Bassa autostima: 12 segnali evidenti che mostri anche sul lavoro – 2

bassa autostima

8. Bassa autostima: trovi sempre delle scuse

  • “Non ho tempo”
  • “Gli altri hanno tutte le fortune”
  • “Gli altri hanno qualcosa in più”
  • “Non sono portato”

Accettare la tua “responsabilità” personale ti potrebbe sembrare una debolezza,
invece è un segno di forza interiore e consapevolezza di sé.

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Piuttosto che osare, te la prendi con la fortuna, il caso o il destino, tiri fuori un ventaglio di giustificazioni, di scuse per non continuare (o iniziare).

Molte persone, pur con idee potenziali o geniali, non raggiungono il loro potenziale perché hanno accettato queste scuse, queste bugie come verità.

Sai … le menzogne possono diventare verità.
Soprattutto se te le ripeti abbastanza a lungo.

Diventano profezie che si auto-avverano.
Diventano la verità.
La tua realtà.

9. La tua giornata è rovinata da una critica, un parere discordante o una battuta

Metti il broncio alla minima osservazione?
Ti manca autoironia e autocritica?
Vai a piangere in bagno oppure esaurisci il tuo partner con le tue recriminazioni?

Come ho scritto nel mio libro sull’autorevolezza se ti avveleni la giornata per un nonnulla, ti prendi sempre troppo sul serio, ti innervosisce non appena ricevi una critica e metti il muso al primo dissenso (e lo tiene anche dei giorni) … dovresti lavorare sulla tua forza mentale.

Per non indispettirti eviti i confronti, i rapporti così perdono di spontaneità e sincerità, diventano rigidi e formali, privi di calore. Aridi.

Basta una piccola cosa per sprofondare in crisi, poi ci vuole tempo per riprenderti,
ma evidentemente non ti riprendi mai perché i problemi nel frattempo si sono ingranditi.

È difficile, quando sei suscettibile a continui sbalzi emotivi.
Prendi tutto sul personale, anche le critiche più costruttive. Invece di accettarle in modo obiettivo,
reagisci emotivamente o ti arrabbi e ti difendi.

Non sei ancora pronto a riconoscere che le critiche possono davvero aiutarti a crescere.
Ad avere più successo.

 
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10. Prendi anche i feedback positivi con disagio e diffidenza

Una bassa autostima è spesso correlata al non essere in grado di accettare (almeno non completamente) i complimenti. Un feedback positivo è spesso accolto con sospetto e diffidenza.

Sei suscettibile, sempre sulla difensiva.
Ogni parola di troppo la prendi come una mancanza di rispetto,
una presa in giro o una cattiveria.

 


 

Potresti addirittura pensare che l’altra persona sia sfrontata o ironica,
perché questi complimenti non sono in linea con le convinzioni che hai di te stesso.

Bassa autostima: quando qualcuno ti porge i complimenti per un lavoro, rispondi “Grazie!” con fierezza perché credi in te e nelle parole dell’altro.

Non reagire in modo eccessivo, rivelando così una personalità ossessionata dal giudizio degli altri.
Questa reazione è sintomo di un malessere più profondo.

È insicurezza.
Bassa autostima.

11. Hai una comunicazione incerta

Certamente non devi avere tutte le risposte.
Nessuno di noi le ha.

Ma se le tue frasi di solito iniziano con “Ehm”, “Ma …”, “Eh se …” oppure rispondi regolarmente alle domande con un arrendevole “Non lo so” (accompagnato da uno sguardo vuoto) può farti sembrare non all’altezza del tuo compito. Leggi il post.

Le espressioni negative e dubbiose hanno il potere di condizionare negativamente chi ascolta.
Se poi le usi spesso …. il negativo e il dubbioso diventi tu!

Oppure ti scusi troppo in fretta e troppo spesso. Chiedi scusa anche quando non è nemmeno giustificato.
Sei veramente dispiaciuto?
Hai fatto qualcosa di sbagliato?

Nella maggior parte dei casi, no, non l’hai fatto.

Infine, non essere troppo disponibile o troppo “molle”.
Non parlare con voce sommessa ed esitante, non riempire le tue motivazioni di “ehm…ehm…” che indeboliscono il tuo messaggio.

 
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12. Fai di tutto per compiacere gli altri

Hai bisogno di essere amato e riconosciuto,
non puoi fare a meno dell’approvazione degli altri.

Se non la ottieni ti senti frustrato e questo abbassa ulteriormente il tuo livello di fiducia,
perché non tutti approvano o non sono d’accordo con le tue decisioni.

