Come dire No sul lavoro senza offendere (e farsi rispettare) – 1

dire no sul lavoro

Hai difficoltà dire no sul lavoro?
Cerchi sempre di essere gentile con gli altri, a scapito di te stesso?
I colleghi se ne approfittano?
I collaboratori l’hanno capito e sanno come prenderti?

“NO” è una parola potente.
Con sole due lettere
si rischia di bruciare rapporti,
disperdere opportunità e sabotare reputazioni.

Dire no sul lavoro? Mica facile

Un ‘no’ detto con la più grande convinzione è migliore e ha più valore di un ‘sì’ pronunciato solamente per compiacere, o, cosa peggiore, per evitare dei problemi.
Mahatma Gandhi

Se non ti senti a tuo agio a dire no sul lavoro, sappi che non sei il solo…
nessuno desidera ferire i sentimenti di un’altra persona.

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Dicendo “NO” minacciamo le nostre relazioni e quella sensazione di connessione con gli altri (uno dei bisogni più fondamentali è il collegamento sociale e la sensazione di appartenenza).

Spesso (sul lavoro) ci sentiamo in dovere di acconsentire a tutte le richieste,
per paura di sembrare poco collaborativi.

Per paura di dire no, diciamo SI:
SI a quel nuovo impegno, SI a più responsabilità, SI a quel progetto che ci farà tornare a casa alle nove di sera.

Imparare a rifiutare è utile nel lungo periodo.
Spesso, è necessario declinare e dire NO.

No perché sei troppo occupato, NO perché non vuoi lavorare fino a tardi,
No perché (semplicemente) non ti interessa.

Dire no sul lavoro: Basta un pò di strategia

Hai le tue priorità e i tuoi bisogni, proprio come ognuno di noi.
Dicendo no,
stai rispettando e valorizzando il tuo tempo e il tuo spazio.
Dire NO è una tua prerogativa.

Se non sei sicuro di come farlo, qui ci sono 8 modi semplici per dire no.
Utilizza il metodo più adatto alle tue esigenze e alla situazione.

1. “Non posso impegnarmi in questo, ho altre priorità in questo momento.”

Sei troppo occupato per impegnarti in una nuova richiesta?
Bene, utilizza questa frase per far capire al tuo interlocutore che la sua richiesta è meno urgente rispetto ad altre incombenze.

Prima di chiedertelo di nuovo ci penserà due volte.

Se ritieni sia il caso,
puoi anche condividere i tuoi impegni in modo da far capire meglio alla persona la motivazione del tuo rifiuto.
Mantieni questa spiegazione più semplice possibile.

E con i collaboratori?
Leggi il mio post sull’argomento

2. “Questo non è il momento giusto, sono nel bel mezzo di … Che ne dici di risentirci …?”

Questa risposta è utile per gestire richieste improvvise quando sei nel bel mezzo di qualcosa.

Mi capita di ricevere telefonate da amici o clienti quando sono in una riunione o sto finendo un lavoro importante.
È fondamentale far capire (con gentilezza) che si tratta di un momento inopportuno e che pertanto non siamo in grado di accontentare (per il momento) la persona.

Allo stesso tempo,
si comunica che si è disposti ad aiutarla ma in un altro momento (specificando quando … giorno/ora),
in modo da non far sentire la persona scaricata in malo modo.

Questa risposta è un ottimo modo per gestire (temporaneamente) una richiesta.

3. “Mi piacerebbe farlo, ma …”

È un rifiuto gentile.
Lo puoi usare per dire no delicatamente.

Indichi alla persona che ti piace l’idea, sei favorevole, sei positivo (in questo caso è importante essere sinceri) ma non puoi dare seguito a causa di altri motivi,
quali impegni precedenti o esigenze diverse.

Anche in questo caso,
mantieni la spiegazione del perché non si può fare il più semplice possibile.

Foto: geralt

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