10 qualità di successo che non richiedono nè talento nè fortuna

talento

“Faccio una cosa molto bene, ma il talento non basta.
E’ il primo insegnamento che mi ha trasmesso il coach.
Puoi aver talento, ma se non lavori duramente non diventi un campione.”

Usain Bolt

Il talento contribuisce sicuramente al successo.
Ma da solo non basta.

Eppure è forte la tentazione di credere che solo quelli baciati dalla fortuna saranno premiati … solo quelli che hanno talento arriveranno ai posti più desiderabili e più ambiti.

Il talento non basta per avere successo

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Oltre al talento occorre la capacità di resistere alle distrazioni e alle tentazioni, al fine di raggiungere un obiettivo.
È la capacità di resistenza, di ristrutturare i fallimenti e le sconfitte.
È la capacità di rialzarsi per la centesima volta.
È necessario essere perseveranti nonostante gli ostacoli che incontriamo sulla nostra strada.

Se invidi il talento del tuo collega, del tuo capo, del tuo compagno di squadra, di tuo fratello, ricorda che … il talento da solo non basta occorre tenacia, grinta, duro lavoro quotidiano.

Come twittato da Bill Gross, via Fouad ElNaggar ecco 10 qualità che possiedono le persone di successo (cui tutti noi, e anche tu puoi attingere) che non richiedono né talento né fortuna.

Se anche tu (come me) il talento lo ammiri in TV o al cinema.
Parti da qui.
Inizia da queste 10 qualità.
La prossima volta che desideri far prendere vita ai tuoi sogni, avere successo, ricorda a te stesso che hai già tutto quello che ti serve.

Ecco 10 qualità di successo che non richiedono nè talento nè fortuna:

1. Essere in orario

Essere in ritardo, per qualsiasi motivo, è imperdonabile.
Grida all’inaffidabilità.
Non c’è scusa che esista.
La tua puntualità la dice lunga su di te.

 


 

Essere in orario è la regola n.1.
Non importa se si seguono tutte le altre regole.

2. Lavorare in modo etico

L’etica che dimostri al lavoro “dice” molte cose su chi sei … come professionista e come persona.

Si tratta del tuo atteggiamento, il tuo comportamento, la tua comunicazione e l’interazione.
“Come” fai il tuo lavoro.
Coinvolge caratteristiche come l’onestà, la trasparenza e la responsabilità.

3. Sforzarsi

Il primo tratto nella persona resiliente si esprime con la capacità di dedicarsi completamente
ad un’attività. Impegnarsi per portare a termine un compito senza lasciarsi scoraggiare o spaventare dalla fatica.

4. Linguaggio del corpo adeguato

La ricerca ha dimostrato che, quando si tratta di prime impressioni, abbiamo pochi secondi (non minuti) per lasciare un’impronta positiva.

Che cosa si può fare per avere un buon impatto?
Cominciamo con il modo giusto di usare il nostro corpo.

Essere consapevoli di come si utilizza il corpo non riguarda solo come si è percepiti, ma anche come ci si sente. Camminare con calma, con un sorriso sul tuo viso, forte contatto visivo, la postura “tirata verso l’alto” ti fa apparire rilassato, fiducioso e positivo e in grado di far fronte alle pressioni.

 
More: scopri il percorso di coaching ideale per potenziare la tua autostima sul lavoro
 

5. Energia

È la capacità di essere attivi.
È la forza fisica o mentale che ti permette di fare le cose.
Energia è entusiasmo e impegno.

6. Attitudine e comportamento

Qual è il tuo atteggiamento nei confronti del lavoro?
Lavori per soldi, per pagare il mutuo o per passione?
Come intendi dare il tuo valore aggiunto?

L’attitudine è il tuo modo di vedere la vita, il tuo modo di pensare, di sentire e di comportarti.

Il tuo atteggiamento è la forma di espressione di se stessi.
Si può scegliere di essere felice, positivo e ottimista oppure si può scegliere di essere pessimista e critico.
La scelta è tutta tua.

7. Passione

“La passione è un po’ come l’amore. È difficile, probabilmente impossibile, da definire in termini precisi, ma facile da vedere e sentire quando è presente.”.

Charles Kovess

La passione è emozione, sentimento, gioia ed entusiasmo.
Eccitazione.
La passione che metti sul lavoro parla della tua determinazione e la fiducia in se stessi.
È fare qualcosa che si ama.

