Buone notizie per gli indecisi: non esiste la decisione giusta – 2

la decisione giusta

Foto di Norbert Kundrak da Pexels

Non focalizzarti solo sulla decisione giusta/sbagliata.. è molto più importante la motivazione. Un forte stimolo aiuterà a vincere molte difficoltà.

Uno sforzo affannoso o occasionale non sarà di nessun valore. Per ottenere risultati devi applicarti tutti i giorni, fino a quando diventerà un’abitudine.

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La perseveranza è quella dote che ti permette di andare oltre la fatica e le circostanze.
Ti permette di superare un passo falso, una battuta d’arresto, recuperare da un infortunio (se sei uno sportivo).

La decisione giusta? Con la perseveranza, verrà il successo..

Se nessuna scelta sembra migliore dell’altra…
se ogni decisione ti attira più o meno allo stesso modo e (nonostante altre ricerche) non riesci a ridurre l’incertezza, capisci perché tante persone si “perdono” o restano bloccate in vortici di dubbi e pantani d’indecisione.

Hai paura di prendere la decisione sbagliata, quindi rimandi, trovando modi sempre più creativi per posticipare la scelta. Pensare troppo (spesso) può far male.

Cominci a renderti conto che -almeno in alcuni casi- esageri.
L’indecisione, l’eccessivo rimuginare o la ricerca della scelta “perfetta” rasenta il grottesco.

Una volta che hai deciso …muovi il primo passo, un altro ancora, ancora uno …

“La pazienza e la perseveranza hanno un effetto magico davanti al quale le difficoltà scompaiono e gli ostacoli svaniscono.”
JOHN QUINCY ADAMS

Devi imparare da quelle persone che hanno sempre dovuto lavorare sodo, che hanno sviluppato determinazione, costanza e forza di volontà per padroneggiare una nuova abilità o superare un ostacolo.

Non raggiungi il successo professionale senza fatica, senza un impegno straordinario.
All’inizio – chi non è abituato – trova difficoltà. Dopo varie volte tale sforzo diventa naturale e istintivo.

Quando la salita si fa dura, quando (sembra) che non c’è alcuna ragione di continuare, quando tutto intorno a te invita a mollare, arrendersi, rinunciare, a non continuare …proprio a quel punto che … se vuoi realizzare il tuo sogno… devi perseverare.

Devi trovare la forza per andare avanti!
Mettere in discussione le tue credenze limitanti.

Devi trovare la forza di percorrere ancora qualche altro metro e andare avanti.

Non rotolarti nel dilemma “Quale sarà la decisione giusta?” non è la domanda giusta. L’unica cosa che conta è … il tuo atteggiamento! Se decidi di metterti in proprio, aprire un airbnb oppure se rimani senza lavoro (speriamo di no!) … quello che più conta è il tuo approccio e le tue convinzioni. Come vedi te stesso e cosa vuoi ottenere.

Una volta che sai come affronterai la situazione… “Quale è la decisione giusta?” avrà la sua risposta!

La domanda giusta non è “Vado a destra o a sinistra?” ma piuttosto “COME affronto la strada dopo che scelgo destra o sinistra?
Quale sarà la tua prossima mossa?
Come affronti gli ostacoli?
Sei disposto a cadere e rialzarti? Sempre ogni volta?
Sai gestire le attese? Le frustrazioni?
Ridiscutere le tue credenze e le tue certezze?
Come puoi trovare la forza per andare avanti?

La decisione giusta? Devi trovare dentro di te la forza. E andare avanti…

La perseveranza è la dote che ti permette di andare oltre la fatica e le circostanze.
Perseveranza vuol dire “attaccare” giorno dopo giorno.
Non solo per una settimana, non solo per un mese ma per anni … nonostante gli ostacoli che incontri sulla tua strada. Davanti alla paura del futuro non paralizzarti.

La competenza, la bravura, il talento non è tutto, non è sufficiente, occorrono duro lavoro e tenacia.
Perseveranza. Grinta.

Il successo professionale non è la conseguenza della “decisione giusta” ma è legata alla tua …forza mentale.
Non mollare! Ce la farai!

Buone notizie per gli indecisi: non esiste la decisione giusta – 1

decisione giusta

Foto di Norbert Kundrak da Pexels


Ricercando sulla Rete la foto da inserire per questo articolo riguardo la “decisione giusta”,
ho notato che “la scelta” è spesso raffigurata da un bivio in fondo ad un sentiero boscoso oscuro, senza cartelli. E così che immaginiamo una scelta,vero?

Vado a sinistra … e se sarà piena di insidie e finirò per rimpiangere quella scelta? Forse dovrei andare a destra … ma se non è quello che penso?

Forse dovrei semplicemente sedermi a questo bivio. Non decidere, finché non saprò con certezza quale sarà la scelta perfetta. Anche non-scegliere è (in fondo) una scelta.

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Gran parte dello stress e delle difficoltà della vita dipendono dal prendere decisioni. Grandi e piccole.
Prendiamo decine di decisioni ogni (santo) giorno.

Quale sarà la decisione giusta?

Lanciare (finalmente) la tua attività indipendente di consulenza?
Proporti per la posizione di team leader …e se poi non vai d’accordo con il team?
Riparare l’auto o aspettare gli incentivi di settembre e prenderne una nuova?
Che colore scelgo lo smalto semipermanente sulle unghie?
Mi taglio i capelli a-zero? Mi faccio crescere la barba?

I risultati di queste scelte non cambieranno il mondo. Neanche il “tuo” mondo. Tuttavia, alcune scelte ci danno la sensazione inconfondibile che se sbagliamo …ci facciamo male!
E quanto devi essere sicuro prima di scegliere?
Lanci la monetina? Analizzi con cura oppure ti butti senza pensarci troppo?
Fai la conta dei pro-contro?

La scelta di lanciare la tua attività indipendente ti darà più tempo per la famiglia (pro), ma anche più tensione con il tuo partner (contro), uno stipendio fluttuante (contro) e chissà che altro… oddio cosa faccio?

Se sapessimo già cosa accadrà, non dovremo decidere.
Contrariamente a quanto ci è stato insegnato, non dobbiamo scegliere tra giusto o sbagliato Ci sono solo scelte, ognuna con i propri potenziali vantaggi e sfavori.

Prendi la decisione migliore possibile in questo preciso momento. Semplicemente, perché …

..non esiste la decisione “giusta”

Ma ovviamente ce ne sono anche di migliori e peggiori.

È incredibile come questa verità fondamentale, possa essere così facilmente dimenticata. Ancora una volta, non c’è scelta giusta o sbagliata. La vita va avanti, comunque. Se è quella giusta, fantastico! Se era quella sbagliata, potrai sempre trarre vantaggio da questa esperienza.
 


 
Il futuro è sempre incerto. Non sai mai cosa succederà, né cosa accadrà in seguito. Possiamo solo decidere e fare una scelta. Ma l’idea che ce ne sia una “giusta” è una favola che continuiamo a raccontarci.
Ci possono essere scelte migliori o peggiori, risultati positivi o negativi ma non esiste una linea d’azione da seguire che ci porta alla decisione giusta.

Eppure, ci avviciniamo ai nostri dilemmi come se ci fosse, da qualche parte là fuori, una giusta linea di condotta. Abbiamo un disperato bisogno di identificarla. Forse scopriremo nel modo più doloroso che non esiste. Anche quando vivrai le conseguenze, non saprai mai quale sia stata la scelta giusta.

Rinuncia all’idea di decisione giusta può essere liberatorio! Può essere un enorme sollievo riconoscere che è un obiettivo impossibile.

C’è una grande differenza tra fare scelte ponderate e fare scelte giuste

Non voglio essere equivocato.
Prima di decidere è fortemente consigliabile controllare tutti i dati, ricercare tutte le informazioni e confrontare (eventuali) esperienze del passato. Ciò non toglie che … il futuro è complesso. Rimane incerto.
Una probabilità vantaggiosa non ridurrà l’incertezza che provi!

Ulteriori dati potrebbero essere utili, ma non sono sufficienti. Anche se raccogli più informazioni non rivelerà mai la scelta giusta.

Ogni azione provoca diverse conseguenze, una cascata di effetti che sono spesso sia benefici che dannosi, programmati o inaspettati.

Non concentrati sulla decisione “giusta”.

Il tuo capo diretto ha dato le dimissioni. Preoccupazione o opportunità?

capo ha dato le dimissioni

Foto di 李磊瑜伽 da Pixabay

“Il mio capo ha dato le dimissioni. Un preavviso di 1 mese, parte per una posizione che -dice- lo aiuterà a crescere professionalmente.

Così all’improvviso… senza dirmi niente! Non me lo aspettavo…
Abbiamo lavorato così bene insieme.

E adesso?
Chi arriverà?
Sarà trasparente e flessibile con me?
Interessato anche lui al mio sviluppo professionale?
Cosa farò se non lavoriamo insieme bene?

