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Come mostrare la passione in un colloquio di lavoro – parte 2

mostrare la passione in un colloquio di lavoro

Fai domande rilevanti

Alla fine di ogni colloquio, ti verrà concessa l’opportunità di porre domande.

Questo momento è un’occasione per dimostrare il tuo interesse e la tua curiosità per il ruolo offerto.

Preparare una lista di domande pertinenti in anticipo è essenziale, poiché non avere una buona domanda potrebbe far sorgere dubbi sul tuo effettivo interesse.

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Evita di concentrarti su dettagli come lo stipendio o gli orari di lavoro, poiché ci sono domande più significative che potresti porre. Ad esempio, potresti chiedere il motivo per cui l’azienda ha deciso di adottare un nuovo piano pubblicitario.

In questo modo, non solo dimostrerai una curiosità genuina, ma anche una conoscenza approfondita dell’azienda e del settore in cui opera.

Ricorda, le domande che poni alla fine del colloquio possono fare la differenza. Contribuire a lasciare un’impressione positiva sugli intervistatori.

Sii autentico

Durante un colloquio di lavoro, è impossibile nascondere la passione autentica. I responsabili delle assunzioni sono molto attenti a individuare azioni sincere.

Mostrare la tua passione può davvero distinguerti dalla concorrenza.

 


 

Raccontare ai datori di lavoro quanto sei personalmente motivato e interessato al ruolo e all’azienda è fondamentale. È importante mostrare interesse, è ancora più importante essere sinceri.

Lascia emergere la tua vera passione per il lavoro.

Sostieni la tua passione con prove concrete

Le azioni parlano più delle parole. Durante il colloquio, è fondamentale evidenziare esperienze o risultati concreti che dimostrino la tua passione.

Portare con te un portfolio dei tuoi progetti e realizzazioni è un modo efficace per evidenziare la tua dedizione al lavoro.

Nel caso di un colloquio nel campo dell’architettura, potresti condividere un aneddoto personale che risale alla tua infanzia, come il Lego che ha stimolato il tuo interesse per il design degli edifici.

Potresti raccontare come il tuo stage presso lo studio di architettura X sia stato un punto di svolta nel tuo percorso accademico, contribuendo significativamente alla tua crescita professionale.

 
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Follow-up dopo un colloquio

Dopo un colloquio, inviare un follow-up può essere una mossa strategica per rafforzare la tua candidatura. Mostrare il tuo interesse per la posizione.

Invia il tuo follow-up entro 24-48 ore dal colloquio per assicurarti di mantenere la tua candidatura “fresca” nella mente dei selezionatori. Ringrazia il responsabile delle assunzioni per il tempo e l’opportunità concessi durante il colloquio.

 


 

Dimostrare gratitudine è sempre apprezzato. Riafferma il tuo interesse per la posizione e l’azienda. Sottolinea ciò che ti ha attratto maggiormente della posizione. Perché credi di essere adatto per il ruolo.

Fai sapere che sei disponibile a fornire ulteriori informazioni o chiarimenti, se necessario. Questo dimostra la tua disponibilità e il tuo impegno verso il processo di assunzione.

Prima di inviare il messaggio, rivedilo attentamente per correggere eventuali errori grammaticali o di battitura.
Un messaggio ben scritto contribuirà a creare una buona impressione.

In definitiva

durante il colloquio è importante concentrarsi non solo su ciò che hai fatto, ma anche sul motivo per cui hai scelto una determinata carriera.

Ad esempio, se hai promosso iniziative di sviluppo professionale per i tuoi colleghi, potresti discutere del tuo desiderio di costruire una comunità all’interno del tuo ambiente di lavoro.

Potresti descrivere situazioni in cui hai superato le aspettative. Hai dedicato più tempo ed energie del previsto a un progetto o a un’iniziativa.

Questo dimostra il tuo impegno e la tua passione per il lavoro, evidenziando la tua capacità di andare oltre ciò che ci si aspetta da te.

Come mostrare la passione in un colloquio di lavoro – parte1

mostrare la passione nel colloquio

Cosa cercano i reclutatori nei candidati?
Una delle cose più comuni è senza dubbio la passione.

Potrebbe sembrare semplice dimostrare la passione,
ma in realtà mostrare la passione in un colloquio di lavoro è piuttosto complicato.

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Affinché un reclutatore possa vedere veramente la tua passione, non solo devi dirglielo,
ma anche mostrarlo.

E devi sempre mantenere il giusto equilibrio tra sembrare entusiasta e troppo ansioso.

Il colloquio di lavoro è già stressante di suo

Se poi ci aggiungi in fatto di essere timido o introverso,
tra strette di mano e saluti introduttivi, il dover parlare di sé, fare il brillante,
doversi vendere ed essere al centro dell’attenzione.

Le persone introverse spesso odiano dover parlare di sé stessi, anche delle loro passioni,
perché lo vedono come “vantarsi”. Un esibizionismo.

Ricordiamoci che parlare di sé stessi, dei propri successi e realizzazioni, non è boria.
Arroganza o presunzione. Quando si parla di un risultato, è un dato di fatto.

Quando si parla di come hai risolto un problema, hai imparato una nuova abilità,
o collaborato con il team, stai parlando di fatti concreti.

Parla come se stessi raccontando la tua storia a un caro amico.

Prima del colloquio, prepara “storie” che dimostrino la tua passione

Nei giorni che precedono un colloquio, dovresti prenderti il tempo per effettuare ricerche sull’azienda.

Visita il sito web dell’azienda o del datore di lavoro, cerca le caratteristiche organizzative, il settore nel quale opera. Trova il maggior numero d’informazioni.

Queste informazioni si trovano, in genere, nella pagina “Chi siamo”, “About” o “Mission” del sito.

 


 

Se si tratta di una media-grande azienda informati su: numero di dipendenti, dove opera, dov’è la sede centrale e le sue succursali, il nome del direttore generale, i prodotti appena lanciati, quelli concorrenti e le strategie di marketing, in modo da farti una panoramica a 360 gradi, che ti tornerà utile durante il colloquio.

Se ti presenti a un colloquio di lavoro “armato” di questi informazioni,
l’intervistatore saprà immediatamente che ti sei appassionato alla posizione.

Non devi aspettare che ti faccia una domanda del tipo:

  • “Perché è interessato a questo ruolo?”

 
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Hai in mente la domanda “Mi parli di lei?”

La maggior parte delle risposte, durante i colloqui di lavoro, sono un lungo elenco di “cose” che hai fatto. Successi che hai conseguito nel tuo percorso sia personale che professionale.

È il momento di specificare il “perché” di alcune decisioni.

  • Perché hai scelto quella determinata attività?
  • Quale impatto ha avuto sul tuo lavoro?

Invece di limitarti ad affermare che sei interessato al lavoro offerto,
racconta il motivo perché sei così appassionato nel tuo lavoro.

 


 

Non concentrarti solo sui tuoi vantaggi

  • “Sono entusiasta di entrare nel vostro fantastico ufficio.”
  • “La vostra azienda ha una buonissima reputazione.”
  • “La vostra azienda sarebbe per me un salto importante nella mia carriera.”

Se vuoi trasmettere passione, non dovresti parlare dei tuoi vantaggi o concentrarti su come quel lavoro prestigioso ti porterà al livello successivo.

Concentrandoti su di te, perdi l’opportunità di mostrare ciò che ami (veramente) del tuo lavoro.

Va bene se ammiri (sinceramente) l’azienda e i suoi prodotti/servizi,
ma è meglio ricollegarlo a qualcosa di più valore, come la missione o i valori dell’azienda.

Se dici che vorresti lavorare nell’azienda perché tutti la conoscono non risalterà un granché!
Non aver paura di affermare che ami il tuo lavoro.

Tuttavia, se vuoi mostrare la passione in un colloquio sii specifico su ciò che ti attrae.

 
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Come mostrare la passione in un colloquio di lavoro: condividi una storia personale

Parla della tua storia personale.

Se ha un senso, legato alla tua ricerca di lavoro, condividi la tua storia personale, per includere la tua passione:

  • “Sono cresciuto in una famiglia dove ..”
  • “Sin da piccolo ho … crescendo poi … sono stato attratto da ..”

Indipendentemente da come si sono sviluppati i tuoi interessi,
puoi trasformarli in una narrazione veritiera e avvincente.
Appassionante.

Non essere arrogante o saccente

A volte, nel tentativo di sembrare entusiasta e informato,
potresti risultare altezzoso o pretenzioso.

Uno showman oppure una super woman. “È il lavoro dei miei sogni”.

Se dichiari di essere esperto in qualcosa,
magari potresti essere troppo giovane per definirti esperto.

Magari l’intervistatore è davvero un esperto in quel campo e vorrà metterti alla prova con domande che potresti non sostenere.

Parla delle competenze che possiedi, ma stai lontano da affermazioni generiche. E false.

Evita, a meno che non sia vero:

  • “So praticamente tutto quello che c’è da sapere su …”
  • “Ho praticamente scritto io la guida su …”.

Non è una buona idea esagerare in un colloquio di lavoro, soprattutto perché i responsabili delle assunzioni possono individuare la falsità a un miglio di distanza.

Una tattica migliore è parlare degli aspetti del lavoro che ti ispirano.
Concentrati sulle parti del ruolo che ti hanno reso entusiasta.

Più cerchi di mostrare una passione che non provi veramente,
meno sembrerai sincero!

Spiega dove/come investi il tuo tempo libero

Per la maggior parte delle posizioni, un candidato idoneo dovrebbe essere intelligente, lavorare sodo e ottenere risultati concreti.

Un candidato eccezionale racconta agli intervistatori di quando/come ha lavorato oltre il suo orario lavorativo.

Hai mai lavorato gratuitamente?
L’idea non è quella di parlare del tuo amore (per esempio) della pittura, a meno che non sia rilevante per il ruolo, ma piuttosto discutere di ciò che ami così tanto che lo faresti gratuitamente.

Quando sei appassionato di qualcosa, la tua passione tende a riversarsi in tutti gli aspetti della tua vita.

Condividi i tuoi hobby

  • Hai creato App, programmi ecc.?
  • Ha fatto video? Progettato siti Web?
  • Hai scritto contenuti di un blog? Pubblicato fotografie?
  • Hai fatto volontariato? All’interno di gruppi comunitari o organizzazioni di beneficenza?

Parla dei tuoi hobby.

Se sei appassionato di “qualcosa”,
è probabile che coltiverai questo interesse anche al di fuori del tuo orario di lavoro.

Se questo è il tuo caso, vale sicuramente la pena menzionare le tue attività extra-lavoro.

CONTINUA A LEGGERE> la parte 2.

15 frasi da non dire al colloquio di lavoro

frasi da non dire al colloquio

Foto di Skyler Ewing da Pexels

Durante il colloquio di lavoro è sicuramente importante focalizzarsi su-cosa-dire.
Altrettanto fondamentale è sapere cosa-non-dire.

Ecco 15 frasi da non dire al colloquio di lavoro.

“Scusate il ritardo”

Eccessive giustificazioni ti mettono immediatamente in cattiva luce.

Non va bene neanche “Scusate l’anticipo.”

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L’intervistatore dovrà lasciare quello che sta facendo e occuparsi di te. Diventi un’ospite da “piazzare” da qualche parte prima del colloquio.

“Sono alla ricerca di un’occupazione meno stressante”

Dichiarare di essere interessato ad un’occupazione meno gravosa non ti farà apparire come una persona attiva.

Meglio focalizzarsi sulle opportunità di crescita professionale che la posizione offre.

“Vorrei avviare una mia attività il prima possibile”

Anche “Sto cercando un’occupazione temporanea” non funziona.

Un cliente mi spiegava che durante il colloquio di lavoro condivideva le sue ambizioni imprenditoriali per dare un’immagine di sé proattiva.

Uhm! Nessuna azienda vuole sentirsi la seconda scelta.

Se c’è il sospetto che tu sia interessato solo allo stipendio, fino a quando non sarai in grado di fare le tue scelte, probabilmente non otterrai il lavoro.

“Farei qualsiasi cosa pur di lavorare per la vostra azienda”

Anche se può sembrare accattivante proporsi per più ruoli, nessuna azienda vuole assumere un dipendente che tende a svalutare sé stesso e il proprio lavoro.

Il selezionatore è alla ricerca di persone appassionate del ruolo che stanno ricercando.
Indirizza la tua ricerca a un ruolo specifico.

 
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“Non ho mai avuto insuccessi nella mia carriera”

Questa affermazione denota arroganza e poco senso della realtà.

Nessuno è perfetto e, sicuramente, anche tu avrai commesso degli errori.

Subito insuccessi e battute d’arresto professionali.

Se ti viene chiesto, senza oscillare dall’esaltazione all’eccessiva umiltà, racconta le tue esperienze con capacità analitica e concretezza.

