BUONE FESTE A TUTTI

I servizi di coaching sono sospesi dal 23 dicembre al 3 gennaio 2021.
Tanti auguri di BUONE FESTE.

Michele

 

 

 

Commettere errori: 13 frasi famose per imparare ad accettarli

commettere errori al lavoro

Foto: Ryan McGuire

Nella vita ci troviamo ogni giorno davanti a scelte di ogni tipo.
Alcune semplici.
Altre più complesse.

Quando si prendono decisioni, è facile commettere errori al lavoro.

Non è mai semplice ammetterli.
Spesso li evitiamo, li giustifichiamo, li nascondiamo.

Riconoscere un errore è un passaggio fondamentale.

Per imparare.
Per migliorare.

Anche quando lo fai solo con te stesso.

Ammettere un errore cambia il modo in cui guardi le cose.

Sposti l’attenzione.
Non più sulla colpa…
ma sulla comprensione.

  • Cosa è successo?
  • Cosa non ha funzionato?
  • Cosa puoi fare diverso la prossima volta?

È qui che nasce la crescita

Le persone più solide non sono quelle che non sbagliano.
Sono quelle che riconoscono i propri errori con lucidità.

Senza difendersi.
Senza cercare scuse.

Con consapevolezza.

Sbagliare al lavoro è naturale.

Soprattutto quando affronti qualcosa di nuovo.

Nuovi progetti.
Nuove responsabilità.
Nuove sfide.

Se non sbagli mai, probabilmente non stai crescendo.

Accettare l’errore non significa rassegnarsi.

Significa usarlo.

Trasformarlo in esperienza.
In consapevolezza.
In competenza.

Ecco perché ho raccolto alcune delle frasi più belle sugli errori.

Pensieri di scienziati, filosofi e grandi personaggi
che hanno capito davvero il loro valore.

Perché, alla fine, l’errore non è un limite.

È parte del percorso.

“Tutti commettono errori. È per questo che c’è una gomma per ogni matita.”

Proverbio giapponese

“I rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli.”

Roberto Baggio (dopo il rigore sbagliato in finale con il Brasile)

“Le persone perfette non combattono, non mentono, non commettono errori e non esistono.”

Aristotele

“Chi evita l’errore elude la vita.”

Carl Gustav Jung

“Un uomo che ha commesso un errore e non lo ha riparato, ha commesso un altro errore.”

Confucio

“Gli errori sono necessari, utili come il pane e spesso anche belli: per esempio, la torre di Pisa.”

Gianni Rodari


La comunicazione è il cuore dell’autorevolezza. Vuoi migliorare il tuo impatto?

Trovi spunti interessanti nei miei libri: “Autorevolezza” , ora nella sua NUOVA edizione 2025, è perfetto se vuoi rafforzare la tua presenza autorevole.

“Prima volta Leader” è pensato se hai assunto da poco un ruolo di leader.

“Non interrompere mai il tuo nemico, quando sta commettendo un errore.”

Napoleone Bonaparte

“Gli errori rendono l’uomo amabile.”

Johann Wolfgang von Goethe

“Gli errori sono per la vita ciò che le ombre sono per la luce.”

Ernst Junger

“Una vita spesa a compiere errori non solo è più onorevole, ma molto più utile di una vita consumata a non far niente.”

George Bernard Shaw

“Più grande è l’impresa più grande è l’errore.”

John Fitzgerald Kennedy

“La vita è troppo breve per prendersela per uno stupido errore.”

Andy Warhol

“Diffidate dalle persone che puzzano di perfezione, che la vita è fatta di sbagli e ferite.”

Anna Magnani

Se davvero vuoi ascoltare gli altri .. non dare suggerimenti!

ascoltare gli altri

Che si tratti di un collega, del tuo partner o di uno sconosciuto, durante una conversazione difficile spesso crediamo di ascoltare.

In realtà stiamo già pensando a cosa rispondere.

O, peggio ancora, a quale consiglio dare.

È un errore molto comune.

Confondiamo l’ascolto con la ricerca della soluzione.

Così, mentre l’altra persona sta ancora parlando, nella nostra mente compaiono frasi come:

“Fossi in te…”
“Al tuo posto…”
“Lo dico per il tuo bene…”
“Devi capire che…”

Suggerimenti spesso animati dalle migliori intenzioni.

Ma quasi sempre prematuri.

Il problema non è il consiglio

Potresti pensare:

“Se mi viene una buona idea, perché non dovrei condividerla?”

Il punto non è questo.

Il problema nasce quando il desiderio di aiutare prende il posto dell’ascolto.

Nel momento in cui inizi a cercare una soluzione, smetti di prestare piena attenzione a ciò che l’altra persona sta dicendo.

Anche senza accorgertene.

