Raggiungere il successo professionale: meno social – più relazioni reali

raggiungere il successo professionale

Raggiungere il successo professionale, deriva dai rapporti con persone che conosci personalmente, non da estranei che ti “piacciono” online.

La tecnologia sta modificando le nostre modalità relazionali e indebolito le nostre risorse psicologiche. Passiamo più tempo nel mondo virtuale piuttosto che nel qui-e-ora della nostra vita reale.

Del resto,
coltivare relazioni reali richiede tempo, costanza ed energie, condivisione di ideali, pensieri e valori,
qualcosa che va aldilà dei “like” di Facebook.

Ha ancora senso parlare di social?

Questi strumenti non hanno quasi più nulla di sociale.
Lo sono stati forse all’inizio …

Stanno livellando (verso il basso) le competenze, hanno annullato i rapporti personali, i contatti fisici, la discussione, il confronto. La comunicazione non è mai stata così facile eppure comunicare in maniera sana e costruttiva, sembra diventata un’impresa.

La Rete ci consente di relazionarci con altre persone senza dover affrontare le difficoltà che incontriamo nel mondo reale. Le emozioni, anche le più forti, durano qualche momento. Basta spegnere il PC e i problemi non esistono più.

Raggiungere il successo professionale sembra così facile e indolore

Purtroppo, così facendo non sviluppiamo “muscoli” per superare le difficoltà relazionali e comunicative che incontriamo nella vita reale.
Diventa difficile raggiungere il successo professionale.

Spero che i rapporti sociali, quelli veri, tornino nelle piazze, nei bar, nei circoli, nelle biblioteche anche perché sono più divertenti di uno schermo e una tastiera.

Utilizzare internet nella maniera migliore, cogliendone e sfruttandone tutte le potenzialità, come semplice supplemento a una vita sociale “normale” nella realtà.

Comunicare per creare un legame privilegiato, utile e funzionale.
I rapporti personali fanno la differenza, sempre e comunque.

A molte persone suona strano che non sia presente sui social network, strillando incredibili opportunità e sconti promozionali.

È una scelta voluta.

Credo che per la natura stessa del mio lavoro, sia importante preservare la qualità, dando modo alle persone di confrontarsi come me dal mio sito web (e da un paio di mesi anche su Instagram).

È anche una questione di riservatezza: sono convinto che concentrarmi sui risultati dei miei clienti sia molto più prezioso, per tutti,
rispetto al “Gioco del dico/non dico” oppure “Sapessi quanto sono bravo!” che spesso avviene sui social.


12 frasi che ispirano motivazione e fiducia nei collaboratori (usale spesso) – 2

frasi che ispirano motivazione

5. “Hai fatto davvero la differenza”
“Stai facendo la differenza quando …”

Le persone vogliono svolgere lavori significativi, importanti,
che facciano la differenza.

Spiegare al tuo collaboratore come le sue azioni abbiano migliorato e raggiunto grandi risultati,
aiuterà a garantire che continui a lavorare-sodo per puntare all’eccellenza.

6. “Questo è un progetto/compito delicato. Ho pensato di affidarlo a te …”

Assegnare un compito delicato o complesso è un grande atto di fiducia e un riconoscimento molto potente.

Il tuo collaboratore desidera fare un buon lavoro, avere degli obiettivi,
condividere le responsabilità e partecipare al successo dell’azienda per cui lavora.

Distribuire i vari compiti e responsabilità complesse è un attestato di fiducia
è come dire “Mi fido di te”.

7. “Grazie per … ”

È facile dire “grazie”, sono solo sei lettere, è breve, diretto e vale molto più di mille parole.
La più semplice delle frasi.

Eppure,“Grazie” è una delle parole più difficili da dire (non solo in ambito lavorativo),
nonostante racchiuda un grande valore positivo,
soprattutto nei momenti più difficili.

8. “È stato fantastico. Dimmi come hai fatto …”

Nel dirlo, allo stesso tempo,
fai notare al collaboratore il lavoro (eccezionale) fatto e chiedi di insegnarti i suoi metodi.
Che gran modo di rispettare le qualità della persona!

Tutti desiderano approvazione,
e questa frase ne offre quantità-industriale.

9. “Che cosa posso fare per aiutarti?”

Senza essere invitato,
offri un aiuto, un supporto al collaboratore stressato o sopraffatto dal carico di lavoro.

Quando ti rimbocchi le maniche e lavori fianco-a-fianco,
rafforzi l’importanza di essere parte-del-team e fai sentire le persone importanti.
Un vero team leader.

10. “(Nome del collaboratore) ha detto cose meravigliose su di te …”

Il riconoscimento tra colleghi è il più ambito,
perché è considerato il più genuino.

I colleghi non devono necessariamente offrire feedback o riconoscimento tra di loro,
quando lo fanno, vuol dire che è autentico e realmente sentito.

Un apprezzamento di stima.
Motivazione alle stelle!

11. “Hai lavorato tanto questo mese. Prenditi il pomeriggio”

Non è sempre possibile dirlo,
ma offrire un pomeriggio di ferie pagate è un modo stupefacente per riconoscere ai dipendenti il duro lavoro effettuato.

Un inaspettato pomeriggio di shopping, di relax a casa o un’ inattesa passeggiata nel parco con i bambini rende WOW la giornata del tuo collaboratore.
Si ricorderà di questo gesto … stai sicuro!

12. “Non pensare al lavoro durante le tue vacanze.”

Tutti hanno bisogno di disconnettersi completamente dal lavoro,
durante le vacanze.

Quando utilizzi queste frasi che ispirano motivazione,
concedi il “permesso” soprattutto ai collaboratori più scrupolosi e ligi al lavoro di farlo,
soprattutto mentalmente.

Tratta i collaboratori come persone piuttosto che strumenti

I grandi leader parlano dei punti di forza e dei successi degli altri.
Sono attenti a non sminuire gli altri. Incoraggiano le persone.
Non vogliono che gli altri si sentano inferiori,
eclissandoli.

La cosa più importante da ricordare (quando utilizzi frasi che ispirano motivazione) è che si dovrebbe avere un sincero interesse verso le persone per apprezzarne il lavoro.
Quindi … lascia fluire i tuoi complimenti liberamente.
Il resto seguirà (leggi il post per approfondire).

Devi sentirli come la cosa-giusta-da-dire in quel momento o come qualcosa-che-doveva-essere-detto.
Pensa che un apprezzamento, anche se forzato, in genere fa comunque piacere,
immagina l’efficacia quando ne sentiamo uno autentico.

Attenzione, ricorda quando usi frasi che ispirano motivazione …

prima di pronunciare queste frasi che ispirano motivazione assicurati di volerlo davvero dire. Con sincerità.
Se lo dici e, poi ritratti, respingi, revochi una decisione,
puoi distruggere la tua reputazione nonché la fiducia e il morale dei collaboratori.

Se sei di fretta, non hai tempo, non sei ispirato … non fare calcoli!
Una stretta di mano e un semplice “Grazie” o “Ottimo lavoro!” detto con sincerità,
guardando negli occhi la persona … non ha prezzo!

A chiunque fa piacere sapere che sta lavorando bene!



12 frasi che ispirano motivazione e fiducia nei collaboratori (usale spesso) – 1

frasi che ispirano

C’è una voce negativa nelle nostre teste.
Per molti di noi, è più facile parlare di cosa-non-va piuttosto di cosa-funziona (vedi post).

Infatti,
la maggior parte dei team leader si sente più efficace nel dare critiche piuttosto che un feedback positivo.

Non sono abituati a porgere complimenti e apprezzamenti, non sanno come fare, hanno paura di sbagliare,
di diventare ridicoli.
Deboli.

Criticare è più facile che lodare

I team leader rifiutano il riconoscimento per paura di creare compiacimento e approvazione.
Se dicono grazie, la gente penserà di “essere arrivata”.

Eppure …
la gratificazione personale è il punto di partenza per la costruzione di un team solido e propositivo.

Gratitudine, onore e riconoscimento sono molto più potenti del semplice ringraziamento.
Frasi che ispirano, una piccola considerazione o la parola giusta possono costruire un rapporto forte e motivare un dipendente scontento e sfiduciato.

Un sentito ringraziamento può rendere “gloriosa” la giornata,
è una piccola cosa, che fa una grande differenza (leggi il post per approfondire).

Le frasi che ispirano ti definiranno come persona e leader

I collaboratori vogliono sentirsi apprezzati.
Se sono scontenti, ignorati, non ascoltati, allora il problema non è solo il loro …
diventa anche il tuo.

Le parole sono incredibilmente potenti.
Quindi assicurati che non avviliscano o demoralizzano le persone.

Utilizza frasi che ispirano per far sentire il tuo collaboratore importante e indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi.

