Conquistare la stima del tuo team: non stare sulla difensiva – parte 7

la fiducia del tuo team

STAI LEGGENDO LA PARTE 7
Hai già visto all’opera una persona sulla difensiva?

Non appena inizi a parlare, incrocia le braccia.

Alza le barriere per proteggersi.
Comincia a giocherellare con la penna.

Distoglie lo sguardo.
Volta la testa.
Difende a oltranza il proprio operato.

Il linguaggio non verbale rivela la difensiva

Il linguaggio del corpo è spesso il primo segnale.

Quando una persona si mette sulla difensiva cerca di creare una barriera tra sé e gli altri.

Una distanza.
Una protezione.

Se c’è una colpa, puoi stare certo che non sarà la sua.
La difensiva è spesso il segnale di una difficoltà.

La difficoltà di accettare una critica.
Un errore.
Una responsabilità.

Difendersi, per molti, è diventata una forma d’arte

Non fare in modo che diventi anche il tuo talento.

Se ti dicessi che sei sulla difensiva, lo prenderesti come un’offesa?

Spesso reagiamo come se fossimo minacciati.

Anche quando le parole dell’altro sono neutre.
O addirittura costruttive.

Non ce ne rendiamo conto.
Non riusciamo a vedere con lucidità ciò che sta accadendo.

A volte mettersi sulla difensiva è normale.

Il problema nasce quando diventa un’abitudine.

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La difensiva può distruggere la fiducia del tuo team

Mettersi sulla difensiva allontana le persone.

Ti fa apparire insicuro.
Immaturo.
Poco aperto al confronto.

Ogni osservazione diventa un attacco.
Tutti i feedback una minaccia.
Ogni confronto un rischio.

Finisci per trasmettere l’immagine di una persona chiusa.

Timorosa.

Altro che fiducia del team!

Mettersi sulla difensiva è una reazione istintiva.

Serve a proteggerci dal senso di colpa.
Dall’insicurezza.
Dalla paura di sbagliare.

Vuoi la fiducia del tuo team? Conosci i tuoi limiti ed esprimili

Se sei stanco.
Irritato.

Se non sei nelle condizioni giuste per affrontare una discussione.

Dillo.

Può bastare una frase semplice:

“Capisco che questo è importante per te, ma non sono nello stato giusto per discuterne adesso. Possiamo parlarne domani?”

Se non sei pronto rischi di dire cose inappropriate.

Di reagire in modo difensivo.

E di spingere anche l’altra persona sulla difensiva.

Diventa consapevole

Cerca di capire che cosa ha innescato la tua reazione.

  • Che cosa ti ha fatto mettere sulla difensiva?
  • Come ti ha fatto sentire ciò che è stato detto o fatto?

È importante riconoscere le emozioni che provi.

Soprattutto quando vieni criticato.

Ferito.
Imbarazzato.
Insicuro.

Il semplice fatto di ammetterlo può ridurre l’intensità della tua reazione.

Ascolta in modo attivo

Per paura di essere feriti alziamo le barriere.

Ci chiudiamo.
E rischiamo di dire cose fuori luogo.

Ascolta per comprendere.

Non per ribattere.
Non per vincere.
Colpire.

Chiediti:

  • Che cosa sta cercando di dirmi questa persona?
  • Riesco ad ascoltarla con tutta la mia attenzione?
  • Che cosa la sta infastidendo?
  • Come si sente?

Se qualcosa non ti è chiaro, chiedi esempi.

Quando una persona si sente ascoltata, le difese iniziano a scendere.

Le barriere si abbassano.
La tensione diminuisce.

Può diventare più facile dire:

  • “Mi dispiace che tu ti senta frustrato. Non mi sono reso conto di come il mio atteggiamento potesse limitarti.”

Resisti alla tentazione di reagire

Quando un collaboratore si mette sulla difensiva può essere difficile mantenere una comunicazione efficace.

Spesso però reagire nello stesso modo peggiora la situazione.

Ricorda che la sua reazione potrebbe avere poco a che fare con te.

Potrebbe essere il risultato di emozioni accumulate nel tempo.

Frustrazione.
Rabbia.
Delusione.

Più ti difendi, più aumenti la probabilità di essere attaccato.

La contro-difesa raramente funziona.

Anzi.

Spesso rafforza le convinzioni dell’altro.

Trova un accordo dove puoi

Anche quando non condividi il punto di vista del tuo interlocutore, cerca un piccolo spazio di accordo.

