità come leader, l’ambiente di lavoro sarà più positivo.

Il resto della squadra saprà esattamente perché l’hai fatto.
E te ne sarà grato.

Dopotutto,
anche per la persona stessa un nuovo inizio (con un’altra azienda) non potrà che fare bene.

Collaboratore negativo: come gestirlo con successo in 11 passi – 1

il collaboratore negativo

Foto di Christian Supik (Fotografie) + Manuela Pleier (Design) da Pixabay

È successo.
Ancora.

Uno dei tuoi collaboratori è improvvisamente (ma forse non così all’improvviso),
diventato un problema.

Sempre di cattivo umore.
Rifiuta le buone idee. Mette in circolo quelle cattive.
Si lamenta costantemente del lavoro, di un collega o di ogni iniziativa.

Il collaboratore negativo vede solo nero

Mai positivo.
Solo negativo.

Questo atteggiamento dirompente e distruttivo (per qualsiasi dinamica di gruppo),
sta influenzando i tuoi collaboratori a restare concentrati e motivati sul lavoro.

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Un collaboratore negativo può intossicare un gruppo di lavoro più velocemente di quanto tu possa immaginare

Gestire il comportamento di un dipendente negativo può essere incredibilmente esasperante.

Potresti avere l’impulso di lasciarlo fare, sperare che la persona si dimetta oppure …

Sperare che la situazione si risolva da sola. Non succederà!

Spesso,
gli altri membri del team – non essendo a loro agio nella gestione di negatività o conflitti – si rivolgono a te (il manager/leader/capo) per risolvere la questione.

Se stai pensando di evitare e sviare questo compito,
sappi che il resto del team resterà deluso dal fatto che accetti questa situazione improduttiva.

Il tuo approccio migliore è quello di evitare che la negatività si “espandi” a tutto il tuo luogo di lavoro.

Ecco 11 passaggi che puoi adottare per gestire il collaboratore negativo:

1. Comportamento negativo. È un periodo storto o la sua vera natura?

Di tanto in tanto tutti passiamo un periodo sfavorevole.

Se un tuo collaboratore sta attraversando un momento difficile,
la strategia migliore è quella di essere di supporto.

Ma se i giorni difficili sono tanti, non aspettare che la crisi si “allarghi” a tutto il team.
Un atteggiamento negativo può diffondersi e continuerà a farlo.
A meno che tu non lo fermi.

È tempo di una conversazione seria!

2. Chiediti: i dipendenti negativi sono un’eccezione?

Se non fosse così, forse il problema è più grande.
Un modello di negatività può “guidare” la tua organizzazione.

Gli atteggiamenti sono contagiosi.
È tempo di parlare con le persone-chiave e assicurarti che stiano dando l’esempio giusto.

Potrebbero inavvertitamente inviare messaggi sbagliati.
Controversi.
Negativi.

3. Verifica i tuoi pregiudizi

Prima di formulare qualsiasi tipo di ipotesi,
prenditi un po’ di tempo per riflettere su chi sia questa persona.
Veramente.

 

Controlla i tuoi pregiudizi.

Chiediti:
È negativo quello che sta dicendo oppure il modo in cui lo espone?
È davvero un dipendente distruttivo?
Potrebbe essere solo un problema di comunicazione?
Forse agisce in questo modo perché nessuno ha detto che non può?

 


 

4. Non ingigantire il problema

Come team leader,
sei responsabile di non aumentare l’atmosfera negativa.

Certo,
il tuo dipendente può essere davvero frustrante e provocarti bruciori di stomaco, ma non devi abbassarti al suo livello.

Evita di puntare il dito, diventare a tua volta negativo o sparlare male con il team ” … ma è davvero una persona distruttiva! ”

Gli altri membri del team si chiederanno se pensi e dici le stesse cose anche di loro.
Questo è un modo rapido per perdere la fiducia di tutta la squadra.

5. Iniziare la conversazione

Ora,
la parte difficile. La leadership non è facile!

Sedersi per parlare del comportamento e dare feedback.

Come la maggioranza dei dirigenti – anche tu – non hai avuto molta formazione e pratica nel trattare con persone difficili, quindi la situazione è scomoda.
Per entrambe le parti.

Valuta il livello di soddisfazione professionale del tuo collaboratore.

Poni semplici domande a risposta aperta:
Come ti senti a lavorare qui?
Le tue aspettative sono state soddisfatte?
In quali circostanze ti senti felice al lavoro?
Quali aspetti del tuo lavoro trovi più frustrante / più eccitante in questo momento?”
Dimmi di più …

Devi essere diretto ma non conflittuale.
Esprimi chiaramente le tue preoccupazioni in modo che non ci sia ambiguità.

Feedback costruttivo: 9 espressioni da evitare per non perdere efficacia

feedback costruttivo

Quando diamo un feedback costruttivo, dobbiamo stare ben attenti a non usare espressioni che ci fanno apparire offensivi, incompetenti o poco corretti.

Frasi o parole che possono, a livello inconscio, essere interpretate negativamente dalla persona che lo riceve.

Infatti il feedback costruttivo dovrebbe avere come unico scopo essere positivo e produttivo.

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Il tuo proposito dovrebbe essere quello di correggere un comportamento, senza mostrarti aggressivo o condiscendente, evitando lacrime o conflitti. Aiutare la persona a diventare più concreta ed efficace nel suo lavoro.

Stai lontano da tutte quelle frasi patetiche e di circostanza, diventerai così un punto di riferimento piuttosto che uno sputa-sentenze compiaciuto e altezzoso.

Evita queste 9 espressioni,
e sicuramente non vedrai le altre persone  mettersi immediatamente sulla difensiva o roteare gli occhi come dire “Che palle!”…

1. “A essere onesto …”

Se con questa espressione pensi di essere rassicurante, trasmettere integrità,
ti stai sbagliando di grosso perché, in realtà al contrario, aumenti dubbi e perplessità sulla tua correttezza.

Perché?
Queste frasi suonano totalmente poco sincere.

Dietro un onestamente o una dichiarazione di sincerità si nasconde spesso una bugia altrimenti non avresti il bisogno di “addolcire” il tuo discorso con queste parole.

Un feedback che inizia con “A essere onesto …” mette immediatamente la persona sulla difensiva pronta a ricevere qualcosa … di negativo!

2. “Mai / Sempre”

SEMPRE O MAI si insinuano di continuo in tutti i tipi di feedback.

Purtroppo, parlare in modo assoluto indebolisce il tuo punto di vista. È raro che qualcuno faccia o non-faccia qualcosa SEMPRE o MAI, quindi il tuo feedback verrà immediatamente respinto perché poco credibile.

Usa piuttosto “ripetutamente” o “di frequente” indicando uno spazio temporale “nell’ultima settimana, nel mese di marzo, ecc.”

 


 

3. “Fai come Piercarlo”

Evita di confrontare persone o membri del team,
condividi – piuttosto – esempi concreti di comportamenti.

Le persone non lavorano allo stesso modo,  ma raggiungono risultati in modi diversi.