La ricerca dell’approvazione altrui ti costringe a fare di tutto per assicurarti che le altre persone siano a proprio agio e felici.

Questo spesso implica trascurare i tuoi bisogni,
dire sempre sì anche quando non vuoi. Leggi il post.

Ti aspetti molto poco da te stesso

Accetti la mediocrità perché è quello che hai sempre avuto.

Credi che ti manca sempre quel “qualcosa” che ti permetta di raggiungere il successo che meriti.
Pensi di non avere controllo sulla tua vita. Di aver fatto la scelta sbagliata.

La vita sembra ingiusta, ti senti impotente.

Credi di non avere “potere” per risolvere i tuoi problemi.
Spesso ti appoggi agli altri piuttosto che seguire le tue scelte.

Questo ti può portare a ripensamenti e dubbi,
che renderanno sempre più difficili le decisioni future.

Bassa autostima: senti di avere poco controllo su ciò che ti accade

Senti di avere poca capacità di creare cambiamenti in te stesso e nel tuo “mondo”.

Impara a conoscerti meglio, analizza il tuo mondo interiore in tutta la sua complessità, focalizzando l’attenzione non solo sugli aspetti negativi, ma anche (e soprattutto) su quelli positivi.
Scopri il coaching!

Fai più chiarezza rispetto a quello che-vuoi e quello che-non-vuoi nella tua vita.
Non fare paragoni fra la tua vita e quella degli altri!

Bassa autostima: 12 segnali evidenti che mostri anche sul lavoro

bassa autostima

Una scarsa autostima può influenzare i tuoi pensieri,
le tue emozioni e il tuo comportamento.

Una bassa autostima può anche influire sulle tue capacità professionali e sulla tua carriera. A volte questi segnali possono essere evidenti, ma in alcuni casi possono essere molto più sottili.

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Non sarà facile leggere questi segnali di scarsa fiducia,
perché potrebbero descriverti meglio di quanto tu stesso voglia ammettere.

1. Ammiri gli altri e critichi te stesso

Pensi che tutte le altre persone siano migliori o ne sappiano più di te.
Ti preoccupi di ciò che pensano gli altri.

Non ti fidi del tuo giudizio. Chiedi costantemente ad altri cosa ne pensano, in modo da sentirti più sicuro della tua valutazione. Sei profondamente focalizzato sui tuoi limiti e fallimenti, raramente vedi quelli degli altri.

Confrontarti con gli altri può essere frustrante, i continui confronti spesso sfociano nello scoraggiamento, nel rancore verso gli altri e verso te stesso. Ne esci inevitabilmente sconfitto perché ti confronti con un’immagine ideale.

Non dovresti sentirti risentito e amareggiato per il successo degli altri.
Questo significa che è possibile (raggiungere il successo).
Il sogno può diventare realtà. Arriverà il tuo turno!

Quando sei sicuro di te, non ti interessa cosa pensano gli altri di te. Non vuoi rendere felici gli altri, ma piuttosto rendere felice te stesso.

 
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2. Ti concentri sui tuoi aspetti negativi e ignori i tuoi buoni risultati

Se hai una bassa autostima ti concentri solo sui tuoi difetti piuttosto che sui tuoi punti di forza.

Anziché utilizzare un dialogo interiore positivo, hai sempre qualcosa di negativo da dire a te stesso (anche quando le cose vanno bene) riguardo la tua competenza o la tua capacità.

Sovente scherzi su te stesso in modo eccessivo e negativo.

Quando hai poca fiducia in te stesso potresti ritrovarti a “battere sul tempo” gli altri nel sottolineare i tuoi difetti percepiti.

Una auto-battuta prima che qualcun altro abbia l’opportunità di farlo. Battute e spiritosaggini per diffondere le tue insicurezze.

  • “A fare calcoli sono una capra.”
  • “Se parlo l’inglese? … Mi chiamano Shakespeare! Ahahaha.”

3. Fai richieste di rassicurazione o dai troppe spiegazioni

  • “Ha senso?”
  • “Che cosa ne pensi”
  • “Tu che cosa faresti?”
  • “Pensi che sia una buona idea?”

Se hai problemi di fiducia personale,
avverti il bisogno di chiedere regolarmente agli altri la conferma delle tue scelte,
e approvazione per le tue azioni.

 


 

Così dai l’impressione di sentirti insicuro!
Dai una spiegazione breve e concisa.
Evita giri di parole e vai direttamente al punto.

