6 differenze fondamentali tra essere forte e fare solo lo spaccone

essere forte

In fin dei conti, gli adolescenti credono di diventare adulti scimmiottando adulti rimasti bambini che fuggono davanti alla vita.
Muriel Barbery

Il mondo del lavoro di oggi non è mai stato così difficile,
complesso e competitivo.

Non è più solo una questione di conoscenze, capacità e abilità.
È una questione di resistenza.
Di forza.

La forza fisica è facilmente visibile a tutti, la forza mentale no

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Non si vede.
“Si sente”.

Per mostrarti forte, anche a livello mentale, ti metti la maschera del duro, “reciti” la parte,
mascheri le debolezze con atteggiamenti e posture di finta durezza pensando che gli altri ti temano…

Quest’approccio ti può portare qualche successo iniziale,
ma l’effetto svanisce in breve tempo.

Nel lungo periodo, per raggiungere obiettivi importanti è necessario essere forte … serve forza mentale.
Grinta e tenacia.
Così come il continuo desiderio di diventare migliore.

Quello di “giocare a fare il duro” è un atteggiamento che può essere intrapreso da tutti.
Con facilità.

Uomini e donne.
Non c’è differenza.
Atteggiarsi e ostentare.
Sciorinare, mostrare, sfoggiare, scimmiottare.

Ci sono grandi differenze tra forza e spacconeria, eccone sei:

1. Lo spaccone non conosce i propri limiti

Chi è forte si.

Lo spaccone proclama che può fare tutto.
Dice che non ha paura di niente.
Dichiara che niente potrà mai fermarlo.
Proclamare tutto ciò non significa necessariamente essere forte a livello mentale.

La persona che agisce così sopravvaluta le proprie capacità e (spesso) si trova spiazzata e impreparata davanti alla realtà dei fatti;
altre volte, invece, sottostima le difficoltà e va a sbattere contro il palo,
delusa e amareggiata.

Forza mentale vuol dire riconoscere i propri limiti e le proprie mancanze,
e sapere che il duro lavoro è necessario per raggiungere un obiettivo.

La persona sicura di sé,
sa che il fallimento è parte del percorso che porta al raggiungimento dei propri obiettivi.

2. Il gradasso nasconde le sue debolezze

Chi è forte le supera.

Il gradasso spende molte energie nel tentativo di mascherare le proprie debolezze,
e le proprie emozioni (perché le reputa sintomi di debolezza).

Dice: “Sono il migliore.”
Ma dietro nasconde tanta insicurezza.

Essere forti richiede consapevolezza delle proprie emozioni e di come i sentimenti possano influenzare pensieri e comportamenti.
È necessario imparare a gestire e controllare le emozioni,
non farsi controllare da esse.

La persona forte,
invece di sprecare energia cercando di coprire le mancanze,
riconosce i propri difetti e investe il proprio tempo per migliorare se stesso,
e per superare le debolezze.

3. Lo spaccone scimmiotta un duro

Chi è forte, duro lo è già.

Il “pallone gonfiato” solitamente assomiglia a quello che si è visto fare al cinema o nei reality …
braccia conserte, sguardo truce, sorriso sprezzante. Usa il sarcasmo e le battute per svalutare gli altri e ogni occasione è buona per metterli in difficoltà.

È scorbutico, contestatario e polemico, grezzo.
Se risponde alle domande, lo fa in modo seccato,
toglie spazio ai discorsi degli altri o interrompe la conversazione per imporre i suoi argomenti.

Il “pallone gonfiato” sta scambiando arroganza e prepotenza per grinta e carattere.
Finzione (televisiva o cinematografica) per realtà.
Non cadere in questo equivoco!

Il “vero” duro sa che la fiducia più profonda è quella che si manifesta in modo tranquillo,
calmo e contenuto.

4. Chi gioca a fare il duro vuole apparire forte

La persona forte, lo è anche senza mostrarlo.

Chi vuol “sembrare” un duro cerca di ottenere approvazione,
vuole essere percepito dagli altri come uno tosto,
ha sempre qualcosa da dimostrare agli altri.

La sua autostima è spesso collegata alla sua performance e a come gli altri lo vedono e lo valutano.

Chi “è” davvero un duro non è preoccupato di dimostrare niente a nessuno.
Di ricevere approvazione dagli altri.
La motivazione e il desiderio di migliorare vengono da dentro.
Il suo unico referente è …
se stesso.

5. Lo sbruffone vuole il potere sugli altri

Chi è forte su se stesso.

Chi “gioca” a fare il duro si preoccupa di conquistare il potere sulle persone.
Di conseguenza controlla, spadroneggia e fa richieste irragionevoli.

La persona forte si concentra sulla sua energia e si preoccupa di avere potere sui propri pensieri,
sentimenti e comportamenti.

Piuttosto che cercare di controllare le circostanze esterne e le persone,
cerca il controllo su se stesso.

6. Se fallisce chi gioca a fare il duro dà la colpa ad altri

essere forte

Chi è forte si assume le proprie responsabilità.

Chi “gioca a fare” il duro se fallisce,
incolpa gli altri, la sfortuna e le circostanze perché trovare un capro espiatorio è una facile soluzione per evitare di assumersi la responsabilità.

Cosi facendo riesce a giustificare quello che accade.
In questo modo, sentendosi vittima, non ha bisogno di fare niente,
gli basta lamentarsi e aspettare.

Essere forte vuol dire vedere il fallimento come un trampolino di lancio verso il successo.
Essere cosciente che, raramente, i fallimenti nella nostra vita sono interamente imputabili alla responsabilità di qualcun altro.

Se non ci assumiamo la responsabilità personale,
non possiamo mai passare alla fase successiva.

Essere forte significa avere fiducia nelle proprie capacità di riprendersi da un fallimento ed è pronta a imparare dai propri errori.

A volte essere forte è l’unica scelta che hai

Diventare mentalmente forte non è qualcosa che avviene spontaneamente da un giorno all’altro.
Solo se consideri ogni sfida (anche piccola) della vita come un’opportunità per diventare più forte,
inizierai a sviluppare più saggezza e chiarezza mentale,
che ti serviranno quando dovrai affrontare ostacoli e difficoltà più impegnativi.