La passione non è un pensiero intellettuale.
Si tratta di un sentimento, un’emozione.
Anima.

8. Essere “allenabile”

Tradotto da “Being coachable”.

Essere “cocciabile”, essere “allenabile”, ovvero …

la capacità d’impegnarsi per il proprio sviluppo, avere “fame” per il feedback da parte degli altri, possedere la volontà di essere corretto e di essere aperto a tutto ciò che può migliorare se stesso.

La disposizione a lasciare agli altri la propria valutazione e rendersi conto che il cammino di sviluppo personale non può essere percorso da solo.

“Allenabilità” richiede fiducia nel coach.
La fiducia si basa su valori e obiettivi condivisi.

 
More: scopri il percorso di coaching ideale per la tua carriera di successo
 

9. Fare l’extra

L’extra è qualcosa che è fatto in aggiunta ai requisiti del contratto.
Fare qualcosa extra è buono, non solo per gli altri ma anche (e soprattutto) per te stesso.
È quel qualcosa in più.

10. Essere preparati

Essere ben preparati è la chiave per affrontare le sfide future della vita e del lavoro.
Sapersi adattare al mondo portando un valore aggiunto tangibile all’azienda, dimostrare le conoscenze acquisite, le abilità raggiunte nel tempo dimostrando il coraggio e il senso di responsabilità.

E adesso che lo sai … che cosa fai?
Quale sarà la tua prossima mossa?

“Per fare una carriera come la mia il talento non basta.
Quando ho debuttato con la Nazionale pensavo fosse sufficiente, poi ho capito che per arrivare dove sono ora dovevo metterci del mio.
In campo serve tanta rabbia, la fortuna ogni tanto aiuta ma la rabbia è un ingrediente fondamentale
“.

Gianluigi Buffon

Investi su te stesso. Passa all’azione. “Fai” coaching.

fare coaching

Le risposte ci sono già.
Sono tante.
Sono dappertutto.
Non hai difficoltà a recuperarle.
Basta digitare.

Le risposte che cerchi sono dappertutto

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Viviamo in una cultura che offre già un numero considerevole di risposte,
pensa a internet,
all’offerta di libri, corsi, seminari, workshop.

Chissà quante volte le hai lette.
Quante volte le hai già sentite.

Se non è servito niente.
Se è cambiato poco.
Significa che (forse) non è quello di cui hai bisogno.

Il problema che (spesso) sono risposte standard e poco personalizzate.
Generiche e tutt’altro che incisive.

Il mio obiettivo di coach non è darti risposte

Il mio proposito di coach non è darti scorciatoie, formule magiche all’ultima-moda, slogan a effetto, consigli o pareri (“Fai questo … non fare quello”), giudicarti, giustificarti oppure consolarti.
E tanto meno darti risposte che conosci già.

Se anche tu hai (o hai avuto) problemi di motivazione o di leadership sai perfettamente che se anche ti dò una pacca sulla spalla dicendo: “Dai, forza motivati!” non ti sarà di grande aiuto.
Se non sei nello stato mentale giusto, questo tipo di consiglio lascia il tempo che trova.

Il mio obiettivo di coach è aiutarti a scoprire le risposte che “possiedi” già, crescere la fiducia in te stesso, allenare i tuoi “muscoli caratteriali” e sbarazzarti delle false credenze e di quei limiti che ti “ancorano al terreno” e non ti permettono di volare verso il tuo reale potenziale.

La tua leadership va “allenata” ogni giorno

 


 

Essere leader richiede coraggio, pratica e fatica.
Motivare un team è un impegno quotidiano.

Non puoi più restare legato a comportamenti oramai sorpassati “Tu fai quello e tu fai quest’altro”.
È necessario coinvolgere le persone che lavorano con te.
Non concentrarti solo sui compiti da eseguire e sulle cose da gestire.

È un “paziente costruire”, giorno per giorno e richiede tutta la tua attenzione e il tuo coinvolgimento.
Ci vuole impegno.
Ti serve consapevolezza.
Ti occorre strategia.
Grinta.

Fare coaching vuol dire passare all’azione

Se c’è qualcosa che deve cambiare nel tuo “modo” di lavorare, prendi provvedimenti.
Investi su te stesso.
Passa all’azione.
Fai coaching.