 
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Qualcosa di negativo sul precedente datore di lavoro

Tipo “Ho lasciato il lavoro precedente perché non andavo d’accordo con il mio capo”.

Non importa quanto sia stato mostruoso il tuo ultimo lavoro, non parlare male di un tuo ex datore di lavoro.

Anche se fosse vero, questa informazione non ti agevolerà e non ti aiuterà a fare una bella impressione.

Mantieni il tuo tono tra il neutro e il positivo, concentrandoti su ciò che hai imparato da questa esperienza e su ciò che speri di fare in futuro.

Così facendo puoi mostrare la tua capacità di rimanere professionale e positivo indipendentemente dalla situazione.

Con questo approccio, l’intervistatore avrà la certezza che non dirai nulla di negativo sull’azienda in futuro.

 
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“Non lo so”

Per quanto tu sia preparato potresti ricevere una domanda a cui non ti eri preparato, o che ti lascia perplesso.

Dire “Non lo so” raramente è l’approccio giusto.

Questa può essere una grande opportunità per dimostrare il tuo pensiero critico. Le tue capacità di problem solving.

Potresti chiedere ulteriori informazioni per mettere insieme una risposta accurata.
Oppure dire “Vorrei prendermi un minuto per pensarci.”

Discutere di benefit, ferie, pause, straordinari e stipendio

Evita di chiedere immediatamente informazioni su ferie e retribuzione, a meno che questi argomenti non vengano prima sollevati dall’intervistatore.

Sembri arrogante, poco attraente.

L’azienda vuole sapere (in primis) cosa puoi fare per loro.
Cosa puoi fare per migliorare i processi aziendali e far crescere le performance e l’organizzazione.

Se proprio vuoi, puoi menzionare questa conversazione verso la fine del colloquio in modo indiretto.

Tipo: “Non vedo l’ora di saperne di più sui benefit e sulla retribuzione durante la nostra prossima conversazione”.

 


 

“È sul mio curriculum”

Se il selezionatore ti domanda una cosa che potrebbe benissimo essere scritta sul tuo curriculum, dovresti sempre rispondere con parole tue e fornire maggiori dettagli.

È probabile che l’intervistatore ti stia chiedendo di un particolare lavoro o esperienza, vuole che tu dica di più (al di là di cosa hai scritto sul CV).

Sta semplicemente ricercando ulteriori informazioni e sta valutando le tue abilità comunicative.

Rispondi utilizzando esempi specifici che dimostrino come la tua qualifica, esperienza e abilità siano rilevanti per la posizione.

“Sto attraversando un momento difficile in questo momento.”

La maggioranza delle persone, probabilmente anche il tuo intervistatore, sarà comprensivo nei confronti di qualcuno che sta affrontando un momento difficile (salute, divorzio ecc.) della sua vita.

Ciò non toglie che, potrebbe anche chiedersi se la tua vita personale influenzerà sulle tue prestazioni sul lavoro.

Quindi, tieni i tuoi problemi nascosti.
Mantieni la conversazione del colloquio focalizzata sulla tua vita professionale.

“Non ho domande”

La maggior parte degli intervistatori, verso la fine del colloquio, chiederà se hai domande.

Una parte importante della preparazione di un colloquio è pensare a domande significative che mostreranno il tuo interesse per l’azienda o la posizione.

Non avere domande vuol dire non essere abbastanza interessato per saperne di più.

Poni domande.
Il tuo colloquio diventerà una conversazione piuttosto che un botta-e-risposta.

Chiedere informazioni scontate sull’azienda

Fai ricerche online sull’azienda.

Prendi contatto con un dipendente che lavora o ha lavorato in questa azienda.

Cerca di avere una chiara comprensione della mission e la vision dell’azienda, ciò ti consentirà di porre domande più dettagliate.

Non puoi presentarti a un colloquio senza sapere quasi nulla della posizione o dell’azienda.

“So di non avere molta esperienza”

Le tue (poche) esperienze le hai già raccontate nel curriculum vitae.

Quando ti scusi per l’esperienza che non hai, dimostri che non sei la persona giusta per quel ruolo, o addirittura che partiresti da zero.

Invece di attirare l’attenzione sulle tue debolezze, rimani positivo.

Cerca di concentrarti sui tuoi punti di forza e su come le tue competenze aggiungeranno valore all’azienda.

Parla delle tue abilità (di comunicazione, organizzazione, risoluzione dei problemi e gestione del tempo) e mostra entusiasmo per la posizione offerta.

“Prima di decidere devo consultare il mio partner”

Se realmente hai questa necessità, puoi chiedere al selezionatore di darti qualche giorno per decidere, senza menzionare che la scelta dipenderà anche da un’altra persona.

Far vedere che la scelta dipenda dal partner denota insicurezza e poca professionalità.

“Sa dirmi per che ora avremo finito?”

Ecco una delle frasi da non dire al colloquio,
non dovresti mai dare l’impressione di avere fretta.

Il selezionatore potrebbe percepire la tua domanda come una mancanza di interesse nei confronti dell’azienda e della posizione lavorativa; ma anche come una mancanza di rispetto e di disponibilità.

“Il perfezionismo è la mia più grande debolezza”

Il giochetto-risposta alla domanda “Qual è la sua più grande area di miglioramento?” dove celebri il tuo perfezionismo che portato all’eccesso diventa un difetto … non è molto originale!

È un cliché oramai abusato.

Inoltre, non offre una vera visione del tuo stile di lavoro e della tua personalità.

Frasi divertenti sul colloquio di lavoro

un colloquio di lavoro

Non c’è dubbio che, quando si aspetta una risposta dopo un colloquio, il tempo si dilata.
Sembra scorrere più lentamente.

Quando ti dicono “Le faremo sapere tra una settimana” per te (che sei in attesa) diventa uno stillicidio di sospensione e di logorio. Per l’azienda è solo un appuntamento decisionale da comunicare …tra una settimana.

Per molti di noi il colloquio di lavoro è molto stressante

Durante l’intervista di lavoro devi essere ambizioso senza essere impaziente,
disponibile senza essere timoroso,
flessibile senza essere sfruttato.

Essere sicuro di te, confidente e ambizioso,
senza alzare troppi i toni fino a diventare eccentrico e pomposo.

Ho raccolto alcune frasi divertenti (che ho trovato sul web e in particolare su aforisticamente) per sdrammatizzare un argomento che spesso risulta tutt’altro che divertente:

 

Prima dei 30 anni, troppo giovane, senza esperienza.
Dopo i 50 anni, troppo vecchio, troppo caro.
Per molti la speranza di lavoro è di 20 anni
contro una speranza di vita di 100 anni.

Bernard Pivot

 

L’Italia è una Repubblica fondata sui colloqui di lavoro.

Graziella Natale

È facile passare un colloquio di lavoro, basta essere per 20 minuti tutto il contrario di quello che sei veramente.

p_episcopo, Twitter

“Nel suo curriculum lei ha specificato che parla una lingua straniera. L’inglese?”.
E il candidato: “Oui”.
“Ma questo è francese!”.
“Allora corregga: parlo due lingue straniere”.

Anonimo

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“I suoi punti di forza?”
“Sono ottimista.”
“Mi farebbe un esempio?”
“Quando comincio?”

Anonimo

Sogno di andare ad un colloquio di lavoro e spiazzare tutti esordendo con un “Vi farò sapere”,
andandomene.

unFabbioAcaso, Twitter

Ti offrono uno stage gratis.
Pensi: “È solo l’inizio, farò carriera”.
Un anno dopo sei dirigente gratis.

IdeeXscrittori, Twitter

Negli annunci di lavoro sono tutte “aziende leader nel settore”. Mai che uno scriva “piccola azienda col padrone stronzo”.

FranAltomare, Twitter

 
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“Buongiorno, sono venuto per il colloquio di lavoro.”
“Ha esperienza?”
“Sì, questo è il mio 75esimo colloquio!”

Anonimo

“Ha degli hobby?”.
“Ho una collezione di 150 figure di merda”.
“Le sembrano cose da dire ad un colloquio di lavoro?”.
“151”.

Anonimo

“E il colloquio di lavoro?”
“L’ho superato.”
“Davvero? Grande!”
“Intendevo il trauma. L’ho superato.”

IdeeXscrittori, Twitter

 
 
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“Lei come si definirebbe?”
“Come la nebbia del mare.”
“Capisco. Perché lei è un tipo misterioso?”
“No, perché prima delle dieci e mezzo, undici non mi alzo mai.”

Luca Klobas

La parte più difficile di un colloquio di lavoro è ricordare tutti i talenti che ti sei inventato.

BarbyeTurica, Twitter

Fare il ministro del lavoro in un paese dove il lavoro non c’è, è come fare il bidello di una scuola a Ferragosto!

Maurizio Crozza

 
PER APPROFONDIRE L’ARGOMENTO >
Autorevole al colloquio di lavoro: entrare nella stanza come un leader
Esito colloquio di lavoro: come gestire l’ansia dell’attesa
9 segnali che il colloquio di lavoro è andato bene

Esito colloquio di lavoro: come gestire l’ansia dell’attesa

esito colloquio di lavoro

Foto di cottonbro da Pexels

L’intervista di lavoro è finita. Non è la prima. Sai che siete rimasti in tre. Oramai siamo al rush finale. Alla decisione finale.
Il colloquio si è concluso con il prevedibile “Le faremo sapere.”

Tempi d’attesa?
1 settimana .. Uhm! 7 giorni, 168 ore d’attesa.
Uno stillicidio.
 

“Il buio e l’attesa hanno lo stesso colore.”
Giorgio Faletti

 

A quel punto, inizia (l’ossessiva) ricerca di indizi per scoprire “come andrà a finire”.
Questo screening è spesso accompagnato da tensione e ruminazione.

Non ti dico poi se … oltre a questa risposta, ne attendi anche un’altra precedente.
Che fare? Cosa scegliere?

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Se stai pensando di aver parlato troppo, o di non averlo fatto abbastanza, o che alla domanda dove ti vedevi tra 5 anni hai balbettato,
ricorda che non vale la pena stressarti.

Non puoi tornare indietro nel tempo per cambiare,
quindi perché preoccuparsi?
Macché!

Aspettare con trepidazione la telefonata, controllare “se c’è linea”, è estremamente logorante.
Finisci per perdere la concentrazione e sprecare tempo prezioso che potrebbe essere speso per altre opportunità di lavoro.

Indirizza la tua energia nell’e-mail di follow-up,
e reinvesti quel vigore nella tua ricerca di lavoro.

Continua la ricerca di lavoro

Perché? Non è meglio aspettare che rispondono prima?
No. Non dimenticare l’obiettivo finale: trovare un lavoro.

Mandi una candidatura e aspetti la risposta, speri magari che ti chiamano per il colloquio, pensi che sia andata bene … aspetti la risposta … sei preparato e competente ma la scelta è andata su un altro candidato, peccato!

Peccato sì, perché da quando hai mandato la prima mail di candidatura alla risposta sono passati quasi 2 mesi. E tu cosa hai fatto nel frattempo?
Niente. Hai solo aspettato.

Non aspettare che finisca l’intero iter di selezione di una singola selezione. Apri più canali, più alternative, più sbocchi. Porta avanti più selezioni alla volta.

Non fermarti. Rilancia.
Non aspettare. Non sperare.

 


 

Continuare la tua ricerca di lavoro ti consente di distogliere la mente dall’esito del colloquio e tornare a usare il tuo tempo con saggezza.

Resta concentrato e produttivo.
Inoltre, il tempo passerà molto più velocemente.

Il tempo non scorre allo stesso modo per tutti!

Non c’è dubbio che, quando si aspetta una risposta importante, il tempo si dilata.
Sembra scorrere più lentamente.

“Le faremo sapere tra una settimana” per te (che sei in attesa) diventa uno stillicidio di sospensione e di logorio. Per l’altra parte è solo un appuntamento decisionale da comunicare …tra una settimana.

Non credere che HR, il datore di lavoro, il manager che deve apporre la sua firma per redigere il tuo contratto stia pensando “Meglio sbrigarsi perché il candidato è in fervida attesa della risposta”.

Oppure facciano volutamente aspettare i candidati sui carboni ardenti.

Le priorità sono diverse.
Come ogni lavoro, le priorità spuntano inaspettatamente e richiedono un’attenzione immediata.

È importante ricordarlo, fare un respiro profondo e concedere al responsabile delle assunzioni il tempo necessario.

Non saltare alle tue conclusioni

Se stai cercando di decifrare i messaggi nascosti durante il colloquio di lavoro,
rischi solo di farti del male.

Solo perché hanno detto di avere qualche candidato in più da intervistare, non significa che non siano stati impressionati da te.

Nella maggior parte dei casi, le domande o le osservazioni durante l’intervista intendono solo tenerti informato.

