Come farsi notare al lavoro (se nessuno si accorge quanto sei bravo)

farsi notare sul lavoro

Foto: Nadine_Em

Sei accurato.
Puntuale.
Professionale.
Concentrato.

Uno che, nel team, ci sta bene.

Sei ambizioso.
Stai crescendo.
Ti senti gratificato dai risultati e dai feedback positivi che ricevi.

I successi ti stanno solleticando.
Retribuzione più alta.
Più prestigio.
Maggiore influenza.

In fondo, te lo meriti.
Ti stai facendo il culo da anni.

Come farsi notare al lavoro?

Se desideri avere maggiori responsabilità,
un nuovo progetto o livello oppure un ruolo di leadership
(con 2 o 20 collaboratori, poco importa)…

devi farti notare!

E convincere il tuo capo, i piani alti o il titolare
che sei pronto al lancio.

Ecco 10 spunti concreti per farsi notare al lavoro
e ottenere il salto di qualità che desideri.

1. Dai il massimo in tutto quello che fai

“Come raggiungere un traguardo?

Senza fretta ma senza sosta.”

Johann Wolfgang von Goethe

Nel mio libro “Prima volta Leader” scrivo che la vita è un susseguirsi di vittorie e sconfitte.

A volte riusciamo.
Altre falliamo.

I risultati non sono sempre sotto il tuo controllo.
Il tuo impegno, sì.

Alla fine della giornata,
chi lavora con costanza, dedizione e passione
è quello che ha più probabilità di crescere.

Dare il massimo è un impegno prima di tutto con te stesso.

Significa:
fare tutto il possibile per esprimere il meglio delle tue capacità,
anche nei compiti meno “glamour”.

Dimostra al tuo capo che:

  • sei affidabile
  • hai senso di responsabilità
  • ricerchi l’eccellenza, non la scorciatoia

Così metti le basi per essere visto come una persona smart,
su cui vale la pena investire.

2. Focus sui risultati (non solo sulle buone intenzioni)

Le promozioni arrivano per i risultati,
ma anche per la continuità (dei risultati).

Impressiona chi decide con:

  • ciò che ottieni
  • come ci arrivi

Quando emerge un problema:
non limitarti a segnalarlo.

Porta almeno una o due soluzioni concrete.

Meno parole.
Più fatti.

Niente parla più forte delle azioni.

3. Agisci come un vero giocatore di squadra

Sempre.

Sii disponibile con tutti,
non solo con chi è sopra di te gerarchicamente.

Ascolta.
Coinvolgi.
Collabora.

Le relazioni contano moltissimo, soprattutto se aspiri a un ruolo di leadership.

Un esempio semplice (ma potente) per farsi notare al lavoro:
aiutare spontaneamente un collega in difficoltà su una scadenza urgente.

Questo comunica:

  • affidabilità
  • spirito di iniziativa
  • capacità di gestione delle persone

Spesso i migliori dipendenti vengono visti come leader prima dai colleghi,
e solo dopo dai capi.

4. Prendi iniziativa (ogni giorno)

Mostra un atteggiamento positivo e proattivo.

Chiedi al tuo capo se c’è qualcosa di prioritario.

Proponiti per attività complesse o poco ambite
(spiegando perché pensi di poterle gestire bene).

Essere disponibili quando serve — anche oltre l’orario, se necessario —
fa la differenza per farsi notare al lavoro.

Non per eroismo.
Per affidabilità.

5. Evita il gossip d’ufficio

Un po’ di leggerezza è normale.
Aiuta in momenti di stress.

Ma quando il gossip diventa:

  • sfogo cronico
  • lamento continuo
  • alleanza contro qualcuno

diventa pericoloso.

Evita di essere associato a persone maldicenti o costantemente negative.
Anche fuori dall’ufficio.

La reputazione si costruisce (e si rovina) più in fretta di quanto pensi.