Non cercare di convincere gli altri del perché del tuo rifiuto (ti senti stressato, stanco, oberato di lavoro, etc.).

Non devi persuadere nessuno, non sentirti obbligato a motivare le tue decisioni. I tuoi colleghi ti prenderanno sul serio e mostrerai la tua sicurezza al lavoro.

4. Ti ritiri sempre dalle discussioni

Non appena percepisci tensione scappi a gambe levate?
Hai difficoltà a difendere un punto di vista diverso?
Preferisci “arrenderti” piuttosto che esprimere i tuoi veri sentimenti?

Non ami i conflitti, anche se non sei d’accordo con il tuo interlocutore.
Di conseguenza tieni tutto dentro e questo non ti fa certo stare bene.

Senza farsi consumare “dentro”, dovresti imparare a superare la paura dei conflitti e far sentire la tua voce.

Se hai una bassa autostima scoprirai di fare sovente marcia-indietro durante le conversazioni che potrebbero (potenzialmente) portare a conflitti.

La paura del disaccordo proviene da credenze ben radicate dentro di te. Finché sarai così duro con te stesso, sarà impossibile confrontarti con gli altri.

 
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5. Se hai una bassa autostima hai difficoltà a chiedere (riposo, aumenti, promozioni)

Se mostri una bassa autostima avrai problemi a chiedere ciò di cui hai bisogno.

Il punto debole è pretendere che siano gli altri a riconoscere i tuoi bisogni e desideri,
senza dover dire una parola.
Così non funziona.

Non aspettarti che il tuo capo, il titolare legga nella tua mente.
La lettura del pensiero non è ancora possibile.

Mai dare per scontato che gli altri conoscano ogni tuo bisogno o necessità.
Non pensare che gli altri intuiscano o percepiscano.

Se sei stanco perché stai lavorando troppo, se pensi che il tuo stipendio valga di più,
se desideri un salto di responsabilità, una promozione, dillo.
Apertamente.

Non aspettare che qualcun altro risolva o esprima i tuoi bisogni per te. I tuoi desideri sono di tua responsabilità. Se c’è qualcosa che desideri cambiare nella tua vita, prendi provvedimenti.

6. Incolpi gli altri quando le cose vanno male

Non ti assumi mai le responsabilità. Te ne tiri sempre fuori.
Non eri lì, e se c’eri, eri occupato a fare altro… hai sempre pronta una scusa!

Possibile che sono sempre gli altri gli incompetenti?
Quelli che non capiscono niente? Quelli che sbagliano?

Riversare la colpa sugli altri è un atteggiamento puerile che utilizzi quando ti senti insicuro. È una strategia ti mette in modalità “vittima”.

Assumerti le responsabilità è un mezzo potente per creare rispetto e fiducia nei tuoi colleghi o collaboratori e, allo stesso tempo, incoraggia gli altri a fare lo stesso.

 
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7. Eviti le sfide per paura di fallire

Non sei disposto ad affrontare le sfide.
Sei sicuro che fallirai, quindi non ti esponi, non ci provi nemmeno.

La possibilità di fallire è così scoraggiante che non vuoi rischiare.

Poiché non hai fiducia in te stesso, hai una bassa autostima e dubiti della tua capacità di raggiungere il successo.

Per compensare questa insicurezza, trovi giustificazioni, incolpi fattori esterni oppure cerchi di minimizzare l’importanza del compito.

La parte 2 sarà online mercoledì prossimo.

Comunicare in modo efficace: il potere del silenzio strategico

comunicare in modo efficace

Foto di Barbara Olsen

Se desideri comunicare in modo efficace, vedere in azione il potere del silenzio, la prossima riunione prova a porre una domanda aperta, aspetta in silenzio e comincia mentalmente a contare … 1-2-3-4 …

Un silenzio di circa 10 secondi diventerà già incredibilmente scomodo.
A questo punto ci sarà sicuramente qualcuno che interverrà per rompere il disagio del silenzio.

Una pausa imbarazzante può sembrare duri minuti,
anche se in realtà è di pochi secondi.

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Anche se può essere scomodo, se impari ad accogliere il silenzio puoi prendere una posizione di “potere”. Ti aiuterà a ottenere quello che vuoi.

Purtroppo, anche molti leader non si sentono a proprio agio con il silenzio finché non sono costretti, dalle circostanze, a esserlo.

Tuttavia, quando impari a sentirti a proprio agio, il silenzio diventa una delle più potenti capacità comunicative che puoi utilizzare.