Sembrava che tutto andasse liscio… adesso mi sento spiazzato… tradito … avevo dei progetti con lui… mi ero proposto come coordinatore del mio department…
sto ricominciando anche a dormire male la notte!

Marco P. – Finance Manager – Lugano

Mi spiace Marco,
il Mondo dal lavoro oggi è complesso e imprevedibile.

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Da qui la necessità di essere sempre molto flessibile e adattabile.
Resiliente ai cambiamenti.
Flessibilità – che come già discusso altre volte- devi sviluppare.
Allenare.

La qualità di un lavoro dipende molto dalla qualità del manager.

Un buon capo può trasformare un lavoro noioso in uno progetto entusiasmante. Ti senti apprezzato. Sei stimolato per la tua crescita professionale.

Un cattivo capo può trasformare un lavoro affascinante in ore di fatica e alienazione mentale,
bruciore di stomaco.

La prima cosa da fare è …

Il capo ha dato le dimissioni? Non farti prendere dal panico

Quando il tuo capo annuncia le dimissioni e l’immanente partenza, affiorano paure e preoccupazioni.
Cominci a pensare che qualcosa non va in azienda.

È solo l’inizio di altri problemi?
Il lavoro è a rischio? I benefici saranno tagliati?
Il nuovo capo sarà trasparente e flessibile?
La reputazione dell’azienda sta peggiorando?

 

 

Anche se tali pensieri sono naturali,
non lasciare che l’ansia e l’affanno prendano il sopravvento su di te.

Il timore per ciò che non sai o non puoi controllare, non ti aiuterà a gestire al meglio la situazione.
È fondamentale -in questa fase- mantenere morale e concentrazione.

Non è detto.
I cambiamenti possono essere anche positivi.

Non prenderla sul personale per le dimissioni del tuo capo

Nel corso degli anni potresti aver costruito con il tuo capo/a un ottimo rapporto di lavoro.
Adesso ti senti -comprensibilmente- deluso e amareggiato dalla sua partenza.

È del tutto normale.
Non prenderla come uno sgarbo personale o un tradimento.

Ricorda che …
ogni decisione di cambiare un lavoro è complicata. Raramente è presa alla leggera.
Il tuo oramai ex capo ha fatto ciò che era meglio.
Ha colto l’opportunità per perseguire la sua carriera.
lagnoso
 


 

Condividi il tuo supporto con lui/lei. Suggerisci di tenerti in contatto.
Mantieni un’ultima impressione positiva.
Mostra il tuo apprezzamento per la sua leadership . Metti le basi per una relazione continua lungo la strada, ovunque entrambi andiate.

Indaga ma con discrezione

La tua posizione potrebbe essere influenzata in modo positivo o negativo dopo le dimissioni del tuo capo.

Prima di aggiornare il tuo CV, iniziare la ricerca di lavoro, riempire lo scatolone (tipo dipendenti di Lehman Brothers) devi cercare di sapere cosa succederà.

Quando possibile,
vai direttamente alla fonte per informazioni. Se non lo fosse, dovrai fare un po’ di indagine.

Chiedi in ufficio.
Cerca però di limitare le tue domande a persone fidate.
Fallo con discrezione.

Anche se non c’è garanzia da queste informazioni di seconda mano,
la versione dei tuoi colleghi potrebbe darti uno spunto o un suggerimento su possibili problemi e possibilità.

Fai un passo avanti

Anche se perdere un capo può essere una sfida, professionale ed emotiva,
è anche un’opportunità per la tua crescita professionale.

Puoi sfruttare questa opportunità per mostrare ai vertici quanto ti piacerebbe metterti in gioco in un posto di responsabilità.

Non aver paura di condividere le tue idee. Offrire suggerimenti su come vorresti contribuire all’azienda in futuro.

Anche il tuo capo potrebbe trasferire alcune delle sue responsabilità su di te.
Suggerire la tua candidatura. Proporti come suo sostituto.

Il capo si è dimesso? Resta professionale e flessibili durante il periodo di transizione

Appena annunciate le dimissioni del tuo attuale capo,
pettegolezzi e voci potrebbero diffondersi in ufficio.

Resta professionale.
Se non vedevi l’ora della sua partenza … tienilo per te!
Stai lontano dal gossip.
Concentrati sul lavoro. Non lasciare che questa partenza influisca sulle tue prestazioni.

Durante questo periodo di transizione,
aspettati che ti potrebbero assegnare alcune delle attività del tuo capo. Le pianificazioni cambiare e accumulare ore extra.
Fatti trovare pronto!

Incontra il tuo nuovo capo e dimostra la tua abilità

Dopo che il tuo capo ha lasciato,
la società potrebbe già avere un sostituto o promuovere qualcuno che gestisca la posizione durante questo periodo intermedio.

Evita i confronti e concentrati per costruire una relazione più forte con il tuo nuovo capo.

Assicurati di fargli conoscere le tue responsabilità. I progetti su cui stai lavorando e cosa puoi offrire. Il nuovo manager vorrà conoscere il valore che porti nel team.

Scopri e comprendi le sue aspettative su di te.

Ti invito a prendere questi suggerimenti per gestire la dimissione del tuo capo non come una guida da seguire alla lettera ma solo come spunti di riflessione e di valutazione.

I rapporti professionali (come quelli personali) sono troppo complessi perché sottostiano a regole e procedure standard.Vanno contestualizzati e personalizzati all’azienda, alla situazione, alla tua personalità di capo/leader/responsabile e a quella del tuo collaboratore o dipendente.

Colloquio di lavoro telefonico: come essere autorevole solo con la voce – 1

colloquio di lavoro telefonico

Photo by Andrea Piacquadio from Pexels

Tempi strani. Questi del CV19.
Complessi.

Riapertura, digitalizzazione, distanza sociale, …
In questa “nuova dimensione” il telefono può diventare ancor più strumento di selezione del personale.

Le aziende usano l’intervista telefonica per fare una rapida selezione tra i candidati.
Restringendo così la rosa dei papabili.
Risparmiando tempo e risorse.
L’obiettivo è avere un elenco di pochi nominativi a cui proporre un colloquio di persona.

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Dal canto tuo,
se sottovaluti il colloquio telefonico perché “Devi solo parlare”, “Puoi farlo in mutande” o “Tanto non è un vero colloquio di lavoro” … puoi finirla qui!
Puoi interrompere la lettura.

Ma se continui ricorda che … stiamo parlando di autorevolezza!
Competenza. Capacità.
Preparazione.

Dovrai utilizzare solo la voce.
Dovrai trasmettere competenza e autorevolezza “solo” attraverso la tua voce.
Non potrai mostrare né il tuo abito, né il tuo taglio di capelli così trendy ma anche cosi elegante.
Non potrai ricambiare uno sguardo, non hai una mano da stringere, né un sorriso da mostrare.

Ricorda che …
non sono pochi i professionisti (di ogni età e settore) che, nonostante indubbia preparazione e capacità, davanti un colloquio di lavoro telefonico riescono (complice l’ansia e la tensione) a “incartarsi” da soli,
apparendo impreparati e incompetenti.
Non-esperti.

Finiscono con auto sabotarsi. Perdendo in efficacia.
Pagando in autorevolezza.
Perdendo l’occasione.
Che peccato!

È fondamentale essere preparati.
Pianificare il colloquio di lavoro telefonico.


 

L’importante non è quello che dici ma come lo dici

La tua voce è il “veicolo” che spinge le persone ad ascoltare.
A prendere sul serio te e le tue parole.

Gli studi hanno dimostrato che l’87% delle opinioni che le persone si formano quando parlano al telefono,
si basano sul tono della voce.
Solo il 13% si fonda sulle parole che realmente utilizziamo.

Non è ciò che diciamo.
Ma piuttosto come lo diciamo.

Autorevolezza è anche preparazione. Organizzati con metodo.

 

Registra la tua voce

 
La pratica rende perfetti.
E autorevoli.

Parlare al telefono non è così facile come sembra.
Non sottovalutare … è un errore che si paga caro!

Chiedi a un amico o un familiare di condurre un’intervista telefonica simulata.
Registra la conversazione in modo da poter verificare come “suoni” al telefono.

È il momento di venire a patti con il tuo ego.
La prima volta potrebbe essere scioccante!
Eh, sì … quella voce mono-tono e anestetizzante potrebbe essere proprio la tua!

È incredibile quanto puoi apprendere dalla tua voce registrata.

Sarai in grado di identificare e prevenire errori che potrebbero compromettere il colloquio di lavoro telefonico.

Tipo renderti conto che parli troppo piano o troppo velocemente.
Oppure ascoltare i tuoi “Ehmmmm” e “Vero?” o i continui intercalari “effettivamente … sicuramente … decisivamente … teoricamente …”.
 
colloquio di lavoro telefonico

Scegli uno spazio tranquillo, comodo e riservato.
Senza distrazioni.

 
Così potrai concentrarti sul tuo colloquio di lavoro telefonico.

Vestiti formalmente.
Più ti “senti” professionale, maggiore probabilità hai di “trasmettere” autorevolezza.
Anche al telefono.