Sei il leader del tuo team.
Devi ispirare le persone.

Trasmetti fiducia e importanza a ogni membro del tuo team

Mostrare ai dipendenti quanto siano importanti servono solo pochi secondi. Se incoraggiassi in modo potente un tuo collaboratore una volta la settimana, lo faresti quasi 50 volte l’anno.
Non male vero?

Un qualsiasi scemo riesce a prendere a calci qualcuno per “stimolarlo”.
I leader di successo invece rendono facile il duro lavoro.

Ecco 12 frasi che ispirano che puoi utilizzare per motivare il tuo team:

1. “Sei sulla strada giusta …”

“Stai facendo progressi su …”

Esprimi la felicità per la crescita, il progresso e il successo del tuo collaboratore.
I veri leader amano il successo degli altri.

Non essere generico. Spiega esattamente cosa-hai-visto.

2. “Noto come …”

“Ho notato quanto hai lavorato per …”
“Ho notato come hai insistito nonostante la riluttanza ad affrontare questo difficile problema. Questa qualità ti porterà lontano.”

Il semplice fatto che hai notato e osservato ti rende un leader attento e focalizzato agli occhi dei tuoi collaboratori.

Sentire che il proprio lavoro è apprezzato e importante crea un ambiente di lavoro positivo,
motivato e molto produttivo.

3. “Sono impressionato da …”

“Sono molto impressionato dalla professionalità che hai dimostrato stamattina con il cliente. Hai dimostrato di aver compreso le nostre procedure e la nostra filosofia”.

Riconoscere al tuo collaboratore che sei “scosso positivamente” dal suo atteggiamento, va di là dal semplice riconoscimento …è un’iniezione di pura adrenalina motivazionale.

Esagerazioni?
Immagina per un attimo … una persona che stimi, il gran-capo, il titolare, il CEO che ti mette una mano sulla spalla e ti dice “ Sono molto impressionato dal tuo …” Come ti senti?

4. “Vorrei conoscere il tuo parere su …” 

Poche frasi hanno più potenza-motivazionale.

Come capo o team leader,
potresti facilmente esercitare la tua autorità e dire semplicemente cosa-fare.

Ma quando chiedi un feedback del genere,
promuovi le idee e l’incombenza per eseguirle.

Dai ai tuoi collaboratori la libertà di prendere decisioni.
Poiché si sentono rispettati,
faranno di tutto per soddisfare le tue aspettative.



4 volte in cui l’impazienza può danneggiare la tua carriera professionale – 2

come fare carriera?

2. Quando sei impaziente, tendi a essere aggressivo invece di assertivo

Hai mandato una mail … e non ti hanno ancora risposto, quindi ne invii un’altra di follow-up.
Poi il giorno dopo e quello dopo ancora…
In ogni mail alzi il livello di aggressività … esigi una risposta!

A nessuno piace essere pressato, tanto meno aggredito.
Assicurati di aspettare un ragionevole lasso di tempo prima di scrivere ancora. Dai alle persone il tempo necessario e fidati che lo faranno.

L’irrequietezza, porterà le persone a ignorarti o scansarti.

Quando l’impazienza prende il sopravvento, sei percepito come qualcuno che è completamente focalizzato sui propri bisogni e sentimenti.
Non mostri alcun rispetto per i bisogni per le altre persone.

Quando comunichi aggressivamente, hai tutto da perdere …
se lo fai con i colleghi, la loro reazione è solitamente negativa, risentita, arrabbiata, ferita.

Se sei un team leader,
e comunichi in questo modo con i tuoi collaboratori aspettati comportamenti passivo-aggressivo, risentimento, insoddisfazione, turnover oppure sabotaggio.

3. L’impazienza fa danni quando ti aspetti subito grandi risultati

Come fare carriera?
Il successo professionale non arriva in una sola notte.

Questo è il motivo per cui un sacco di gente non raggiunge la carriera che (davvero) desidera.
Questo è il motivo per cui molte persone mollano troppo presto.
Le persone di successo non si aspettano risultati immediati.

Il raggiungimento di alcuni obiettivi richiederà tempo, più di un tentativo e la possibilità del fallimento.
Sii paziente che le cose accadranno nel momento giusto.

Come fare carriera?
Cosa fai quando trovi sulla tua strada difficoltà, ostacoli o impedimenti?
Insisti e persisti finché non raggiungi il tuo obiettivo oppure getti subito la spugna?

Impara l’arte della pazienza.
Applica la disciplina ai tuoi pensieri quando questi diventano ansiosi sulla riuscita di un intento. L’impazienza nutre l’ansietà, la paura, lo sconforto e il fallimento.
La pazienza crea confidenza, decisione ed una prospettiva razionale, che alla fine conduce al successo.”

Bryan Adams

4. L’impazienza di arrivare non ti “connette” con gli altri

Quando sei intelligente e capace, è facile pensare di essere “al centro del mondo” e che gli altri siano solo un supporto o, peggio, una scocciatura, un freno.

Invece la realtà è che i rapporti professionali contano,
eccome!

Le persone con cui lavori (i tuoi colleghi o il tuo team) sono la chiave del tuo successo.
Non essere concentrato solo sulla tua carriera e sul tuo successo personale.

Prima di intraprendere qualsiasi azione sul tuo posto di lavoro, chiediti quale sarà il beneficio per tutto il team (non solo per te stesso).

Il coaching può aiutarti a gestire le tendenze comportamentali negative.
Imparare ad adattare i tuoi stili comportamentali ai diversi contesti.

Quando sei impaziente perché la tua carriera si sta muovendo troppo lentamente, non apprezzi mai pienamente i piccoli passi che stai facendo lungo il tuo cammino. Quando tutti i semi che hai piantato finalmente inizieranno a germogliare, sarai in grado di apprezzare che ci sia voluto tanto tempo per crescere.

Come fare carriera?

L’impazienza, la fretta, l’irrequietezza hanno (come tutte le cose) il loro lato positivo.
È energia, stimolo, spinta, reattività, ambizione.

Ti costringe a fare-pensare nuove trattorie per intraprendere la tua carriera, ti sradica dall’immobilismo, ti spinge oltre i tuoi limiti per raggiungere i tuoi obiettivi.

L’impazienza ti spinge a mettere in discussione sistemi obsoleti, inefficienti o lenti, anche se non puoi cambiarli direttamente. Ti spinge a metterti in cammino (anche se a fari-spenti), a risolvere i problemi da solo.

Se vuoi trasformare la tua impazienza in una spinta positiva,
concentrati su quello che puoi fare piuttosto che su quello di cui hai bisogno dagli altri.

L’impazienza canalizzata diventa energia produttiva e motivante, può avere un enorme effetto positivo sulla tua carriera.


4 volte in cui l’impazienza può danneggiare la tua carriera professionale – 1

per fare carriera

“Quando possiamo iniziare?
Ti andrebbe bene domani alle 09.00?”

Ariana è impaziente. Vuole agire subito. Vuole cominciare immediatamente il percorso di coaching.
Ha fretta. È veloce, SMART.

Quando decide di fare qualcosa, entra in azione senza indugio, raccontando al mondo intero la sua prossima mossa.

Successo professionale? La competenza, da sola non basta ..

Vive ogni giorno con entusiasmo.
Impara velocemente, è avanti, si adatta facilmente. Non vuole sprecare un momento in qualcosa che non valga la pena fare. Vuole “quagliare”. Subito.
Ariana non si accontenta.

Il che non è un male, dirai …
In effetti, mi piace l’approccio di Ariana.

Il punto che – tornando alla sua domanda iniziale – Ariana non ricevendo una mia risposta mi ha inviato altre due mail di-seguito nel giro di poche ore per “farmi pressione” e sistemare così la sua agenda (il suo bisogno del momento).

Quando ne parliamo durante le sessioni di coaching
mi risponde con una risatina nervosa (di una beccata con le mani nella marmellata) “Sono una rompiscatole, lo so. Al lavoro? Si, spesso … colleghi e anche con il  …  gran capo”.

Non tutte le decisioni riguardano solo noi

La maggior parte delle circostanze si basa su forze esterne, interazione con altre persone, indipendentemente dal fatto che siano disponibili o no.

Ariana, come tanti altri, si sente totalmente frustrata quando non riceve risposta e ha la tendenza a spingere le persone che la circondano alla sua stessa (folle) velocità.
La sua fretta di fare carriera (spesso) le si ritorce contro.

Per fare carriera – Ariana – non deve rallentare.
Deve solo prendere consapevolezza degli-altri.

Quanta energia per fare carriera! A volte sembra un tapis roulant ..

È comprensibile … quando ti “sbatti” da mattina a sera, fai ore extra in ufficio, commenti forzati sui sociali per allargare la tua rete, ma nonostante i migliori sforzi …
ti senti completamente bloccato, e non avanzi nella tua carriera.

