Niente da dire alla riunione: una delle più grandi insicurezze sul lavoro

insicurezze sul lavoro

“Quasi la metà di tutte le nostre angosce e le nostre ansie derivano dalla nostra preoccupazione per l’opinione altrui.”
Arthur Schopenhauer

Un’altra riunione sta arrivando e tu cominci a sudare freddo.
Come sempre.

Anche tu come tanti professionisti .. non sei in un ambiente confortevole

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Sicuramente  molte più persone di quello che pensi!

Durante la riunione, alcune persone possono dominare la discussione, prendere la scena, catturare l’attenzione, lasciando agli altri (te compreso) poche possibilità per mettersi in luce e mostrare la reale potenzialità.

Si dice che il silenzio è d’oro,
ma in questo caso … stare seduto congelato durante l’ennesima riunione, può essere una sensazione terribile.

Una delle maggiori insicurezze sul lavoro.

C’è qualcosa di peggio di sedersi in una riunione sapendo di non aver niente di produttivo con cui contribuire?

Anche tu … vuoi aggiunge valore, essere apprezzato per la tua capacità e la tua competenza.

Rilassati

Hai detto niente! Mi dirai …

Relazionarsi con gli altri può essere una sfida personale molto ardua.

Ti sei mai chiesto perché per alcuni tutto sembra semplice e naturale … per te invece sembra di scalare una montagna impervia?

La risposta è semplice:
gli altri sono più bravi di te per predisposizione naturale oppure perché hanno imparato meccanismi di copertura del nervosismo e accorgimenti per mascherare il suo effetto.

Quali? Leggi il mio post

Fai attenzione al tuo dialogo interno

“Chissà cosa pensano di me!”
“E se faccio una figuraccia?”
“Se apro bocca sicuramente rischio di dire scemenze”
“Sono talmente ansioso che sicuramente rischio di inciampare!”

È importante acquisire consapevolezza rispetto il tuo dialogo interno, che è spesso disfunzionale.
Se sei convinto di essere un disastro, ti comporterai come un disastro, agirai proprio così, in modo da avere la conferma “Ecco, vedi, sono un disastro …”.

Se ti convinci (non so su quale base poi …) che se apri bocca durante la riunione gli altri rideranno …
sicuramente tenderai a rimanere in silenzio, sperimentando ansia e disagio, tutte le volte che avrai voglia di dire qualcosa.

È importante a riconoscere i tuoi pensieri depotenzianti e sostituirli con modalità più positive e rassicuranti, in modo da sentirti meglio e cominciare a rischiare!

Molto più produttivo convincersi che: “Se dico quello che penso non sarà un disastro necessariamente. Forse qualcuno potrà non condividere il mio punto di vista ma qualcun altro potrà essere d’accordo!”.

“Allenati” tutte le volte che hai occasione

Sfrutta tutte le occasioni che ti si presentano (il cameriere che non ti ha ancora servito, la venditrice pressante, un collega noioso alla pausa-caffè) per confrontarti ed esporti con gli altri.
Così un po’ alla volta, in modo graduale, partendo da piccoli contesti!

Per combattere la tua insicurezza è utile esporsi continuamente, alle situazioni che ti danno disagio e in imbarazzo, affinché la difficoltà possa diventare “familiare” e diminuire.

“Allenandoti” hai l’occasione di concentrarti sulle tue reazioni per poi deviarle in atteggiamenti più produttivi … e non farti inghiottire da queste insicurezze sul lavoro!

Non essere troppo critico con te stesso

Il tuo critico interiore non analizza oggettivamente.
Alimenta di continuo un dialogo interno eccessivamente negativo che crea ostacoli e impedimenti.

È autodistruttivo, può essere dannoso per te e per gli altri.

Focalizza le tue paure … sono davvero motivate?
O stai ampliando a dismisura una delle tue più grandi insicurezze sul lavoro?

Pensare che – appena apri bocca – un collega o il capo scoppi in una risata fragorosa ti sembra realistico?

Memorizzare non ti servirà a superare le insicurezze sul lavoro

Anzi.

Così rischi che se c’è un imprevisto che ti fa saltare la tua tabella-di-marcia vai in pallone completamente.

Riduci il discorso a poche parole-chiave.
Ti aiuterà a non incastrarti ed essere più naturale e tranquillo.

Se devi fare una presentazione, accompagnala con aiuti visivi, servono a distogliere l’attenzione su di te e suggerirti il passo successivo.

Leggi il mio post per approfondire.

Se non hai qualcosa di significativo da aggiungere, TACI

Se vuoi parlare solo per piacere agli altri, per paura di essere escluso, deriso o solo per essere “quello smart che aggiunge valore”.
Se ti accorgi che stai parlando solo per essere più gradito, accettato e amato dagli altri … meglio tacere!

Saper comunicare vuol dire (innanzitutto) avere qualcosa da dire. Di produttivo.
Se non hai nulla d’interessante da dire,
meglio tacere!

Criticare senza offendere: 5 strategie facili facili da utilizzare al lavoro

criticare senza offendere

Chiariamo subito una cosa:
possiamo chiamarla in vari modi (rimprovero, critica, osservazione o feedback), addolcirla con aggettivi tipo positiva, motivazionale o costruttiva, possiamo parlare con attenzione e cortesia ma la verità è che …

La critica non piace a nessuno

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Un’osservazione negativa, anche ben formulata, getta sempre un’ombra sulla relazione tra te e l’altra persona.

Le critiche contrastano col nostro naturale bisogno di sentirci accettati e approvati. Ci sentiamo attaccati, giudicati o prendiamo la critica come un’offesa personale.

Alziamo immediatamente una barriera di protezione, reagiamo in vari modi … con aggressività, colpevolezza, accettazione, vergogna.

Ecco perché sbagliando approccio, si rischia solo di ferire, svalutare o denigrare, demotivare la persona. Creare una situazione di ostilità e freddezza che può compromettere il rapporto.

Criticare senza offendere? Come camminare sulle uova

Che peccato!
Compromettere la relazione professionale – per una critica mal formulata – con una persona con cui lavori fianco a fianco da anni e hai sempre avuto nel complesso un rapporto positivo (anche se non proprio di amicizia).

1. Il primo obiettivo: migliorare non offendere

L’obiettivo della tua critica non deve essere quello di offendere o punire l’altra persona ma piuttosto …
migliorare qualcosa che non va o che poteva essere fatto meglio.

Spesso sorvolare o non dire niente per amicizia, timore o per mantenere pace e tranquillità vuol dire trascinare una criticità per molto tempo e farla “lievitare” fino a farla diventare ingestibile.

2.Focus sulle azioni o comportamenti

La prima regola che devi seguire quando vuoi criticare senza offendere, e vuoi evitare di compromettere il rapporto professionale, è dire tutto ciò che non va, limitandoti però alle azioni o ai comportamenti.

Non alla persona.

C’è differenza tra dire “Sei una persona irresponsabile” e “Ieri, con quel cliente importante, hai avuto un comportamento poco professionale”.

Non è facile scindere completamente la persona dall’azione o dal comportamento che ha avuto,
ma sforzati di farlo se vuoi riuscire nel tuo intento.

3. Commenta un comportamento specifico

Non serve dire “Hai un atteggiamento scorretto” oppure “Hai sbagliato”. La critica deve essere riferita a qualcosa di specifico e non a qualcosa di generico.

Devi essere chiaro su cosa-dove-quando … spiega le azioni fatte, i comportamenti avuti o le cose dette.

4. Parla senza aggressività o offese

Evita di discutere in modo prepotente quando inizi una conversazione, attaccando (pur se in modo sottile).

Non usare un tono di voce forte.
Inizia il tuo discorso con “Mi sembra … ” o “Posso sbagliarmi, ma … “ per rendere la conversazione meno tesa.

5. Non attaccare i punti deboli

Evita di usare parole tipo OGNI VOLTA, SEMPRE, MAI che rischiano di trasformare la critica in un rimprovero scoraggiante.

“Sei sempre in ritardo”
“Ogni volta sbagli”

“Come sempre tendi a procrastinare. Dovresti  fissare delle scadenze e cercare di rispettarle”

Se inizi così, la persona interpreterà il tuo atteggiamento come un qualcosa di personale,
causando una reazione di attacco o di difesa.