Quando arriva il momento della telefonata, assicurati che il tuo cellulare sia carico e acceso.
Di essere in una “zona” con un buon segnale di ricezione.

Se la chiamata arrivasse in un momento inaspettato o imbarazzante,
puoi chiedere al tuo intervistatore di attendere, mentre ti sposti in un posto più tranquillo.

Se qualcosa va storto,
perdi la chiamata o il recruiter non chiama in tempo, non farti prendere dal panico.
Puoi sempre richiamare e riprogrammare l’intervista.

Tutto a portata di mano

 
Durante l’intervista telefonica evita di cercare un documento, una nota o un file.
Tutto deve essere a portata di mano.

Tieni ben visibile il tuo curriculum.
I dettagli dell’offerta di lavoro, una penna e un foglio per prendere appunti.

Metti tutto in un buon ordine,
in modo da poter facilmente raggiungere tutte le informazioni.

…anche una bottiglietta d’acqua

 
Non c’è niente di peggio che avere solletico in gola o tossire quando devi parlare al telefono.

Se la gola si secca, sembrerai rauco o stanco.

Tieni pronto un bicchiere d’acqua.
Oltremodo non fumare, masticare gomme o mangiare.
 
colloquio di lavoro telefonico

Utilizza la tecnologia idonea

 
Possono verificarsi problemi causa mancanza o scarsa qualità di connessione.
Una pessima qualità del suono può distruggere la tua immagine professionale.

Assicurati che tutto sia collegato.
Controlla la qualità del suono effettuando chiamate di prova.

Se hai problemi di linea utilizza un telefono fisso, al posto del cellulare.
Eliminerai la possibilità di ricezioni scadenti o chiamate perse.

Utilizza le cuffiette per il colloquio di lavoro telefonico

 
Usato correttamente,
un microfono con cuffiette rende più semplice l’ascolto, anche se parli a volume normale.
Esegui alcune chiamate di prova, in modo da sentirti a tuo agio.

Il viva-voce raccoglie tutto il rumore di fondo nella stanza.
Renderà più difficile l’ascolto.
Usalo solo se sei sicuro che non ci saranno interruzioni e ti senti a tuo agio con questa modalità.

Concentrati SOLO sulla telefonata

 
Metti in modalità “silenziosa” il cellulare se utilizzi il telefono fisso. “Spegni” il telefono fisso se utilizzi il cellulare …
Oppure spostati in un’altra stanza.

Evita di rispondere a SMS, WhatsApp, ecc…
Resisti alla tentazione di rispondere ad e-mail, controllare Facebook, preparare il pranzo e così via…

Concentrati solo sulla persona all’altro capo della linea.

Forse sarai sorpreso per (l’apparente) ovvietà di queste affermazioni.
Dalla mia esperienza di anni di formazione e coaching a distanza (skype o cellulare) posso dirti che ho assistito a diverse situazioni curiose e divertenti ma anche poco edificanti per la persona (altro che autorevolezza al colloquio telefonico).

Inoltre, ricorda che il telefono amplifica i rumori di fondo.
Ti posso assicurare che un semplice gesto, tipo girare il cucchiaino nella tazzina di caffè, può diventare un rumore irritante per chi lo ascolta.

Leggi per approfondire.

La telefonata

 

Telefonata improvvisa? Non sei pronto? Rimanda

 
Può capitare (anzi spesso è così) che la telefonata arrivi in un momento scomodo … sei occupato o il momento è inopportuno.

Di solito l’intervistatore non dovrebbe avere problemi a fissare un nuovo contatto successivo.
Segnati la data e l’ora del prossimo appuntamento. E il nome della persona.

Se rispondi al telefono senza sapere chi ti sta chiamando, farai una pessima figura.
Quando sentirai la persona la seconda volta, ricordati di ringraziare per la disponibilità nel richiamarti.

Telefonata improvvisa? Non sei pronto? Rimanda.
Non si può. Ti tocca!

 
Dal tono del selezionatore capisci che non ci possono essere proroghe … l’occasione va colta subito.
Non hai nulla da perdere. Spostati in un luogo il più possibile tranquillo (oppure accosta se sei in auto) egiocatela meglio che puoi!

A questo punto il colloquio di lavoro telefonico è iniziato.

Donna sul lavoro. 11 spunti per guadagnare il rispetto che meriti – parte 2

donna sul lavoro.

Foto di Анастасия Гепп da Pixabay

6. Mantieni la comunicazione sempre professionale

Quando scrivi una mail,
ricorda che potrebbe essere inoltrata a qualsiasi persona del tuo ufficio.
Evita mail informali o frivole.

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Ogni e-mail,
dovrebbe includere un saluto e una firma appropriata.

Quanto più sei formale,
tanto più seriamente (e chiunque stia potenzialmente leggendo le tue e-mail) ti stimerà.

Non essere dilettante.
Se vuoi diventare leader, sii professionale.

Leggi il postCome scrivere mail come un CEO, anche se non lo sei!

7. Emana sicurezza attraverso il linguaggio del tuo corpo

Se vuoi essere percepita come credibile e sicura di te,
devi essere consapevole dei segnali (soprattutto quelli non-verbali) che stai inviando.

Spesso le donne al lavoro sono inconsapevoli dei loro messaggi non-verbali che riducono la loro autorità.
Esprimono vulnerabilità, soggezione o asservimento.

Il tuo atteggiamento, i tuoi occhi, la tua voce devono trasmettere forza e sicurezza.
Parla con fermezza, chiarezza e sicurezza quando esprimi le tue opinioni.

Leggi il post per approfondire.
 

8. Prenditi il merito come professionista .. come donna sul lavoro.

Troppe donne hanno paura di prendersi il merito.

Odiano dover parlare di sé stesse, perché lo vedono come “vantarsi”.
Arroganza.
Ma finiscono con auto sabotarsi.
Ricorda che … parlare dei tuoi successi e realizzazioni, non è boria.
Arroganza o presunzione.

Quando si parla di un risultato, è un dato di fatto!

Non aver paura di affermare che sei la persona di riferimento perché … sei ben informata, disponibile e competente.
Hai risolto un problema, hai imparato una nuova abilità o hai collaborato con efficacia con il team.

Concentrati sull’obiettivo del progetto. Prenditi il merito di quello che fai bene.

9. Donna sul lavoro. Vestiti ogni giorno se dovessi chiedere una promozione

Ciò che indossi… la dice molto su di te!

Se vuoi che i tuoi colleghi o collaboratori ti trattino come una professionista,
devi vestirti come tale.

Trova l’equilibrio tra business e femminilità.
Soprattutto, lascia che la tua personalità ed etica parlino per te, non solo i tuoi vestiti.
 

10. Non farti schiacciare dalle emozioni

Al lavoro,
devi lasciare i tuoi problemi personali fuori dalla porta.

Se coinvolgi gli altri, sfogandoti della tua vita amorosa, se trascini le persone nelle tue diatribe familiari, perderai il rispetto di colleghi e collaboratori.

Diventare emotiva ti farà sembrare instabile e inaffidabile.
Non essere lamentevole e piagnucolosa.
Soprattutto sul tuo luogo di lavoro.

11. Impara a dire di no

Molte donne hanno l’idea (sbagliata) che per ottenere rispetto sul posto di lavoro devono essere sempre disponibili. Fare tutto ciò che le viene chiesto.
Per paura di dire NO, dicono SI.
SI a quel nuovo impegno, SI a più lavoro, SI a quel progetto che le farà tornare a casa alle 9.00 di sera.

Dire sempre SI dimostrerà gratitudine per la tua azienda, ma non ti farà sentire apprezzata o rispettata.

Hai difficoltà a dire no sul lavoro?
Cerchi sempre di essere gentile con gli altri?
I colleghi se ne approfittano?
I collaboratori l’hanno capito e sanno come prenderti?
Spesso ci sentiamo in dovere di acconsentire a tutte le richieste, per paura di sembrare poco collaborativi.

Dicendo no,
stai rispettando e valorizzando il tuo tempo e il tuo spazio.

Dire NO è una tua prerogativa.
Devi conquistare il rispetto che meriti.
Come donna sul lavoro.

Donna sul lavoro: 11 spunti per guadagnare il rispetto che meriti – parte 1

donna sul lavoro

Foto di Анастасия Гепп da Pixabay

Il mondo del lavoro si è fatto ancora più duro, spietato e competitivo.

Le persone troppo accondiscendenti finiscono per avere la peggio. Probabilmente te ne sei resa conto anche tu. In prima persona.

“La questione non è chi mi darà il permesso,
ma chi mi fermerà”
Ayn Rand

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Ecco 11 suggerimenti per guadagnare più rispetto. Per te donna sul lavoro…

1. Donna sul lavoro? Non ricercare la perfezione

L’errore più grande che commettono molte donne è cercare di … essere perfetta come collega e team leader (ma anche come … moglie, madre, amante).

Si abbandona al confronto e alla “disperazione” quando si compara con altre donne.
L’asticella è sempre più alta.
Si sentono sfiduciate e fallite per non aver raggiunto l’obiettivo.
Irrealistico e inarrivabile.