Il silenzio crea fiducia

Se vuoi sviluppare relazioni efficaci, devi creare fiducia.
Per creare fiducia, devi ascoltare.

Quando vuoi stabilire una relazione, parla poco.
Fai domande e ascolta!

Impara a conoscere l’altra persona.
Quando la persona si rende conto che la stai ascoltando, a sua volta, ti ascolterà.

 
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Comunicare in modo efficace? Il silenzio potenzia le persone

I team leader, davanti una richiesta di un collaboratore, spesso fanno l’errore di ricercare subito una soluzione da offrire. Tuttavia, la migliore strategia, è lasciare che la scoprono da soli. Leggi il post.

In alcuni casi, sono i collaboratori stessi che si rendono conto come la situazione non è così male come l’avevano prevista.

I grandi leader, con il loro silenzio, danno potere ai loro collaboratori.
Raramente dicono alle persone cosa-fare.

I leader danno agli altri l’opportunità di “guidarsi”, aiutandoli a guadagnare rispetto,
e aumentando il proprio carisma.

Enfatizza la tua comunicazione

Come ho scritto nel mio libro “Autorevolezza” il silenzio può essere l’elemento più importante della conversazione. Quando smetti di parlare, più sarai silenzioso, più attenzione attirerai.

Il silenzio dà la possibilità alle persone di elaborare quello che hai detto,
aiuterà a ricordare meglio.

Se usi troppe parole, il punto focale (quello che vuoi sottolineare) potrebbe andare perso.
Il silenzio eleva l’ascolto. Ti permette di essere ascoltato il momento “giusto”.

Durante i meeting, non “entrare” in tutte le domande o le questioni.
Le tue parole saranno più memorabili se rispondi solo a una o due, rispetto a chi interviene in ogni occasione possibile.

 
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Comunicare in modo efficace: il silenzio può sbloccare una trattativa

Quando siamo coinvolti in una trattativa, il silenzio (il conforto o il disagio che ne deriva) può avere un impatto sul risultato della trattativa.

Quando le posizioni restano bloccate e la risoluzione sembra essere in stallo,
il silenzio può essere uno strumento efficace per “sbloccare” la conversazione.

Il silenzio è imbarazzante per la maggior parte delle persone,
che hanno la tendenza a “riempire” questo spazio vuoto.

Il silenzio può darti un vantaggio strategico in quanto suggerisce che l’altra parte “sente” il bisogno di un accordo molto più di te.

Il silenzio ti aiuta a negoziare

Fare silenzio durante la negoziazione (per esempio un aumento o un preventivo), può essere snervante per chi non lo sa gestire.

Se una persona tace, l’altra si chiede cosa potrebbe pensare.
Non girare le carte in tavola.
Lascia che si chieda cosa stai pensando.

Se, per esempio, l’altra parte menziona l’offerta: non rispondere immediatamente “Ok” o “No”.
Fai una pausa.

Il disagio del silenzio farà sì che sarà l’altra persona a riempire il vuoto iniziando a parlare, (e magari) rivelando le informazioni che ti aiutano ad avere il “sopravvento” nella conversazione.

 


 

Il silenzio “placa” un’arrabbiatura

La rabbia aumenta significativamente la probabilità che dirai qualcosa di offensivo, che (magari) rimpiangerai una volta che la situazione si sarà calmata. Lo stesso vale per la comunicazione scritta.

Prima di premere il pulsante di invio della mail, dormici sopra!

È sempre possibile farlo il giorno successivo, ma è probabile che avrai cambiato il testo. Spesso, il tempo di riflessione cambia il punto di vista.

Il silenzio (compreso quello digitale) ti permette di raccogliere i pensieri e metterti a tuo agio su come rispondere. Quando desideri saperne di più (su un dipendente o un collaboratore) il modo migliore per acquisire informazioni è quello di ascoltare.

Ascoltare in modo attivo farà sentire la persona interessata. Sarà più predisposta (probabilmente) a condividere più informazioni rispetto a una conversazione normale fatta di interruzioni, commenti e riepiloghi.

Sovente il silenzio “parla” più forte delle parole

Il silenzio può essere la soluzione a molti problemi.

Viviamo in un’epoca di richiesta di attenzione: gridiamo sempre più forte sperando di essere ascoltati.
Più gridiamo, meno ci sentiamo.

Se parli meno, pensi di più.
Una volta che pensi, sarai meno tentato di reagire istantaneamente.
La prima reazione, spesso, non è la migliore.