Fare coaching significa dirsi “È il momento di cambiare. Mettere una marcia in più“.

Se hai sentito “parlare di coaching” ma non ti sei ancora deciso,
lascia che ti spieghi cos’è (per me) il coaching e come lavoro ogni giorno,
scopri la mia guida di benvenuto facendo click qui.

14 segnali che mostrano quanto devi ancora lavorare sulla tua forza mentale

mentalmente debole

Foto di skeeze da Pixabay

Alcune persone sono semplicemente mentalmente più forti di altre.

Alcune raggiungono i loro obiettivi.
Sono volitive.
Determinate.

La persona mentalmente debole si lamenta costantemente
e trova sempre scuse per non alzare un dito e dire:
questa cosa non mi sta bene, ora la cambio.

Preferisce piangersi addosso

Sentirsi vittima.

La forza mentale è essenziale per affrontare:

  • una situazione difficile
  • un momento complesso
  • capo o un collega ostico
  • lavoro che non ci piace
  • una relazione che ci ruba energia

Rompere gli schemi, cambiare direzione, raggiungere obiettivi
non è facile.

Ci vogliono:
tempo.
fatica.
costanza.

Qualunque sia la sfida,
devi tirare fuori grinta, carattere e determinazione.

Anche al tuo livello — grande o piccolo che sia, poco importa.

Ecco 14 segnali che indicano quanto devi ancora lavorare sulla tua forza mentale.

1. Una critica ti rovina la giornata

Ti offendi per una battuta?
Fai fatica a sorridere dei tuoi difetti?

Se sei mentalmente debole
ti avveleni la giornata per un nonnulla,
ti prendi sempre troppo sul serio
e vivi il dissenso come un attacco personale.

Così, pur cercando l’approvazione degli altri,
eviti il confronto
e i rapporti diventano rigidi, formali, freddi.

2. Hai frequenti crolli emotivi

Ci sono giorni in cui basta poco per sprofondare.

Non riesci ad affrontare nulla
e impieghi molto tempo a riprenderti —
tempo durante il quale i problemi crescono.

Quando sei vittima di continui sbalzi emotivi
è difficile restare lucidi e centrati.

Nel mio libro Autorevolezza spiego perché
imparare a gestire le emozioni è una competenza chiave.

3. Non sai dire NO

Dire NO è difficile.
Dire SÌ senza convinzione è molto peggio.

Chi è mentalmente debole evita il conflitto per paura,
finisce per peggiorarlo.

Se non metti limiti:

  • perdi credibilità
  • perdi fiducia
  • paghi in autorevolezza

Se sei un leader, questo è ancora più evidente.

A lungo andare, non saper dire NO
diventa frustrante
e mina autostima e motivazione.

La tua voce, il tuo sguardo, la tua presenza parlano più delle parole.

Il percorso
Voce, attitudine, presenza: comunica autorevolezza da Executive
e fatto proprio per trasmettere leadership autentica.

4. Hai familiarità con la mediocrità

Ti accontenti.
Non lotti abbastanza.
Ti sei abituato.

Hai fatto “amicizia” con la mediocrità.
La coccoli.
La giustifichi.

Vai a letto tranquillo.
Comodo.

Ma allora non lamentarti.
Perché molte scelte — in fondo — sono tue.

5. Sei drammatico e pessimista

Vedi segnali ovunque che ti invitano a fermarti.

Ti racconti che la vita è stata particolarmente crudele con te.

È facile essere pessimisti.
Comodo.

È la scusa perfetta per non iniziare nulla
e per non sbagliare mai.



6. Ti lamenti spesso

Un imprevisto non è la fine del mondo.

Le persone mentalmente forti
accettano che la vita alterni alti e bassi,

Si assumono responsabilità
e cercano soluzioni.

Raramente le sentirai piagnucolare.

7. Hai paura del cambiamento

La routine ti rassicura?
Eviti di uscire dalla zona di comfort?

Il cambiamento è inevitabile.
Ciò che conta è come lo affronti.

Le persone mentalmente forti
sono flessibili, aperte
e accolgono il cambiamento.


Vuoi potenziare assertività e carisma?

