Un segreto per parlare con più autorevolezza .. e tutti ascolteranno

parlare con più autorevolezza

“Io do un ordine, o taccio.”
Napoleone Bonaparte

Quando ti è richiedo di parlare (durante una riunione … per esempio),
un paio di secondi di silenzio, prima di rispondere, ti sembrano eterni?
Hai paura che questa pausa sia vista come esitazione e titubanza?
Sei convinto che “quelli svegli rispondono subito”?

La fretta di rispondere può giocare brutti scherzi

Frasi a raffica senza respirare, pause-zero, un continuo sali-scendi di tono … così pensi di essere efficace?
No, non hai un difetto di pronuncia ma stai respirando male e devi continuamente arrestarti, avviare e cambiare rotta solo per coprire la mancanza d’aria.

Hai un sacco di tempo!
E apparirai autorevole, ancora più sicuro di te se … te lo prendi tutto!

Prenditi il tempo necessario per pensare a una frase intera, prima di pronunciare la prima parola.
Fai un bel respiro e … via.
È necessario respirare per essere fiduciosi.

Se vuoi un suono della voce “autorevole”, devi fare attenzione al tuo respiro.
Respira qualche volta in più durante il tuo discorso.

Ricorda …
se vuoi parlare con più autorevolezza e desideri catturare l’attenzione e la stima di chi ti ascolta, è necessario trasmettere sicurezza,
non ansia!

Parla più lentamente .. scandisci le parole

Inserisci numerose e frequenti piccole pause, che suonino come naturali esitazioni.

Fai attenzione a variare poche volte il tono della voce: non passare improvvisamente da uno seducente e accattivante a uno più autoritario.

Sforzati di controllare il timbro della voce e di comunicare con una vocalità più profonda,
che è più accattivante rispetto a un’acuta.

Una persona calma, ha raggiunto uno standard di vita più elevato (una concezione individuale più alta e più nobile), ha imparato a governare se stessa e sa come adattarsi agli altri.

È amata dalla gente perché ha un comportamento fortemente equilibrato, le persone “sentono” che possono imparare e fidarsi di lui.

Il potere della calma viene dal-dentro.
Dalle profondità della nostra natura.

La calma è un invito .. vuol dire parlare con più autorevolezza

La fretta – invece – trasmette che non hai il controllo su di te.

Più calmo diventi, più grande sarà il tuo successo, la tua influenza, il tuo potere (che non è popolarità oppure tirannia).

Questo è il potere della calma.
Questo è parlare con più autorevolezza.

Non farti abbagliare .. la posizione di leadership non ti rende leader

posizione di leadership

Non sono poche le persone che credono che per diventare leader basti semplicemente un titolo.
Altre lo pretendono unicamente solo perché-hanno-studiato.
Altri ancora sono convinti di essere leader solo per il fatto di avere l’ufficio più grande e collaboratori che seguono i comandi e disposizioni.

Poi c’è chi raggiunto rango, potere e autorità … pensa di poter fare tutto ciò che vuole!

Leadership come posizione o titolo.

Nulla potrebbe essere più lontano dalla verità

Leadership è prima di tutto atteggiamento, non (solo) conoscenza. Anche se studi tanto, pensi di sviluppare capacità di leadership?

La vera leadership non si basa sulla posizione o sul grado.
È azione, prestazione, capacità, efficacia.
Influenza.

Ogni giorno puoi trovare esempi di persone con titoli che non riescono a dimostrare leadership.
Chi non conosce persone collocate (non si sa come – o forse si ?) al vertice di un’azienda, un’organizzazione o di un settore che hanno fatto solo danni, demoralizzato il personale e distrutto il business peggio della più grande crisi economica.

La leadership non è rango, privilegio, titoli o denaro … è responsabilità.

Posizione, titolo e autorità sono spesso confusi con la leadership.

Il titolo non ti fa leader

Non farti incantare … non diventi improvvisamente un leader solo perché ti hanno promosso oppure ti han dato un nuovo titolo.
E sai perché?
Non hai bisogno di alcun titolo o posizione di leadership per essere un leader.

“Leadership non è titolo o posizione, è esempio e azione.”
Cory Booker

I leader non occupano solo posizioni, esercitano un’influenza (con il loro comportamento e come trattano le persone) per produrre cambiamenti.

Influenzano le persone per garantire l’eccellenza e raggiungere un obiettivo comune.
Guidano con l’esempio.

La posizione di leadership non ti rende – di conseguenza- un leader

Ciò significa che … puoi influenzare gli altri, dove sei ora. In questo momento.
Anche se non hai un titolo, uno status, privilegio, denaro o una posizione di leadership.
Non lasciare che la tua mancanza di autorità inibisca la tua capacità di leadership.

Puoi avere un impatto espressivo sulle persone che ti circondano (2, 20 o 200 poco importa) e sull’organizzazione di cui fai parte … a prescindere da dove sei.
Questa è leadership!

Quindi, invece di concentrarti sulla posizione che non hai, focalizza i tuoi sforzi sulla capacità di influenzare gli altri in modo positivo ed efficace.
Questa è vera leadership!


Vuoi essere più autorevole? “Abbraccia” il silenzio – parte 2

più autorevole

Se vuoi essere più autorevole non affrettarti a rispondere

Quando siamo improvvisamente invitati a parlare, il tempo di risposta può tirarci strani scherzi.

Se sei apprensivo (come nel caso di Alex),
il tempo si dilata e pochi secondi sembrano minuti.

Concediti qualche secondo per elaborare quello che è stato appena detto.
Una persona sicura di sé non ha paura di raccogliere i suoi pensieri.
Affrettarsi a rispondere ti fa apparire ansioso.

Prendi il tuo tempo

Considera i tuoi obiettivi finali e scegli attentamente le tue parole per soddisfare le tue esigenze.
Prendi il tempo per pensare a una frase completa, prima di pronunciare la tua prima parola.
Fai un bel respiro prima di iniziare.

Non correre.
Hai più tempo di quanto pensi!
E apparirai più sicuro e più autorevole se te lo prendi.

Utilizza le pause in modo efficace

“Io do un ordine, o taccio.”
Napoleone Bonaparte

Utilizza le pause non solo alla fine, ma anche in mezzo alle frasi. Dopo aver detto qualcosa d’importante, darai maggiore enfasi alle tue parole … restando in silenzio.

Così, quando stai parlando, fai il tuo punto, e poi fermati un istante …… bene, così!
Aspetta ancora un attimo … un attimo solo … calma!

Non c’è bisogno di lanciarsi immediatamente a parlare d’altro o dire …
“Uh-huh, uh-huh, Giusto? … Vero? Sai, …” come faceva Alex durante le simulazioni di coaching.

Facendo una pausa,
dai il tempo alle tue parole di fare effetto!
Quel piccolo periodo di silenzio dimostrerà la forza del tuo pensiero.
E la tua autorevolezza.

Il silenzio è uno strumento incredibilmente potente

… e non dovrebbe mai essere sottovalutato. Tuttavia, molti di noi si sentono a disagio in silenzio e sono quindi costretti a riempirlo.

Più calmo diventi, più grande sarà il tuo successo, la tua influenza, il tuo potere.
Ricorda …
se vuoi l’attenzione e la stima di chi ti ascolta, è necessario trasmettere sicurezza, non ansia!

Quando stai in silenzio, non sei quello si sta sforzando per far decollare la conversazione.
Assumendo un ruolo più distaccato, darai un’impressione autorevole.

Il silenzio ti rende un negoziatore di classe

Una pausa ben scelta consente al tuo interlocutore di “digerire” il tuo messaggio. Allo stesso tempo, hai l’opportunità di valutare il comportamento dei tuoi ascoltatori.

Quando lo fai, puoi adattare (di conseguenza) le tue parole e le tue azioni, diventando un negoziatore di classe.

Non fare l’errore di dire “Beh, sono fatto così! Non posso certo cambiare come mi comporto o come parlo”.
È vero anche che alcune persone hanno un’aria più autorevole naturale.

È anche vero che, grazie a interventi formativi specifici (vedi coaching), è possibile migliorare il tuo stile d’approccio, padroneggiare comportamenti che “traspirano” fiducia e rendere più efficace la tua comunicazione.



Vuoi essere più autorevole? “Abbraccia” il silenzio – parte 1

autorevole

Alex è incredibile.
Se – durante la sessione di coaching – sto zitto per più di 2-3 secondi… parte lui, per la sua tangente,
quando lo blocco, si schernisce con “Pensavo che avessi finito” oppure “Visto che non parlavi”.

A volte li propongo “Proviamo a stare zitti?”
E lui subito “Adesso intendi?” … “Per quanto tempo?”.

È incredibile…

Anche nel suo lavoro di programmatore.
Per i suoi 6 collaboratori è un team leader competente e preparato.

Purtroppo Alex, nel tentativo di rendere i suoi discorsi più autorevoli e competenti, cerca di riempire le pause, i silenzi, il vuoto aggiungendo parole ed espressioni per dare più enfasi alle sue parole.

Ironicamente produce esattamente l’effetto opposto: indebolisce la sua comunicazione e mina la fiducia di chi lo ascolta.

Lavori in corso?
Sì, ci stiamo lavorando

Alex – come molte persone – percepisce il silenzio come un segno di debolezza,
e lo “colma” parlando.
Purtroppo.
Hai mai visto una persona autorevole chiacchierare nervosamente per riempire le pause e i silenzi?

Molti di noi hanno paura del silenzio, per questo è difficile essere sintetici.

Il silenzio è lo strumento più potente che hai

Non sono poche le persone (ti garantisco) che al termine di un discorso non ricordano quasi niente.
Sono completamente centrate su se stesse per ascoltare l’altro.
Ego-centrate.

Invece le persone carismatiche ascoltano attentamente tutto, sono curiose e interessate.
Fanno domande.