Il che significa che se Piercarlo fa qualcosa-bene,
non dimostra necessariamente che il modo in cui opera l’altra persona sia sbagliata o necessita di una correzione.

4. “Senza offesa …”

Se inizi il tuo feedback con questa espressione,
probabilmente hai già oltrepassato la linea immaginaria che divide il feedback dalla critica.

Fermati.
Ripensa un modo più costruttivo di “aprire” il tuo feedback.

5. “Tutti hanno notato che …” – “Tutti pensano …”

Evita le voci “di gruppo”,
potrebbe essere molto imbarazzante.

A tutti noi piace pensare che stiamo facendo un buon lavoro e siamo apprezzati dal team,
sentirsi dire diversamente può rilevarsi scoraggiante.

Inoltre, rischi di perdere credibilità o trascinare altre persone in una conversazione che non hanno scelto.

L’ultima cosa che dovresti fare è accumulare i commenti negativi e pettegolezzi per far sì che la persona si senta attaccata o spettegolata.

Alla fine, non dovrebbe importare quante persone hanno notato/assistito a un comportamento scorretto.
Ciò che conta che la persona sia consapevole del fatto che deve modificare il suo atteggiamento.

6. “Dovresti …” – “Se fossi in te …”

Se non ti viene chiesto direttamente un parere,
evita questa frase.

Non fare impazzire con la tua capacità di analisi e la tua esperienza,
spiegando a tutti il modo in cui si dovrebbe fare-o-non-fare una certa cosa.

È molto più potente per qualcuno arrivare alla conclusione da solo.
Aiuta la persona a capire le ripercussioni delle sue azioni piuttosto che istruirla su come procedere.

7. “Quello che devi capire è …”?

C’è qualcosa di più frustrante e irritante sentirsi dire “Quello che devi capire è …?”

Stai suggerendo che … tra qualche secondo farai il favore di illuminarci-con-la-luce-del-sapere.

Questa frase ha un certo retro-gusto paternalistico,
che probabilmente ispirerà le persone solo a non-sentire il resto del feedback.

In caso di dubbio,
salta semplicemente i giudizi personali.

8. “Questo è un problema da diversi mesi ..”.

Il feedback costruttivo dovrebbe essere dato in modo tempestivo.

Se c’è stato un problema per mesi, e non hai detto/fatto niente,
l’errore è tuo!

Condividi il feedback non appena puoi,
in modo che per il destinatario sia più facile (a mente “fresca”) regolare i suoi comportamenti.

9. “Ma …” cancella l’energia di un feedback costruttivo

Evita i MA per mantenere la conversazione positiva.
MA è una spugnetta.

Ogni volta che usiamo MA, cancelliamo inesorabilmente quanto detto prima! Usarla durante una conversazione di feedback può significare che il destinatario respinge le informazioni importanti che si stanno condividendo.

“Il modo in cui hai gestito il reclamo è stato eccellente MA devi dimostrare di aver compreso le nostre procedure e la nostra filosofia”.
Il “MA” cancella, limita, diminuisce, giustifica.

Leggi il mio post.

Non cadere nella trappola di fare lodi o critiche sulle prestazioni dei tuoi collaboratori o dipendenti.
Evita di dare riconoscimento esclusivamente per i risultati ottenuti.

Riconosci invece i comportamenti che hanno portato a quei risultati.

9 modi per sviluppare la fiducia di un collaboratore insicuro – 2

sviluppare fiducia

4. Usa “La prossima volta …”

Quando vedi un collaboratore sfiduciato bloccato (un’altra volta) davanti all’ostacolo … chiedi: “Che cosa farai diversamente la prossima volta?
Che domanda magica!

Errori ripetuti insegnano che ci sono altri modi possibili per fare bene le cose.
Superare un ostacolo rognoso aiuta a sviluppare fiducia.

5. “Trasformalo” in coach

Prendi nota delle sue migliori capacità e condividi le sue competenze con gli altri componenti del team.

Se è bravo in qualcosa di specifico, sarà più incline a parlarne e a mettersi in gioco. Attribuiscili il ruolo di coach e il compito di supportare (in quel campo o settore specifico) un collega di team.
Uno-a-uno.

Poi aumenta gradualmente la difficoltà.

6. Aiuta il collaboratore insicuro a non mollare

Rivedi le strategie, l’approccio, gli strumenti, competenze e … fallo andare avanti. Non accontentarti di alcuni tentativi, insisti con lui/lei fino alla fine.

Anche dopo ripetuti fallimenti, non perdere la fiducia in lui/lei.
Mai.
Ricorda che il talento è utile ma la tenacia è il fattore fondamentale del successo a lungo termine.

Se non c’è l’ha (la tenacia), aiuta il collaboratore a trovarla. Se ne ha, sostienilo a non sprecarla e a indirizzarla su qualcosa di valido!

7. Cancella la percezione di fallimento

Non associare l’errore alla persona.

Anche inconsciamente, come se fossimo ancora a scuola, diamo sempre un voto, una valutazione, un giudizio, una sentenza inappellabile e spietata: se “ha fallito”, vorrà dire che “è un fallito”.

Aiuta il collaboratore dubbioso a ristrutturare le sue convinzioni e smussare gli angoli della sua autocritica più tagliente e imparare a pensare: “Io non sono un errore” ma “Ho commesso un errore”.

La differenza è lampante!

8. Trasforma il fallimento in un momento di crescita

Quando una persona è in debito di fiducia personale, anche l’errore più piccolo confermerà i suoi sentimenti di inadeguatezzaEcco … lo sapevo che non riuscivo. Come sempre.

Aiuta il tuo collaboratore esitante a capire che il fallimento è davvero un passo verso il successo.
Insegnagli a “fallire positivamente”, guardando sempre in avanti, sfruttando al massimo i suoi errori.

Trasforma il fallimento in uno strumento di apprendimento e crescita.
Diminuendo la paura di sbagliare, favorisci la crescita del tuo team.

Se riuscirai a ispirare speranza, farai “volare” il tuo team.

9. Celebra il miglioramento per sviluppare fiducia

Quando raggiungi un obiettivo con il tuo collaboratore, festeggia con lui/lei. Il successo genera successo e la fiducia acquisita procura una maggiore sicurezza.

Racconta la sua storia di successo ad altri dirigenti, in tutta l’azienda. Mostra alla tua squadra quanto ne sei orgoglioso!

Se ti concentri sugli errori, invece, “costruisci” ambienti distaccati e menefreghisti.

 


 

Sviluppare fiducia richiede tempo ed energia

Ma ne vale la pena.
Crea un impatto a lungo termine per il dipendente, per il team e per la tua azienda.

La fiducia è sempre dare.
Anche quando ti aspetti che qualcuno guadagni la tua fiducia, inizia comunque col darla.

Dai fiducia.
Accetta i limiti negli altri.

È importante sottolineare che questi suggerimenti non sono una forma di “coccole” per la gestione di persone insicure,
ma piuttosto un potenziamento di collaboratori con un potenziale inespresso.