Ad esempio:

  • “Posso capire che la vedi in modo diverso.”
  • “A volte questo potrebbe essere vero.”
  • “Potresti avere ragione.”

Se la persona non accetta il tuo feedback, prova a comprenderne il motivo.

Riconosci la sua reazione.

Senza giudicarla.

Chiediti con onestà:

  • Ho interpretato male i fatti?
  • Ho frainteso le sue intenzioni?
  • Il feedback è impreciso o ingiusto?
  • Si tratta soprattutto di una risposta emotiva?

Mantieni una mentalità aperta

Fai domande.
Domande sincere.

Domande che dimostrino il tuo desiderio di comprendere.

Come ho scritto nel capitolo 5 del mio libro, le affermazioni aperte aiutano ad attenuare la reazione difensiva.

Per esempio:

  • “Alessandro, riconosco che questo può essere difficile da ascoltare e voglio assicurarmi di capirti chiaramente. Potresti dirmi esattamente su cosa non sei d’accordo?”
  • “Quali diversi punti di vista pensi che dovremmo valutare?”
  • “Vedo questo come una tua responsabilità. Parliamo del perché non la vedi allo stesso modo.”

Quando una persona si sente compresa, spesso diventa più disponibile ad ascoltare.

Più aperta.

Meno difensiva.

Finché rimani nel dialogo, puoi andare avanti

Quando rinunci a difenderti a tutti i costi, apri uno spazio diverso.

Accogli le critiche.
Ascolti.
Ti confronti.

Dimostri di non avere paura del dialogo.

E proprio lì emerge la tua forza.

Il tuo potere.
La tua autorevolezza.

CONTINUA A LEGGERE LE ALTRE PARTI DELL’ARTICOLO:

  1. La motivazione parte da te
  2. Mostra ascolto attivo
  3. Riconosci i meriti
  4. Parla chiaro e diretto
  5. Evita simpatie e favoritismi
  6. Scegli colloqui di persona
  7. Non stare sulla difensiva
  8. Frasi celebri sul conquistare la stima

Conquistare la stima del tuo team: scegli colloqui di persona – parte 6

la stima del tuo team

STAI LEGGENDO LA PARTE 6
Vuoi la stima del tuo team? Non trascurare i colloqui faccia a faccia.

I progressi tecnologici hanno rivoluzionato il modo in cui comunichiamo.

Messaggistica istantanea.
Videoconferenze.
Social network.

Strumenti rapidi, flessibili ed efficaci, soprattutto quando entrano in gioco distanza e tempo.

Tuttavia, l’uso eccessivo del digitale può avere un prezzo.

Col passare del tempo le interazioni rischiano di diventare più aride.
Più sterili.
Più impersonali.

Fino a generare una sensazione di isolamento.

O peggio ancora, di disconnessione dagli altri.

Se vuoi conquistare la stima del tuo team, non dovresti mai trascurare la comunicazione in presenza.

Perché ti permette di ristabilire il contatto umano.

Ecco quattro buone ragioni per privilegiare i colloqui faccia a faccia con i tuoi collaboratori.

1. Le persone preferiscono l’esperienza diretta

Soprattutto quando si tratta del proprio capo.

I collaboratori sanno che sei impegnato.
Sanno che il tuo tempo è limitato.

Proprio per questo apprezzano il fatto che tu abbia trovato uno spazio per incontrarli.

Come ho scritto nel mio libro Autorevolezza, le persone desiderano più di ogni altra cosa un contatto autentico.

Oggi il vero valore aggiunto non è quasi mai ciò che viene detto.

Conta molto anche il modo in cui lo dici.

Come accogli una persona.
Come ti approcci.
Rispondi alle domande.

Conta la tua postura.
Il tuo atteggiamento.
La tua presenza.

Persino il modo in cui ti presenti.

I collaboratori sono lì.

E osservano tutto.

Attentamente.

2. Comprendi meglio le reazioni delle persone

L’incontro faccia a faccia ti permette di osservare il linguaggio del corpo.

E di cogliere informazioni che spesso sfuggono nelle comunicazioni a distanza.

Gesti.
Espressioni.
Postura.

Tutti elementi che aiutano a comprendere il significato reale di ciò che viene detto.

E soprattutto di ciò che non viene detto.

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Osservare questi segnali ti aiuta a capire meglio le dinamiche del team.

Ti permette di prevenire conflitti.
Individuare tensioni.
Intervenire prima che i problemi crescano.

La capacità di leggere il “non detto” è una competenza fondamentale per chi guida persone.