Quando parli con qualcuno, non interrompere … e non andare sopra. Non offrire consigli o pareri non richiesti.
Mantieni il contatto visivo.

“Il silenzio è una fonte di grande forza.” Lao Tzu

Sorridi.
Fai cenni che stai seguendo il filo del discorso.
Rispondi non solo a parole, ma con il tuo linguaggio corporeo.

Per Alex la sfida era evitare premesse infinite, introduzioni prolungate, si preparava prima il briefing delle 8.30 le disposizioni che doveva dare.
Se sentiva “panico da silenzio”, doveva semplicemente sorridere …

Vai subito al dunque, non ti perdere in rivoli e fronzoli, i tuoi collaboratori o colleghi devono capire fin da subito, cosa dici e cosa vuoi da loro.
Vai dritto al punto.

Vuoi essere autorevole? Parla solo se hai qualcosa d’importante da dire

Taci, se non hai qualcosa di rilevante da aggiungere …
se non hai nulla d’interessante da dire.
Meglio tacere!

Hai detto quello che dovevi dire?
Anche se in forma semplice e asciutta? Magari in modo non così strepitoso come volevi?
Bene. Adesso taci!

Saper comunicare, essere autorevole vuol dire (innanzitutto) avere qualcosa da dire.


autorevole

Gestire collaboratori più esperti di te .. come farebbe un grande leader! – 2

gestire collaboratori più esperti

5. Impara a gestire i “Non lo so” se vuoi gestire collaboratori più esperti

Ammettiamolo,
niente è peggio di porre una domanda al tuo supervisore, la persona che dovrebbe dare sostegno alle tue domande e preoccupazioni,
e come tutta risposta ottenere un disarmante “Non lo so, chiedi a qualcun altro“.

Se un tuo collaboratore ti chiede qualcosa cui non sai rispondere, se rispondi spesso “Non lo so” apparirai debole, influenzabile, poco adatto a ricoprire una posizione dirigenziale.

Dall’alto canto, è facile cadere nella trappola di parlare senza conoscere la risposta per voler dimostrare competenza, voler sembrare “veloci” e intuitivi.

Ma se la risposta non è esatta o dai informazioni errate o incomplete?
Potresti danneggiare la tua reputazione, pagando in autorevolezza.
Davanti tutto il team.

E allora? Piuttosto di “Non lo so” predefinito, prepara risposte più potenti.
Leggi questo post ad hoc per altre frasi.

6. Chiedi ai collaboratori più competenti

“Sacha …
Lo so, che ti senti come se chiedere aiuto fosse una debolezza e allora decidi di fare tutto da solo, senza consultare nessuno.”

“Se vuoi gestire collaboratori più esperti di te, invece di temere la loro conoscenza (e cosa penseranno della tua mancanza di competenza), perché non proviamo invece ad approfittarne?”

Ecco uno dei più grandi errori che un nuovo manager possa fare … non chiedere al proprio team.

In effetti, i dipendenti più competenti possono essere una delle tue migliori risorse perchè hanno esperienza e grandi idee che sono disposti a condividere.

Conoscono ciò che funziona e ciò che non lo fa, hanno visto (e risolto) quasi ogni possibile problema, hanno inevitabilmente visto i processi cambiare di volta in volta.
Conoscono i “meccanismi” meglio di chiunque altro.

È davvero un’ingenuità gestionale non attingere a questa risorsa fantastica,
questo “mare” di risorse, informazioni e soluzioni.

Quindi,
prenditi del tempo con ciascuno dei tuoi collaboratori, osserva il loro lavoro quotidiano e fai molte domande.
Imparerai più da loro che da un master specialistico.

7. Rispetta i tuoi collaboratori

“Non potranno mai toglierci il rispetto per noi stessi,
se non saremo noi a darglielo.”

Mahatma Gandhi

Fai sapere ai tuoi dipendenti quanto apprezzi la loro conoscenza e saranno più ricettivi alla tua leadership.

Se vuoi gestire collaboratori più esperti, prenditi il tempo per conoscere i dipendenti come persone.

Scopri come si sono trovati in questo posto di lavoro, cosa li eccita e come preferiscono essere gestiti. Potresti essere sorpreso nello scoprire che condividono gli stessi tuoi valori, aspirazioni ed esigenze.

Come giovane leader, se gestisci il tuo team in modo efficace, fornisci la formazione di cui hanno bisogno, sai riconoscere i successi, se farai bene il tuo lavoro, otterrai il rispetto e la stima che meriti.
Diventerai inevitabilmente un leader più forte e il punto di riferimento di tutto il team.

La competenza è importante, ma non meno fondamentale di altri fattori come la motivazione, il rispetto, l’integrità e la passione.

Sii rispettoso, curioso e di mentalità aperta.

Per diventare il leader, gestire collaboratori più esperti e che ne sanno più di te, è necessario guidare le persone e non concentrarsi solo sui compiti da eseguire e sulle mansioni da gestire.

Devi andare oltre a distribuire incarichi,
inviare messaggi di posta elettronica e assicurarti che ognuno faccia il suo lavoro.

La vera leadership viene da chi sei, non solo da quello che dici o fai.

Sacha nel frattempo ha fatto coaching sul suo approccio di leader.

Durante le sessioni ci siamo concentrati soprattutto sulla pressione interna (di voler dimostrare e sentirsi apprezzato dai più anziani) che rischiava di trasformarsi in un clamoroso autogol.

Grazie ai colloqui individuali (che avevamo preparato insieme) ha scoperto che i tanto temuti collaboratori anziani erano più stimolati dallo sviluppo di nuove tecnologie e non volevano occuparsi di riunioni, budget, disciplina e tutti i doveri del ruolo di supervisore.

Anzi, erano ben felici dell’operato di Sacha che ritenevano molto rispettoso, disponibile e … competente.

Gestire collaboratori più esperti di te .. come farebbe un grande leader! – 1

gestire collaboratori più esperti

“Oddio, non ce la farò mai!
Come faranno a rispettarmi questi?
”.

Ecco la prima cosa che ha pensato Sacha appena scoperto che alcuni collaboratori avevano (oltre i capelli sale-e-pepe) alle spalle esperienze significative.

E lui, giovane e (forse ancora) impreparato a questo palcoscenico, stava assumendo il ruolo di supervisore diretto.

” … tutti noteranno la mia non-competenza”

“Quando avranno domande, verranno da me per una soluzione.
Siccome non darò alcuna risposta a nessuna di queste domande, tutti si accorgeranno del buco nella mia competenza.

“C’è così tanto da sapere, tante competenze da mettere sul tavolo, ogni nuovo incarico sembra un compito impossibile, ogni minuto penso di essere scoperto che non sono all’altezza.”

“Sento un forte disagio.
Mi sono subito pentito di aver accettato il lavoro,
ho maledetto il mio reclutatore che ha fatto un errore assumendo la persona sbagliata per questo lavoro.”

“Bene Sacha, cosa vuoi fare?
Vuoi sfruttare al meglio questa situazione difficile?
Vuoi riconquistare il tuo contegno?
E la tua voglia di successo?”

” … hai capacità, voglia d’imparare e di metterti in gioco …”

“Sicuramente non saprai tutto della tua nuova società o del funzionamento di un software gestionale, ma hai capacità, voglia d’imparare –altrimenti non avresti preso contatto con un coach – e hai avuto una pur breve esperienza di gestione di persone.

Che ne dici, partiamo da qui?”

Siamo partiti.

Esercitare la tua autorità quando si tratta di gestire collaboratori più esperti,
non è cosa scontata.

È facile …
sentirsi intimiditi, bloccati, preoccupati e pensare che qualcuno potrebbe rilevarsi geloso e irrispettoso nei tuoi confronti (per questa posizione così ambita).

L’importante è non permettere a questi pensieri d’incunearsi nel tuo stile di gestione,
lasciare andare le tue supposizioni, controllare le tue emozioni e comunicare fiducia nelle tue capacità.

Ecco alcuni spunti per navigare in questa situazione e gestire collaboratori più esperti, che ne sanno più di te:

1. Riconosci la differenza di competenze se vuoi gestire collaboratori più esperti

“Come posso sperare di comandare sugli altri, se non ho il pieno controllo su me stesso?”
François Rabelais

Se ti trovi in una posizione in cui i tuoi collaboratori ne sanno più di te, è fondamentale …
ammettere (a te stesso) di non sapere!

Quando riconosci i tuoi limiti (e li accetti) sei molto più predisposto a capire e ascoltare gli altri.

La comprensione dei propri limiti è fondamentale.
Conoscere i propri limiti è il primo passo per poterli superare.

2. Evita di dimostrare a tutti i costi chi è il capo

Se vuoi a tutti i costi dimostrare che sei il leader, vuol dire … che non lo sei.
Almeno non ancora.
Devi lavorare sulla tua leadership.

La tendenza naturale quando devi gestire collaboratori più esperti è voler dimostrare (a tutti i costi) chi detiene lo scettro del potere.

Voler dimostrare (ossessivamente) il tuo valore,
metterla sulla competizione, sulla bagarre, crea un’atmosfera pericolosamente competitiva che può diventare una spirale di comportamenti insubordinati.

Alla fine chi rischia di pagarne il prezzo più alto … sei tu!
Altro che gestire collaboratori più esperti …

3. Dimostra a tutti chi è il capo

No, nessun errore di scrittura.

Ripeto, nessuna lotta senza-esclusione-di-colpi per dimostrare la tua autorità.

Non devi chiedere il rispetto …lo devi guadagnare,
meritare.

Ascolta i pareri e i consigli dei tuoi collaboratori, senti cosa vorrebbero cambiare.
Mostra rispetto per le loro opinioni e chiedi feedback sulle tue idee … mantenendo la tua autonomia di pensiero e d’azione (guai a perderla!), poi decidi e agisci di conseguenza.

