Essere leader non è facile. Chi non è leader, non lo sa. Fantastica.

la leadership

La leadership non è facile

Che tu sia un manager di una multinazionale o il responsabile di settore con i suoi 3 fidi-collaboratori … poco cambia. Non è semplice.

Non importa se hai studiato tanto, poco conta se dirigi 2 o 200 collaboratori.
Essere leader non è (e non sarà mai) comodo. La leadership riguarda più il tuo modo di essere che le parole sul tuo biglietto da visita.

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La leadership non è semplice

Vuoi che ti dica il contrario?
Che avrai sicuramente una carriera grandiosa, un team che ti adorerà, più soldi, più riconoscimento e una vita appagante? Ti dico che ci sono percorsi più facili da intraprendere.

Se stai cercando una strada facile, forse la leadership non fa per te.

Il prestigio ha un prezzo e, onestamente, la maggior parte dei leader piuttosto che persone celebrate nei libri di economia sono più eroi solitari che combattono dure battaglie, dormono sonni agitati e vengono scaricati dall’azienda non appena il loro rendimento scende dello 0,5%.

Non pensare che la leadership sia semplicemente un riconoscimento per anni di lavoro 24/7 o un progetto portato a termine brillantemente.

Se stai aspettando di essere un leader finché non hai il titolo che desideri, è il momento di guardarti allo specchio e avere una conversazione spietatamente onesta con te stesso.

Chiediti … Perché vuoi essere leader?

Hai il titolo ma stai ancora “aspettando” di essere un vero leader?
Stai aspettando che le cose siano più facili?
Che cosa sei disposto a rinunciare?
Sei disposto a partire per questa avventura senza certezza di prestigio o successo?

La leadership non è per tutti

Ci vuole tempo. Ci vuole abnegazione.
Necessita di un grande sforzo.
Leadership è dedizione, coraggio, rischio.

Essere leader non è facile. Chi non è leader, non lo sa.
Fantastica.

Non ti senti abbastanza leader?

Se ti accetti per quello che sei, non significa sentirsi perfetto.

Se ti accetti per quello che sei, significa arrendersi alla realtà e cominciare a essere sempre più “in pace” con se stessi. Vuol dire essere meno critici e severi, perdonarsi i propri errori e accettare i propri limiti.

Accettare il fatto di non essere una persona così coraggiosa, carismatica, efficace, forte … è una conquista che richiede un grande sforzo e un lungo lavoro su se stessi.
Questa conquista spingerà per il cambiamento. Per la leadership.

Accettarsi è cambiamento.
Accettarsi per quello che si è … il primo passo verso il tuo successo (grande o piccolo che sia, poco importa).

Image by rawpixel from Pixabay

9 modi per sviluppare la fiducia di un collaboratore insicuro – 2

sviluppare fiducia

4. Usa “La prossima volta …”

Quando vedi un collaboratore sfiduciato bloccato (un’altra volta) davanti all’ostacolo … chiedi: “Che cosa farai diversamente la prossima volta?
Che domanda magica!

Errori ripetuti insegnano che ci sono altri modi possibili per fare bene le cose.
Superare un ostacolo rognoso aiuta a sviluppare fiducia.

5. “Trasformalo” in coach

Prendi nota delle sue migliori capacità e condividi le sue competenze con gli altri componenti del team.

Se è bravo in qualcosa di specifico, sarà più incline a parlarne e a mettersi in gioco. Attribuiscili il ruolo di coach e il compito di supportare (in quel campo o settore specifico) un collega di team.
Uno-a-uno.

Poi aumenta gradualmente la difficoltà.

6. Aiuta il collaboratore insicuro a non mollare

Rivedi le strategie, l’approccio, gli strumenti, competenze e … fallo andare avanti. Non accontentarti di alcuni tentativi, insisti con lui/lei fino alla fine.

Anche dopo ripetuti fallimenti, non perdere la fiducia in lui/lei.
Mai.
Ricorda che il talento è utile ma la tenacia è il fattore fondamentale del successo a lungo termine.

Se non c’è l’ha (la tenacia), aiuta il collaboratore a trovarla. Se ne ha, sostienilo a non sprecarla e a indirizzarla su qualcosa di valido!

7. Cancella la percezione di fallimento

Non associare l’errore alla persona.

Anche inconsciamente, come se fossimo ancora a scuola, diamo sempre un voto, una valutazione, un giudizio, una sentenza inappellabile e spietata: se “ha fallito”, vorrà dire che “è un fallito”.

Aiuta il collaboratore dubbioso a ristrutturare le sue convinzioni e smussare gli angoli della sua autocritica più tagliente e imparare a pensare: “Io non sono un errore” ma “Ho commesso un errore”.

La differenza è lampante!

8. Trasforma il fallimento in un momento di crescita

Quando una persona è in debito di fiducia personale, anche l’errore più piccolo confermerà i suoi sentimenti di inadeguatezzaEcco … lo sapevo che non riuscivo. Come sempre.

Aiuta il tuo collaboratore esitante a capire che il fallimento è davvero un passo verso il successo.
Insegnagli a “fallire positivamente”, guardando sempre in avanti, sfruttando al massimo i suoi errori.

Trasforma il fallimento in uno strumento di apprendimento e crescita.
Diminuendo la paura di sbagliare, favorisci la crescita del tuo team.

Se riuscirai a ispirare speranza, farai “volare” il tuo team.

9. Celebra il miglioramento per sviluppare fiducia

Quando raggiungi un obiettivo con il tuo collaboratore, festeggia con lui/lei. Il successo genera successo e la fiducia acquisita procura una maggiore sicurezza.

Racconta la sua storia di successo ad altri dirigenti, in tutta l’azienda. Mostra alla tua squadra quanto ne sei orgoglioso!

Se ti concentri sugli errori, invece, “costruisci” ambienti distaccati e menefreghisti.

Sviluppare fiducia richiede tempo ed energia

Ma ne vale la pena.
Crea un impatto a lungo termine per il dipendente, per il team e per la tua azienda.

La fiducia è sempre dare.
Anche quando ti aspetti che qualcuno guadagni la tua fiducia, inizia comunque col darla.

Dai fiducia.
Accetta i limiti negli altri.

È importante sottolineare che questi suggerimenti non sono una forma di “coccole” per la gestione di persone insicure,
ma piuttosto un potenziamento di collaboratori con un potenziale inespresso.

Se vuoi approfondire … ecco il coaching per gestire il team!

9 modi per sviluppare la fiducia di un collaboratore insicuro – 1

sviluppare la fiducia

Non importa quanto sia intelligente, competente e qualificato il tuo collaboratore, se si sente dubbioso delle sue qualità, non ha la certezza di poter fare la differenza
non mostrerà il loro pieno potenziale.

Alcuni collaboratori,
non sono a loro agio nel parlare davanti alle persone, spingere una vendita, fare telefonate difficili con un cliente. Danno il meglio di sé in altri approcci … magari ascoltare, analizzare, pacificare, ecc…

Se come team leader,
hai intenzione di sviluppare la fiducia di un collaboratore insicuro spesso, nonostante le buone intenzioni, con le tue parole e il tuo comportamento, rischi di accentuare dubbi e paure.

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Infatti, quando il collaboratore esitante è spinto, pressato a oltrepassare la sua zona di comfort (senza essere pronto) è facile che diventi ancor più emotivo, agitato e turbato.
Insicuro e incerto.

Creare fiducia in un collaboratore indeciso non è cosa-facile, non avviene in una notte,
richiede il tuo impegno, una “vera” conversazione, “da-coach”,
non riconoscimenti superficiali o slogan motivazionali presi in prestito.

Ecco 9 modi per infondere fiducia e sviluppare la fiducia di un collaboratore insicuro o sfiduciato:

1. Non pressare

Il modo più naturale per motivare una persona insicura suona più o meno così:
“Coraggio! Se va male, la prossima volta andrà meglio!”

In realtà, le esortazioni non aiutano l’insicuro a diventare coraggioso.
Anzi.

Ci sono persone che amano guardare … prima di buttarsi!
L’attesa dell’azione inoltre aumenta la paura.
È importante lasciare ai tuoi collaboratori insicuri il tempo per pensare e raccogliere i pensieri.

È meglio fare un passo indietro e rispettare “i confini” piuttosto che spingere e rischiare di perdere un valido collaboratore.

2. Fai sentire la persona importante se vuoi sviluppare la fiducia

La persona che crede di essere importante agisce come se fosse importante.
Quando aiuti qualcuno a credere che sia importante, espandi il suo potenziale (e il tuo).