Trovi spunti interessanti nei miei libri:
“Autorevolezza” , ora nella NUOVA edizione aggiornata 2025, è perfetto se vuoi rafforzare la tua presenza autorevole.

“Prima volta Leader” è pensato se hai assunto da poco un ruolo di leader.

8. Procrastini spesso

Indugio e pigrizia
sono segnali chiari di debolezza mentale.

Tutti abbiamo momenti di stanchezza.

Ma quando diventano abitudine, bisogna intervenire.

9. Dai la colpa agli altri

Accusare gli altri protegge l’ego
ma indebolisce la forza mentale.

Solo tu puoi portare il successo nella tua vita.
Accettare la responsabilità è un atto di forza.

10. Non fai ciò che dici

“Nessuno promette tanto quanto chi non manterrà.”

Francisco de Quevedo

Le parole contano.
Ma contano ancora di più le azioni.

La coerenza costruisce forza mentale.
L’incoerenza la distrugge.

11. Hai paura del confronto

Allenarti senza mai metterti alla prova
non ti renderà mai forte.

Prima o poi … devi scendere in campo.

Il momento “giusto” non arriva.
Si crea.

12. Non accetti la realtà

Negare la realtà blocca il cambiamento.

Accettarla — anche quando è dolorosa —
è il primo passo per trasformarla.

13. Sei terrorizzato dal fallimento

Il fallimento insegna.
Corregge.
Rafforza.

Le persone di successo non evitano le cadute.
Imparano a rialzarsi.

14. Getti la spugna facilmente

Ecco uno dei tratti più evidenti della mancanza di forza mentale.

Il successo non è rapido.
Non è facile.
Ancor meno immediato.

Richiede tempo.
E perseveranza.

Allenati con piccole vittorie.
Completa ciò che inizi.
Anche quando sei stanco.

Se dentro di te hai deciso che non mollerai,
non lo farai.



In definitiva …

La forza mentale non è un talento riservato a pochi.

È una scelta quotidiana.

Ogni giorno puoi allenarla
oppure indebolirla.

La differenza non la fa ciò che ti accade,
ma come scegli di reagire.

I miei servizi

Percorsi di coaching mirati, brevi e concreti su un tema specifico: autorevolezza, team leadership, carriera.

Un esempio:
Sviluppare assertività senza perdere empatia” impari a comunicare con chiarezza e rispetto, anche nelle situazioni più difficili.

Scopri tutti i percorsi mirati.

I miei libri

La NUOVA edizione 2025 del mio libro “Autorevolezza” ti aiuta a rafforzare impatto, carisma e comunicazione.

“Prima volta Leader” è il libro pratico perfetto se muovi i primi passi nella gestione di un team.

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8 cose da ricordare quando nessuno ti dà il suo supporto

nessuno ti aiuta

Ehi non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa, neanche a me!

Ok? Se hai un sogno tu, lo devi proteggere.

Quando le persone non sanno fare qualcosa lo dicono a te che non lo sai fare.

Se hai un sogno inseguilo.
Punto!

Chris Gardner (Will Smith)
Dal film “La ricerca della felicità” di Gabriele Muccino

Confidare a qualcuno
(tua moglie o tuo marito,
un amico caro,
un collega,
tua sorella)

che desideri avviare un e-business,
accettare una nuova proposta lavorativa,
fare il personal coach,
proporti per uno scatto di responsabilità,

lasciare un lavoro “sicuro”
per lanciare la start up che sogni da anni…

oppure semplicemente …

esprimere te stesso,
fare arte,
costruire una famiglia,
trasferirti in un’altra città
dall’altra parte del mondo…

può innescare qualcosa di inatteso.

Sguardi vuoti.
Reazioni neutre.
Parole di circostanza.

O peggio:
repliche negative accompagnate da quello sguardo sfiduciato
di chi è già convinto
che non ce la farai.

Che non riuscirai …

Ti aspettavi più sostegno.
Più incoraggiamento.

E invece ti senti non ascoltato,
incompreso,
criticato.

Persino deriso.

Ti aspettavi di più. Dì la verità.

Anch’io.

E invece… poco o nulla.

Nessuno ti aiuta.
Reazioni fredde.
Supporto minimo.
Frasi fatte.

Il rumore del silenzio intorno
è difficile da digerire.