Non mollare il timone decisionale.
Che nessuno abbia un solo dubbio su chi è il capo!

gestire collaboratori più esperti

4. Non delegare senza controllare

Ecco cosa era successo …
Sacha accortosi di non avere quella particolare abilità, decide di delegare la pendenza a un suo collaboratore, quello che riteneva più fidato e competente.
Una “santificazione” del collaboratore, che si è sentito indispensabile e necessario. Bene!
Questione sistemata?
Uhmm …

Sembra una buona idea,
infatti lo è stata … all’inizio.
Purtroppo è solo questione di tempo.

È rischioso porre fede incondizionata nel collaboratore, senza verificarne il processo e controllarne il lavoro.

Quando la situazione va fuori controllo, è troppo tardi, il danno è fatto … non serve più scaricare la colpa sul subordinato.

Se diventi “prigioniero” dei collaboratori, non importa quanto cerchi di nascondere la tua “dipendenza” … si trasmette, esce fuori e influenza tutto l’ambiente.

Inoltre, questa “glorificazione” di un singolo distrugge il lavoro di team. Gli altri membri del team si sentono sottovalutati e traditi.
Il manager impreparato rileva così debolezza e perdita di leadership.

10 abilità che ogni team leader eccellente dovrebbe potenziare – 2

leader eccellente

5. Comunicare in modo chiaro le priorità

Tu sai (esattamente) cosa vuoi dai tuoi collaboratori.
Ma loro lo sanno?

Di solito, il team non sa esattamente che cosa è fondamentale per i loro dirigenti.
I dipendenti non possono svolgere bene le loro mansioni se non conoscono le priorità.
Quali sono le tue?
La precisione, la soddisfazione del cliente?
La vendita a ogni costo?
Un servizio impeccabile?

Qualunque siano le tue priorità,
comunicale in modo chiaro e semplice.

Evita di utilizzare un linguaggio dispersivo (pieno di “un po’, quindi…, stavo pensando”) che potrebbe indebolire il tuo modo di comunicare.
Esercitati a trasmettere messaggi sintetici e a utilizzare un linguaggio più incisivo, stimolante e orientato all’azione.

Se un collaboratore non ha soddisfatto il tuo standard, concentrati di più su cosa deve essere fatto per migliorare piuttosto che su ciò che non ha funzionato.

6. Risolvere i conflitti in modo produttivo

Perché è importante dedicare molta attenzione ai rapporti,
contrasti e conflitti nel tuo luogo di lavoro?

I conflitti possono rovinare i rapporti personali, creare un ambiente negativo, ostacolare la produttività,
distruggere il lavoro di squadra e causare un calo di fatturato.

Il conflitto sul lavoro è naturale e inevitabile ma ci sono tecniche e abilità che possiamo imparare per trasformare conflitti distruttivi in accordi costruttivi.

Ricorda che le persone oggi possono determinare il successo o l’insuccesso della tua carriera.

7. Coinvolgere tutto il team

Per diventare un team leader eccellente, è necessario che tu coinvolga i tuoi collaboratori nel processo decisionale, incoraggiandoli a suggerire modi nuovi o alternativi di fare meglio le cose.

Non decidere tutto da solo, promuovi un lavoro di squadra.

Fai domande stimolanti, del tipo: “Questo è il nostro problema, tu come lo risolveresti?” oppure
“Non stiamo andando bene in quel settore, tu cosa faresti?”.

Incoraggia le persone del tuo team al dialogo, ascolta quello che hanno da dire e poi valuta i loro suggerimenti, mantenendo sempre la tua autonomia di pensiero e di azione.
Guai a perderla!

I collaboratori che contribuiscono con nuove idee si sentono ancora più coinvolti e motivati.

8. Dare obiettivi specifici

Motiva al massimo dando obiettivi specifici e quantificabili a ogni singolo collaboratore.

Diventa un supporto attivo e concreto per ognuno di loro.
Chiedi di cosa hanno bisogno per raggiungere i loro obiettivi.

Aiutali a elaborare un piano d’azione e a rimuovere i possibili ostacoli che possono trovare sul cammino.
Sostienili e incoraggiali costantemente.

9. Delegare con efficacia

Il team leader eccellente e vincente sa allentare un po’ il controllo,
e delegare con efficacia.

Non disperdere energie preziose.
Troppo spesso, quando vuoi seguire ogni dettaglio della gestione, in breve tempo,
ti ritrovi stressato e oberato di lavoro, perché stai tentando di fare tutto da solo.

Il risultato è che i dipendenti non si assumono mai responsabilità, si sentono disimpegnati e si demoralizzano.
Delegare ti permette di focalizzarti sulle priorità e sulle azioni importanti e di essere sempre dinamico, lucido e propositivo.

Solo perché un tuo collaboratore o dipendente non ha le competenze per portare a termine un compito difficile, non significa che non possa imparare.

10. Ascoltare di più è il mantra del leader eccellente

Imparare ad ascoltare è il segreto per avere una comunicazione davvero efficace.

Non dare per scontata quest’abilità per il solo fatto di sentire ciò che l’altro sta dicendo.
Ascoltare è capire il messaggio nel suo giusto contesto.

Il tuo collaboratore desidera essere ascoltato con attenzione, vuole sentire la tua partecipazione e la tua empatia.
Più percepisce il tuo reale interesse nei suoi confronti, più aumenta il suo desiderio di comunicare e di interagire con te.

Ascolta i bisogni dei tuoi collaboratori, le loro perplessità, i loro dubbi, senti cosa vorrebbero cambiare e poi agisci di conseguenza.

Se sai ascoltare i tuoi collaboratori vuol dire che sei una persona sicura di te, non ritieni di aver la soluzione per tutto e per tutti e non hai paura del confronto.
Un vero leader!

In definitiva,
se vuoi diventare un team leader eccellente, è necessario saper creare entusiasmo nel tuo luogo di lavoro, coinvolgere e motivare i tuoi collaboratori per raggiungere, insieme, grandi obiettivi.

10 abilità che ogni team leader eccellente dovrebbe potenziare – 1

leader eccellente

La pressione della competitività ti spinge a muoverti più velocemente,
produrre maggiori risultati in meno tempo e con meno personale.

Le persone e le cose si muovono veloci.
I problemi non si possono rinviare, gli errori hanno conseguenze e costi importanti.

Sei il team leader e sei direttamente coinvolto.
Sei in prima linea, in campo, lì nel mezzo, dove la pressione si fa sentire!

Per superare queste sfide devi sviluppare al meglio le tue doti personali, saper motivare e ispirare i tuoi collaboratori a fare del loro meglio per raggiungere grandi obiettivi.

Il team leader eccellente ha, prima di tutto, grandi competenze nel rapportarsi alle persone.

Ecco 10 abilità che ogni team leader eccellente dovrebbe potenziare,
fallo anche tu:

1. Gratificare i collaboratori

Le persone vogliono essere tenute nella giusta considerazione.
L’autostima è un bisogno umano e si alimenta di riconoscimento e fiducia in se stessi.
La gratificazione è il motore che ci spinge a dare il massimo per ottenere risultati sempre migliori.

Riconoscere ai propri collaboratori il lavoro fatto,
i rischi che hanno preso e i risultati che hanno ottenuto, crea un ambiente di lavoro positivo, motivato e molto produttivo.

Celebra e festeggia con il tuo team.
Siamo talmente focalizzati sul futuro che raramente ci concediamo una pausa per apprezzare e ricordare i successi nel lavoro. Celebrare ti permette di condividere sensazioni positive e di creare coesione e alleanza con il tuo team.

Ogni occasione deve essere l’opportunità per festeggiare con il tuo team.

2. Reggere la pressione e l’imprevedibilità

Vendite “saltate” all’ultimo istante, appuntamenti costantemente rimandati,
un continuo e frustrante adattarsi a un Mercato sempre più imprevedibile.
Viviamo in tempi complessi e incerti.

Per quanto tu possa organizzare e pianificare, ci saranno sempre imprevisti, appuntamenti cancellati, ritardi, emergenze e cambi di programma.
Non sprecare la tua energia e le tue capacità su cose e fatti che non dipendono da te.

Non lamentarti o demoralizzarti, accetta la realtà e concentrati solo sulle prossime azioni da compiere.

Diventa più flessibile!
Organizzati la giornata e pianifica con metodo ma non farlo in modo maniacale e dettagliato!
Lascia uno spazio per l’imprevisto.

3. Creare entusiasmo è un MUST per il leader eccellente

L’arma più potente sulla terra è l’animo umano in preda all’entusiasmo.
Ferdinand Foch

Ti senti un modello per il tuo team?
Hai una personalità dinamica che ispira gli altri?
Sai creare entusiasmo e mostrare sincero interesse per le persone che lavorano con te?
Parti appassionato ed entusiasta già da prima mattina!

Saluta ogni componente del tuo staff con un bel “Buongiorno!” radioso e positivo, dai pacche sulle spalle, fai sentire la tua partecipazione e il tuo sostegno.
Fai in modo che i tuoi collaboratori sappiano che li consideri la chiave del tuo successo.

I leader eccellente non perdono mai l’occasione di essere gentili e motivanti nel comportamento e nelle parole.

4. Creare rapporti di fiducia e di alleanza

Condividi con il tuo team le responsabilità, i compiti e le informazioni e …
il successo.

La condivisione è un grande atto di fiducia e un riconoscimento molto potente per i tuoi collaboratori.
La maggior parte di loro desidera fare un buon lavoro, avere degli obiettivi, condividere le responsabilità e partecipare al successo dell’azienda.

Prendi a cuore gli interessi del tuo staff, i loro problemi personali,
aiutali a bilanciare lavoro e vita privata.

Anche le piccole attenzioni significano molto per i tuoi collaboratori o dipendenti:
i loro compleanni, i nomi dei figli, dire “Ciao, come va?”.

Vedrai come la loro motivazione può salire alle stelle!

leader eccellente

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più sicuro

5. Stabilisci un contatto visivo

Le persone hanno l’abitudine di distogliere lo sguardo, non appena incontrano gli occhi di una persona.
Prova a non farlo.
Mantieni il contatto visivo!