Non cercare di leggere tra le righe.
Evita di saltare a qualche conclusione prestabilita dopo un colloquio.

Eviterai delusioni se la decisione non è quella che ti aspettavi. Mantenendo la mente fredda e aperta, non ti farai scappare il maggior numero di opzioni possibili per ogni situazione.

Non vedere solo i lati negativi

Anche se è necessaria una valutazione del colloquio di lavoro (per individuare qualche errore),
non dovresti nemmeno lasciare che prenda il sopravvento sulla tua vita.

More: scopri il percorso di coaching ideale per il tuo colloquio vincente.
Se ti stai soffermando su cose che potresti aver sbagliato, o sei eccessivamente negativo e ritieni di non aver fatto la giusta impressione,
peggiorerai solo la tua fiducia in vista delle interviste future,
per non parlare dello spreco dell’opportunità di imparare e crescere.

Invece di sabotarti, impara dai tuoi errori e sii costruttivo con la tua autocritica.

Non analizzare eccessivamente, probabilmente non è così male come pensi!

E se la risposta ritarda …

Ogni volta che passa “troppo tempo” (che può davvero variare secondo la persona o la situazione) la mente inizia a correre, fantasticare, divagare, vaneggiare.

E presumere il peggio.

Più o meno funziona così …
se non mi rispondono, è perché c’è un problema … il problema sono io … non sono piaciuto … e poiché non sono piaciuto non prenderò la posizione … e la mia carriera si arenerà miseramente.
Sic… sic… che sfigato!

Esagerazioni?

Eppure, non sono pochi i professionisti e manager che da questi segnali (complice anche l’ansia) si lasciano inghiottire e lentamente consumare … nel fisico e nell’anima!

La mania fa galoppare la fantasia. Porta a vedere fantasmi ovunque.

  • Riesci (davvero) a sentire queste emozioni negative contro di te?
  • Stai giudicando le intenzioni degli altri attraverso il filtro della tua mente?
  • Non è che stai sentendo l’ansia dell’esito colloquio di lavoro e stai travisando/esagerando il tutto?

Quando aspetti l’esito colloquio di lavoro è importante fare un passo indietro, un bel respiro profondo, raccogliere i pensieri,
e chiederti se stai reagendo nel modo giusto.

A volte lo stesso datore di lavoro non ha le idee chiare

Se non ti hanno spiegato i prossimi passi dopo il tuo colloquio,
non significa che l’esito del colloquio sia negativo.

Nella maggior parte dei casi, l’intervistatore è stato sincero con te. Non conosce davvero i passaggi successivi.

 


 

Complice la pandemia e l’attuale situazione socioeconomica, diverse aziende sono in attesa davanti all’incertezza del Mercato. Hanno deciso di mettere in stand-by eventuali posizione aperte.

Sono molto più concentrate sulla riduzione dei costi,
non hanno ancora le idee chiare, prima di investire nel personale vogliono comprendere meglio come si svilupperà il Mercato.

Mi auguro che questi suggerimenti per superare l’ansia da esito del colloquio siano stati utili.
Non fare galoppare la fantasia.
Spesso è forviante e ansiogena.

Resta sul pezzo. Scopri il mio coaching per il colloquio di lavoro.
Per quel che riguarda esito colloquio di lavoro … la calma è (davvero) il potere dei forti.

8 segnali evidenti che il colloquio di lavoro è andato male

colloquio di lavoro è andato male

Foto di Alena Darmel da Pexels

Hai la sensazione che il colloquio di lavoro è andato male?
Almeno non come speravi?
Hai notato qualche segnale “strano” ma non sai come interpretarlo?

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Tieni presente che avrai la certezza solo quando riceverai la risposta.
Magari hai già chiuso (mentalmente) la questione e poi ricevi la mail che ti invita al secondo colloquio.

Vediamo insieme 8 segnali che potrebbero (sottolineo potrebbero) indicare che il colloquio di lavoro è andato male.

1. Non devi dedurre: te l’hanno detto esplicitamente

Non capita spesso. È raro ma può accadere.
Gli intervistatori ti ha detto apertamente che hanno dubbi sulla tua esperienza o sulle risposte che hai dato.

Non farti prendere dal panico. Non è così terribile come pensi. Anzi.
Il 95% delle volte non te lo dicono e ti scartano. Senza appello.

In questo caso,
per lo meno ti stanno dando la possibilità di spiegare o fornire maggiori informazioni.

Se l’intervista è terminata senza che tu abbia dato le “spiegazioni” del caso è probabile che la tua carriera in quell’azienda non decollerà mai.

2. Continuano a “battere” sugli stessi punti

Gli intervistatori hanno dei dubbi.
Hanno esaminato più volte il tuo curriculum o ti hanno chiesto (prendendo ogni volta angolature diverse) del tuo “buco” nel CV o del motivo per cui hai lasciato il lavoro precedente.

Di solito è un segnale che il colloquio è “ballerino” e non li hai tranquillizzati,
almeno non ancora.

Come detto prima,
se hai la possibilità di spiegarlo in dettaglio è una buona cosa.

Non essere evasivo e vago. Questo tipo di risposte devono essere chiarificatrici e specifiche.
Non pensare di metterli via con una battuta e un sorriso di circostanza.

 


 

3. Non ti hanno prestato attenzione

Se un intervistatore è entusiasta di quello che stai dicendo,
deduco che sorriderà (almeno un po’), annuirà con la testa e mostrerà interesse per le risposte che stai dando.

Al contrario, se invece, ti accorgi che è presente fisicamente (ma è da qualche altra parte mentalmente),
non sorride, mostra una bassa energia, sembra essere disinteressato alla tua conversazione,
potrebbe essere un chiaro segnale di disinteresse verso la tua candidatura.

4. L’intervista che si conclude presto è un segnale che il colloquio di lavoro è andato male

Il colloquio è durato poco?
Ti sono sembrati frettolosi?

Se è vero che un colloquio “va lungo” è un buon segnale,
è altrettanto vero che un colloquio che si conclude prima del previsto non lo è.

Ma come tutti questi indicatori, possono esserci delle eccezioni.

Forse i selezionatori erano in forte ritardo sulla tabella di marcia,
oppure avevano già deciso che il tuo profilo era così interessante e non avevano il bisogno di trascinare inutilmente la prima intervista.

 
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5. Non ti hanno parlato dei passaggi successivi

Alla fine dell’intervista non ti hanno fornito alcuna informazione su come si svilupperà il processo di selezione. Quando prenderanno una decisione di assunzione o cosa puoi aspettarti una volta che la conversazione sarà terminata.

Questo segnale è da prendere con cautela.
Potrebbe significare che ti hanno “bocciato”, non hanno bisogno di entrare nei dettagli, si siano semplicemente dimenticati o non lo sappiano ancora (il che non depone a favore della professionalità dell’azienda).

6. Non hai avuto l’opportunità di fare domande

Se un intervistatore interrompe l’intervista senza darti l’opportunità di rispondere alle tue domande,
potrebbe aver già deciso di continuare la ricerca.

Le interviste sono a “doppio senso”. Consentono a entrambe le parti di saperne di più dell’altra.

Può anche accadere che ti hanno dato la possibilità di porre domande ma il tuo intervistatore abbia risposto in modo vago, anche questo non depone a favore della tua candidatura.

 
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7. Non hanno fatto molti sforzi per “venderti” la posizione o l’azienda

Hanno parlato delle tue prospettive future in azienda?
Hanno condiviso informazioni sull’organizzazione o sulla posizione?

Di solito, se un colloquio sta andando bene, i selezionatori cercheranno di “venderti” l’azienda e la posizione.

Vogliono attrarti … proprio come stai cercando di fare tu nei loro confronti.

Desiderano parlarti del futuro, renderti entusiasta e condividere le opportunità che avresti se ti unissi a loro.

8. Non hanno chiesto la tua disponibilità

Hanno chiesto quando potevi iniziare?
Hanno domandato se stai facendo colloqui con altre aziende?
Quando potresti lasciare la tua attuale azienda?
No. Ahi!

Tieni presente che non ti verrà sempre chiesto al primo colloquio,
quindi non farti prendere dal batticuore se non lo hanno fatto.

E se lo hanno fatto, è un bel segnale che il colloquio è andato bene!

Ecco i segnali che potrebbero indicare come l’intervista di lavoro non è andata come speravi.

 
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Prenditi un minuto per sentirti deluso. È del tutto normale.

Non essere troppo duro con te stesso, e c’è ancora la possibilità che la tua intervista sia andata meglio di quanto speravi.

Invia una e-mail di ringraziamento, a prescindere da come pensi sia andato il colloquio.

Rifletti sulle risposte che hai dato. Scrivi alcune note su cosa potresti fare in modo diverso nelle eventuali interviste future.

Ogni intervista è un’opportunità di miglioramento.
Sii sempre pronto a sfruttare al massimo qualsiasi opportunità ti si presenterà.
Nuovamente.

Vuoi potenziare il tuo approccio al colloquio di lavoro? Scopri il servizio di coaching

Sessione di coaching personalizzate per rispondere al colloquio in modo efficace. Ricevere supporto strategico per essere più diretto e incisivo.

Evitare che per piacere al selezionatore, diventi accondiscendente, “molle”, senza quel guizzo di personalità che ti avrebbe permesso di spiccare.

Verificare l’efficacia del tuo curriculum e le criticità del tuo approccio.

Identificare le domande che ritieni più sensibili e “costruire” le relative risposte più efficaci. Gestire l’ansia da colloquio. Sulla base delle tue necessità!

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9 segnali che il colloquio di lavoro è andato bene – parte 2

del colloquio di lavoro

Foto di Andrea Piacquadio da Pexels

LEGGI ANCHE > la parte 1.

5. Incontri altri membri del team

Se ti viene chiesto di incontrare, prima che te ne vada,
altri membri del team (che non erano programmati) o il team leader,
sei sulla buona strada!

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L’intervistatore pensa che tu sia la persona giusta,
vuole assicurarsi che il processo venga accelerato.

Desidera che anche gli altri responsabili siano coinvolti (il capo, un capo reparto o un altro decisore) nel prendere in considerazione la decisione di assumerti.

Quando alcuni membri del team si presentano volontariamente o partecipa una persona di un’altra divisione,
dovresti essere ottimista.

Dovresti esserlo ancora di più,
se durante il colloquio chiamano specificamente il grande-capo, il titolare, il CEO.

6. Ti parlano di vantaggi

È facile dimenticare come i colloqui di lavoro siano valutativi in entrambe le direzioni.
Tu valuti l’azienda e l’azienda valuta te.

Tu mostri il meglio di te e l’azienda fa altrettanto … quando capisce che sei il candidato giusto!

Se il tuo intervistatore comincia a “vendere” attivamente la sua offerta di lavoro, promuovendo benefit (opportunità di crescita, vantaggi, riconoscimenti e altro) è un chiaro segnale che vuole renderti entusiasta della posizione.

Vuole chiudere con te!
 


 
Ha deciso di puntare su di te …
ha cambiato completamente approccio e cerca di rendere attrattiva il ruolo e l’azienda, in modo che,
nel caso tu avessi altre trattative aperte, sceglierai la sua offerta.

7. Il tuo intervistatore ti ha fornito una sequenza temporale per i passaggi successivi del colloquio di lavoro

Se alla fine del colloquio ti spiegano i prossimi passi nel processo di assunzione,
dovresti ritenerlo un buon segno.

Se te lo spiegano in dettaglio e con entusiasmo, ancora meglio!

Infatti, se il tuo intervistatore entra nei dettagli della tempistica di assunzione significa che è molto interessato.
Desidera che tu sia al corrente di ciò che accadrà.

Oltre ad essere un buon segno,
è una bella dimostrazione di trasparenza da parte dell’azienda.

Altri segnali positivi del colloquio di lavoro sono:
• Pianificazione immediata di un altro colloquio. Se è programmato entro una settimana, meglio ancora!
• Ti chiedono quali informazioni hai bisogno per prendere una decisione positiva.
• Domandano quando saresti disponibile ad iniziare a lavorare.
• Chiedono se hai attualmente altre trattative professionali aperte.

Dimostra che sono preoccupati di perderti.
Potrebbero accelerare il processo decisionale e valutare la competitività dell’offerta da sottoporti.

 
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8. La tua mail di follow-up ha ricevuto una risposta rapida

Hai seguito il consiglio di inviare una nota di ringraziamento dopo il colloquio.
Hai scritto una mail amichevole e personalizzata.
Bene!

Quasi immediatamente hai ricevuto una risposta per ringraziarti del tuo tempo e per dirti che ti contatteranno presto.

Ogni volta che ricevi un follow-up positivo immediatamente (lo stesso giorno o il giorno successivo),
dovresti prenderlo come un indicatore positivo.