Pensare di andare avanti ma non essere in grado di farlo, è una delle situazioni più frustranti della vita.

Devi essere davvero ZEN, nel dare il massimo e poi lasciare andare il tutto, confidando nei tempi e “aspettando che l’universo faccia il suo corso”.

Ecco 4 volte in cui l’impazienza può danneggiare (anche seriamente) la tua carriera professionale:

1. Vuoi salire nella gerarchia ma non sei ancora pronto

Sei determinato e vuoi arrivare dove desideri. Vuoi ottenere quella posizione di responsabilità.
Di leadership.
Bene!
La determinazione è indispensabile, per fare carriera!

Vuoi alzare il tuo livello di una tacca.
Più soldi, più prestigio (non ti scordare anche le pastiglie per il mal di testa).

Spesso, sai, non importa quanto si desidera qualcosa, semplicemente non si è pronti.
Almeno non ancora.

Sai gestire i tuoi modi di fare? I tuoi atteggiamenti? Le frustrazioni e le attese?
La tua reazione e quella degli altri?
Non sai cosa rispondere?

Se non sai cosa rispondere, tranquillizzati un po’ … e datti ancora un po’ di tempo.
Aspetta. Forse non sei ancora pronto per fare carriera.
Trova le risposte.

Ricorda il monito di Wolf J. Rinke
“Dire a qualcuno di fare qualcosa non significa essere un leader.”



Un segreto per parlare con più autorevolezza .. e tutti ascolteranno

parlare con più autorevolezza

“Io do un ordine, o taccio.”
Napoleone Bonaparte

Quando ti è richiedo di parlare (durante una riunione … per esempio),
un paio di secondi di silenzio, prima di rispondere, ti sembrano eterni?
Hai paura che questa pausa sia vista come esitazione e titubanza?
Sei convinto che “quelli svegli rispondono subito”?

La fretta di rispondere può giocare brutti scherzi

Frasi a raffica senza respirare, pause-zero, un continuo sali-scendi di tono … così pensi di essere efficace?
No, non hai un difetto di pronuncia ma stai respirando male e devi continuamente arrestarti, avviare e cambiare rotta solo per coprire la mancanza d’aria.

Hai un sacco di tempo!
E apparirai autorevole, ancora più sicuro di te se … te lo prendi tutto!

Prenditi il tempo necessario per pensare a una frase intera, prima di pronunciare la prima parola.
Fai un bel respiro e … via.
È necessario respirare per essere fiduciosi.

Se vuoi un suono della voce “autorevole”, devi fare attenzione al tuo respiro.
Respira qualche volta in più durante il tuo discorso.

Ricorda …
se vuoi parlare con più autorevolezza e desideri catturare l’attenzione e la stima di chi ti ascolta, è necessario trasmettere sicurezza,
non ansia!

Parla più lentamente .. scandisci le parole

Inserisci numerose e frequenti piccole pause, che suonino come naturali esitazioni.

Fai attenzione a variare poche volte il tono della voce: non passare improvvisamente da uno seducente e accattivante a uno più autoritario.

Sforzati di controllare il timbro della voce e di comunicare con una vocalità più profonda,
che è più accattivante rispetto a un’acuta.

Una persona calma, ha raggiunto uno standard di vita più elevato (una concezione individuale più alta e più nobile), ha imparato a governare se stessa e sa come adattarsi agli altri.

È amata dalla gente perché ha un comportamento fortemente equilibrato, le persone “sentono” che possono imparare e fidarsi di lui.

Il potere della calma viene dal-dentro.
Dalle profondità della nostra natura.

La calma è un invito .. vuol dire parlare con più autorevolezza

La fretta – invece – trasmette che non hai il controllo su di te.

Più calmo diventi, più grande sarà il tuo successo, la tua influenza, il tuo potere (che non è popolarità oppure tirannia).

Questo è il potere della calma.
Questo è parlare con più autorevolezza.

Come fare carriera? Vestiti come se dovessi chiedere una promozione. Ogni giorno.

come fare carriera

Come fare carriera? Non sottovalutare il look!

Il modo in cui collaboratori, colleghi, clienti o il capo ti vedono può aiutarti a creare o distruggere la tua reputazione professionale.

Sono certo che sul lavoro vuoi essere notato per la tua intelligenza, le tue capacità e il tuo talento, non certo per il vestito di una taglia più grande, i calzini bianchi, la cravatta che arriva sotto la cintura, le scarpe consumate o la scarsa igiene personale.

Anche se possiedi qualifiche ed esperienza, vestirti in maniera trascurata o inappropriata potrebbe costarti caro in termini di successo professionale.

Come fare carriera? Il modo in cui ti vesti al lavoro .. la dice lunga su di te!

Anche se può sembrare un compito noioso e una routine fastidiosa, devi farlo con cura e attenzione.

Se vuoi distinguerti e guadagnare più rispetto sul lavoro, il modo in cui ti vesti ogni mattina ritrae la tua attitudine al lavoro e … alla vita.

È un’arte raffinata,
dice al datore di lavoro che ti stai sforzando, che sei in grado di rappresentare adeguatamente l’azienda.

Scarpe consumate e sporche, la tua camicia stropicciata trasmette l’idea che non ti potrebbe importare di meno ottenere una promozione. E allora perché mai proportela?

Senza entrare nei particolari di un argomento così vasto,
per non perderti nelle regole del vestiario da ufficio, elimina immediatamente tutti quei look che etichetteresti con “troppo”: troppo stretto, troppo corto, troppo trasparente, troppo chic, ecc…

Se non gestisci la tua immagine .. gli altri lo faranno per te

Lasciare “troppo” all’immaginazione della gente può essere la differenza tra rispettoso e ridicolo.

Pianificare gli abiti da indossare la sera prima,
può aiutarti a evitare o almeno ridurre le possibilità che tu commetta l’errore-principe: indossare gli stessi vestiti due giorni di fila.

Vestire in modo appropriato non deve per forza essere una mannaia sul tuo portafoglio.
Investire in abbigliamento di qualità non solo ti farà risparmiare denaro a lungo termine, ma ti eviterà che il bottone della tua giacca a buon mercato salti durante la riunione o la presentazione.

Non rinunciare alla tua personalità e al tuo stile

Non aver timore di indossare colori, stampe, dettagli e accessori. Qualunque sia il tuo gusto, personalizza il tuo abbigliamento con il tuo “marchio di fabbrica”.

Come fare carriera?
Vestiti ogni giorno come se dovessi avere un incontro con il grande-capo per un potenziale aumento. Senza esagerare. Vedrai la differenza!

Il giusto look al lavoro va oltre i vestiti che indossi. Riguarda anche come gestisci te stesso e il tuo stato mentale.

Potresti essere la persona migliore vestita al mondo, ma se eviti le responsabilità, non contribuisci mai con spunti e idee, non fai mai straordinari, sei tra i primi a schizzare fuori dall’ufficio alle 17:00 …
difficilmente riuscirai a stupire e farti notare!

“Il modo di vestirsi è una preoccupazione sciocca.
Ma è molto sciocco per un uomo non essere ben vestito.”

Lord Chesterfield

La gestione dell’imprevisto: la skill basilare di chi ce la fa ..

gestione dell'imprevisto

Certe notti,
non so te … quando metto la testa sul cuscino, provo un certo senso di sollievo nel fatto che so esattamente a che ora mi sveglierò (la sveglia è impostata alla stessa ora 05.30) e cosa farò esattamente il giorno successivo.

Non so te, hai voglia a vederla in un altro modo …
certe notti …. questa prevedibilità, questa certezza, è molto rassicurante. Confortante.
Ti fa dormire come un bebè.

“.. certe notti qui, che chi s’accontenta gode, cosi’, cosi’ ..”

Infatti, alle 05.30… suona la sveglia!
Apro gli occhi, scendo dal letto e preparo la colazione.

Ci sono giorni però che si allontanano dalla norma, vanno fuori controllo, fanno crollare il tuo piano così rassicurante e ti spiattella davanti un‘altra certezza. Quella primaria.
La sola.

L’unica certezza? L’incertezza!

L’avviso (che non ho letto) sul portone d’ingresso mi dice che il passaggio è occupato, l’auto è bloccata in garage fino alle 10.00. Il cliente che mi aspetta (e non mi vedrà) crederà alla storia dell’auto bloccata nel garage?
Banale.

Il mio concetto di certezza si squaglia come neve al sole di maggio, la tanto confortevole pianificazione salta così, senza preavviso. La mia relazione d’amore con l’amata routine scricchiola … mi sento “tradito” … sperimento così la realtà e questo senso di fugace sicurezza.

Ho pensato … ecco la skill che non ti aspetti … altro che competenza e preparazione!