Per quanto vorremmo che amici e parenti sostenessero
sogni, speranze e obiettivi,
a volte è meglio…
tacere.

Stare zitti.
Tenersi tutto dentro.

Quando guardi intorno a te
in cerca di una stampella
e non trovi nessuno,
è dura.

Durissima.
Demoralizzante.

Se non ti è mai capitato,
non puoi capirlo davvero.

Senza sostegno, il dubbio prende il comando

Quando nessuno ti aiuta,
le paure che già abitano la tua mente
diventano dominanti.

Insormontabili.

Potrei dirti:

  • “Non ti preoccupare, chi se ne frega di cosa pensano gli altri”.

Ma non basta.

Se non sei nello stato mentale giusto,
queste frasi – anche dette in buona fede –
scivolano via.

In teoria è semplice.
In pratica, no.

Ecco 8 cose da ricordare
quando nessuno ti aiuta
e le reazioni (o le non-reazioni) degli altri
rischiano di spegnere il tuo entusiasmo.

Prima ancora di iniziare!

1. La tua passione viene prima

Il punto non è se gli altri ti sostengono o no.
Il punto è non ritrovarti un giorno a pensare:

  • “Se solo avessi avuto il coraggio di provarci…”

Il punto non è rendere felici gli altri.
È non tradire te stesso.

Segui ciò che senti.
Non vivere all’altezza delle aspettative altrui.

Concentrati su chi devi essere
e cosa devi fare.

Riguarda te.
Solo te.


Scopri i miei percorsi di coaching mirato per far crescere la tua carriera e leadership:

– Team e gestione collaboratori → scopri

– Autorevolezza e leadership → scopri

– Carriera e cambi di lavoro → scopri

2. La vita è una sola

È scoraggiante non sentirsi incoraggiati.
Ma la vita è breve.

Vuoi davvero rinunciare a ciò che senti giusto
per colpa delle paure degli altri?

Anche da solo
puoi fare la differenza.

3. Chi non ti sostiene è spesso più insicuro di te

A volte è cattiveria.
A volte è ignoranza.
Molto spesso è paura.

Le persone riversano su di te
le loro insicurezze.

La loro paura dell’ignoto.

“Quando le persone non sanno fare qualcosa,
ti diranno che non puoi farla nemmeno tu.”

Il problema non è tuo.

È loro.

4. Ognuno ha un “buon” motivo per non aiutarti

C’è chi vuole proteggerti.
Chi teme il cambiamento.
C’è chi ha paura per-i-soldi.

Chi non vuole vederti emergere.
Chi spera tu fallisca per dire “te l’avevo detto”.

Capire questo aiuta a non prenderla sul personale.



5. Non puoi piacere a tutti

È impossibile.
E va bene così.

Lavora su di te.
Resta focalizzato.

Non distrarti.

6. Si può riuscire anche senza sostegno

Molte persone di successo
hanno scelto la strada più incerta.

Non lasciare che il pessimismo altrui
diventi la tua verità.

Credi in te.
E lavora sodo.

7. Ascolta anche gli scettici (con intelligenza)

La paura non è il nemico.
È un segnale.

Usala per riflettere,
non per bloccarti.

Il coraggio non è assenza di paura,
è agire nonostante la paura.

8. Non fare le cose solo per dimostrare qualcosa

Dimostrare che avevi ragione
può dare soddisfazione.

Ma vivere per smentire qualcuno
è una trappola.

Fai le cose perché le vuoi.
Non per rivalsa.


Stai pensando di cambiare lavoro ma non sai da dove partire?

In un percorso mirato ti aiuto a fare chiarezza, valutare le opzioni e definire il prossimo passo giusto per te.

Scopri il servizio “Vuoi cambiare lavoro! Esplora, valuta, decidi

In finale

Quando senti una chiamata interiore,
proteggila.

Non tutti capiranno.
Non tutti ti sosterranno.

Ma le tue aspirazioni
appartengono a te.

E solo a te.

Detto questo,
ti consiglio la lettura del mio post,
che mette in guardia dai facili entusiasmi.

Di come la realtà è molto più complessa.
Come se bastasse solo volerlo …

I miei servizi

Percorsi di coaching mirati, brevi e concreti su un tema specifico: autorevolezza, team leadership, carriera.

Un esempio:
Ti senti bloccato nel tuo lavoro? Capire prima di decidere”.