Se il responsabile delle assunzioni ti invia una nota personale o ti chiama,
dovresti essere ancora più ottimista.

Una risposta rapida è la conferma che sei tenuto in forte considerazione.
Sei in pole position!

9. Altri indicatori positivi del colloquio di lavoro

Ti offrono di fare un “giro” in azienda.
Uno dei segnali positivi più forti è quando ti offrono in modo proattivo una visita guidata dell’azienda o degli spazi della struttura.

Se mai ti dovessero dire “Qui è dove lavorerai”, è fatta quasi al 100%.

Ti chiedono di restare a pranzo.
Oppure, a prendere un caffè.

Il responsabile delle assunzioni ti accompagna fuori.
Dopo i saluti finali, continua a parlarti.
Qualora il responsabile ti accompagnasse fisicamente all’ingresso o all’auto,
dovresti prenderlo come un ulteriore segno positivo.

 
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Hai fatto la tua intervista di lavoro, e adesso?

Hai fatto la conta dei segnali positivi?
Sei (quasi) sicuro che puoi aspettarti “un avanzamento” nel processo di selezione.

Prenditi un minuto per festeggiare: te lo sei guadagnato!
Invia una e-mail di ringraziamento (se non l’hai già fatto).

Annota le informazioni importanti, i punti principali che hai menzionato del colloquio di lavoro.
Se prosegui nel processo di selezione,
è bene conservare tutti i dettagli.

Evita di pensare che-sia-fatta finché non ottieni la conferma.
È bello essere ottimisti,
ma l’euforia va mantenuta a un livello realistico.

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9 segnali che il colloquio di lavoro è andato bene – parte 1

il colloquio di lavoro

Foto di Andrea Piacquadio da Pexels

Se c’è una cosa che fa ammattire le persone dopo il colloquio di lavoro, è il tempo di risposta.

Se ricevi un feedback negativo. Bene! (comunque)
Ti permette di “chiudere mentalmente” subito la questione.

Se ricevi un feedback positivo. Woowww!
È tempo di festeggiare.

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Qualche volta, gli intervistatori sono così chiari da dirti direttamente che hai/non hai le capacità e l’esperienza che stanno cercando.

Spesso non è così. “Le faremo sapere” è la peggiore delle risposte.
Non chiude. Ti lascia in sospeso.

A volte la risposta si lascia attendere per giorni.
Altre, non arriva neanche.

I giorni dopo il colloquio di lavoro possono essere esasperanti

Specialmente se hai necessità di cambiare o trovare un lavoro con urgenza.
Il tempo si dilata, l’attesa si carica di nervosismo.

Ora che hai un po’ di tempo per riflettere sulla conversazione,
l’ottimismo iniziale lascia il posto al dubbio, che comincia a scavare dentro di te.
Analizzi ogni risposta alla ricerca di indizi. Soppesi ogni commento ed espressione facciale che ricordi.

È andata bene? Si.
No, aspetta! A quella domanda non ho risposto.
Mi ha detto “Ci sentiamo!” o forse “Ci sentiamo?” o forse “Magari ci sentiamo”.

È il “gioco” della mente.
Lo facciamo (più o meno) tutti.
E non puoi entrare nella testa del tuo intervistatore.

Ci sono alcuni segnali che indicano che hai comunque effettuato una buona intervista,
anche se probabilmente non sarai in grado di dire (alla fine) da che parte si orienterà il reclutatore.

Quindi la prossima volta che tendi ad angosciarti, prendi un respiro e rifletti semplicemente sulla presenza di questi nove rilevatori positivi. Probabilmente sei a un passo dall’ottenimento del lavoro.

Prima di continuare a leggere, è importante che ti dica che non esistono segnali infallibili.

Sebbene alcuni segnali o reazioni possano essere catalogati come segnali positivi,
non è comunque una garanzia di successo.
 


 

Allo stesso modo,
se non dovessi rilevare tali segnali non significa (necessariamente) che sia stato un disastro.
Ci sono sempre eccezioni.

Mi è successo diverse volte (nel mio lavoro di career coach) di aver sentito la delusione di una bocciatura accompagnata da “Strano! Il colloquio di lavoro mi sembrava fosse andato bene”.

1. Il colloquio di lavoro è durato più del previsto

Se il colloquio di lavoro supera il tempo programmato è probabile che il tuo intervistatore sia interessato e coinvolto.

Solitamente un reclutatore, non appena stabilisce che il tuo profilo non è adatto, non tende a sprecare il tempo.

Tra un colloquio e l’altro c’è sempre poco spazio temporale.
Se per parlarti ne “ruba” un po’, potrebbe essere un segno che saresti adatto per il ruolo.

Vuole conoscerti meglio.
È disposto a investire più tempo per valutarti.

Se così non fosse, concluderebbe l’intervista all’orario programmato.
Semplicemente.

 
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2. Il linguaggio del corpo del tuo intervistatore è stato positivo …

La comunicazione non verbale, in particolare il linguaggio del corpo, è molto significativa.

Questi tipi di segnali sono difficili da cogliere ma ci sono alcune cose a cui puoi prestare attenzione. Come fai a capire che il reclutatore sembra interessato a quello che stai dicendo?

Nota se … è particolarmente entusiasta, mantiene un contatto visivo continuo, sorride, è reattivo durante l’intera intervista, annuisce spesso con la testa in segno di approvazione o prende appunti sorridendo.

In caso di intervista di gruppo, concentrati sul responsabile delle assunzioni.
Se è particolarmente positivo ed entusiasta, è un buon segnale.

3. … anche la comunicazione verbale è stata positiva

I selezionatori (generalmente) cercano di non far comprendere le loro intenzioni ai candidati,
quindi ti parleranno in termini generalisti,
tipo “La persona in questa posizione si occuperebbe di …”

Ma se credono che tu sia la persona giusta,
potrebbero involontariamente farsi scappare frasi come “Quando ci vedremo di nuovo…” o “Dopo che inizierai…”, “Hai chiaramente le qualifiche” o “Sei il professionista che stavamo cercando” oppure affermano di essere soddisfatti delle tue capacità, qualifiche o background.

“Ci sentiremo presto” è un segnale decisamente più positivo di “Le faremo sapere”.

 
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4. La conversazione è stata informale e amichevole

Quando la conversazione diventa fluida,
più naturale e meno interrogatorio,
è senza dubbio un segnale positivo.

Dimostra che l’intervistatore ha un genuino interesse nel conoscerti meglio.
Uno scambio amichevole indica che l’intervistatore non solo è interessato a te,
ma si sente anche a suo agio nell’interagire con te.

Nel caso contrario, lo scambio rimarrà formale per tutto il tempo.

Tuttavia, alcune aziende conducono interviste molto strutturate,
con domande poste in un certo ordine per soddisfare i criteri o le politiche aziendali,
quindi non scoraggiarti se il tuo intervistatore sembra attenersi al “copione” e l’intervista si svolge in modo molto formale.

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CONTINUA A LEGGERE > la parte 2

Colloqui di lavoro: l’attenzione del selezionatore non si pretende, si guadagna

colloqui di lavoro

Foto di Aksel Lian da Pixabay

Il selezionatore ti sta accompagnando in una saletta per il colloquio di lavoro
Il momento è arrivato.

Sei concentrato. Bene!
Rilassati ancora un po’.

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Fino a ieri ti sei concesso il lusso di perderti in qualche fantasticherie … come spenderai il tuo primo stipendio nel tuo nuovo posto di lavoro.

Ma questo non è ancora il momento di discutere di salario e date di inizio.

Piuttosto, molto più umilmente, concentrati sull’obiettivo del primo colloquio …
ottenere il secondo colloquio.

L’autorevolezza comincia con un “ingresso” autorevole

Dal primo istante d’incontro, stai “inviando” messaggi non verbali.
Anche se non dici niente, il linguaggio del tuo corpo rivela i tuoi sentimenti e le tue vere intenzioni.

Appena farai il tuo ingresso nella stanza del colloquio … è fatta!
Una volta che inizi la conversazione, la prima impressione è stata già “registrata”.
E difficilmente si torna indietro…

Evita “ingressi” esitanti, goffi o al contrario pomposi e arroganti.
Passo deciso ma non affrettato. Assicurati di salutare tutti con un sorriso.

Evita anche lo sguardo basso. Raddrizza le spalle!
Stai trattando un posto di lavoro non elemosina.

Per approfondire leggi il post: Come entrare con autorevolezza nella stanza del colloquio

Riconosci la tua ansia invece di reprimerla

Se il pensiero di un’intervista di lavoro ti fa venire il mal di pancia,
non sei l’unico.

Invece di nascondere il tuo nervosismo dietro un sorriso di circostanza,
dovresti semplicemente riconoscere i tuoi sentimenti ansiosi.
E farci pace.
 

 
Accettare (accogliendo) la tua ansia invece di cercare di soffocarla.

  • “Mi sento ansioso per l’intervista di lavoro”. Va bene!
    Avrò comunque fiducia e successo.”

Per approfondire leggi il post: Come nascondere il nervosismo.

Gestisci l’irrequietezza.
Presta attenzione al tuo linguaggio del corpo.

Non camminare frettolosamente, non rispondere rapidamente,
non parlare velocemente.

Durante i colloqui di lavoro, cerca di rilassati.
Assicurati di non tamburellare con le dita, mostrare la gamba o il piede “ballerino”.

Le persone che mantengono -nei colloqui di lavoro- il contatto visivo sono giudicate più autorevoli e fiduciose

Non c’è niente di più importante del contatto visivo quando si tratta di mostrare la tua fiducia.

Se guardi in basso, ti guardi intorno o semplicemente non guardi l’intervistatore negli occhi,
dimostri di essere ansioso o sembra che tu debba nascondere qualcosa.

Se ti senti imbarazzato a fissare qualcuno negli occhi,
concentrati sul punto centrale tra le due sopracciglia.

Per approfondire l’importanza del contatto visivo leggi qui.

L’attenzione degli altri non si pretende, si guadagna

Ricorda che le persone non si preoccupano degli altri,
tranne se non hanno qualcosa da “guadagnare” (anche in termine di autostima, piacere, importanza, ecc.…).

Non cercare di compiacere il selezionatore, non ti porterà più attenzione.
Le tue risposte fluiranno molto più agevolmente, se non cercherai di soddisfare tutte le aspettative dell’intervistatore.
 


 
Non essere un fanfarone (tante chiacchiere e niente fatti).
Sii semplice e conciso.
Non usare tante parole, se ne bastano poche.

Tieni la testa alta, siediti dritto e guarda l’altra persona quando parli.
Non nascondere la tua personalità dietro il tuo CV, sii solo te stesso.

Una persona carismatica non è un “doppione”.
Ha le sue opinioni, la sua visione del mondo, la “sua risposta” a domande importanti.

Sii te stesso. L’autenticità paga

È importante avere un atteggiamento positivo.
Sorridere senza forzatura e senza esagerazione.
Solo per comunicare la tua sicurezza.

Ai datori di lavoro piacciono le persone che hanno una prospettiva positiva,
un atteggiamento ottimista, appassionato, preparato e fiducioso.

Ricordati che meriti di essere lì.
Se non fossi degno dell’intervista, non saresti mai stato invitato!

Prova a stabilire una connessione con il tuo intervistatore

Durante i colloqui di lavoro, invece di cercare solo di impressionare,
prova a stabilire una connessione autentica con lui/lei.

Non devi stringere un legame profondo con il tuo intervistatore, non è un tuo amico,
ma assicurati di dimostrare le tue capacità.

Per connetterti con il tuo intervistatore, parti parlando del più e del meno,
anche solo per riempire il silenzio e sciogliere l’imbarazzo.

È l’anticamera del colloquio.
Una breve conversazione su un argomento (apparentemente) di scarsa importanza.
Poni domande sull’azienda, menziona qualcosa sul lavoro o fai semplicemente un’osservazione briosa.
 

 
Mostrare la tua parte amichevole e disponibile,
in un momento in cui sarai costantemente giudicato,
è un ottimo modo per dimostrare al tuo selezionatore quanto tu sia fiducioso.

Usa le pause per mostrare autorevolezza nei colloqui di lavoro

Quando cambi argomento o spieghi un punto importante,
riposizionati sulla sedia per enfatizzare il momento.

Quando spieghi un punto importante fai una pausa prima e dopo … in modo di creare un senso di anticipazione e sottolineare il concetto.

Evita di costruire risposte ad hoc per compiacere il selezionatore e ottenere la sua approvazione.
Se ne accorgerà subito!

Non usare spesso parole come “Immagino”, “Credo” e “Forse” perché vuol dire restare nel-mezzo.
Sospeso nel nulla. Insipido.

Non affrettare le tue risposte durante i colloqui di lavoro

Quando ti senti nervoso è facile sparlare senza meta.
Con poca convinzione.