La differenza tra uno BRAVO e uno GRANDE può spesso ridursi a come affronta le situazioni inaspettate.
Alcuni possono crollare sotto la pressione di eventi (anche banali) non familiari, altri prosperano e trovano il modo di superare le avversità.

Siamo tutti condizionati a contare sul senso di sicurezza

Adoriamo la certezza ma viviamo in un mondo, dove di certo e sicuro c’è ben poco.
La vita non è certa.

Forse non troverai quel lavoro tanto desiderato.
Non avrai quella promozione (e che avresti meritato) e magari otterrai un avanzamento di carriera (che non hai mai chiesto).

Ti potrebbe essere richiesto di trasferirti (proprio adesso che ti sei sposato e chiesto il mutuo).
Potresti cambiare di colpo … lavoro, città, nazione!

La certezza non esiste, il mondo è incerto per natura.
Un giorno puoi avere qualcosa, e il giorno dopo perderla o, al contrario, non avere niente oggi e avere la fortuna dalla tua domani.

Gestione dell’imprevisto? Che piaccia o no .. accade l’inaspettato

E non sempre è negativo.
Spesso, le cose migliori sono quelle impreviste perché prive di aspettative.

Le strade più panoramiche e spettacolari sono le deviazioni che hai maledetto e non volevi prendere.
Aspettati che qualcosa vada storto, anche se non sai cosa.

Se vuoi apprendere la gestione dell’imprevisto … metti “in agenda” l’inaspettato.
Organizzati la giornata e pianifica con metodo ma non farlo in modo maniacale e dettagliato!

Lascia uno spazio per l’imprevisto. C’è sempre la possibilità che l’imprevisto ti attenda dietro l’angolo.
Sempre.

Imprevisto al lavoro? Non c’è modo di evitarlo

La gestione dell’imprevisto per alcuni può essere spiazzante.
Paralizzante.

Ma se riesci ad accettare che non puoi pianificare ogni eventualità, sarai effettivamente più equipaggiato per affrontare le sorprese della vita.

Quando accetti l’imprevedibilità e l’incertezza non significa che sei diventato incosciente, rassegnato o irresponsabile, ignorando tutto quello che ti circonda.

Vuol dire che scegli di vivere con più leggerezza ed essere saggio e concreto, prendi coscienza di un dato di fatto. Prima lo consapevolizzi meglio è!

Sapere che l’unica certezza è l’incertezza rende la nostra mente più flessibile e, in questo modo, diventiamo persone più forti a livello emotivo.
A volte, l’imprevisto è un’opportunità sotto mentite spoglie.

È una possibilità per mostrare la tua iniziativa, per fare vedere quanto vali sotto pressione e per mostrare la tua capacità di problem solving (quella skill che così tanto ami pavoneggiare sul tuo CV).

“Il momento in cui con più probabilità può succederti qualcosa di veramente straordinario, è quello in cui sei certo che niente potrà accaderti.”
Jane Pauley

Foto: Thomas Leuthard


Riunione con il tuo team: come gestire un’osservazione poco gradita

riunione con il team

Come leader del tuo team,
come reagisci se un collaboratore ti muove una domanda polemica, un’osservazione pungente?
Una considerazione al limite della provocazione?

Come gestire un commento poco gradito durante una riunione con il team?

Non avere paura delle osservazioni, delle domande dei collaboratori (anche se provocatorie o poco pertinenti).

La scelta più povera che tu possa fare è cercare di evitarle … con la speranza che scompaiano magicamente.
Non succederà.

Le osservazioni durante le riunioni con il team devono diventare tue alleate preziose,
e per questo le dovrai “quasi” stimolare, piuttosto che temere.

Le considerazioni durante la riunione con il team – se ben indirizzate – possono far nascere momenti di partecipazione importanti, permettono di approfondire alcuni temi, possono essere indicatori preziosi del livello di attenzione e di partecipazione dei tuoi collaboratori.
Può diventare un momento di crescita professionale.

Creare e mantenere una buona comunicazione è essenziale. Se fai ogni sforzo per trattare le obiezioni come “normali”, avrai un dialogo ancora più produttivo.

Non farti travolgere dalle emozioni

Le tue emozioni influiranno sulla tua professionalità.
Scivolare in uno “scisma emotivo” è raramente produttivo.

Lo stress emotivo limita la soluzione creativa, hai più probabilità di dire qualcosa di cui ti pentirai più tardi,
e rischi di trasformare la questione in una faccenda personale.

Quanto più tranquillo e centrato sarai,
tanto meglio riuscirai a gestire questo tipo di situazioni.

Ascolta

Non tagliare la parola. Non interrompere.
Non “andare sopra”.
Mai.

Anche se hai sentito la stessa osservazione e hai già la risposta, dai la possibilità alla persona di esporre e di spiegare come è giunta a tale conclusione.

Ricorda che il tuo linguaggio del corpo dice molto…
evita – mentre ascolti – di sospirare, sbuffare, roteare gli occhi, guardare la persona in modo astioso e di sfida.

Ascoltando in modo attivo sarai in grado di raccogliere indizi utili, cogliere l’occasione per potenziare la tua leadership.

Dai credito all’osservazione .. anche se non ti piace

Prima di rispondere alla considerazione, utilizza frasi e segnali di comprensione e approvazione (per esempio: ‟Certo … capisco il tuo punto di vista”).

Annuire e acconsentire non vuol dire essere d’accordo ma significa semplicemente “Si, ti sto ascoltando. Con attenzione”.

Cerca di cogliere non solo gli aspetti di disaccordo, ma sottolinea anche quelli positivi.
Esplicitali chiaramente entrambi.
Senza esagerare o enfatizzare.

Non intavolare una discussione solo con lui/lei

Evita di focalizzarti solo sulla persona che ha mosso l’obiezione.
Non far scivolare la discussione in un duello personale.

Il resto del team si potrebbe annoiare, o peggio, dividersi in fazioni (quelli che si schiereranno a tuo favore, quelli che parteggeranno per il collega e quelli che penseranno “Ah… vediamo come se la cava il capo adesso …).

Rivolgiti a tutti i partecipanti, coinvolgendoli.

Non fare scivolare in una gazzarra la riunione con il team  

È importante non trasformare la riunione con il team in una “caciara”.
Una gazzarra stile Reality TV.
Un rimpallo di responsabilità per vedere chi ha ragione.
Chi è il più forte.

Se succede … la responsabilità è tutta tua!
Non sei riuscito a prendere il controllo della situazione.

Non ripeterti e non fare battutine.

Meglio evitare tutte quelle esortazioni al lavoro,
il classico consiglio “del capo saggio” o frasi fatte prese in prestito dal web.

Chiarisci la natura della polemica

Raramente qualcuno farà emergere la vera natura della sua obiezione. Ecco perché è estremamente importante ottenere chiarimenti.

Hai il “cosa”, ora hai bisogno del “perché”.

Poni domande.
Farlo, dovrebbe aiutarti a scoprire la vera critica.
Molte volte un’osservazione è dovuta a mancanza di informazioni o false percezioni. Altre volte scoprirai anche che un’obiezione non è in realtà un’obiezione.

Una volta che riconosci e comprendi l’obiezione di qualcuno, puoi aggiungere informazioni che reindirizzano la percezione e che respingono l’osservazione.

Esprimi di nuovo il tuo punto di vista

Nella maggior parte dei casi CHI muove l’obiezione vuole vedere se l’ALTRO confermerà la sua linea di pensiero o la correggerà con nuovi ragionamenti.

A questo punto, esprimi nuovamente il tuo punto di vista … ma con parole differenti e senza cambiare il senso del tuo discorso, a meno che tu non lo ritenga necessario.

Diventa un risolutore di problemi

Ogni volta che sorge un’obiezione, l’obiettivo è fornire la relativa spiegazione, un chiarimento il più possibile coerente che fornirà alla persona una prospettiva diversa,
che potrebbe eliminare la sua preoccupazione.

Come detto …
è una grande opportunità per “aumentare” il tuo carisma e la tua leadership.

Usando le informazioni che hai accumulato, l’intuizione e la logica, puoi trovare una soluzione. Quando la presenti, assicurati che l’altra persona la capisca e pensi che sia davvero la risposta alla sua obiezione.

La chiave: ascoltare attivamente

Superare le obiezioni è una delle più grandi sfide che un leader debba affrontare.

Cerca di capire realmente il punto di vista del collaboratore che ha espresso l’obiezione,
il tuo team gradirà questo modo naturale di gestire le divergenze.

Se invece, eviti i confronti, cerchi di “mettere via” il collaboratore con giustificazioni deboli oppure fai leva solo sulla forza della gerarchia (“Il capo sono io …”) darai l’immagine di un leader debole e insicuro.