Come possiamo criticare senza offendere?
Far accettare una critica spiacevole senza ferire e senza rischiare di far sentire la persona aggredita?
Qualche spunto strategico e un po’ di empatia possono aiutarti a evitare malintesi e conflitti.

7 ragioni perché non ascolti – sbagliando – i feedback al lavoro

feedback al lavoro

A un certo punto del nostro percorso professionale,
prima o poi tutti riceviamo un feedback al lavoro (negativo) da parte del capo, dai collaboratori o dai clienti, che ci spiazza e ci fa male.

Quanto è difficile accettare un feedback al lavoro!

Tocca le nostre corde emotive più suscettibili oppure la nostra professionalità ma può essere un’occasione (se ben sfruttata) per migliorarci, lavorare meglio e spingerci a un livello successivo.

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Sei disposto a imparare dai feedback al lavoro scomodi che ricevi?
Sei disposto a crescere e affrontare la situazione?

Se la tua risposta è NO,
sappi che continuerai a giustificarti (“Sì, ma …”), difenderti, arrabbiarti, e poi … ciò che non accetti nella vita ricomparirà di nuovo,
finché non avrai imparato la lezione.

Walter (operations manager di una ditta farmaceutica) è l’esempio di chi ha recepito – al contrario – la massima di  Ken Blanchard:

“I feedback sono la colazione dei campioni”

Infatti, quando Walter dà un feedback agli altri … è geniale, premuroso e potenziante. Quando li riceve, li bolla subito come irrilevanti, indifferenti e inutili.

Scusa Walter … supponiamo che ci sia un briciolo di verità nel feedback scomodo che ricevi?
Macché!

Invece, ai leader brillanti piace sentirsi dire cosa stanno sbagliando, a patto che questo li aiuti a migliorare.
Ecco 7 motivi perché come Walter – anche tu sbagliando – non ascolti, apprezzi o gradisci un feedback  al lavoro:

1. Ti senti più intelligente, più esperto e più sensato delle persone che ti danno il feedback

2. Il tuo orgoglio ti trattiene dall’accettare il feedback

3. Non hai tempo, sei troppo occupato per preoccuparti di ciò che pensano gli altri

4. Gli altri non capiscono veramente le pressioni e le sollecitazioni che senti

5. La tua posizione significa che non hai più bisogno di feedback

6. Non stimi o rispetti la “fonte” che dà il feedback

7. Non ricevi il feedback nel modo “giusto”

L’ultimo dei motivi è quello più vicino alla realtà e il più sensato.
Infatti, la maggior parte delle persone non è qualificata (nel senso di capacità) nel dare un feedback.

Infatti, spesso siamo … prolissi, poco specifici, usiamo la tempistica sbagliata, siamo interpretativi e giudicanti.
Se vuoi sapere come “dare” feedback al lavoro, leggi il mio post

Come nel caso di Walter (che mi ha contattato per un problema di comunicazione con il suo capo diretto) dovresti ringraziare, non ribattere e non focalizzarti sulle giustificazioni.

È più produttivo richiedere spiegazioni per comprendere “Dimmi di più…” o chiedere esempi “Quando avrò ancora una reazione che ritieni troppo aggressiva, dimmelo subito!

Tutti abbiamo bisogno di feedback al lavoro

Positivi e negativi!

Nondimeno… il feedback scomodo è sempre difficile da accettare, a prescindere dalla posizione che occupiamo.
È spiazzante sentire che stai sbagliando, specialmente quando invece pensavi di fare un GRAN lavoro e di essere un professionista TOP.

Cerca di vedere il feedback al lavoro come un regalo premuroso che ti porge una persona interessata (a te e alla tua crescita professionale).

Solo così riuscirai a mandare giù questo boccone amaro!

6 cose da fare quando il tuo capo boccia la tua proposta (un’altra volta) – 2

il capo non mi considera

4. Fai domande potenti

Sei SMART, intelligente e hai (spesso) buone idee.
Non ho dubbi.
Ma ricorda che nessuno ha mai realizzato il 100% delle proprie idee.

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Se il tuo capo ti dice “Questo è interessante, ma abbiamo altre priorità al momento” … invece di sprofondare nel “il capo non mi considera” oppure ammalarti di rabbia, scoraggiarti, scappare in bagno a piangere … fai domande potenti tipo:

“Quale parte del progetto non le è piaciuto?”
“Quale aspetto dovrei migliorare?”
“Cosa ti farebbe dire di sì?”
“C’è qualche parte del progetto che è risaltato?”
“Grazie per il tuo feedback, avrebbe senso riproporlo di nuovo tra qualche settimana/mese?”

Queste risposte ti aiuteranno a capire cosa-ha-funzionato e cosa-no.
Usa il feedback per trovare qualcos’altro che sia più incisivo e stimolante … per il tuo capo sarà sempre più difficile scuotere la testa.

5. Un NO può diventare un catalizzatore di creatività e determinazione

Consideriamo un NO come un rifiuto delle nostre idee e di noi stessi.
Un segno che i nostri progetti non sono valorizzati.
Eppure … un NO può aiutarci a migliorare i nostri obiettivi.

Siamo tutti convinti che più risorse abbiamo (aumento del budget, potenziamento del personale, nuovo software, ecc…) maggiori risultati otterremo.
Il che è assolutamente vero!

Ma è anche vero che quando hai un sacco di risorse a disposizione, non hai bisogno di essere creativo e fantasioso.

Quando ricevi l’ennesimo NO…
invece di lottare, sviluppare abilità e ingegnosità, imparare a usare la tua intelligenza per inventare soluzioni … ti fai sopraffare dall’ansia, ti paralizzi e perdi di vista ciò che vuoi realizzare.

Spesso la convinzione che “serve qualcosa in più”, ti porta a sottovalutare la tua creatività e la tua determinazione a lavorare “con quello che hai”. Senza un martello, una scarpa potrebbe essere un buon attrezzo per piantare un chiodo nel muro.

6. Muoviti (in qualsiasi direzione) .. non annegare nei “il capo non mi considera

Ogni minuto che passi a preoccuparti di ciò che non hai,
è un minuto in meno che sfrutti a fare qualcosa di concreto.

il capo non mi considera

Quando prendiamo un No sul personale, ci sentiamo sminuiti e abbiamo difficoltà a sfruttare le risorse esistenti. Pensare in modo meno creativo alle nostre possibilità.

Non siamo intraprendenti quando la situazione lo richiede.
Pensa a quello che hai.

Metti in moto le tue risorse. Muoviti.
Sperimenta. Trova soluzioni … come raggiungere gli obiettivi senza un piano completo, un team ideale o un budget più alto.

Non lasciare che i NO del capo ti impediscano di raggiungere i tuoi obiettivi

Vai avanti e cogli l’opportunità per fare di “più con meno”. Ti accorgerai che hai l’opportunità di valorizzare ciò che già possiedi.

Prendi coraggio.
Ogni volta che lo fai, diventa un po’ più facile e meno spaventoso. Non smettere di proporti.
Trasforma ogni singolo rifiuto in una lezione. Non sprofondare in pensieri demotivanti tipo “il capo non mi considera”.

Alla fine,
diventerai così bravo a esporre le tue idee che sarà (quasi) impossibile per il lui/lei rifiutare il tuo progetto e i tuoi pensieri.

6 cose da fare quando il tuo capo boccia la tua proposta (un’altra volta) – 1

capo non mi considera

“Ma è magnifico!”
“Che idea strepitosa! Mettiamola in pratica subito”
“Questa volta ti sei superato … geniale!”

Mi piacerebbe dirti che il tuo capo adorerà tutte le idee che proponi ma come probabilmente già saprai,
non lo farà (almeno non tutte le volte).

Quante volte hai pensato “Il mio capo non mi considera“?

Ami (davvero) il tuo lavoro.
Ami quello che fai e spesso hai nuove idee che pensi possano aiutare l’azienda o far avanzare quel particolare progetto.

Tuttavia, il tuo capo la pensa diversamente e sembra demolire i tuoi suggerimenti.
Ti fa dubitare di te stesso, della tua competenza, del tuo lavoro.