Aiuta il tuo collaboratore a credere di più in se stesso.

Nessuno ama sentirsi un “progetto”, una risorsa.
Se tratti il tuo collaboratore come incapace (un bamboccio cui dispensare ordini), si comporterà da perdente.

Connettiti con lui/lei personalmente, trattalo da adulto, osserva i segnali verbali che esprime la mancanza di fiducia.

Parla delle verità difficili.
Non nascondere la realtà e le scarse prestazioni con la compassione e frasi di incitamento prese dal web.
La commiserazione raramente solleva il potenziale.

3. Sii specifico quando dai riconoscimenti

Se dici “Però … hai un potenziale!” non riuscirai a incedere sulla motivazione e sulla potenzialità della persona.

Devi essere il più specifico possibile con esempi quando elogi.
“Stamattina, con il cliente A. … Quando hai detto X, hai cambiato la conversazione? Ottimo, stai facendo la differenza!”

Il collaboratore insicuro deve essere convinto e rassicurato dalle tue parole.
Espressioni generiche “Stai andando alla grande”, “ Sei forte” non bastano.
Leggi questo post per approfondire!

Angela – che sta facendo coaching per migliorare la “gestione” del suo capo diretto – spiega benissimo il concetto:

“Il mio manager mi dice sempre che sono brava, ma non mi dà mai dettagli.
Non ne sono poi così sicura.
Se davvero pensasse che fossi così brava, avrebbe ampliato il mio ruoloInvece … francamente, sto iniziando a interrogarmi sul mio futuro qui. “


Errori del leader: 8 motivi perché i collaboratori scappano alla prima occasione – 2

errore del leader

5. Le persone non si sentono ascoltate

Caro leader … forse questo non lo sai …
non c’è niente di più frustrante per un tuo collaboratore sentirsi poco ascoltato,
mal capito o frainteso.
Un errore del leader … da evitare assolutamente!

Ti sei accorto che, spesso, stai pensando già alla risposta mentre la persona sta ancora parlando?
Se stai pensando a cosa dire, come puoi ascoltare veramente?

Ascoltare va oltre il semplice “sentire” quello che il tuo collaboratore ha da dire: è capire il messaggio nel suo giusto contesto. La persona vuole sentire la tua partecipazione e il tuo interesse.

No, forse questo davvero non lo sai …
l’ascolto attivo è una delle competenze fondamentali nella gestione (moderna) di un team.

6. Hai un approccio professionale ma anche gelido e artificiale

Caro team leader … ti sei mai chiesto …
che cosa percepisce una persona quando entra nel tuo ufficio?
Che cosa trasmetti, anche inconsciamente, quando ti relazioni con un collaboratore?

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Attenzione, partecipazione, disponibilità, ascolto?
Oppure rimane la gelida sensazione di essere accolto con sufficienza,
indifferenza o risentimento (perché stai disturbando)?

Lo sai,
allo stesso tempo possiamo essere professionali e competenti ma anche gelidi, scortesi o scostanti.

7. Chiedi e pretendi ma non dai l’esempio

Caro team leader …
saresti sorpreso nel sapere quanto il tuo team “assorba” da te abitudini e modi di fare.

Non basta solo passare le informazioni,
dare le direttive, distribuire mansioni.
È necessario guidare le persone con l’esempio.

Devi essere (anche tu) in prima linea, lì davanti.
Se non altro,
questo approccio fa di te un leader forte e concreto, perché ti stai attivamente impegnando per migliorare.

Caro leader … perché non ti sporchi (mai) le mani?
Sei un “grande” ad assegnare il lavoro, molto meno a partecipare.
A prenderne parte. A esserne parte.
Ecco un altro grande errore del leader!

Non scendi mai dal tuo piedistallo, al fianco del tuo team.
Metti giù la testa, lavora, anche tu …
insieme al tuo team.

8. Non prendi le difese del tuo team

Il titolare della ditta ha appena “cazziato” ingiustamente un tuo collaboratore e non hai mosso un dito?
Un cliente odioso ha trattato senza rispetto un tuo dipendente e ti sei voltato dall’altra parte,
facendo finta di niente?

Quando è l’ultima volta che sei battuto per un membro del tuo team?
Se non lotti per il tuo staff, perdi la loro fiducia.

 

Caro leader … lo so cosa vuoi dirmi …
non devi “fare l’eroe”, il paladino dei diritti dei più deboli e neanche metterti contro il grande capo o il cliente indisponente (di questi tempi poi …),
ma se sorvoli completamente sull’accaduto, rischi di perdere la stima del tuo personale.

Sono d’accordo con te …
oggigiorno semplici gesti come questi se ne vedono sempre meno e sono ad appannaggio di qualche solitario eroe innovatore.

E allora?
Non sarebbe il caso di cominciare?

Demotivare il team .. il più grande errore del leader

Prima di sapere come motivare gli altri …
sei consapevole degli atteggiamenti o dei comportamenti che stanno (in modo diretto, indiretto, consapevole o no) demotivando le persone che lavorano con te?

Quando sono state assunte, queste persone sicuramente non erano svogliate,
annoiate, diffidenti, indifferenti, – come me le stai descrivendo adesso –
altrimenti non le avresti assunte.
Non ti sembra?

Nel corso del rapporto di lavoro,
si verificano situazioni e azioni che demotivano le persone.
Qualcosa “accade” ai dipendenti che si …
spengono.

Errori dei leader: 8 motivi perché i collaboratori scappano alla prima occasione – 1

errori dei leader

“In che senso?”
“Che cosa intendi?”

Caro leader … ecco cosa mi hai risposto quando – con aria stupita di chi sente per la prima volta questo tipo di domanda – ti ho chiesto come creavi entusiasmo nel tuo staff o quanto eri motivante nel comportamento e nelle parole.

Oggigiorno chi gestisce oggi un team (piccolo o grande, non fa differenza),
deve riuscire a dare un valore aggiunto e porsi domande su come migliorare e approcciare con più efficacia i propri collaboratori.

Uno dei maggiori errori dei leader? Lasciarsi fuggire i talenti

Spesso ci comportiamo male verso chi-lavora-con-noi senza rendercene conto,
anche in buona fede, per mancanza di tempo, per lo stress, per incomprensione, per superficialità,
per ignoranza (nel senso di non conoscenza) ma anche per pura stronzaggine,
vera strafottenza e ricercata arroganza.

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Pochi considerano la gestione del team,
un valore o un’area strategica su cui investire.
Ecco uno dei peggiori errori dei leader!

Caro leader …
non puntare solo sui numeri.

Un buon manager è anche quello che non lascia fuggire i migliori talenti. Infatti, la principale causa per cui collaboratori decidono di licenziarsi o di cambiare azienda è proprio a causa dei superiori.

Ecco 8 motivi perché i tuoi collaboratori appena possono scappano gambe levate (e i concorrenti sentitamente ringraziano):

1. Non consideri le persone

Caro leder … forse ti sei dimenticato che …
a chiunque farebbe piacere sapere che sta lavorando bene.

Eppure, non chiedi mai pareri e feedback?
Trattieni le informazioni e non le condividi mai (anche quelle di poca importanza)?
Tuttavia condividere, è un grande atto di fiducia e un riconoscimento molto potente.

Distribuire le varie responsabilità,
condividere le informazioni è un attestato di fiducia per i tuoi collaboratori …
è come dire a ciascuno di loro “Mi fido di te”.

Quando ti vedono trattenere le informazioni,
i tuoi collaboratori non possono che chiedersi perché non rientrano nella tua cerchia di fiducia e perdono gradualmente entusiasmo.

Ricevere solo disposizioni, senza partecipare (pur minimamente) al processo decisionale,
fa sentire i tuoi collaboratori senza importanza,
inutili.

Poi ti sento parlare di “spirito di squadra” …

2. Sei un maniaco del controllo

Caro leader… ma dai!

Prima ne magnifichi le doti e le capacità, affermi che è stato un colpo strapparlo alla concorrenza,
ma poi non lo lasci lavorare in libertà …
blocchi il tuo collaboratore finché non arriva il tuo “OK”, anche per questioni di secondaria importanza.

Lo sai che così facendo scoraggi l’iniziativa e blocchi la motivazione?

Se sei riluttante a delegare,
ti concentri sui dettagli e scoraggi le persone nel prendere l’iniziativa, il dipendente si sente come un bambinone-che-non-sa,
diventi il motivo principale della fuga dei tuoi migliori collaboratori.