6. Mostra interesse autentico per l’azienda

Uno dei primi modi per farsi notare da chi conta
è dimostrare un interesse reale per l’azienda.

Conosci:

  • la sua storia
  • le persone chiave
  • le dinamiche interne

Se puoi, chiedi di assistere a riunioni o presentazioni.

Investi su di te:
corsi, conferenze, certificazioni.

E, se serve, affidati a un coach professionista.

7. Costruisci una rete professionale fuori dall’ufficio

Il grande salto si prepara anche fuori dall’azienda.

Crea relazioni con persone che occupano il ruolo a cui aspiri.

Possono offrirti:

  • consigli
  • orientamento
  • punti di vista preziosi

Usa il networking in modo strategico:
LinkedIn, gruppi professionali, community di settore.

8. Prima di chiedere la promozione, studia il tuo ambiente

Fermati e osserva.

Chiediti:

  • in questa realtà la crescita è davvero possibile?
  • esistono precedenti concreti?
  • chi decide davvero?

Capire il contesto ti evita di investire energie
in una struttura già “ingessata” in partenza.

ESEMPIO REALE:
Mara quando ha chiesto di crescere, ha ricevuto solo rinvii:

  • “Non è il momento.”
  • “Più avanti.”

Ha insistito, investendo sempre più energie.

Poi ha osservato il contesto:
stessi ruoli,
stesse persone,
nessuna vera mobilità.

Ha capito che il problema non era lei.
Era una struttura rigida,
già “ingessata”.

Smettere di spingere non l’ha resa meno ambiziosa.
L’ha resa più lucida.

9. Comunica chiaramente il tuo desiderio di crescita

Le ambizioni non dichiarate non esistono.

Se vuoi crescere,
devi dirlo.

Preparati.
Sii chiaro.
Spiega perché sei pronto per più responsabilità.

I risultati vanno portati.
Ma vanno anche mostrati alle persone giuste.

Conosci l’organigramma.
Capisci chi-decide.

10. Impegnati ogni (santo) giorno

“Circa la metà di ciò che separa chi ha successo da chi non ce l’ha
è la perseveranza.”

Steve Jobs

Il segreto è semplice (non facile):
piccoli passi.

Ogni giorno.

La differenza la fanno:
determinazione
e costanza.

Non scoraggiarti se la risposta è no.
Se non chiedi, sarà sempre no.

Chiedi feedback.
Capisci cosa migliorare.
Usa ogni rifiuto come apprendimento.

In chiusura

Prendi questi punti come spunti, non come formule magiche.

Le dinamiche di crescita sono complesse.
Ci sono favoritismi.

Ci sono resistenze.
A volte, anche paure altrui.

Per questo ogni strategia va adattata a te
e al contesto in cui lavori.

Crescere non è solo farsi notare.
È capire dove, quando
e a quale prezzo vale la pena farlo.

Ricorda

La carriera non premia chi corre di più.

Piuttosto chi sa dove sta andando
e costruisce, passo dopo passo,
le condizioni per arrivarci.

Basta signor Gentilezza: 6 chiavi per ottenere più rispetto al lavoro

rispetto al lavoro

Sei una brava persona.
Vuoi trattare bene gli altri.
Vuoi essere gradito e apprezzato sul lavoro.

Sei generoso, flessibile, educato.
Non dici mai di NO.

Un virtuoso.

Poi, poco alla volta, inizi a notare qualcosa che non torna.
Le persone intorno a te non rispondono bene alla tua filosofia da “bravo ragazzo”.

Sei educato, ma anche esitante.
Titubante.
Indiretto.
A tratti passivo-aggressivo.
(Eh sì, capita anche a te!)

E lo capisci:
il problema sei tu.

Non sei onesto — prima di tutto con te stesso.

Non è piacevole essere sempre gentile e disponibile

Come scrivo nel capitolo sul carisma del mio libro
Autorevolezza” – ora nella NUOVA edizione ampliata 2025
quando permetti agli altri di sovrastarti, dominarti, camminarti sopra:

diventi pieno di risentimento,
di rancore,
e ti senti sfruttato.