Ecco 6 cose da fare quando il tuo capo rifiuta la tua proposta (un’altra volta):

1. Non prendere il rifiuto sul personale

Sei (come la maggior parte delle persone) abituato ad associare il rifiuto alla persona.
Se la tua proposta, il tuo progetto o la tua idea è bocciata, ti consideri una persona sbagliata.
Inadeguata.

Come se fossi ancora a scuola,
ti dai sempre un voto, una valutazione, un giudizio, una sentenza inappellabile e spietata:
se la tua idea è stata “bocciata” vuol dire che non vali poi tanto.

Devi ristrutturare le tue convinzioni e smussare gli angoli dell’autocritica più tagliente,
imparare a staccare il rifiuto dalla tua persona.

2. Anziché buttarti a terra … rilancia!

Quando il tuo capo rifiuta una tua proposta (un’altra volta), sei portato con il tempo a demotivarti,
sottovalutarti, rassegnarti, inizi a ridurre il tuo sforzo.
La qualità del tuo lavoro comincia a risentirne.
Non reagisci.
Ti areni.

Piuttosto che sprofondare nel vittimismo del “il capo non mi considera” ..
rilancia la tua aspettativa.

Un rifiuto del capo ti dà l’opportunità di dimostrare che con il duro lavoro, l’uso creativo delle risorse esistenti e la collaborazione con gli altri … puoi trovare soluzioni creative per rispettare le scadenze del progetto e offrire (nonostante tutto) un lavoro di qualità.

3. Accetta che il tuo capo possa vedere qualcosa che a te è sfuggito

Il capo ha l’intenzione solo di denigrarti, di tenerti “in disparte” oppure sta cercando di farti prendere coscienza che tu non stai seguendo gli obiettivi dell’azienda?
Che le tue idee semplicemente mancano di concretezza?

Chiediti se le tue idee effettivamente aiutano a far progredire l’azienda e ad aumentare i profitti.

Per questo motivo è importante ascoltare con attenzione le critiche e le motivazioni del rifiuto.
Chiedere al tuo interlocutore di chiarire le sue opinioni e farti degli esempi concreti.


Come gestire – senza bruciori di stomaco – una persona aggressiva sul lavoro

persona aggressiva

La persona aggressiva è completamente focalizzata sui propri bisogni e sentimenti.
Non mostra alcun rispetto per i bisogni delle altre persone.

Se li serve qualcosa ti asfissierà con le sue richieste… una mail, poi un’altra e un’altra ancora…
Allora! Perché non rispondi?

Il suo motto è  “la miglior difesa è l’attacco”. Così cerca sempre di metterti in difficoltà con richieste di dettagli e di particolari.
Ti lascia poco spazio, ti incalza, ti interrompe frequentemente e tende a imporsi in continuazione.

Se apprezza qualcosa, non te lo fa vedere

Non ti dà soddisfazione.
Anche se sei disponibile,
cortese e stai facendo di tutto per assecondarlo diventa una furia se non vai incontro alle sue esigenze.

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Se ha ragione su qualcosa poi … dà il meglio di sé!
Se lo contraddici, non ammette quasi mai di avere torto. Spesso usa un tono di voce alto e aspro, usa il sarcasmo, fa battute o cerca di svalutarti.
È critico e coglie ogni occasione per metterti in difficoltà.

Quando se ne va, ti butteresti a peso morto su un letto.
Ti ha prosciugato tutte le energie.

Ti suona familiare?

Che cosa fai quando incontri un tipo così?
Che cosa fare con una persona aggressiva?

L’ho già scritto … vale per ogni persona “difficile” …
se è un collega o un collaboratore puoi tacere, evitare, snobbare, scansare, cazziare …
ma se la persona in questione è il tuo capo, il titolare o un cliente importante?

La prima reazione ti porta, di solito, a chiuderti in difesa, a provare risentimento e aggressività oppure partire al contrattacco e finire … nella litigata che la persona aggressiva tanto desiderava.

Non cadere in questa trappola

Questo impulso, anche se naturale e comprensibile, può portare a un inasprimento dei toni e a un’escalation dalle conseguenze imprevedibili per te e il tuo lavoro.

Evita di insistere per fargli cambiare idea perché – semplicemente – non ti ascolta e non gli interessa.
Non cercare di giustificarti, non sentirti in dovere di spiegare e di chiarire troppo.
L’hai detto, l’hai ripetuto con garbo e cortesia … bene, basta così!

Non rispondere alle sue provocazioni con altri attacchi.
Mentre parla non anticiparlo, non andargli sopra. Ascoltalo con pazienza fino alla fine senza interromperlo.

Ascolta con pazienza la persona aggressiva

Ascolta attentamente per capire il problema o per cercare di creare un buon clima relazionale.
Ricorda: pazienza e ancora pazienza o tornerai a casa con il bruciore di stomaco.

Cerca di disperdere la sua aggressività.
Non fare resistenza. Fai defluire la sua onda d’urto. A volte, può essere sufficiente che la persona aggressiva dia libero sfogo alla propria aggressività per poi riprendere il controllo.

Cerca di trovare o vedere aspetti della discussione dell’altra persona con cui puoi concordare.
Chiarisci qualsiasi divergenza. Il comportamento aggressivo spesso deriva da malintesi.
Proponi una soluzione o un’alternativa.

Rimani calmo, sempre cortese e rassicurante, e non lasciarti coinvolgere.

Tieni sotto controllo la situazione. Non essere a tua volta minaccioso, fai credere di essere innocuo e gestibile a suo piacimento. Mi raccomando fallo solo credere!
Sei tu che devi tenere la situazione sotto controllo.

Non comportarti allo stesso modo

La persona aggressiva si aspetta qualcosa da te: un’arrabbiatura, un attacco o un insulto. Non rispondere alle provocazioni con altri attacchi altrimenti l’unico effetto sarà quello di esasperare il conflitto e non di arginarlo.

Non perdere la calma, non lasciarti coinvolgere emotivamente e rispondi con cortesia. E non cedere: in breve non saprà più cosa fare e capirà che con te non-attacca.

Che dire? Una bella sfida vero?
E tu come ti comporti? Lo ascolti con pazienza oppure tiri fuori le unghie e rispondi per le rime?

P.S.
Attenzione … a volta anche noi ci comportiamo in modo aggressivo senza che ce ne rendiamo conto.
Leggi il post per approfondire

14 azioni scomode che portano disagio ma anche successo e felicità – 1

successo e felicità

Non sarebbe fantastico se la strada per successo e felicità fosse facile e in discesa?
Certo … peccato che non è così!

La realtà è che avrai successo solo quando ti costringerai a “uscire allo scoperto” e fare cose che non vorresti necessariamente fare.

Uscire dalla nostra zona di comfort è fondamentale per raggiungere successo e felicità

Spesso non agiamo fino a quando non avvertiamo una sorta di disagio o incertezza.
Un’urgenza.

Uscire dalla nostra zona di comfort è vitale per il nostro successo, ma anche per il nostro benessere e la nostra capacità di crescere come individui.

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Ecco 14 cose poco confortevoli che ti creano disagio, ma ti aiuteranno (e non poco) a raggiungere successo e felicità, che così tanto desideri:

1. Chiedere

Non avrai il successo professionale che meriti perché non riesci a chiedere.

Se desideri un aumento, un supporto, quel progetto così interessante,
una promozione … dichiaralo.

Se vuoi fare un salto di responsabilità … chiedilo.
Se non lo fai tu, qualcun altro lo farà al posto tuo.
Stanne certo.

Se hai paura del rifiuto … chiedere, ti crea disagio!

Chiedere, richiede un po’ di coraggio perché ti trovi di fronte alla possibilità di essere respinto, ma ricorda che … la risposta alle domande che non hai mai fatto,
sarà sempre NO.

2. Dire NO

NO è una parola “potente”.

Conosci un’altra parola così breve ma così influente … con sole due lettere,
si rischia di bruciare rapporti, disperdere opportunità e sabotare carriere.

Per il disagio o la paura di dire NO, diciamo SI:
SI a quel nuovo impegno, SI a più responsabilità, SI a quel progetto che ci farà tornare a casa alle 9 tutte le sera.

Dire NO a nuove richieste, aiuta a onorare i tuoi impegni e ti dà l’opportunità di soddisfarli in modo adeguato.
Ti porterà più successo e felicità.