3. Cedi spesso ai favoritismi

Spesso (e forse senza rendertene conto) …
coinvolgi nelle attività professionali sempre e solo le stesse persone.

È naturale e normale, sentire maggiore feeling e simpatia per alcune collaboratori rispetto ad altri,
ma manifestando preferenze in maniera così evidente,
perderai la stima e la motivazione di tutto il team.

Lo so cosa vuoi dirmi …
ci sono collaboratori che sono e devono essere più coinvolti rispetto ad altri ma è necessario appassionare (con le dovute differenze) ogni singolo membro del tuo team.

4. Tutto è dovuto

Caro leader … ma per favore!

Se vuoi essere proprio sicuro di generare noia e sensazione di inutilità nel tuo team,
c’è una cosa semplicissima che puoi fare … anzi non fare.
Non fare niente.

Aspettati che il lavoro sarà fatto impeccabile come sempre,
come se tutta la fatica non contasse nulla,
considera i risultati ottenuti come qualcosa di dovuto, scontato,
semplicemente il frutto del lavoro.

I tuoi collaboratori non si sentono mai dire “Per favore” e “Grazie”.
Tutto è doveroso.
Tutto è dovuto.
Sei convinto che interessi solo lo stipendio (uno dei errori dei leader).

Forse ti sei dimenticato che …
spesso sono proprio le gratificazioni a stimolare il dipendente a crescere e non cambiare azienda.

Il team è la porta del tuo successo .. la chiave sei tu

la motivazione del personale

Che tu sia imprenditore, manager oppure responsabile di un piccolo team,
che il tuo staff sia di 2 o 200 persone, per raggiungere risultati eccellenti devi prendere consapevolezza della crescita e della motivazione dei tuoi collaboratori.

Lo sai anche tu che da solo … fai poca strada!

Il successo non è mai opera di una singola persona

Il Mercato del Lavoro sta cambiando, (anche in conseguenza della crisi che ci ha investito negli ultimi anni),
allora deve cambiare anche il modo di approcciare il tuo lavoro e il tuo team.

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Infatti,
quando i tuoi collaboratori sono demotivati o “molli” a farne le spese è il raggiungimento di un obiettivo, l’esito di un progetto, il business o la tua carriera.

Non puoi più restare legato a comportamenti oramai sorpassati “Tu fai quello e tu fai quest’altro”.
È necessario coinvolgere le persone che lavorano con tue.
Non concentrarti solo sui compiti da eseguire e da gestire.

Mettere insieme dei professionisti non necessariamente genera buoni risultati.

È tempo di diventare leader del tuo team!

Insegnare alle persone a credere in loro stesse è la cosa di gran lunga più importante che possa fare.”
Jack Welch jr

È tempo di prendere “confidenza” con la motivazione del personale.
Mica facile, lo so!

Ci hai provato più volte a dare una scossa motivazionale ma dopo pochi giorni ti sei ritrovato al punto di partenzaVuoi dire di no!

L’entusiasmo cala, non si va oltre il compitino, i “musi” si allungano, l’ambiente diventa passivo e lentamente perdi di vista il tuo obiettivo.

La verità è che la motivazione non “sgorga spontanea” dai tuoi collaboratori e non la puoi nemmeno delegare a un corso, un formatore o a un coach… è (soprattutto) a carico tuo!

 

La motivazione del personale passa inevitabilmente da te

La motivazione del tuo personale passa inevitabilmente (e mi vien da dire inesorabilmente) da te.
Sei tu quello che per primo deve motivarsi, entusiasmarsi, ispirarsi, “allenarsi” a motivare e dopo, solo dopo, la puoi chiedere, anzi pretendere, dai tuoi collaboratori.

Sono coach.
Partner del tuo successo.
Se chiedi il mio supporto per motivare il tuo team, il mio focus è su di te!

Per far correre il treno … mi concentro sulla locomotiva … non certo sui vagoni.
La locomotiva – ti piaccia o no – sei tu!

Dì continuamente alle persone quanto sono brave e che gran bel lavoro stanno svolgendo.
Brian Tracy

Un passo verso la tua leadership .. imparare a dire NO ai collaboratori

imparare a dire no

Martha è una donna preparata, capace e appassionata del suo lavoro (è office manager con il compito di supervisionare e organizzare tutte le attività segretariali della grande azienda per cui lavora).

Dirige con impegno e motivazione i suoi collaboratori (6 donne e 2 uomini).

Come ogni team leader, anche lei è focalizzata sulla gestione del team, sulle capacità relazionali. Desidera mantenere nel suo staff pace e tranquillità.

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Per questo motivo evita di dire NO

E ha ragione.
Dire “NO” non è facile e mai piacevole.

Ma dire “SI”, “Vediamo”, “Forse”, senza esserne convinta, è molto peggio (leggi questo per post  sui pericoli della comunicazione).

Martha è consapevole (oltre del suo bruciore di stomaco) che se evita di dire NO, rischia di perdere la fiducia e la stima del personale,
dare un`immagine di leader debole e demotivante per tutti i collaboratori.

Martha sa perfettamente che non può permettersi di essere troppo tollerante, accondiscendente o “molle”.
È cosciente … sa che se non mette dei paletti o dei limiti da rispettare, le persone capiranno che possono facilmente metterle i piedi in testa e approfittare della sua disponibilità
(e credimi, lo faranno).

Piuttosto di discutere, Martha dice SI e le problematiche spariscono di colpo.
È il suo modo di comprare l’affetto da parte delle persone e la “pace” del team.

A lungo andare però diventa stancante, frustrante, castrante, si perde autostima e motivazione … con tanti saluti ai buoni risultati!

Vuoi essere leader? Devi imparare a dire NO

Questo per spiegarti che dire “NO” è una delle abilità più importanti se vuoi avere il pieno controllo della tua vita professionale.

Martha fa sempre un’incredibile fatica a dire NO a un collaboratore, ha sempre l’impressione di deluderlo, che porterà rancore oppure che risponderà a tono. Alla fine è oberata d’impegni e fa il lavoro anche dei suoi collaboratori, ritrovandosi stanca e nervosa.

Quando non ce la fa più, sgancia la bomba del NO secco in modo brusco, senza dare spiegazioni e si dilegua arrabbiata (più con se stessa) nel suo ufficio.

“Voglio essere diversa, disponibile e aperta ma anche ferma e decisa sulle mie decisioni.
Ecco cosa mi aspetto dal coaching
.”

Bene Martha!
Cominciamo già da oggi, allenati a imparare a dire No.
Sarai sorpresa come le persone la prendono meglio di quanto tu creda!

Perché è difficile dire NO

Non importa quale sia la ragione per cui hai difficoltà a dire NO ai tuoi collaboratori … alla base c’è la paura delle conseguenze di fronte ad un rifiuto. Il timore che lo staff non ti darà più il suo supporto o il suo affetto … e ti escluderanno dal gruppo.

È normale preoccuparsi delle conseguenze dei tuoi NO, ma la tua apprensione non dovrebbe mai impedirti di agire al meglio per gli interessi di tutto il team,
del tuo lavoro e anche (e soprattutto) per te stesso.

Se hai bisogno del giudizio positivo dei tuoi collaboratori (alla base c’è la paura del rifiuto e di essere emarginato) rischi di dover soddisfare continuamente le loro aspettative, diventando una marionetta senza carattere.

Non aver paura di essere scortese

Di non essere disponibile con gli altri. Dicendo NO (in modo efficace) non offenderai l’altra persona,
non ci resterà male e non porterà rancore in futuro.

Non necessariamente un NO diventa una discussione che sfocia in uno scontro o un litigio.

Tuttavia, un NO troppo brusco, polemico, irridente o aggressivo senza spiegazioni o alternative può compromettere un rapporto o raffreddare il tuo ambiente professionale.

In fondo,
Martha ha capito (“facendo” coaching) che apprendere a dire NO con più efficacia … non è poi così difficile, è necessario un po’ di strategia e un pizzico di diplomazia in più.
E volontà di migliorarsi.

Per imparare a dire NO – concretamente – leggi il mio post “Come dire NO ai collaboratori con più efficacia e meno stress.

Parlare con autorevolezza – come un executive – anche se non lo sei

parlare con autorevolezza

Probabilmente passiamo molto tempo a sviluppare le nostre competenze e abilità tecniche,
piuttosto che potenziare il nostro approccio.

