Ci rivediamo a settembre!

La pubblicazione degli articoli riprenderà mercoledì 9 settembre.

Una buona estate a tutti!

 

 

Imparare ad ascoltare è il primo passo verso il tuo successo di leader

successo di leader

Foto di Med Ahabchane da Pixabay

Forse non sei così consapevole del fatto che ogni tuo collaboratore o dipendente desidera essere ascoltato. Con attenzione.
Vuole sentire la tua partecipazione e la tua empatia (anche se per pochi secondi).

Più percepisce il tuo reale interesse nei suoi confronti.
Più aumenta il suo desiderio di comunicare e di interagire con te (e più aumenterà la sua produttività).

Ascolta i tuoi collaboratori senza condizionamenti.

Ascolta i loro bisogni, le loro perplessità,
i loro dubbi, senti cosa vorrebbero cambiare, come possono aiutarti e …
poi agisci di conseguenza, sempre mantenendo la tua autonomia di pensiero e d’azione (guai a perderla!).

1. Se pensi che ascoltare sia facile, non ne conosci il vero significato.

2. Il 97% delle persone crede di essere un buon ascoltatore. In realtà sono solo “sentitori”.

3. Ascoltare in modo attivo è una skill fondamentale del leader di successo.

4. Il nostro ascolto è spesso distratto e prevenuto. Pronto a consigliare, giudicare, criticare, condannare .. ancor prima che le parole ci giungano all’orecchio.

 


 

5. Ricorda che … lo sciocco parla. Il saggio ascolta.

6. Meno parli, meno probabilità avrai di dire qualcosa di stupido.

7. Se sai ascoltare vuol dire che sei una persona sicura di te. Non ritieni di aver la soluzione per tutto e tutti. Non hai paura del confronto.

8. Hai notato? Desideriamo che gli altri ci ascoltino con attenzione ma non sappiamo, non riusciamo o non vogliamo fare altrettanto.

9. Ascoltare esprime interesse. Mostra rispetto. Riconosce il valore. Crea fiducia. Rafforza la connessione. Aumenta l’efficacia e l’efficienza.

10. Guadagni rispetto ascoltando (tanto). Lo perdi parlando (tanto).

11. Ascoltare è difficile quando ti senti dannatamente intelligente. Quando non hai tempo da perdere. Hai cose importanti da fare. Hai fretta.

 

 

12. Ricorda che alle persone piace essere ascoltate e comprese. Tanto quanto piace a te!

13. Ascoltare significa che sei disposto a scoprire che forse stai sbagliando o non stai andando nella giusta direzione.

14. Se sei disposto a metterti in discussione e cerchi costantemente evoluzione e crescita vuol dire che sei … un vero leader.

15. La differenza tra ascoltare e sentire è enorme. Il vero ascolto è la volontà di lasciare che l’altra persona ti cambi.” Alan Alda

16.La maggior parte delle persone non ascolta con l’intento di capire; ascoltano con l’intento di rispondere.” Stephen R. Covey

Successo di leader: impara a prestare vero ascolto a quello che dicono i collaboratori o colleghi.
Diventerai il loro punto di riferimento.
Importante e irrinunciabile.

8 segnali che sei arrogante e presuntuoso sul lavoro – e forse non lo sai neppure – 2

arrogante al lavoro

Foto di Vitabello da Pixabay

4. Quando sei un “rullo compressore”..sei  arrogante sul lavoro!

Non lasci mai che altre persone intervengano,
sei un “trattore della conversazione”, ritieni che ciò che hai da dire sia più importante.

Iscriviti alla Newsletter e ricevi GRATIS la guida sul coaching "Investi su Te Stesso"

Non c’è davvero niente di più avvilente per le persone.
Fai uno sforzo consapevole per ascoltare.
Tanto quanto parli.

Non dovresti sentire il bisogno di dover sottolineare -tutte le volte- quanto tu sia fantastico.
Sfruttare ogni occasione per metterti in buona luce.
Sminuire una persona davanti al capo o ai colleghi.

Quando interrompi significa che hai poca considerazione per l’opinione altrui.
Spesso questa necessità deriva dal bisogno di sentirsi ascoltati.
Trovare convalida per i propri pensieri.

