Parlare male dell’ex datore di lavoro è da rosso diretto

ex datore di lavoro

Il mio ex capo è un idiota”
“La mia azienda mi ha sfruttato e poi mollato“
“Il mio capo?
Un raccomandato. E anche incompetente”.

L’amarezza è cattiva consigliera

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Quando arriva la domanda sul tuo ex capo non vedi l’ora di sfogarti e rincarare la dose con sorrisini, smorfie e frasi sarcastiche?

Oppure con la scusa della trasparenza e della sincerità cogli l’occasione per scaricare sulla tua ex azienda una serie di scelleratezze e di cattiverie?

Il mondo del lavoro oggi è tosto.
Tostissimo.

Le esperienze negative, i torti, le ingiustizie, le sopraffazioni del passato ci hanno reso rancorosi e suscettibili.
È normale e anche comprensibile.
L’amarezza però è cattiva consigliera.

In fase di colloquio di lavoro, essere astiosi e pieni di risentimento verso il nostro precedente datore di lavoro non sono caratteristiche gradite alla persona che ci sta intervistando, poiché denota insofferenza e potenziale insubordinazione.

Parlare male dell’ex datore di lavoro può essere un autogol

La prossima volta che ti sarà difficile tenere la bocca chiusa quando parli del tuo ex datore di lavoro, sappi che quando parli negativamente di una persona ottieni esattamente l’effetto opposto.

Gli psicologi americani chiamano questo fenomeno Spontaneous trait inference.

Significa che ogni volta che dici cose sconvenienti su qualcun altro, chi ascolta non può fare a meno di associare a te questi stessi tratti.
Quindi, se dici che il tuo ex capo è inaffidabile, disonesto …
il tuo potenziale datore di lavoro in realtà sta collegando l’inaffidabilità e la disonestà a te.

Il boomerang ti torna indietro … con gli interessi!

Il mondo è più piccolo di quanto pensi

È possibile che i rispettivi datori di lavoro si conoscano.
Sarebbe certamente un “rosso diretto” parlare male di una persona che potrebbe rilevarsi un caro amico del tuo potenziale nuovo capo.

Inoltre con quest’atteggiamento, l’intervistatore potrebbe presupporre che parlerai male anche della sua azienda, nel caso dovessi lasciarla.

In generale, ogni tipo di lamentela (per quanto giustificata possa essere) va accuratamente evitata.
Meglio armarsi di sorriso, positività e convinzione e abbandonare ogni traccia di rancore, risentimento o diffidenza.

Piuttosto che denigrare i tuoi datori di lavoro, valorizza i tuoi punti di forza e il reale valore aggiunto che puoi offrire rispetto gli altri candidati.
Lascia che siano le tue parole, i tuoi gesti e la tua competenza a parlare di te.

L’amarezza lasciamola, davanti ad una birra, con gli amici al bar.