Spesso,
le parole che utilizziamo o non-utilizziamo la dicono lunga su di noi e sono più importanti del talento.

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Se vuoi parlare con autorevolezza non proclamare la tua professionalità

“Si fidi”
“Mi creda”

Sono frasi fatte, con le quali pensi di colpire favorevolmente, di solleticare la fiducia della persona, rivestendoti con un’area di sincerità e di onestà.

Alla fine ottieni l’effetto contrario,
l’interlocutore è portato a pensare che queste frasi confezionate le tiri fuori proprio nei momenti di difficoltà o per “spingere” la vendita o la tua richiesta.

Queste affermazioni sono degradanti per la tua professionalità.
Quando siamo sicuri della nostra proposta, servizio o offerta, l’ultima cosa che pensiamo è di mercanteggiare o “mettere sul piatto” la nostra serietà e professionalità.

Non proclamare la tua correttezza, lascia che parli di te attraverso i tuoi gesti, le tue parole o la tua consulenza. Se proprio devi dimostrarla, porta esempi concreti di situazioni realmente accadute che mostrino in che modo ti sei comportato o come hai reagito.

Non usare negazioni

Non so se questo funzionerà … “
“Spero che i risultati non saranno …”
“Ho ragione, vero?”
“Mi capisci?

Invece di dare un motivo a chi ti ascolta di dubitare di quello che stai dicendo,
presenta i tuoi pensieri senza alcun giudizio e lascia agli altri la libertà di decidere quello che vogliono.
Anche questo vuol dire essere autorevole.

Sarai sorpreso di quanto gli altri, si fidano di te se tu ti fidi di te stesso.

Elimina le parole dispersive

“Quindi … quindi …”
“Giusto?”
“Vero?”
“Ehm..ehm …”

Non utilizzare queste parole in continuazione durante la conversazione.
Se le dici spesso, morditi la lingua perché tutte queste espressioni nascondono indecisione e ti fanno perdere credibilità.

Il bisogno di essere carino o di addolcire il messaggio ti induce a utilizzare queste parole dispersive,
che tolgono energia e incisività al tuo messaggio.

Non utilizzare di continuo intercalari

“Giustappunto; In definitiva …”
“Dico bene? Vi pare? Non è vero?”
“Essenzialmente, Naturalmente, Sicuramente, Sostanzialmente”

Gli intercalari, in altre parole inserire una parola o una breve frase che in realtà non centra proprio nulla, sono molto diffusi nel parlare quotidiano.

Il fenomeno aumenta quando non si sa che dire e si è costretti a farfugliare qualcosa a proposito (o sproposito), senza pensare al collegamento con la frase in cui è inserito.

Evita di scusarti di continuo

“Scusa il disturbo”
“Mi dispiace …”
“Scusa, era solo un’idea”
“Scusa, spero di non aver sbagliato”

Chiediamo scusa troppe volte, anche quando non serve.

Sei veramente dispiaciuto?
C’è bisogno di chiedere scusa per condividere i tuoi pensieri?
Hai fatto qualcosa di sbagliato?

Nella maggior parte dei casi …NO!

Prima di usare queste parole,
prendi in considerazione se sono necessarie.

Le persone forti,
sono disposte ad ammettere l’errore, ma utilizzare sempre queste frasi è fuori luogo.
Potrebbero mettere in cattiva luce il tuo lavoro o far emergere un senso d’inferiorità.

Non ripeterti se vuoi essere autorevole

Pensi che più ripeti un concetto più convinci chi ti ascolta?
Se tendi a ripetere i concetti,
vuol dire che “non ti fidi” di quel che dici. Più ripeti più diventi dispersivo e annoi chi ti ascolta.

Ripetere continuamente crea dispersione e ti porta a non arrivare mai al dunque. Altro che parlare con autorevolezza!

Frasi ricche di dettagli portano il discorso lontano dalla meta e ti fanno perdere incisività e autorevolezza.

Se desideri un supporto personalizzato,
parlare con autorevolezza e migliorare la tua team leadership guarda il mio servizio di personal coaching.

Il coaching può fare la differenza nel tuo sviluppo professionale anche se sei un/una giovane imprenditore, manager o quadro.

Un segreto per parlare con più autorevolezza .. e tutti ascolteranno

parlare con più autorevolezza

“Io do un ordine, o taccio.”
Napoleone Bonaparte

Quando ti è richiedo di parlare (durante una riunione … per esempio),
un paio di secondi di silenzio, prima di rispondere, ti sembrano eterni?
Hai paura che questa pausa sia vista come esitazione e titubanza?
Sei convinto che “quelli svegli rispondono subito”?

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La fretta di rispondere può giocare brutti scherzi

Frasi a raffica senza respirare, pause-zero, un continuo sali-scendi di tono … così pensi di essere efficace?
No, non hai un difetto di pronuncia ma stai respirando male e devi continuamente arrestarti, avviare e cambiare rotta solo per coprire la mancanza d’aria.

Hai un sacco di tempo!
E apparirai autorevole, ancora più sicuro di te se … te lo prendi tutto!

Prenditi il tempo necessario per pensare a una frase intera, prima di pronunciare la prima parola.
Fai un bel respiro e … via.
È necessario respirare per essere fiduciosi.

Se vuoi un suono della voce “autorevole”, devi fare attenzione al tuo respiro.
Respira qualche volta in più durante il tuo discorso.

Ricorda …
se vuoi parlare con più autorevolezza e desideri catturare l’attenzione e la stima di chi ti ascolta, è necessario trasmettere sicurezza,
non ansia!

Parla più lentamente .. scandisci le parole

Inserisci numerose e frequenti piccole pause, che suonino come naturali esitazioni.

Fai attenzione a variare poche volte il tono della voce: non passare improvvisamente da uno seducente e accattivante a uno più autoritario.

Sforzati di controllare il timbro della voce e di comunicare con una vocalità più profonda,
che è più accattivante rispetto a un’acuta.

Una persona calma, ha raggiunto uno standard di vita più elevato (una concezione individuale più alta e più nobile), ha imparato a governare se stessa e sa come adattarsi agli altri.

È amata dalla gente perché ha un comportamento fortemente equilibrato, le persone “sentono” che possono imparare e fidarsi di lui.

Il potere della calma viene dal-dentro.
Dalle profondità della nostra natura.

La calma è un invito .. vuol dire parlare con più autorevolezza

La fretta – invece – trasmette che non hai il controllo su di te.

Più calmo diventi, più grande sarà il tuo successo, la tua influenza, il tuo potere (che non è popolarità oppure tirannia).

Questo è il potere della calma.
Questo è parlare con più autorevolezza.

Non farti abbagliare .. la posizione di leadership non ti rende leader

posizione di leadership

Non sono poche le persone che credono che per diventare leader basti semplicemente un titolo.
Altre lo pretendono unicamente solo perché-hanno-studiato.
Altri ancora sono convinti di essere leader solo per il fatto di avere l’ufficio più grande e collaboratori che seguono i comandi e disposizioni.

Poi c’è chi raggiunto rango, potere e autorità … pensa di poter fare tutto ciò che vuole!

Leadership come posizione o titolo.

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Nulla potrebbe essere più lontano dalla verità

Leadership è prima di tutto atteggiamento, non (solo) conoscenza. Anche se studi tanto, pensi di sviluppare capacità di leadership?

La vera leadership non si basa sulla posizione o sul grado.
È azione, prestazione, capacità, efficacia.
Influenza.

Ogni giorno puoi trovare esempi di persone con titoli che non riescono a dimostrare leadership.
Chi non conosce persone collocate (non si sa come – o forse si ?) al vertice di un’azienda, un’organizzazione o di un settore che hanno fatto solo danni, demoralizzato il personale e distrutto il business peggio della più grande crisi economica.

La leadership non è rango, privilegio, titoli o denaro … è responsabilità.

Posizione, titolo e autorità sono spesso confusi con la leadership.

Il titolo non ti fa leader

Non farti incantare … non diventi improvvisamente un leader solo perché ti hanno promosso oppure ti han dato un nuovo titolo.
E sai perché?
Non hai bisogno di alcun titolo o posizione di leadership per essere un leader.

“Leadership non è titolo o posizione, è esempio e azione.”
Cory Booker

I leader non occupano solo posizioni, esercitano un’influenza (con il loro comportamento e come trattano le persone) per produrre cambiamenti.

Influenzano le persone per garantire l’eccellenza e raggiungere un obiettivo comune.
Guidano con l’esempio.