Guarda le persone negli occhi e se qualcuno regge il tuo sguardo, sorridi.
Fai sentire alle persone la tua influenza positiva.
Prendi il tuo tempo.

Questo dimostra fiducia,
ma significa anche un atteggiamento aperto.

Il contatto con gli occhi è difficile per molti,
in particolare per noi uomini, perché può sembrare sfidante.

Se hai difficoltà a guardare negli occhi o mantenere il contatto visivo, fissa il tuo sguardo tra gli occhi dell’altra persona (proprio esatto lì, tra le due sopracciglia).
Nessuno sarà in grado di dire dove effettivamente stai guardando.

Ricorda di sorridere quando mantieni il contatto visivo …
guardare in modo impassibile può essere molto inquietante.

6. Utilizza una stretta di mano ferma ma delicata

Siamo tutti molto attenti al modo in cui qualcuno ti stringe la mano.
Una stretta di mano molliccia farà probabilmente perdere istantaneamente punti.

Se una persona ti sta dando la mano a “pesce morto”,
non premere troppo forte.

Stabilisci un contatto visivo quando stringi la mano di qualcuno.
È un buon modo per apparire più sicuro di te!

Se non lo fai, la persona può pensare che non sei attento,
non hai rispetto per lui/lei o hai qualcosa da nascondere.

Guarda negli occhi di qualcuno abbastanza a lungo da memorizzarne il colore.
Non fissarla, sorridi.

7. Posizione del corpo adeguato se vuoi apparire più sicuro

Come poni il tuo corpo rispetto a quello della persona con cui stai parlando,
farà la differenza nel modo in cui sarai percepito.

La posizione adeguata combinata con una postura efficace è …
molto potente!

Quando parli con qualcuno, “apri” la tua posizione,
posiziona il tuo corpo in modo tale da essere aperto e “vulnerabile”.

Non coprirti il petto con le braccia, non flettere,
Significa fiducia e incitamento.

“Punta” il tuo corpo verso la persona con cui stai parlando,
un’angolazione diversa può significare fuga, paura, insicurezza e sfiducia.

È un cambiamento sottile,
ma “rivolgere” il tuo corpo verso il tuo interlocutore farà la differenza.
Ti farà apparire più sicuro di te!

8. Mostra il tuo “lato” piacevole

“Puoi mantenere un sorriso autentico solo per un po’,
dopodiché è solo denti.”

Chuck Palahniuk

Sorridere è uno dei più potenti segnali non verbali.
Toglie dal viso quell’espressione crucciata e nervosa, che rende il viso delle persone infastidito o arrabbiato.

È solo un’impressione,
che forse non rispecchia la realtà,
ma probabilmente non parleresti a una persona con quel tipo di espressione sul viso.

Assicurati che il tuo viso a riposo (ad esempio quando lavori al PC) sembri rilassato.

Questo non significa avere il sorriso stampato tutto il tempo,
fare il “piacione” o ancora peggio mostrare un sorriso di circostanza ma esibire un leggero sorriso sul viso per incoraggiare le persone a interagire con te.

più sicuro

9. “Trattieni” il sorriso

Le persone sicure di sé sorridono perché sono felici e non hanno paura di mostrarlo.
Regala alle persone che incontri un sorriso sincero.

Se il tuo viso, la tua bocca e i tuoi occhi non sono parte del sorriso,
vuol dire che stai utilizzando un sorriso di circostanza.

E’ il classico tipo di sorriso che utilizzi quando non ti senti veramente a tuo agio,
non hai voglia di sorridere ma lo fai forzatamente solo per apparire cortese.

“Aggancia” gli occhi dell’altra persona, nota il colore dei suoi occhi e poi sorridi.
Attendi che sorrida di nuovo e poi “trattieni” il tuo sorriso per due secondi in più di lui/lei.

Sarai stupito dal legame che si crea.
Le persone non potranno non notare qualcosa di “diverso” e si ricorderanno sicuramente di te.

Spesso,
dimentichiamo come un sorriso possa avere un impatto positivo quando incontriamo le persone.
Sorridere è un segnale potente.

Sorridere (in modo genuino) invia l’idea “Che bello conoscerti‘”.
Trasmette “Si, sono sicuro di me”.

9 linguaggi del corpo che ti renderanno istantaneamente più sicuro di te – 1

più sicuro

Alcuni giorni … proprio non va.
Ci sentiamo ansiosi, sopraffatti, “non abbastanza”.
Sai di cosa sto parlando!

Il punto è che non c’è tempo per recriminazioni o rassegnazioni:
dobbiamo subito ripartire (e bene) … sembrare subito più sicuri … il lavoro lo richiede,
il ruolo lo reclama … lo pretende!
Che cosa serve?

Un po’ di autocontrollo e un pizzico di strategia

Utilizza questi semplici spunti per una pronta reazione, una presa di posizione e di carattere,
che ti permette di apparire subito più sicuro e di superare il momento di empasse.

La cosiddetta comunicazione non verbale viene curata di rado,
eppure ha una grandissima importanza sull’efficacia della nostra comunicazione,
anche quando non parliamo.

Ci sono dei gesti, delle posizioni e degli atteggiamenti che possono dire molto sulla nostra personalità,
così come delle nostre intenzioni e dei nostri giudizi.

Ecco 9 linguaggi del corpo che le persone di successo “usano” spesso,
e che dovresti adottare subito (anche tu) se vuoi apparire una persona piacevole e sicura di te:

1. Stai dritto

Per apparire più sicuro di te,
raddrizzati. Subito!

Tieni i piedi larghi all’altezza dei fianchi,
“stirati” verso l’alto il più possibile, immagina di essere tirato all’insù da una cordicella.
Conserva la “sensazione di altezza” ma rilassa le spalle, tirandole leggermente indietro.

Tira indietro le scapole e ”apri” il petto.
Solleva il mento leggermente, mentre cammini.
Non inclinare la testa di lato.

Non appoggiarti (a una parete, alla porta, la scrivania, ecc.), perché significa passività e insicurezza.

Tante ore davanti al computer, rendono le spalle curve,
Tieni le spalle dritte, ma rilassate il più possibile,
anche quando sei seduto.

2. “Espanditi” se vuoi apparire più sicuro di te

“In tutte le specie animali,
la postura espansiva, aperta che occupa più spazio è associata con potere e dominio”.

dice la psicologa americana Amy Cuddy.

In uno studio che ha condotto,
la psicologa americana ha scoperto che simulando una posizione dominante – dopo appena due minuti – c’è un aumento di testosterone e diminuzione di cortisolo.

Se è possibile,
prima di entrare in una stanza (per un colloquio, un meeting, una riunione, ecc.) prenditi un paio di minuti per metterti in una “posizione di potere”, con le gambe divaricate e le braccia tese sopra la testa, fino a dove puoi arrivare.

Sarai piacevolmente sorpreso dalla sensazione di maggiore potenza che questa piccola abitudine ti darà.
Salvo che non desideri attirare l’attenzione divertita di qualcuno,
meglio trovare un luogo riservato (va bene anche la toilette, se non trovi altro).

3. Posiziona i tuoi piedi in modo adeguato

La posizione dei tuoi piedi la dice lunga su di te.

Non è una scienza esatta,
ma mettere i piedi più vicini (o incrociati) significa generalmente insicurezza,
mentre una posizione più ampia, indica sicurezza.

Cerca di adottare una posizione in cui i tuoi piedi siano leggermente più larghi dei tuoi fianchi.

4. Rallenta

Quando siamo ansiosi,
oppure abbiamo un momento di disagio, può essere efficace parlare e muoversi più lentamente.

Anche se potrebbe sembrare troppo lento, va bene così,
è solo questione d’abitudine.

Controlla la lunghezza dei tuoi passi.
Passi regolari e cadenzati,
piuttosto che passi veloci, frettolosi o frenetici.

Non aver fretta e ricordati di mantenere la postura del corpo allineato.
Questo incedere lento,
questa serie ordinata e lineare di movimenti ti farà apparire subito più sicuro e fiducioso.

Alza il mento e guarda dritto,
non guardare in basso mentre cammini.

7 metodi infallibili per fare scappare i collaboratori migliori – parte 2

errori dei manager

errori dei manager

5. Mancanza di considerazione

A chiunque farebbe piacere sapere che sta lavorando bene.
Eppure…

Perché non chiediamo mai (a chi lavora con noi) pareri e feedback?
Perché tratteniamo le informazioni e non le condividiamo?
Condividere le informazioni è un grande atto di fiducia e un riconoscimento molto potente per chi lavora con te.

Distribuire le varie responsabilità,
condividere le informazioni è un attestato di fiducia per i collaboratori …
è come dire a ciascuno di loro “Io mi fido di te”.

Quando i leader sono trasparenti, sinceri e onesti,
le persone sono motivate.

I dipendenti che non si sentono compresi e apprezzati (per i loro sforzi) perdono gradualmente entusiasmo.

Ricevere solo disposizioni dall’alto, senza partecipare (pur minimamente) al processo decisionale,
fa sentire le persone senza importanza,
inutili. Uno dei maggiori errori dei manager!

6. I favoritismi sono uno dei principali errori dei manager

In Paradiso si entra per favoritismo. Se si entrasse per merito, tu resteresti fuori ed il tuo cane entrerebbe al posto tuo.
Mark Twain

Spesso (forse senza rendercene neanche conto),
coinvolgiamo sempre e solo le stesse persone… manifestando le nostre preferenze in maniera evidente.

È naturale e normale,
sentire maggiore feeling e simpatia per alcune persone rispetto ad altre,
ma se poi dimostriamo faziosità, promuoviamo non il migliore ma il più fortunato o il più raccomandato,
perdiamo la stima di tutto il team e creiamo demotivazione.