Ascoltare richiede tutta la tua attenzione

A volte non stiamo preparando una risposta.

Siamo semplicemente distratti.

Pensiamo al lavoro da finire, alla spesa da fare, a un appuntamento o a una scadenza.

L’altra persona continua a parlare.
Noi continuiamo a sentire.
Ma non stiamo più ascoltando davvero.

L’ascolto è una delle competenze più importanti nella comunicazione.

Migliorarlo significa migliorare anche la qualità delle relazioni professionali e personali.

Prova a fare una cosa diversa

La prossima volta che senti il bisogno di dare subito un suggerimento, fermati.

Riporta l’attenzione su ciò che l’altro sta dicendo.

Ascolta fino in fondo.

Anche se hai la sensazione di aver già capito il problema.

Se senti il bisogno di intervenire, prova invece a fare una domanda.

Ad esempio:

“Qual è la cosa più importante per te in questo momento?”

Una domanda come questa aiuta l’altra persona a chiarire meglio il proprio pensiero.

E aiuta anche te a comprendere ciò che conta davvero.

Ascoltare e suggerire sono due azioni diverse

Ci sono momenti in cui un consiglio è utile.

Altri in cui la cosa più preziosa che puoi fare è continuare ad ascoltare.

Quando siamo sotto pressione o abbiamo poco tempo, siamo tentati di individuare subito il problema e proporre una soluzione.

Ma parlare troppo presto può impedirci di cogliere elementi importanti.

E portarci verso una risposta che funziona per noi, non necessariamente per chi abbiamo davanti.

Di chi è il punto di vista?

Ogni suggerimento nasce dal tuo modo di vedere la situazione.

L’ascolto, invece, prova a capire il punto di vista dell’altro.

È una differenza sottile, ma decisiva.

Le persone desiderano sentirsi comprese prima ancora che aiutate.

Se salti troppo in fretta alla soluzione, rischi di interrompere proprio quel processo di comprensione che rende utile qualsiasi consiglio.

Prima comprendi, poi suggerisci

Offrire un suggerimento significa cercare una soluzione.

Ma una buona soluzione nasce solo quando hai davvero compreso il problema.

Per questo evita di trasformarti subito in consulente.

Mantieni una mentalità curiosa.
Fai domande.

Cerca di capire cosa conta davvero per il tuo interlocutore.

Quando condividete la stessa comprensione della situazione, anche un suggerimento ha molte più probabilità di essere accolto.

Perché un consiglio dato troppo presto raramente aiuta.
Un ascolto autentico, invece, cambia spesso il corso di una conversazione.

Se vuoi approfondire questo tema, scopri il percorso di coaching dedicato a migliorare la tua comunicazione.

L’incertezza non è tempo perso: come affrontare i periodi difficili

Affrontare l'incertezza

Ci sono momenti in cui il futuro sembra improvvisamente meno prevedibile.

L’economia rallenta, il mercato del lavoro cambia, le aziende si riorganizzano. Oppure, più semplicemente, attraversi una fase della vita in cui non sai quale direzione prendere.

È normale sentirsi disorientati.

Proprio nei periodi di maggiore incertezza iniziamo a porci domande importanti.

  • Che cosa conta davvero?
  • Quale direzione voglio dare alla mia vita professionale?
  • Quali cambiamenti vale la pena affrontare?

Il rischio è reagire chiudendosi.

Aspettare che passi la tempesta.

Rimandare le decisioni.

Restare in una sorta di “periodo di mezzo”, sperando che tutto torni come prima.

Ma l’incertezza non è necessariamente tempo perso.

Può diventare un’occasione per fermarsi, riflettere e prepararsi a ciò che verrà.

Accogli questo periodo di incertezza

Trovarsi sospesi tra un passato che non c’è più e un futuro ancora poco definito è una condizione emotivamente faticosa.

Ci sentiamo smarriti.

Perdiamo alcuni punti di riferimento.

Oscilliamo continuamente tra il desiderio di resistere e quello di cambiare.

Eppure questo tempo, che spesso percepiamo come inattività, può rivelarsi prezioso.

Permette di elaborare ciò che è successo.

Recuperare energie.
Integrare ciò che abbiamo imparato.
Ridefinire le priorità.

Prepararsi ad affrontare con maggiore lucidità ciò che verrà.

Le frasi rassicuranti non bastano

“Andrà tutto bene.”

Sono parole che, da sole, servono a poco.

Quando vivi un periodo difficile non hai bisogno di frasi di circostanza.

Hai bisogno di concretezza.

Non minimizzare le tue preoccupazioni.
Non ignorare l’ansia.
Neanche fingere che vada tutto bene.

Se c’è qualcosa di importante da dire, dillo.

In modo diretto.
Con rispetto.