La posizione di leadership non ti rende – di conseguenza- un leader

Ciò significa che … puoi influenzare gli altri, dove sei ora. In questo momento.
Anche se non hai un titolo, uno status, privilegio, denaro o una posizione di leadership.
Non lasciare che la tua mancanza di autorità inibisca la tua capacità di leadership.

Puoi avere un impatto espressivo sulle persone che ti circondano (2, 20 o 200 poco importa) e sull’organizzazione di cui fai parte … a prescindere da dove sei.
Questa è leadership!

Quindi, invece di concentrarti sulla posizione che non hai, focalizza i tuoi sforzi sulla capacità di influenzare gli altri in modo positivo ed efficace.
Questa è vera leadership!


Vuoi essere più autorevole? “Abbraccia” il silenzio – parte 2

più autorevole

Se vuoi essere più autorevole non affrettarti a rispondere

Quando siamo improvvisamente invitati a parlare, il tempo di risposta può tirarci strani scherzi.

Se sei apprensivo (come nel caso di Alex),
il tempo si dilata e pochi secondi sembrano minuti.

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Concediti qualche secondo per elaborare quello che è stato appena detto.
Una persona sicura di sé non ha paura di raccogliere i suoi pensieri.
Affrettarsi a rispondere ti fa apparire ansioso.

Prendi il tuo tempo

Considera i tuoi obiettivi finali e scegli attentamente le tue parole per soddisfare le tue esigenze.
Prendi il tempo per pensare a una frase completa, prima di pronunciare la tua prima parola.
Fai un bel respiro prima di iniziare.

Non correre.
Hai più tempo di quanto pensi!
E apparirai più sicuro e più autorevole se te lo prendi.

Utilizza le pause in modo efficace

“Io do un ordine, o taccio.”
Napoleone Bonaparte

Utilizza le pause non solo alla fine, ma anche in mezzo alle frasi. Dopo aver detto qualcosa d’importante, darai maggiore enfasi alle tue parole … restando in silenzio.

Così, quando stai parlando, fai il tuo punto, e poi fermati un istante …… bene, così!
Aspetta ancora un attimo … un attimo solo … calma!

Non c’è bisogno di lanciarsi immediatamente a parlare d’altro o dire …
“Uh-huh, uh-huh, Giusto? … Vero? Sai, …” come faceva Alex durante le simulazioni di coaching.

Facendo una pausa,
dai il tempo alle tue parole di fare effetto!
Quel piccolo periodo di silenzio dimostrerà la forza del tuo pensiero.
E la tua autorevolezza.

Il silenzio è uno strumento incredibilmente potente

… e non dovrebbe mai essere sottovalutato. Tuttavia, molti di noi si sentono a disagio in silenzio e sono quindi costretti a riempirlo.

Più calmo diventi, più grande sarà il tuo successo, la tua influenza, il tuo potere.
Ricorda …
se vuoi l’attenzione e la stima di chi ti ascolta, è necessario trasmettere sicurezza, non ansia!

Quando stai in silenzio, non sei quello si sta sforzando per far decollare la conversazione.
Assumendo un ruolo più distaccato, darai un’impressione autorevole.

Il silenzio ti rende un negoziatore di classe

Una pausa ben scelta consente al tuo interlocutore di “digerire” il tuo messaggio. Allo stesso tempo, hai l’opportunità di valutare il comportamento dei tuoi ascoltatori.

Quando lo fai, puoi adattare (di conseguenza) le tue parole e le tue azioni, diventando un negoziatore di classe.

Non fare l’errore di dire “Beh, sono fatto così! Non posso certo cambiare come mi comporto o come parlo”.
È vero anche che alcune persone hanno un’aria più autorevole naturale.

È anche vero che, grazie a interventi formativi specifici (vedi coaching), è possibile migliorare il tuo stile d’approccio, padroneggiare comportamenti che “traspirano” fiducia e rendere più efficace la tua comunicazione.


Vuoi essere più autorevole? “Abbraccia” il silenzio – parte 1

autorevole

Alex è incredibile.
Se – durante la sessione di coaching – sto zitto per più di 2-3 secondi… parte lui, per la sua tangente,
quando lo blocco, si schernisce con “Pensavo che avessi finito” oppure “Visto che non parlavi”.

A volte li propongo “Proviamo a stare zitti?”
E lui subito “Adesso intendi?” … “Per quanto tempo?”.

È incredibile…

Anche nel suo lavoro di programmatore.
Per i suoi 6 collaboratori è un team leader competente e preparato.

Purtroppo Alex, nel tentativo di rendere i suoi discorsi più autorevoli e competenti, cerca di riempire le pause, i silenzi, il vuoto aggiungendo parole ed espressioni per dare più enfasi alle sue parole.

Ironicamente produce esattamente l’effetto opposto: indebolisce la sua comunicazione e mina la fiducia di chi lo ascolta.

Lavori in corso?
Sì, ci stiamo lavorando

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Alex – come molte persone – percepisce il silenzio come un segno di debolezza,
e lo “colma” parlando.
Purtroppo.
Hai mai visto una persona autorevole chiacchierare nervosamente per riempire le pause e i silenzi?

Molti di noi hanno paura del silenzio, per questo è difficile essere sintetici.

Il silenzio è lo strumento più potente che hai

Non sono poche le persone (ti garantisco) che al termine di un discorso non ricordano quasi niente.
Sono completamente centrate su se stesse per ascoltare l’altro.
Ego-centrate.

Invece le persone carismatiche ascoltano attentamente tutto, sono curiose e interessate.
Fanno domande.

Quando parli con qualcuno, non interrompere … e non andare sopra. Non offrire consigli o pareri non richiesti.
Mantieni il contatto visivo.

“Il silenzio è una fonte di grande forza.” Lao Tzu

Sorridi.
Fai cenni che stai seguendo il filo del discorso.
Rispondi non solo a parole, ma con il tuo linguaggio corporeo.

Per Alex la sfida era evitare premesse infinite, introduzioni prolungate, si preparava prima il briefing delle 8.30 le disposizioni che doveva dare.
Se sentiva “panico da silenzio”, doveva semplicemente sorridere …

Vai subito al dunque, non ti perdere in rivoli e fronzoli, i tuoi collaboratori o colleghi devono capire fin da subito, cosa dici e cosa vuoi da loro.
Vai dritto al punto.

Vuoi essere autorevole? Parla solo se hai qualcosa d’importante da dire

Taci, se non hai qualcosa di rilevante da aggiungere …
se non hai nulla d’interessante da dire.
Meglio tacere!

Hai detto quello che dovevi dire?
Anche se in forma semplice e asciutta? Magari in modo non così strepitoso come volevi?
Bene. Adesso taci!

Saper comunicare, essere autorevole vuol dire (innanzitutto) avere qualcosa da dire.


autorevole

Gestire collaboratori più esperti di te .. come farebbe un grande leader! – 2

gestire collaboratori più esperti

5. Impara a gestire i “Non lo so” se vuoi gestire collaboratori più esperti

Ammettiamolo,
niente è peggio di porre una domanda al tuo supervisore, la persona che dovrebbe dare sostegno alle tue domande e preoccupazioni,
e come tutta risposta ottenere un disarmante “Non lo so, chiedi a qualcun altro“.

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Se un tuo collaboratore ti chiede qualcosa cui non sai rispondere, se rispondi spesso “Non lo so” apparirai debole, influenzabile, poco adatto a ricoprire una posizione dirigenziale.

Dall’alto canto, è facile cadere nella trappola di parlare senza conoscere la risposta per voler dimostrare competenza, voler sembrare “veloci” e intuitivi.

Ma se la risposta non è esatta o dai informazioni errate o incomplete?
Potresti danneggiare la tua reputazione, pagando in autorevolezza.
Davanti tutto il team.

E allora? Piuttosto di “Non lo so” predefinito, prepara risposte più potenti.
Leggi questo post ad hoc per altre frasi.

6. Chiedi ai collaboratori più competenti

“Sacha …
Lo so, che ti senti come se chiedere aiuto fosse una debolezza e allora decidi di fare tutto da solo, senza consultare nessuno.”

“Se vuoi gestire collaboratori più esperti di te, invece di temere la loro conoscenza (e cosa penseranno della tua mancanza di competenza), perché non proviamo invece ad approfittarne?”

Ecco uno dei più grandi errori che un nuovo manager possa fare … non chiedere al proprio team.