Se vuoi approfondire … ecco il coaching per gestire il team!

9 modi per sviluppare la fiducia di un collaboratore insicuro – 1

sviluppare la fiducia

Non importa quanto sia intelligente, competente e qualificato il tuo collaboratore, se si sente dubbioso delle sue qualità, non ha la certezza di poter fare la differenza
non mostrerà il suo pieno potenziale.

Alcuni collaboratori,
non sono a loro agio nel parlare davanti alle persone, spingere una vendita, fare telefonate difficili con un cliente. Danno il meglio di sé in altri approcci … magari ascoltare, analizzare, pacificare, ecc…

Se come team leader,
hai intenzione di sviluppare la fiducia di un collaboratore insicuro spesso, nonostante le buone intenzioni, con le tue parole e il tuo comportamento, rischi di accentuare dubbi e paure.

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Infatti, quando il collaboratore esitante è spinto, pressato a oltrepassare la sua zona di comfort (senza essere pronto) è facile che diventi ancor più emotivo, agitato e turbato.
Insicuro e incerto.

Creare fiducia in un collaboratore indeciso non è cosa-facile, non avviene in una notte,
richiede il tuo impegno, una “vera” conversazione, “da-coach”,
non riconoscimenti superficiali o slogan motivazionali presi in prestito.

Ecco 9 modi per infondere fiducia e sviluppare la fiducia di un collaboratore insicuro o sfiduciato:

1. Non pressare

Il modo più naturale per motivare una persona insicura suona più o meno così:
“Coraggio! Se va male, la prossima volta andrà meglio!”

In realtà, le esortazioni non aiutano l’insicuro a diventare coraggioso.
Anzi.

Ci sono persone che amano guardare … prima di buttarsi!
L’attesa dell’azione inoltre aumenta la paura.
È importante lasciare ai tuoi collaboratori insicuri il tempo per pensare e raccogliere i pensieri.

È meglio fare un passo indietro e rispettare “i confini” piuttosto che spingere e rischiare di perdere un valido collaboratore.

2. Fai sentire la persona importante se vuoi sviluppare la fiducia

La persona che crede di essere importante agisce come se fosse importante.
Quando aiuti qualcuno a credere che sia importante, espandi il suo potenziale (e il tuo).

Aiuta il tuo collaboratore a credere di più in se stesso.

Nessuno ama sentirsi un “progetto”, una risorsa.
Se tratti il tuo collaboratore come incapace (un bamboccio cui dispensare ordini), si comporterà da perdente.

Connettiti con lui/lei personalmente, trattalo da adulto, osserva i segnali verbali che esprime la mancanza di fiducia.

Parla delle verità difficili.
Non nascondere la realtà e le scarse prestazioni con la compassione e frasi di incitamento prese dal web.
La commiserazione raramente solleva il potenziale.

3. Sii specifico quando dai riconoscimenti

Se dici “Però … hai un potenziale!” non riuscirai a incedere sulla motivazione e sulla potenzialità della persona.

Devi essere il più specifico possibile con esempi quando elogi.
“Stamattina, con il cliente A. … Quando hai detto X, hai cambiato la conversazione? Ottimo, stai facendo la differenza!”

Il collaboratore insicuro deve essere convinto e rassicurato dalle tue parole.
Espressioni generiche “Stai andando alla grande”, “ Sei forte” non bastano.
Leggi questo post per approfondire!

 


 

Angela – che sta facendo coaching per migliorare la “gestione” del suo capo diretto – spiega benissimo il concetto:
“Il mio manager mi dice sempre che sono brava, ma non mi dà mai dettagli.
Non ne sono poi così sicura.
Se davvero pensasse che fossi così brava, avrebbe ampliato il mio ruoloInvece … francamente, sto iniziando a interrogarmi sul mio futuro qui. “

Il team è la porta del tuo successo .. la chiave sei tu

la motivazione del personale

Che tu sia imprenditore, manager oppure responsabile di un piccolo team,
che il tuo staff sia di 2 o 200 persone, per raggiungere risultati eccellenti devi prendere consapevolezza della crescita e della motivazione dei tuoi collaboratori.

Lo sai anche tu che da solo … fai poca strada!

Il successo non è mai opera di una singola persona

Il Mercato del Lavoro sta cambiando, (anche in conseguenza della crisi che ci ha investito negli ultimi anni),
allora deve cambiare anche il modo di approcciare il tuo lavoro e il tuo team.

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Infatti,
quando i tuoi collaboratori sono demotivati o “molli” a farne le spese è il raggiungimento di un obiettivo, l’esito di un progetto, il business o la tua carriera.

Non puoi più restare legato a comportamenti oramai sorpassati “Tu fai quello e tu fai quest’altro”.
È necessario coinvolgere le persone che lavorano con tue.
Non concentrarti solo sui compiti da eseguire e da gestire.

Mettere insieme dei professionisti non necessariamente genera buoni risultati.

È tempo di diventare leader del tuo team!

Insegnare alle persone a credere in loro stesse è la cosa di gran lunga più importante che possa fare.”
Jack Welch jr

È tempo di prendere “confidenza” con la motivazione del personale.
Mica facile, lo so!

Ci hai provato più volte a dare una scossa motivazionale ma dopo pochi giorni ti sei ritrovato al punto di partenzaVuoi dire di no!

L’entusiasmo cala, non si va oltre il compitino, i “musi” si allungano, l’ambiente diventa passivo e lentamente perdi di vista il tuo obiettivo.

La verità è che la motivazione non “sgorga spontanea” dai tuoi collaboratori e non la puoi nemmeno delegare a un corso, un formatore o a un coach… è (soprattutto) a carico tuo!

 

La motivazione del personale passa inevitabilmente da te

La motivazione del tuo personale passa inevitabilmente (e mi vien da dire inesorabilmente) da te.
Sei tu quello che per primo deve motivarsi, entusiasmarsi, ispirarsi, “allenarsi” a motivare e dopo, solo dopo, la puoi chiedere, anzi pretendere, dai tuoi collaboratori.

Sono coach.
Partner del tuo successo.
Se chiedi il mio supporto per motivare il tuo team, il mio focus è su di te!

Per far correre il treno … mi concentro sulla locomotiva … non certo sui vagoni.
La locomotiva – ti piaccia o no – sei tu!

Dì continuamente alle persone quanto sono brave e che gran bel lavoro stanno svolgendo.
Brian Tracy

Un passo verso la tua leadership .. imparare a dire NO ai collaboratori

imparare a dire no

Martha è una donna preparata, capace e appassionata del suo lavoro (è office manager con il compito di supervisionare e organizzare tutte le attività segretariali della grande azienda per cui lavora).

Dirige con impegno e motivazione i suoi collaboratori (6 donne e 2 uomini).

Come ogni team leader, anche lei è focalizzata sulla gestione del team, sulle capacità relazionali. Desidera mantenere nel suo staff pace e tranquillità.

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Per questo motivo evita di dire NO

E ha ragione.
Dire “NO” non è facile e mai piacevole.