Non è un dettaglio.

È leadership.

La stima del team migliora quando le relazioni diventano più umane.
Più dirette.
Più autentiche.

A volte un gesto sincero di apprezzamento vale più di molte parole.

3. Riduci il rischio di incomprensioni

I colloqui di persona permettono di spiegare meglio una decisione.
Illustrare un cambiamento.
Condividere informazioni complesse.

E soprattutto ricevere feedback immediato.

Se gestiti in modo efficace, questi incontri aiutano a ridurre:

  • malintesi;
  • divergenze;
  • disinformazione.

Aiutano anche a contrastare le pericolose voci di corridoio.

Quelle che alimentano dubbi.
Creano tensioni.
Indeboliscono la fiducia.

4. Gestisci meglio i feedback difficili

Esistono situazioni che meritano uno schermo spento.

E una conversazione vera.

Un feedback negativo.
Un richiamo.
Il provvedimento disciplinare.

Sono momenti delicati.

Momenti che richiedono presenza.

Il collaboratore deve poter esprimere il proprio punto di vista.
Fare domande.
Difendersi.
Essere ascoltato.

Una mail è più veloce.

Ma certe conversazioni si affrontano guardandosi negli occhi.

Se gestito in modo professionale, un colloquio disciplinare può ridurre le emozioni negative.
Evitare incomprensioni.
Favorire il cambiamento.

Il tempo investito può produrre benefici sia per il lavoratore sia per l’azienda.

Può migliorare le prestazioni.

Può aiutare la persona a raggiungere gli obiettivi attesi.

Vuoi la stima del tuo team? Investi nei colloqui faccia a faccia

Le sessioni più efficaci sono spesso quelle in cui scendi in campo in prima persona.

Incontri i collaboratori.
Li ascolti.
Ti confronti.

Costruisci relazioni.

I colloqui di persona fanno sangue.

Se vuoi migliorare la comunicazione con il tuo team, investi nei colloqui in presenza.

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  1. La motivazione parte da te
  2. Mostra ascolto attivo
  3. Riconosci i meriti
  4. Parla chiaro e diretto
  5. Evita simpatie e favoritismi
  6. Scegli colloqui di persona
  7. Non stare sulla difensiva
  8. Frasi celebri sul conquistare la stima

Conquistare la stima del tuo team: evita simpatie e favoritismi – parte 5

la fiducia del team

STAI LEGGENDO LA PARTE 5
Vuoi la fiducia del tuo team? Evita favoritismi e preferenze

È naturale sentire maggiore feeling con alcune persone rispetto ad altre.

Tendiamo a circondarci di chi la pensa come noi.
Di chi ci somiglia.
Di chi ci fa sentire a nostro agio.

Tuttavia, confrontarsi con prospettive diverse stimola la creatività.

È difficile crescere se lavori solo con persone che la pensano come te.

Se ti accorgi di avere la tendenza a fare favoritismi, oppure eviti qualcuno perché non ti piace, dovresti lavorare sulla creazione di legami professionali.

Fai uno sforzo.

Evita simpatie e favoritismi: cerca aree di interesse comune

Forse siete tifosi della stessa squadra.
Oppure appassionati degli stessi film.

Coltivando conversazioni su interessi comuni potresti passare dall’ostile, non dico al positivo, ma almeno al neutrale.

Dovresti essere in grado di trattare allo stesso modo ogni membro del team.

Ricorda che i collaboratori osservano tutto.

Favoritismi.
Preferenze.
Simpatie.

Prima o poi emergono.

E quando emergono generano sfiducia e perdita di stima.

Detto questo, non potrai essere sempre perfettamente giusto.

Sempre equilibrato.
Sempre imparziale.

Nei momenti importanti o di crisi è normale concentrare attenzione ed energie sulle persone che possiedono le competenze necessarie per affrontare una determinata situazione.

La fiducia del team: cerca di essere il più possibile imparziale

Avrai certamente notato come i collaboratori ti osservino costantemente.

Sono attentissimi al tuo comportamento.
Sensibilissimi a come interagisci con ciascuno di loro.

Favoritismi, preferenze e simpatie emergono tuo malgrado.

E all’interno del team producono sfiducia e demotivazione.

Puoi essere un capo esigente.

Anche severo.

L’importante è che l’approccio sia coerente con tutti.

Ogni membro del team deve sentirsi trattato in modo equo.

Prova a trasformare te stesso e il tuo team

Prendi a cuore gli interessi del tuo staff.