Come gestire con efficacia il collaboratore sarcastico e irrispettoso – 2

collaboratore sarcastico

5. Fornisci un feedback chiaro

Spiega quali comportamenti hai osservato.
Concentrati sul comportamento, una situazione o un problema particolare,
e non sulla persona.

Non giudicare.
Non dire “Sei irrispettoso” “Sei sarcastico”.

Evita di attaccare o difendere.
Chiedi se trova questo tipo di comportamento corretto o produttivo per il team.
Concentrandoti sull’impatto del suo comportamento sulla squadra, sposta la responsabilità sulle sue spalle.

Se il collaboratore sarcastico respinge il tuo feedback dicendo “Stavo solo scherzando”,
spiega che non è divertente.

Termina l’incontro faccia-a-faccia spiegando che lo sostieni come collaboratore, ma vuoi vedere uno sforzo da parte sua per migliorare tale atteggiamento.

6. Rispetta la persona

Durante l’incontro, ascolta con attenzione.
Permetti alla persona di spiegarsi o di rifiutare le tue dichiarazioni.
Assicurati di non interrompere anche se non sei d’accordo, in modo che spieghi le sue giustificazioni.

Il punto è …
puoi (comunque) rispettare qualcuno cui non ti senti particolarmente affezionato.
Mostrare rispetto vuol dire riconoscere il carattere, la competenza e il contributo di una persona.

Lo so, …
è difficile mostrare cortesia a qualcuno che sembra scorretto.

Ma la cortesia è una questione di chi sei tu come persona,
non di quello che fanno gli altri.

7. Documenta i comportamenti

È importante documentare con precisione (date, descrizione dell’accaduto, persone coinvolte, ecc.) e tutti i comportamenti errati avuti dal dipendente in questione.

Documentare e dettagliare i-fatti daranno maggiore “ufficialità” e incisività alla questione.

Se il collaboratore irrispettoso riconosce il problema ed esprime volontà di miglioramento,
sostieni il suo cambiamento con apprezzamento.

8. Ricorda i tuoi obiettivi

È così facile essere inghiottiti nella negatività.
È facile rispondere negativamente alla negatività.

Mantieni tutti i membri del tuo team (anche la persona in questione) in grande considerazione.

Concentrati sulle cose positive e celebra pubblicamente i successi di tutto lo staff,
anche se onora il collaboratore sarcastico.

La persona potrebbe scoprire di sentirsi parte della squadra e iniziare a spostare la sua prospettiva.

Non farti risucchiare tutto il tuo tempo con il problema del collaboratore irrispettoso.
Non focalizzarti troppo su di lui/lei a danno dello sviluppo del tuo prodotto, servizio o clienti.

Rimani concentrato sui tuoi obiettivi,
e su tutte le cose buone che il resto del tuo team sta facendo.
Ecco la leadership!

9. Chiedi al collaboratore sarcastico di cambiare il comportamento

Dopo aver informato il collaboratore della natura inaccettabile del suo atteggiamento,
è il momento di chiedere uno sforzo concertato e concreto per cambiare ed eliminare tale comportamento.

Meglio essere precisi nelle descrizioni di quali comportamenti e azioni devono cambiare.

Dai una scadenza.

Se dopo un adeguato periodo, il comportamento e l’atteggiamento non sono cambiati o non si vede alcun miglioramento, è doveroso informarlo che i “bonus” a suo favore stanno per finire e alla prossima infrazione (delineata e definita chiaramente) sarai costretto a riassegnarlo o rimuoverlo.

È importante che tutti i processi siano pianificati e attuati in maniera sicura,
per evitare problemi legali a te e a tutta l’azienda.

Troppo spesso,
vogliamo gestire un collaboratore difficile senza farci coinvolgere troppo, senza “scendere in campo”, con il desiderio di controllare le conseguenze delle nostre azioni e con la speranza che il tempo sistemi, magicamente, le cose.

A volte funziona, spesso purtroppo no.

In conclusione,
fai del tuo meglio per aiutare il collaboratore sarcastico e irrispettoso a diventare un giocatore della tua squadra ma alla fine devi fare ciò che è meglio per te,
il tuo team e la tua organizzazione.

Ti invito a prendere questi suggerimenti per gestire il tuo collaboratore difficile non come una guida da seguire alla lettera ma solo come spunti di riflessione e di valutazione.

I rapporti professionali (come quelli personali) sono troppo complessi perché sottostiano a regole e procedure standard.

Vanno contestualizzati e personalizzati all’azienda, alla situazione, alla tua personalità di capo/leader/responsabile e a quella del tuo collaboratore o dipendente.



Come gestire con efficacia il collaboratore sarcastico e irrispettoso – 1

gestire il collaboratore difficile

Una iena.
Ecco cosa “diventa” Michela – durante le sessioni coaching – quando parla di Enrico  … un nuovo collaboratore che usa spesso il sarcasmo.

Sovente commenta malignamente alcune delle sue disposizioni, nelle riunioni si comporta come se lei avesse poca importanza.

Fa osservazioni “spiritose” anche ai suoi colleghi.

“Uno stronzo. Ecco cos’è!
Ma chi ce l’ha mandato qui … Non mi sta dando il rispetto come manager e suo team leader”.

Michela vorrebbe risolvere questo problema velocemente e andare avanti con i compiti più urgenti.
Non sa se è maggiore il disagio di tollerare tale sarcasmo oppure la difficoltà di affrontarlo.
È preoccupata per l’atteggiamento e i commenti di Enrico.

Le chiedo:
“Quanto tempo ti sta portando via il tuo collaboratore irrispettoso?
Quanto disturbo sta creando?”

Troppo, di sicuro!

Se il collaboratore sarcastico diventa un problema per la tua leadership, devi affrontarlo a testa alta.
Subito.

Più a lungo lascerai che avveleni l’ambiente di lavoro, la coesione del tuo team, maggiore sarà il danno che farà.

Michela è il momento di imparare a “galleggiare” in questa situazione.
Ti servirà nel futuro.
Il tuo futuro di leader.

Il sarcasmo può essere un modo di deridere o prendere in giro un’altra persona.
Spesso sfocia nella mancanza di rispetto.

Affronta subito la situazione.
Ecco 9 spunti strategici per “mettere nell’angolo” e gestire il collaboratore difficile:

1. Definisci il tipo di sarcasmo

La domanda che devi porti, prima di decidere-come-muoverti, è …
il tuo collaboratore usa l’ironia solo per essere divertente e fare il brillante (anche se riesce male)?
Oppure il suo unico obiettivo è sminuirti, sconvolgerti, ferirti?

Se il sarcasmo è inteso come umorismo,
noterai che la persona è sarcastica tutto il tempo – con i colleghi e anche con se stessa.

Non ci sono cattive intenzioni dietro le sue dichiarazioni. I suoi comportamenti possono riflettere sentimenti che prova nei confronti di se stessa.

Puoi affrontare il suo sarcasmo, con più leggerezza, dicendo che non capisci la sua ironia.
La persona probabilmente non ne è nemmeno consapevole di essere così pungente.

Se il sarcasmo invece è particolarmente diretto verso di te, è intenzionalmente in malafede, usato per sminuirti e rovinarti la reputazione, devi passare a un approccio molto più diretto.

L’intenzione è farti sembrare incompetente, apparire più SMART, farsi notare e salire nella gerarchia.

Se vuoi gestire il collaboratore difficile è importante non lasciare lievitare il problema.
Ne va della tua immagine di leader.

2. Non prenderla sul personale

La tua massima preoccupazione è il successo del tuo team e della tua azienda.

Non esigere rispetto.
Se lo chiedi, vuol dire che lo hai già perso.

Il rispetto deve essere guadagnato piuttosto che richiesto per via di un titolo o di una posizione.

Non fare affidamento all’autorità (almeno non subito). Quando avvertiamo la mancanza di rispetto, sentiamo il bisogno dell’autorità.
“Se non smetti, lo dico al capo (al grande-boss, al CEO, al titolare)

Non minacciare.
Ti rende piagnucoloso. Lamentoso.
Quando minacci di “dirlo alla maestra”, ti atteggi a un bambinone piagnucoloso.

3. Mantieni l’autocontrollo se vuoi gestire il collaboratore difficile

Non attaccare il sarcasmo con il sarcasmo.
Non rispondere a un’osservazione sarcastica con un commento ugualmente inappropriato.
Il pericolo è l’escalation.

Non replicare con una risata, una sorriso o un’espressione severa.
Mantieni la calma. Cerca di non sembrare influenzato.

Rivolgi alla persona uno sguardo vuoto, neutro,
alla fine capirà che con te non attacca.

Fai domande specifiche tipo:
“Che cosa vuoi dire?”
“Non la vedo così”
“Ne sei proprio sicuro?”
“Questa non è stata la mia esperienza”

Se i tuoi tentativi di ignorare l’insensibilità non vanno a buon segno, devi rendere le tue obiezioni ancora più chiare e dirette.