Un buon modo per evitarlo è parlare più lentamente.
Rispetta i tempi della conversazione. Concediti il tempo di pensare alla risposta.

Non si tratta di un “botta e risposta” in velocità.
Mantieni il controllo.
Assicurarti di rispondere pienamente alla domanda.
I silenzi possono essere scomodi, specialmente quando vorresti colpire qualcuno.

Non avere paura delle pause e dei silenzi.

Imposta bene la voce. Sii sintetico. Non bisbigliare.
Alza il tono della tua voce.

Non limitarti a rispondere

Nei colloqui di lavoro cerca di instaurare un vero e proprio dialogo con il tuo interlocutore.
Lui/lei sta valutando te.
Tu stai valutando l’azienda.

È facile cadere nella trappola di rispondere semplicemente alle domande.
È importante (piuttosto) avere un dialogo bilaterale.

Poni domande all’intervistatore quando è il momento giusto.
Non tenerle per la fine. Precisare un argomento già trattato prima,
ti farà apparirà inesperto.

 
More: scopri il percorso di coaching ideale per il tuo colloquio vincente.
 

“Entra” nei dettagli, spiegando la loro importanza e sviluppi.
Ti farà sembrare più Smart. Conoscere i fatti e i dettagli sarà impressionante.

Saper comunicare, essere autorevole, vuol dire (innanzitutto) avere qualcosa d’interessante da dire.
Se così non fosse … meglio tacere!

Non pensare a come risponderai, mentre la persona sta ancora parlando.

La trappola: non essere arrogante

Nella vita una buona dose di fiducia è auspicabile.

Quando si tratta di colloqui di lavoro, ci sono alcune linee sottili che devono essere tratteggiate,
confini che non possono e non devono essere superati.

Devi essere ambizioso senza essere impaziente, disponibile senza essere timoroso,
flessibile senza essere sfruttato.

Essere sicuro di te, confidente e desideroso,
senza alzare troppi i toni fino a diventare eccentrico e pomposo.

In bocca al lupo!

Autorevole al colloquio di lavoro: entrare nella stanza come un leader – 2

autorevole al colloquio

Leggi anche la parte 1.

Caricarsi prima di entrare come un leader

“Scusi dove è il bagno?”

Prima di entrare nella stanza del colloquio, prenditi pochi minuti per caricarti positivamente.

Assumi una posizione di potere.
Gambe divaricate. Braccia tese sopra la testa, allungati fino a dove puoi arrivare.
“Spingi verso l’alto”.
Espanditi.
Per almeno 2 minuti.

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Sarai piacevolmente sorpreso (almeno per me funziona!) dalla sensazione di maggiore potenza che questa postura ti darà.

In uno studio che ha condotto,
la psicologa americana Amy Cuddy ha scoperto che stando semplicemente in piedi in posizione dominante, dopo appena due minuti i partecipanti hanno registrato un aumento di testosterone e diminuzione di cortisolo (un ormone naturale che il corpo rilascia in risposta allo stress).

A meno che non desideri attirare l’attenzione divertita di qualcuno, meglio trovare un luogo riservato (“Scusi dove è il bagno?”).

Entrare nella stanza del colloquio

Le prime impressioni iniziano “non appena entri nel radar visivo delle persone”.

Non pensare (sbagliando) che le prime impressioni su di te si faranno solo quando inizierai a parlare.
L’invio di messaggi non verbali inizia ….
non appena metti il piede nella stanza del colloquio.

Infatti, anche se non dici niente, il linguaggio del tuo corpo potrebbe rivelare i tuoi “reali” sentimenti.
Le tue vere intenzioni.

Una volta che inizi la conversazione, la prima impressione è stata già “registrata”.
E non si torna indietro.
Per quello che riguarda la prima impressione … tutto “si gioca” in questi pochi secondi.

Muoviti come se fossi in slow motion

Pensa a una pantera o un ghepardo quando sono a caccia.
Consapevoli della loro forza, astuzia e audacia.
Si muovono senza fretta.
Senza paura.

Lenti, eleganti.
Passi regolari, felpati, sicuri.
 


 

Segui il loro esempio … mentre percorri gli ultimi metri verso la stanza del colloquio.

Appena fai il tuo ingresso, tieni la testa diritta.

Tante ore davanti al computer rendono le spalle curve.
La postura influenza le percezioni e le prime impressioni.
Per apparire sicuro di te e autorevole al colloquio di lavoro … raddrizzati!

Non stai chiedendo l’elemosina.

Raddrizza la tua postura se vuoi essere autorevole al colloquio di lavoro

Tira indietro le scapole e ”apri” il petto.
Solleva il mento leggermente, mentre cammini.
Non inclinare la testa di lato.

Cerca subito il contatto visivo con la persona/e.

La persona che cerca e “regge” il contatto visivo è giudicata più autorevole al colloquio di lavoro.

Quando guardi le persone negli occhi, stai creando un rapporto.
Stai mostrando interesse e rispetto.

Un contatto visivo prolungato può significare tutta la differenza.
Stai “attirando” il tuo interlocutore dalla tua parte.
Vuol dire essere leader.

Se hai difficoltà a guardare negli occhi o mantenere il contatto visivo, fissa il tuo sguardo tra gli occhi dell’altra persona. Proprio lì … tra le due sopracciglia.
Nessuno sarà in grado di dire dove effettivamente stai guardando.

 
More: scopri il percorso di coaching ideale per il tuo colloquio vincente.
 

Utilizza una stretta di mano ferma ma delicata (quando e se si potrà ancora dare)

“Ferrarelli…piacere di conoscerla”

Siamo tutti molto attenti al modo in cui qualcuno ci stringe la mano.
Una stretta di mano molliccia ti farà perdere istantaneamente punti.
Stabilisci un contatto visivo quando stringi la mano di qualcuno.
È un buon modo per apparire più sicuro di te!
Se non lo fai, la persona può pensare che non abbia rispetto o hai qualcosa da nascondere.

Mentre stringi la mano, guardala negli occhi abbastanza a lungo da memorizzarne il colore.
Non fissare, sorridi.

Sorridere è uno dei più potenti segnali non verbali.
Sorridere è la cosa migliore che puoi fare.

Se fai veramente fatica a sorridere rischi di apparire teso e stressato.
Le persone sicure di sé sorridono perché sono felici.
Non hanno paura di mostrarlo.

Sorridere (in modo genuino) invia l’idea “Che bello conoscerti‘”.
Trasmette “Si, sono sicuro di me”.

Non afflosciarti sulla sedia se vuoi essere autorevole al colloquio di lavoro

Non accasciarti sulla prima sedia che trovi.
Mantieni una postura dritta.
Equilibra il peso.

Non “sdraiarti” ma nemmeno rannicchiarti. Stai fermo ma non rigido.
Rilassato ma non “sbragato”.

Adesso sei pronto.
Preparato per il colloquio di lavoro … per il prossimo passo.
Presumibilmente dovrai rispondere alla domanda “Mi parli di lei” …
ma questa è tutt’altra storia.

In bocca al lupo!

Autorevole al colloquio di lavoro: entrare nella stanza come un leader – 1

autorevole al colloquio

 

Un’entrata impacciata, imbarazzata e contratta nella stanza del colloquio di lavoro
ti farà perdere punti in carisma e leadership.

La posta in gioco è alta.
Un errore e pluff … addio buona prima impressione!
Bisogna correre per rimediare!

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Fare un ingresso in una stanza con fiducia, entrare come un leader … essere autorevole al colloquio di lavoro …
inizia molto prima di attraversare la soglia della porta.

Adottare la giusta mentalità, prima di varcare la soglia della stanza ti permetterà di partire con il piede migliore. Qui è in gioco la tua immagine professionale!

Ecco come essere autorevole al colloquio di lavoro, entrare nella stanza come un leader,
gestendo la tua immagine professionale (e senza diventarne schiavo):

Preparazione è leadership. Significa essere autorevole nel colloquio.

Più sarai preparato, più sarai confortevole e rilassato.

Sarebbe un pessimo inizio, arrivare trafilato e sudato (perché non hai trovato parcheggio),
o in largo anticipo (diventando un ospite da gestire).

Indossare la t-shirt solo per scoprire che tutti sono in giacca e cravatta,
non conoscere l’argomento dell’incontro, equivocare la mansione, confondere il nome delle persone, ecc.

Assicurati di conoscere tutti i dettagli
ora, posizione precisa, codice di abbigliamento, le opzioni di parcheggio, le indicazioni per arrivarci, ecc.

Poi lo scivolone, il lapsus, il colpo di sfiga, l’incomprensione può capitare …
ma non devi tollerare da te stesso (io almeno faccio così) errori di mancata preparazione.
 


 

Vestiti come un leader

Vuoi essere notato per la tua intelligenza, le tue capacità e il tuo talento.
Non certo per le maniche troppo lunghe della giacca,
i calzini bianchi da-palestra, la cravatta sotto la cintura,
le scarpe consumate o la scarsa igiene personale.

Senza entrare nei particolari di un argomento così vasto,
anche il tuo aspetto personale ha bisogno di dimostrare che oltre a prenderti sul serio,
sei anche al passo (senza esserne ossessionato) con le più recenti tendenze moda.

Non devi necessariamente vestirti per impressionare gli altri (potrebbe non essere appropriato al contesto in cui ti trovi).

Scegli la moderazione. È meglio essere sobrio ma non ingessato, elegante ma anonimo.
Cerca di non essere solamente ciò che stai indossando.

Minimizza il nervosismo se vuoi essere autorevole al colloquio

Niente funziona meglio quando ti senti nervoso,
come riportare alla mente un momento specifico, in cui hai ottenuto apprezzamenti e riscontri positivi.

Un giudizio lodevole da parte del capo, l’acquisizione di un cliente importante,
il giorno della tesi di laurea, la vittoria al torneo di calcetto,
una conquista sentimentale che tutti ti hanno invidiato, ecc.

In questi pochi istanti,
ricordare le esperienze di successo genera fiducia e positività.

Oppure occupare la mente con qualcosa che dia distrazione emotiva,
tipo chattare con l’amico con un buon senso dell’umorismo.

 
More: scopri il percorso di coaching ideale per il tuo colloquio vincente.
 

Cantare in macchina, guardare qualche video divertente su Youtube
(lo sketch della Subaru baracca di Aldo, Giovanni e Giacomo mi mette il buon umore tutte le volte … che ci posso fare … mi fa sempre ridere, anche se oramai lo conosco a memoria).

Mantenere quella sensazione positiva nella tua mente ti permetterà di “entrare in scena” con un’areola di fiducia e di positività.
Essere autorevole al colloquio di lavoro!

Arriva in tempo

Essere in ritardo, per qualsiasi motivo, è imperdonabile.
Non c’è scusa che esista.
L’unica scusa per il ritardo a un colloquio di lavoro è una calamità naturale.
Lo sciopero selvaggio dei trasporti urbani.

Essere in orario per un colloquio di lavoro è la regola n.1.
Non importa se si seguono tutte le altre.
Se sei in ritardo, sei fuori al 95%!

Se la puntualità è sempre apprezzata, un eccessivo anticipo può costituire un elemento negativo.
Esprime ansia e impazienza.
Disturba la normale programmazione dell’attività lavorativa dell’azienda.
Sei un ospite da dover gestire (non sanno dove metterti in attesa).

Se arrivi molto prima sul luogo dell’appuntamento del colloquio di lavoro … fatti due passi rilassanti.
Vai in un bar a leggere un giornale e presentati 10 – 15 minuti prima.
Bastano.

Continua a leggere la parte 2.

Come essere autorevole durante il colloquio di lavoro: 17 spunti

autorevole durante il colloquio di lavoro

“Le aziende, oggi, non sono interessate a sapere dove, come e cosa avete studiato.
Vogliono sapere cosa avete imparato.”
Beppe Severgnini

Essere autorevole durante il colloquio di lavoro?
Non avrai mai una seconda possibilità di fare un’ottima prima impressione.
Prepararsi per un colloquio di lavoro è di vitale importanza se vuoi aumentare le tue chance di successo.

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È importante migliorare il tuo stile, il tuo approccio, proiettare un atteggiamento fiducioso.
Padroneggiare comportamenti che “traspirano” fiducia, rendendo più efficace la tua comunicazione verbale e non verbale.

Ecco 17 spunti per essere autorevole durante il colloquio di lavoro:

1. Evita “ingressi” a sguardo basso e il-cappello-in-mano. Stai trattando un posto di lavoro non elemosina. Raddrizza le spalle!

2. Passo deciso ma non affrettato. Assicurati di salutare tutti con un sorriso.

3. Rispetta i tempi della conversazione. Non avere paura delle pause e dei silenzi.

4. Imposta bene la voce. Sii sintetico. Non bisbigliare. Alza il tono della tua voce.

 


 

5. Quando cambi argomento o spieghi un punto importante, riposizionati sulla sedia per enfatizzare il momento.

6. Quando spieghi un punto importante fai una pausa prima/dopo..crea un senso di anticipazione e sottolinea il concetto (approfondisci).