Usa il silenzio. È lo strumento più potente per la tua comunicazione! Scopri il coaching.

Comunicare bene con i collaboratori: evita di minimizzare

discussioni sul lavoro

Foto di rawpixel da Pixabay

  • “Cosa vuoi che sia! Non è una tragedia quello che è successo, pensa a chi non lavora neanche!”
  • “Dai, piuttosto, parliamo di cose serie, hai inviato il preventivo?”
  • “Guarda che non è così difficile, ti faccio vedere!”

Spesso ce ne usciamo con queste esclamazioni perché pensiamo che minimizzare i problemi (degli altri) possa aiutare la persona a stare meglio.

Beh, non è così!

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Messaggi di questo tipo comunicano scarso interesse per il nostro interlocutore e per quello che sta tentando di dirci. È una mancanza di attenzione alle priorità e ai sentimenti.
Quando si minimizza un problema, lo si riduce al minimo.

Inoltre, minimizzare un problema per consolare l’altro può farlo sentire non compreso. Sminuito emotivamente. Non dai la giusta importanza ad una situazione o a un comportamento.

È irrispettoso dire “Non è un problema” quando è un grande problema (per la persona che hai davanti).

Validare le emozioni altrui non peggiora le cose, anzi farà sentire la persona compresa e accolta. Le permetterà di guardare alle sue emozioni, accettarle e imparare a gestirle.

Nel tuo ruolo di team leader, se qualcuno ti espone dubbi o insicurezze, ha bisogno di un confronto costruttivo e di un sostegno reale.

 


 

Non essere troppo veloce nel proporre soluzioni, non minimizzare la situazione o le emozioni dell’altra persona, anche se hai un punto di vista diverso. Dai il tuo parere schietto e sincero, non assecondare solo per evitare il confronto.

Comunicare bene? Non minimizzare

Non dire alla persona che il problema è poco influente, che sta esagerando e ingigantendo la situazione. Minimizzare le paure altrui ha come unico effetto quello di creare distanza con chi invece è preoccupato.

Come ho scritto nel mio libro “Autorevolezza” abbiamo tutti (chi più chi meno) un grande talento per vedere come-e-quanto gli altri avrebbero bisogno di cambiare i loro atteggiamenti. Cambiare gli altri ci sembra l’opzione più semplice, l’alternativa più attuabile, la scelta più comoda, molto più che cambiare noi stessi.

Spesso come team leader falliamo perché siamo convinti che i cambiamenti comportamentali siano necessari per tutti. Tranne che per noi.

È importante giudicare le persone per i loro punti di forza, non il tuo.

Non dimenticare che ciò che può risultare facile/naturale per te potrebbe rivelarsi difficile per altre persone.

Sfida con gentilezza. Rispetta la “resistenza”.
Chiedi alle persone di fare cose difficili.

Rispetta il disagio “So che è difficile per te”.
Se vuoi comunicare bene onora i “Sì” e rispetta i “No”.

 
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Non sentirti superiore perché hai punti di forza che altri non hanno

Ognuno possiede qualità. Ha “qualcosa” da offrire.
Come team leader dovresti concentrarti sui punti di forza del tuo team.

È facile sentirsi superiore (e non è molto onorevole) quando ti concentri sui tuoi punti di forza e sulle debolezze degli altri.

Non imporre i tuoi punti di forza gli altri. Quello che è facile o difficile per te, probabilmente sarà molto diverso per gli altri.

Comunicare bene richiede tanta autodisciplina ed empatia per rispettare e incoraggiare al meglio i collaboratori. Il coaching per la leadership potrebbe aiutarti a potenziare la tua potenzialità.

Vincere una discussione al lavoro: evita di stare sulla difensiva

vincere una discussione
Foto di fauxels

Nel pieno di una discussione parli in tutta fretta?
Non dai tempo di spiegare?
Non ascolti ma presumi ciò che l’altro vuole dire?
Per vincere una discussione ti aggrappi alle giustificazioni?
Non ti prendi la tua responsabilità? Ti nascondi dietro errori di altri?

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Se ti dicessi che sei sulla difensiva, lo prenderesti come un’offesa?

Spesso adottiamo questo atteggiamento di difesa (di fronte a frasi e comportamenti che potrebbero anche essere neutri o positivi) e reagiamo come fossimo minacciati.

Non ci rendiamo conto, non riusciamo a vedere chiaramente la situazione.
Ci siamo costruiti un “copione”, siamo immersi nel “film” che gira nella nostra mente.