Ascolta i loro problemi.
Aiutali a bilanciare lavoro e vita privata.

Evita disparità inutili.

Fai rispettare le regole.
A tutti.

Se vuoi conquistare la fiducia del team, evita di sorvolare per amicizia o simpatia.

Capisco che richiamare una persona con cui hai un buon rapporto non sia piacevole.

Può creare disagio.
Può mettere in difficoltà.

Ma se chiudi un occhio rischi di perdere la stima del resto del gruppo.

E di apparire un leader debole.

In questo modo penalizzi chi lavora con dedizione e rispetto delle regole.

I membri del team non vogliono sentire scuse.
Desiderano una cosa molto semplice:
se le regole esistono, devono valere per tutti.

Tieni traccia delle tue scelte

Uno dei modi migliori per evitare favoritismi è distribuire incarichi e opportunità in modo equo.

Le persone che non vengono scelte se ne accorgono.

Molto più di quanto immagini.

Quindi tieni traccia di chi ha partecipato all’ultimo progetto importante.

Di chi ha presentato.
Di chi ha avuto visibilità.

Poi chiediti:
“A chi tocca adesso?”

Anche iniziative semplici possono aiutare.

Per esempio, affidare a rotazione il briefing mattutino.

Coinvolgi tutto il team

Se vuoi la fiducia del team evita di confrontarti sempre con le stesse persone.

Evita il solito gruppetto.
I soliti nomi.
Le solite opinioni.

Naturalmente alcuni collaboratori devono essere coinvolti più di altri.

Ogni persona dovrebbe avere la possibilità di contribuire.

Anche chi svolge compiti secondari desidera fare un buon lavoro.

Avere obiettivi.
Sentirsi utile.
Partecipare al successo dell’azienda.

Rendi partecipi tutti i collaboratori

Una comunicazione semplice e trasparente aiuta le persone a sentirsi coinvolte.

A sentirsi importanti.

Quando accade, aumentano:

autostima;
impegno;
produttività.

Vuoi la fiducia del team? Sii inclusivo

Quando assegni progetti, incarichi e mansioni, prova a ragionare in modo inclusivo.

Non esclusivo.

Chiediti:

  • Posso coinvolgere un’altra persona, anche in un ruolo minore?
  • Come posso incoraggiare tutti a esprimere il proprio punto di vista?
  • Posso creare piccoli gruppi di lavoro che favoriscano la partecipazione?

Evita di dividere il team in categorie

La divisione in categorie porta quasi sempre a creare differenze.

Anche quando non ne sei consapevole.

Nuove assunte contro vecchia guardia.
Tempo pieno contro part-time.
Junior contro senior.

Nel tuo team non dovrebbero esistere seconde linee.

Usa il “noi”.

Racchiudi idealmente tutti i membri del tuo staff.

Chi lavora accanto a te ogni giorno.
Chi incontri una sola volta alla settimana.

Non manifestare simpatie e preferenze personali

È normale provare maggiore simpatia per alcune persone.

Succede a tutti.

Ma prova a fare una pausa caffè o un pranzo, a rotazione, con ogni membro del team.

È un modo semplice per coinvolgere tutti.

E migliorare le relazioni professionali.

Offri a tutti le stesse opportunità di crescita

Essere sempre esclusi da corsi, training o meeting non aiuta la motivazione.

Tantomeno la produttività.

Nel limite delle tue possibilità, cerca di offrire a tutti opportunità di crescita professionale.

Non sempre identiche.

Ma eque.

Segui una linea comune per permessi e vacanze

Quando non esistono criteri chiari è facile che nascano dubbi e malintesi.

Le persone iniziano a pensare che alcune concessioni dipendano da simpatie e preferenze.

Molto meglio definire fin dall’inizio una linea guida chiara.

Comprensibile.
Trasparente.
Flessibile.

Se fai un’eccezione, spiegane il motivo.

Comunica perché è stata presa quella decisione.

Più condividi il ragionamento dietro una scelta, meno i collaboratori percepiranno incoerenza o malafede.

E tu che cosa ne pensi?

Ti sei mai chiesto quanto spesso coinvolgi i tuoi collaboratori durante una pausa caffè o una pausa pranzo?