Ad esempio:
“Trovo che i tuoi commenti scortesi e ingiustificati, nonché poco divertenti.
Per favore smettila”.

Se il commento sarcastico è stato inviato via email,
non rispondere.

4. Fissa un incontro a quattr’occhi

Gestire il collaboratore difficile non è cosa facile. Discussioni imbarazzanti davanti colleghi o clienti rischiano solo di aumentare la tensione,
senza risolvere il problema.

Meglio dare feedback negativi nel privato e a quattr’occhi.

Poco prima dell’incontro,
prenditi qualche minuto per rilassarti respirando profondamente, sorridi per sciogliere la tensione dalla tua faccia.
Ti tornerà utile.

Foto: Ryan McGuire



Il nuovo lavoro è diverso da come immaginato. E adesso? – 2

il nuovo lavoro

Durante l’incontro renditi disponibile

Offri suggerimenti, chiedi idee al tuo capo/a. Lavora per risolvere il problema.

Ringrazia la persona per il suo tempo e la sua disponibilità.
Se necessario, organizza una riunione di follow-up per assicurarti che le cose siano davvero sistemate.

Se l’azienda, il titolare, il capo è ricettivo hai buone possibilità di salvare il nuovo lavoro.

Se l’incontro scappa via veloce e “distratto”

Se l’incontro è sbrigativo e non c’è alcun interesse ad allineare la tua posizione, l’unica alternativa è quella di ricercare un nuovo lavoro.
Affidarsi alla speranza che con il tempo le cose cambino, raramente si rileva positivo.

Fai sapere che hai apprezzato l’opportunità, ma dal momento che il lavoro non è per nulla in linea con quello stabilito, è meglio per tutti separarsi.

Se ritieni che il datore di lavoro ti abbia intenzionalmente ingannato o abbia violato il tuo contratto,
potresti valutare anche la possibilità delle vie legali (prima di lanciarti è sensato informarsi bene).

Come evitare una situazione simile in futuro

Prima del colloquio, esplora Linkedin o altri social per vedere se conosci le persone che lavorano in quell’azienda, in modo da capire meglio il ruolo e la cultura aziendale.

La maggior parte di noi vede i colloqui di lavoro come un momento dove sarà valutata dall’azienda,
raramente sfruttiamo l’occasione contraria: porre domande mirate al potenziale datore di lavoro per capire dove-stiamo-andando.

Fai domande “intelligenti”:
“Qual è la mia priorità per questo ruolo? Che cosa avrei bisogno per avere successo?”
“Mi potrebbe descrivere una tipica giornata o settimana di lavoro?”
“Perché la posizione è disponibile?”
“Si tratta di un nuovo ruolo? Ci sono risorse interne che lo supportano?”
“Il ruolo è disponibile perché qualcuno se n’è andato? Ah si! Da quanto tempo quella persona era lì?”

Se si evidenzia che le persone “durano” poco e c’è un turnover preoccupante, è probabile che (anche tu) non durerai a lungo.

E adesso? Cercare il nuovo lavoro

La soluzione ottimale sarebbe lasciare il nuovo lavoro, appena ne hai trovato un altro.
Se l’ambiente è davvero troppo tossico, dovresti essere in grado di andartene senza dare alcun preavviso (assicurati di essere in linea con le leggi sul lavoro).

Fai del tuo meglio per mantenere un rapporto professionale e cordiale fino in fondo (anche se non lo meritano).
Non bruciare tutti i ponti.

È il mondo del lavoro.. può capitare!

Se hai rifiutato un’altra offerta per accettare questo nuovo lavoro, forse potresti essere in grado di recuperare quell’opportunità. Prova a ricontattare l’azienda per chiedere se la posizione è ancora disponibile.

Sicuramente ti chiederanno il motivo perché stai cercando un nuovo lavoro così presto.

Una risposta semplice e concisa potrebbe essere:
“Purtroppo prima di accettare la mia posizione attuale non ho avuto il tempo necessario per informarmi bene sulla cultura dell’azienda.
Mi sono reso conto che questo ruolo non è adatto a me e sto cercando opportunità con aziende che valorizzano la collaborazione tra dipendenti.
Ecco perché sono così entusiasta di essere qui per questa intervista di lavoro.”

Non includere il datore-di-lavoro-flop sul tuo CV.
Generalmente brevi lacune vengono ignorate; devi comunque essere pronto a spiegare, se te lo chiedono.

In definitiva,
un nuovo lavoro può essere entusiasmante ed eccitante, pieno di insidie e stancante, ma anche snervante e … sconfortante.

Non biasimarti. È il mondo del lavoro.
Può capitare.
Ogni esperienza, buona o cattiva, è un’opportunità per imparare e crescere.



Il nuovo lavoro è diverso da come immaginato. E adesso? – 1

il nuovo lavoro

Pensavi di essere stato assunto per gestire le iniziative di social marketing della tua nuova azienda,
invece ti hanno piazzato in mano un telefono, un elenco lunghissimo di persone da chiamare (a freddo) per piazzare quel prodotto o servizio (in cui tra l’altro non credi neanche).

Devi lavorare troppe ore in più,
oppure nessuno ti dice cosa-e-come devi fare il tuo nuovo lavoro.
In definitiva, questo non è sicuramente il ruolo per cui hai superato (e vinto) le selezioni!
E adesso?

Il nuovo lavoro è un flop. Lasciare o resistere?

Che fare?
Mollare? E se poi non trovi niente-di-buono?
Restare? Con rischio di un’ulcera e una vita privata destabilizzata?

Il Mercato del Lavoro è-quello-che-è,
non ci si può uscirne a piacimento … e nessuno vuole passare per lo stress di una nuova ricerca di lavoro.
Ancora una volta.

Per il momento prova a mettere da parte le tue emozioni.
Riflettiamo insieme su come vedere uno spiraglio di luce in questo tunnel che sembra così buio e spaventoso:

1. Fermati a riflettere

Tutti crediamo di essere nel giusto.
Anche tu.

È il momento di fermarti e porti alcune domande che probabilmente non vorresti farti:
Stai contribuendo anche tu, anche in parte, a questa situazione?
Stai esagerando?
Hai peccato di superficialità?
È solo un errore di comunicazione che può essere sistemato?
Il nuovo lavoro ti ha talmente inebriato da non capire che era tutto un fake?

Se le cose non stanno andando affatto come avevi immaginato,
resisti all’impulso (almeno per il momento) di mollare tutto e iniziare una nuova ricerca di lavoro.

2. Ricorda l’eccitazione provata quando hai accettato il nuovo lavoro

A volte, le cose vanno fuori controllo e il livello di tolleranza scende a zero.
L’unica cosa che vorresti fare è inviare le tue dimissioni.

Se ci stai pensando … aspetta un momento!

Ricorda a te stesso l’entusiasmo di quando hai accettato questo ruolo, e quanto hai lottato per ottenere questo lavoro.

In questo preciso momento,
ci sono decine di migliaia di persone che stanno facendo lavori di m…., che odiano, perché non hanno avuto fortuna o le loro condizioni finanziarie le hanno trascinate in questa situazione.

3. Parla con il tuo capo, HR, il titolare

La comunicazione è fondamentale.

Chiedi un appuntamento

Lo scopo di questo incontro non è quello di sbraitare accusando ma piuttosto di coinvolgere la persona in una conversazione professionale (sincera e produttiva) dove poter mostrare le tue ragioni e trovare la soluzione migliore (per tutti).

Non stare sulla difensiva

Ascolta. Non discuterne con gli altri colleghi di lavoro.
Non danneggiare il rapporto con uno scontro astioso.
Almeno non ancora.

Prepara i punti di discussione

Inizia spiegando che la tua intenzione è di ottenere una migliore comprensione del tuo ruolo,
poiché hai avuto “l’impressione” che le attuali mansioni siano diverse da quelle concordate.

Decidi cosa vuoi dire e come vuoi dirlo

Riprendi l’annuncio di lavoro con la descrizione del tuo ruolo,
rimarca ciò che è stato discusso durante le tue interviste e fai un elenco di ciò che stai facendo di specifico quotidianamente.

Presenta il problema in modo costruttivo e assertivo

Resta ai fatti. Lascia da parte i tuoi giudizi personali.
Cerca di essere il più specifico possibile e porta esempi concreti.

Poni domande

Apri un dialogo …

“Sono qui da poche settimane e non è quello che mi aspettavo, possiamo parlare di quali sono le mie responsabilità e di come possiamo modificarle per essere in linea con quanto concordato?”

“In fase di colloquio, abbiamo discusso della nuova strategia di vendita e ho avuto l’impressione che dovessi essere io a gestire i clienti di quel settore. Quando comincerò a farlo?”