Ma dire “SI”, “Vediamo”, “Forse”, senza esserne convinta, è molto peggio (leggi questo per post  sui pericoli della comunicazione).

Martha è consapevole (oltre del suo bruciore di stomaco) che se evita di dire NO, rischia di perdere la fiducia e la stima del personale,
dare un`immagine di leader debole e demotivante per tutti i collaboratori.

Martha sa perfettamente che non può permettersi di essere troppo tollerante, accondiscendente o “molle”.
È cosciente … sa che se non mette dei paletti o dei limiti da rispettare, le persone capiranno che possono facilmente metterle i piedi in testa e approfittare della sua disponibilità
(e credimi, lo faranno).

Piuttosto di discutere, Martha dice SI e le problematiche spariscono di colpo.
È il suo modo di comprare l’affetto da parte delle persone e la “pace” del team.

A lungo andare però diventa stancante, frustrante, castrante, si perde autostima e motivazione … con tanti saluti ai buoni risultati!

Vuoi essere leader? Devi imparare a dire NO

Questo per spiegarti che dire “NO” è una delle abilità più importanti se vuoi avere il pieno controllo della tua vita professionale.

Martha fa sempre un’incredibile fatica a dire NO a un collaboratore, ha sempre l’impressione di deluderlo, che porterà rancore oppure che risponderà a tono. Alla fine è oberata d’impegni e fa il lavoro anche dei suoi collaboratori, ritrovandosi stanca e nervosa.

Quando non ce la fa più, sgancia la bomba del NO secco in modo brusco, senza dare spiegazioni e si dilegua arrabbiata (più con se stessa) nel suo ufficio.

“Voglio essere diversa, disponibile e aperta ma anche ferma e decisa sulle mie decisioni.
Ecco cosa mi aspetto dal coaching
.”

Bene Martha!
Cominciamo già da oggi, allenati a imparare a dire No.
Sarai sorpresa come le persone la prendono meglio di quanto tu creda!

Perché è difficile dire NO

Non importa quale sia la ragione per cui hai difficoltà a dire NO ai tuoi collaboratori … alla base c’è la paura delle conseguenze di fronte ad un rifiuto. Il timore che lo staff non ti darà più il suo supporto o il suo affetto … e ti escluderanno dal gruppo.

È normale preoccuparsi delle conseguenze dei tuoi NO, ma la tua apprensione non dovrebbe mai impedirti di agire al meglio per gli interessi di tutto il team,
del tuo lavoro e anche (e soprattutto) per te stesso.

Se hai bisogno del giudizio positivo dei tuoi collaboratori (alla base c’è la paura del rifiuto e di essere emarginato) rischi di dover soddisfare continuamente le loro aspettative, diventando una marionetta senza carattere.

Non aver paura di essere scortese

Di non essere disponibile con gli altri. Dicendo NO (in modo efficace) non offenderai l’altra persona,
non ci resterà male e non porterà rancore in futuro.

Non necessariamente un NO diventa una discussione che sfocia in uno scontro o un litigio.

Tuttavia, un NO troppo brusco, polemico, irridente o aggressivo senza spiegazioni o alternative può compromettere un rapporto o raffreddare il tuo ambiente professionale.

In fondo,
Martha ha capito (“facendo” coaching) che apprendere a dire NO con più efficacia … non è poi così difficile, è necessario un po’ di strategia e un pizzico di diplomazia in più.
E volontà di migliorarsi.

Per imparare a dire NO – concretamente – leggi il mio post “Come dire NO ai collaboratori con più efficacia e meno stress.

12 frasi che ispirano motivazione e fiducia nei collaboratori (usale spesso) – 2

frasi che ispirano motivazione

5. “Hai fatto davvero la differenza”
“Stai facendo la differenza quando …”

Le persone vogliono svolgere lavori significativi, importanti,
che facciano la differenza.

Spiegare al tuo collaboratore come le sue azioni abbiano migliorato e raggiunto grandi risultati,
aiuterà a garantire che continui a lavorare-sodo per puntare all’eccellenza.

6. “Questo è un progetto/compito delicato. Ho pensato di affidarlo a te …”

Assegnare un compito delicato o complesso è un grande atto di fiducia e un riconoscimento molto potente.

Il tuo collaboratore desidera fare un buon lavoro, avere degli obiettivi,
condividere le responsabilità e partecipare al successo dell’azienda per cui lavora.

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Distribuire i vari compiti e responsabilità complesse è un attestato di fiducia
è come dire “Mi fido di te”.

7. “Grazie per … ”

È facile dire “grazie”, sono solo sei lettere, è breve, diretto e vale molto più di mille parole.
La più semplice delle frasi.

Eppure,“Grazie” è una delle parole più difficili da dire (non solo in ambito lavorativo),
nonostante racchiuda un grande valore positivo,
soprattutto nei momenti più difficili.

8. “È stato fantastico. Dimmi come hai fatto …”

Nel dirlo, allo stesso tempo,
fai notare al collaboratore il lavoro (eccezionale) fatto e chiedi di insegnarti i suoi metodi.
Che gran modo di rispettare le qualità della persona!

Tutti desiderano approvazione,
e questa frase ne offre quantità-industriale.

9. “Che cosa posso fare per aiutarti?”

Senza essere invitato,
offri un aiuto, un supporto al collaboratore stressato o sopraffatto dal carico di lavoro.

Quando ti rimbocchi le maniche e lavori fianco-a-fianco,
rafforzi l’importanza di essere parte-del-team e fai sentire le persone importanti.
Un vero team leader.

10. “(Nome del collaboratore) ha detto cose meravigliose su di te …”

Il riconoscimento tra colleghi è il più ambito,
perché è considerato il più genuino.

I colleghi non devono necessariamente offrire feedback o riconoscimento tra di loro,
quando lo fanno, vuol dire che è autentico e realmente sentito.

Un apprezzamento di stima.
Motivazione alle stelle!

11. “Hai lavorato tanto questo mese. Prenditi il pomeriggio”

Non è sempre possibile dirlo,
ma offrire un pomeriggio di ferie pagate è un modo stupefacente per riconoscere ai dipendenti il duro lavoro effettuato.

 


 
Un inaspettato pomeriggio di shopping, di relax a casa o un’ inattesa passeggiata nel parco con i bambini rende WOW la giornata del tuo collaboratore.
Si ricorderà di questo gesto … stai sicuro!

12. “Non pensare al lavoro durante le tue vacanze.”

Tutti hanno bisogno di disconnettersi completamente dal lavoro,
durante le vacanze.

Quando utilizzi queste frasi che ispirano motivazione,
concedi il “permesso” soprattutto ai collaboratori più scrupolosi e ligi al lavoro di farlo,
soprattutto mentalmente.

Tratta i collaboratori come persone piuttosto che strumenti

I grandi leader parlano dei punti di forza e dei successi degli altri.
Sono attenti a non sminuire gli altri. Incoraggiano le persone.
Non vogliono che gli altri si sentano inferiori,
eclissandoli.