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  1. La motivazione parte da te
  2. Mostra ascolto attivo
  3. Riconosci i meriti
  4. Parla chiaro e diretto
  5. Evita simpatie e favoritismi
  6. Scegli colloqui di persona
  7. Non stare sulla difensiva
  8. Frasi celebri sul conquistare la stima

Conquista la stima del tuo team: parla chiaro e diretto – parte 4

fiducia del team

STAI LEGGENDO LA PARTE 4
Vuoi la fiducia del team? Parla chiaro, soprattutto nei momenti difficili

Che tu sia manager di una multinazionale, un piccolo imprenditore, un professionista o un responsabile di settore, poco importa.

Che il tuo staff sia composto da 2 o 200 persone, cambia poco.

Ricorda che stai comunicando con persone.

Persone che osservano.
Persone che ascoltano.
Sentono.

Parla chiaro e diretto, soprattutto nei momenti difficili.

Guarda le persone negli occhi.
Senti la loro preoccupazione.
Stabilisci un contatto visivo, senza esagerare.

Serve a far percepire il tuo interesse.

Sei il leader.

Dai appoggio.
Sostieni.
Incoraggia la tua gente.

Costantemente.

Fai sentire che ci sei.

Fai sentire che sei un capo attento.
Presente.

Usa le emozioni

Non lasciare che usino te.

Se ti concentri sulla paura, aumenti ancora di più l’ansia.
Se lotti contro l’agitazione, crei ancora più preoccupazione.

Piuttosto, infondi fiducia negli altri.

Condividi le esperienze.
Spiega le azioni.
Dai la possibilità di esplorare nuove opportunità.

La tua disponibilità verso una persona del team che sta attraversando un periodo difficile ti rende un leader maturo.

Esprimi il tuo lato migliore.

Come persona.

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Non ignorare le preoccupazioni del team

Non nasconderti.
Fatti trovare.
Rispondi alle preoccupazioni.

Quando i mari sono agitati, il capitano cammina sul ponte.

Condividi la visione.

Dai consigli con semplicità.
Tieni i piedi per terra.
Pretendi di più da te stesso che dai tuoi collaboratori.

Non dire mai “io sono il capo”.

A meno che tu non debba assumerti la piena responsabilità.

Ascoltare è una questione di qualità

Non devi ascoltare per un’ora.

Non devi trasformare ogni confronto in una seduta terapeutica con finale a singhiozzi.

L’ascolto attivo non è una questione di quantità.

È qualità.

Qualche minuto può bastare, se ascolti davvero.

Con attenzione.
Con presenza.
Interesse reale.

Non hai tempo? Benissimo. Dillo.

Quando sei molto occupato, stressato o stanco, è meglio scusarsi.

Accordati per un altro momento, in cui potrai essere più attento e partecipe.

Non c’è nulla di male nel dire:

  • “Adesso non posso, ne possiamo parlare alle 16.00?”
  • “Possiamo riprenderlo domani mattina?”
  • “Ti va se ci confrontiamo lunedì?”

Mantieni l’impegno preso.

Anche questo vuol dire gestire il team.

Vuoi la fiducia del team? Parla in modo chiaro e diretto

Non nascondere i fatti.
Non raddolcire troppo.
Neanche minimizzare ciò che è importante.

Troppo spesso la comunicazione è preceduta da troppe spiegazioni.

Oppure da troppo poche.

A volte usiamo un linguaggio forzatamente rassicurante per diminuire l’impatto.

Ma l’evasività fa perdere forza al messaggio.

Le persone non capiscono.
Sono confuse.
Possono fraintendere il peso reale della situazione.

La tua comunicazione deve essere breve, chiara e diretta.

Le persone vogliono risposte.

Non giochi di parole.

Mostra coerenza e congruenza

Le promesse non mantenute creano sfiducia e demotivazione nel team.

I collaboratori si sentono traditi.
Delusi.
Presi in giro.

Nelle relazioni umane, una delle cose peggiori è promettere ciò che non riesci a mantenere.

Molto meglio promettere poco e mantenere tutto.

Conquistare la fiducia del team? Assumiti le responsabilità

Evita di scaricare le responsabilità sul team, sulle procedure o sulla politica aziendale.

Assumerti le tue responsabilità è un mezzo potente per creare rispetto e fiducia.

Allo stesso tempo, incoraggi anche gli altri a fare lo stesso.

Comprendere queste sfumature è la chiave per gestire team di lavoro anche molto complessi.

Evita comportamenti ambigui, falsi o manipolatori

Sii autentico.

Non cambiare versione secondo la circostanza.

Quando manca la fiducia, ogni tuo comportamento sarà guardato con sospetto.

Diventa una persona integra.

Una persona che pensa quello che dice.
E mette in pratica quello in cui crede.

