9 modi per fermare la strisciante e continua sensazione di inadeguatezza al lavoro

Hai la sensazione di essere meno efficace degli altri?
Anche nelle attività più semplici?
Hai paura di essere “lento”?
C’è sempre troppo-da-sapere.
Troppe competenze da dimostrare.
Ogni nuovo incarico sembra enorme.
E ogni incontro con il capo o con i colleghi potrebbe essere
“quello buono” in cui scopriranno che non sei all’altezza?
Anche se
— fino a oggi —
l’azienda sembra soddisfatta,
tu dubiti di te stesso.
E inizi, giorno dopo giorno,
a minare la tua fiducia.
L’inadeguatezza al lavoro è dolorosa
Soprattutto di notte.
Il buio amplifica.
Riaffiorano timori indefiniti.
Paure senza nome.
La sensazione di non essere abbastanza.
Fa male.
Ti è mai capitato di “sentire” quel dolore?
Se non impari a sopportarlo,
non potrai mai raggiungere serenità professionale.
Allora cosa fare?
Rinunciare?
Aspettare di essere “scoperto”?
Oppure rimboccarti le maniche e spingerti oltre?
Potrei dirti, come ho scritto nel mio libro Prima volta Leader:
“Non preoccuparti.
Basta avere un po’ di fiducia.”
Ma lo so.
Non basta.
Non scioglie quel groppo in gola.
Ecco allora 9 punti concreti da ricordare:
1. Sei stato assunto per le tue competenze
Oggi i processi di selezione sono lunghi.
Colloqui.
Test.
Valutazioni multiple.
Ti hanno osservato da vicino.
Se ti hanno scelto,
è perché credono nel tuo potenziale.
Non lavorare per farli cambiare idea.
Lavora per crescere.
2. Attenzione alla trappola della perfezione
Quando finisci un lavoro, sei soddisfatto?
O pensi sempre che “non sia abbastanza”?
Alzi continuamente l’asticella.
Ti carichi di pressione.
Ti perdi nei dettagli.
La perfezione sproporzionata
non è un pregio.
È un sabotaggio.
Non puntare alla perfezione.
Punta al miglior risultato possibile.
3. Guarda i fatti. Solo i fatti.
Respira.
Siediti.
Analizza la realtà, nuda-e-cruda.
Non le fantasie.
Non i tuoi fantasmi interiori.
Ci sono prove oggettive della tua competenza.
Se non ti hanno scelto per un progetto,
non significa che sei incompetente.
Significa solo che — in questo momento —
non eri la persona più adatta.
Vieni a patti con il tuo critico interno.
4. Condividi le tue preoccupazioni
Non restare solo con i tuoi dubbi.
Parlane con qualcuno di cui ti fidi davvero:
Un partner.
Un amico.
Il collega fidato.
O un coach professionista.
Un confronto esterno ridimensiona paure enormi.
A volte poche sessioni di coaching possono restituirti più sicurezza di mesi di rimuginio.
5. Conta la valutazione di chi ti ha assunto
Nel lavoro non conta ciò che pensi tu.
Conta ciò che osserva chi-ti-paga.
Spesso siamo giudici severissimi di noi stessi.
Molti sopravvalutano le proprie competenze.
Altri — validissimi — si sottovalutano.
Probabilmente appartieni al secondo gruppo.
6. Usa l’inadeguatezza come carburante
Può diventare una spinta potente.
Ti obbliga a studiare di più.
A prepararti meglio.
A fare formazione.
Chiedere supporto.
Invece di paralizzarti,
può portarti fuori dalla zona di comfort.
La paura di non essere all’altezza
può diventare il tuo alleato.
È successo anche a me.
Molte volte.
E ogni volta mi ha fatto crescere.
7. I datori di lavoro non fanno regali
Nessuno paga stipendio e contributi
a una persona ritenuta inutile.
Se non si lamentano,
è perché il tuo lavoro va bene.
Hanno visto potenziale.
Volontà.
Capacità di apprendere.
Fidati anche tu.
8. Attenzione alla profezia che si auto-avvera
Non è stregoneria.
Se sei convinto di non essere capace,
inizierai a comportarti come tale.
Più ansia.
Più errori.
Ancora più conferme del tuo dubbio.
Ed ecco il circolo vizioso.
9. Non puoi controllare il giudizio degli altri
È impossibile.
Puoi essere competente, disponibile, professionale.
Qualcuno troverà comunque qualcosa da criticare.
Prima lo accetti,
meglio è.
Domande come:
- “Merito questo lavoro?”
- “Sono davvero capace?”
- “Come mi valutano gli altri?”
possono monopolizzare la tua mente.
Metti a tacere la voce interiore negativa.
Lascia che quei pensieri si consumino da soli.
E fai l’unica cosa sensata:
abbraccia la sfida.
Inadeguatezza al lavoro?
Lavora su te stesso.
Sviluppa i tuoi punti di forza.
Accetta e supera le tue debolezze.
Convoglia l’energia nel miglioramento.
Non nella paura.
In finale
Inadeguatezza al lavoro non significa essere incompetenti.
Significa che tieni a ciò che fai.
La differenza non sta nell’assenza di dubbio.
Sta in cosa fai dopo.
E lì — davvero — si costruisce la tua solidità professionale.









Formatore e Coach.