Quando impari a dire NO,
liberi tempo ed energia per le cose che contano di più nella tua vita.

3. Imparare da un feedback negativo

A un certo punto del nostro percorso professionale, prima o poi, riceviamo tutti (inevitabilmente) un feedback negativo da parte del capo, dai collaboratori o dai clienti.

Ecco un’occasione (poco gradevole) per lavorare meglio e spingerci a un livello successivo.

Il feedback sviluppa umiltà e autocoscienza. Sfida il perfezionismo.

Ti chiedo:
Sei disposto a imparare dai feedback?
Sei disposto a crescere e affrontare la situazione?

Se la tua risposta è NO, sappi che continuerai a giustificarti, difenderti, arrabbiarti e poi …
ciò che non accetti (nella vita) ricomparirà di nuovo e ancora finché non avrai imparato la “lezione”.

4. Ammettere gli errori

Consideri l’ammissione di colpa come una debolezza?
Conosci qualcosa di più disagevole di ammettere un proprio errore?

“Chi lavora sbaglia, chi non fa nulla,
non può sbagliare”
.

Dobbiamo assumerci la responsabilità.
Comprendere i nostri successi e i nostri fallimenti.

Imparare ad ammettere gli errori ti aiuterà a guadagnare rispetto, dare l’esempio e costruire una cultura di fiducia.

L’errore è una parte essenziale del processo di esplorazione,
scoperta e innovazione.

Se non sbagli, resti attaccato agli approcci del passato.
Non puoi imparare, evolvere e crescere.

Se le tue azioni non saranno piene di curiosità ed esplorazione,
perché hai tanta paura di sbagliare difficilmente diventeranno incisive.

5. Parlare in pubblico

Ci sono 2 categorie di oratori: quelli che sono in ansia e quelli che mentono”.
Mark Twain

Non sono poche le persone che hanno paura di parlare davanti gli altri (anche poche persone, il team, il cliente, ecc…), che si sentono ansiose, nervose, “non abbastanza” e ne sono talmente terrorizzate da “annegare” in un mare di dubbi e fantasie di giudizi poco lusinghieri.

Non c’è molto da aggiungere. Se anche tu hai questi timori.
Sai di cosa sto parlando.

Parlare in pubblico, infatti, non è solo un dono, ma un’abilità che si impara, basta qualche tecnica ma tanto tanto esercizio.

Se stai parlando di fronte a 5 o 5000 persone, diventare un oratore pubblico migliore può essere un enorme vantaggio per il tuo successo professionale. Warren Buffett dice che aumenterà il successo della tua carriera del 50%.

6. Superare la procrastinazione

Quando il gioco si fa duro, spesso può essere facile rimandare fino a domani, ancora domani, poi domani e il giorno successivo e poi quello ancora …

Siamo esperti della procrastinazione, amanti del rimandare,
artisti del posticipare.

Mentiamo a noi stessi, rimandiamo impegni e responsabilità, ci distraiamo con qualsiasi attività (anche se inutile), continuando a lamentarci per non essere riusciti a raggiungere i nostri obiettivi.

Le scuse per non fare diventano facilmente abitudini e non riusciamo a sostituire pigrizia e inerzia con energia e azione.

Passa all’azione con la giusta umiltà e determinazione e vedrai che troverai solo soluzioni e …
nessuna scusa ti potrà più fermare!

7. Svegliarsi presto

La ricerca accademica afferma che alzarsi presto aumenta la “capacità di agire per cambiare una situazione a proprio vantaggio”.

Sono tante le persone di successo, da Bill Gates a Mark Zuckerberg, che indicano nelle loro rigorose abitudini mattutine la chiave del loro successo.

Impostare la sveglia per prima del solito è un modo sicuro per uscire dalla tua zona di comfort (e provocare qualche imprecazione mattutina… comprese le mie delle 05.30 – altro che successo e felicità!).

Tuttavia, ritagliarsi un po’ di tempo in più a inizio giornata …
ne vale davvero la pena!

Ti darà l’opportunità di prepararti mentalmente, fare una colazione nutriente o semplicemente prendere qualche minuto per qualcosa che ti piace.

Cambiare vita e lavoro: spesso proprio chi è più vicino non dà supporto – 1

cambiare vita e lavoro

Non so se ti è mai successo …
confidare a una persona vicina (compagno-compagna, amico o collega, sorella, madre, ecc …) la tua intenzione di cambiare vita e lavoro, lanciarti in un nuovo progetto, di cogliere un’opportunità,
di seguire (finalmente) le tue profonde inclinazioni …

e ricevere – in cambio – sguardi vuoti, reazioni e parole di circostanza, repliche negative accompagnate da uno sguardo sfiduciato che esprime la preoccupazione, dubbi e pessimismo.

Cambiare vita e lavoro .. che dire? Che fare?

Avviare un e-business, accettare una nuova proposta lavorativa, “fare” il personal coach, proporti per uno scatto di responsabilità, lasciare il tuo lavoro (sicuro) per lanciare la start up che hai sempre desiderato … eccetera, non scalda i cuori di chi ti ascolta!

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Ti aspettavi più sostegno e incoraggiamento da parte delle persone vicine (di la verità?)
e invece ti ritrovi non ascoltato, incompreso, criticato o addirittura deriso.

Ti aspettavi di più.
Lo so, anch’io.

Non so se ti è mai capitato,
ti guardi attorno in cerca di un supporto, un sostegno, una stampella e non vedi nessuno, diventa durissima.

Può essere davvero difficile digerire il “rumore del silenzio” intorno.

Finiamo per tacere … e tenerci tutto dentro … per quanto ci piacerebbe condividere con una persona le nostre speranze, sogni e obiettivi.

Se non ti è mai capitato … non lo capisci.

Senza sostegno …il dubbio la fa da padrone

Quando nessuno ti aiuta, la paura e il dubbio – che già sono dentro la tua mente – diventano i padroni incontrastati.
Insormontabili.

Potrei darti una pacca sulla spalla e dirti: “Ehi non ti preoccupare, chi se ne frega cosa pensano di te” ma so che non ti sarà di grande aiuto.

Se non sei nello stato mentale giusto, questi gesti lasciano il tempo che trovano.

Spesso proprio le persone che ti circondano hanno un “buon motivo” per non darti sostegno che ti serve.
Ciascun personaggio del “film della tua vita” ha le sue ragioni (anche in buona fede) per non darti il supporto e l’aiuto che cerchi.

C’è … chi è sinceramente preoccupato per te

Ha paura che se fallirai starai male, ti prenderai una batosta tale che minerà definitivamente la tua passione e la tua autostima.

È il suo modo di difenderti e difendere (anche inconsciamente) se stesso.

.. chi non vuole cambiare lo status quo

Ha paura del cambiamento (anche se positivo) che in qualche modo lo investirà.

Che cosa vuol dire questa richiesta di promozione? Più ore in ufficio, meno a casa, più ripercussioni sulla (sua) quotidianità.

… chi è più insicuro di te

Spesso proprio le persone che ti circondano sono (a loro volta) insicure e negative e “riversano” su di te le loro insicurezze, paure, dubbi … la loro paura di cambiare vita e lavoro.
Dell’ignoto.

“Quando le persone non sanno fare qualcosa lo dicono a te che non lo sai fare”

(dice Will Smith al figlio nel film “Alla ricerca della felicità”).

Vuoi fare carriera? Fatti avanti .. se non lo fai, qualcuno lo farà al posto tuo

come farsi notare sul lavoro

Come farsi notare sul lavoro? In un mondo ideale, la soluzione sarebbe facile: “Vuoi più responsabilità? Fatti avanti”. Semplice, no?

Se vuoi fare carriera, un salto di responsabilità, chiedilo, proponiti, fatti avanti.

Come farsi notare sul lavoro? Semplice alza la mano

Non sono poche le persone mi contattano per “fare” coaching lamentando problemi (con tutto lo strascico di congetture e bruciori di stomaco) con il loro capo/a o con l’azienda” colpevoli (a loro avviso) di non aver riconosciuto e dato seguito alle loro ambizioni di crescita professionale.