Naturalmente ci sono collaboratori che sono e devono essere più coinvolti rispetto ad altri ma è necessario coinvolgere (con le dovute differenze) ogni membro del tuo team.

È importante dimostrare che viene promosso chi davvero svolge il proprio lavoro con costanza,
impegno e professionalità.

Leggi questo post per approfondire.

7. Tutto è dovuto

Se vuoi essere proprio sicuro di generare genera noia e sensazione di inutilità nel tuo team,
c’è una cosa semplicissima che puoi fare… anzi non fare.
Non fare niente.
Semplice no!

Aspettarsi che il lavoro venga fatto impeccabile come sempre, come se tutta la fatica non contasse nulla,
considerare i risultati ottenuti come qualcosa di dovuto, scontato,
semplicemente il frutto del lavoro.
E ci mancherebbe …

Non dire “Per favore” e “Grazie”.
Tutto è dovuto.
Ecco uno dei fondamentali errori dei manager.

Eppure spesso sono proprio i complimenti,
le gratificazioni e le ricompense (non per forza economiche) a stimolare il dipendente a crescere e non cambiare azienda.

“Grazie”e “Per favore” sono parole che si sentono sempre meno (non solo in ambito lavorativo),
nonostante racchiudano un grande valore positivo,
soprattutto nei momenti più difficili.

Leggi questo post per approfondire!

errori dei manager

Nella gestione del team devi dare un valore aggiunto

Se gestisci un team (piccolo o grande, non fa differenza), quando operi a contatto con le persone,
se il tuo successo dipende dai collaboratori che gestisci,
devi riuscire a dare un valore aggiunto.

Devi prendere coscienza dei mutamenti, adattarti a questi cambiamenti e porti domande su come migliorare e approcciare con più efficacia i tuoi collaboratori,
attraverso la comunicazione, i gesti e i comportamenti.

A volte,
una stretta di mano e un semplice “Grazie” o “Ottimo lavoro!” detto con sincerità,
guardando negli occhi il tuo collaboratore possono fare piccoli miracoli motivazionali!

Pochi considerano la gestione del team un valore o un’area strategica su cui investire.
Chi lo fa, vince!

errori dei manager

7 metodi infallibili per fare scappare i collaboratori migliori – parte 1

errori dei manager

Quali abilità deve avere un manager per definirsi competente?
Un modo affrettato e semplicistico di rispondere potrebbe essere: ottenere buoni risultati.
E senz’altro è (anche) vero.

È certamente utile comprendere cosa-fanno i manager di successo, ma altrettanto importante è conoscere cosa-non-fanno. Quali sono i principali errori dei manager.

Un buon manager è anche quello che non lascia fuggire i migliori talenti.
Infatti, non sono pochi i collaboratori che decidono di licenziarsi o di cambiare azienda proprio a causa dei propri superiori.

Ecco 7 metodi infallibili che provocano la fuga dei dipendenti migliori (e i concorrenti sentitamente ringraziano):

1. Rapporti professionali freddi

Che cosa trasmetti,
che cosa percepisce una persona quando entra nel tuo ufficio?
Avverte un’attenzione particolare, la tua partecipazione,
la tua disponibilità?

Oppure rimane la gelida sensazione di essere accolto con sufficienza,
indifferenza o risentimento (sembra che si sta disturbando)?

Non sono pochi i responsabili di team che mi contattano,
lamentando problemi di rapporti con i collaboratori, con tutto il seguito di conflitti,
scarsi risultati, bruciori di stomaco e… notti insonni.

Distinguiamo professionalità e comportamento.
Allo stesso tempo puoi essere professionale e competente ma anche gelido,
scortese o scostante.

Le soddisfazioni emotive (riconoscimento, disponibilità, apprezzamento, empatia, ascolto, ecc.)
sono quelle più gratificanti ma anche quelle più sensibili e “pericolose”,
quando non sono soddisfatte.

Cerca di essere un team leader empatico e comprensivo, disposto all’ascolto,
capace di dialogare con i propri dipendenti,
alleggerisci la pressione e invoglia a parlare dei problemi … prima che sia troppo tardi!

2. Il micro-management è uno dei principali errori dei manager

I dipendenti migliori sono quelli che possono lavorare in autonomia,
perché sono in grado di autogestirsi senza nette direttive.

Allora che senso ha pretendere di verificare la corrispondenza, le mail,
di bloccare tutto finché non dai il tuo “OK”,
anche per questioni di secondaria importanza?

Lo sai che così facendo, limiti la capacità delle persone, scoraggi l’iniziativa,
blocchi la motivazione, la crescita professionale?

Se sei riluttante a delegare,
ti concentri sui dettagli e scoraggi le persone nel prendere l’iniziativa,
è facile che diventi “il collo di bottiglia” della tua attività e il motivo principale della fuga dei tuoi migliori collaboratori.

3. Azioni senza motivo

Sono sicuro che le azioni che proponi abbiano una ragione e uno scopo …
ma se le conosci solo tu… per il tuo team diventa demotivante e scoraggiante.

Le persone che lavorano con te hanno bisogno di conoscere lo scopo, il fine o il traguardo più alto.
Se non capiscono il significato del loro lavoro,
perdono passione ed entusiasmo.

I collaboratori (che lavorano per raggiungere obiettivi) che inaspettatamente vengono spostati … sentono spegnere il loro fuoco motivazionale.

Se imposti scadenze e obiettivi non realistici, le persone rinunciano;
stai demotivando i tuoi collaboratori perché le persone sono consapevoli che non potranno mai raggiungere quel traguardo impossibile.
Già alla partenza.

Senza scopo,
le ore di lavoro sono prive di significato.

4. Incoerenza

“Credo ciò che dico, faccio ciò che credo.”
Victor Hugo

Per uccidere la fiducia delle persone in un colpo solo – e senza possibilità di espiazione – è sufficiente …
non mantenere la parola data.

Non sono pochi i lavoratori che si lamentano di un’opportunità promessa che non si è mai materializzata o del proprio capo che ha preso credito per il lavoro…
fatto dai collaboratori!

Onestà, integrità e fiducia sono assolutamente essenziali per la gestione del team e per il successo professionale.
L’incoerenza è un boccone amaro da digerire.
Per tutti.
È uno dei principali errori dei manager.

Foto: Kaz

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9 spunti per diventare un modello agli occhi dei tuoi collaboratori

grande leader

Siamo tutti impreparati ad affrontare – la prima volta – la gestione di un gruppo di persone.
Ignoriamo o sottovalutiamo le difficoltà oppure reagiamo male di fronte ai problemi che incontriamo.
Con eccessiva rigidità o poca fiducia, oppure al contrario…
eccesiva sicurezza e blanda severità.

Per diventare un grande leader,
è necessario guidare le persone e non concentrarsi solo sui compiti da eseguire e sulle mansioni da gestire.

Devi andare oltre a distribuire incarichi,
inviare messaggi di posta elettronica e assicurarti che ognuno faccia il suo lavoro.

La vera leadership viene da chi sei,
non solo da quello che dici o fai.

Ecco come diventare – agli occhi dei tuoi collaboratori – un grande leader e un modello da seguire:

1. Indica la direzione

I tuoi collaboratori vogliono sapere che c’è un futuro.
Vogliono esser certi che c’è una meta.
Vogliono sapere dove-si-deve-andare.

Devi mostrare una visione, motivare e ispirare le persone a seguirti.
I dipendenti più impegnati sono quelli che hanno fede nella visione dei loro capi,
generando così ottimismo e una maggiore produttività.

Un gruppo con un leader indeciso non ha direzione.
Un team senza una direzione,
è sopraffatto da incertezza e paralisi.

2. “Tira” fuori il meglio dalle persone

“Se le tue azioni ispirano gli altri a sognare di più, imparare di più, fare di più e diventare di più, sei un leader.”
John Quincy Adams

Non parlare sempre di quello che i tuoi collaboratori non riescono a fare.

Concentrati piuttosto sui loro punti di forza,
aiuta (davvero) i tuoi collaboratori ad avere successo.

Porta pazienza,
e sfrutta ogni opportunità per aiutare il tuo team a crescere e svilupparsi.

Anche quando sbagliano, dai tempo,
concedi altri tentativi. Dagli errori arrivano i miglioramenti.

Chiediti spesso:
“Sto facendo il meglio per il mio team?“,
“Come posso aggiungere valore?”
.

3. Interessati (davvero) alle persone

Occupati del tuo team come fossero … persone!
Questo non significa che devi coccolare o adulare ma semplicemente “entrare in contatto” (anche) a livello personale con chi lavora con te.

I grandi leader si preoccupano della “loro gente”.

I tuoi collaboratori devono sapere di poter contare su di te nel momento del bisogno.
Mostrati come qualcuno che ha (veramente) a cuore le persone e che vuole costruire un impatto positivo nella vita degli altri.

4. Dimostra integrità

Dimostra integrità, onestà e capacità.
In tutto quello che fai.
Devi comportarti in maniera coerente e affidabile, essere trasparente quando si tratta di etica e valori.

Non devi desiderare di “avere ragione”,
ma piuttosto di “fare la cosa giusta“.

5. Dai speranza

Speranza.
Desiderio.
Sogno.
Non solo devi offrire stabilità e fiducia,
ma anche la motivazione che permette alle persone di affrontare le situazioni più impegnative e guardare al futuro con ottimismo e convinzione.

Ricorda che nei momenti difficili, di cambiamenti organizzativi o di gestione,
mostrare speranza è fondamentale.

grande leader

6. “Costruisci” la fondamenta dei tuoi rapporti sulla fiducia

La fiducia è uno dei pilastri fondamentali della leadership.
Le persone non tollerano la disonestà.
Quando la fiducia del “popolo” è persa, non può più essere recuperata.

Fiducia, comunicazione, sostegno e rispetto sono alla base di tutte le relazioni solide e ben funzionanti.
La capacità di fidarsi è essenziale e non puoi permetterti di darla per scontata.