La cosa più importante da ricordare (quando utilizzi frasi che ispirano motivazione) è che si dovrebbe avere un sincero interesse verso le persone per apprezzarne il lavoro.
Quindi … lascia fluire i tuoi complimenti liberamente.
Il resto seguirà (leggi il post per approfondire).

Devi sentirli come la cosa-giusta-da-dire in quel momento o come qualcosa-che-doveva-essere-detto.
Pensa che un apprezzamento, anche se forzato, in genere fa comunque piacere,
immagina l’efficacia quando ne sentiamo uno autentico.

Attenzione, ricorda quando usi frasi che ispirano motivazione …

prima di pronunciare queste frasi che ispirano motivazione assicurati di volerlo davvero dire. Con sincerità.
Se lo dici e, poi ritratti, respingi, revochi una decisione,
puoi distruggere la tua reputazione nonché la fiducia e il morale dei collaboratori.

Se sei di fretta, non hai tempo, non sei ispirato … non fare calcoli!
Una stretta di mano e un semplice “Grazie” o “Ottimo lavoro!” detto con sincerità,
guardando negli occhi la persona … non ha prezzo!

A chiunque fa piacere sapere che sta lavorando bene!

12 frasi che ispirano motivazione e fiducia nei collaboratori (usale spesso) – 1

frasi che ispirano

C’è una voce negativa nelle nostre teste.
Per molti di noi, è più facile parlare di cosa-non-va piuttosto di cosa-funziona (vedi post).

Infatti,
la maggior parte dei team leader si sente più efficace nel dare critiche piuttosto che un feedback positivo.

Non sono abituati a porgere complimenti e apprezzamenti, non sanno come fare, hanno paura di sbagliare,
di diventare ridicoli.
Deboli.

Criticare è più facile che lodare

I team leader rifiutano il riconoscimento per paura di creare compiacimento e approvazione.
Se dicono grazie, la gente penserà di “essere arrivata”.

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Eppure …
la gratificazione personale è il punto di partenza per la costruzione di un team solido e propositivo.

Gratitudine, onore e riconoscimento sono molto più potenti del semplice ringraziamento.
Frasi che ispirano, una piccola considerazione o la parola giusta possono costruire un rapporto forte e motivare un dipendente scontento e sfiduciato.

Un sentito ringraziamento può rendere “gloriosa” la giornata,
è una piccola cosa, che fa una grande differenza (leggi il post per approfondire).

Le frasi che ispirano ti definiranno come persona e leader

I collaboratori vogliono sentirsi apprezzati.
Se sono scontenti, ignorati, non ascoltati, allora il problema non è solo il loro …
diventa anche il tuo.

Le parole sono incredibilmente potenti.
Quindi assicurati che non avviliscano o demoralizzano le persone.

Utilizza frasi che ispirano per far sentire il tuo collaboratore importante e indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi.

Sei il leader del tuo team.
Devi ispirare le persone.

Trasmetti fiducia e importanza a ogni membro del tuo team

Mostrare ai dipendenti quanto siano importanti servono solo pochi secondi. Se incoraggiassi in modo potente un tuo collaboratore una volta la settimana, lo faresti quasi 50 volte l’anno.
Non male vero?

Un qualsiasi scemo riesce a prendere a calci qualcuno per “stimolarlo”.
I leader di successo invece rendono facile il duro lavoro.

Ecco 12 frasi che ispirano che puoi utilizzare per motivare il tuo team:

1. “Sei sulla strada giusta …”

“Stai facendo progressi su …”

Esprimi la felicità per la crescita, il progresso e il successo del tuo collaboratore.
I veri leader amano il successo degli altri.

Non essere generico. Spiega esattamente cosa-hai-visto.

2. “Noto come …”

“Ho notato quanto hai lavorato per …”
“Ho notato come hai insistito nonostante la riluttanza ad affrontare questo difficile problema. Questa qualità ti porterà lontano.”

Il semplice fatto che hai notato e osservato ti rende un leader attento e focalizzato agli occhi dei tuoi collaboratori.

Sentire che il proprio lavoro è apprezzato e importante crea un ambiente di lavoro positivo,
motivato e molto produttivo.

3. “Sono impressionato da …”

“Sono molto impressionato dalla professionalità che hai dimostrato stamattina con il cliente. Hai dimostrato di aver compreso le nostre procedure e la nostra filosofia”.

Riconoscere al tuo collaboratore che sei “scosso positivamente” dal suo atteggiamento, va di là dal semplice riconoscimento …è un’iniezione di pura adrenalina motivazionale.

Esagerazioni?
Immagina per un attimo … una persona che stimi, il gran-capo, il titolare, il CEO che ti mette una mano sulla spalla e ti dice “ Sono molto impressionato dal tuo …” Come ti senti?

4. “Vorrei conoscere il tuo parere su …” 

Poche frasi hanno più potenza-motivazionale.
 


 
Come capo o team leader,
potresti facilmente esercitare la tua autorità e dire semplicemente cosa-fare.

Ma quando chiedi un feedback del genere,
promuovi le idee e l’incombenza per eseguirle.

Dai ai tuoi collaboratori la libertà di prendere decisioni.
Poiché si sentono rispettati,
faranno di tutto per soddisfare le tue aspettative.

Riunione con il tuo team: come gestire un’osservazione poco gradita

riunione con il team

Come leader del tuo team,
come reagisci se un collaboratore ti muove una domanda polemica, un’osservazione pungente?
Una considerazione al limite della provocazione?

Come gestire un commento poco gradito durante una riunione con il team?

Non avere paura delle osservazioni, delle domande dei collaboratori (anche se provocatorie o poco pertinenti).

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La scelta più povera che tu possa fare è cercare di evitarle … con la speranza che scompaiano magicamente.
Non succederà.

Le osservazioni durante le riunioni con il team devono diventare tue alleate preziose,
e per questo le dovrai “quasi” stimolare, piuttosto che temere.

Le considerazioni durante la riunione con il team – se ben indirizzate – possono far nascere momenti di partecipazione importanti, permettono di approfondire alcuni temi, possono essere indicatori preziosi del livello di attenzione e di partecipazione dei tuoi collaboratori.
Può diventare un momento di crescita professionale.

Creare e mantenere una buona comunicazione è essenziale. Se fai ogni sforzo per trattare le obiezioni come “normali”, avrai un dialogo ancora più produttivo.

Non farti travolgere dalle emozioni

Le tue emozioni influiranno sulla tua professionalità.
Scivolare in uno “scisma emotivo” è raramente produttivo.

Lo stress emotivo limita la soluzione creativa, hai più probabilità di dire qualcosa di cui ti pentirai più tardi,
e rischi di trasformare la questione in una faccenda personale.

Quanto più tranquillo e centrato sarai,
tanto meglio riuscirai a gestire questo tipo di situazioni.

Ascolta

Non tagliare la parola. Non interrompere.
Non “andare sopra”.
Mai.

Anche se hai sentito la stessa osservazione e hai già la risposta, dai la possibilità alla persona di esporre e di spiegare come è giunta a tale conclusione.