Questi professionisti (senza dubbio competenti ed efficienti) non sono consapevoli di adottare atteggiamenti e comportamenti (che ritengono “assolutamente normali”) che risultano poco assertivi e poco rispettosi di se stessi.

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Non faranno la carriera che meritano perché non sanno chiedere.

Hanno troppa paura del rifiuto, o sono imbarazzati a chiedere aiuto perché sembra che non siano in grado di affrontare le situazioni da soli oppure perché sottovalutano la loro intelligenza e competenza.

Desideri un aumento, un supporto, una promozione? Dichiaralo.
Se vuoi fare un salto di responsabilità, chiedilo.

Se non lo fai, qualcun altro lo farà al posto tuo

Stanne certo.

Non dare per scontato che gli altri conoscano i tuoi bisogni. Non aspettarti che il capo, il titolare legga nella tua mente. La lettura del pensiero non è ancora possibile. Mai dare per scontato che gli altri conoscano ogni tuo bisogno o necessità. Mai dare nulla per scontato.

Non pensare che gli altri intuiscano, intendano, percepiscano.

Il punto debole è pretendere che siano gli altri a riconoscere i nostri bisogni e desideri, senza dover dire una parola. Non funziona così.

Non aspettare che qualcun altro esprima i tuoi bisogni per te. I tuoi desideri sono di tua responsabilità.
La tua carriera è di tua responsabilità (leggi questo post per approfondire).

Se vuoi (davvero) qualcosa … esponiti. Se desideri una promozione, dichiaralo.
Vuoi essere notato … mettiti in vista!

Se c’è qualcosa che desideri cambiare nella tua vita, prendi provvedimenti.

Raggiungere il successo professionale: meno social – più relazioni reali

raggiungere il successo professionale

Raggiungere il successo professionale, deriva dai rapporti con persone che conosci personalmente, non da estranei che ti “piacciono” online.

La tecnologia sta modificando le nostre modalità relazionali e indebolito le nostre risorse psicologiche. Passiamo più tempo nel mondo virtuale piuttosto che nel qui-e-ora della nostra vita reale.

Del resto,
coltivare relazioni reali richiede tempo, costanza ed energie, condivisione di ideali, pensieri e valori,
qualcosa che va aldilà dei “like” di Facebook.

Ha ancora senso parlare di social?

Questi strumenti non hanno quasi più nulla di sociale.
Lo sono stati forse all’inizio …

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Stanno livellando (verso il basso) le competenze, hanno annullato i rapporti personali, i contatti fisici, la discussione, il confronto. La comunicazione non è mai stata così facile eppure comunicare in maniera sana e costruttiva, sembra diventata un’impresa.

La Rete ci consente di relazionarci con altre persone senza dover affrontare le difficoltà che incontriamo nel mondo reale. Le emozioni, anche le più forti, durano qualche momento. Basta spegnere il PC e i problemi non esistono più.

Raggiungere il successo professionale sembra così facile e indolore

Purtroppo, così facendo non sviluppiamo “muscoli” per superare le difficoltà relazionali e comunicative che incontriamo nella vita reale.
Diventa difficile raggiungere il successo professionale.

Spero che i rapporti sociali, quelli veri, tornino nelle piazze, nei bar, nei circoli, nelle biblioteche anche perché sono più divertenti di uno schermo e una tastiera.

Utilizzare internet nella maniera migliore, cogliendone e sfruttandone tutte le potenzialità, come semplice supplemento a una vita sociale “normale” nella realtà.

Comunicare per creare un legame privilegiato, utile e funzionale.
I rapporti personali fanno la differenza, sempre e comunque.

A molte persone suona strano che non sia presente sui social network, strillando incredibili opportunità e sconti promozionali.

È una scelta voluta.

Credo che per la natura stessa del mio lavoro, sia importante preservare la qualità, dando modo alle persone di confrontarsi come me dal mio sito web (e da un paio di mesi anche su Instagram).

È anche una questione di riservatezza: sono convinto che concentrarmi sui risultati dei miei clienti sia molto più prezioso, per tutti,
rispetto al “Gioco del dico/non dico” oppure “Sapessi quanto sono bravo!” che spesso avviene sui social.


4 volte in cui l’impazienza può danneggiare la tua carriera professionale – 2

come fare carriera?

2. Quando sei impaziente, tendi a essere aggressivo invece di assertivo

Hai mandato una mail … e non ti hanno ancora risposto, quindi ne invii un’altra di follow-up.
Poi il giorno dopo e quello dopo ancora…
In ogni mail alzi il livello di aggressività … esigi una risposta!

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A nessuno piace essere pressato, tanto meno aggredito.
Assicurati di aspettare un ragionevole lasso di tempo prima di scrivere ancora. Dai alle persone il tempo necessario e fidati che lo faranno.

L’irrequietezza, porterà le persone a ignorarti o scansarti.

Quando l’impazienza prende il sopravvento, sei percepito come qualcuno che è completamente focalizzato sui propri bisogni e sentimenti.
Non mostri alcun rispetto per i bisogni per le altre persone.

Quando comunichi aggressivamente, hai tutto da perdere …
se lo fai con i colleghi, la loro reazione è solitamente negativa, risentita, arrabbiata, ferita.

Se sei un team leader,
e comunichi in questo modo con i tuoi collaboratori aspettati comportamenti passivo-aggressivo, risentimento, insoddisfazione, turnover oppure sabotaggio.

3. L’impazienza fa danni quando ti aspetti subito grandi risultati

Come fare carriera?
Il successo professionale non arriva in una sola notte.

Questo è il motivo per cui un sacco di gente non raggiunge la carriera che (davvero) desidera.
Questo è il motivo per cui molte persone mollano troppo presto.
Le persone di successo non si aspettano risultati immediati.

Il raggiungimento di alcuni obiettivi richiederà tempo, più di un tentativo e la possibilità del fallimento.
Sii paziente che le cose accadranno nel momento giusto.

Come fare carriera?
Cosa fai quando trovi sulla tua strada difficoltà, ostacoli o impedimenti?
Insisti e persisti finché non raggiungi il tuo obiettivo oppure getti subito la spugna?

Impara l’arte della pazienza.
Applica la disciplina ai tuoi pensieri quando questi diventano ansiosi sulla riuscita di un intento. L’impazienza nutre l’ansietà, la paura, lo sconforto e il fallimento.
La pazienza crea confidenza, decisione ed una prospettiva razionale, che alla fine conduce al successo.”

Bryan Adams

4. L’impazienza di arrivare non ti “connette” con gli altri

Quando sei intelligente e capace, è facile pensare di essere “al centro del mondo” e che gli altri siano solo un supporto o, peggio, una scocciatura, un freno.

Invece la realtà è che i rapporti professionali contano,
eccome!

Le persone con cui lavori (i tuoi colleghi o il tuo team) sono la chiave del tuo successo.
Non essere concentrato solo sulla tua carriera e sul tuo successo personale.

Prima di intraprendere qualsiasi azione sul tuo posto di lavoro, chiediti quale sarà il beneficio per tutto il team (non solo per te stesso).

Il coaching può aiutarti a gestire le tendenze comportamentali negative.
Imparare ad adattare i tuoi stili comportamentali ai diversi contesti.

Quando sei impaziente perché la tua carriera si sta muovendo troppo lentamente, non apprezzi mai pienamente i piccoli passi che stai facendo lungo il tuo cammino. Quando tutti i semi che hai piantato finalmente inizieranno a germogliare, sarai in grado di apprezzare che ci sia voluto tanto tempo per crescere.

 

Come fare carriera?

L’impazienza, la fretta, l’irrequietezza hanno (come tutte le cose) il loro lato positivo.
È energia, stimolo, spinta, reattività, ambizione.

Ti costringe a fare-pensare nuove trattorie per intraprendere la tua carriera, ti sradica dall’immobilismo, ti spinge oltre i tuoi limiti per raggiungere i tuoi obiettivi.

L’impazienza ti spinge a mettere in discussione sistemi obsoleti, inefficienti o lenti, anche se non puoi cambiarli direttamente. Ti spinge a metterti in cammino (anche se a fari-spenti), a risolvere i problemi da solo.

Se vuoi trasformare la tua impazienza in una spinta positiva,
concentrati su quello che puoi fare piuttosto che su quello di cui hai bisogno dagli altri.