Le persone sicure lasciano parlare gli altri.
Sono rispettose.

5. Non accetti i feedback

La persona sicura accetta critiche costruttive.
Sa che può sempre migliorare.
Non deve sempre dimostrare di avere ragione. È flessibile e non sente il bisogno di chiedere che le cose vengano fatte a modo suo.

La persona arrogante sul lavoro, invece, ha difficoltà ad accettare feedback.
Adotta l’approccio “tutto deve essere fatto a modo mio”.
Ha difficoltà a riflettere se stesso. A guardarsi allo specchio.
Vedersi per quello che è veramente.

Se ti ci ritrovi, fai un passo indietro e rivaluta la tua risposta al feedback.
 


 

6. Se fai di tutto per avere ragione..sei arrogante sul lavoro

Non puoi accettare di sbagliare!
Fai di tutto per avere ragione. E poi te ne vanti!

Ritieni che il tuo contributo sia il più importante.
E se qualcuno non è d’accordo, lo vedi come mancanza di rispetto.
Un attacco personale.

Se tu fossi una persona -davvero- sicura di te non avresti paura di ascoltare.
Discutere opinioni diverse.

7. Hai problemi a costruire relazioni

E come potrebbe essere altrimenti?
… la superbia e l’arroganza allontanano le persone.
Il tuo approccio sta “uccidendo” le relazioni nel nome del successo e l’auto-gratificazione.

Pensa alle persone che non ti piacciono sul lavoro. Li consideri una minaccia per il tuo mondo perfetto?

Non puoi tollerare le persone che mostrano segni di fallibilità.
Se qualcuno non si assumere la responsabilità di una situazione, ti risenti e disprezzi tale persona.

8. Proteggi la tua inferiorità con un complesso di superiorità

La persona sicura si comporta in modo caloroso e amichevole con gli altri.
Non richiede una costante convalida da parte degli altri.
Non si preoccupa eccessivamente di come sarà giudicato.

La persona arrogante sul lavoro ha sempre un tallone d’Achille.
Non vuole essere scoperta.
Indossa spesso la “maschera” dell’invincibilità, per proteggere la sua vulnerabilità.
 

 
Fai attenzione … il falso carisma è facilmente riconosciuto.
Non puoi sostenerlo per così tanto tempo.

In conclusione,
lavorando sul tuo approccio puoi valorizzare e sfruttare veramente le tue potenzialità.
Puoi lavorare meglio con i colleghi o con il team.
Evitando inutili conflitti.

Per sopravvivere nella giungla dei rapporti personali sul lavoro, la cosa migliore è mantenere un atteggiamento professionale. Un comportamento equilibrato con tutti.

8 segnali che sei arrogante e presuntuoso al lavoro – e forse non lo sai neppure – 1

arrogante al lavoro

Foto di Vitabello da Pixabay

Ci abbiamo a che fare già dal mattino presto …. siamo in coda in auto e ci tagliano la strada insultandoci … la sera quando prendiamo i mezzi pubblici, ci strattonano e scavalcano.
A chi piace relazionarsi con le persone arroganti?
Nonostante gli arroganti non piacciano proprio a nessuno, il mondo ne è pieno. Ci abbiamo a che fare tutti i (santi) giorni.

Iscriviti alla Newsletter e ricevi GRATIS la guida sul coaching "Investi su Te Stesso"


Ci sono varie sfaccettature dell’arroganza.
Alcune sono sottili e poco eclatanti. Poco visibili.
Ogni tanto è facile scivolare in atteggiamenti arroganti e spocchiosi.
Prenditi un minuto per pensare .. non è che, anche tu, ti stai comportando in modo prepotente e altezzoso?

Ecco 8 segnali che sei arrogante e presuntuoso al lavoro … e forse non ti rendi nemmeno conto che lo stai facendo:

 

1. Ti concentri solo-e-sempre su te stesso

Ti comporti in modo arrogante al lavoro quando ignori completamente gli altri.
Fingi “di non vederli”. Non dai peso alle loro parole.

