Autorevolezza al lavoro: il potere della calma

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Passioni incontrollate, attese logoranti,
sballottamenti dati dall’ansietà
e incertezze create dal dubbio.

Se lasciamo che influenze esterne abbiano la meglio,
stiamo riconoscendo la nostra inferiorità e accettando il loro dominio su di noi.

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Per essere pronti per le grandi crisi della vita dobbiamo imparare a “portare” calma e serenità nella nostra vita quotidiana.

Quante persone,
incontriamo che sono ben equilibrate, che hanno quello squisito equilibrio che è caratteristico di un’indole perfetta?
Hanno il potere della calma?

Il potere della calma viene dal di dentro

“La pace interiore?
Ho provato a cercarla, ma dentro di me non l’ho trovata.”

Bob Geldolf

Una persona calma, ha raggiunto uno standard di vita più elevato (una concezione individuale più alta e più nobile),
ha imparato a governare se stessa e sa come adattarsi agli altri.
È amato dalla gente perché ha un comportamento fortemente equilibrato,
le persone “sentono” che possono imparare e fidarsi di lui.

Il potere della calma viene dal dentro.
Dalle profondità della nostra natura.

Tornando a noi ….

Hai mai provato a parlare con qualcuno che aveva fretta?
Come ti sei sentito?
Ti sei sentito ascoltato?
Seguito?

Ti sei sentito importante?
Il tuo messaggio è stato importante?
No, non lo è stato.

Qual è il tuo approccio quando sei di fretta?

Che succede quando un tuo collaboratore desidera parlare con te
(per una spiegazione, un chiarimento, un consiglio, una richiesta)
e tu hai fretta, devi terminare qualcosa,
non hai tempo o non ne hai semplicemente voglia?

Ascolti con attenzione,
fai finta di ascoltare oppure rimandi costantemente?

Niente di male per carità … sei il leader, il capo … è normale avere il tempo “contro” …
le vendite saltate all’ultimo istante,
le grane da risolvere,
il target da raggiungere,
previsioni in tilt,
un continuo e frustrante adattarsi a un Mercato sempre più incerto e complesso.

La calma comunica interesse per gli altri e …
per il loro messaggio.

D’altra parte, la fretta trasmette (anche in buona fede) che non ti interessa e che non sei importante,
sei lì fisicamente ma non con la mente e col cuore.

È il tipo di ascolto ”Ci sono e non ci sono”,
chi parla ha la netta sensazione di non essere veramente ascoltato.

L’ascolto veloce non è il massimo,
ma spesso può essere anche l’unica opzione disponibile.
Vediamo alcune strategie per ascoltare in modo attivo i tuoi collaboratori anche quando il tempo è tiranno:

Come ascoltare quando il tempo stringe

1. Rilassa il tono della tua voce.
Respira. “Svuota” il più possibile la mente. Controlla il tuo livello di calma durante l’ascolto.
Apri le mani sotto la scrivania e tieni i palmi rivolti verso l’alto, oppure siediti con le braccia aperte.
Evita la classica postura di difesa/chiusura con le braccia incrociate sul petto.

2. Spiegare la pressione del tempo
“Scusa, ho solo 5 minuti“.
Quando siamo molto occupati, è meglio scusarsi, dirlo apertamente ed evitare di fingere.
Tieni sempre a mente che l’ascolto attivo non è una questione di quantità ma di qualità.
Qualche minuto può bastare se ci impegniamo ad ascoltare.

3. Accordarsi per un altro momento in cui potrai essere più attento e partecipe.
Non c’è nulla di male nel dire: “ Adesso non posso, ne possiamo parlare alle 16.00/domani mattina/settimana prossima?”.
L’importante è mantenere l’impegno preso.

4. Evita di ascoltare mentre stai facendo qualcosa d’altro.
Non ho dubbi che tu stia sentendo il tuo interlocutore (anche scrivendo una mail) ma ascoltare richiede uno sforzo d’interesse e di attenzione.

5. Sorridere e mostrare empatia.

Anche una pacca sulla spalla o un tocco sul braccio sono fattori potenti per massimizzare l’incontro quando il tempo è breve.
A volte,
semplicemente mostrare entusiasmo e condividere un piccolo messaggio è tutto ciò che serve per sentirsi valorizzati.

6. Aiuta il tuo interlocutore a ottenere velocemente il punto.

Prova ed esplorare insieme con lui/lei. Chiedi:
“Qual è il nostro punto di partenza?
Dove vuoi andare?
Di quale particolare aspetto vuoi parlare?
Qual è la cosa più importante/urgente in questo momento?
Qual è la questione prioritaria per te? “.

7. Non trarre subito le tue conclusioni.

Fai come se “non ne sapessi niente”.
Dimentica la tua risposta.

Non interrompere con le tue conclusioni o deduzioni,
presumendo di aver compreso, anticipandone idee e concetti.
Poni almeno 2-3 domande prima di fare un’affermazione.

8. Non partire subito con domande tipo “Come posso aiutarti?” ma piuttosto con “Che cosa puoi fare?” evita che il suo problema diventi subito il tuo problema.

9. Distribuisci le responsabilità “Chiamami stasera/domani e dimmi cosa è successo.

10. Se ti rendi conto che … davvero non hai tempo, sei stressato, sei stanco,
hai altro cui pensare o in fondo non-te-ne-può-fregare-di-meno è molto meglio rimandare l’ascolto.

comunicazione efficace al lavoro

La calma indica che sei positivo

La calma è un invito.
La fretta trasmette che non ti interessa e che (anche) gli altri non ti interessano.

Ascoltare gli altri (collaboratori, capo/a, clienti ma anche figli, partner, amici) li fa sentire importanti.

Più calmo diventi, più grande sarà il tuo successo, la tua influenza, il tuo potere (non confonderla con facile popolarità, condizionamento e tirannia).
Questo è il potere della calma

L’autocontrollo è forza, il (giusto) pensiero è padronanza, la calma è potere.