Comunicazione efficace: ecco il segreto dei grandi leader

comunicazione efficace

Il nuovo team leader si è insediato da qualche settimana.
Desidera instaurare un clima di fiducia con i membri del suo team.

Ha indetto un’altra riunione per creare il tanto ricercato (e osannato) spirito di squadra.

Il team leader si è preparato. Si impegna. Ci crede.
Anche i collaboratori ci credono.
A parole.

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Se osservi con attenzione i segnali non verbali delle persone.
imparerai tanto dal linguaggio del corpo quanto dalle parole che sentirai.

Le persone ti “dicono” quanto siano interessate e disponibili,
anche se non dicono nulla.

Infatti … nonostante le frasi gentili e ben articolate,
inneggianti all’unità di squadra,
a lavorare come un’unità anziché come individui,
il non-verbale (se lo sai “leggere”) è stato abbastanza eloquente.

Un cenno occasionale. Una risatina. Gli occhi guardano fuori dalla finestra. Le unghie che rullano sullo schermo di uno smartphone. Un telefono fa vibrare il tavolo. Lo sguardo -impaziente- all’orologio sulla parete, braccia conserte, postura svogliata o sopracciglia alzate …

Tradotto? Nervosismo, disinteresse, disapprovazione, sospetto.

I messaggi non verbali il più delle volte non sono intenzionali e questo li rende autentici. Preziosi.

Alcune persone li inviano in modo sottile,
altre sono più facili “da leggere”.

Infatti in questa riunione, la più “anziana” ha parlato (a nome di tutto lo staff) di collaborazione e di partecipazione. Le parole erano rivolte al nuovo team leader … peccato che il corpo era rivolta verso qualcun altro. Nessun contatto visivo  esplicito.

Alcune persone sono abili a parlare.
Sembrano aperte quando in realtà sono poco disponibili.
Usano toni tranquilli. Spesso lusingano.
 


 
Tuttavia, dietro tante parole, se attendi che il fumo si dirada per vedere “l’arrosto”,
vedrai che spesso le persone stanno proteggendo il loro territorio,
pronti a tirarsi fuori o incolpare gli altri.

Il team leader dovrebbe imparare il segreto dei grandi leader

Ascoltare ciò che non viene detto!

Il linguaggio del corpo può mostrare l’incongruenza con le parole.
I segnali non sono in sintonia con ciò che si sta dicendo.

Se dici che sei felice ma i tuoi occhi sono freddi,
anche se la tua bocca sorride,
noi crediamo ai tuoi occhi.

Se scuoti la testa quando dici di sì,
noi crediamo alla tua testa,
non di certo alle belle e suadenti parole che hai usato.

Se dici: “Questo mese è stato terribile” se ascoltiamo solo le parole saremo dispiaciuti con te o per te.

Ma se dici: ” Questo mese è stato terribile” ma immediatamente sorridi e fai l’occhiolino supponiamo che sia stato un mese di vendite fantastico.

Come supervisore saper leggere i segnali non verbali è un’abilità fondamentale

La cosa più importante nella comunicazione è …
ascoltare ciò che non viene detto.

Ecco il segreto della comunicazione efficace … lo sanno bene gli uomini d’affari, manager, imprenditori.
I grandi leader.

Il non verbale è la forma di comunicazione più potente.
I migliori comunicatori sono sensibili al potere delle emozioni e dei pensieri espressi senza l’uso della parola.
 


 
Se sei occupato a pensare ciò che dirai,
non sarai mai in grado di ascoltare completamente ciò che l’altra persona sta dicendo, il tuo team, un cliente, ecc.

Ascoltare in modo attivo coinvolge non solo le orecchie,
ma anche gli occhi, la postura, tutto ciò che “ingloba” la persona.

I segnali non verbali sono la più potente forma di comunicazione efficace

Mettiamo molta attenzione alle parole che pronunciamo,
ma uno sguardo o un gesto possono dire molto di più.

Le espressioni facciali, il contatto con gli occhi, i gesti,
la postura e il tono della nostra voce trasmettono il nostro interesse,
la sincerità e la fiducia.

I grandi leader sanno che la capacità di comunicare è fondamentale. Il rapporto e la fiducia si costruiscono o si perdono proprio comunicando.

