Silenzio strategico: 15 volte in cui un leader deve tacere – parte 3

silenzio del leaderFoto di ZuluZulu su Pixabay

LEGGI ANCHE > la parte 2.

6. Taci, se non puoi tenere fede alle tue parole

Quanto è irritante qualcuno che promette e poi sistematicamente non mantiene?

Se poi tiri fuori le solite scuse, giustificazioni e mai fatti concreti,
rischi di essere pericolosamente etichettato come “quello che parla”.

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Quando non viene nulla di costruttivo dalle tue labbra, le persone non saranno molto interessate a quello che hai da dire.

Se non inviti mai all’azione… non realizzi quello che prometti, non lamentarti se nessuno ti segue. Recriminazioni e giustificazioni sono gli strumenti preferiti di insicuri e incompetenti.

Una promessa è una promessa.

Se dici che farai-o-non-farai qualcosa e non mantieni la promessa, le persone non avranno alcun motivo di ascoltarti. Mai più!

Se non è tua intenzione mantenere fede alle tue parole,
se stai parlando solo per fare il brillante o stai scimmiottando il “grande uomo/donna”, meglio tacere.

Non aspettarti entusiasmo e passione se la tua comunicazione è ambigua.
La gente ascolta solo le parole di chi-si-fida.

 


 

Silenzio del leader? Sa quando parlare e quando tacere.

Promettere qualcosa di irrealizzabile può minare la tua credibilità. Il rispetto dei tuoi collaboratori. Specialmente quando si tratta di fiducia.

Per esempio, a volte è meglio prendere tempo per valutare realisticamente le risorse e le priorità, piuttosto che fare promesse affrettate che non possono essere mantenute.

La trasparenza e l’onestà sono fondamentali per costruire un ambiente di lavoro basato sulla fiducia e sul rispetto reciproco.

Il silenzio del leader non è un segno di debolezza, ma di saggezza e integrità.

7. Taci, quando sei arrabbiato o sfiduciato

Quando le emozioni sono forti, le parole (anche nelle e-mail) possono fare male.

È un momento frenetico che rischia di danneggiare la tua immagine davanti ai tuoi collaboratori. Una volta che hai parlato (o inviato la e-mail) non hai la possibilità di fare rewind per cancellarle.

Il danno è fatto.

Quando ti senti intimamente demoralizzato, deluso, amareggiato, afflitto … dai risultati sul lavoro, dal comportamento delle persone, dalla vita … se parli troppo, corri il serio rischio che dalla tua bocca usciranno sterili piagnistei, patetiche lamentele. Meglio tacere!

È molto meglio scegliere il silenzio del leader. Libero sfogo alle amarezze e delusioni davanti ad una birra al bar, con un caro amico.

 


 

Il modo in cui scegli di rispondere intensifica le emozioni coinvolte.

Prenditi almeno una mezzora per “riconquistare” logica e prospettiva. Calma.

Non esprimere valutazioni, critiche o giudizi … quando sei arrabbiato o turbato.
Il più delle volte, finisci per dire qualcosa di cui ti penti o che in definitiva peggiora la situazione.

Se ti senti arrabbiato, è meglio dire/scrivere il meno possibile. Le tue emozioni influiranno la tua professionalità. Discutere in pieno scisma emotivo è raramente produttivo.

Meglio prendere un po’ di tempo, allontanarsi dalla situazione e guardarla oggettivamente. Ti aiuterà a evitare una reazione istintiva. Sarà più facile, in un secondo periodo, affrontarla nuovamente.

Nel frattempo … non scaricare la tua frustrazione o incazzatura sul tuo team.

Il tuo successo come leader dipende (anche) da questo.
Esprimere la tua rabbia o sfiducia in questi momenti potrebbe demoralizzare il team.

Invece di sfogarti, scegli di tacere (temporaneamente) e adottare un approccio più calmo e costruttivo.

Esprimere rabbia o sfiducia in modo impulsivo può avere solo effetti negativi sulla motivazione e sul morale del tuo team.

L’autocontrollo (silenzio del leader) è una qualità cruciale della leadership: sapere quando tacere è una dimostrazione di forza e saggezza.

 
LA TUA AUTOREVOLEZZA SUL LAVORO > puoi prendere spunti interessanti dal mio libro “Autorevolezza”.
 

8. Taci, se sai di essere suscettibile, sospettoso o scatti per un nonnulla

  • Metti il broncio alla minima osservazione?
  • Hai difficoltà a sorridere dei tuoi difetti?
  • Ti manca autoironia? Spirito di autocritica?

Un leader mentalmente debole si avvelena la giornata per un nonnulla. Si prende sempre troppo sul serio. S’innervosisce non appena riceve una osservazione.

Ha spesso crolli emotivi.
Ogni parola di troppo la prende come una mancanza di rispetto, una presa in giro. Una cattiveria.

Non reagire in modo eccessivo.

Rivelando una personalità ossessionata dal giudizio degli altri.

Se la tua giornata è rovinata da una critica, un parere discordante o una battuta è sintomo di un malessere più profondo.

Evita di mascherare l’insicurezza.

Se possiedi vera fiducia in te stesso non hai bisogno di convalide. Se hai il coraggio di ascoltare gli altri, accettare feedback e i tuoi errori (piuttosto che fingere o trovare ogni volta giustificazioni) è il segnale che sei un grande leader.

CONTINUA A LEGGERE > la parte 4.