7. Evita di costruire risposte ad hoc per compiacere il selezionatore e ottenere la sua approvazione. Se ne accorgerà subito!

8. Usare spesso parole come “Immagino“, “Credo” e “Forse” vuol dire restare nel-mezzo. Sospeso nel nulla. Insipido. Banale.

9. Se sei introverso …alza i toni di una tacca. Se sei effervescente.. scala-una-marcia. In entrambi i casi, non tirare fuori la scusa “Cosa ci posso fare. Sono fatto così“!

10. La tua espressione facciale è il tuo “marchio di fabbrica”. Un sorriso va lontano. Trasmette fiducia, autorità e … calore.

11. Tieni il mento alto quando parli.

12. Ricorda che …le persone che mantengono il contatto visivo sono giudicate più autorevoli e fiduciose (approfondisci).

13. Prenditi il tempo di rispondere. Non si tratta di un “botta e risposta” in velocità. Mantieni il controllo.

 

 

14. “Entra” nei dettagli, spiegando la loro importanza e sviluppi. Ti farà sembrare più SMART. Conoscere i fatti e i dettagli sarà impressionante.

15. Se vuoi essere autorevole durante il colloquio di lavoro, non limitarti a rispondere alle domande o peggio lasciarle tutte alla fine. La precisazione di un argomento già trattato prima, apparirà fuori luogo.

16. Cerca di instaurare un vero e proprio dialogo con il tuo interlocutore. Lui/lei sta valutando te. Tu stai valutando l’azienda.

17. Saper comunicare, essere autorevole vuol dire (innanzitutto) avere qualcosa d’interessante da dire. Se così non fosse .. meglio tacere!

Nella vita una buona dose di fiducia è auspicabile.
Quando si tratta della tua vita professionale, ci sono alcune linee sottili che devono essere tratteggiate,
confini che non possono e non devono essere superati.

Autorevole durante il colloquio di lavoro: attenzione a non cadere nell’arroganza

Devi essere ambizioso senza essere impaziente, disponibile senza essere timoroso,
flessibile senza essere sfruttato.

Essere sicuro di te, confidente e ambizioso,
senza alzare troppi i toni fino a diventare eccentrico e pomposo.

Desideri lavorare sulla preparazione dei colloqui di lavoro faccia-a-faccia, via skype o cellulare?
Aumentare la tua autorevolezza “lavorando” sulla tua postura, espressioni, gesti, ecc.?

Scopri il mio servizio di coaching per il colloquio di lavoro!

Colloquio di lavoro telefonico: come essere autorevole solo con la voce – 2

colloquio di lavoro al telefono

Leggi anche la parte 1.

L’autorevolezza comincia con “Pronto”

Proprio per questo motivo se ricevi una telefonata da un numero “nuovo” a te sconosciuto…
meglio evitare il poco-professionale “Siii…”.

Il classico “Pronto” oppure il mix spiazzante “Siii…Pronto” che lascia chi chiama nel dubbio di aver composto il numero giusto e lo costringe a chiedere conferma.

Rispondi con il tuo nome (con un tono di voce vivace), in modo che l’intervistatore sappia di aver raggiunto la persona giusta.

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Energico ed entusiasta, ma sempre educato.
Non essere troppo familiare. Non iniziare a parlare come se stessi parlando con un amico (anche e -soprattutto- se percepisci che la persona è giovane).

Indicazioni scontate?
No, per niente.
Le accortezze di una buona “partenza” telefonica sono molto semplici … talmente semplici… che le applichiamo con superficialità o nessun riguardo rendendole (appunto per questo)
…banali e scontate.

Alzati in piedi se vuoi “suonare” autorevole

Se ti alzi,
hai automaticamente una postura migliore.

I polmoni possano espandersi liberamente. È più facile respirare.
Stai “pompando” energia, aumentando il potere della tua voce.
Sembri più sveglio ed energico.

Non sdraiarti sul divano durante il colloquio di lavoro al telefono. Non essere troppo rilassato.
Come minimo siediti dritto.
Ti aiuterà a sentirti più fiducioso e vigile.

Sorridi

Un sorriso sincero è percepito anche al telefono.
Sorridere proietta un’immagine positiva.
Cambia il tono della tua voce.

Sorridendo, la comunicazione diventerà più piacevole e rilassata.
Trasmette disponibilità e positività.

Anche se non hai voglia di sorridere, prova almeno a rilassare i muscoli facciali.
Una voce che “suona” rilassata è più comunicativa di una voce tesa e nervosa.

colloquio di lavoro al telefono

Il colloquio di lavoro al telefono

“Imposta” bene la voce

Il suono della voce può trasmettere molti stati d’animo.
Professionalità ed esaltazione ma anche irritazione e nervosismo.

Molti di noi sono abbastanza bravi a nascondere le proprie emozioni. Altri perdono il controllo, soprattutto al telefono.

Sii sintetico. Non bisbigliare.
Alza il tono della tua voce.
Pronuncia le tue parole in modo chiaro e conciso.

Cerca di non parlare velocemente. Sembra che tu abbia fretta.
L’intervistatore potrebbe interpretare il tuo tono come impaziente.

Nessuno vuole parlare con una persona impaziente durante il colloquio di lavoro al telefono. Neanche a te piacerebbe!
Parla senza fretta. Lentamente … che non vuol dire mosciamente!

Ascoltare in modo attivo ti porta autorevolezza

L’ascolto attivo,
richiede, da parte tua, uno sforzo d’interesse, di concentrazione e d’attenzione per mostrare realmente la tua disponibilità verso il tuo interlocutore.

Ascoltare significa fare silenzio interiormente. Vuol dire calmare il tuo parlottio interno.
Prestare la più totale attenzione a quello che l’altro sta dicendo.

Fai un respiro profondo, prima di rispondere.
Mostra un sincero interesse ponendo domande sull’argomento.
Dai cenni di assenso “Capisco” o “Comprendo” per far capire che “ci sei”. Sei presente.

Per quanto possa essere difficile, non “interferire” con il flusso della conversazione.

 


 

Non interrompere se vuoi carisma

Ascolta attentamente l’intervistatore.
Non interrompere e non “andare sopra”.
A nessuno piace essere interrotto nel mezzo di una frase.

Inizia a parlare solo quando l’intervistatore ha completato la sua domanda.

Se ritieni di avere qualcosa da dire che potresti dimenticare,
tieni pronto un blocco note e una penna (Eh sì… I suggerimenti old-school funzionano ancora molto bene. Anche in questi tempi ultra tecnologici.)

“Prendere” il tempo di rispondere è autorevolezza

Se sei apprensivo,
il tempo si dilata e pochi secondi sembrano minuti.
Concediti qualche secondo per elaborare quello che è stato appena detto.

Se ti viene posta una domanda delicata, prenditi del tempo per pensare.
Puoi sempre dire qualcosa del tipo “Mi dia un attimo di tempo per riflettere “.

Prenditi il tempo di rispondere.
Non si tratta di un “botta e risposta” in velocità.
Mantieni il controllo.

Una persona sicura di sé non ha paura di raccogliere i suoi pensieri.
Affrettarsi a rispondere ti fa apparire ansioso.

Prendi il tempo per pensare a una frase completa prima di pronunciare la tua prima parola.
Hai più tempo di quanto pensi!
E apparirai più sicuro e autorevole se te lo prendi.
Tutto.

 
More: scopri il percorso di coaching ideale per il tuo colloquio vincente.
 

Eliminare “Ehmmmm” e “Ahhh”

Se utilizzi spessoEhmmmm” e “Ahhh..” non sembri autorevole.
Sembri incerto e insicuro.

Se oramai è diventata per te un’abitudine,
non sarà facile non utilizzare “Ehmmm” mentre cerchi di raccogliere i tuoi pensieri.

Sostituisci piuttosto “Ehmmmm” e “Ahhh” con parole di riempimento più forti tipo “Ora… vedi… comunque… “.

Per esempio: ” Ehmmmm” … stavo pensando …” suona molto più potente se la adatti leggermente “Vedi… stavo pensando…“.
Sembra intenzionale e infonde fiducia.

Utilizzare le pause in modo efficace dà potere

I migliori oratori conoscono il potere del silenzio.
E delle pause.
Il silenzio intenzionale è visto come autorevole.
Carismatico.

Utilizza le pause.
Non solo alla fine ma anche nel mezzo delle frasi.
Facendo una pausa, dai il tempo alle tue parole di fare effetto!
Ecco …l’autorevolezza della voce!

Se non fai una pausa,
l’incisività del tuo messaggio si perde nel flusso della conversazione.

Pausa prima di una parola/frase/concetto importante

Devi esprimere un pensiero fondamentale per trasmettere la tua competenza?
Bene. Fai una pausa. Prima.

La pausa attira l’attenzione del tuo ascoltatore … e lo prepara a ciò che verrà dopo …
ecco aspetta ancora un attimo … così bene…
sta aspettando curiosamente quello che hai da dire.

Pausa dopo una parola/frase/concetto importante

Hai appena espresso un concetto/una proposta fondamentale?
Fai una pausa.
Non c’è bisogno di lanciarsi immediatamente a parlare d’altro tipo “Giusto? … Vero? Sai …”.

Se fai silenzio, darai all’ascoltatore il tempo di elaborare ciò che hai appena detto.
Darai la possibilità di capire – veramente – il significato.

Quel piccolo intervallo di silenzio dimostrerà la forza del tuo pensiero,
e la tua autorevolezza.
Che potenza!

Ricorda sempre il tuo obiettivo

Non distrarti. Deconcentrarti.
Non perderti in fantasticherie di come spenderai il tuo primo stipendio nel tuo nuovo posto di lavoro.
Ancora non è il momento di discutere di soldi e date di inizio.

Piuttosto molto più umilmente … concentrati sul primo obiettivo: “arrivare” al colloquio faccia-a-faccia.

Alla fine del colloquio di lavoro al telefono, dopo aver ringraziato l’intervistatore, chiedi la possibilità di un colloquio di persona. Non finire la telefonata senza sapere i dati di contatto.

Quali sono i prossimi passaggi di selezione.
Chi deve fare la telefonata, se tu o il recruiter.

Potresti scoprire che il selezionatore sta lavorando per conto di un datore di lavoro.
Sono ancora in fase iniziale di selezione dei candidati.

Non può rispondere –al momento– a domande dettagliate sul lavoro e sull’azienda.

Se passi alla fase successiva, avrai la possibilità di valutare l’azienda in modo più approfondito.

Che altro dire?
In bocca al lupo per il tuo colloquio di lavoro al telefono!

Colloquio di lavoro telefonico: come essere autorevole solo con la voce – 1

colloquio di lavoro telefonico

Tempi strani. Questi del CV19.
Complessi.

Riapertura, digitalizzazione, distanza sociale, …
In questa “nuova dimensione” il telefono può diventare ancor più strumento di selezione del personale.

Le aziende usano l’intervista telefonica per fare una rapida selezione tra i candidati.
Restringendo così la rosa dei papabili.
Risparmiando tempo e risorse.
L’obiettivo è avere un elenco di pochi nominativi a cui proporre un colloquio di persona.

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Dal canto tuo,
se sottovaluti il colloquio telefonico perché “Devi solo parlare”, “Puoi farlo in mutande” o “Tanto non è un vero colloquio di lavoro” … puoi finirla qui!
Puoi interrompere la lettura.

Ma se continui ricorda che … stiamo parlando di autorevolezza!
Competenza. Capacità.
Preparazione.

Dovrai utilizzare solo la voce.
Dovrai trasmettere competenza e autorevolezza “solo” attraverso la tua voce.
Non potrai mostrare né il tuo abito, né il tuo taglio di capelli così trendy ma anche cosi elegante.
Non potrai ricambiare uno sguardo, non hai una mano da stringere, né un sorriso da mostrare.

Ricorda che …
non sono pochi i professionisti (di ogni età e settore) che, nonostante indubbia preparazione e capacità, davanti un colloquio di lavoro telefonico riescono (complice l’ansia e la tensione) a “incartarsi” da soli,
apparendo impreparati e incompetenti.
Non-esperti.

Finiscono con auto sabotarsi. Perdendo in efficacia.
Pagando in autorevolezza.
Perdendo l’occasione.
Che peccato!

È fondamentale essere preparati.
Pianificare il colloquio di lavoro telefonico.

 


 

L’importante non è quello che dici ma come lo dici

La tua voce è il “veicolo” che spinge le persone ad ascoltare.
A prendere sul serio te e le tue parole.