Se hai una scadenza imminente,
riversi sull’altro lo stress e l’ansia di portare a termine (il prima possibile) l’incarico.
“Voglio …”, “Ho bisogno …” “Devo avere …”
sono i tuoi verbi preferiti.

Se c’è una discussione o una riunione, vuoi che la discussione riguardi te.
L’attenzione di tutti deve essere su di te.
Tutti devono -ovviamente- essere d’accordo con la tua opinione.
Non hai considerazione per il lavoro degli altri.

Alla domanda “Puoi farlo?” Dici sempre SI.
Credi di essere migliore.
Per l’apparenza, l’intelligenza o per la tua posizione.

Se fossi davvero una persona sicura invece … non esiteresti a lodare e dare credito agli altri.
Non ti sentiresti sminuito quando riconosci i risultati altrui.

2. Sei il maestro dei complimenti “al rovescio”

“Bella presentazione! Molto meglio di quella della settimana scorsa.”
“Che belle unghie? Non sembrano neanche finte!”

Potresti pensare di lodare gli altri.
Tuttavia, vale la pena di riflettere per essere sicuro di non fare troppi complimenti “al rovescio”.

Hai le intenzioni di offrire un apprezzamento … ma stai sbagliando tutto!

Quando fai un complimento, rimani concentrato solo sugli aspetti positivi…
altrimenti sembrerai un cretino, uno snob.
Oppure lo sai … e sei solo un po’ stronzo?

3. Essere arrogante al lavoro: ascolti .. ma poi prendi lo spunto per parlare di te

“Strano! Non mi è mai successo ma ricordo che…”
“So bene cosa provi. Anche a me è successo che …”
“E io? Cosa dovrei dire? Settimana scorsa stavo …“

Sei partito bene, con la buona intenzione di ascoltare la frustrazione o il problema del tuo collega,
ma purtroppo adesso sei partito per la tua tangente,
stai parlando al posto dell’altro.

Hai preso spunto dalle sue parole per parlare di te.
Ancora e sempre di te …

Al tuo collega (che ha appena ricevuto un feeback-cazzotto dal tuo capo) probabilmente non sarà di alcun conforto sapere che la lavanderia ti ha rovinato il tuo pullover di cachemire preferito.

Una cosa è dimostrare empatia,
un’altra è equiparare le tue esperienze, in particolare quando non sono affatto rilevanti per l’altra persona.
Concentrati invece sull’ascolto attivo.
Questo è davvero tutto ciò di cui la persona ha bisogno.

Demotivazione sul lavoro: come affrontare un collaboratore stanco e scoraggiato

demotivazione sul lavoro

A volte,
succede che un collaboratore attraversi un periodo delicato o di fragilità. Di demotivazione sul lavoro.

Iscriviti alla Newsletter e ricevi GRATIS la guida sul coaching "Investi su Te Stesso"

Quando il periodo si fa lungo, il rapporto diventa sempre più faticoso e stressante per tutti.
Si crea un’atmosfera pesante e influenza negativamente anche il resto del team.

La situazione rischia di diventare ingestibile e sfiancante.
Che peccato!

Anche perché il collaboratore o dipendente in questione (magari) ha sempre lavorato bene e con profitto.
I suoi risultati, fino a poco tempo prima, apprezzabili adesso sono imbarazzanti.

Il suo rendimento si è bloccato.
Fa il “compitino”. Si limita a esaudire le richieste. “Tira la chiusura”.
Questa percezione influenza il suo atteggiamento e la produttività.

Vediamo i punti chiave per approcciare la demotivazione sul lavoro:

1. Se vuoi “salvare” il rapporto devi consapevolizzare che ti prenderà tempo e (soprattutto) energie.

2. L’emotività è cattiva consigliera. Se, al momento, non sei in grado di gestire e controllare la tua reattività, prendi tempo.

3. Utilizza feedback negativi lontano da occhi indiscreti. In privato e a quattr’occhi.

4. Se ti senti teso e nervoso ricorda che il tuo collaboratore lo sarà ancora di più (sapendo il motivo della convocazione).