Perché, in effetti, lo sei.

Hai difficoltà a chiedere.
A dire NO.
Anche alle richieste più ingiustificate.

Quando hai bisogno di qualcosa, non chiedi.
Per non creare disagi agli altri.

E in compenso… li crei a te stesso.

Sprechi un’enorme quantità di energia per capire come dire NO.
E alla fine dici SÌ.

Un’altra volta!

La verità (scomoda) è questa:

nessuno apprezza davvero chi asseconda sempre gli altri.

Soprattutto se sei un team leader.

Educazione e gentilezza non sono il problema.

Diventare uno zerbino, sì.

Come smettere di essere “troppo carino”
(e iniziare a essere rispettato sul lavoro)

Non servono scatti d’ira.
Né svolte estreme.

Serve un cambio di atteggiamento.

1. Rispetta prima te stesso

“Chi rispetta sé stesso è al sicuro da tutti.”

Henry Wadsworth Longfellow

Se vuoi rispetto, chiarisci prima cosa significa per te rispettarti.

Crea più equilibrio tra lavoro e vita privata.
Inizia a essere gentile con te stesso.

2. Assumiti la responsabilità di cambiare

Non aspettare che qualcuno lo faccia al posto tuo.
Se qualcosa non funziona, è tua responsabilità agire.

Dire NO o dare un feedback non è una colpa.

3. Definisci i tuoi confini

Se non stabilisci limiti, gli altri li supereranno.
Sempre.

E questo, col tempo, diventa frustrante, castrante, corrosivo.
Perdi autostima.
Motivazione.

Chiarisci i tuoi valori.
E impegnati a difenderli.

4. Impara a dire NO

Dire NO è scomodo.
Dire SÌ controvoglia è peggio.

Ogni SÌ forzato mina la tua credibilità.
E la tua autorevolezza.

Inizia da cose semplici.
Allenati.
Scoprirai che gli altri reggono molto meglio di quanto credi.

Se vuoi approfondire leggi il mio post:
Come dire No sul lavoro senza offendere (e farsi rispettare)

5. Smetti di giustificarti

Non devi chiedere il permesso per tutto.
Né di avere bisogni.

Non sei responsabile delle reazioni degli altri.
Il senso di colpa iniziale è normale.

Con il tempo … passa.

6. Dimostra assertività (non aggressività)

Meno parole.
Più chiarezza.

Risposte semplici.
Dirette.
Gentili ma ferme.

Non servono potere, ruolo o controllo per essere rispettati.

Grintoso o diplomatico?

Né stronzo né aggressivo.

Il vero equilibrio sta nel saper dosare grinta e diplomazia,
a seconda delle situazioni.

Essere rispettati non significa piacere a tutti.
Significa non tradire te stesso per essere accettato.

E quello, sul lavoro come nella vita,
è il primo vero atto di autorevolezza.

Nel percorso di coaching mirato:
Sviluppare assertività senza perdere empatia

costruisci uno stile comunicativo diretto, autentico e rispettoso.

11 spunti per nascondere il nervosismo (e apparire più calmo e sicuro) – 2

apparire sicuro

Foto di Ryan MacGuire

Leggi anche la parte 1.

6. Preparazione, preparazione, preparazione

Poco importa se per una conferenza,
una riunione, un colloquio di lavoro, un drink con i collaboratori,
un cocktail di lavoro o un party di presentazione del nuovo prodotto.
Spesso siamo nervosi quando ci sentiamo poco preparati.

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Più sarai preparato in anticipo,
più ti sentirai a tuo agio e rilassato.
La preparazione può alleviare i sentimenti di nervosismo e ansia in quanto aumenta il tuo livello di fiducia.

