9 spunti per criticare il collaboratore senza compromettere il rapporto – 2

criticare il collaboratore

leggi anche la parte 1 small ...

1. Non reagire d’istinto

Il feedback negativo deve fatto il prima possibile dopo l’evento ma attento a reagire troppo rapidamente se ti senti molto arrabbiato o turbato.
L’emotività è cattiva consigliera. Se non sei in grado di gestire e controllare la tua emotività,
prendi tempo e aspetta di sbollire.

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Meglio non criticare qualcun altro quando si è incavolati o agitati.
Rischi di dire qualcosa che non vuoi o di sconveniente che può compromettere definitivamente il rapporto lavorativo.

Evita però che passi troppo tempo perché riduce l’effetto e l’intensità dell’accaduto o peggio dimenticandoti di quanto successo.
È più efficace fissare un colloquio chiarificatore.

2. Scegli un luogo riservato

Non riprendere mai un tuo collaboratore davanti ai colleghi o ai clienti (anche se a volte è inevitabile),
si sentirà sminuito davanti agli altri, ferito e poco propenso ad aumentare il suo impegno e la sua produttività.

Utilizza feedback negativi solo nel privato e a quattr’occhi.
Chiama la persona nel tuo ufficio, in una saletta conferenze libera o in qualsiasi altro posto lontano da occhi e orecchie indiscrete.

3. Rilassati prima di parlare

Anche tu sei a disagio o imbarazzato quando vieni criticato,
è facile capire che lo sarà anche il tuo collaboratore.
Poco prima dell’incontro, prenditi qualche minuto per rilassati più che puoi, respira profondamente,
sorridi per sciogliere la tensione dalla tua faccia.

Le reazioni alla critica possono essere diverse:
si può reagire con aggressività, cercando di scaricare la responsabilità su altri,
si può sentirsi feriti e frustrati soprattutto se la critica è costante.

Evita di cominciare a criticare il collaboratore con un’osservazione positiva sulla persona,
tanto per addolcire la pillola (“Ascolta Michele, apprezzo molto la tua collaborazione …”);
susciteresti immediatamente ancor più diffidenza e sospetto.

4. Focus sulle azioni, non sulla persona

Esponi il problema in modo oggettivo e senza pregiudizi.
Concentrati solo sulla prestazione.
 


 

Evita attacchi personali o commenti sulla persona.
L’autostima del tuo collaboratore non va toccata!

Qui siamo su un terreno minato e molto sensibile.
Un passo falso e il rapporto si può danneggiare per sempre.

La critica si deve riferire esclusivamente a un comportamento, un compito, una situazione o un problema particolare.
Evita di usare parole tipo ogni volta, sempre, mai, che rischiano di trasformare la critica in un rimprovero scoraggiante “Sei sempre in ritardo” oppure “Ogni volta sbagli”.

Evita anche “Sei inaffidabile”, “Sei il solito ritardatario” oppure espressioni del tipo “Sei un incapace” oppure “Sei uno stupido”.

5. Commenta un comportamento specifico

Non serve dire “Hai un atteggiamento scorretto” oppure “Hai sbagliato”.
La critica deve essere riferita a qualcosa di specifico e non a qualcosa di generico.

Devi essere chiaro su cosa, dove e quando; spiega le azioni fatte,
i comportamenti avuti o le cose dette.

6. Permetti alla persona di spiegarsi

Permetti alla persona che hai di fronte di spiegarsi o di rifiutare le tue dichiarazioni.
Ascolta con attenzione quello che ha da dire.
Non interrompere, non controbattere, fallo finire e poi replica,
se è il caso.

Se impari a muovere critiche costruttive bilanciando garbo e autorità, aumenterai il tuo rispetto,
la tua credibilità e la produttività delle persone che ti circondano.

7. Esprimi un auspicio positivo

Prova a esprimere il tuo disappunto trasformandolo in un desiderio positivo per il futuro.
Non concentrarti solo su criticare il collaboratore.
 


 

Per esempio,
anziché dirgli, “Sei il solito ritardatario” prova con “Sarei molto contento se le prossime volte riuscissi ad arrivare puntuale”.

Anziché criticare la persona,
“Non sei bravo per questo compito” molto meglio dire “Per questo compito, penso che potresti procedere in modo diverso”.

8. Riafferma la tua fiducia e chiudi la questione

Rinnova la tua fiducia nella persona e nelle sue capacità e poi …
smettila di parlarne!
Non focalizzare più la tua attenzione sui motivi dei dissapori o sulle intenzioni.

Non nutrire rancore anche perché rischi di infilarti in tortuosi percorsi di rinfacci reciproci.
Un leader eccellente non deve stabilire un vincitore e un vinto ma evitare rancori e rivincite.

9. Evita di criticare il collaboratore via email

Il tuo collaboratore deve avere la possibilità di difendersi personalmente e di far valere la sua opinione.
La critica via email è più veloce, più diretta, meno coinvolgente emotivamente ma il feedback si fa oralmente, guardandosi negli occhi.
Nel caso di palese lontananza chiedi un appuntamento chiarificatore in videoconferenza.
Ripeto … non criticare il collaboratore per iscritto.

A volte,
può capitare che il feedback, dato anche a più riprese, non porti ad alcun risultato o cambiamento accettabile.
Se il tuo collaboratore rifiuta di ascoltare il tuo feedback o lo fa con sufficienza, significa che non è capace nè di riceverlo ne di accettarlo.
Prendine atto, cambia strategia e trova un’altra soluzione.