5. Evita di partire con un’osservazione positiva sulla persona, tanto per “addolcire la pillola”. Susciteresti immediatamente ancor più chiusura. Vai dritto al punto!

 

 

6. Meglio evitare tutte le esortazioni all’ottimismo, il classico consiglio di “tirarsi su” o slogan motivazionali presi in prestito dal web.

7. Parla poco ed evita prediche.Certe prediche mi fanno venir voglia di commettere i peccati che condannano.” Scrive Roberto Gervaso

8. Ricorda … dire a un demotivato di “tirarsi su” è come dire a una persona con una gamba rotta di alzarsi e di camminare.

9. Evita l’atteggiamento tipo “Io avrei fatto …”, “Io avrei detto…”, “Se …ma…”.

10. Permetti alla persona di spiegarsi. Ascolta senza giudicare e interrompere. Anche se non ti piace quello che dice.

11. Focus sulle azioni non sulla persona. Concentrati solo sulla prestazione. Evita attacchi personali o commenti sulla persona.

 


 

13. Commenta un comportamento specifico. Evita parole generiche tipo OGNI VOLTA, SEMPRE, MAI.

14. Devi essere chiaro su cosa/dove/quando. Spiega le azioni fatte, i comportamenti avuti o le cose dette.

15. Non mortificare la persona. Può avere (forse) un effetto immediato ma perde velocemente la sua efficacia.

16. Riafferma la fiducia nella persona e nelle sue capacità. Poi chiudi la questione. Non ripeterti, perdi incisività.

17. Evita approcci via e-mail. Il feedback motivazionale si fa guardandosi negli occhi.

Non nutrire rancore verso la persona.
Rischi di infilarti in un tunnel di rinfacci reciproci.

Il tuo obiettivo è “recuperare” il più velocemente possibile un collaboratore produttivo

Quando si tratta di demotivazione sul lavoro non stabilire un vincitore e un vinto.
Se “l’operazione di recupero” non avviene, avete perso qualcosa entrambi!

Che tu sia manager, piccolo imprenditore o responsabile di un piccolo team, di questi tempi,
una delle sfide più grandi per chi, come te, si trova a gestire un gruppo di collaboratori è tenere alto il morale della “truppa”.

Le persone oggi possono determinare il successo o l’insuccesso della tua attività!

Ricorda che …
se impari a muovere a critiche costruttive bilanciando garbo e autorità,
aumenterai il tuo rispetto. La tua credibilità e la produttività delle persone che ti circondano.

Autorevole al colloquio di lavoro: entrare nella stanza come un leader – 2

autorevole al colloquio

Foto di Alem Sánchez da Pexels


Caricarsi prima di entrare come un leader

“Scusi dove è il bagno?”

Prima di entrare nella stanza del colloquio, prenditi pochi minuti per caricarti positivamente.

Assumi una posizione di potere.
Gambe divaricate. Braccia tese sopra la testa, allungati fino a dove puoi arrivare.
“Spingi verso l’alto”.
Espanditi.
Per almeno 2 minuti.

Iscriviti alla Newsletter e ricevi GRATIS la guida sul coaching "Investi su Te Stesso"

Sarai piacevolmente sorpreso (almeno per me funziona!) dalla sensazione di maggiore potenza che questa postura ti darà.

In uno studio che ha condotto,
la psicologa americana Amy Cuddy ha scoperto che stando semplicemente in piedi in posizione dominante, dopo appena due minuti i partecipanti hanno registrato un aumento di testosterone e diminuzione di cortisolo (un ormone naturale che il corpo rilascia in risposta allo stress).

A meno che non desideri attirare l’attenzione divertita di qualcuno, meglio trovare un luogo riservato (“Scusi dove è il bagno?”).

Entrare nella stanza del colloquio

Le prime impressioni iniziano “non appena entri nel radar visivo delle persone”.

Non pensare (sbagliando) che le prime impressioni su di te si faranno solo quando inizierai a parlare.
L’invio di messaggi non verbali inizia ….
non appena metti il piede nella stanza del colloquio.

Infatti, anche se non dici niente, il linguaggio del tuo corpo potrebbe rivelare i tuoi “reali” sentimenti.
Le tue vere intenzioni.