Ricorda che il tuo linguaggio del corpo dice molto…
evita – mentre ascolti – di sospirare, sbuffare, roteare gli occhi, guardare la persona in modo astioso e di sfida.

Ascoltando in modo attivo sarai in grado di raccogliere indizi utili, cogliere l’occasione per potenziare la tua leadership.

Dai credito all’osservazione .. anche se non ti piace

Prima di rispondere alla considerazione, utilizza frasi e segnali di comprensione e approvazione (per esempio: ‟Certo … capisco il tuo punto di vista”).

Annuire e acconsentire non vuol dire essere d’accordo ma significa semplicemente “Si, ti sto ascoltando. Con attenzione”.

Cerca di cogliere non solo gli aspetti di disaccordo, ma sottolinea anche quelli positivi.
Esplicitali chiaramente entrambi.
Senza esagerare o enfatizzare.

Non intavolare una discussione solo con lui/lei

Evita di focalizzarti solo sulla persona che ha mosso l’obiezione.
Non far scivolare la discussione in un duello personale.

Il resto del team si potrebbe annoiare, o peggio, dividersi in fazioni (quelli che si schiereranno a tuo favore, quelli che parteggeranno per il collega e quelli che penseranno “Ah… vediamo come se la cava il capo adesso …).

Rivolgiti a tutti i partecipanti, coinvolgendoli.

Non fare scivolare in una gazzarra la riunione con il team  

È importante non trasformare la riunione con il team in una “caciara”.
Una gazzarra stile Reality TV.
Un rimpallo di responsabilità per vedere chi ha ragione.
Chi è il più forte.
 


 
Se succede … la responsabilità è tutta tua!
Non sei riuscito a prendere il controllo della situazione.

Non ripeterti e non fare battutine.

Meglio evitare tutte quelle esortazioni al lavoro,
il classico consiglio “del capo saggio” o frasi fatte prese in prestito dal web.

Chiarisci la natura della polemica

Raramente qualcuno farà emergere la vera natura della sua obiezione. Ecco perché è estremamente importante ottenere chiarimenti.

Hai il “cosa”, ora hai bisogno del “perché”.

Poni domande.
Farlo, dovrebbe aiutarti a scoprire la vera critica.
Molte volte un’osservazione è dovuta a mancanza di informazioni o false percezioni. Altre volte scoprirai anche che un’obiezione non è in realtà un’obiezione.

Una volta che riconosci e comprendi l’obiezione di qualcuno, puoi aggiungere informazioni che reindirizzano la percezione e che respingono l’osservazione.

Esprimi di nuovo il tuo punto di vista

Nella maggior parte dei casi CHI muove l’obiezione vuole vedere se l’ALTRO confermerà la sua linea di pensiero o la correggerà con nuovi ragionamenti.

A questo punto, esprimi nuovamente il tuo punto di vista … ma con parole differenti e senza cambiare il senso del tuo discorso, a meno che tu non lo ritenga necessario.

Diventa un risolutore di problemi

Ogni volta che sorge un’obiezione, l’obiettivo è fornire la relativa spiegazione, un chiarimento il più possibile coerente che fornirà alla persona una prospettiva diversa,
che potrebbe eliminare la sua preoccupazione.

Come detto …
è una grande opportunità per “aumentare” il tuo carisma e la tua leadership.

Usando le informazioni che hai accumulato, l’intuizione e la logica, puoi trovare una soluzione. Quando la presenti, assicurati che l’altra persona la capisca e pensi che sia davvero la risposta alla sua obiezione.

La chiave: ascoltare attivamente

Superare le obiezioni è una delle più grandi sfide che un leader debba affrontare.

Cerca di capire realmente il punto di vista del collaboratore che ha espresso l’obiezione,
il tuo team gradirà questo modo naturale di gestire le divergenze.

Se invece, eviti i confronti, cerchi di “mettere via” il collaboratore con giustificazioni deboli oppure fai leva solo sulla forza della gerarchia (“Il capo sono io …”) darai l’immagine di un leader debole e insicuro.

Come gestire con efficacia il collaboratore sarcastico e irrispettoso – 2

gestire il collaboratore difficile

Foto di Ryan McGuire

5. Fornisci un feedback chiaro

Spiega quali comportamenti hai osservato.
Concentrati sul comportamento, una situazione o un problema particolare,
e non sulla persona.

Non giudicare.
Non dire “Sei irrispettoso” “Sei sarcastico”.

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Evita di attaccare o difendere.
Chiedi se trova questo tipo di comportamento corretto o produttivo per il team.
Concentrandoti sull’impatto del suo comportamento sulla squadra, sposta la responsabilità sulle sue spalle.

Se il collaboratore sarcastico respinge il tuo feedback dicendo “Stavo solo scherzando”,
spiega che non è divertente.

Termina l’incontro faccia-a-faccia spiegando che lo sostieni come collaboratore, ma vuoi vedere uno sforzo da parte sua per migliorare tale atteggiamento.

6. Rispetta la persona

Durante l’incontro, ascolta con attenzione.
Permetti alla persona di spiegarsi o di rifiutare le tue dichiarazioni.
Assicurati di non interrompere anche se non sei d’accordo, in modo che spieghi le sue giustificazioni.

Il punto è …
puoi (comunque) rispettare qualcuno cui non ti senti particolarmente affezionato.
Mostrare rispetto vuol dire riconoscere il carattere, la competenza e il contributo di una persona.
 


 
Lo so, …
è difficile mostrare cortesia a qualcuno che sembra scorretto.

Ma la cortesia è una questione di chi sei tu come persona,
non di quello che fanno gli altri.

7. Documenta i comportamenti

È importante documentare con precisione (date, descrizione dell’accaduto, persone coinvolte, ecc.) e tutti i comportamenti errati avuti dal dipendente in questione.

Documentare e dettagliare i-fatti daranno maggiore “ufficialità” e incisività alla questione.

Se il collaboratore irrispettoso riconosce il problema ed esprime volontà di miglioramento,
sostieni il suo cambiamento con apprezzamento.

8. Ricorda i tuoi obiettivi

È così facile essere inghiottiti nella negatività.
È facile rispondere negativamente alla negatività.

Mantieni tutti i membri del tuo team (anche la persona in questione) in grande considerazione.

Concentrati sulle cose positive e celebra pubblicamente i successi di tutto lo staff,
anche se onora il collaboratore sarcastico.

La persona potrebbe scoprire di sentirsi parte della squadra e iniziare a spostare la sua prospettiva.

Non farti risucchiare tutto il tuo tempo con il problema del collaboratore irrispettoso.
Non focalizzarti troppo su di lui/lei a danno dello sviluppo del tuo prodotto, servizio o clienti.

Rimani concentrato sui tuoi obiettivi,
e su tutte le cose buone che il resto del tuo team sta facendo.
Ecco la leadership!