Non restare bloccata nel tentativo di voler fare tutto.
Perfettamente.

Non fare tutto da sola.
Evita la trappola di pensare che gli altri (colleghi, collaboratori, partner, figli, ecc..) non faranno mai bene le cose, così come le faresti tu.

Decidi cosa è “necessario”. Accontentati di “buono”.
Non annegare nella perfezione.

Leggi il post.
 

2. Evita i pettegolezzi e i flirt sul lavoro

Per quanto possa essere divertente,
sparlare dei tuoi colleghi di lavoro ti darà un’immagine di persona poco affidabile.

Invece di spettegolare, tieni gli occhi e le orecchie aperti su ciò che sta accadendo intorno a te. Quando gli altri cercano di coinvolgerti, non sentirti obbligata a partecipare.

Cambiando argomento, i tuoi colleghi di lavoro si renderanno conto che non sei interessata. Probabilmente ti rispetteranno per questo.

Evita anche i flirt sul lavoro.
A volte, incontrare qualcuno sul posto di lavoro è inevitabile.

Ritengo che la donna sul lavoro (come l’uomo ) sia libera di uscire o flirtare con chiunque ritengano opportuno, senza affrontare il giudizio.
Sfortunatamente, non è così.

Rischi di compromettere la tua credibilità e in definitiva la tua carriera.

3. Non scusarti così tanto

Molte donne utilizzano come riempitivo inconsciamente parole tipo “Mi dispiace” oppure “Scusa”.
“Mi dispiace, vorrei semplicemente aggiungere qualcosa?”
“Mi scusi, vorrei parlare del punto iniziale”
“Scusa ma … non avevo ancora finito”.

Sei veramente dispiaciuta?
Hai fatto qualcosa di sbagliato?
Nella maggior parte dei casi, no, non l’hai fatto.
 

 
C’è bisogno di chiedere così tanto scusa per condividere i tuoi pensieri?

Le persone forti e fiduciose,
sono disposte ad ammettere l’errore ma dire sempre “scusa” è fuori luogo.

Non è necessario continuare a scusarsi.
Costantemente. Tutto il giorno.
Per tante piccole cose che non hai fatto.

4. Sii professionale

Semplice. Lineare.
Ovvio.

Il modo migliore per ottenere rispetto sul posto di lavoro è fare il tuo lavoro.
E farlo bene!

Quando vuoi guadagnare rispetto e influenza,
devi dimostrare di essere degna e capace di tali responsabilità.

Una professionista di successo rispetta sé stessa e rispetta il tempo degli altri.

5. Osa un po’ di più

Durante le sessioni di coaching,
molte delle mie clienti-donne (anche se molto competenti) “spiccano” per la loro mancanza di fiducia.

Dichiarano che spesso si “trattengono” (invase dal dubbio e dalla poca fiducia). Perdono le opportunità che invece i loro colleghi-maschi, anche se non hanno idea di cosa stanno facendo, riescono a cogliere.

La paura di fallire ti impedirà di avanzare.
Se ti angosci di ciò che può andare storto, non progredisci.

Vale la pena investire tempo ed energia.
Sii entusiasta di una nuova sfida. Sii coraggiosa.
Almeno un po’.

Prenditi qualche rischio.
Decidi di essere più visibile come donna sul lavoro.
Preparati domande durante le riunioni. Sii più audace nella tua rete. Parla con le persone che ce l’hanno fatta.

Usa i tuoi punti di forza.
In ogni situazione.
Sempre.

5 volte che dovrai alzare la voce con i colleghi (perché nessuno lo farà per te) – 2

collega scorretta

Foto di Hans Benn da Pixabay

4. Il collega che fa il “capetto”

Hai una collega scorretta che si comporta come se fosse il capo?

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Ti rimprovera o fa commenti sulla tua produttività?
Ti dice cosa fare e tenta anche di rifilarti più lavoro?
Chiede su cosa stai lavorando e ti offre consigli non richiesti?

Un capo basta e avanza …
di un collega fake-boss ne facciamo tutti volentieri a meno.

Come sopravvivere ad una collega scorretta che gioca-a-fare-il-capo?
L’unico modo per far fronte a questa furbetta è quello di mantenere la calma e fargli vedere chi è il vero professionista!

Quando vedrà che non te non attacca, per continuare a spadroneggiare,
si dirigerà semplicemente verso un altro collega (non pensare che rinunci a farlo).

Leggi il post.

5. Quando il collega non considera il tuo tempo

Quando rispetti qualcuno, non li rubi il tempo.

Quel collega che continua a interrompere il flusso del tuo lavoro, e tenta di scaricarti il suo lavoro,
è irrispettoso del tuo tempo.

Spesso ti chiede “qualche secondo” o “un minuto” quando (in realtà) “un minuto” non basta per esprimere pienamente le tue considerazioni. Ti senti pressato in un lasso limitato di tempo!
 

 
Se lo fai notare, ti risponderà che è solo un modo di dire … ma si sbaglia.
È una questione di approccio!

La prossima volta che ti chiede “un minuto” rispondi garbatamente che al momento sei occupato.
Fissa un breve incontro in agenda.
Vedrai che capirà che con te non attacca più.

Troppo spesso …

vogliamo gestire una collega scorretta senza farci coinvolgere troppo!

Senza “scendere in campo”.

Con la speranza che il tempo sistemi magicamente le cose.
A volte funziona, spesso purtroppo no.

Per il momento prova a mettere da parte le tue emozioni.

Non prenderla sul personale

Non esigere rispetto.

Se chiedi rispetto vuol dire che non ne hai

Il rispetto deve essere guadagnato piuttosto che richiesto.

Non fare affidamento all’autorità (almeno non subito). Quando avvertiamo la mancanza di rispetto, sentiamo il bisogno dell’autorità.
Se non la smetti, lo dico al capo (al grande-boss, al titolare)“.
 


 

Non minacciare.
Ti rende piagnucoloso. Lamentoso.
Quando minacci di “dirlo alla maestra”, ti atteggi a un bambinone piagnucoloso.

Dopo aver informato il collega della natura inaccettabile del suo atteggiamento,
chiedi uno sforzo concreto per eliminare tale comportamento.
Meglio essere precisi nelle descrizioni di quali comportamenti e quali azioni deve cambiare.

Dai una scadenza

Se dopo un breve periodo,
il comportamento e l’atteggiamento non sono cambiati, non si vede alcun miglioramento, informarlo che i “bonus” stanno per finire.
Alla prossima prenderai provvedimenti e coinvolgerai le persone autorizzate in questa discussione.

Personal coaching per apprendere come esprimere le tue opinioni.
Come far rispettare un tuo parere, un compromesso o un rifiuto.
Affermare te stesso.

Se sei un giovane leader (e vuoi imparare come affermare te stesso) scopri il coaching adatto per te!

5 volte che dovrai alzare la voce con i colleghi (perché nessuno lo farà per te) – 1

il collega scorretto

Foto di Hans Benn da Pixabay

La prossima volta che il tuo collega scorretto ti “costringe” ad accettare un incarico noiosissimo,
sei lasciato fuori dall’happening oppure la solita collega-vipera diffama la tua professionalità
dovrai scegliere come reagire.

Rispondere per le rime? Far valere le tue ragioni?
Affrontare a muso duro o lavorare “di fino” nell’ombra?

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Non dire niente, non fare niente, sperando che tutto si risolva magicamente?

Il modo in cui risponderai,
influenzerà il modo in cui le persone ti tratteranno in seguito.

Il nostro comportamento insegna alle persone come trattarci

Se non reagisci,
insegnerai che si può approfittare di te.
Se non correggi, sapranno che possono cavarsela!

Se vuoi fare strada nel Mondo del lavoro,
otterrai ammirazione e rispetto, difendendoti in modo fermo e deciso ma anche garbato e diplomatico.

Ecco 5 occasioni in cui dovrai far sentire la tua voce al lavoro (perché nessuno proprio nessuno credimi lo farà al posto tuo):

1. Quando il collega scorretto ti ruba il merito

Tutto si è svolto in modo molto veloce. Imprevisto.
Inaspettato.
Adesso tutti sanno chi ha fatto – bene – il tuo progetto …
e non sei tu!
 


 
Eh davvero! Ti hanno appena scavalcato.
Sorpassato.

La prossima volta che succede, devi agire rapidamente.

Se affronterai pubblicamente la persona, avrai scarse possibilità di avere una conversazione risolutrice.
Meglio aspettare.

Più tardi ma non troppo tardi in privato, metti le cose in chiaro con il collega scorretto:
spiega che sei felice di collaborare con lui/lei in futuro ma …
con un tono che non intende replica:

“Ti invito a non prendere credito per il mio lavoro.
Sai perfettamente che ci sto lavorando intensamente da più di 3 settimane.
Questo comportamento non è corretto.
Se succederà di nuovo, dovrò coinvolgere il nostro capo in questa conversazione “.