Più sei sicuro, più puoi permetterti di esporti.

Mostrando anche i tuoi limiti.
Le tue debolezze.
Le tue zone di incertezza.

Ascolta davvero

Ascolta cosa hanno da dire le persone, prima di esprimere il tuo punto di vista.

Ascoltare va oltre il semplice sentire.

È empatia.
Interesse.
Rispetto.

Ascoltare significa fare silenzio interiormente.

Calmare il tuo borbottio interno.
Prestare attenzione a ciò che l’altro sta dicendo.
Capire prima di offrire un consiglio o una soluzione.

Se sei disposto a metterti in discussione e cerchi costantemente evoluzione e crescita, stai facendo un lavoro da leader.

Da grande leader.

Non interrompere

Ogni volta che interrompi, stai uccidendo la comunicazione.

L’empatia si prende cura delle persone.

Se interrompi l’altro, rompi questo equilibrio.

La capacità di entrare in empatia ti permette di capire il messaggio nel suo giusto contesto.

E dimostra sincero interesse per gli altri.

Fai sentire il tuo coinvolgimento personale.

Le persone vogliono che le loro paure e preoccupazioni siano ascoltate.

Riconosciute.

Parla con fiducia, non spavalderia

Non ridimensionare le problematiche.

Non confortare una persona ansiosa sdrammatizzando le sue preoccupazioni.
Evita di negare l’evidenza con banali frasi di circostanza.

Se minimizzi ciò che per l’altra persona è importante, diventi all’istante inaffidabile ai suoi occhi.

Piuttosto, resta aperto e disponibile:

  • “Per favore, inviami una mail se vuoi condividere altri pensieri o preoccupazioni.”
  • “Puoi contare su di me, mentre proviamo a recuperare maggiori informazioni.”
  • “Grazie per i tuoi suggerimenti.”
  • “Mi piacerebbe essere più specifico. Desidero risponderti con informazioni adeguate e veritiere.”

Ottenere la fiducia del team: evita “forse”

“Forse” mantiene aperte tutte le opzioni.

Ma spesso crea disordine e stagnazione.

Se sei tentato di dire “forse”, meglio dire no.

Se hai bisogno di un po’ di tempo, fai sapere che deciderai più tardi.

Per esempio a fine giornata.

Non puoi pianificare e andare avanti con i “forse”.

“Forse” è pericoloso.

Blocca.
Porta inazione.
Crea confusione.

Evita anche il “ma”

Ogni volta che usi “ma”, cancelli inevitabilmente quanto hai detto prima.

“Andrà tutto bene, ma…”

Come ti suona?
Che cosa senti?

Che forse non intendo davvero quello che ho detto.

Il “ma” cancella.
Limita.
Diminuisce.
Giustifica.

Sostituisci il “ma” con “e”.

Oppure interrompi la frase e sostituisci il “ma” con un punto.

“Hai fatto un ottimo lavoro, ma c’è ancora tanto da fare.”

Diventa:

“Hai fatto un ottimo lavoro. C’è ancora tanto da fare.”

Attenzione al “non lo so”

Dire “non lo so” non è sempre un segno di incompetenza o insicurezza.

Anzi, può essere una dimostrazione di forza.

Usarlo troppo spesso, però, può costarti credibilità e influenza.

Ogni volta che te ne esci con un arrendevole “non lo so”, spingi le persone ad andare da altri.

A non venire da te.

Piuttosto che usare un “non lo so” predefinito, prepara risposte più potenti.

Attenzione anche alle frasi fatte

Presta attenzione all’impatto di alcune frasi usate con troppa leggerezza.

Non cedere al finto entusiasmo.

Non usare sorrisi di circostanza per mascherare disagio e dispiacere.

Frasi come:

  • “Capisco quanto sia difficile questo cambiamento.”
  • “So quanto sia faticoso, avete lavorato tanto e immagino quanto possa essere deludente.”
  • “Sono sicuro che andrà tutto bene.”
  • “So quanto sia triste per te.”

possono sembrare empatiche.

Ma potresti sentirti dire:

“No, mi spiace. Non lo sai.”

Soprattutto quando non hai partecipato o non sei stato coinvolto dalle conseguenze negative.

Quando non riesci a immaginare l’effetto delle tue parole.

Quando rischi di sembrare insensibile, vittima, ingrato, permaloso, esagerato o inadeguato.

Se non vuoi perdere la fiducia del team, è meglio mordersi le labbra.

A volte è meglio stare zitti

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