Capo per la prima volta? 8 atteggiamenti da evitare se non vuoi bruciarti subito il team

Come ho scritto nell’introduzione del mio libro “Prima volta Leader – Se non nasci leader, lo puoi diventare”, ti sei preparato e hai lavorato duramente per arrivare fin qui.
Te lo meriti.
La promozione è finalmente arrivata.
Sei contento, apprensivo, smani dalla voglia di iniziare.
Adesso ci siamo.
Ottenere la promozione, però, è soltanto il primo passo.
Da domani non cambia soltanto il tuo lavoro. Cambia anche il modo in cui le persone ti guardano, ti parlano e interpretano quello che fai.
E tu, inevitabilmente, vorrai dimostrare che la scelta è stata giusta.
È proprio qui che puoi cominciare a fare danni.
1. Fare il so-tutto-io
Sei bravo.
Probabilmente è anche per questo che ti hanno promosso.
Il problema comincia quando pensi che essere diventato capo significhi improvvisamente saperne più di tutti su tutto.
- Dai istruzioni vaghe e ti aspetti che gli altri capiscano al volo.
- Assegni un compito senza sapere quanto lavoro richiede.
- Correggi persone che magari fanno quella cosa da dieci anni.
Non hai bisogno di dimostrare continuamente di essere più intelligente dei tuoi collaboratori.
E soprattutto non devi avere sempre la risposta.
Qualche volta puoi anche chiedere:
“Tu come la vedi?”
Non succede niente.
Rimani il capo.
2. Dire sempre sì perché vuoi piacere al team
È una tentazione forte, soprattutto all’inizio.
Vuoi creare un buon clima.
Non vuoi passare subito per quello rigido.
Vuoi essere apprezzato.
E così concedi.
Lasci correre.
Eviti una conversazione che potrebbe creare tensione.
Poi arriva il momento in cui devi dire no, correggere un comportamento o prendere una decisione impopolare.
E lì cominciano i problemi.
Essere disponibili non significa essere accondiscendenti.
Il rispetto del team non lo ottieni dicendo sempre sì.
3. Essere concentrato soltanto su te stesso
Hai parecchio da fare.
Nuovo ruolo, nuove responsabilità, riunioni, obiettivi, pressioni dall’alto.
Facile che tutto cominci a girare intorno a te.
Un collaboratore ti chiede una cosa.
“Sì, dopo ne parliamo.”
Poi te ne dimentichi.
Un altro ti racconta un problema e mentre parla tu stai già pensando alla mail che devi mandare.
Capita.
Ma se capita sempre, le persone smettono di venire da te.
Non servono grandi discorsi sull’empatia.
Quando qualcuno ti parla, ascoltalo. E se prometti di tornare su una questione, tornaci.
Sembra poco.
Non lo è.
4. Scimmiottare il leader forte
Braccia conserte.
Sguardo truce da capo-che-non-deve-chiedere-mai.
Tono duro.
Sarcasmo.
Qualche battuta per mettere in difficoltà quello che hai davanti.
L’hai visto fare da altri capi. Magari qualcuno ti ha anche detto che devi “farti rispettare subito”.
Attenzione a non scambiare arroganza e prepotenza per grinta e carattere.
Non devi diventare improvvisamente più duro perché adesso hai un team.
Se per sembrare capo devi continuamente ricordare agli altri che sei il capo, qualcosa non sta funzionando.
Sorridi un po’ di più.
E non prenderti troppo sul serio.
5. Pensare che, siccome tu non hai vita privata, non debbano averla neanche gli altri
Sei uno che lavora sodo.
Un panzer.
Se c’è da fermarsi fino a tardi, ti fermi. Se serve il sabato, ci sei.
Bene.
Ma ti sei preso la briga di chiederti se per gli altri è lo stesso?
La collaboratrice ti chiama perché il bambino è ancora malato.
Di nuovo.
Sgrani gli occhi.
Davvero non sai che i bambini si ammalano così spesso?
Ah! Non ne hai.
Non significa che devi accettare qualsiasi richiesta o risolvere i problemi personali di tutti.
Significa ricordarti che le persone hanno una vita anche quando tu hai una scadenza.
A volte non puoi fare niente.
Altre volte basta un minimo di flessibilità.
6. Fare l’amico invece del capo
Questo è delicato.
Magari fino a ieri eri collega delle stesse persone che oggi devi coordinare.
Prendevate il caffè insieme.
Vi raccontavate tutto.
Poi arriva la promozione.
E adesso?
Adesso qualche volta dovrai distribuire il lavoro, dire no, dare un feedback, valutare una prestazione o prendere una decisione che a un tuo ex collega-amico non piacerà.
Non devi diventare freddo. Ma il ruolo è cambiato.
Se per proteggere un’amicizia eviti le conversazioni che dovresti avere come responsabile, prima o poi il conto arriva.
Se questo passaggio ti riguarda, puoi leggere “6 motivi per cui non dovresti definire un collaboratore un amico”.
7. Diventare un micro-manager
All’inizio può sembrarti prudenza.
- “Fammi vedere prima di mandarlo.”
- “Mettimi in copia.”
- “Aspetta il mio OK.”
- “Passa da me prima di decidere.”
Poi, senza quasi accorgertene, tutto passa da te.
Email.
Preventivi.
Decisioni.
Dettagli.
E diventi il collo di bottiglia del tuo stesso team.
I collaboratori smettono di decidere perché tanto devono chiederti tutto.
Tu sei sommerso.
E magari ti lamenti pure che “qui nessuno si prende una responsabilità”.
Qualcosa non torna.
8. Partire a razzo con i cambiamenti
Questa è un’altra grande tentazione.
Sei appena arrivato e vedi subito dieci cose che cambieresti.
Finalmente puoi farlo.
Frena.
Come scrivo in “Prima volta Leader”, spingere subito sul cambiamento può sembrare coraggioso.
Spesso è semplicemente troppo presto.
Prima cerca di capire:
- perché si lavora in quel modo;
- chi ha deciso quelle procedure;
- che cosa è già stato tentato;
- chi sarà coinvolto dal cambiamento;
- quali conseguenze non stai ancora vedendo.
Non significa lasciare tutto com’è.
Significa evitare di demolire qualcosa prima di aver capito perché è lì.
Il cambiamento arriverà.
Ma non devi farlo lunedì mattina per dimostrare che la tua promozione aveva senso.
Capo per la prima volta? Mica facile
All’inizio avrai voglia di fare tutto bene.
Normale.
E proprio per questo potresti esagerare.
Essere troppo disponibile.
Troppo duro.
Troppo presente.
Troppo veloce.
Controllare troppo.
Cambiare troppo.
Con il tempo capirai che guidare un team richiede anche di regolare te stesso, non soltanto gli altri.
E qualche errore lo farai.
Anch’io ne ho fatti.
Alcuni li capisci subito.
Altri quando vedi la faccia del collaboratore che hai davanti.
Altri ancora parecchio tempo dopo.
Se ti senti meno incisivo nelle decisioni o nelle relazioni con il team, può essere il momento di lavorare sulla tua presenza da leader. Scopri “Problemi di leadership? Ritrova autorevolezza nel tuo ruolo”.
Non devi dimostrare dal primo giorno di essere un grande capo.
Comincia a non bruciarti il team.





Formatore e Coach.