 

2. Quando un collega ti rimprovera aspramente

Se commetti un errore,
dovresti prepararti alla possibilità che il tuo capo ti chiamerà per darti un riscontro negativo…
niente di male. Ci sta.

Ma se la critica la muove un collega gerarchicamente sotto di te o di un reparto completamente diverso… è diverso.
Questo tipo di intrusione mina la tua credibilità e la tua autorevolezza,
diminuirà la tua sicurezza.

Non lasciare che il tuo lavoro sia messo in discussione, criticato o sminuito.
L’opzione migliore è quella di cercare un incontro privato chiarificatore con il collega serpente.
 

3. Quando il collega sleale ti prende di mira con continue battute sarcastiche

Se il collega scorretto usa il sarcasmo per sminuirti e rovinarti la reputazione,
devi passare a un approccio molto più diretto.

L’intenzione è farti sembrare incompetente, apparire lui/lei più SMART, per farsi notare e magari salire nella gerarchia.

È importante non lasciare lievitare il problema.
Ne va della tua immagine professionale.

Rivolgi alla persona uno sguardo vuoto, neutro,
alla fine capirà che con te non attacca.
 

“Trovo i tuoi commenti scortesi e ingiustificati, nonché poco divertenti.
Per favore smettila”.

 
Se il commento sarcastico è stato inviato via email,
non rispondere.

11 modi per farsi notare sul lavoro senza promuoversi e sgomitare – 2

come farsi notare al lavoro

Foto di Engin_Akyurt da Pixabay

7. Diventa esperto del tuo settore

Pubblica post (anche se semplici e brevi) su Linkedin e altri social sulla tua professione.
Condividi i tuoi approfondimenti.

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Non limitarti a leggere,
commenta, aggiungi qualcosa di tuo e avvia discussioni su argomenti pertinenti.

Se lo farai regolarmente diventerai un riferimento del settore.
Una risorsa di informazioni.
Uno che si è fatto notare.

8. Consapevolizza che promuoversi non è vantarsi

Come farsi notare al lavoro?
Non sono pochi i professionisti (di ogni età e settore) che, nonostante indubbie preparazioni e capacità, davanti a una domanda sulle loro competenze (per non vantarsi-troppo) non riescono ad andare oltre un arrendevole “Pochino”, “Abbastanza”, “Dipende” … che li fanno apparire impreparati e incompetenti.
Non-esperti.

Molte persone spesso odiano dover parlare di sé stessi, perché lo vedono come “vantarsi”.
Arroganza.
Ma finiscono con auto sabotarsi.

Ricorda che parlare di sé stessi, dei propri successi e realizzazioni, non è boria.
Arroganza o presunzione.
Quando si parla di un risultato, è un dato di fatto!

Quando spieghi come hai risolto un problema, hai imparato una nuova abilità o come hai collaborato con il team, stai parlando di fatti concreti.
Parla dei tuoi successi come se raccontassi la tua storia a … un caro amico.

9. Interessati anche ad altri dipartimenti

Parla con i colleghi della tua azienda che lavorano in altri dipartimenti.
Chiedi, informati, forse potrebbero aver bisogno di una mano.

Se sei in grado di fornire il tuo aiuto,
imparerai nuove abilità e diventerai rapidamente una risorsa anche per quel dipartimento.
Ecco un modo efficace per promuoversi senza “suonare la grancassa”.

10. Prepara un Elevator Pitch sulle tue intenzioni professionali

Sai cos’è un elevator pitch?
È una presentazione SMART – della durata di secondi o pochi minuti- che ha lo scopo di essere convincente e stimolante riguardo a un progetto o un’idea.

Se ti ritrovi alla macchina per il caffè con il tuo capo, potresti evitare l’inutile …
“Cosa c’è di nuovo?”
“Niente di che!”.

Un’opportunità sprecata.
Non perdere questa occasione (ma te la devi preparare) per lanciare la tua idea o il nuovo progetto su cui stai lavorando.
Metti il focus sull’impatto che potrebbe avere sulla persona e sull’azienda.

11. Raccogli la sfida quando è il momento giusto

Non dare per scontato che gli altri (il tuo capo/a, il titolare, il CEO) conoscano i tuoi desideri di promozione.

Diverse persone mi contattano per sapere come farsi notare al lavoro. Lamentano problemi con il loro capo/a o con l’azienda, colpevoli -secondo loro- di non aver riconosciuto e dato seguito alle loro ambizioni di crescita professionale.

Questi professionisti (competenti ed efficienti) non sono consapevoli di adottare atteggiamenti e comportamenti che sono poco assertivi e poco rispettosi di sé stessi.
Il punto debole è pretendere che siano gli altri a riconoscere i nostri bisogni e desideri. Senza dover dire una parola.
Come farsi notare al lavoro? Così proprio non funziona!
 

Come farsi notare al lavoro? Se non vuoi urlare .. perlomeno alza la mano!

Non aspettarti che il capo (o chi per lui/lei) legga nella tua mente.
La lettura del pensiero non è ancora possibile.

Mai dare per scontato che gli altri intuiscano, intendano, percepiscano.
Conoscano il tuo bisogno o il tuo desiderio.

Quando imparerai a cambiare il modo in cui pensi all’auto-promozione, imparerai che non è così difficile come pensi e che …
l’abilità di promuoversi è essenziale per avere il successo professionale che così tanto desideri.

11 modi per farsi notare nel lavoro senza promuoversi e sgomitare – 1

farsi notare nel lavoro

Foto di Engin_Akyurt da Pixabay

Alcune persone si promuovono in modo aggressivo.
Sono impazienti. Irruenti.

Altre invece sono impreparate quando l’occasione si presenta.
Sono titubanti e arrendevoli.

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Non devi essere un fanatico, un arrogante o un calpesta-colleghi ma non puoi restare nell’ombra.
I tuoi colleghi e i tuoi capi devono sapere in cosa eccelli e che sei disponibile per un avanzamento di carriera.

Ricorda che oggigiorno …
le probabilità di avanzamento di carriera sono molto più basse rispetto al passato.
Se poi non alzi nemmeno la mano…

1. Cambia la tua idea di auto-promozione

Difficile farsi notare nel lavoro?
La parola promozione ti fa sudare freddo?
Non riesci a non pensare che a gomitate, santificazioni delle tue competenze e biasimi su quelle dei colleghi?
Mors tua, vita mea!

In realtà, dovresti accettare l’idea di auto-promozione come parte della tua carriera.
Che ti piaccia o no, promuoversi sul lavoro è una parte necessaria.

Se pensi che sia compito del tuo capo proporti una promozione,
potresti aspettare per …anni!
 

 
Il tuo capo è già preso di suo.
Non può/vuole vedere tutto ciò che li accade intorno.

Non sono poche le persone che mi contattano per “fare” coaching lamentando problemi con il loro capo/a o con l’azienda.
Colpevoli (a loro avviso) di non aver riconosciuto e dato seguito alle loro ambizioni di crescita professionale.

2. Diventa un “influencer” discreto

L’influencer discreto è sempre coinvolto, spesso senza auto-promozione.

È veloce a cogliere l’opportunità.
Non rincorre il riconoscimento. Non sfoggia il suo successo. Parla poco. Porta i fatti.
È competente, organizzato, mostra “presenza” e sfoggia una pacata fiducia.

Essere un influencer discreto vuol dire non permettere che “l’affannoso chiacchiericcio carrieristico” interferisca con la tua professionalità e il tuo lavoro.

È un ottimo modo per farsi notare nel lavoro senza auto-promuoversi.

3. Fai più del dovuto – sempre con professionalità

Fai l’extra.
Quel qualcosa in più.

Svolgi il tuo lavoro in maniera competente ed efficiente.
Anche dal punto di vista etico e personale.

Fai tuoi i concetti di eccellenza, correttezza, integrità, riservatezza, trasparenza, credibilità, affidabilità e senso di responsabilità.

4. Comprendi le tue  capacità – illustra i risultati

Anche se sembra scontato, è fondamentale comprendere  i tuoi punti di forza.
Sapere illustrare i progetti di successo su cui hai lavorato.

Prima di poter promuovere attivamente te stesso, devi consapevolizzare ciò che fai meglio.

Chiediti:
in che modo le mie abilità hanno contribuito a creare successo?

Non salti mai una scadenza?
Hai sviluppato nuovi sistemi? Procedure innovative?
Sei un “mostro” delle pianificazioni?
Hai un talento nella formazione dei giovani?
 

5. Concentrarsi sui progetti è un modo efficace per farsi notare nel lavoro

Per rendere la tua auto-promozione meno “ego-centrata” puoi spostare l’attenzione sui progetti di successo cui hai partecipato o che hai lanciato.

Assicurati di concentrarti sul progetto e sul team, non su te stesso.

È un modo efficace di dimostrare i tuoi successi senza dover tirare fuori frasi tipo “Ho fatto questo e quest’altro” e “Bello eh? Si, in effetti, l’ho realizzato io“.

Mostra il tuo entusiasmo per il progetto e le persone coinvolte.