Assicurati di conoscere tutti i dettagli dell’evento – ora d’inizio, posizione precisa, codice di abbigliamento, l’argomento dell’incontro, il nome delle persone, le opzioni di parcheggio, le indicazioni per arrivarci, ecc.

Non devi tollerare da te stesso errori dettati da superficialità o mancata preparazione.
Io (almeno) faccio così.

7. Fare una domanda

Se hai un momento di difficoltà, vuoi nascondere il nervosismo (e apparire sicuro di te),
poni una domanda in modo da spostare l’attenzione di colpo su altri,
e non più su di te.

Questo ti darà il tempo di fare un respiro profondo,
di calmarti,
e di raccogliere i pensieri per articolare meglio ciò che stai cercando di dire.

8. Trasformare il nervosismo in eccitazione

Invece di essere nervoso e ripeterti (tutto il tempo) che ti senti nervoso,
prova a sentirti eccitato e ripeterti che ti senti eccitato.
 


 

Incanalando i tuoi sentimenti e trasformando il nervosismo in eccitazione,
tenderai a concentrarti sui risultati positivi,
invece che su tutte le cose che potrebbero andare storte perché ti senti nervoso.

Funziona?
Sicuramente vale la pena provare!

9. Essere sorridente per apparire sicuro di te

“Chi non ride mai non è una persona seria.”
Fryderyk Chopin

Sorridere è uno dei più potenti segnali non verbali.
Sorridere è la cosa migliore che puoi fare per nascondere il tuo nervosismo (e apparire sicuro di te stesso).

Questo non significa avere il sorriso stampato tutto il tempo,
fare il “piacione” ma mostrare un leggero sorriso sul viso per incoraggiare le persone a interagire con te.

Sorridere invia l’idea “Sì, sono sicuro di me”.

Approfondisci con il mio post “5 spunti per sembrare subito più sicuri agli occhi degli altri”.

10. Non combattere il nervosismo

L’ansia è una sensazione,
è semplicemente una reazione emotiva,
è possibile accoglierla e
accettarla.

L’accettazione è fondamentale,
perché più resisti e cerchi di sopprimere o eliminare l’ansia,
più aumenti gli effetti del nervosismo.

 
More: scopri il percorso di coaching ideale per potenziare la tua autostima sul lavoro
 

Infatti,
tante problematiche sono effettivamente causate dal tentativo di sopprimere l’agitazione.

Accettare l’ansia non significa rassegnarsi a queste sensazioni spiacevoli.
Vuol dire invece accettare la realtà così com’è
– e in questo momento-
la realtà include l’ansia.

Siediti in silenzio.
Apri le porte ai tuoi sentimenti nervosi.
Lascia libero sfogo a queste spiacevoli sensazioni,
per tutto il tempo che vogliono.
Non porre un limite.

Ci si sente a disagio per qualche minuto,
poi ci si inizia a sentire molto meglio.
L’ansia defluisce e se ne va.

Di tutte le strategie,
questa (personalmente) è quella che reputo più efficace.

11. Farsi domande per sfidare i pensieri ansiogeni

Saper domare i desideri, i pensieri e il comportamento,
vuol dire sapere gestire le emozioni e gli impulsi,
incanalare quell’energia in attività positive non è cosa facile.
E non è da tutti.

Utilizza il tuo monologo interiore per influenzare il modo in cui ti senti e ti comporti.
Poniti domande potenti.
Sostituisci i pensieri eccessivamente negativi con pensieri più realistici.

Chiediti:

“Questa preoccupazione è davvero realistica? È così probabile che accada?”
“Se il peggior risultato possibile accade, posso sopportarlo? Che cosa potrei fare?”
“È davvero così?
Oppure sto esagerando, ampliando e ingigantendo tutta la questione?”

Parla a te stesso positivamente.
Parla a te stesso come se parlassi
a un caro amico.

La cosa peggiore che puoi fare quando sei ansioso,
è sederti passivamente e ossessionarti con pensieri di ansia e negatività.
Non ne uscirà niente di buono.