Una volta che inizi la conversazione, la prima impressione è stata già “registrata”.
E non si torna indietro.
Per quello che riguarda la prima impressione … tutto “si gioca” in questi pochi secondi.

Muoviti come se fossi in slow motion

Pensa a una pantera o un ghepardo quando sono a caccia.
Consapevoli della loro forza, astuzia e audacia.
Si muovono senza fretta.
Senza paura.

Lenti, eleganti.
Passi regolari, felpati, sicuri.
 


 
Segui il loro esempio … mentre percorri gli ultimi metri verso la stanza del colloquio.

Appena fai il tuo ingresso, tieni la testa diritta.

Tante ore davanti al computer rendono le spalle curve.
La postura influenza le percezioni e le prime impressioni.
Per apparire sicuro di te e autorevole al colloquio di lavoro … raddrizzati!

Non stai chiedendo l’elemosina.

Raddrizza la tua postura se vuoi essere autorevole al colloquio di lavoro

Tira indietro le scapole e ”apri” il petto.
Solleva il mento leggermente, mentre cammini.
Non inclinare la testa di lato.

Cerca subito il contatto visivo con la persona/e.

La persona che cerca e “regge” il contatto visivo è giudicata più autorevole al colloquio di lavoro.

Quando guardi le persone negli occhi, stai creando un rapporto.
Stai mostrando interesse e rispetto.

Un contatto visivo prolungato può significare tutta la differenza.
Stai “attirando” il tuo interlocutore dalla tua parte.
Vuol dire essere leader.

Se hai difficoltà a guardare negli occhi o mantenere il contatto visivo, fissa il tuo sguardo tra gli occhi dell’altra persona. Proprio lì … tra le due sopracciglia.
Nessuno sarà in grado di dire dove effettivamente stai guardando.
 

 

Utilizza una stretta di mano ferma ma delicata (quando e se si potrà ancora dare)

“Ferrarelli…piacere di conoscerla”

Siamo tutti molto attenti al modo in cui qualcuno ci stringe la mano.
Una stretta di mano molliccia ti farà perdere istantaneamente punti.
Stabilisci un contatto visivo quando stringi la mano di qualcuno.
È un buon modo per apparire più sicuro di te!
Se non lo fai, la persona può pensare che non abbia rispetto o hai qualcosa da nascondere.

Mentre stringi la mano, guardala negli occhi abbastanza a lungo da memorizzarne il colore.
Non fissare, sorridi.

Sorridere è uno dei più potenti segnali non verbali.
Sorridere è la cosa migliore che puoi fare.

Se fai veramente fatica a sorridere rischi di apparire teso e stressato.
Le persone sicure di sé sorridono perché sono felici.
Non hanno paura di mostrarlo.

Sorridere (in modo genuino) invia l’idea “Che bello conoscerti‘”.
Trasmette “Si, sono sicuro di me”.

Non afflosciarti sulla sedia se vuoi essere autorevole al colloquio di lavoro

Non accasciarti sulla prima sedia che trovi.
Mantieni una postura dritta.
Equilibra il peso.

Non “sdraiarti” ma nemmeno rannicchiarti. Stai fermo ma non rigido.
Rilassato ma non “sbragato”.

Adesso sei pronto.
Preparato per il colloquio di lavoro … per il prossimo passo.
Presumibilmente dovrai rispondere alla domanda “Mi parli di lei” …
ma questa è tutt’altra storia.

In bocca al lupo!

Autorevole al colloquio di lavoro: entrare nella stanza come un leader – 1

autorevole al colloquio

Foto di Alem Sánchez da Pexels

 

Un’entrata impacciata, imbarazzata e contratta nella stanza del colloquio di lavoro
ti farà perdere punti in carisma e leadership.

La posta in gioco è alta.
Un errore e pluff … addio buona prima impressione!
Bisogna correre per rimediare!

Iscriviti alla Newsletter e ricevi GRATIS la guida sul coaching "Investi su Te Stesso"

Fare un ingresso in una stanza con fiducia, entrare come un leader … essere autorevole al colloquio di lavoro …
inizia molto prima di attraversare la soglia della porta.