Nell’ultimo colloquio, abbiamo concordato che sarei stato responsabile di …………………………, ma non per la ………………….. Da quando lavoro con voi, mi è stato chiesto invece di concentrarmi su ……………
È cambiato qualcosa?”



Il prezzo che paghi alla comodità: una vita al di sotto delle tue reali capacità

comodità

“Troviamo comfort tra coloro che sono d’accordo con noi – crescita tra coloro che non lo sono.”
Frank Clark

Essere agiati, comodi è qualcosa cui abbiamo dedicato tempo, energia e speranza.
Abbiamo sempre ricercato una vita felice, confortevole, senza nessuno che disturbi.
Liberi da preoccupazioni. Confortevoli.
Lontano dalla lotta.

Troppo spesso ci sentiamo a nostro agio … e dopo qualche anno non ci sentiamo di dover sorprendere il partner. Al lavoro, nei nostri ruoli di colleghi o di leader, non sperimentiamo più.
Ci adagiamo.

Non osiamo più .. il fuoco è stato soffocato

Invece di lottare per la grandezza, sguazziamo nella comodità (anche se ci sta stretta ma almeno è conosciuta).

Siamo tutti diventati confortevoli.
Troppo comodi.

E adesso?
Ti accontenti di stare con qualcuno solo per non restare da solo?
Il lavoro non è quello che vuoi ma quanto è dura cambiare?
Ti piacerebbe proporti per la posizione di team leader ma poi … chissà quanti mal di testa?

Vorresti di meglio ma (oramai) hai familiarizzato con la comodità. Ti sei fatto amica la limitatezza.
Sei entrato in intimità con la facilità.
La coccoli, la assecondi.
E adesso non ti molla più!

Ti accontenti di una vita al di sotto delle tue capacità.
Anche se hai preparazione. Competenza.

Potresti meritare di più. Lo sai ..

Spesso tacciamo la voce dentro di noi … che ci invita a osare, lanciarci.
Smettiamo prima ancora di cominciare. Preferiamo “non essere disturbati”.
E così diventiamo prevedibile. Scontati.
Soporiferi.

“Quanto sarebbe quieta la vita senza l’amore: tanto sicura, tanto calma,
tanto noiosa…”

Guglielmo da Baskerville (Sean Connery in “Nel nome della rosa”)

Non lottiamo.
Non lottiamo abbastanza.
La sera andiamo a letto – forse scontenti – ma tranquilli.
Comodi.

Almeno non lamentiamoci.
Come possiamo lamentarci di scelte che in fondo sono nostre?

Credo abbiamo uno scopo nella vita. E credimi … non penso sia la comodità!

Il punto – l’hai capito – non è godere o evitare le comodità che la vita ci offre.
Il pericolo è – piuttosto – non rimanere intrappolati all’interno della nostra zona di comfort.
Non siamo fatti per essere bloccati dentro la scatola. Abbiamo bisogno di questa avventura.
Di “assaggiare” il gusto della vita.

Finché non saremo in grado di uscire dalle nostre zone di comfort e perseguire il nostro scopo con passione,
non diventeremo mai chi desideriamo essere.

Dobbiamo uscire dalla zona di comodità se vogliamo crescere

Rimanere dove siamo, è una garanzia per rimanere marginali. Se non spingiamo al di là della nostra “zona di comfort”, se non chiediamo di più a noi stessi, stiamo scegliendo un’esistenza vuota. Ci neghiamo un viaggio straordinario.

Prendiamo rischi (senza lanciarci senza paracadute) e facciamo cose nuove.
È più facile a dirsi che a farsi (lo so) ma la ricompensa è una vita di evoluzione e di avventura.

Abbiamo abolito ogni ostacolo dalla vita. Non abbiamo più bisogno di faticare, di combattere.
Questo è il “pericolo di stare bene”.
Il prezzo della comodità.

Foto: Robert Bejil


Comunicazione sul lavoro: il pericolo sottovalutato di parole come FORSE e MA

comunicazione sul lavoro

Non vuoi dire NO, ma anche SI ti gratta in gola.
Allora ti esce un benevolo FORSE, che è più dannoso di NO e SI messi assieme.

FORSE può essere il tuo modo di restare nel mezzo.
In stallo.

Quando dici FORSE, di solito intendi NO

Dire NO subito, ti salverà dal mal di testa e impedirà lo scompiglio della tua agenda.
È importante imparare a dire NO a molte cose, da quella borsa nuova a quell’altro impegno per il quale non hai tempo.

Nella comunicazione sul lavoro, NO non è sempre la risposta giusta, soprattutto se è il tuo capo a fare la domanda.
Proprio come dobbiamo allenarci a dire NO,
è importante evitare troppi FORSE.

Se pensi che NO sia egoista, ricorda che FORSE lo è ancora di più,
perché indica che vuoi sentirti incluso e importante senza però rifiutare e metterci la faccia.

Nella comunicazione sul lavoro la parola FORSE è .. un impegno inutile

È una ruota del criceto.
Ti siedi e giri, giri ma non vai assolutamente da nessuna parte.

Ogni volta che dici FORSE, paralizzi gli altri.

SI o NO sono più semplici di FORSE.
FORSE mantiene aperte tutte le opzioni, si traduce in confusione e stagnazione.

Se sei tentato di dire FORSE, dì NO. Se hai bisogno di un po’ di tempo,
fai sapere che deciderai più tardi – per esempio – a fine della giornata.

Le attività significative richiedono impegno, concentrazione ed energia.
Non puoi pianificare e andare avanti con i FORSE.

FORSE è pericoloso. Blocca. Nella comunicazione sul lavoro porta all’inazione e alla confusione.
I leader di successo hanno una cosa in comune: prendono decisioni. Lo fanno rapidamente e non si voltano indietro.

Il potere sta nella semplicità

I leader peggiori sono quelli che rimangono bloccati nella complessità e prendono decisioni lentamente.

Su queste cose dovresti essere brutalmente diretto.
Un mucchio di FORSE è utile solo a creare confusione mentale.

La vita professionale (e non solo) è un susseguirsi di decisioni.
SI o NO mantiene il movimento.
FORSE interrompe la progressione.

Se ti trovi bloccato nella ruota del criceto dei FORSE, individua esattamente quali informazioni sono necessarie per risolvere il FORSE.
Vai a prendere quell’informazione e chiudi la questione.

Se semplicemente non puoi decidere, dì semplicemente NO e vai avanti.
Qualunque decisione (nella comunicazione sul lavoro) è migliore di nessuna.

Escludi i “MA”

MA è come una spugnetta.
Ogni volta che usiamo MA, cancelliamo inesorabilmente quanto detto prima!

“Il modo in cui hai gestito il reclamo è stato eccellente MA devi dimostrare di aver compreso le nostre procedure e la nostra filosofia”.

“Sei fantastica, bellissima, sei la donna della mia vita MA …”.

Come ti suona?
Ha davvero gestito bene il reclamo? È davvero la donna della mia vita?
Sto cercando di non deluderlo. In realtà non ha gestito bene il reclamo perché ha dimenticato una parte fondamentale del processo.

Che cosa sente?
Che non intendo quello che ho detto e lo sto criticando.

Il “MA” cancella, limita, diminuisce, giustifica

Sostituisci il “MA” con “E”.
Oppure puoi anche solo interrompere la frase e sostituire il MA con un punto.

“Hai fatto un ottimo lavoro MA c’è ancora tanto da fare”.
“Hai fatto un ottimo lavoro. C’è ancora tanto da fare”

“Concordo con i risultati MA la vedo in modo diverso.”
“Concordo con i risultati. La vedo in modo diverso”.

Inoltre, la parola MA ci mette sulla difensiva.
“L’avrei fatto MA … ”
Più ci assumiamo la responsabilità delle nostre azioni, meno abbiamo bisogno della parola MA.

Che dire?
Ti auguro una vita senza FORSE e senza MA!

Non farti abbagliare .. la posizione di leadership non ti rende leader

posizione di leadership

Non sono poche le persone che credono che per diventare leader basti semplicemente un titolo.
Altre lo pretendono unicamente solo perché-hanno-studiato.
Altri ancora sono convinti di essere leader solo per il fatto di avere l’ufficio più grande e collaboratori che seguono i comandi e disposizioni.

Poi c’è chi raggiunto rango, potere e autorità … pensa di poter fare tutto ciò che vuole!

Leadership come posizione o titolo.

Nulla potrebbe essere più lontano dalla verità

Leadership è prima di tutto atteggiamento, non (solo) conoscenza. Anche se studi tanto, pensi di sviluppare capacità di leadership?

La vera leadership non si basa sulla posizione o sul grado.
È azione, prestazione, capacità, efficacia.
Influenza.