9. Chiedi al collaboratore sarcastico di cambiare il comportamento

Dopo aver informato il collaboratore della natura inaccettabile del suo atteggiamento,
è il momento di chiedere uno sforzo concertato e concreto per cambiare ed eliminare tale comportamento.

Meglio essere precisi nelle descrizioni di quali comportamenti e azioni devono cambiare.

Dai una scadenza.

Se dopo un adeguato periodo, il comportamento e l’atteggiamento non sono cambiati o non si vede alcun miglioramento, è doveroso informarlo che i “bonus” a suo favore stanno per finire e alla prossima infrazione (delineata e definita chiaramente) sarai costretto a riassegnarlo o rimuoverlo.

È importante che tutti i processi siano pianificati e attuati in maniera sicura,
per evitare problemi legali a te e a tutta l’azienda.

Troppo spesso,
vogliamo gestire un collaboratore difficile senza farci coinvolgere troppo, senza “scendere in campo”, con il desiderio di controllare le conseguenze delle nostre azioni e con la speranza che il tempo sistemi, magicamente, le cose.

A volte funziona, spesso purtroppo no.

In conclusione,
fai del tuo meglio per aiutare il collaboratore sarcastico e irrispettoso a diventare un giocatore della tua squadra ma alla fine devi fare ciò che è meglio per te,
il tuo team e la tua organizzazione.

Ti invito a prendere questi suggerimenti per gestire il tuo collaboratore difficile non come una guida da seguire alla lettera ma solo come spunti di riflessione e di valutazione.

I rapporti professionali (come quelli personali) sono troppo complessi perché sottostiano a regole e procedure standard.

Vanno contestualizzati e personalizzati all’azienda, alla situazione, alla tua personalità di capo/leader/responsabile e a quella del tuo collaboratore o dipendente.

Come gestire con efficacia il collaboratore sarcastico e irrispettoso – 1

gestire il collaboratore difficile

Foto di Ryan McGuire

Una iena.
Ecco cosa “diventa” Michela – durante le sessioni coaching – quando parla di Enrico  … un nuovo collaboratore che usa spesso il sarcasmo.

Sovente commenta malignamente alcune delle sue disposizioni, nelle riunioni si comporta come se lei avesse poca importanza.

Fa osservazioni “spiritose” anche ai suoi colleghi.

“Uno stronzo. Ecco cos’è!
Ma chi ce l’ha mandato qui … Non mi sta dando il rispetto come manager e suo team leader”.

Michela vorrebbe risolvere questo problema velocemente e andare avanti con i compiti più urgenti.
Non sa se è maggiore il disagio di tollerare tale sarcasmo oppure la difficoltà di affrontarlo.
È preoccupata per l’atteggiamento e i commenti di Enrico.

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Le chiedo:
“Quanto tempo ti sta portando via il tuo collaboratore irrispettoso?
Quanto disturbo sta creando?”

Troppo, di sicuro!

Se il collaboratore sarcastico diventa un problema per la tua leadership, devi affrontarlo a testa alta.
Subito.

Più a lungo lascerai che avveleni l’ambiente di lavoro, la coesione del tuo team, maggiore sarà il danno che farà.

Michela è il momento di imparare a “galleggiare” in questa situazione.
Ti servirà nel futuro.
Il tuo futuro di leader.

Il sarcasmo può essere un modo di deridere o prendere in giro un’altra persona.
Spesso sfocia nella mancanza di rispetto.

Affronta subito la situazione.
Ecco 9 spunti strategici per “mettere nell’angolo” e gestire il collaboratore difficile:

1. Definisci il tipo di sarcasmo

La domanda che devi porti, prima di decidere-come-muoverti, è …
il tuo collaboratore usa l’ironia solo per essere divertente e fare il brillante (anche se riesce male)?
Oppure il suo unico obiettivo è sminuirti, sconvolgerti, ferirti?

Se il sarcasmo è inteso come umorismo,
noterai che la persona è sarcastica tutto il tempo – con i colleghi e anche con se stessa.

Non ci sono cattive intenzioni dietro le sue dichiarazioni. I suoi comportamenti possono riflettere sentimenti che prova nei confronti di se stessa.

Puoi affrontare il suo sarcasmo, con più leggerezza, dicendo che non capisci la sua ironia.
La persona probabilmente non ne è nemmeno consapevole di essere così pungente.

Se il sarcasmo invece è particolarmente diretto verso di te, è intenzionalmente in malafede, usato per sminuirti e rovinarti la reputazione, devi passare a un approccio molto più diretto.

L’intenzione è farti sembrare incompetente, apparire più SMART, farsi notare e salire nella gerarchia.

Se vuoi gestire il collaboratore difficile è importante non lasciare lievitare il problema.
Ne va della tua immagine di leader.

2. Non prenderla sul personale

La tua massima preoccupazione è il successo del tuo team e della tua azienda.

Non esigere rispetto.
Se lo chiedi, vuol dire che lo hai già perso.

Il rispetto deve essere guadagnato piuttosto che richiesto per via di un titolo o di una posizione.

Non fare affidamento all’autorità (almeno non subito). Quando avvertiamo la mancanza di rispetto, sentiamo il bisogno dell’autorità.
“Se non smetti, lo dico al capo (al grande-boss, al CEO, al titolare)“.

Non minacciare.
Ti rende piagnucoloso. Lamentoso.
Quando minacci di “dirlo alla maestra”, ti atteggi a un bambinone piagnucoloso.

3. Mantieni l’autocontrollo se vuoi gestire il collaboratore difficile

Non attaccare il sarcasmo con il sarcasmo.
Non rispondere a un’osservazione sarcastica con un commento ugualmente inappropriato.
Il pericolo è l’escalation.

Non replicare con una risata, una sorriso o un’espressione severa.
Mantieni la calma. Cerca di non sembrare influenzato.

Rivolgi alla persona uno sguardo vuoto, neutro,
alla fine capirà che con te non attacca.

Fai domande specifiche tipo:
“Che cosa vuoi dire?”
“Non la vedo così”
“Ne sei proprio sicuro?”
“Questa non è stata la mia esperienza”

Se i tuoi tentativi di ignorare l’insensibilità non vanno a buon segno, devi rendere le tue obiezioni ancora più chiare e dirette.

Ad esempio:
“Trovo che i tuoi commenti scortesi e ingiustificati, nonché poco divertenti.
Per favore smettila”.

Se il commento sarcastico è stato inviato via email,
non rispondere.
 


 

4. Fissa un incontro a quattr’occhi

Gestire il collaboratore difficile non è cosa facile. Discussioni imbarazzanti davanti colleghi o clienti rischiano solo di aumentare la tensione,
senza risolvere il problema.

Meglio dare feedback negativi nel privato e a quattr’occhi.

Poco prima dell’incontro,
prenditi qualche minuto per rilassarti respirando profondamente, sorridi per sciogliere la tensione dalla tua faccia.
Ti tornerà utile.

Fare crescere il team: la gestione delle scuse e delle giustificazioni

fare crescere il team

Come ti approcci con il tuo team?
Sei un capo che-abbocca-facile a ogni scusante?