In effetti, i dipendenti più competenti possono essere una delle tue migliori risorse perchè hanno esperienza e grandi idee che sono disposti a condividere.

Conoscono ciò che funziona e ciò che non lo fa, hanno visto (e risolto) quasi ogni possibile problema, hanno inevitabilmente visto i processi cambiare di volta in volta.
Conoscono i “meccanismi” meglio di chiunque altro.

È davvero un’ingenuità gestionale non attingere a questa risorsa fantastica,
questo “mare” di risorse, informazioni e soluzioni.

Quindi,
prenditi del tempo con ciascuno dei tuoi collaboratori, osserva il loro lavoro quotidiano e fai molte domande.
Imparerai più da loro che da un master specialistico.

7. Rispetta i tuoi collaboratori

“Non potranno mai toglierci il rispetto per noi stessi,
se non saremo noi a darglielo.”

Mahatma Gandhi

Fai sapere ai tuoi dipendenti quanto apprezzi la loro conoscenza e saranno più ricettivi alla tua leadership.

Se vuoi gestire collaboratori più esperti, prenditi il tempo per conoscere i dipendenti come persone.

Scopri come si sono trovati in questo posto di lavoro, cosa li eccita e come preferiscono essere gestiti. Potresti essere sorpreso nello scoprire che condividono gli stessi tuoi valori, aspirazioni ed esigenze.

Come giovane leader, se gestisci il tuo team in modo efficace, fornisci la formazione di cui hanno bisogno, sai riconoscere i successi, se farai bene il tuo lavoro, otterrai il rispetto e la stima che meriti.
Diventerai inevitabilmente un leader più forte e il punto di riferimento di tutto il team.

La competenza è importante, ma non meno fondamentale di altri fattori come la motivazione, il rispetto, l’integrità e la passione.

Sii rispettoso, curioso e di mentalità aperta.

Per diventare il leader, gestire collaboratori più esperti e che ne sanno più di te, è necessario guidare le persone e non concentrarsi solo sui compiti da eseguire e sulle mansioni da gestire.

Devi andare oltre a distribuire incarichi,
inviare messaggi di posta elettronica e assicurarti che ognuno faccia il suo lavoro.

La vera leadership viene da chi sei, non solo da quello che dici o fai.

Sacha nel frattempo ha fatto coaching sul suo approccio di leader.

Durante le sessioni ci siamo concentrati soprattutto sulla pressione interna (di voler dimostrare e sentirsi apprezzato dai più anziani) che rischiava di trasformarsi in un clamoroso autogol.

Grazie ai colloqui individuali (che avevamo preparato insieme) ha scoperto che i tanto temuti collaboratori anziani erano più stimolati dallo sviluppo di nuove tecnologie e non volevano occuparsi di riunioni, budget, disciplina e tutti i doveri del ruolo di supervisore.

Anzi, erano ben felici dell’operato di Sacha che ritenevano molto rispettoso, disponibile e … competente.

Gestire collaboratori più esperti di te .. come farebbe un grande leader! – 1

gestire collaboratori più esperti

“Oddio, non ce la farò mai!
Come faranno a rispettarmi questi?
”.

Ecco la prima cosa che ha pensato Sacha appena scoperto che alcuni collaboratori avevano (oltre i capelli sale-e-pepe) alle spalle esperienze significative.

E lui, giovane e (forse ancora) impreparato a questo palcoscenico, stava assumendo il ruolo di supervisore diretto.

” … tutti noteranno la mia non-competenza”

“Quando avranno domande, verranno da me per una soluzione.
Siccome non darò alcuna risposta a nessuna di queste domande, tutti si accorgeranno del buco nella mia competenza.

“C’è così tanto da sapere, tante competenze da mettere sul tavolo, ogni nuovo incarico sembra un compito impossibile, ogni minuto penso di essere scoperto che non sono all’altezza.”

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“Sento un forte disagio.
Mi sono subito pentito di aver accettato il lavoro,
ho maledetto il mio reclutatore che ha fatto un errore assumendo la persona sbagliata per questo lavoro.”

“Bene Sacha, cosa vuoi fare?
Vuoi sfruttare al meglio questa situazione difficile?
Vuoi riconquistare il tuo contegno?
E la tua voglia di successo?”

” … hai capacità, voglia d’imparare e di metterti in gioco …”

“Sicuramente non saprai tutto della tua nuova società o del funzionamento di un software gestionale, ma hai capacità, voglia d’imparare –altrimenti non avresti preso contatto con un coach – e hai avuto una pur breve esperienza di gestione di persone.

Che ne dici, partiamo da qui?”

Siamo partiti.

Esercitare la tua autorità quando si tratta di gestire collaboratori più esperti,
non è cosa scontata.

È facile …
sentirsi intimiditi, bloccati, preoccupati e pensare che qualcuno potrebbe rilevarsi geloso e irrispettoso nei tuoi confronti (per questa posizione così ambita).

L’importante è non permettere a questi pensieri d’incunearsi nel tuo stile di gestione,
lasciare andare le tue supposizioni, controllare le tue emozioni e comunicare fiducia nelle tue capacità.

Ecco alcuni spunti per navigare in questa situazione e gestire collaboratori più esperti, che ne sanno più di te:

1. Riconosci la differenza di competenze se vuoi gestire collaboratori più esperti

“Come posso sperare di comandare sugli altri, se non ho il pieno controllo su me stesso?”
François Rabelais

Se ti trovi in una posizione in cui i tuoi collaboratori ne sanno più di te, è fondamentale …
ammettere (a te stesso) di non sapere!

Quando riconosci i tuoi limiti (e li accetti) sei molto più predisposto a capire e ascoltare gli altri.

La comprensione dei propri limiti è fondamentale.
Conoscere i propri limiti è il primo passo per poterli superare.

2. Evita di dimostrare a tutti i costi chi è il capo

Se vuoi a tutti i costi dimostrare che sei il leader, vuol dire … che non lo sei.
Almeno non ancora.
Devi lavorare sulla tua leadership.

La tendenza naturale quando devi gestire collaboratori più esperti è voler dimostrare (a tutti i costi) chi detiene lo scettro del potere.

Voler dimostrare (ossessivamente) il tuo valore,
metterla sulla competizione, sulla bagarre, crea un’atmosfera pericolosamente competitiva che può diventare una spirale di comportamenti insubordinati.

Alla fine chi rischia di pagarne il prezzo più alto … sei tu!
Altro che gestire collaboratori più esperti …

3. Dimostra a tutti chi è il capo

No, nessun errore di scrittura.

Ripeto, nessuna lotta senza-esclusione-di-colpi per dimostrare la tua autorità.

Non devi chiedere il rispetto …lo devi guadagnare,
meritare.

Ascolta i pareri e i consigli dei tuoi collaboratori, senti cosa vorrebbero cambiare.
Mostra rispetto per le loro opinioni e chiedi feedback sulle tue idee … mantenendo la tua autonomia di pensiero e d’azione (guai a perderla!), poi decidi e agisci di conseguenza.

Non mollare il timone decisionale.
Che nessuno abbia un solo dubbio su chi è il capo!

gestire collaboratori più esperti

4. Non delegare senza controllare

Ecco cosa era successo …
Sacha accortosi di non avere quella particolare abilità, decide di delegare la pendenza a un suo collaboratore, quello che riteneva più fidato e competente.
Una “santificazione” del collaboratore, che si è sentito indispensabile e necessario. Bene!
Questione sistemata?
Uhmm …

Sembra una buona idea,
infatti lo è stata … all’inizio.
Purtroppo è solo questione di tempo.

È rischioso porre fede incondizionata nel collaboratore, senza verificarne il processo e controllarne il lavoro.

Quando la situazione va fuori controllo, è troppo tardi, il danno è fatto … non serve più scaricare la colpa sul subordinato.

Se diventi “prigioniero” dei collaboratori, non importa quanto cerchi di nascondere la tua “dipendenza” … si trasmette, esce fuori e influenza tutto l’ambiente.

Inoltre, questa “glorificazione” di un singolo distrugge il lavoro di team. Gli altri membri del team si sentono sottovalutati e traditi.
Il manager impreparato rileva così debolezza e perdita di leadership.

10 abilità che ogni team leader eccellente dovrebbe potenziare – 2

leader eccellente

5. Comunicare in modo chiaro le priorità

Tu sai (esattamente) cosa vuoi dai tuoi collaboratori.
Ma loro lo sanno?