La fiducia è influenzata più dalle azioni che dalle parole.

Solo se le tue azioni saranno coerenti con le tue parole,
le persone avranno fiducia in te.
Nella tua leadership.

La costruzione richiede tempo,
la distruzione pochi secondi.

7. Bilancia forza e umiltà

Leadership è un delicato equilibrio di vera fiducia e genuina umiltà.

Un grande leader non dimentica mai da dove è venuto o non si prende troppo sul serio.
Non considerare il tuo successo come il risultato di uno sforzo solitario ma riconosci il contributo di tutta la tua squadra.

8. Resta calmo e freddo anche sotto pressione

Sicurezza.
Forza.
Sostegno.
L’ignoto crea disagio.

In questi tempi così caotici,
può essere difficile trasmettere stabilità e sicurezza.

Il tuo team ha bisogno di rassicurazioni, vuole sapere che hai una presa salda sul timone,
anche nel bel mezzo di una tempesta.

Leggi il mio post “14 mantra per ritrovare fede e forza nella tua leadership”.

9. “Porta a casa” il risultato

Resta concentrato – con tutte le tue energie – sul risultato.
Non farti fregare dalla tentazione di essere dispersivo, allentando così la presa dall’obiettivo.

Inquadra il bersaglio.
Resta determinato, fai i sacrifici necessari per raggiungere lo scopo.

Non ti scoraggiare, trova soluzioni ai problemi.
Mantieni un atteggiamento vincente,
supera le difficoltà e prosegui nel cammino per la realizzazione dei tuoi sogni.

Essere un grande leader: titoli e competenze non bastano

Un cliente mi ha detto:
“Sono il direttore, ho il mio ruolo, le competenze …
non vedo perché il mio team non dovrebbe fidarsi e seguirmi.”

Titoli e competenze sono importanti,
ma non diamoli per scontati.
A questo punto la domanda è: perché la gente dovrebbe seguirti?
Te lo sei mai chiesto?
Se diventare un grande leader è una delle tue aspirazioni, inizia a chiederti, in totale onestà:
“Perché le persone dovrebbero seguirmi?”.

Vuoi diventare leader? 7 zavorre che devi mollare se vuoi salire in alto

diventare leader

È luogo comune pensare che per ottenere successo, diventare leader, bisogna fare qualcosa.
Questo è (anche) assolutamente vero!

Ma per avere successo nel lavoro oltre a fare-di-più è fondamentale anche togliere.
Diminuire. Alleggerire.
Sgravare.

Per diventare leader è necessario sbarazzarci dalle zavorre (soprattutto quelle emotive) che ci portiamo sulle spalle.
Spesso sono loro a tenerci ancorati e a impedirci di volare!

Per volare in alto, devi pesare poco,
più sei “leggero”, più sali!

Ecco 7 pesi che devi mollare subito se vuoi ottenere più successo,
e diventare leader:

1. Abbandona l’onere di dover avere sempre tutte le risposte

“Nessun uomo sarà mai un grande leader se vuole fare tutto da solo,
o prendersi tutto il merito per averlo fatto.”
Andrew Carnegie

Pensi a un leader come a un eroe infallibile,
risolutore di problemi e quesiti difficili?

Anche i migliori leader imparano dagli altri.
Anzi.
I grandi leader hanno una chiara consapevolezza dei propri limiti.

Sanno che il successo è uno sport di squadra e per questo cercano di “riunire” attorno a loro persone appassionate ed eccellenti nelle diverse aree di competenza.

I grandi leader ascoltano più di quanto parlano.

Ascoltano con l’obiettivo di capire e non di rispondere.
Riesci a vedere la differenza?

2. Liberati del pesante fardello di non dover sbagliare mai

I grandi leader fanno errori come tutti.
Come me e come te.

In realtà anche più visibili,
perché prendono decisioni con conseguenze che (se negative) sono sotto-gli-occhi-di-tutti.

Tuttavia, ciò che differenzia un grande leader dagli altri è ammettere candidamente i propri errori e le lezioni che ha appreso.

Il grande leader sa che il fallimento è una parte essenziale del processo di esplorazione,
scoperta e innovazione.

Se non fallisce resta attaccato agli approcci del passato.
Non può imparare, evolvere e crescere.

Se le tue azioni non saranno piene di curiosità ed esplorazione,
perché hai tanta paura di fallire o non sei disposto a provare qualcosa di nuovo,
difficilmente diventeranno incisive.

3. Abbandona l’idea di dover essere sempre brillante e carismatico

Per diventare leader non hai bisogno di una personalità impressionante.
Alcuni dei migliori leader sono molto introversi e con poco charme.

Il carisma non è la qualità assoluta di un leader.
Anche se aiuta ad attirare la gente.

Leadership è saper essere influente.

È la capacità di ispirare le persone.
Se sei affidabile, credibile, integro e stai andando da qualche parte (importante),
vedrai che saranno in tanti a seguirti!

4. Liberati dal pregiudizio che i leader migliori siano uomini

La ricerca suggerisce che le donne tendono ad avere un maggiore potenziale di leadership rispetto agli uomini.

Le ragioni per cui la maggior parte dei leader sono uomini,
sono più legate a pregiudizi, a tradizioni e a “barriere” che hanno impedito alle donne di raggiungere (almeno per il momento, ne sono certo) posizioni di leadership di alto livello.

5. Molla il peso dell’aspettativa di essere amato e popolare

I leader possono essere persone molto sole.
La solitudine è uno dei costi da pagare per essere un leader.

Più sali e più devi vivere sotto la (spietata) luce dei riflettori.
Ci saranno sicuramente riconoscimenti e approvazioni ma anche avversione e invidia.

Anche al tuo livello.

Non devi sorprenderti se pur non essendo un VIP, uno sportivo famoso o un grande imprenditore risvegli gelosie e avversioni delle persone (spesso proprio di quelle che ti circondano).

L’unico modo per evitare le critiche e di essere “gradito” come leader è non prendere decisioni,
non cambiare, non dire e non fare niente.
Ti sembra possibile?

6. Non farti abbagliare, la posizione non ti renderà leader

Leadership è atteggiamento, non (solo) conoscenza.
Anche se studi e ti informi tanto, pensi di sviluppare capacità di leadership?

Se hai l’ufficio più grande (quello all’ultimo piano), hai persone che rispondono ai tuoi comandi,
ottieni obbedienza, pensi di essere un leader?
C’è qualcuno disposto a seguire il tuo esempio?

La vera leadership non si basa sulla posizione o sul grado.
È azione, prestazione, capacità ed efficacia.

Alcuni credono che per diventare leader semplicemente basti un titolo.

Chi non conosce persone collocate (non si sa come – o forse si –) al vertice della leadership che hanno fatto danni,
demoralizzato il personale e distrutto il business peggio della più grande crisi economica.

diventare leader

7. Liberati dal pregiudizio più pesante: leader si nasce

Il mito che leader si nasce, è quello più “utilizzato”, pericoloso e sabotante.

Non sono nato leader.
Quindi perché provarci? Tempo perso.
È inutile, è scritto nel destino, nelle stelle.

Sbagliato.
Alcune persone hanno qualità di leadership innate.
È innegabile.

La ricerca ha dimostrato che solo 1/3 dei cosiddetti modelli di leadership sono “nati leader”,
mentre la maggioranza (i restanti 2/3) “sono diventati leader” attraverso il duro lavoro e il superamento di circostanze straordinarie e difficili.

Diventare leader? Non è solo genetica

Che tu sia un manager di una multinazionale,
un piccolo imprenditore della sua azienda a conduzione familiare,
uno store manager del centro città, il team leader di un gruppetto di collaboratori,
che il tuo staff sia costituito da 1 o 100 persone, poco importa …
per ottenere ottime performance devi prendere sempre più confidenza con la crescita professionale dei tuoi collaboratori e il potenziamento della tua leadership personale.

Le persone oggi possono determinare il successo o l’insuccesso del tuo lavoro o della tua azienda.

La leadership non è una predisposizione genetica.
Adesso lo sai anche tu.
Non hai più scuse.
Ci puoi lavorare.

12 frasi che un grande leader non direbbe mai – parte 2

un grande leader

leggi anche la parte 1 small ...

7. “Spostati, ti faccio vedere come si fa”

Più sali la scala aziendale, meno “lavori” personalmente con un singolo collaboratore,
lo fai attraverso l’intero team.

L’obiettivo è quello di mettere le persone giuste nei posti giusti e consentire loro di avere successo.
Che poi (in definitiva) diventerà il tuo successo.

Anche se hai tutto in mente,
continua a insegnare.

Dai al tuo team un compito chiaro e poi tirati fuori.

Non sentirti in dovere di risolvere tutti i problemi.
Non essere per il team un comodo sgabello,
dove ci si può adagiare per risolvere i problemi.

Puoi aiutare i tuoi collaboratori a raggiungere standard più elevati non-aiutando.

Potrebbe non essere esattamente come faresti,
ma come possono crescere le persone se non li fai tentare?
Fallire e migliorare?

A questo proposito leggi il mio post sull’argomento.

8. “Il fallimento non è un’opzione”

“Vuoi che ti dia una formula per avere successo?
È molto semplice.
Raddoppia il numero dei tuoi insuccessi…
Tu consideri il fallimento il nemico del successo.
Ma non è affatto così… “

Thomas Watson – amministratore delegato di IBM

Ecco una frase usata come slogan motivazionale,
che invece spesso è interpretata dai membri del team come “qui gli errori non sono consentiti”.

Quest’atteggiamento infonde paura di sbagliare nei collaboratori,
riduce la creatività e inibisce l’innovazione.

Un grande leader permette – persino incoraggia – gli errori (non certo quelli dettati da superficialità o incompetenza) per trasformare i blocchi in aperture e gli sbagli in trampolini di lancio.