Ma senza nasconderti dietro frasi vaghe o rassicurazioni superficiali.

Accetta che il percorso non sarà lineare

Nei periodi di incertezza raramente esiste una strada perfettamente definita.

Molto più spesso il percorso procede per tentativi.

Si cambia direzione.
Si corregge il tiro.
Scopriamo opportunità che all’inizio nemmeno immaginavamo.

Per questo è utile mantenere aperte più possibilità.

Esplorare.
Sperimentare.
Valutare con attenzione le diverse opzioni.

Alcune saranno concrete.
Altre ancora confuse.
Alcune ti entusiasmeranno.
Altre ti metteranno a disagio.

Fa parte del processo.

L’importante è non chiudersi a una sola possibilità solo perché è quella che conosci meglio.

Cambiare è difficile. Non cambiare può esserlo ancora di più.

Una frase attribuita a Fred Allen dice:

“Cambiare è difficile. Non cambiare è fatale.”

Al di là della sua forza comunicativa, contiene una verità importante.

Il cambiamento fa parte della vita.

E, probabilmente, nei prossimi anni diventerà sempre più frequente.

Molte professioni cambieranno.
Altre nasceranno.
Altre ancora scompariranno.

Per questo è utile sviluppare una buona capacità di adattamento.

Non significa accettare tutto passivamente.

Significa evitare di restare bloccati da pensieri come:

  • “Lo farò più avanti.”
  • “Aspetterò tempi migliori.”

Oppure:

  • “Se trovo un ostacolo, cambierò subito strada.”

L’incertezza richiede flessibilità.

Non immobilità.

Non lasciare che sia il panico a decidere

Il panico restringe la capacità di vedere alternative.

Riduce la concentrazione.
Blocca la creatività.
Consuma energie preziose.

Per questo, prima ancora di decidere quale sarà la prossima mossa, è importante recuperare lucidità.

Le decisioni prese solo per paura raramente sono le migliori.

Meglio rallentare qualche ora.

Osservare.
Raccogliere informazioni.

E poi decidere con maggiore consapevolezza.

Preparati all’azione

Essere coraggiosi non significa ignorare le proprie paure.

Non significa fingere che tutto vada bene o mostrarsi forti a tutti i costi.

Il coraggio nasce quando riesci a elaborare ciò che provi e, nonostante le difficoltà, decidi di continuare a muoverti.

Evita di perdere energie lamentandoti continuamente o compatendoti.

Le recriminazioni consumano tempo, offuscano la mente e ti allontanano dall’unica domanda che conta:

  • Qual è il prossimo passo che posso fare?

Parlare è facile.
Agire molto meno.

Le idee, il talento e la motivazione hanno valore solo quando si trasformano in azioni concrete.

Potrebbe essere necessario accettare qualche compromesso, almeno all’inizio.

Magari la mansione o lo stipendio non saranno quelli che desideravi.

Ma ogni percorso professionale inizia da un primo passo.

Non rimandare ciò che conta

Nei periodi di incertezza la tentazione di procrastinare aumenta.

Aspetti il momento perfetto.
Le condizioni ideali.
Più sicurezza.

Il problema è che, nel frattempo, i problemi crescono.

Affronta prima le questioni più difficili.

Poniti le domande scomode.
Concentrati sui fondamentali..

Ogni piccolo risultato aumenta la tua fiducia e crea lo slancio per affrontare il passo successivo.

Non puoi controllare tutto. Puoi controllare il tuo atteggiamento.

Che tu stia cambiando lavoro, avviando un nuovo progetto o affrontando un periodo complicato, il fattore decisivo resta il tuo atteggiamento.

La domanda più utile non è:

“Che cosa mi sta succedendo?”

Ma:

“Come voglio affrontare quello che mi sta succedendo?”

È questa la domanda che ti permette di recuperare il senso di controllo.

La perseveranza non elimina gli ostacoli.

Ti permette di attraversarli.

Investi su te stesso

Nei periodi di incertezza l’investimento più utile rimane quello che fai su di te.

Prenderti cura della tua salute fisica, mentale ed emotiva significa costruire le basi per affrontare con maggiore equilibrio anche le situazioni più complesse.

Dedica tempo a imparare.

A riflettere.
A sviluppare nuove competenze.
Comprendere meglio te stesso.

Il tempo è la risorsa più preziosa che possiedi.

Per questo vale la pena scegliere con attenzione come investirlo.

In conclusione

L’incertezza fa parte della vita.
Non possiamo eliminarla.

Possiamo però decidere come viverla.

C’è chi resta fermo aspettando tempi migliori.

E c’è chi utilizza questo periodo per osservare, prepararsi e costruire le basi del proprio futuro.

La differenza sta nell’atteggiamento con cui scegli di affrontarli.