Se ti senti fermo, svuotato o senza direzione professionale, questo percorso ti aiuta a fare chiarezza prima di prendere decisioni affrettate.

Scopri tutti i percorsi mirati.

I miei libri

La NUOVA edizione 2025 del mio libro “Autorevolezza” ti aiuta a rafforzare impatto, carisma e comunicazione.

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8 segnali che stai creando nel tuo team stress inutile e dannoso

stress inutile

Sei convinto che lavoro e stress vadano di pari passo?

I leader incompetenti creano stress.
Stress inutile.
Evitabile.
Stress non necessario.
Improduttivo.

1. Tutto è sempre all’ultimo minuto

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Tutto è all’ultimo secondo.
Sempre.
Tutto è fatto di fretta.
Ci si “nutre” di stress e ansia.

I leader inesperti sono sempre di fretta.
Lavorano tanto (spesso troppo) che è probabilmente il più grande segno distintivo d’incompetenza.

Assegnano rapidamente i compiti e chiedono di fare tante cose senza preavviso, esigendo anche la perfezione.

2. Dai poche direttive e per giunta sconnesse

Nessuno capisce, dove si vuole andare a parare.
Nemmeno tu.

Navighi a vista, con obiettivi confusi o irraggiungibili e senza dire chiaramente ai tuoi collaboratori “chi-fa-cosa”.
Lo devono immaginare.

La strategia è poco chiara, in continuo cambiamento.

In questo contesto è veramente complicato rimanere focalizzati sulle attività da svolgere e raggiungere gli obiettivi.

3. Nascondi gli errori

“… riconoscere gli errori e correggerli il più presto possibile, prima che facciano troppo danno.
L’unico peccato imperdonabile è nascondere un errore”.

K.R. Popper

 


 

Ogni errore che nascondi,
aumenti la mediocrità,
rinunci al miglioramento.

4. Ti aspetti sempre la perfezione creando stress inutile

Ognuno vuole fare al meglio il proprio lavoro.
Nessuno vuole essere ridicolizzato commettendo errori sul luogo di lavoro.

Tuttavia, molti responsabili e manager sono spinti da un bisogno di perfezione. Richiedono costantemente la perfezione anche su lavori o progetti di secondaria importanza oppure marginali.

Fare le cose sempre correttamente è ammirevole, ma ci sono momenti in cui richiedere la perfezione può creare stress inutile e dannoso nel tuo team.

Avere una chiara comprensione di quando gli errori dovrebbero essere più tollerati è un trampolino di lancio per sviluppo e produttività.

5. Non riconosci lo sforzo fatto

Un team leader eccellente va oltre i numeri, il budget e le ricompense (come le promozioni, gli aumenti di stipendio e la concessione di benefici) e sa che chi lavora bene ha diritto di vedere riconosciuto il suo sforzo (piccoli gesti d’incoraggiamento, i complimenti, anche la classica pacca sulla spalla).

Nel Mercato di oggi (dove si prendono molti NO) i pochi SI, conquistati con fatica e impegno, devono essere riconosciuti e apprezzati.
Come leader del tuo team comunica in modo chiaro al tuo collaboratore che apprezzi il suo lavoro.

 
More: scopri il servizio di coaching ideale per potenziare la tua team leadership
 

6. Sfianchi il tuo personale

Scadenze improvvise, modifiche progettuali,
interruzioni forzate che richiedono nuove valutazioni.
La pressione cresce e bisogna imparare a gestirla.

Talvolta il manager sentendosi inadeguato, cerca di sopperire alle sue mancanze con un aumento delle ore di lavoro che però, ironicamente, influisce negativamente sulla sua efficienza e sulla produttività del suo team.

I lavoratori, portati allo sfinimento, si sentono stressati, sfruttati, puniti invece che premiati per il loro impegno.

7. Sei poco trasparente

Sono davvero poche le questioni dove la riservatezza ha una buona ragione d’esistere.
Se sei un leader sicuro, non avrai problemi a identificarle facilmente.

Quando sei incompetente invece ami i segreti, pagando in termini di onestà e trasparenza.

I segreti, le bocche cucite, gli sguardi enigmatici, gli ammiccamenti e i cenni d’intesa creano (davvero) uno stress inutile e dannoso rendendo l’ambiente lavorativo nervoso, preoccupato e diffidente.