9. “È impossibile”

Ogni idea è buona?
No, senza dubbio.

Respingere però le idee e le proposte del personale,
bollandole tipo “È irrealizzabile” – “È impossibilenon aiuta certamente il coinvolgimento e l’attaccamento all’azienda.

Quando i tuoi collaboratori sentono che la loro “voce” non è mai ascoltata o non sono coinvolti perdono,
un po` alla volta, entusiasmo e motivazione,
con ovvi effetti negativi sull`ambiente di lavoro e sui risultati.

Questa frase, come risposta a un suggerimento,
trancia di netto ogni possibilità di innovazione e di far-accadere-qualcosa.

Di fronte a un tale suggerimento, se vuoi diventare un grande leader,
dovresti immediatamente chiedere:
“Ok. Ora, come possiamo farlo succedere?”

Questa è una frase che motiverà le persone a lavorare ancora di più per trovare una soluzione.

10. “Non è così che facciamo qui”

I grandi leader non sprecano mai la loro sete per nuove idee.
Non sono bloccati nel passato,
con una forma mentis inflessibile e chiusa.

Sono costantemente alla ricerca di modi per rendere i processi sempre più efficienti.
Non tralasciano mai un suggerimento,
sostenendo che sia qualcosa che non-si-fa o sia impossibile.

I leader forti ascoltano e pensano con una mente aperta,
valutano bene i collaboratori che dimostrano pensiero creativo,
flessibilità e competenze per la risoluzione dei problemi.

Anche se non sei d’accordo con l’idea di qualcuno,
prendi tempo per riflettere e chiedi:
“Questa è un’idea interessante. Come funziona?”
“Questo è un approccio diverso. Discutiamo i pro e i contro”.

Un grande leader non critica mai le persone che fanno domande e cercano di fare le cose in modo migliore.

11. “Non portarmi nessuna brutta notizia o sorpresa”

Non è che così riuscirai a far sparire cattive notizie e sorprese:
nascondendole, stai (semplicemente) creando bombe a orologeria,
che possono scoppiarti in faccia da un momento all’altro.

I grandi capo vogliono conoscere subito le questioni che richiedono un’attenzione immediata.

Vogliono essere i primi a sapere.
Sono loro stessi a creare una cultura lavorativa in cui le persone non nascondono criticità, errori o sorprese,
ma le affrontano subito, con coraggio.

12. “Sei già fortunato ad avere un lavoro qui” – un grande leader non lo direbbe mai

Frase subdola che svilisce,
distrugge l’unità e uccide il morale.

Significa che stai offrendo al tuo collaboratore un favore o il privilegio di lavorare per te.
Aspetta … spetta a lui/lei decidere se è vero.

I migliori leader sono sempre disponibili ad ascoltare anche le lamentele del loro personale.

Scelgono parole specifiche “Siamo fortunati ad averti nel nostro team“;
al fine di massimizzare il potenziale delle persone per ottenere grandi risultati.

Se vuoi essere un grande leader, lascia che siano le azioni a parlare al posto tuo,
anziché il tuo curriculum e il tuo ego.

leggi anche la parte 1 small ...

un grande leader

12 frasi che un grande leader non direbbe mai – parte 1

leader non direbbe mai

La leadership è probabilmente uno dei concetti più chiacchierati ma sicuramente il meno compreso e il più equivocato.

Moltissimi desiderano essere leader.
Molti pensano di essere leader.
Pochi lo sono.

Alcuni sono impreparati perché non sono stati adeguatamente formati.
Altri sono sicuri di poter guidare le persone, sono in posizioni di leadership, ma non ci dovrebbero essere.

Altri ancora hanno raggiunto il loro pieno potenziale e solo con la formazione specialistica (coaching per la leadership) possono alzare il loro livello di una tacca.

Desiderare di essere un grande leader non vuol dire diventarlo

“Per guidare gli altri, cammina alle loro spalle.”
Lao Tse

Desiderare di essere un grande leader non significa averne il carattere,
l’abilità e il coraggio.

Le parole possono stimolare, ispirare e convincere
ma anche allontanare, disorientare e scoraggiare.

Dipende da ciò che diciamo.
E soprattutto da come lo diciamo.
Ci vuole attenzione, moderazione e competenza.

Evita di usare queste 12 frasi con i tuoi collaboratori,
in qualsiasi ambiente di lavoro:

1. “Credi di essere più intelligente di me?”

Ti disturba ricevere domande?
Interrogativi? Dissensi?

Se la tua reazione naturale è quella di attaccare l’interrogatore,
allora potresti rischiare di prendere decisioni sbagliate.

Non perdere la testa quando ricevi critiche.
Un grande leader evita di prendere tutto sul personale.
Non essere paranoico.
Non pensare che tutti stiano cercando di farti prendere una decisione che non vuoi.

Potresti avere ragione,
ma ascoltare un secondo parere non è segno di debolezza.

Se i tuoi collaboratori stanno cercando di dirti che questa decisione non è sensata,
potresti riesaminarla e cambiare la tua idea.
Anche questa è leadership.

2. “Ho lavorato tutto il week end. Tu dove eri?”

Perché continui a raccomandare che i week-end sono preziosi,
che si dovrebbero spendere con la famiglia,
e poi invii mail di lavoro la domenica pomeriggio?

Perché sgrani così gli occhi quando la tua collaboratrice ti chiama per dirti che il suo bambino è ancora malato.
Davvero non sai che i bambini si ammalano così spesso?
Ah! No?

Anche se lavori tanto,
questo non vuol dire che i tuoi collaboratori debbano essere disponibili 24 ore su 24.

Per molti dei tuoi collaboratori l’equilibrio lavoro-privato è una sfida sfiancante che molto spesso li vede uscire perdenti.
Non ti nascondere dietro un “Cosa ci posso fare? È il mio ruolo!“.

Oltre che sbagliate,
queste frasi colpevolizzanti sono controproducenti,
poiché producono un forte stress e peggiorano la qualità del lavoro.

A volte,
basta solo un po’ più di comprensione e un pizzico di simpatia.

3. “Io sono il capo”

Questa frase è spesso utilizzata da dirigenti che hanno bisogno di questo tipo di rinforzo per creare un ambiente di lavoro sottomesso che si basa sull’ansia e sulla paura.

Naturalmente tu sei il capo,
ma dicendolo, utilizzi la tua posizione per sovrastare gli altri.

Se sei un vero leader, non hai bisogno di sottolinearlo tutte le volte.
Tutti lo sapranno.

Se hai bisogno di affermare che sei superiore,
vuol dire non lo sei.

I grandi leader sono seguiti e ammirati,
mentre i dittatori sono temuti e disprezzati.

Non gongolarti davanti al tuo team perché pensi di essere speciale.
Utilizza i vantaggi del tuo ruolo per ispirare e aiutare i tuoi collaboratori o dipendenti a crescere professionalmente.

4. “Non mi hai visto entrare?”

I peggiori leader si aspettano che le persone scattino in piedi ogni volta che fanno il loro ingresso in un ufficio.

Se il tuo team deve fermarsi, mettersi sull’attenti e deviare dal lavoro solo perché sei entrato,
beh, hai un problema!

I leader eccellenti si assicurano di non interrompere il lavoro della loro squadra.
Sono osservatori attenti a riservati.

5. “Sei SEMPRE il solito!” – “OGNI volta sbagli”

I grandi leader sanno che il feedback deve essere riferito a qualcosa di specifico e non a qualcosa di generico.

Fanno attenzione a essere chiari sul cosa-dove-quando:
spiegare le azioni fatte,
i comportamenti avuti o le cose dette.

Un grande leader evita di generalizzare il carattere o il comportamento di una persona in modo negativo.
Usare parole come “ogni volta, sempre, mai, tutti” rischia di trasformare la tua critica in un rimprovero generico molto scoraggiante e demotivante.

un grande leader

6. “Non è colpa mia”

I migliori leader si assumono la responsabilità delle loro azioni.
Si concentrano sulle soluzioni, non sul trovare le colpe,
o peggio scaricarle su altri.

Nessuno ama sentirsi in colpa,
ma un grande leader assorbe il colpo,
si attribuisce la responsabilità e riunisce la sua squadra per trovare una soluzione.

Non puntare il dito su altri,
non fare la solita domanda “Di chi è la colpa questa volta?” (se la colpa è tua).

Se vuoi diventare un grande leader, non cercare scuse e nemmeno giustificazioni.
Non incolpare la gestione precedente, gli altri dipartimenti,
il Mercato o l’incapacità di alcuni membri del team.

I leader eccellenti sanno che è molto più produttivo canalizzare le energie per trovare risposte e soluzioni.

leggi anche la parte 2 small ...

12 spunti per ottenere il rispetto che meriti sul luogo di lavoro – 2

rispetto sul lavoro

rispetto sul lavoro

7. Difendere le persone vuol dire guadagnare rispetto sul lavoro

Hai mai lavorato con qualcuno che ti ha difeso quando hai fatto un errore?
Ti ha appoggiato davanti a critiche ingiuste?
Ha difeso le tue azioni davanti a un dirigente o un cliente?

Se ti è già successo,
probabilmente questo gesto ti avrà lasciato un’impressione molto profonda,
e rafforzato il rapporto e la stima che avevi per quella persona.

Non devi fare l’eroe, il paladino dei diritti dei più deboli,
e neanche rischiare di metterti in cattiva luce con persone-chiave,
ma quando è il caso o lo ritieni giusto, prendere le difese di un collega e di un collaboratore ti farà
guadagnare la stima e il rispetto di tutto il team.

Sono d’accordo con te …
oggigiorno se ne vedono sempre meno di questi semplici gesti,
e sono ad appannaggio di qualche eroe solitario.

Ma potrebbe essere il momento di cominciare,
non credi?

8. Vestiti come se dovessi chiedere una promozione. Ogni giorno.

Il cliché è di vestirsi al lavoro come si preferisce,
ma se vuoi distinguerti e guadagnare più rispetto sul lavoro,
devi farlo con cura e attenzione.

