La chiave per non prendere le critiche come offese personali

A un certo punto, accadrà.
Sarai criticato.
Anche se non ti va.
Anche se non ti piacerà.
Non puoi aspettarti una vita senza critiche.
Guarda qualsiasi persona di successo:
riceve apprezzamenti, certo.
Ma anche critiche.
A volte dure.
A volte ingiuste.
Spesso … gratuite.
Come ho scritto in “Autorevolezza”, quando ho pubblicato il mio primo articolo (marzo 2013), avevo timore.
Paura di scrivere banalità.
Di essere poco incisivo.
Di non piacere.
Volevo approvazione.
Commenti positivi.
Consensi.
“Bravo.”
“Fantastico.”
“Wow.”
Pensavo quasi di meritarli.
Su quale base, poi?
Non avevo mai scritto.
Non sono uno scrittore.
Forse perché mi sentivo onesto? Coraggioso?
Volevo essere trattato con gentilezza.
Scrivere senza essere criticato.
Ovviamente… non funziona così.
Sono arrivati messaggi poco incoraggianti.
Inviti a smettere.
A cambiare strada.
“Ferrarelli? Chi?”
“Coaching? Cosa?”
Ecco perché, se vuoi crescere davvero,
devi imparare a non prendere tutto sul personale.
Prendere le critiche troppo sul personale è estenuante
Se avessi preso tutto sul personale,
avrei smesso subito.
Mi sarei sentito:
inutile
inadeguato
fuori posto
E probabilmente oggi non starei scrivendo queste righe.
È stancante.
Logorante.
Insostenibile.
L’autostima scivola… e arriva il dubbio
Le critiche, se non gestite, ti tirano giù.
Inizi a pensare:
“Non sono abbastanza.”
“Non sono capace.”
“Neanche all’altezza.”
Diventi dipendente dall’approvazione.
Hai bisogno di un elogio per sentirti bene.
E se non arriva?
Crolli.
È un meccanismo pericoloso.
Metti al centro l’opinione degli altri
La critica può essere utile.
Può aiutarti a migliorare.
Ma se diventa il tuo unico riferimento…
sei in balia degli altri.
Una critica? Ti abbatti.
Un complimento? Ti esalti.
Non è equilibrio.
È instabilità.
Regalare il tuo potere
Quando lasci che una critica determini come ti senti…
stai cedendo il controllo
Stai dicendo:
“Decidi tu come devo stare.”
È un lusso che non puoi permetterti di concedere.
Riprendi il controllo.
Decidi tu.
Diventi una facile preda
Se reagisci sempre alle critiche…
qualcuno lo noterà.
E basterà poco per colpirti!
Una parola.
Un commento.
Una battuta.
E la tua giornata è rovinata.
Non è forza.
È vulnerabilità esposta.
E perdi la parte più importante
Quando prendi tutto sul personale…
smetti di imparare.
La critica non è più uno strumento.
Diventa un attacco.
E tu ti difendi.
Ti chiudi.
Ti irrigidisci.
Invece di chiederti:
“C’è qualcosa di utile qui dentro?”
Se vuoi lavorare sulla tua comunicazione, sulla gestione delle emozioni e sull’autorevolezza, trovi qui un percorso concreto:
“Voce, attitudine e presenza: comunica autorevolezza da Executive “
Se prendi tutto sul personale… soffri per niente
Il mondo può criticarti.
Ma sei tu che scegli quanto peso dare.
Quando smetti di prendere tutto sul personale…
senti una libertà nuova.
Più leggerezza.
Più lucidità.
Maggiore energia.
Altrimenti preparati:
a soffrire… spesso inutilmente.
La chiave: accettare la polarità
Come scriveva Hermann Hesse:
“I dolori, le delusioni e la malinconia non servono a toglierci valore, ma a maturarci.”
Non puoi avere solo una parte.
Vuoi l’elogio?
Devi accettare anche la critica.
Sono due facce della stessa medaglia.
Il nostro ego vorrebbe solo il lato piacevole.
Non funziona così.
Crescere significa accettare anche ciò che non ti piace
La crescita personale passa da qui:
Accettare la critica
senza farti travolgere
Non significa subirla.
Non significa darle ragione.
Significa:
- valutarla
- filtrarla
- usarla (se serve)
E lasciare andare il resto.
E quando è solo veleno?
Ci sono critiche che non servono a niente.
Non costruiscono.
Non aiutano.
Ancor meno migliorano.
Servono solo a colpire.
In quel caso?
Non analizzare.
Non rimuginare.
Evita di trattenerti.
Passa oltre.
Senza sprecare un secondo.
Non puoi evitare le critiche.
Ma puoi evitare di diventarne prigioniero.
È lì che smetti di difenderti…









Formatore e Coach.