8 segnali che rivelano la tua insicurezza sul lavoro (e tutti se ne stanno accorgendo)

Nel mio libro “Prima volta Leader” ho sottolineato come molti giovani leader
ostentino sicurezza senza possederla davvero.
Parlano dei loro successi.
Delle loro conquiste.
Di quanto siano competenti,
intelligenti,
brillanti.
Non mostrano mai debolezze.
Non dicono mai: “Non lo so”.
E qualcuno, purtroppo …
scambia tutto questo per vera sicurezza di sé.
In realtà hanno costruito una maschera:
sicurezza e spavalderia recitate,
per nascondere l’insicurezza sul lavoro.
Il problema?
Questa maschera cade facilmente.
Basta una minima minaccia percepita
e reagiscono con aggressività.
Fingere,
nel tempo,
peggiora solo le cose.
Ti costringe a compensare continuamente.
A spendere energie preziose per mantenere la facciata.
E, poco alla volta, l’insicurezza filtra.
Si vede.
Tutti se ne accorgono.
8 segnali evidenti di insicurezza sul lavoro:
1. Chiedi continue rassicurazioni
- “Ha senso?”
- “Che cosa ne pensi?”
- “Faresti lo stesso?”
- “Ti sembra OK?”
Se sei sicuro di te,
non hai bisogno dello specchio, specchio delle mie brame
per validare ogni tua scelta.
A meno che…
tu non stia semplicemente testando la fiducia degli altri.
(ed è un altro discorso.)
2. Vuoi sempre avere ragione
Chi vuole sempre avere ragione
mostra insicurezza,
rigidità,
paura del giudizio.
Il mondo diventa bianco o nero.
Giusto o sbagliato.
Così ti isoli.
Rifiuti prospettive diverse che potrebbero essere più efficaci.
In realtà stai spendendo più energia
a dimostrare di avere ragione
che a scegliere la soluzione migliore.
3. Ti metti sempre in posizione di svantaggio
Esiti.
Lasci il passo.
Parli poco.
Eviti il confronto con figure autorevoli.
Un po’ di deferenza è educazione.
Troppa deferenza è bassa autostima.
L’insicurezza può essere mascherata.
Ma si sente.
4. Sei suscettibile e reagisci in modo eccessivo
Ogni parola diventa un attacco.
Ogni gesto una mancanza di rispetto.
Analizzi tutto,
fuori contesto,
alla ricerca di significati nascosti.
È una personalità iper-reattiva.
Ossessionata dal giudizio.
Chi ha vera fiducia
accetta feedback,
errori e
confronto
senza bisogno di creare rumore.
5. Va sempre “tutto benissimo”
L’ottimismo è prezioso.
Soprattutto in tempi difficili.
Ma fingere che vada sempre tutto bene
è come guardare un temporale e dire:
“Che bella giornata”.
Negare la fatica
non è forza.
È evitamento.
Essere autentici nei momenti duri
porta più rispetto
di un sorriso forzato.
6. Devi mostrare continuamente i tuoi successi
Parli spesso di:
- risultati
- status
- conoscenze importanti
- clienti
- riconoscimenti
A qualcuno potrebbe piacere.
A molti no.
Come scrivo nel libro,
vantarsi (anche in modo sottile)
è spesso segno di vuoto o insoddisfazione.
Non è l’insicurezza a infastidire.
È il tentativo di coprirla.
Dimmi di cosa-ti-vanti
e ti dirò cosa-ti-manca.
Le persone sicure
non competono continuamente.
Non devono dimostrare nulla.
Agiscono.
7. Dai troppe spiegazioni per affermarti
Parli piano.
Esiti.
Ti giustifichi.
Riempire i “no” di spiegazioni infinite
ti rende debole.
Una spiegazione breve è sufficiente.
Non devi convincere nessuno.
Altrimenti sembri insicuro.
Perdi autorevolezza.
8. Dici “NO”, poi torni indietro
Se cambi facilmente posizione,
comunichi che le tue decisioni sono negoziabili.
Insistere funziona.
E gli altri lo imparano in fretta.
Cambiare idea è sano.
Ma non quando nasce
dal bisogno di approvazione.
L’insicurezza sul lavoro
è la mancanza di fiducia
nelle proprie capacità di ottenere risultati.
Succede spesso crescendo professionalmente:
più responsabilità,
più dubbi.
Essere leader significa sapere
cosa-dire,
quando-dirlo.
La vera sicurezza non fa rumore
Non si difende.
Non si vanta.
Si riconosce dalla calma,
dalla chiarezza
e dalla capacità di restare autentici
anche quando non si ha tutte le risposte.
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Formatore e Coach.