11 spunti per nascondere il nervosismo (e apparire più calmo e sicuro) – 1

apparire sicuro

Foto di Ryan MacGuire

Che tu ci creda o no,
anche le persone più sicure (quelle che tanto invidi per la loro disinvoltura) sono almeno un po’ nervose prima di un colloquio, una presentazione, un’intervista,
una riunione, il primo giorno di lavoro.

Anche per il tuo amico così spigliato,
il corpo è in allerta (lotta o fuga?),
il cuore batte più velocemente, aumenta la pressione sanguigna, ecc.

L’evoluzione fa il suo corso,
per aiutarci a sopravvivere e superare le sfide.

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Relazionarsi con gli altri può essere una sfida personale molto ardua

Ti sei mai chiesto perché per alcuni tutto sembra semplice e naturale,
e per te (invece) la strada è una salita impervia e dispendiosa?

Non sei a tuo agio a parlare davanti gli altri (anche poche persone),
ti senti nervoso, “non abbastanza”,
sei talmente terrorizzato da “annegare” in un mare di dubbi e fantasie di giudizi poco lusinghieri.

E la notte prima non chiudi occhio.
Non c’è molto da aggiungere.
Sai di cosa sto parlando.

La risposta è semplice:
gli altri sono più bravi di te per predisposizione naturale oppure perché hanno imparato meccanismi di copertura per il nervosismo e accorgimenti per mascherare il suo effetto.

Ci sono tecniche per mitigare e gestire l’ansia

Per fortuna,
ci sono strumenti e tecniche che possono essere usati per gestire in modo efficace l’ansia.

Quindi calma!
Anche tu puoi impararli.
E trasmettere più carisma.

Di seguito trovi
un elenco di modi sani per affrontare l’ansia,
nascondere il nervosismo,
proprio qui, proprio ora:

1. Respirare

Sentirsi nervosi può interrompere la normale respirazione: il respiro diventa superficiale e irregolare.

La prima cosa da fare quando arriva l’ansia e vogliamo contrastare il nervosismo con le sue spiacevoli manifestazioni è mantenere un respiro regolare.

 


 

Fai un paio di respiri profondi e ritrova il tuo modello di respirazione normale.
Il respiro profondo ti aiuterà a rilassarti.

La respirazione diaframmatica è una potente tecnica di riduzione dell’ansia perché attiva la risposta di rilassamento del corpo.

Per imparare come farla in modo efficace in qualsiasi situazione,
esercita alcuni metodi di respirazione diversi quando sei a casa e rilassati.

2. Non ammetterlo

Uno dei peggiori autogol che puoi rimediare,
è ammettere di essere nervoso.

Se da una parte hai il sollievo di sgravare il carico emotivo,
dall’altra porti tutta l’attenzione su di te e sul tuo nervosismo.
Esprimendolo, rendi evidente una cosa che (probabilmente) nessuno fino a quel momento ha notato.

Spesso le persone mettono in risalto la microscopica macchia sull’orlo della giacca che nessuno ha visto.

3. Parlare lentamente

Parlare velocemente è un segno sicuro di nervosismo.
Quando siamo nervosi,
parliamo dannatamente troppo in fretta.

Per nasconderlo,
fai uno sforzo consapevole per parlare più lentamente e chiaramente.
Prova a rallentare.
Fai una pausa tra le frasi e respira profondamente prima di continuare.
Scandisci le frasi e pronuncia distintamente le parole.

 
More: scopri il percorso di coaching ideale per potenziare la tua autostima sul lavoro
 

Anche se ti sembra di essere troppo lento,
chi ti sta ascoltando,
non se ne accorgerà.

Meglio un messaggio breve ma chiaro che lasciare dubbi nelle persone:
Boh! Che cosa ha detto?