Invece di sembrare orgoglioso o -potenzialmente- arrogante,
dimostrerai di essere un professionista che si preoccupa esclusivamente del successo dell’azienda
un bel modo per farsi notare nel lavoro.

6. Condividi i complimenti con il team/colleghi

Contrariamente a quanto pensi,
non devi necessariamente calpestare i tuoi colleghi per farti notare e ottenere una promozione.

Una forte e leale collaborazione con le persone può essere una forma di auto-promozione.

Se sei un team leader…
collabora e riconosci gli sforzi delle persone.
Dai credito dove è dovuto.
Aiuta i tuoi collaboratori a raggiungere i loro obiettivi (che poi in definitiva sono anche i tuoi).

Se sei apprezzato da chi ti circonda, probabilmente ti ripagheranno quando sarà il momento.

Se miri alla posizione di team leader
collabora con i colleghi, fai i complimenti a coloro che ti hanno aiutato.
Il tuo team leader noterà il tuo interesse e la tua capacità di notare gli sforzi degli altri.

12 cattive abitudine nell’utilizzo di mail che ti rendono odioso e fastidioso – 2

mail aggressive

Foto di Ryan McGuire da Pixabay

8. Usare un oggetto vago o non includerlo del tutto

Una mail è molto efficace quando è chiara e concisa.
Dare al destinatario un indizio del contenuto, può incoraggiare la lettura e portare a rispondere più rapidamente.

Se non includi l’oggetto, può essere irritante per il destinatario aprire l’e-mail per capire di cosa si tratta.

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Prova a fornire nella frase dell’oggetto più dettagli possibili.

Quando riceve l’e-mail,
il destinatario dovrebbe capire di cosa tratta, semplicemente leggendo l’oggetto.

Non giocare agli indovinelli, sii esplicito e conciso.

9. Inviare mail aggressive

Le persone ricordano sempre una mail aggressive.

Rispondere con astio e animosità,
non è quasi mai il modo appropriato o più efficace per risolvere la questione.

Fino a quando abbiamo a che fare con le persone (e per fortuna è così), saremo sempre esposti al rischio di essere delusi, frustrati e di reagire con rancore … succede a casa, al lavoro e in innumerevoli altre situazioni.

Dobbiamo sapere incanalare queste emozioni in modo produttivo.

Piuttosto,
scrivi l’e-mail che desideri inviare (con tutta l’arrabbiatura e il veleno che senti di voler sputare fuori).
Salva le mail aggressive nella cartella “bozze” per 48 ore.

Rivedile apportando i tagli necessari.
Vedrai… la calma fa miracoli!
 

 

10. Inviare una mail.. e poi subito un’altra.. un’altra ancora

A volte la fretta e lo stress, ti fa scrivere una mail molto velocemente rischiando così di saltare/dimenticare qualche dettaglio o informazione necessaria.

Sarai costretto a inviare altre mail con ulteriori informazioni inerenti alla prima,
creando un pastrocchio organizzativo.

Un collage informativo che rischia di fare disperdere un pezzo importante del messaggio!

11. Andare “lunghi”

La maggior parte delle persone leggono le mail in pochi secondi.

I blocchi di testo di grandi dimensioni sono difficili da leggere, quindi è meglio suddividerle in brevi paragrafi. Grazie agli elenchi numerati sono ancora più facili da digerire.

Puoi anche usare il grassetto o il corsivo per evidenziare parti importanti del tuo messaggio,
ma dovresti farlo con parsimonia.

La brevità e la chiarezza sono essenziali, quanto la grammatica e l’ortografia.
Proprio come l’oggetto, anche il corpo della mail dovrebbe essere molto esplicito e conciso.
Vai dritto al punto. Non essere prolisse. La maggior parte delle persone non legge tutto.
 


 
Facilita il lavoro.
Descrivi in modo sintetico quali azioni dovrebbero essere prese.
Così facendo fai risparmiare a tutti del tempo. Te ne saranno grati!

12. Evita errori di battitura, punteggiatura fastidiosa, colore o caratteri non professionali, indirizzo mail ridicolo

Inviato da My Sansung“, non è una scusa per inviare e-mail poco professionali.

Qualche errore è accettabile,
ma se la mail è importante è fondamentale rileggerla e controllarla prima di inviarla.

Usa con parsimonia i punti esclamativi, possono farti apparire troppo emotivo o immaturo.

Utilizza caratteri, colori e dimensioni classici.

In genere,
è meglio utilizzare una dimensione di 11-12 punti e un carattere di facile lettura come Arial o Calibri.
Per quanto riguarda il colore, il nero è la scelta più sicura.

Se stai inviando una mail a titolo professionale, evita un account di posta elettronica non appropriato. Tutto ciò che è carino, sexy, volgare o insensato ti farà apparire immaturo e poco professionale.

12 cattive abitudine nell’utilizzo di mail che ti rendono odioso e fastidioso – 1

mail al lavoro

Foto di Ryan McGuire da Pixabay

La posta elettronica è un modo tremendo di comunicare.
Ci sono diversi studi che indicano che circa il 50% delle mail al lavoro sono mal interpretate.
E ti credo!

Quando scriviamo un’e-mail, le parole sono l’unica risorsa … infatti (tenendo conto del solo testo) perdiamo oltre il 90% dell’efficacia della comunicazione efficace.

E con queste premesse,
è facile creare incomprensioni ed equivoci, aumentare la tensione e il conflitto.

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Rispondere in modo professionale è più facile a dirsi che a farsi. Ecco 12 cattive abitudine che ti rendono odioso nella corrispondenza elettronica:

1. SCRIVERE IN MAIUSCOLO

Quando scrivi in maiuscolo è come se stessi URLANDO.
Le lettere maiuscole vengono interpretate come aggressive e invadenti.

L’uso delle lettere in MAIUSCOLO non renderà la tua e-mail più urgente di altre.
Per cortesia disattiva BLOC MAIUSC.
E mentre ci sei … non usare tutti quei punti esclamativi!!!!

2. Inviare mail al lavoro “urgenti” che non sono urgenti

Se abusi della modalità “urgente”,
non passerà molto tempo e nessuno presterà attenzione alle tue mail.

E quando ne invierai una davvero urgente,
nessuno presterà interesse nemmeno a quella.

3. Essere troppo amichevole o troppo formale

Essere troppo informale ti farà sembrare poco professionale.
Usa con parsimonia punti esclamativi, emoticon, testo colorato, acronimi, caratteri fantasiosi e stenografia SMS.

Allo stesso tempo, non essere “robotico”.

Una mail al lavoro di una riga senza entusiasmo o personalità assomiglia tristemente alle risposte automatiche generate da un software.
 

4. Inviare CC a persone non coinvolte/necessarie

La funzione CC (Copia Conoscenza o in inglese Carbon Copy) che consente alle persone di essere aggiornate sulle informazioni porta quasi sempre confusione.

La persona ricevente se non strettamente coinvolta si chiede cosa debba fare.
Deve rispondere?
Deve inoltrare le tue informazioni?

Un’email di CC contiene informazioni che la maggior parte delle persone non sarà in grado di elaborare

5. Esagerare con l’invio in CCN

La prima cosa che pensiamo tutti è “Chi altro è CCN ?'”

CCN, letteralmente Copia Carbone Nascosta (in inglese BCC, ovvero Blind Carbon Copy) trasmette sfiducia e segretezza.

Se devi inoltrare una mail, taglia e incolla il testo in una mail apposito per quella persona.

6. Abusare con “Rispondi a tutti”

Quando ricevi una mail con più persone in conoscenza, non inviare automaticamente la tua risposta a tutti!

Assicurati di premere “rispondi a tutti ” solo se la tua risposta è veramente necessaria a tutte le persone coinvolte.

Altrimenti,
rispondi solo all’interessato. Gli altri te ne saranno grati!
 

7. Inviare mail alle 02.00 di notte

Ci sono persone che nel cuore della notte si sentono estremamente produttive,
e cominciano a inviare i loro messaggi di posta elettronica.

Nella migliore delle ipotesi, pensano che tu sia un maniaco del lavoro e che non hai vita sociale.
Nel peggiore dei casi, pensano che tu sia ossessivo.

Se l’ispirazione ti colpisce nel cuore della notte, salva la mail in “bozza” e inviala durante l’orario di lavoro.

Altro motivo per non inviare mail notturne è che il destinatario potrebbe avere il cellulare acceso. Il segnale di ricezione potrebbe svegliarlo.

Nel mio caso non preoccupatevi.
Puoi inviarmi mail alle 02.00 oppure alle 05.30 … il mio telefono/PC è spento già dalle 20.00.

La leggerò verso le 8.00 08.30 di mattina.

Fare carriera senza la preoccupazione di dover gestire un team

gestire un teamFoto di Free-Photos da Pixabay

A volte è un problema di carattere,
altre volte di non ambientazione nel team di lavoro,
di comunicazione con gli altri membri del team,
non adattamento alle procedure aziendali.