Sono certo che vuoi essere notato per la tua intelligenza, le tue capacità e il tuo talento,
non certo per il vestito di una taglia più grande,
i calzini bianchi, la cravatta che arriva sotto la cintura,
le scarpe consumate o la scarsa igiene personale.

Senza entrare nei particolari di un argomento così vasto,
anche il tuo aspetto personale ha bisogno di dimostrare che oltre a prenderti sul serio,
sei anche al passo con le più recenti tendenze moda.

Senza esagerare.

“Presentati” ogni giorno al lavoro come se dovessi avere un incontro con il grande-capo per un potenziale aumento,
vedrai la differenza!

9. Concentrati solo sul tuo comportamento

“Non posso immaginare una perdita maggiore della perdita del proprio rispetto di sé.”
Mahatma Gandhi

Quando la timidezza ti crea problemi sul posto di lavoro,
altre persone possono prenderti meno sul serio o approfittarsi di te.

Ma non puoi cambiare gli altri.
Non puoi modificare il comportamento degli altri.
L’unico che può veramente cambiare sei tu!

Tutto quello che puoi fare,
dipende intrinsecamente dal tuo impegno.

Cambiare il tuo approccio e di conseguenza il comportamento degli altri non è roba da supereroi!

Basta alzarsi dal divano.
Hai la possibilità di non dormire sul divano,
mentre la vita ti scorre davanti.

Sai cosa non ti piace?
Che cosa dovresti cambiare?
Come dovresti comportarti per ottenere il rispetto sul lavoro?

10. Sapere quando tacere, specialmente quando sei in un gruppo

Saper comunicare vuol dire (innanzitutto) avere qualcosa da dire.
Se non hai nulla d’interessante da dire,
meglio tacere!

Nel tentativo di rendere i nostri discorsi più autorevoli e competenti,
aggiungiamo parole ed espressioni per dare più enfasi,
e (ironicamente) produciamo esattamente l’effetto opposto:
indeboliamo la nostra comunicazione e miniano la fiducia di chi ci ascolta.

Il rispetto sul lavoro che stai cercando dipende anche da questo.
Taci, non interrompere,
impara ad ascoltare.

Ascoltare vuol dire placare il tuo chiacchiericcio interno
e prestare la più totale attenzione a quello che l’altro sta dicendo.
Occorrono disponibilità, sano e sincero interesse verso gli altri.
Ascoltare è il segreto per avere una comunicazione davvero efficace.

Fallo e diventerai,
nel tuo posto di lavoro un punto di riferimento importante e irrinunciabile.

11. Sapere impostare i confini personali

Un altro passo per affermare se stessi (e guadagnare rispetto al lavoro) è stabilire i propri confini personali.

I confini sono regole e limiti che creiamo per guidare e dirigere gli altri su come devono comportarsi con noi.

Se hai problemi di affermazione di te,
in genere non hai confini e permetti agli altri di camminarci sopra e “sconfinare” regolarmente
e corri il rischio di trasformarti in una persona piena di risentimento e di amarezza.

Se non sai quali sono i tuoi valori e i tuoi confini,
prenditi del tempo per capirlo.

Una volta fatto,
impegnati (da qui in avanti) a non subire più “intrusioni” nei tuoi confini.

rispetto sul lavoro

12. Assicurati di conoscere bene la differenza tra essere sicuro e arrogante

Non perdere occasione sul tuo luogo di lavoro di essere amichevole nel comportamento e nei gesti.

Spesso,
quando siamo insicuri, mascheriamo le nostre debolezze con la spudoratezza.
L’arroganza è una compensazione per la mancanza di fiducia in sé.

La più grande trappola (riguardo il rispetto sul lavoro) è di confondere la fiducia in se stessi con l’aggressività e l’arroganza.

Nella maggior parte dei casi,
reagiamo a un comportamento che giudichiamo irrispettoso nei nostri confronti,
pensando che l’altra persona l’abbia fatto apposta per darci fastidio e crearci disagio.

A volte questo senso d’insoddisfazione è esternato,
altre volte ci si chiude nel mutismo e ci trasformiamo (poco a poco) persone piene di rancore e di malinconia.

Raramente si affronta la questione in maniera aperta e positiva,
cercando di spiegare alle persone le nostre motivazioni,
invitandole a evitare di ripetere le stesse situazioni in futuro.

rispetto sul lavoro

12 spunti per ottenere il rispetto che meriti sul tuo luogo di lavoro – 1

rispetto sul lavoro

Tutti desideriamo rispetto sul lavoro.

Avere il rispetto degli altri è qualcosa che tutti desideriamo,
ma spesso abbiamo idee sbagliate su come ottenerlo.

Il rispetto è difficile da guadagnare, altrettanto difficile da mantenere,
ma è un elemento indispensabile in ogni rapporto professionale (e non solo).

Il rispetto sul lavoro è fonte di motivazione

“Sii bello se è possibile, saggio se vuoi, ma rispetta te stesso – che è essenziale.”
Anna Gould

Quando c’è, il rispetto sul lavoro,
è fonte di apprezzamento e fiducia,
possibili incentivi o promozioni.

Quando manca,
è veicolo di tensione, stress,
insoddisfazione e bruciori di stomaco (nei migliori dei casi).

Naturalmente,
il modo migliore per guadagnare rispetto è fare un buon lavoro,
ma ci sono altri comportamenti e atteggiamenti che dovrai mettere in atto per ottenere quello che la maggior parte delle persone ricerca sul posto di lavoro.

Ecco 12 spunti per guadagnare rispetto sul lavoro:

1. Il rispetto sul lavoro si guadagna non si pretende

Un mio cliente (un analista/programmatore di una grande azienda di logistica) si era posto come obiettivo di coachingavere più rispetto al lavoro“.

“Sento che le persone al lavoro non mi rispettano,
così voglio avere più rispetto”
.

Quando ho chiesto (durante una sessione di coaching) quali comportamenti specificamente riteneva necessari per guadagnarsi il rispetto al lavoro, dopo una lunga pausa mi ha risposto con una lista di azioni che i colleghi e i suoi 3 collaboratori avrebbero dovuto fare per mostrargli rispetto.

Il rispetto sul lavoro è qualcosa che si deve guadagnare,
non cade magicamente dal cielo su un piatto d’argento.
Te lo devi meritare.

Prima di ricevere, devi dare.
Non pensare a-cosa potrai ottenere.
Concentrati su ciò che puoi fare tu,
in modo da stabilire un vero e proprio collegamento e relazione con gli altri.

Ti devi chiedere: “Come posso cambiare il mio comportamento per guadagnare più rispetto sul lavoro?

Non preoccuparti,
un giorno riceverai.

2. Non compiacere gli altri per il bisogno di piacere

Stai cercando di compiacere, di piacere agli altri,
per paura di essere escluso, deriso o rifiutato dal resto del team?

Nella maggior parte dei casi non siamo attratti dalle persone che hanno il bisogno di piacere,
di “conquistare” l’affetto e l’approvazione degli altri,
che fanno di tutto per colpire,
impressionare, conquistare.

Quando non sei ancora sicuro di te stesso,
cerchi l’approvazione e “l’amore” degli altri – ironicamente col tempo succede il contrario.

Se hai bisogno di essere amato difficilmente sarai anche rispettato.

3. Non saltare una scadenza. Mai.

Si chiama scadenza non per caso.
Assicurati di fornire una linea temporale realistica di scadenza e di rispettarla.
Sempre.

Rispettare le date è prima di tutto una tua responsabilità.
Onorare una scadenza vuol dire rispettare un impegno.

Se qualcuno mette una scadenza irragionevole?
Invece di dire “Non riesco a finire per domani, è impossibile”,
spiega esattamente quello di cui hai bisogno:
“Posso terminarlo per domani, se avrò il supporto di Roberto e Camilla”.

Così. Positivo!

4. Non essere in ritardo. Mai

Essere in ritardo, per qualsiasi motivo, è imperdonabile.
Grida all’inaffidabilità.
Non c’è scusa che esista.

La tua puntualità la dice lunga su di te.
Essere in orario è la regola n.1.
Non importa se si seguono tutte le altre regole.

Essendo (spesso) in ritardo trasmetti l’idea che il tuo tempo è più prezioso di quello della persona che devi incontrare.
Forse è vero!
Ma certamente questa non è la via più efficace per guadagnare il rispetto degli altri.

5. Essere abbastanza sicuro per ridere di te stesso

L’autoironia è la capacità di sdrammatizzare,
saper ridere della nostra insicurezza e dei nostri errori,
non sentirsi sopraffatti dalle imposizioni di una società che ci vuole sempre efficaci e perfetti.

Ammetti i tuoi errori.
Le tue gaffe. I tuoi lapsus.
E ridi di te stesso.
Se lo farai gli altri non rideranno di te.
Rideranno insieme, con te.

Sembra facile,
ma in realtà usare l’ironia in certi frangenti è più facile a dirsi che a farsi.
Richiede molta umiltà e altrettanto coraggio.
Impara a rilassarti.
Cammina.
Sorridi.

Ridi, ma prendi sul serio i problemi.
Il pessimismo non fa guadagnare rispetto.

rispetto sul lavoro

6. Non spettegolare

Non c’è niente di male nel gossippare perché stempera la tensione e distende gli animi,
ma diventa pericoloso quando è l’unico sfogo a frustrazione e stress.

È importante evitare di essere associato con persone maldicenti o piagnucolose.

Anche quando sei fuori ufficio o al pub con i colleghi,
è meglio evitare di farti coinvolgere troppo in battute e pettegolezzi,
per non rischiare di rovinare i tuoi rapporti interpersonali o di trovarti in situazioni spiacevoli.

Se qualcuno ti dà l’opportunità di sparlare di altri,
non coglierla!

rispetto sul lavoro