L’impazienza canalizzata diventa energia produttiva e motivante, può avere un enorme effetto positivo sulla tua carriera.


4 volte in cui l’impazienza può danneggiare la tua carriera professionale – 1

per fare carriera

“Quando possiamo iniziare?
Ti andrebbe bene domani alle 09.00?”

Ariana è impaziente. Vuole agire subito. Vuole cominciare immediatamente il percorso di coaching.
Ha fretta. È veloce, SMART.

Quando decide di fare qualcosa, entra in azione senza indugio, raccontando al mondo intero la sua prossima mossa.

Successo professionale? La competenza, da sola non basta ..

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Vive ogni giorno con entusiasmo.
Impara velocemente, è avanti, si adatta facilmente. Non vuole sprecare un momento in qualcosa che non valga la pena fare. Vuole “quagliare”. Subito.
Ariana non si accontenta.

Il che non è un male, dirai …
In effetti, mi piace l’approccio di Ariana.

Il punto che – tornando alla sua domanda iniziale – Ariana non ricevendo una mia risposta mi ha inviato altre due mail di-seguito nel giro di poche ore per “farmi pressione” e sistemare così la sua agenda (il suo bisogno del momento).

Quando ne parliamo durante le sessioni di coaching
mi risponde con una risatina nervosa (di una beccata con le mani nella marmellata) “Sono una rompiscatole, lo so. Al lavoro? Si, spesso … colleghi e anche con il  …  gran capo”.

Non tutte le decisioni riguardano solo noi

La maggior parte delle circostanze si basa su forze esterne, interazione con altre persone, indipendentemente dal fatto che siano disponibili o no.

Ariana, come tanti altri, si sente totalmente frustrata quando non riceve risposta e ha la tendenza a spingere le persone che la circondano alla sua stessa (folle) velocità.
La sua fretta di fare carriera (spesso) le si ritorce contro.

Per fare carriera – Ariana – non deve rallentare.
Deve solo prendere consapevolezza degli-altri.

Quanta energia per fare carriera! A volte sembra un tapis roulant ..

È comprensibile … quando ti “sbatti” da mattina a sera, fai ore extra in ufficio, commenti forzati sui sociali per allargare la tua rete, ma nonostante i migliori sforzi …
ti senti completamente bloccato, e non avanzi nella tua carriera.

Pensare di andare avanti ma non essere in grado di farlo, è una delle situazioni più frustranti della vita.

Devi essere davvero ZEN, nel dare il massimo e poi lasciare andare il tutto, confidando nei tempi e “aspettando che l’universo faccia il suo corso”.

Ecco 4 volte in cui l’impazienza può danneggiare (anche seriamente) la tua carriera professionale:

1. Vuoi salire nella gerarchia ma non sei ancora pronto

Sei determinato e vuoi arrivare dove desideri. Vuoi ottenere quella posizione di responsabilità.
Di leadership.
Bene!
La determinazione è indispensabile, per fare carriera!

Vuoi alzare il tuo livello di una tacca.
Più soldi, più prestigio (non ti scordare anche le pastiglie per il mal di testa).

Spesso, sai, non importa quanto si desidera qualcosa, semplicemente non si è pronti.
Almeno non ancora.

Sai gestire i tuoi modi di fare? I tuoi atteggiamenti? Le frustrazioni e le attese?
La tua reazione e quella degli altri?
Non sai cosa rispondere?

Se non sai cosa rispondere, tranquillizzati un po’ … e datti ancora un po’ di tempo.
Aspetta. Forse non sei ancora pronto per fare carriera.
Trova le risposte.

Ricorda il monito di Wolf J. Rinke
“Dire a qualcuno di fare qualcosa non significa essere un leader.”


Come fare carriera? Vestiti come se dovessi chiedere una promozione. Ogni giorno.

come fare carriera

Come fare carriera? Non sottovalutare il look!

Il modo in cui collaboratori, colleghi, clienti o il capo ti vedono può aiutarti a creare o distruggere la tua reputazione professionale.

Sono certo che sul lavoro vuoi essere notato per la tua intelligenza, le tue capacità e il tuo talento, non certo per il vestito di una taglia più grande, i calzini bianchi, la cravatta che arriva sotto la cintura, le scarpe consumate o la scarsa igiene personale.

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Anche se possiedi qualifiche ed esperienza, vestirti in maniera trascurata o inappropriata potrebbe costarti caro in termini di successo professionale.

Come fare carriera? Il modo in cui ti vesti al lavoro .. la dice lunga su di te!

Anche se può sembrare un compito noioso e una routine fastidiosa, devi farlo con cura e attenzione.

Se vuoi distinguerti e guadagnare più rispetto sul lavoro, il modo in cui ti vesti ogni mattina ritrae la tua attitudine al lavoro e … alla vita.

È un’arte raffinata,
dice al datore di lavoro che ti stai sforzando, che sei in grado di rappresentare adeguatamente l’azienda.

Scarpe consumate e sporche, la tua camicia stropicciata trasmette l’idea che non ti potrebbe importare di meno ottenere una promozione. E allora perché mai proportela?

Senza entrare nei particolari di un argomento così vasto,
per non perderti nelle regole del vestiario da ufficio, elimina immediatamente tutti quei look che etichetteresti con “troppo”: troppo stretto, troppo corto, troppo trasparente, troppo chic, ecc…

Se non gestisci la tua immagine .. gli altri lo faranno per te

Lasciare “troppo” all’immaginazione della gente può essere la differenza tra rispettoso e ridicolo.

Pianificare gli abiti da indossare la sera prima,
può aiutarti a evitare o almeno ridurre le possibilità che tu commetta l’errore-principe: indossare gli stessi vestiti due giorni di fila.

Vestire in modo appropriato non deve per forza essere una mannaia sul tuo portafoglio.
Investire in abbigliamento di qualità non solo ti farà risparmiare denaro a lungo termine, ma ti eviterà che il bottone della tua giacca a buon mercato salti durante la riunione o la presentazione.

Non rinunciare alla tua personalità e al tuo stile

Non aver timore di indossare colori, stampe, dettagli e accessori. Qualunque sia il tuo gusto, personalizza il tuo abbigliamento con il tuo “marchio di fabbrica”.

Come fare carriera?
Vestiti ogni giorno come se dovessi avere un incontro con il grande-capo per un potenziale aumento. Senza esagerare. Vedrai la differenza!

Il giusto look al lavoro va oltre i vestiti che indossi. Riguarda anche come gestisci te stesso e il tuo stato mentale.

Potresti essere la persona migliore vestita al mondo, ma se eviti le responsabilità, non contribuisci mai con spunti e idee, non fai mai straordinari, sei tra i primi a schizzare fuori dall’ufficio alle 17:00 …
difficilmente riuscirai a stupire e farti notare!

“Il modo di vestirsi è una preoccupazione sciocca.
Ma è molto sciocco per un uomo non essere ben vestito.”

Lord Chesterfield

Comunicazione sul lavoro: il pericolo sottovalutato di parole come FORSE e MA

comunicazione sul lavoro

Non vuoi dire NO, ma anche SI ti gratta in gola.
Allora ti esce un benevolo FORSE, che è più dannoso di NO e SI messi assieme.

FORSE può essere il tuo modo di restare nel mezzo.
In stallo.

Quando dici FORSE, di solito intendi NO

Dire NO subito, ti salverà dal mal di testa e impedirà lo scompiglio della tua agenda.
È importante imparare a dire NO a molte cose, da quella borsa nuova a quell’altro impegno per il quale non hai tempo.

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Nella comunicazione sul lavoro, NO non è sempre la risposta giusta, soprattutto se è il tuo capo a fare la domanda.
Proprio come dobbiamo allenarci a dire NO,
è importante evitare troppi FORSE.

Se pensi che NO sia egoista, ricorda che FORSE lo è ancora di più,
perché indica che vuoi sentirti incluso e importante senza però rifiutare e metterci la faccia.

Nella comunicazione sul lavoro la parola FORSE è .. un impegno inutile

È una ruota del criceto.
Ti siedi e giri, giri ma non vai assolutamente da nessuna parte.

Ogni volta che dici FORSE, paralizzi gli altri.