Adottare la giusta mentalità, prima di varcare la soglia della stanza ti permetterà di partire con il piede migliore. Qui è in gioco la tua immagine professionale!

Ecco come essere autorevole al colloquio di lavoro, entrare nella stanza come un leader,
gestendo la tua immagine professionale (e senza diventarne schiavo):

Preparazione è leadership. Significa essere autorevole nel colloquio.

Più sarai preparato, più sarai confortevole e rilassato.

Sarebbe un pessimo inizio, arrivare trafilato e sudato (perché non hai trovato parcheggio),
o in largo anticipo (diventando un ospite da gestire).

Indossare la t-shirt solo per scoprire che tutti sono in giacca e cravatta,
non conoscere l’argomento dell’incontro, equivocare la mansione, confondere il nome delle persone, ecc.

Assicurati di conoscere tutti i dettagli
ora, posizione precisa, codice di abbigliamento, le opzioni di parcheggio, le indicazioni per arrivarci, ecc.

Poi lo scivolone, il lapsus, il colpo di sfiga, l’incomprensione può capitare …
ma non devi tollerare da te stesso (io almeno faccio così) errori di mancata preparazione.
 

Vestiti come un leader

Vuoi essere notato per la tua intelligenza, le tue capacità e il tuo talento.
Non certo per le maniche troppo lunghe della giacca,
i calzini bianchi da-palestra, la cravatta sotto la cintura,
le scarpe consumate o la scarsa igiene personale.

Senza entrare nei particolari di un argomento così vasto,
anche il tuo aspetto personale ha bisogno di dimostrare che oltre a prenderti sul serio,
sei anche al passo (senza esserne ossessionato) con le più recenti tendenze moda.

Non devi necessariamente vestirti per impressionare gli altri (potrebbe non essere appropriato al contesto in cui ti trovi).

Scegli la moderazione. È meglio essere sobrio ma non ingessato, elegante ma anonimo.
Cerca di non essere solamente ciò che stai indossando.

Minimizza il nervosismo se vuoi essere autorevole al colloquio

Niente funziona meglio quando ti senti nervoso,
come riportare alla mente un momento specifico, in cui hai ottenuto apprezzamenti e riscontri positivi.

Un giudizio lodevole da parte del capo, l’acquisizione di un cliente importante,
il giorno della tesi di laurea, la vittoria al torneo di calcetto,
una conquista sentimentale che tutti ti hanno invidiato, ecc.

In questi pochi istanti,
ricordare le esperienze di successo genera fiducia e positività.

Oppure occupare la mente con qualcosa che dia distrazione emotiva,
tipo chattare con l’amico con un buon senso dell’umorismo.
 

 
Cantare in macchina, guardare qualche video divertente su Youtube
(lo sketch della Subaru baracca di Aldo, Giovanni e Giacomo mi mette il buon umore tutte le volte … che ci posso fare … mi fa sempre ridere, anche se oramai lo conosco a memoria).

Mantenere quella sensazione positiva nella tua mente ti permetterà di “entrare in scena” con un’areola di fiducia e di positività.
Essere autorevole al colloquio di lavoro!

Arriva in tempo

Essere in ritardo, per qualsiasi motivo, è imperdonabile.
Non c’è scusa che esista.
L’unica scusa per il ritardo a un colloquio di lavoro è una calamità naturale.
Lo sciopero selvaggio dei trasporti urbani.

Essere in orario per un colloquio di lavoro è la regola n.1.
Non importa se si seguono tutte le altre.
Se sei in ritardo, sei fuori al 95%!

Se la puntualità è sempre apprezzata, un eccessivo anticipo può costituire un elemento negativo.
Esprime ansia e impazienza.
Disturba la normale programmazione dell’attività lavorativa dell’azienda.
Sei un ospite da dover gestire (non sanno dove metterti in attesa).

Se arrivi molto prima sul luogo dell’appuntamento del colloquio di lavoro … fatti due passi rilassanti.
Vai in un bar a leggere un giornale e presentati 10 – 15 minuti prima.
Bastano.