Gli studi hanno dimostrato che l’87% delle opinioni che le persone si formano quando parlano al telefono,
si basano sul tono della voce.
Solo il 13% si fonda sulle parole che realmente utilizziamo.

Non è ciò che diciamo.
Ma piuttosto come lo diciamo.

Autorevolezza è anche preparazione. Organizzati con metodo.

 

Registra la tua voce

 
La pratica rende perfetti.
E autorevoli.

Parlare al telefono non è così facile come sembra.
Non sottovalutare … è un errore che si paga caro!

Chiedi a un amico o un familiare di condurre un’intervista telefonica simulata.
Registra la conversazione in modo da poter verificare come “suoni” al telefono.

È il momento di venire a patti con il tuo ego.
La prima volta potrebbe essere scioccante!
Eh, sì … quella voce mono-tono e anestetizzante potrebbe essere proprio la tua!

È incredibile quanto puoi apprendere dalla tua voce registrata.

Sarai in grado di identificare e prevenire errori che potrebbero compromettere il colloquio di lavoro telefonico.

Tipo renderti conto che parli troppo piano o troppo velocemente.
Oppure ascoltare i tuoi “Ehmmmm” e “Vero?” o i continui intercalari “effettivamente … sicuramente … decisivamente … teoricamente …”.
 
colloquio di lavoro telefonico

Scegli uno spazio tranquillo, comodo e riservato.
Senza distrazioni.

 
Così potrai concentrarti sul tuo colloquio di lavoro telefonico.

Vestiti formalmente.
Più ti “senti” professionale, maggiore probabilità hai di “trasmettere” autorevolezza.
Anche al telefono.

Quando arriva il momento della telefonata, assicurati che il tuo cellulare sia carico e acceso.
Di essere in una “zona” con un buon segnale di ricezione.

Se la chiamata arrivasse in un momento inaspettato o imbarazzante,
puoi chiedere al tuo intervistatore di attendere, mentre ti sposti in un posto più tranquillo.

Se qualcosa va storto,
perdi la chiamata o il recruiter non chiama in tempo, non farti prendere dal panico.
Puoi sempre richiamare e riprogrammare l’intervista.

Tutto a portata di mano

 
Durante l’intervista telefonica evita di cercare un documento, una nota o un file.
Tutto deve essere a portata di mano.

Tieni ben visibile il tuo curriculum.
I dettagli dell’offerta di lavoro, una penna e un foglio per prendere appunti.

Metti tutto in un buon ordine,
in modo da poter facilmente raggiungere tutte le informazioni.

…anche una bottiglietta d’acqua

 
Non c’è niente di peggio che avere solletico in gola o tossire quando devi parlare al telefono.

Se la gola si secca, sembrerai rauco o stanco.

Tieni pronto un bicchiere d’acqua.
Oltremodo non fumare, masticare gomme o mangiare.

 
More: scopri il percorso di coaching ideale per il tuo colloquio vincente.
 

Utilizza la tecnologia idonea

 
Possono verificarsi problemi causa mancanza o scarsa qualità di connessione.
Una pessima qualità del suono può distruggere la tua immagine professionale.

Assicurati che tutto sia collegato.
Controlla la qualità del suono effettuando chiamate di prova.

Se hai problemi di linea utilizza un telefono fisso, al posto del cellulare.
Eliminerai la possibilità di ricezioni scadenti o chiamate perse.

Utilizza le cuffiette per il colloquio di lavoro telefonico

 
Usato correttamente,
un microfono con cuffiette rende più semplice l’ascolto, anche se parli a volume normale.
Esegui alcune chiamate di prova, in modo da sentirti a tuo agio.

Il viva-voce raccoglie tutto il rumore di fondo nella stanza.
Renderà più difficile l’ascolto.
Usalo solo se sei sicuro che non ci saranno interruzioni e ti senti a tuo agio con questa modalità.

Concentrati SOLO sulla telefonata

Metti in modalità “silenziosa” il cellulare se utilizzi il telefono fisso. “Spegni” il telefono fisso se utilizzi il cellulare …
Oppure spostati in un’altra stanza.

Evita di rispondere a SMS, WhatsApp, ecc…
Resisti alla tentazione di rispondere ad e-mail, controllare Facebook, preparare il pranzo e così via…

Concentrati solo sulla persona all’altro capo della linea.

Forse sarai sorpreso per (l’apparente) ovvietà di queste affermazioni.
Dalla mia esperienza di anni di formazione e coaching a distanza (skype o cellulare) posso dirti che ho assistito a diverse situazioni curiose e divertenti ma anche poco edificanti per la persona (altro che autorevolezza al colloquio telefonico).

Inoltre, ricorda che il telefono amplifica i rumori di fondo.
Ti posso assicurare che un semplice gesto, tipo girare il cucchiaino nella tazzina di caffè, può diventare un rumore irritante per chi lo ascolta.

Leggi per approfondire.

La telefonata

 

Telefonata improvvisa? Non sei pronto? Rimanda

Può capitare (anzi spesso è così) che la telefonata arrivi in un momento scomodo … sei occupato o il momento è inopportuno.

Di solito l’intervistatore non dovrebbe avere problemi a fissare un nuovo contatto successivo.
Segnati la data e l’ora del prossimo appuntamento. E il nome della persona.

Se rispondi al telefono senza sapere chi ti sta chiamando, farai una pessima figura.
Quando sentirai la persona la seconda volta, ricordati di ringraziare per la disponibilità nel richiamarti.

Telefonata improvvisa? Non sei pronto? Rimanda. Non si può. Ti tocca!

Dal tono del selezionatore capisci che non ci possono essere proroghe … l’occasione va colta subito.
Non hai nulla da perdere. Spostati in un luogo il più possibile tranquillo (oppure accosta se sei in auto) egiocatela meglio che puoi!

A questo punto il colloquio di lavoro telefonico è iniziato.

Continua a leggere la parte 2.

14 lezioni sulla carriera da imparare prima che sia troppo tardi (leggi adesso) – 3

carrieraLeggi anche la parte 2.

11. Anziché rinunciare – a volte – basta solo rimandare

“Se vuoi far ridere Dio,
raccontagli i tuoi progetti”

Woody Allen

Spesso,
per “fare” carriera, trovare il lavoro dei nostri sogni, arrivare al nostro obiettivo siamo costretti ad allungare la via.

Ognuno di noi prende traiettorie professionali differenti.
C’è chi va dritto come un treno, una freccia,
senza esitazione e tentennamenti,
chi invece imbocca percorsi tortuosi (fatti di sali-scendi, fallimenti e rinascite).

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Non c’è un modo giusto e uno sbagliato.
Ognuno arriva con il suo “passo” (io sono quello del cammino sinuoso).
Se hai sbagliato,
se hai fallito,
prova ancora.

Prenditi una pausa, ricarica le pile e continua.
Riprova ancora!

Più provi a fare qualcosa,
prima arriverai “a farlo bene”.
Gli errori sono (davvero) i gradini per il successo.

Non essere paralizzato dai tuoi fallimenti.
La vita è imprevedibile.

12. Meno social – più relazioni reali

Il successo professionale,
deriva dai rapporti con persone che conosci personalmente,
non da estranei che si “piacciono” online.

Le tecnologie digitali hanno modificato le nostre modalità relazionali e indebolito le nostre risorse psicologiche.

Passiamo più tempo nel mondo virtuale piuttosto che nel qui-e-ora della nostra vita reale.

Del resto,
coltivare relazioni reali richiede tempo, costanza ed energie,
condivisione di ideali, pensieri e valori,
qualcosa che va aldilà dei “like” di Facebook.

A molti miei clienti suona strano che non sia presente sui social network,
strillando incredibili opportunità e sconti promozionali.

È una scelta voluta.
Credo che per la natura stessa del mio lavoro, sia importante preservare la qualità,
dando modo alle persone di confrontarsi come me unicamente sul mio sito web.

È anche una questione di riservatezza: sono convinto che concentrarmi sui risultati dei miei clienti sia molto più prezioso, per tutti,
rispetto al gioco del “dico/non dico” che spesso avviene sui social.

13. Il talento da solo non basta

“Faccio una cosa molto bene, ma il talento non basta.
È il primo insegnamento che mi ha trasmesso il coach.
Puoi aver talento, ma se non lavori duramente non diventi un campione.”

Usain Bolt

Il talento non è tutto.
Non è solo questione d’intelligenza, di bell’aspetto o di QI.

Il talento non è sufficiente,
occorrono duro lavoro e tenacia.
Grinta.

Tra una persona talentuosa senza tenacia e un’altra tenace,
ma senza talento,
probabilmente sarà quest’ultima a ottenere i risultati migliori.
A fare una grande carriera.

Se anche tu (come me) il talento lo ammiri in TV o al cinema,
ricorda che ci sono tante qualità (che non richiedono né talento né fortuna) che puoi mettere lo stesso in campo.

La prossima volta che desideri far prendere vita ai tuoi sogni, avere successo,
ricorda a te stesso che hai già tutto quello che ti serve.
 


 

14. Le competenze non bastano, per fare carriera .. serve altro!

Quanto tempo c’è voluto?

Penso poco …
per capire che tutti i libri che hai letto,
i diplomi e la laurea che (faticosamente) hai ottenuto, i corsi che hai frequentato,
la capacità lavorativa che hai non sono le uniche chiavi per aprirti le porte del successo.
E fare carriera.

L’attitudine, il giusto approccio con le persone,
la gestione dei collaboratori, le relazioni professionali,
il saper reggere l’attesa e la pressione,
saper gestire l’ansia, lo stress, l’insuccesso,
difficilmente si sviluppano “sui banchi di scuola”, seguendo un video tutorial o leggendo un libro (pur validi che siano).

Leggi la parte 2.
Leggi la parte 1.

“Fare” carriera oggi è anche una questione di resistenza

Il Mondo del Lavoro di oggi non è mai stato così difficile, complesso e competitivo.
Non è più solo una questione di conoscenze, capacità e abilità.
È una questione di resistenza.
Di forza mentale.
Di autostima.

È qui che devi concentrare i tuoi sforzi.

Il mio proposito di coach è allenare i tuoi “muscoli caratteriali”,
per darti più fiducia e intraprendenza,
accompagnarti al lavoro più carico e fiducioso che mai.

Non pensi sia arrivato il momento di lavorare su te stesso?

 
More: scopri il percorso di coaching ideale per la tua carriera di successo

14 lezioni sulla carriera da imparare prima che sia troppo tardi (leggi adesso) – 2

carrieraLeggi anche la parte 1.

5. Se vuoi fare carriera ..non aspettare di essere “veramente pronto”

La decisione di iniziare, è il passo più importante che tu possa fare.

La verità è che non sarai mai (davvero) pronto!
Muoviti ora o potresti non partire mai.

Per iniziare,
non devi aspettare di essere preparato,
di essere perfetto o di sapere tutto.

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Hai scelto il tuo obiettivo, hai raccolto tutte le informazioni necessarie,
valutato i rischi e individuato le azioni da fare.
Hai capito che, potresti leggere e informarti per giorni o per anni,
ma non saprai mai tutto quello che c’è da sapere.

A un certo punto dovrai fermarti,
respirare e… buttarti!

All’inizio non ti sentirai mai completamente pronto perché stai andando oltre la tua abituale zona di comfort,
stai prendendo una strada stimolante e affascinante ma anche ignota e (forse) piena d’insidie.

Allora… quando lo farai?
Dopo un’altra lunga e meditata riflessione?
Dopo averci dormito sopra un’altra notte?
Aspettando il segnale dal cielo o un sogno?
Oppure semplicemente aspettando un altro “domani”?

6. La risposta alle domande che non hai mai fatto, sarà sempre NO

Non farai la carriera che meriti perché non sai chiedere.

Perché hai troppa paura del rifiuto,
o sei imbarazzato perché sembra che non tu non sia in grado di affrontare le situazioni da solo,
perché non ti senti abbastanza intelligente, forte e competente.

Se desideri un nuovo lavoro, un aumento, un supporto,
una promozione,
dichiaralo.

Se vuoi fare un salto di responsabilità,
chiedilo.

Se non lo fai tu,
qualcun altro lo farà al posto tuo.
Stanne certo.

Non aspettare che qualcun altro esprima i tuoi bisogni per te.
I tuoi desideri sono di tua responsabilità.
La tua carriera è di tua responsabilità.

 


 

7. Sei il solo responsabile della tua carriera

Che ti piaccia o no…
stai vivendo la carriera che hai creato.

Non sei vittima delle circostanze.
Smettila di incolpare per i tuoi problemi e fallimenti (grandi o piccoli che siano, poco importa)
le persone che ti circondano.

Non nasconderti dietro le “situazioni fuori controllo” per giustificare le tue scelte,
decisioni, comportamenti e azioni.
Le circostanze in cui vivi oggi sono le tue.