SI o NO sono più semplici di FORSE.
FORSE mantiene aperte tutte le opzioni, si traduce in confusione e stagnazione.

Se sei tentato di dire FORSE, dì NO. Se hai bisogno di un po’ di tempo,
fai sapere che deciderai più tardi – per esempio – a fine della giornata.

Le attività significative richiedono impegno, concentrazione ed energia.
Non puoi pianificare e andare avanti con i FORSE.

FORSE è pericoloso. Blocca. Nella comunicazione sul lavoro porta all’inazione e alla confusione.
I leader di successo hanno una cosa in comune: prendono decisioni. Lo fanno rapidamente e non si voltano indietro.

Il potere sta nella semplicità

I leader peggiori sono quelli che rimangono bloccati nella complessità e prendono decisioni lentamente.

Su queste cose dovresti essere brutalmente diretto.
Un mucchio di FORSE è utile solo a creare confusione mentale.

La vita professionale (e non solo) è un susseguirsi di decisioni.
SI o NO mantiene il movimento.
FORSE interrompe la progressione.

Se ti trovi bloccato nella ruota del criceto dei FORSE, individua esattamente quali informazioni sono necessarie per risolvere il FORSE.
Vai a prendere quell’informazione e chiudi la questione.

Se semplicemente non puoi decidere, dì semplicemente NO e vai avanti.
Qualunque decisione (nella comunicazione sul lavoro) è migliore di nessuna.

Escludi i “MA”

MA è come una spugnetta.
Ogni volta che usiamo MA, cancelliamo inesorabilmente quanto detto prima!

“Il modo in cui hai gestito il reclamo è stato eccellente MA devi dimostrare di aver compreso le nostre procedure e la nostra filosofia”.

“Sei fantastica, bellissima, sei la donna della mia vita MA …”.

Come ti suona?
Ha davvero gestito bene il reclamo? È davvero la donna della mia vita?
Sto cercando di non deluderlo. In realtà non ha gestito bene il reclamo perché ha dimenticato una parte fondamentale del processo.

Che cosa sente?
Che non intendo quello che ho detto e lo sto criticando.

Il “MA” cancella, limita, diminuisce, giustifica

Sostituisci il “MA” con “E”.
Oppure puoi anche solo interrompere la frase e sostituire il MA con un punto.

“Hai fatto un ottimo lavoro MA c’è ancora tanto da fare”.
“Hai fatto un ottimo lavoro. C’è ancora tanto da fare”

“Concordo con i risultati MA la vedo in modo diverso.”
“Concordo con i risultati. La vedo in modo diverso”.

Inoltre, la parola MA ci mette sulla difensiva.
“L’avrei fatto MA … ”
Più ci assumiamo la responsabilità delle nostre azioni, meno abbiamo bisogno della parola MA.

Che dire?
Ti auguro una vita senza FORSE e senza MA!

La skill fondamentale di successo .. quella che proprio non ti aspetti – parte 2

la skill di successo

4. Il fallimento ti fa imparare prima

L’esperienza è il metodo – di gran lunga – più efficace per imparare, ma comporta tanti errori.

I bambini non hanno paura di fallire. Conoscono, senza saperlo, la skill di successo.
Vogliono imparare e continueranno a provare fino a quando non lo capiscono.

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Sei riuscito ad andare in bicicletta la prima volta che hai provato? No di certo!

Ci vuole molta pratica.
A ogni tentativo (anche se fallito) hai aggiunto un tassello per raggiungere il successo.

Quando stai imparando qualcosa di nuovo, cerca di concentrarti sul processo anziché sul risultato.
Devi essere orgoglioso di ogni passo – anche piccolo- che hai realizzato.

5. Porta lo sconforto alla luce

Un altro modo potente per gestire lo scoramento dopo una caduta professionale,
è non tenerlo tutto dentro di te.

Portalo alla luce, parlane, condividilo, con qualcuno vicino a te, di cui ti fidi.

Una conversazione sincera e profonda può essere molto utile a diminuire questa forte pressione interiore.

Attraverso gli occhi di qualcun altro puoi cambiare prospettiva, ristrutturare la realtà, trovare una nuova via.

Un’altra cosa che puoi fare, è leggere la biografia delle persone che più ammiri per capire come hanno gestito sconfitte e fallimenti.

6. La sconfitta permette la rivalutazione

Gli atleti di successo (che hanno vissuto molti fallimenti professionali),
sono spesso tra i più vincenti perché riescono a rivalutare il motivo per cui non hanno raggiunto i loro obiettivi.

Cambiano direzione e vanno avanti (più forti di prima).
Il fallimento è un feedback.
Ti aiuta ad analizzare cosa è andato storto, ti permette di adottare le contro-misure per farlo bene la prossima volta.

7. Non rimanere bloccato a rimuginare. Passa subito all’azione

È fondamentale elaborare la situazione e accettarla. È facile (e normale) anche rimanere bloccati a rimuginare per un certo periodo.

Prenditi del tempo per te,
elabora un piano (anche semplice) su come procedere.

Non deve essere perfetto, correggilo in corso d’opera, lungo la strada.
Dividilo in piccoli passi e poi passa immediatamente all’azione.

Agire può essere anche un modo per “rompere” il disorientamento e la paura di fallire di nuovo. Se hai ancora difficoltà a iniziare, fai un passo molto piccolo.

L’importante è cominciare, andare avanti di nuovo.

8. Mantieni l’entusiasmo

“Il successo è l’abilità di passare da un fallimento all’altro
senza perdere l’entusiasmo.”

Winston Churchill

Non fare lo sbaglio di trasformare i tuoi errori in sconfitta. Mantieni lo slancio e l’entusiasmo anche quando non ci riesci. Le cose migliori di solito accadono quando meno te lo aspetti.

Dopo un errore,
riprovaci dicendo: “Ok. La prossima volta farò … ”.
Errori ripetuti ti insegnano che ci sono altri modi possibili per fare le cose per bene.

Cerca di sorridere nel frattempo.
Non perché la vita è facile o perfetta, ma perché hai scelto di mantenere l’entusiasmo, di essere felice e grato per tutte le cose buone che hai fatto finora.

la skill di successo

9. Non mollare mai

Rivedi le strategie, migliora l’approccio, gli strumenti, competenze e …
vai avanti.

Non accontentarti. Insisti fino alla fine.
Anche dopo ripetuti fallimenti, non perdere la fiducia mai.

Se anche tu (come me) ti sei reso conto di non poter contare sul talento, spero ti sia da stimolo sapere che il talento è utile ma la grinta è il fattore fondamentale del successo a lungo termine. Se non c’è l’hai, devi trovarla.

Se ne hai,
tienila stretta e non sprecarla su qualcosa di stupido!

La strada più rapida per avere successo è “allenare” un atteggiamento impavido verso il fallimento.

Prova nuove cose. Prendi rischi e sfida te stesso.
Continua a “spingere” finché non ottieni quello che vuoi.
E se fallisci lungo la strada, sappi che sei in ottima compagnia.

La skill di successo? Tollerare il fallimento

La paura del fallimento ci rende riluttanti a provare cose nuove.

Ma per raggiungere qualsiasi obiettivo degno, dobbiamo prendere dei rischi.
E il rischio comporta la possibilità di fallimento.

Se hai grandi obiettivi, devi essere in grado di tollerare l’insuccesso
ecco la skill di successo (che proprio non ti aspetti).

La skill fondamentale di successo .. quella che proprio non ti aspetti – 1

skill di successo

Hai grandi sogni per il futuro, ma spesso ti chiedi se hai davvero tutto quello che serve.
Passione, atteggiamento, coraggio, tenacia.
Basta? Uhm!

Ma ecco spuntare una capacità che non ti aspetti, un’abilità sorprendente per avere successo:
la vera misura del carattere di una persona emerge dal modo in cui gestisce l’avversità o il fallimento.
Sopporta la frustrazione e l’insuccesso.

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La skill di successo? Reggere l’insuccesso

Infatti, tutte le persone di successo hanno un’alta tolleranza per il fallimento.
Perseverano e continuano, nonostante la sconfitta.

Quando falliscono, si rialzano.
Prontamente.
Un detto giapponese dice “Cadi 7 volte, rialzati 8”.