Altre volte ancora il collaboratore non c’entra niente, è un problema di leadership.
La tua.

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Avere il titolo di team leader è molto invitante e stimolante.
Gestire un team è molto affascinante, ma molto difficile.
Gestire le persone richiede tempo e applicazione.
Ah! Non pensavi così tanto!

I collaboratori impegnano. Stancano. Fiaccano.
Prosciugano.

Un cliente che ha richiesto coaching per la team leadership mi spiegava come ritiene …
la conduzione e la gestione di collaboratori la parte più critica del suo lavoro.

Si dice dispostissimo a dedicarsi a progetti meno complessi e stimolanti (con conseguente perdita di appeal professionale e finanziario) pur di non sentirsi così ansioso, timoroso e indisponente nel dover-trattare con le persone.

La gestione delle persone è un tema ricorrente nelle sessioni di coaching.

Spesso le persone “sbarcano” in posizioni manageriale senza avere le giuste competenze e la dovuta preparazione

Le aziende (non tutte per fortuna) non si preoccupano di colmare questo GAP.
L’unica cosa che fanno … dopo qualche tempo … è dire al potenziale manager che ha fallito!

La persona rimane “ferita” due volte.
Oltre che dall’azienda … si accolla totalmente la colpa del fallimento… ritenendo che se “fosse stato capace non avrebbe fallito”. Un colpo “mortale” per la sua autostima!

Sicuramente,
chi ha intenzione di gestire un team non ha completa coscienza delle difficoltà.
Si pone poche domande su come migliorare e gestire al meglio i propri collaboratori.

Le persone oggi sono sempre più sensibili e permalose.
Suscettibili.
Facili a risentirsi e offendersi.

Vogliono essere considerate diverse dagli altri,
desiderano essere riconosciute e trattate in un modo unico e particolare.

Le persone oggi ricercano le soddisfazioni emotive (riconoscimento, disponibilità, apprezzamento, empatia, ascolto, ecc.).
Sono quelle più gratificanti ma anche quelle più sensibili e “pericolose”,
quando non sono soddisfatte.

Nella gestione del gruppo devi distinguere tra la tua competenza (che può essere altamente professionale) e il tuo atteggiamento verso un collaboratore (che può apparire freddo e distaccato).

Vuoi gestire un team di successo? Dai un valore aggiunto!

Se vuoi gestire un team (piccolo o grande, non fa differenza), quando operi a contatto con le persone,
se il tuo successo dipende dalle persone che gestisci,
deve riuscire a dare un valore aggiunto.

Devi prendere coscienza dei mutamenti, adattarti a questi cambiamenti e porti domande su come migliorare e approcciare con più efficacia i tuoi collaboratori,
attraverso la comunicazione, i gesti e i comportamenti.

Ascoltare significa “seguire” le parole,
ma anche (e soprattutto) l’energia e l’emozione delle persone.
Ascoltare vuol dire aumentare il rispetto e l’accettazione.

Pochi considerano la gestione del team, un valore o un’area strategica su cui investire.
Chi lo fa, vince!
 

Lavorare con un capo insicuro: 13 spunti per sopravvivere

capo insicuro

Non ne avrebbe alcun motivo.
Conosce il suo lavoro. È competente. Preciso.
Non è un cattivo manager.

Purtroppo,
è preoccupato anzi ossessionato dalle sue prestazioni e della sua posizione all’interno dell’azienda.

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È più spaventato della maggior parte dei manager.
È il capo insicuro.

Ha paura del successo dei suoi dipendenti.
Non sopporta il collaboratore bravo, quello che riceve elogi o riconoscimenti dai superiori.

Respinge le tue idee.
È inaccessibile, se non per criticarti.
Ruba le tue idee senza riconoscerti.
Ti blocca la promozione.
Non ti invita a riunioni importanti.

Non sarà mai divertente e come potrebbe esserlo lavorare per un capo insicuro,
ma ecco cosa puoi fare per sopravvivere:

1. È difficile rendere un capo insicuro meno insicuro. Ci puoi provare, ma ti stancherai ben presto…

2. Il leader insicuro è imprevedibile. Nel momento in cui si innesca la sua insicurezza diventa difensivo e meschino.

3. Non minacciare il tuo capo con performance da “campione”. Probabilmente ti odia perché sei bravo.

4. Il capo incerto vuole tenere lo status-quo perché nella struttura attuale riesce a “galleggiare”. Odia il cambiamento.

5. Dimentica di andare da lui/lei con idee grandiose per come migliorare le cose.

6. Nel momento in cui si accende la sua insicurezza ricorda che sta “controllando e vendicando”.

7. “Difendi” la sua autostima. Attivare l’insicurezza del tuo capo creerà sofferenza. Per entrambi.

8. Datti due obiettivi: mantenere la tua autostima e nutrire la sua (fragile) autostima

 

 

9. Riconosci ciò che il tuo capo fa bene – sii sincero.

10. Cerca l’opinione del tuo capo su problemi reali (non inventarli solo per ingraziartelo)

11. Dimostra di essere un giocatore di squadra. Condividi il successo!

12. Mostra rispetto del potere e della posizione del tuo capo. Fai sentire al tuo capo di avere il controllo.

13. Non dire al tuo capo insicuro che:
– sei pronto a sostituirlo quando andrà in vacanza
– ti hanno chiesto di parlare alla riunione annuale
– ti hanno proposto di scrivere un post aziendale
– altre aziende ti hanno proposto di unirti a loro
– altri dirigenti ti lodano e cercano la tua opinione
– desideri un aumento
– hai risolto brillantemente un problema con il cliente importante
– che hai grandi piani per il dipartimento
– un giorno ti piacerebbe avere il suo posto

Non può sopportare di ascoltarlo.
Se lo fai, non dormirà la notte! E di conseguenza non dormirai neanche tu.
 

14 cose da sapere prima di chiedere un aumento di stipendio

aumento di stipendio

Foto di Frantisek Krejci da Pixabay

Sei puntuale, efficiente, produttivo.
Hai sempre fatto un buon lavoro.
E allora?

Ti aspettavi un apprezzamento.
Un riconoscimento salariale.

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A dir la verità ormai sono anni che stai aspettando una proposta dalla tua azienda o dal datore di lavoro.

Invece, tutto tace.
Niente si muove.
Nel mondo del lavoro di oggi,
i soldi e lo stipendio sono ancora argomenti tabù.

Per aiutare te (e il tuo stipendio) ecco 14 cose da sapere prima di chiedere -e ottenere- un aumento di stipendio:

1. Non basta entrare nell’ufficio e “aprire la bocca”. Serve molta preparazione. Strategia. Coraggio.

2. Chiediti cosa ti ha impedito di chiedere un aumento di stipendio fino ad oggi.

3. Se pensi che può essere davvero imbarazzante dire al tuo capo quanto la tua paga sia inadeguata …hai ragione. Lo è! Per molti è paralizzante.

4. Devi motivare con “forza” il motivo per cui meriti un aumento. La preparazione è una parte così importante ed è spesso trascurata. Chi non si prepara fallisce.

5. Mentre varchi la porta rifletti sul linguaggio del tuo corpo. Stai chiedendo un aumento, non elemosina. Raddrizza le spalle!

6. La tempistica è fondamentale. Non chiedere aumenti quando non stai portando risultati o il tuo capo è stressato e occupato.

7. Vai oltre il cash. Vacanze, orario flessibile, tempo libero possono essere negoziati come parte di un aumento.

8. Raccogli prove tangibile che hai fatto un ottimo lavoro. Tieni traccia dei risultati, mail, note di congratulazioni di clienti o colleghi che attestino il tuo buon lavoro.

9. Se la tua azienda è nel bel mezzo di tagli o stress finanziario, potrebbe non essere il momento giusto per chiedere più soldi.

10. Probabilmente la prima volta sentirai NO. Non farne un dramma. Hai perso solo il primo round. Esci con eleganza con ” Grazie per il feedback”.

11. Usa la spiegazione del rifiuto come punto di partenza. È un’informazione preziosa per la tua futura crescita professionale…e per una nuova richiesta.

12. Ricorda il monito di Seneca “Chi domanda con timore, insegna a rifiutare.” La cosa peggiore che ti possono dire è… NO.

13. Quando sarà il momento, non esitare a chiedere di nuovo. Assicurati solo di aver lavorato sodo e di comprovare di meritare un aumento.

14. Se il tempo, il contesto e il momento è “giusto” … non aver paura di chiedere.

 

 
La richiesta di un aumento di stipendio necessita di una preparazione adeguata da parte tua.

Concorderai con me che se “buchi alla grande”, la prima volta che ti presenti al tavolo della trattativa, difficilmente proverai un’altra volta.

Ecco perché è assolutamente necessaria una preparazione strategica e adeguata.

Non presentarti incerto e titubante, carico di timore e potenzialmente fallimentare!
Un paio di sessioni di coaching possono darti la sicurezza e la competenza per ottenere quello che chiedi.

Con il percorso di coaching SMART avrai la possibilità di prepararti concretamente e di simulare la richiesta di aumento.