Di solito, il team non sa esattamente che cosa è fondamentale per i loro dirigenti.
I dipendenti non possono svolgere bene le loro mansioni se non conoscono le priorità.
Quali sono le tue?
La precisione, la soddisfazione del cliente?
La vendita a ogni costo?
Un servizio impeccabile?

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Qualunque siano le tue priorità,
comunicale in modo chiaro e semplice.

Evita di utilizzare un linguaggio dispersivo (pieno di “un po’, quindi…, stavo pensando”) che potrebbe indebolire il tuo modo di comunicare.
Esercitati a trasmettere messaggi sintetici e a utilizzare un linguaggio più incisivo, stimolante e orientato all’azione.

Se un collaboratore non ha soddisfatto il tuo standard, concentrati di più su cosa deve essere fatto per migliorare piuttosto che su ciò che non ha funzionato.

6. Risolvere i conflitti in modo produttivo

Perché è importante dedicare molta attenzione ai rapporti,
contrasti e conflitti nel tuo luogo di lavoro?

I conflitti possono rovinare i rapporti personali, creare un ambiente negativo, ostacolare la produttività,
distruggere il lavoro di squadra e causare un calo di fatturato.

Il conflitto sul lavoro è naturale e inevitabile ma ci sono tecniche e abilità che possiamo imparare per trasformare conflitti distruttivi in accordi costruttivi.

Ricorda che le persone oggi possono determinare il successo o l’insuccesso della tua carriera.

7. Coinvolgere tutto il team

Per diventare un team leader eccellente, è necessario che tu coinvolga i tuoi collaboratori nel processo decisionale, incoraggiandoli a suggerire modi nuovi o alternativi di fare meglio le cose.

Non decidere tutto da solo, promuovi un lavoro di squadra.

Fai domande stimolanti, del tipo: “Questo è il nostro problema, tu come lo risolveresti?” oppure
“Non stiamo andando bene in quel settore, tu cosa faresti?”.

Incoraggia le persone del tuo team al dialogo, ascolta quello che hanno da dire e poi valuta i loro suggerimenti, mantenendo sempre la tua autonomia di pensiero e di azione.
Guai a perderla!

I collaboratori che contribuiscono con nuove idee si sentono ancora più coinvolti e motivati.

8. Dare obiettivi specifici

Motiva al massimo dando obiettivi specifici e quantificabili a ogni singolo collaboratore.

Diventa un supporto attivo e concreto per ognuno di loro.
Chiedi di cosa hanno bisogno per raggiungere i loro obiettivi.

Aiutali a elaborare un piano d’azione e a rimuovere i possibili ostacoli che possono trovare sul cammino.
Sostienili e incoraggiali costantemente.

9. Delegare con efficacia

Il team leader eccellente e vincente sa allentare un po’ il controllo,
e delegare con efficacia.

Non disperdere energie preziose.
Troppo spesso, quando vuoi seguire ogni dettaglio della gestione, in breve tempo,
ti ritrovi stressato e oberato di lavoro, perché stai tentando di fare tutto da solo.

Il risultato è che i dipendenti non si assumono mai responsabilità, si sentono disimpegnati e si demoralizzano.
Delegare ti permette di focalizzarti sulle priorità e sulle azioni importanti e di essere sempre dinamico, lucido e propositivo.

Solo perché un tuo collaboratore o dipendente non ha le competenze per portare a termine un compito difficile, non significa che non possa imparare.

10. Ascoltare di più è il mantra del leader eccellente

Imparare ad ascoltare è il segreto per avere una comunicazione davvero efficace.

Non dare per scontata quest’abilità per il solo fatto di sentire ciò che l’altro sta dicendo.
Ascoltare è capire il messaggio nel suo giusto contesto.

Il tuo collaboratore desidera essere ascoltato con attenzione, vuole sentire la tua partecipazione e la tua empatia.
Più percepisce il tuo reale interesse nei suoi confronti, più aumenta il suo desiderio di comunicare e di interagire con te.

Ascolta i bisogni dei tuoi collaboratori, le loro perplessità, i loro dubbi, senti cosa vorrebbero cambiare e poi agisci di conseguenza.

Se sai ascoltare i tuoi collaboratori vuol dire che sei una persona sicura di te, non ritieni di aver la soluzione per tutto e per tutti e non hai paura del confronto.
Un vero leader!

In definitiva,
se vuoi diventare un team leader eccellente, è necessario saper creare entusiasmo nel tuo luogo di lavoro, coinvolgere e motivare i tuoi collaboratori per raggiungere, insieme, grandi obiettivi.

10 abilità che ogni team leader eccellente dovrebbe potenziare – 1

leader eccellente

La pressione della competitività ti spinge a muoverti più velocemente,
produrre maggiori risultati in meno tempo e con meno personale.

Le persone e le cose si muovono veloci.
I problemi non si possono rinviare, gli errori hanno conseguenze e costi importanti.

Sei il team leader e sei direttamente coinvolto.
Sei in prima linea, in campo, lì nel mezzo, dove la pressione si fa sentire!

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Per superare queste sfide devi sviluppare al meglio le tue doti personali, saper motivare e ispirare i tuoi collaboratori a fare del loro meglio per raggiungere grandi obiettivi.

Il team leader eccellente ha, prima di tutto, grandi competenze nel rapportarsi alle persone.

Ecco 10 abilità che ogni team leader eccellente dovrebbe potenziare,
fallo anche tu:

1. Gratificare i collaboratori

Le persone vogliono essere tenute nella giusta considerazione.
L’autostima è un bisogno umano e si alimenta di riconoscimento e fiducia in se stessi.
La gratificazione è il motore che ci spinge a dare il massimo per ottenere risultati sempre migliori.

Riconoscere ai propri collaboratori il lavoro fatto,
i rischi che hanno preso e i risultati che hanno ottenuto, crea un ambiente di lavoro positivo, motivato e molto produttivo.

Celebra e festeggia con il tuo team.
Siamo talmente focalizzati sul futuro che raramente ci concediamo una pausa per apprezzare e ricordare i successi nel lavoro. Celebrare ti permette di condividere sensazioni positive e di creare coesione e alleanza con il tuo team.

Ogni occasione deve essere l’opportunità per festeggiare con il tuo team.

2. Reggere la pressione e l’imprevedibilità

Vendite “saltate” all’ultimo istante, appuntamenti costantemente rimandati,
un continuo e frustrante adattarsi a un Mercato sempre più imprevedibile.
Viviamo in tempi complessi e incerti.

Per quanto tu possa organizzare e pianificare, ci saranno sempre imprevisti, appuntamenti cancellati, ritardi, emergenze e cambi di programma.
Non sprecare la tua energia e le tue capacità su cose e fatti che non dipendono da te.

Non lamentarti o demoralizzarti, accetta la realtà e concentrati solo sulle prossime azioni da compiere.

Diventa più flessibile!
Organizzati la giornata e pianifica con metodo ma non farlo in modo maniacale e dettagliato!
Lascia uno spazio per l’imprevisto.

3. Creare entusiasmo è un MUST per il leader eccellente

L’arma più potente sulla terra è l’animo umano in preda all’entusiasmo.
Ferdinand Foch

Ti senti un modello per il tuo team?
Hai una personalità dinamica che ispira gli altri?
Sai creare entusiasmo e mostrare sincero interesse per le persone che lavorano con te?
Parti appassionato ed entusiasta già da prima mattina!

Saluta ogni componente del tuo staff con un bel “Buongiorno!” radioso e positivo, dai pacche sulle spalle, fai sentire la tua partecipazione e il tuo sostegno.
Fai in modo che i tuoi collaboratori sappiano che li consideri la chiave del tuo successo.

I leader eccellente non perdono mai l’occasione di essere gentili e motivanti nel comportamento e nelle parole.

4. Creare rapporti di fiducia e di alleanza

Condividi con il tuo team le responsabilità, i compiti e le informazioni e …
il successo.

La condivisione è un grande atto di fiducia e un riconoscimento molto potente per i tuoi collaboratori.
La maggior parte di loro desidera fare un buon lavoro, avere degli obiettivi, condividere le responsabilità e partecipare al successo dell’azienda.

Prendi a cuore gli interessi del tuo staff, i loro problemi personali,
aiutali a bilanciare lavoro e vita privata.

Anche le piccole attenzioni significano molto per i tuoi collaboratori o dipendenti:
i loro compleanni, i nomi dei figli, dire “Ciao, come va?”.