Ogni giorno puoi trovare esempi di persone con titoli che non riescono a dimostrare leadership.
Chi non conosce persone collocate (non si sa come – o forse si ?) al vertice di un’azienda, un’organizzazione o di un settore che hanno fatto solo danni, demoralizzato il personale e distrutto il business peggio della più grande crisi economica.

La leadership non è rango, privilegio, titoli o denaro … è responsabilità.

Posizione, titolo e autorità sono spesso confusi con la leadership.

Il titolo non ti fa leader

Non farti incantare … non diventi improvvisamente un leader solo perché ti hanno promosso oppure ti han dato un nuovo titolo.
E sai perché?
Non hai bisogno di alcun titolo o posizione di leadership per essere un leader.

“Leadership non è titolo o posizione, è esempio e azione.”
Cory Booker

I leader non occupano solo posizioni, esercitano un’influenza (con il loro comportamento e come trattano le persone) per produrre cambiamenti.

Influenzano le persone per garantire l’eccellenza e raggiungere un obiettivo comune.
Guidano con l’esempio.

La posizione di leadership non ti rende – di conseguenza- un leader

Ciò significa che … puoi influenzare gli altri, dove sei ora. In questo momento.
Anche se non hai un titolo, uno status, privilegio, denaro o una posizione di leadership.
Non lasciare che la tua mancanza di autorità inibisca la tua capacità di leadership.

Puoi avere un impatto espressivo sulle persone che ti circondano (2, 20 o 200 poco importa) e sull’organizzazione di cui fai parte … a prescindere da dove sei.
Questa è leadership!

Quindi, invece di concentrarti sulla posizione che non hai, focalizza i tuoi sforzi sulla capacità di influenzare gli altri in modo positivo ed efficace.
Questa è vera leadership!


Fare crescere il team: la gestione delle scuse e delle giustificazioni

fare crescere il team

Come ti approcci con il tuo team?
Sei un capo che-abbocca-facile a ogni scusante?

O sei uno che – davanti alle continue giustificazioni – si logora per giorni per poi esplodere di botto con quello che (sfigatissimo) arriva in ritardo per la prima volta (e di soli 58 secondi)?

Pensi di saper comunicare in modo efficace con il tuo staff?

Ti senti in grado di fare crescere il team?

La comunicazione è l’ingrediente chiave per cambiare il modo in cui il tuo personale si comporta. Detto questo, non pensare che basti comunicare meglio con il tuo team, per fare sparire come d’incanto scuse e giustificazioni.

Magari!

La cosa importante da ricordare è  …
spesso i team leader falliscono perché permettono ai loro collaboratori di farla franca con le scusanti.

E sai perché?

Le persone si accorgono rapidamente quando sono ammesse le scusanti

Sentono subito quando la giustificazione non è stata affrontata con la dovuta decisione.

E quel che è peggio che – in poco tempo – tutto il team inizierà a trarre vantaggio da quest’opportunità …
che hai (gentilmente) concesso!

Se non metti subito un freno, diventa un vero e proprio fenomeno morale … perché si è creata una cultura della prevenzione piuttosto che della responsabilità!

Agisci in fretta per affrontare il problema

Se ti senti sfibrato dalle continue giustificazioni dei tuoi collaboratori, vuol dire che ne senti spesso, il fenomeno è già rodato e sta assumendo connotati pericolosi.

Stop. Adesso.

È il momento di fermare questa pericolosa escalation e dimostrare a tutti che ci saranno conseguenze, a prescindere dalle scuse.

Se consenti ancora di giustificare scarse prestazioni autorizzi tutti a fare lo stesso, anche quei collaboratori impegnati e motivati.

Chiedi al collaboratore di trovare soluzioni

“Non ne ho avuto tempo”
“Ho troppe cose da fare in questo momento”
“Non ho mai imparato a farlo”
“Non ho trovato il parcheggio”
“Il treno/bus/metro era in ritardo”
“Non è colpa mia”
“Non ne so niente”
“Scusa … ma quale progetto?”

La cosa importante da trasmettere è di trovare soluzioni per superare il problema.
Spetta al collaboratore garantire l’efficacia e prevenire i futuri problemi.

Non assumere tu la responsabilità di trovare la soluzione. Evita di cedere alla tentazione di fare il consulente o il papà/mamma (non è il tuo ruolo).

Non sentirti in dovere di risolvere i problemi

Se vuoi fare crescere il team devi essere una “stampella” non un comodo “sgabello” dove riversare tutte le scusanti.

Devi crescere tu, e devi fare crescere il team, aiutare i tuoi collaboratori a raggiungere standard più elevati.

Cosa serve?
Spostare la pausa-pranzo di mezzora, affittare un parcheggio nelle vicinanze, una formazione ad hoc …

trovare un supporto tecnico, uno specialista di un settore specifico, l’appoggio di un altro collaboratore per portare a termine quel determinato compito nelle scadenze stabilite?

Rimani in attesa delle loro soluzioni e delle loro proposte.

Se ricominciano di nuovo le giustificazioni dei collaboratori, puoi sempre chiedere il motivo per cui la prima soluzione non ha funzionato.

Riafferma la fiducia e chiudi la questione

Rinnova la tua fiducia nella persona, nelle sue capacità e poi … smettila di parlarne!
Non ripeterti, non fare prediche o battutine.

Un leader eccellente non cerca rivincite o vendette.

Sa che è parte del suo lavoro coinvolgere il personale sulle prestazioni, le scuse o le resistenze che inevitabilmente seguono quando si tenta di cambiare o migliorare un comportamento.

Ti dico questo perchè il mio proposito di coach è aiutarti nella crescita di leader.
Non sono un amico cui raccontare le cose che non vanno.
Sono un professionista.
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Vuoi essere più autorevole? “Abbraccia” il silenzio – parte 2

più autorevole

Se vuoi essere più autorevole non affrettarti a rispondere

Quando siamo improvvisamente invitati a parlare, il tempo di risposta può tirarci strani scherzi.

Se sei apprensivo (come nel caso di Alex),
il tempo si dilata e pochi secondi sembrano minuti.

Concediti qualche secondo per elaborare quello che è stato appena detto.
Una persona sicura di sé non ha paura di raccogliere i suoi pensieri.
Affrettarsi a rispondere ti fa apparire ansioso.

Prendi il tuo tempo

Considera i tuoi obiettivi finali e scegli attentamente le tue parole per soddisfare le tue esigenze.
Prendi il tempo per pensare a una frase completa, prima di pronunciare la tua prima parola.
Fai un bel respiro prima di iniziare.

Non correre.
Hai più tempo di quanto pensi!
E apparirai più sicuro e più autorevole se te lo prendi.

Utilizza le pause in modo efficace

“Io do un ordine, o taccio.”
Napoleone Bonaparte

Utilizza le pause non solo alla fine, ma anche in mezzo alle frasi. Dopo aver detto qualcosa d’importante, darai maggiore enfasi alle tue parole … restando in silenzio.

Così, quando stai parlando, fai il tuo punto, e poi fermati un istante …… bene, così!
Aspetta ancora un attimo … un attimo solo … calma!

Non c’è bisogno di lanciarsi immediatamente a parlare d’altro o dire …
“Uh-huh, uh-huh, Giusto? … Vero? Sai, …” come faceva Alex durante le simulazioni di coaching.

Facendo una pausa,
dai il tempo alle tue parole di fare effetto!
Quel piccolo periodo di silenzio dimostrerà la forza del tuo pensiero.
E la tua autorevolezza.

Il silenzio è uno strumento incredibilmente potente

… e non dovrebbe mai essere sottovalutato. Tuttavia, molti di noi si sentono a disagio in silenzio e sono quindi costretti a riempirlo.

Più calmo diventi, più grande sarà il tuo successo, la tua influenza, il tuo potere.
Ricorda …
se vuoi l’attenzione e la stima di chi ti ascolta, è necessario trasmettere sicurezza, non ansia!

Quando stai in silenzio, non sei quello si sta sforzando per far decollare la conversazione.
Assumendo un ruolo più distaccato, darai un’impressione autorevole.

Il silenzio ti rende un negoziatore di classe

Una pausa ben scelta consente al tuo interlocutore di “digerire” il tuo messaggio. Allo stesso tempo, hai l’opportunità di valutare il comportamento dei tuoi ascoltatori.

Quando lo fai, puoi adattare (di conseguenza) le tue parole e le tue azioni, diventando un negoziatore di classe.

Non fare l’errore di dire “Beh, sono fatto così! Non posso certo cambiare come mi comporto o come parlo”.
È vero anche che alcune persone hanno un’aria più autorevole naturale.

È anche vero che, grazie a interventi formativi specifici (vedi coaching), è possibile migliorare il tuo stile d’approccio, padroneggiare comportamenti che “traspirano” fiducia e rendere più efficace la tua comunicazione.