O sei uno che – davanti alle continue giustificazioni – si logora per giorni per poi esplodere di botto con quello che (sfigatissimo) arriva in ritardo per la prima volta (e di soli 58 secondi)?

Pensi di saper comunicare in modo efficace con il tuo staff?

Ti senti in grado di fare crescere il team?

La comunicazione è l’ingrediente chiave per cambiare il modo in cui il tuo personale si comporta. Detto questo, non pensare che basti comunicare meglio con il tuo team, per fare sparire come d’incanto scuse e giustificazioni.

Magari!

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La cosa importante da ricordare è  …
spesso i team leader falliscono perché permettono ai loro collaboratori di farla franca con le scusanti.

E sai perché?

Le persone si accorgono rapidamente quando sono ammesse le scusanti

Sentono subito quando la giustificazione non è stata affrontata con la dovuta decisione.

E quel che è peggio che – in poco tempo – tutto il team inizierà a trarre vantaggio da quest’opportunità …
che hai (gentilmente) concesso!

Se non metti subito un freno, diventa un vero e proprio fenomeno morale … perché si è creata una cultura della prevenzione piuttosto che della responsabilità!

Agisci in fretta per affrontare il problema

Se ti senti sfibrato dalle continue giustificazioni dei tuoi collaboratori, vuol dire che ne senti spesso, il fenomeno è già rodato e sta assumendo connotati pericolosi.

Stop. Adesso.

È il momento di fermare questa pericolosa escalation e dimostrare a tutti che ci saranno conseguenze, a prescindere dalle scuse.

Se consenti ancora di giustificare scarse prestazioni autorizzi tutti a fare lo stesso, anche quei collaboratori impegnati e motivati.

Chiedi al collaboratore di trovare soluzioni

“Non ne ho avuto tempo”
“Ho troppe cose da fare in questo momento”
“Non ho mai imparato a farlo”
“Non ho trovato il parcheggio”
“Il treno/bus/metro era in ritardo”
“Non è colpa mia”
“Non ne so niente”
“Scusa … ma quale progetto?”

 


 

La cosa importante da trasmettere è di trovare soluzioni per superare il problema.
Spetta al collaboratore garantire l’efficacia e prevenire i futuri problemi.

Non assumere tu la responsabilità di trovare la soluzione. Evita di cedere alla tentazione di fare il consulente o il papà/mamma (non è il tuo ruolo).

Non sentirti in dovere di risolvere i problemi

Se vuoi fare crescere il team devi essere una “stampella” non un comodo “sgabello” dove riversare tutte le scusanti.

Devi crescere tu, e devi fare crescere il team, aiutare i tuoi collaboratori a raggiungere standard più elevati.

Cosa serve?
Spostare la pausa-pranzo di mezzora, affittare un parcheggio nelle vicinanze, una formazione ad hoc …

trovare un supporto tecnico, uno specialista di un settore specifico, l’appoggio di un altro collaboratore per portare a termine quel determinato compito nelle scadenze stabilite?

Rimani in attesa delle loro soluzioni e delle loro proposte.

Se ricominciano di nuovo le giustificazioni dei collaboratori, puoi sempre chiedere il motivo per cui la prima soluzione non ha funzionato.

Riafferma la fiducia e chiudi la questione

Rinnova la tua fiducia nella persona, nelle sue capacità e poi … smettila di parlarne!
Non ripeterti, non fare prediche o battutine.

Un leader eccellente non cerca rivincite o vendette.

Sa che è parte del suo lavoro coinvolgere il personale sulle prestazioni, le scuse o le resistenze che inevitabilmente seguono quando si tenta di cambiare o migliorare un comportamento.

Ti dico questo perchè il mio proposito di coach è aiutarti nella crescita di leader.
Non sono un amico cui raccontare le cose che non vanno.
Sono un professionista.
Partner del tuo successo.

Il segreto del grande leader? Coinvolgere tutto il team – nessuno escluso

coinvolgere il team

Forse non te ne rendi conto ma all’interno del tuo team … spesso ti confronti o coinvolgi sempre e solo con le stesse persone.
Per gli altri, solo comportamenti di circostanza e direttive di routine!

Ovviamente ci sono collaboratori che sono e devono essere più coinvolti rispetto ad altri, ma devi cercare di coinvolgere (con le dovute differenze) ogni membro del tuo team.

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Tutti vogliono partecipare al successo dell’azienda

Anche le persone con compiti “secondari” desiderano fare un buon lavoro, avere degli obiettivi da raggiungere e partecipare al successo dell’azienda per la quale lavorano.

Rendi partecipi tutti i tuoi collaboratori di ogni iniziativa e attività. Grazie ad una comunicazione semplice e trasparente, impara a coinvolgere il team. Nessuno escluso.
Le persone si sentiranno importanti.

Miglioreranno la loro autostima e aumenteranno impegno e produttività.

Se vuoi coinvolgere il team non dividerlo in “categorie”

La divisione del team in categorie, anche solo mentale o per tua comodità, ti porta inevitabilmente, anche senza volerlo, a creare discrepanze al suo interno:
nuove assunte vs vecchia guardia, tempo pieno vs part time, venditori vs magazzinieri, etc.

Nel tuo team non ci devono essere “panchinari” o “seconde linee”.
Fai come gli allenatori di calcio, la loro più grande sfida è fare-gruppo, evitare di creare gap tra i vari giocatori …
“La mia squadra è composta di 22 giocatori …” è la loro frase preferita.

Prendi spunto dai politici appena eletti. “Destra o sinistra poco importa. Sarò il sindaco di tutti”

Usa sempre il “NOI”,
racchiudi idealmente tutti i membri del tuo staff … dalla tua assistente che è sempre al tuo fianco, al part time che incroci una volte la settimana.
 


 

Coinvolgi tutti … fai domande potenti

“Questo è il nostro problema, tu come lo risolveresti?”
“Non stiamo andando bene in quel settore, tu cosa faresti?”
“Che cosa faresti per aumentare la produttività in quel settore?”
“Vorrei sentire il tuo parere a riguardo …”

Sono frasi che ogni collaboratore vorrebbe sentire dal suo capo!

Per diventare un team leader eccellente, è necessario che tu coinvolga TUTTI i tuoi collaboratori nel processo decisionale, incoraggiandoli a suggerire modi nuovi o alternativi di fare meglio le cose.

Incoraggia le persone del tuo team al dialogo, ascolta quello che hanno da dire e poi valuta i loro suggerimenti, mantenendo sempre la tua libertà di pensiero e di azione.
Guai a perderla!

Non decidere tutto da solo, promuovi un lavoro di squadra, impara a coinvolgere il team.

I collaboratori che contribuiscono con nuove idee si sentono più coinvolti e motivati

Questa soddisfazione creerà un sentimento di lealtà nei tuoi confronti, aumenterà la motivazione di tutto il team ed eviterà turnover indesiderati.
Non male vero!

Ti dico questo perché ho a cuore la tua affermazione professionale.
Sono un coach.
Partner del tuo successo professionale.