Le persone di successo sanno “fallire bene”.
Sembra completamente illogico, contraddittorio, vero?

Questo non è quello che ci hanno detto!
Ci hanno sempre fatto credere che se commetti un solo errore, se fallisci, la tua vita è finita. Non così?
Come può una “capacità di fallimento” essere un fattore potenziante? Una skill di successo?

L’insuccesso – in realtà – ci aiuta a crescere.
Abbracciare la possibilità di fallire è la chiave per affrontare le sfide.

Se saprai fallire, se svilupperai questa skill di successo … ce la farai!
Ecco 10 spunti per imparare a “fallire bene” e rialzarsi:

1. Accetta quello che senti

Fallire, non riuscire, non centrare l’obiettivo … fa male.
Spesso molto male.
Se l’hai provato sai cosa intendo.

Non respingere il dolore, non distrarti, non incolpare gli altri (in fondo – anche se in parte minima – abbiamo sempre una responsabilità). E non provare a esorcizzarlo con un sorriso.
Non funziona.

“Lascialo entrare” dentro di te, piuttosto. Accettalo. Elabora ciò che è successo.
Se rifiuti questo sentimento, riapparirà più tardi inaspettato e ancora più doloroso.

E poi non sei il solo …
non farti ingannare dai sorrisini e le dita a V su facebook … la maggior parte delle persone non parla apertamente dei loro fallimenti.

Non lamentarti e commiserarti troppo.
Le continue recriminazioni ti tolgono un sacco di energie,
ti annebbiano la mente e ti distolgono dal fare la prossima mossa: passare ancora all’azione.

2. Non sei un fallimento solo perché hai avuto una battuta d’arresto

Quando hai avuto una sconfitta, è facile pensare che continuerai a fallire.

Come se fossimo ancora a scuola, ci diamo sempre un voto, una valutazione, un giudizio,
una sentenza inappellabile e spietata: se “ ho fallito” vorrà dire che “sono fallito”.

Siamo abituati ad associare l’errore alla persona.
Aver fallito, ci autorizza inoltre a considerarci delle persone fallite, mancate.

Per favore … non innamorarti di questa profezia così distruttiva (e spesso così seducente),
solo perché non sei riuscito oggi, non significa che fallirai la prossima volta.

Dopo un errore, devi ristrutturare le tue convinzioni e smussare gli angoli della tua autocritica più tagliente e dirti: “Io non sono un errore” ma “Ho solo commesso un errore”.

3. Chiunque voglia fare qualcosa di importante nella vita .. prima o poi fallirà

Il successo professionale presenta molti ostacoli e insuccessi.
I media lo raccontano come se fosse facile e veloce, la nostra fantasia fa il resto

La realtà è molto più vicina a questa citazione di Michael Jordan:

“Avrò segnato 11 volte canestri vincenti sulla sirena, e altre 17 volte a meno di 10 secondi alla fine,
ma nella mia carriera ho sbagliato più di 9.000 tiri. Ho perso quasi 300 partite.

“Per 36 volte i miei compagni si sono affidati a me per il tiro decisivo… e l’ho sbagliato.
Ho fallito tante e tante volte nella mia vita.

Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto!”.


Bravura e talento non basta! Occorre duro lavoro e tenacia. Grinta.

crescita professionale

“Faccio una cosa molto bene, ma il talento non basta.
È il primo insegnamento che mi ha trasmesso il coach.
Puoi aver talento, ma se non lavori duramente non diventi un campione.”.

Usain Bolt

Ci sono persone speciali. Geni. Talenti.
Tipo Steve Jobs.
Scusa ma tu che c’entri? Sei nato talentuoso? Ah, no …

Non ti “viene facile”, non sei portato. Sei normale. Troppo normale.
Solo quelli baciati dalla fortuna saranno premiati … solo quelli bravi, quelli che hanno talento e capacità arriveranno ai posti più ambiti.
Ed è assolutamente vero!

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La scusa (per mollare, per rinunciare, per non muoversi) è servita!

Crescita personale … vuoi sapere una cosa?

La competenza, la bravura, il talento non è tutto, non è sufficiente, occorrono duro lavoro e tenacia.
Grinta.

 

La crescita professionale non è solo questione di talento, intelligenza, bellezza.
Tra una persona talentuosa senza tenacia e un’altra tenace ma senza talento, probabilmente sarà quest’ultima a ottenere i risultati migliori.
A fare una grande carriera.

Grinta è perseveranza e passione per raggiungere obiettivi a lungo termine.
Grinta è “attaccare” giorno dopo giorno. Non solo per una settimana, non solo per un mese ma per anni … nonostante gli ostacoli che incontri sulla tua strada.

“La vita è una maratona non uno sprint”

Dice la psicologa americana Angela Duckworth.

Devi saper resistere a distrazioni momentanee e tentazioni, al fine di raggiungere il tuo obiettivo.

Se invidi il talento del tuo collega, del tuo capo, del tuo compagno di squadra, di tuo fratello, ricorda che …
fondamentale è la capacità di resistenza, di perseguire gli obiettivi nonostante i continui “no”.

Ristrutturare i fallimenti e le sconfitte.

Sapersi rialzare è fondamentale per la tua crescita professionale

Prendi forza dal sapere che il talento è utile, ma ci sono tante qualità che puoi mettere lo stesso in campo
e che il duro lavoro e la tenacia sono i fattori determinanti del successo a lungo termine.

La prossima volta che desideri far prendere vita ai tuoi sogni, avere successo, ricorda a te stesso che per la tua crescita professionale … hai già tutto quello che ti serve!

E adesso che lo sai anche tu … che cosa farai?
Quale sarà la tua prossima mossa?

crescita professionale

Avere successo professionale: anziché rinunciare – a volte – basta solo rimandare

Avere successo professionale

“Se vuoi far ridere Dio, raccontagli i tuoi progetti”.
Woody Allen

La strada per avere successo professionale non è lineare.

La maggior parte di noi ha un’ideale del cammino verso il successo professionale, che suona più o meno così: studiare tanto, ottenere buoni voti, trovare un buon impiego, lavorare sodo, trovare un/a partner meravigliosa … e vissero tutti felici e contenti.

Purtroppo questo è ciò che ci è stato insegnato. Questo è ciò che crediamo.
Ciò che abbiamo interiorizzato.

Spesso non arriviamo ai nostri traguardi seguendo un percorso uniforme

Spesso,
per fare carriera, per arrivare all’obiettivo siamo costretti ad allungare la via.

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C’è chi va dritto come un treno, una freccia, senza esitazione e tentennamenti, chi invece imbocca percorsi tortuosi (fatti di sali-scendi, fallimenti e rinascite). Ognuno di noi prende traiettorie professionali differenti.
Non c’è un modo giusto e uno sbagliato.

Ognuno arriva con il suo “passo” (io sono quello del cammino sinuoso).
Ci sono forze esterne che spesso interferiscono con la nostra ideale traiettoria lineare.

Infatti,
incappiamo in deviazioni di carriera, cambiamenti di direzione, battute d’arresto, momenti d’involuzione che ci mandano al tappeto, ci fanno a pezzi e demoliscono la nostra autostima e le nostre certezze.

Avere successo professionale? L’importa è COME affronti gli ostacoli

Sulla strada del tuo successo troverai ostacoli inaspettati e improvvisi, alcuni facilmente superabili e altri che ti porteranno lacrime (e bruciori di stomaco).

Di volta in volta scoprirai che, ciò che conta non è la natura degli ostacoli, ma piuttosto come ti approcci,
come reagisci e cosa impari.

Gli ostacoli, gli errori ti aiutano a “correggere il tiro”, insegnano cosa non funziona, cosa fare di diverso la prossima volta. Se hai sbagliato, se hai fallito, aspetta … non mollare,
prova ancora!

Prenditi una pausa, ricarica le pile e continua. Riprova ancora! Più provi a fare qualcosa, prima arriverai “a farlo bene”.

I fallimenti sono (davvero) i gradini per avere successo professionale. Non essere paralizzato dai tuoi tracolli.
La vita è imprevedibile.

Quello che è importante è sviluppare un atteggiamento che abbracci il cambiamento e sappia trasformare il fallimento in opportunità di apprendimento.
E riprendere così il nostro cammino.

Avere successo professionale