8. Hai aspettative poco realistiche

Dobbiamo sempre fissare standard elevati, ma se fissi scadenze e obiettivi talmente alti da essere irraggiungibili stai “ammazzando” la motivazione perché le persone saranno frustrate dal fatto che non potranno mai raggiungere quel traguardo impossibile.

Quando dai aspettative non realistiche, ti stai impostando per il fallimento e la delusione.
La motivazione sgorga solo quando si pensa di riuscire, di realizzare e di raggiungere “qualcosa”.

Se ritmi incalzanti e stress continuo determinano la tua vita lavorativa ricorda che …

lo stress non è “là fuori”, è dentro te.

Il modo in cui pensi a te stesso, la percezione del tuo lavoro, le tue aspettative,
il tuo modo di reagire davanti i problemi e le scadenze determinano lo stress nel “tuo” mondo lavorativo.

Faccia a faccia con la persona più difficile da gestire

persona difficile da gestire

Un grande talento.
Abbiamo tutti (chi più chi meno) un vero e proprio talento per vedere come-e-quanto gli altri avrebbero bisogno di cambiare.

L’ho scritto, evidenziato, sottolineato nei miei libri … cambiare gli altri ci sembra l’opzione più semplice, l’alternativa più attuabile, la scelta più comoda,
molto più che cambiare noi stessi.

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La volontà di correggere gli altri ci “rende ciechi” su noi stessi

Siamo molto (anzi troppo) “preoccupati” per i nostri collaboratori.
Il focus è solo e sempre su di loro.

Su cosa non va, su cosa è da migliorare, su cosa è da cambiare.

Spesso come dirigenti e manager falliamo perché siamo convinti che i cambiamenti comportamentali siano necessari per tutti. Tranne che per noi.

Insistendo sul cambiamento (degli altri) imbocchiamo una strada ostica che porta inevitabilmente a seri problemi di rapporto con il team con tutto lo strascico di conflitti, cali di produttività, scarsi risultati, bruciori di stomaco … e turnover del personale.

La verità è che …. abbiamo bisogno di “girare la telecamera”.
E puntarla su di noi.
E guardarci dentro.

È più facile criticare gli altri che “lavorare” su noi stessi

Arrivare a essere cosciente di essere al centro di tutte le nostre complicazioni, le frustrazioni e i fallimenti è una buona base di partenza.

La crescita inizia con la consapevolezza che il problema non sono gli altri … siamo noi!

Il nemico è facile da identificare.
L’abbiamo in casa”.

 


 

Ogni volta che ti guardi allo specchio, incroci lo sguardo con la persona difficile da gestire che tu abbia mai incontrato.

Quella più rigida, testarda, esigente, permalosa.
Il tuo peggior critico.

La persona che non ti concede il minimo sbaglio.
Quella più inflessibile.

La persona che non vuole cambiare, ma il cambiamento lo esige,
lo pretende,
lo reclama negli altri.

Faccia a faccia con la persona difficile da gestire

Quando ti guardi che cosa vedi?
Una persona audace, frustrata, ottimista, spocchiosa, permalosa, fragile o autorevole?

Ti sei mai chiesto se il tuo team sia mai stato “conquistato” dalla tua figura di leader?
I tuoi collaboratori si sentono gratificati di lavorare con un leader come te?
Sai essere sempre motivante nel comportamento e nelle parole?

Domande scomode, “faticose”.

Ma anche stimolanti.
Invitanti. Potenzianti.

 


 

Pensa più a cambiare te stesso e meno a cambiare gli altri

Imparare a gestire bene te stesso è una delle cose più importanti che devi fare come leader.
La prima persona che devi esaminare (e imparare a gestire) sei tu.

Se riesci a cambiare te stesso, gli altri cominceranno a cambiare a loro volta.

È più facile cambiare i nostri comportamenti che cambiare quello di altre persone.
Ricorda, sei tu, la persona difficile da gestire … non gli altri!

Quello che fai determina il tuo destino

Forse hai bisogno di maggiori informazioni riguardo il coaching?

Oppure ne hai solo sentito “parlare” ma non hai mai fatto il primo passo,
lascia che ti spieghi cos’è (per me) il coaching e come lavoro ogni giorno. Contattami.