La linea sottile che divide fiducia e arroganza sul lavoro – 1

arroganza sul lavoro

Nella vita una buona dose di fiducia è auspicabile.

Quando si tratta della tua vita professionale,
ci sono alcune linee sottili che devono essere tratteggiate,
confini che non possono e non devono essere superati.

Arroganza sul lavoro: fiducia o presunzione?

Devi essere ambizioso senza essere impaziente, disponibile ma non timoroso,
flessibile senza essere sfruttato,
essere fiducioso e sicuro di te stesso, confidente e ambizioso,
senza alzare troppi i toni fino a diventare eccentrico e pomposo.
Ecco l’arroganza sul lavoro!

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C’è una La linea sottile tra essere fiducioso e solo un pallone gonfiato,
ecco 8 esempi:

1. Sei fiducioso quando offri una critica costruttiva

– sei uno spocchioso arrogante quando dai consigli con l’intenzione di ferire e manipolare

La critica può essere una cosa positiva,
finché è offerta in modo costruttivo.

Sei sicuro di te …
quando trasformi un giudizio negativo in un momento costruttivo. Scindi completamente la persona dall’azione o dal comportamento che ha avuto,
quando parli in modo chiaro, senza aggressività o offese.
Inizi il tuo discorso con “Mi sembra… “ o “Posso sbagliarmi, ma… “ per rendere la conversazione meno tesa.

Viceversa, diventi subito arrogante quando attacchi, giudichi o vai sul personale.
Dai consigli per attaccare i punti deboli, con l’intenzione di ferire e manipolare. Ti comporti in modo arrogante sul lavoro quando tendi a minimizzare le preoccupazioni o i sentimenti di qualcun altro.

Mascheri un consiglio per dire alla persona cosa deve fare. L’altro deve seguire il tuo “consiglio”.
Deve esserne anche grato.
“Se fossi in te …”
“La cosa migliore da fare per te sarebbe …”
“Ma non ti preoccupare … cosa vuoi che succede”.

Anche questo è arroganza sul lavoro.

2. Sei fiducioso quando descrivi le tue qualifiche

– sei arrogante quando ti prendi credito per tutto

Sia in un’intervista di lavoro, un colloquio annuale o una revisione delle prestazioni,
devi essere pronto a parlare delle tue abilità e dei tuoi successi,
è un “invito” a vendere te stesso e inviare il messaggio che sei qualificato.

Quando ti chiedono di “mettere sul piatto” le tue competenze non puoi rispondere “Non mi piace vantarmi”.

Parlare di se stessi, dei propri successi e realizzazioni, non è boria,
arroganza o presunzione.
Quando si parla di un risultato, è un dato di fatto.

Quando parli di come hai risolto un problema, hai imparato una nuova abilità,
o collaborato con il team, stai parlando di fatti concreti.
devi assolutamente prendere credito per il tuo lavoro.

Al contrario, sei arrogante e sfrontato quando ti prendi credito per tutto.
Ti prendi tutta la gloria senza spostare mai il riflettore sugli altri membri del team.

Senti il desiderio sfrenato di raccontare tutte le cose stupefacenti che hai fatto, capovolgere la realtà e raccontare i trionfi personali,
storie mirabili e tutti gli applausi che hai ricevuto.
Pompare per magnificarti.

arroganza sul lavoro

3. Sei fiducioso quando dimostri la tua forza con le azioni

– sei un pallone gonfiato quando devi mostrare i tuoi successi per compensare la tua insicurezza

Sei realmente sicuro di te,
quando non senti il bisogno di competere o di avere sempre ragione.
Non credi che il tuo valore dipenda dall’assecondare qualcuno o soddisfare i desideri degli altri.

Non devi nemmeno vantarti o mentire, perché dimostri la tua forza attraverso le tue azioni,
il tuo atteggiamento e il tuo modo di fare.

Sei uno sbarbatello sfiduciato quando hai bisogno di mostrare continuamente i tuoi successi,
le tue conoscenze importanti, della tua formazione superiore, i tuoi clienti adoranti,
tutti argomenti, che secondo te dovrebbero innalzare il tuo valore agli occhi di chi-ascolta.

A certe persone piace,
magari quelle più facilmente suggestionabili,
quelle un po’ più superficiali.

Tuttavia vantarsi in maniera implicita,
è sintomo d’insicurezza e un atteggiamento che spesso riflette una sensazione di vuoto o d’insoddisfazione nella vita. È arroganza sul lavoro.

Non è l’insicurezza di per sé che infastidisce ma il volerla coprire, nascondere, mascherare … vantandosi.
Dimmi di cosa ti vanti e ti dirò cosa ti manca.

“Lo studentucolo che sa un po’ di latino e di storia, l’avvocatuzzo che è riuscito a strappare uno straccetto di laurea alla svogliatezza e al lasciar passare dei professori,
crederanno di essere diversi e superiori anche al miglior operaio”.
Antonio Gramsci