A volte non c’è nulla di male a mettersi sulla difensiva, in fondo ci ha permesso di sopravvivere per migliaia di anni. Ci si avvicina con cautela, si studia e si osserva chi abbiamo davanti a noi,
per prevenire i pericoli.

La difensiva può essere autodistruttiva per i tuoi rapporti professionali

Mettersi sulla difensiva con il tuo capo, il collega, spesso ti si ritorce contro perché allontana le persone,
ti fa sembrare immaturo e insicuro.

Altre volte ancora, scatti sulla difensiva semplicemente perché sei stressato,
vivi costantemente in un clima di diffidenza che non ti permette di rilassarti.

Essere sempre sulla difensiva, ti fa perdere le opportunità.
Ti impedisce di confrontarti, poiché vedi in ogni cosa una minaccia.

Mandi segnali di una mentalità chiusa, timorosa,
di non essere in grado di gestire le tue emozioni.

 
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Conosci i tuoi limiti ed esprimili

Se non è il momento giusto perché ti senti stanco o irritato (anche per motivi non legati direttamente alla situazione), comunica all’altra persona che preferisci rimandare in un momento più appropriato:

  • “Capisco che questo è importante per te, ma non sono nello stato giusto per discuterne adesso. Possiamo parlarne domani?”

Se non sei “pronto” rischi di dire cose non appropriate, metterti sulla difesa,
con il risultato di spingere il tuo interlocutore sulla difensiva.

Diventa consapevole

Il primo passo è diventare cosciente di essere sulla difensiva.

Cerca di prestare attenzione alle cause che ha scatenato il tuo atteggiamento:

  • Cosa ti ha fatto mettere sulla difensiva?
  • Come ti ha fatto sentire quello che è stato detto o fatto?

È importante riconoscere i tuoi sentimenti, per esempio quando vieni criticato, e accettare quello che stai provando.

Il semplice atto di ammettere a te stesso di sentirti ferito, imbarazzato o insicuro,
ti può aiutare a disinnescare preventivamente il tuo stare sulla difensiva.

 
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Comunica come ti senti

Spiega all’altra persona come ti senti rispetto ai suoi commenti, atteggiamento o critiche,
senza lanciare biasimi.

Utilizza frasi dove prevale “io” piuttosto che “tu”.

  • “Non mi sento a mio agio in questa situazione”
  • “Faccio fatica ad ascoltare quando alzi la voce”
  • “Mi sento scoraggiato quando mi ricordi sempre le stesse cose”

Ascolta in modo attivo

Tutti desideriamo essere ascoltati e compresi, purtroppo nelle discussioni difficilmente ascoltiamo chi abbiamo di fronte.

Per paura di essere feriti, alziamo le barriere, non ci rendiamo conto che potremmo dire cose senza senso e fuori luogo.

Ascolta attivamente e con attenzione, non per ribattere e colpire,
ma per comprendere cosa prova l’altro.

  • Cosa sta effettivamente cercando di dirti l’altra persona?
  • Riesci ad ascoltarlo con tutta la tua attenzione?

Cerca di capire cosa il tuo interlocutore sta cercando di dirti, cosa lo infastidisce, come si sente.
Se non ti è chiaro, chiedi degli esempi.

Quando ci si sente ascoltati, le barriere difensive cadono, la persona si “ammorbidisce” perché realizza la tua volontà di accettare la tua parte di responsabilità:

  • “Mi dispiace che tu ti senta frustrato. Non mi sono reso conto come il mio atteggiamento potesse limitarti”.

 


 

“Vincere” una discussione? Resisti alla tentazione di reagire in modo difensivo

Riconosci che la reazione negativa del tuo interlocutore potrebbe avere poco o nulla a che fare con te,
ma è piuttosto il prodotto di emozioni represse e accumulate nel tempo.

Più ti difendi più aumenta la possibilità che qualcuno possa attaccarti verbalmente o fisicamente.
Questo perché la contro-difesa non è una risposta efficace.

Più cerchi di difenderti, più dai forza alle opinioni altrui.

Dimostra prima a te stesso e poi all’altra persona che le sue opinioni non ti influenzeranno,
solo perché non vengono gradite.

In conclusione, non puoi controllare le reazioni degli altri, se vuoi vincere una discussione, puoi unicamente provare a comunicare nel modo più costruttivo e bidirezionale possibile.

Quando accetti di “non difenderti”, apri al dialogo, accogli le critiche, dimostri che ascolti e non hai paura di un confronto.

Dimostri il tuo “potere”.
La tua forza.

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