Vedrai come la loro motivazione può salire alle stelle!

leader eccellente

9 linguaggi del corpo che ti renderanno istantaneamente più sicuro di te – 2

più sicuro

5. Stabilisci un contatto visivo

Le persone hanno l’abitudine di distogliere lo sguardo, non appena incontrano gli occhi di una persona.
Prova a non farlo.
Mantieni il contatto visivo!

Guarda le persone negli occhi e se qualcuno regge il tuo sguardo, sorridi.
Fai sentire alle persone la tua influenza positiva.
Prendi il tuo tempo.

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Questo dimostra fiducia,
ma significa anche un atteggiamento aperto.

Il contatto con gli occhi è difficile per molti,
in particolare per noi uomini, perché può sembrare sfidante.

Se hai difficoltà a guardare negli occhi o mantenere il contatto visivo, fissa il tuo sguardo tra gli occhi dell’altra persona (proprio esatto lì, tra le due sopracciglia).
Nessuno sarà in grado di dire dove effettivamente stai guardando.

Ricorda di sorridere quando mantieni il contatto visivo …
guardare in modo impassibile può essere molto inquietante.

6. Utilizza una stretta di mano ferma ma delicata

Siamo tutti molto attenti al modo in cui qualcuno ti stringe la mano.
Una stretta di mano molliccia farà probabilmente perdere istantaneamente punti.

Se una persona ti sta dando la mano a “pesce morto”,
non premere troppo forte.

Stabilisci un contatto visivo quando stringi la mano di qualcuno.
È un buon modo per apparire più sicuro di te!

Se non lo fai, la persona può pensare che non sei attento,
non hai rispetto per lui/lei o hai qualcosa da nascondere.

Guarda negli occhi di qualcuno abbastanza a lungo da memorizzarne il colore.
Non fissarla, sorridi.

7. Posizione del corpo adeguato se vuoi apparire più sicuro

Come poni il tuo corpo rispetto a quello della persona con cui stai parlando,
farà la differenza nel modo in cui sarai percepito.

La posizione adeguata combinata con una postura efficace è …
molto potente!

Quando parli con qualcuno, “apri” la tua posizione,
posiziona il tuo corpo in modo tale da essere aperto e “vulnerabile”.

Non coprirti il petto con le braccia, non flettere,
Significa fiducia e incitamento.

“Punta” il tuo corpo verso la persona con cui stai parlando,
un’angolazione diversa può significare fuga, paura, insicurezza e sfiducia.

È un cambiamento sottile,
ma “rivolgere” il tuo corpo verso il tuo interlocutore farà la differenza.
Ti farà apparire più sicuro di te!

8. Mostra il tuo “lato” piacevole

“Puoi mantenere un sorriso autentico solo per un po’,
dopodiché è solo denti.”

Chuck Palahniuk

Sorridere è uno dei più potenti segnali non verbali.
Toglie dal viso quell’espressione crucciata e nervosa, che rende il viso delle persone infastidito o arrabbiato.

È solo un’impressione,
che forse non rispecchia la realtà,
ma probabilmente non parleresti a una persona con quel tipo di espressione sul viso.

Assicurati che il tuo viso a riposo (ad esempio quando lavori al PC) sembri rilassato.

Questo non significa avere il sorriso stampato tutto il tempo,
fare il “piacione” o ancora peggio mostrare un sorriso di circostanza ma esibire un leggero sorriso sul viso per incoraggiare le persone a interagire con te.

più sicuro

9. “Trattieni” il sorriso

Le persone sicure di sé sorridono perché sono felici e non hanno paura di mostrarlo.
Regala alle persone che incontri un sorriso sincero.

Se il tuo viso, la tua bocca e i tuoi occhi non sono parte del sorriso,
vuol dire che stai utilizzando un sorriso di circostanza.

E’ il classico tipo di sorriso che utilizzi quando non ti senti veramente a tuo agio,
non hai voglia di sorridere ma lo fai forzatamente solo per apparire cortese.

“Aggancia” gli occhi dell’altra persona, nota il colore dei suoi occhi e poi sorridi.
Attendi che sorrida di nuovo e poi “trattieni” il tuo sorriso per due secondi in più di lui/lei.

Sarai stupito dal legame che si crea.
Le persone non potranno non notare qualcosa di “diverso” e si ricorderanno sicuramente di te.

Spesso,
dimentichiamo come un sorriso possa avere un impatto positivo quando incontriamo le persone.
Sorridere è un segnale potente.

Sorridere (in modo genuino) invia l’idea “Che bello conoscerti‘”.
Trasmette “Si, sono sicuro di me”.

9 linguaggi del corpo che ti renderanno istantaneamente più sicuro di te – 1

più sicuro

Alcuni giorni … proprio non va.
Ci sentiamo ansiosi, sopraffatti, “non abbastanza”.
Sai di cosa sto parlando!

Il punto è che non c’è tempo per recriminazioni o rassegnazioni:
dobbiamo subito ripartire (e bene) … sembrare subito più sicuri … il lavoro lo richiede,
il ruolo lo reclama … lo pretende!
Che cosa serve?

Un po’ di autocontrollo e un pizzico di strategia

Utilizza questi semplici spunti per una pronta reazione, una presa di posizione e di carattere,
che ti permette di apparire subito più sicuro e di superare il momento di empasse.

La cosiddetta comunicazione non verbale viene curata di rado,
eppure ha una grandissima importanza sull’efficacia della nostra comunicazione,
anche quando non parliamo.

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Ci sono dei gesti, delle posizioni e degli atteggiamenti che possono dire molto sulla nostra personalità,
così come delle nostre intenzioni e dei nostri giudizi.

Ecco 9 linguaggi del corpo che le persone di successo “usano” spesso,
e che dovresti adottare subito (anche tu) se vuoi apparire una persona piacevole e sicura di te:

1. Stai dritto

Per apparire più sicuro di te,
raddrizzati. Subito!

Tieni i piedi larghi all’altezza dei fianchi,
“stirati” verso l’alto il più possibile, immagina di essere tirato all’insù da una cordicella.
Conserva la “sensazione di altezza” ma rilassa le spalle, tirandole leggermente indietro.

Tira indietro le scapole e ”apri” il petto.
Solleva il mento leggermente, mentre cammini.
Non inclinare la testa di lato.

Non appoggiarti (a una parete, alla porta, la scrivania, ecc.), perché significa passività e insicurezza.

Tante ore davanti al computer, rendono le spalle curve,
Tieni le spalle dritte, ma rilassate il più possibile,
anche quando sei seduto.

2. “Espanditi” se vuoi apparire più sicuro di te

“In tutte le specie animali,
la postura espansiva, aperta che occupa più spazio è associata con potere e dominio”.

dice la psicologa americana Amy Cuddy.

In uno studio che ha condotto,
la psicologa americana ha scoperto che simulando una posizione dominante – dopo appena due minuti – c’è un aumento di testosterone e diminuzione di cortisolo.

Se è possibile,
prima di entrare in una stanza (per un colloquio, un meeting, una riunione, ecc.) prenditi un paio di minuti per metterti in una “posizione di potere”, con le gambe divaricate e le braccia tese sopra la testa, fino a dove puoi arrivare.

Sarai piacevolmente sorpreso dalla sensazione di maggiore potenza che questa piccola abitudine ti darà.
Salvo che non desideri attirare l’attenzione divertita di qualcuno,
meglio trovare un luogo riservato (va bene anche la toilette, se non trovi altro).

3. Posiziona i tuoi piedi in modo adeguato

La posizione dei tuoi piedi la dice lunga su di te.

Non è una scienza esatta,
ma mettere i piedi più vicini (o incrociati) significa generalmente insicurezza,
mentre una posizione più ampia, indica sicurezza.

Cerca di adottare una posizione in cui i tuoi piedi siano leggermente più larghi dei tuoi fianchi.

4. Rallenta

Quando siamo ansiosi,
oppure abbiamo un momento di disagio, può essere efficace parlare e muoversi più lentamente.

Anche se potrebbe sembrare troppo lento, va bene così,
è solo questione d’abitudine.

Controlla la lunghezza dei tuoi passi.
Passi regolari e cadenzati,
piuttosto che passi veloci, frettolosi o frenetici.

Non aver fretta e ricordati di mantenere la postura del corpo allineato.
Questo incedere lento,
questa serie ordinata e lineare di movimenti ti farà apparire subito più sicuro e fiducioso.

Alza il mento e guarda dritto,
non guardare in basso mentre cammini.