La comunicazione efficace non è solo parlare e ascoltare.
Osserva attentamente, diventerai un comunicatore migliore.

La prossima settimana potrai leggere come “ascoltare ciò che non viene detto”.

“Non ascolto gli altri perché sono smart e intelligente”… la trappola del leader

la trappola del leader

Foto di Vitabello da Pixabay

Lo stereotipo del leader efficace è facile da individuare …
avere tutte le risposte e sapere sempre esattamente cosa fare!

“Non lo so” è una delle frasi più difficili da dire.
Queste tre parole ci fanno sentire spesso inadeguati.

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È vero! Ma è anche pericoloso assumersi la responsabilità di tutte le risposte. È una vera e propria trappola del leader!

Non è necessario conoscere tutte le risposte,
basta saper porre le domande giuste.

La trappola del leader è pensare di disporre di tutte le risposte

Avere tutte le risposte a qualsiasi domanda,
problema o sfida.

Nessuna persona può sapere tutto o possiede tutte le risposte. Nessuno.
Se sei convinto che, come leader, è necessario conoscere tutte le risposte,
sei sulla rampa di lancio del fallimento.

Dovresti ascoltare gli altri.

Il leader di successo riconosce l’importanza dell’ascolto. Sa perfettamente che ascoltare può portargli importanti vantaggi competitivi.

Non sono pochi gli imprenditori di successo che dichiarano come ascoltare con attenzione i feedback negativi è stata una parte fondamentale della loro strategia.

Probabilmente non sarebbero arrivati dove sono senza il costante perfezionamento,
anche attraverso i feedback negativi che hanno ricevuto (e spesso ricercato).

L’ascolto è una parte fondamentale della comunicazione

Saper ascoltare ti consentirà anche di differenziarti,
dimostrare interesse ed empatia verso i tuoi collaboratori.

Costruire relazioni più solide e durature.

È importante (per i tuoi collaboratori) soddisfare il bisogno fondamentale di sentirsi valorizzati, contribuire con le loro idee,
sentire un senso di appartenenza e di responsabilità personale per quello che stanno facendo.

Naturalmente,
ci sono alcune circostanze (situazioni delicate, spettro del fallimento ecc..) in cui è necessario dare risposte immediate e indicare una visione.
Decidere un’azione decisiva. Univoca.

Dovresti ascoltare i tuoi collaboratori

Presta attenzione a quanto hanno da dirti,
non rimanere fermo sulle tue posizioni.

Guarda la differenza di approccio prima di iniziare una riunione: “entrare con la risposta già pronta” contrapposto a “entrare con l’intento di trovare la risposta (insieme).”

Dovresti essere un leader genuino e schietto, che valorizza i membri della tua squadra,
rispetta le idee e competenze del tuo team,
ascolta i suggerimenti prima di decidere su una nuova direzione o azione.

Non devi conoscere tutte le risposte.
È necessario imparare a porre le domande giuste. Evitare la trappola del leader saccente e so-tutto-io.i

Ecco 14 motivi perché non vuoi ascoltare (sbagliando) suggerimenti e consigli degli altri.

Non ascolto perché mi piace dare risposte alle persone.

Mi fa sentire importante.

Non ascolto perché la conoscenza è potere.

Se ho le risposte elevo il mio status.

Non ascolto perché non ho bisogno di sprecare il mio tempo prezioso. 


 

 

Non ascolto perché sono il capo e non ho bisogno di suggerimenti.

Non ascolto perché non ho bisogno di aiuto.

Posso fare tutto da solo.

Non ascolto perché tutto quello che ho davvero bisogno è che facciate quello che vi dico.

Non ascolto perché sono competente.

Molto competente.


 

 

Non ascolto chi ha meno esperienza della mia.

Non ascolto perché non mi piace né il messaggio né il messaggero.

Non ascolto chi non ha il quadro completo.

Non può capire!

Non ascolto chi non condivide le stesse mie responsabilità. Non può comprendere!

Non ascolto chi so che sicuramente non mi capirà. 


 

 

Non ascolto chi ha fallito.

Non ascolto perché sono l’esperto.

Un esperto non chiede. Mai.