Mancanza di rispetto: 7 segnali evidenti che i colleghi non ti considerano – 2

mancanza di rispetto

Foto di Pexels da Pixabay

4. Sei invisibile

Ti senti come se fossi invisibile.
No, non hai il super-potere di uno dei fantastici 4.

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Se nessuno risponde alle tue chiamate o alle tue e-mail,
se ricevi ripetutamente la scusa “Sono occupato” o dicono che la tua e-mail si è “persa nello spam”,
il problema è che non piaci.

Nessuno ascolta le tue proposte durante le riunioni.
Ti senti come se non “aggiungessi mai valore alla conversazione”.

Non prenderti in giro.
Le persone che non ti ascoltano… non ti prendono sul serio!

5. Sei sempre out

Non sei incluso in mail, riunioni e conversazioni.
Ma anche per aperitivi e meeting.

Se non sei incluso in una o due e-mail, non farne un dramma!
Probabilmente è solo una svista.

Ma se senti di essere regolarmente escluso,
allora può essere un problema di mancanza di rispetto.

6. Le tue idee vengono regolarmente rubate

Non c’è niente di più frustrante di un collega che si prende il merito del tuo lavoro.
Oppure ruba con un escamotage la tua grande idea.

A volte accade in un ambiente di lavoro frenetico.
Tuttavia, se succede spesso,
è un segnale evidente di mancanza di rispetto nei tuoi confronti.

7. Il tuo tempo non è considerato

Quando rispetti qualcuno, consideri il suo tempo prezioso.

Il collega che continua a interrompere il flusso del tuo lavoro,
e con la scusa di “rubarti qualche secondo” tenta di scaricarti il suo lavoro non solo è ottuso.
È irrispettoso del tuo tempo.

Se senti mancanza di rispetto sul lavoro, non limitarti.  Affronta la questione.

Valuta onestamente …
Sei troppo sensibile?
Stai esagerando?
Il tutto si riduce a singoli episodi?

La mancanza di rispetto può frenare la tua carriera

Essere fiducioso sul lavoro influenzerà il tuo percorso professionale e il modo in cui comunichi con i colleghi.

Nella maggior parte dei casi,
se rileviamo la mancanza di rispetto, reagiamo a un comportamento che giudichiamo irrispettoso,
pensando che l’altra persona l’abbia fatto apposta per darci fastidio e crearci disagio.

A volte questo senso d’insoddisfazione è esternato,
altre volte ci si chiude nel mutismo e ci trasformiamo lentamente in persone piene di rancore e di malinconia.
 


 
Raramente si affronta la questione in maniera aperta e positiva,
cercando di spiegare alle persone le nostre motivazioni,
invitandole a evitare di ripetere le stesse situazioni in futuro.

Un percorso di coaching può esserti molto utile per potenziare al massimo la tua autostima, il tuo approccio, il modo di comunicare con gli altri.
Superare la difficoltà a dire NO, a confrontarsi e affermarsi.

Imparare a comunicare in modo chiaro e diretto per superare la mancanza di rispetto.

Disaccordo con il capo: 20 cose da ricordare prima di aprire bocca

disaccordo con il capoFoto di Michi-Nordlicht da Pixabay

Hai il bisogno di parlare.
Di dire la tua.
Di esprimere il disaccordo.
La divergenza.

Senza creare conflitto, fraintendimenti, astio.
Disaccordo si, ma in modo costruttivo.
A parole sembra facile.

..ma se si tratta di disaccordo con il capo?

Le cose improvvisamente diventano molto più complicate.
L’idea può provocare panico immediato.

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Pochi sono disposti a esprimere le proprie opinioni a un superiore.
La maggioranza rimane timida.
Inibita.

Quando si tratta di disaccordo con il capo,
il tuo obiettivo deve essere quello di dimostrare che sei un professionista attendibile.
Una persona di cui ci si può fidare.

Un partner lavorativo che sa anche ascoltare.
Che vuole “costruire” grandi rapporti sul luogo di lavoro.

Ricorda che nel disaccordo con il capo è fondamentale affrontare la questione e non la persona:

1. Se sei sempre d’accordo… sei poco “attrattivo” come collaboratore.

2. Non dare solo importanza a cosa-dici, ma valuta anche quando-e-dove-lo-dici.

3. È fondamentale conoscere e “abbracciare” gli obiettivi del tuo capo. Se non ti allinei con il quadro generale, trova un altro lavoro.

4. Presentati con soluzioni o non presentarti affatto.

5. Non dimostrare che il tuo capo ha torto, a meno che tu non abbia fatti concreti o sei un esperto in quel campo.

6. Il disaccordo va espresso in privato. Lontano da orecchie indiscrete.

 

 

7. Lascia fuori le emozioni. Prepara dati, grafici, fogli di calcolo e qualsiasi altra prova concreta possibile per supportare il tuo punto di vista. Attenersi ai fatti.

8. Usa spesso la parola “suggerire“. È una parola magica in questo tipo di dialogo, perché nessun capo si arrabbia per un suggerimento.

9. Parla a titolo personale. Evita di parlare in generale tipo “Ci sentiamo tutti in questo modo” oppure “Questo è il cambiamento che tutti desideriamo”.

10. L’obiettivo del disaccordo non è vincere, ma mantenere intatto il rapporto. Fin quando è possibile.

11. Usa espressioni come “Ho bisogno …” oppure “Mi sento … ”. Formula la frase in modo tale che il messaggio si riferisca a te e ai tuoi sentimenti.

12. Se ti senti arrabbiato, è meglio dire il meno possibile. Se il capo è arrabbiato, è meglio dirne ancora meno.

13. Non fare sentire il capo un idiota. Presenta il disaccordo con un approccio logico e nel suo migliore interesse.

14. Ascolta, ascolta, ascolta. Ascolta – soprattutto – ciò che “non viene detto”.

15. Riempi la tua relazione con accordi prima di esprimere disaccordi.

16. Esprimi accordi frequentemente e pubblicamente.

17. Offri alternative piuttosto che critiche: “E se …” suona meglio di “Ma…“-“Perché …

18. Ricorda che il tuo obiettivo è presentare le tue idee, non dimostrare che il tuo capo ha torto.

19. Se non sei completamente sicuro o convinto, tieni la bocca chiusa!

20. Sii breve. Il capo – per definizione – è sempre molto occupato.

Successo sul lavoro: 12 ragioni perchè non avrai quello che desideri

successo sul lavoro
Diventare il team leader di quell’innovativa startup,
entrare nell’e-commerce con la tua piccola impresa a conduzione familiare,
sbaragliare la concorrenza e diventare store manager del lussuoso store del centro,
guidare un grande progetto per una multinazionale americana.

Wooooowww!
Figo!
Per raggiungere il successo sul lavoro (grande o piccola, poco importa) devi mettere in campo doti quali determinazione, tenacia, costanza, volontà.

E purtroppo non tutti ci riescono.

È un attimo, sprecare opportunità e scivolare nell’immobilismo, non superare ostacoli e comportamenti dannosi.

Ecco 12 ragioni perché non avrai il successo sul lavoro che desideri:

1. Continui a chiederti “Perché io no?” … e non passa mai all’azione!

2. Lo pretendi facile e veloce. In una notte.

3. Aspetti di essere pronto per lanciarti.
Non hai capito che non sarai mai pronto al 100%.

4. Ci hai provato e hai fallito. E non ci provi più. Mai più.

5. Punti tutto sulla competenza. La capacità non è tutto. Serve determinazione. Tenacia. Palle.

6. Non hai ancora capito che … chiunque abbia mai realizzato qualcosa, a un certo punto si è bloccato, arenato, non è riuscito. Ha sbagliato.

7. Ricerchi solo complimenti e like. La maggior parte delle persone ti criticherà, dirà che stai sbagliando o vorrà qualcosa da te.

8. Sei bloccato dal rifiuto. La risposta alle domande che non hai mai fatto, sarà sempre NO.

9. Non riesci più a superare battute d’arresto e inaspettate cadute che demoliscono le tue certezze.

10. Vuoi evitare il conflitto. A tutti i costi.
Hai il bisogno di essere apprezzato e accettato.

11. Sei convinto che non hai il talento.
Per te una dedica da Stephen King “Il talento da solo vale poco. Ciò che separa il talentuoso dalla persona di successo è il duro lavoro.

12. Sei sempre preoccupato “di cosa fanno gli altri”. Non lavori su te stesso. La crescita inizia con la consapevolezza che il problema non sono gli altri … ma sei tu!

Senti cosa ha detto Roberto Bolle ai ragazzi di Forcella durante One Dance, la grande festa della danza organizzata a Napoli.

“Non credete al successo facile, quello fatto di scorciatoie: non vi lascerà nulla.
Inseguite invece i sogni e credete in un percorso costruito giorno dopo giorno.
Il successo facile non arricchisce, è importante coltivare le proprie passioni.
Questo, al di là del risultato,
contribuirà a costruire una persona migliore”.