Il tuo futuro è una scelta.
Sei tu l’unico responsabile di te stesso.

Questo cambiamento di mentalità non è facile,
ma può aiutarti a prendere il controllo sul lavoro,
a sviluppare relazioni più forti e positive,
migliorare la tua produttività e la tua soddisfazione personale.

Leggi il mio post “10 cose che le persone di successo non fanno”

8. Spesso “buono” è meglio che “perfetto”

Il mondo del Lavoro di oggi è così complesso e si muove molto velocemente.
Come puoi pensare di raggiungere la perfezione in tempi così stretti?

Come puoi credere di finire un lavoro,
un progetto in poco tempo senza mettere in conto imprecisioni, approssimazioni o ritocchi?

Se il tuo capo o i clienti (sempre più impazienti) aspettano un tuo feedback o di vedere un qualche progresso, forse…
non è il momento di ossessionarti con i dettagli,
arrivare alla riunione a mani vuote,
rimandare (continuamente) l’appuntamento fino a quando tutto sarà “perfetto”.

Accontentarsi di “abbastanza buono” potrebbe sembrarti un approccio apatico e approssimativo,
ma ci sono momenti in cui è completamente giustificato e accettare le cose così-come-sono diventa la scelta più efficiente ed efficace.

Spesso,
“buono” è meglio che “perfetto”,
ma a volte anche “fatto” è meglio che “buono”.

 
More: scopri il percorso di coaching ideale per la tua carriera di successo
 

9. Il fallimento di carriera più amaro è ..non averci provato

Se tu fallissi potresti essere deluso,
ma sarai dannato se non provi.

Beverly Sills

Hai un’idea … ma cominci a ritardare, aspettare, pensare,
perfezionare e modificare, fino a quando ti rendi conto che…
qualcun altro è già partito e ti ha superato da un pezzo.

Se pensi di avere una buona idea, entra nel Mercato del Lavoro il più rapidamente possibile,
usando meno soldi possibili e vedi cosa succede.

Se rinunci quando fallisci,
non imparerai mai nulla.

Guarda invece il fallimento come un’opportunità,
come l’inizio di un nuovo viaggio.
Se lo fai,
avrai molta più probabilità di provare di nuovo e di avere successo in qualcos’altro.

Ma se non provi, non lo saprai mai.

Demordere a prescindere.
Rinunciare per paura di fallire…
ecco il fallimento più amaro!

10. Puoi andare molto più lontano se sei “leggero”

“Che cosa pensano davvero di me i miei colleghi?”
“E se non piaccio al mio nuovo capo?”
“Avrei dovuto indossare altro per il mio primo giorno da team leder?”
“E se tutto il mio team si mette contro di me?”

In apparenza sei una persona sicura di te ma in realtà non fai altro che chiederti cosa pensano i colleghi, i collaboratori e gli amici?
Ti senti continuamente sotto esame?
Cambi la tua personalità e i tuoi modi di fare a seconda della persona che hai di fronte?

Un conto è avere a cuore il parere degli altri,
un altro è essere ossessionato da questi ragionamenti,
preoccuparsi solo di ciò che pensano gli altri, trattenersi dal dire ciò che pensi,
decidere di fare o non fare qualcosa per paura di quello che le persone penseranno o diranno.

Così ti carichi sulle spalle fardelli emotivi molto pesanti,
anneghi nell’ansia da prestazione, affondi in apprensioni da performance,
e il tuo sogno di carriera diventa logorante e sfibrante.
Pesante.

“Alleggerisciti”.
Senza questi carichi sulle spalle andrai molto più lontano!
Non scoprirlo troppo tardi!

Continua a leggere la parte 3.

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14 lezioni sulla carriera da imparare prima che sia troppo tardi (leggi adesso) – 1

carriera

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Studia tanto, ottieni buoni voti,
trova un buon impiego,
lavora sodo e vedrai che …
il mondo non saprà resisterti,
un tappeto rosso si srotolerà estasiato ai tuoi piedi!

Questo è ciò che ci è stato insegnato.
Questo è ciò che crediamo.
Quello che abbiamo interiorizzato.

Dopo aver studiato tanto .. l’amara realtà

Molti di noi (probabilmente) stanno capendo che non è proprio così che funzionano le cose.

Puoi laurearti a pieni voti nelle migliori università e ritrovarti ancora impreparato al Mondo del Lavoro.
Appena ci fai capolino,
ti arriva una randellata tra capo-e-collo che ti lascia frastornato.
Disorientato.

Che fregatura!
Pensavi di esser pronto, di avere tutte le risposte e invece …
eccoti ancora al punto di partenza.

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Tutti facciamo (o abbiamo fatto) errori lungo la nostra strada professionale,
da alcuni abbiamo imparato tanto,
da altri poco-o-niente (e infatti continuiamo a ripeterli).

14 lezioni sulla carriera da fare tue, subito

Ma se sei perspicace,
impara quanto più possibile dagli errori degli altri e ti risparmierai qualche cicatrice dolorosa.

Ecco 14 importanti lezioni sulla carriera (che non sono insegnate nelle aule universitarie)
e che possono fare una grande differenza nel tuo percorso professionale e nella tua carriera.

Le devi fare tue,
prima che sia troppo tardi.
A scanso di equivoci fallo subito,
leggile adesso!

1. Prima di voler gestire gli altri, impara a gestire te stesso

Non essere così preoccupato di “cosa fanno gli altri”.
Non concentrarti solo-e-sempre su colleghi, collaboratori o il capo/a.
La volontà di correggere gli altri ti “rende cieco” su te stesso.

È più facile criticare gli altri, che lavorare su te stesso.
Se c’è un problema, il problema non sono gli altri …
ma sei tu!

Prima di voler gestire gli altri,
impara a gestire te stesso.

Se riesci a cambiare te stesso,
gli altri cominceranno a cambiare a loro volta.

Devi imparare a gestire i tuoi comportamenti,
a conoscere quello che funziona e che non funziona per te,
a gestire le attese, la frustrazione e l’insuccesso.

Fatti delle domande,
scava dentro te stesso …
più le tue risposte saranno oneste,
più saranno incisive le tue azioni.

 


 

2. La strada per il successo di carriera non è lineare

La maggior parte di noi ha un’ideale di cammino verso il successo professionale,
che suona più o meno così:

Laurearsi a pieni voti.
Ottenere un buon lavoro.
Fare un buon lavoro (riconosciuto e ben pagato)
Ottenere promozioni.
Salire la scala della gerarchica.
Vivere felicemente per tutta la vita.
Woooowwwoww!

In realtà,
spesso non arriviamo ai nostri traguardi seguendo un percorso uniforme.
Ci sono forze esterne che spesso interferiscono con la nostra ideale traiettoria lineare.

Infatti,
incappiamo in deviazioni di carriera, cambiamenti di direzione,
battute d’arresto, momenti d’involuzione.

Per non parlare di eclatanti trombate, clamorosi cappottamenti,
e inaspettate défaillance che ci mandano al tappeto, ci fanno a pezzi l’autostima,
e demoliscono le nostre certezze.

Quello che è importante è sviluppare un atteggiamento che abbracci il cambiamento e sappia trasformare il fallimento in opportunità di apprendimento.
E riprendere così il nostro cammino.

3. Lavorare tanto non vuol dire essere produttivi.. e fare carriera

Guardati intorno.
Tutti sembrano così occupati,
passano da riunione a riunione, sparando raffiche di email.

Eppure quanti di loro stanno realmente producendo?
Quanti riescono davvero a toccare livelli elevati di produttività?

Una carriera importante non deriva dal movimento e dall’attività,
ma dal garantire che il tuo tempo sia utilizzato in modo efficiente e produttivo.

Usa il tempo con saggezza.

Ricorda,
tu sei il risultato di quello-che-hai-prodotto,
non del tuo sforzo.

Assicurati che le tue ore di lavoro siano dedicate a compiti che ottengono (davvero) risultati.

 
More: scopri il percorso di coaching ideale per la tua carriera di successo
 

4. Ogni ostacolo che incontri (e superi) è un gradino sulla scala del successo

“Non giudicatemi per i miei successi ma per tutte quelle volte che sono caduto e sono riuscito a rialzarmi.”
Nelson Mandela

Sulla strada del tuo successo professionale troverai ostacoli inaspettati e improvvisi,
alcuni facilmente superabili e altri che ti porteranno lacrime (e bruciori di stomaco).

Di volta in volta scoprirai che, ciò che conta non è la natura degli ostacoli,
ma piuttosto come ti approcci,
come reagisci e cosa impari da loro.

Gli ostacoli, gli errori ti aiutano a “correggere il tiro”.
insegnano cosa non funziona,
cosa fare di diverso la prossima volta.

Rettificare la direzione per restare sull’obiettivo.
e avvicinarti più velocemente alla meta.

Non scegliere di lamentarti, o peggio,
di rinunciare.

Nonostante le difficoltà,
è nel tuo interesse trasformare gli ostacoli in gradini.
Gradino dopo gradino arriverai alla meta.

Continua a leggere la parte 2.

7 ragioni perché farai molta fatica a trovare lavoro – anche con un buon CV – parte 2

trovare un lavoro

LEGGI ANCHE la parte 1.

4. Sei in costante attesa di una risposta

Lento, lentissimo,
pachidermico,
un passo … attesa … poi un altro passo … attesa e così via …

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Mandi una candidatura e aspetti la risposta, speri magari che ti chiamano per il colloquio,
pensi che sia andata bene … aspetti la risposta …
infatti è andata bene (sei preparato e competente) ma la scelta è andata su un altro candidato, peccato!

Peccato sì,
perché da quando hai mandato la prima mail di candidatura alla risposta sono passati quasi 2 mesi.
E tu cosa hai fatto nel frattempo?
Niente. Hai solo aspettato.

Non aspettare che finisca l’intero iter di selezione di una singola selezione.
Apri più canali, più alternative, più sbocchi.
Porta avanti più selezioni alla volta.
Rilancia. Non fermarti.
Altrimenti è dura trovare un lavoro.

Non aspettare. Non sperare.
Devi firmare.

“La partita finisce quando arbitro fischia”.
Vujadin Boskov

5. Sei troppo passivo

Purtroppo il cellulare non squilla da solo.
Nessuno viene a bussare alla porta di casa tua.

Non accade nulla,
se non fai nulla, è talmente logico da essere banale.

Invece,
insegui attivamente le opportunità.
Otterrai risultati migliori essendo proattivo.

Sono importanti dedizione e disciplina.

Crea un piano e una routine per ogni giorno,
sviluppa un programma,
fissa degli obiettivi,
e cerca di essere il più possibile attivo e produttivo.

A quel punto sarai anche … attrattivo!

 
CARRIERA DI SUCCESSO > scopri il percorso di coaching ideale per te
 

6. Focus solo su te stesso (e non sul Mercato)

Il Mercato?
Cos’è? Cosa vuole? Ma chi se ne frega …

Ricorda però che,
il Mercato del Lavoro assume in base alle propre esigenze e non segue i tuoi bisogni.
Delle tue necessità o urgenze s’interessa ben poco.

È di fondamentale importanza (se vuoi trovare un lavoro) rimanere focalizzati sulla soddisfazione dei bisogni dei tuoi potenziali datori di lavoro (aumentare i profitti, bilanciare il carico di lavoro di un team, espandere un reparto, ecc.)

Il Mondo del Lavoro di oggi ha bisogno di mobilità più che mai.
Sono tante le persone alla ricerca del lavoro perfetto o che considerano solo le opportunità a tempo pieno o a tempo indeterminato.

È efficace essere aperti al part time, a lavori temporanei, freelance,
alla possibilità di lavorare da liberi professionisti, come lavoratori a contratto, ecc.
per massimizzare le possibilità di successo nella ricerca di lavoro.

7. Non personalizzi le tue candidature riducendo le possibilità di trovare un lavoro

Sai che è un buon consiglio,
ma sai che richiede un po’ di lavoro in più.
E così comincia il gioco del rimando,
della procrastinazione.

“Lo farò domani”, “Lunedì”, ecc…
“Tanto non se ne accorge nessuno”.
“Tanto nessuno la leggerà comunque”

 


 

Vero.
Più della metà dei selezionatori non leggono i tuoi dossier di candidatura.
Ma ti stai dimenticando di quelli che lo leggono.
Che sono tanti, comunque.

Come la prenderanno se poi dovessero leggere il tuo dossier e trovarsi davanti a una copia scialba,
incolore, standardizzata,
prodotta in serie?

Chi legge la tua candidatura è una persona.
Né più né meno come me e te.
Non puoi creare una singola candidatura e inviarla a tante aziende pensando di risparmiare tempo e fatica.

Ogni annuncio di lavoro è diverso …
anche la risposta all’annuncio deve essere unica e personalizzata.

Anche tu vuoi essere trattato come unico e speciale, vero?