4. Non agitarti

La tensione e la carica del pubblico prima del concerto sono una cosa sempre emozionante.
Prima di iniziare faccio un po’ di sollevamento pesi con la sigaretta.
Poi il concerto inizia e da quel momento in poi l’unica cosa che vedo sono i miei piedi.

Angus Young (AC-DC)

Un segno sicuro di nervosismo è l’agitazione:
toccarsi i capelli, controllare in modo ossessivo il cellulare,
toccarsi le dita o i piedi,
mordersi le unghie, avere la gamba “ballerina”.
Evita movimenti rapidi, scatti,
mosse goffe o gesti nervosi che trasmettano sfiducia e ansia.

Combatti l’impulso ad agitarti (se vuoi nascondere il nervosismo).

Ti sentirai (probabilmente) un po’ rigido,
mentre cerchi di rilassarti e calmare le reazioni nervose del tuo corpo.

Rilassa i muscoli del viso in modo da non assumere espressioni accigliate o preoccupate.

Personalmente,
preferisco passare per “ingessato” piuttosto che “tarantolato”.

5. Mantenere il contatto visivo aiuta a nascondere il nervosismo

Come puoi pensare di nascondere il nervosismo se i tuoi occhi vagano nervosamente per la stanza?
Sembrerai insicuro,
e le tue parole perderanno effetto.
Forza.
È una dichiarazione: “Ebbene si, sono nervoso“.

Guardare negli occhi le persone (invece) comunica sicurezza,
calma e leadership.
Scopri come entrare in una stanza piena di gente come un grande leader!

Continua a leggere la parte 2.

10 frasi che ti fanno apparire subito insicuro al lavoro (anche se non lo sei)

frasi apparire insicuro

Come ho sottolineato più volte nel mio libro “Autorevolezza strategie e tecniche per diventare il riferimento carismatico dei tuoi collaboratori e colleghi” … dovremmo parlare molto meno.
Tutti.

Parlare troppo e male è forse l’errore più comune che facciamo.

Quando parliamo troppo, oppure vogliamo fare i brillanti,
dobbiamo prestare molta attenzione a tutte quelle espressioni, frasi o parole che possono,
a livello inconscio,
essere interpretate negativamente dai colleghi, dal capo o dai collaboratori.

Se poi, utilizziamo queste frasi nei momenti più delicati e cruciali,
quando siamo anche emozionati o nervosi,
il rischio di sembrare insicuri, incapaci e impacciati è molto alto.

Ecco 10 frasi che ti fanno apparire subito insicuro al lavoro e poco disinvolto (anche se non lo sei):

1. “Non lo so

“Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.”
Lucio Anneo Seneca

Certamente non devi avere tutte le risposte.
Nessuno di noi le ha.
Ma rispondere regolarmente alle domande con un arrendevole “Non lo so” (accompagnato da uno sguardo vuoto) può farti sembrare non all’altezza del tuo compito.

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Ammettere di non conoscere la risposta non è una tragedia,
un passo falso e neppure un segno d’incompetenza (anzi spesso è una dimostrazione di forza)
ma dire spesso “non lo so” ti costa credibilità e influenza.

Se vuoi essere preso sul serio,
e non fare la figura di quello insicuro al lavoro,
dovresti abbandonare questa frase e sperimentare cosa dicono i leader di successo quando non conoscono la risposta.

2. “Devo chiedere (al capo) ”

Non importa quale livello occupi nell’organigramma dell’azienda.
Tutti abbiamo un capo.
Anche gli amministratori delegati devono chiedere l’approvazione su questioni importanti.

È depotenziante, sottolineare tutte le volte,
che non sarai tu a prendere la decisione finale.

3. “Credo che …” – “Penso che …”

Credo di si”
“Penso che vada bene”
“Credo che riusciamo a stare nei tempi

Queste parole di riempimento non infondono fiducia.
Anzi.
Diminuiscono l’importanza della tua dichiarazione.

Così dicendo getti ombre sulla tua affidabilità e la tua autorevolezza.
Non essere titubante (almeno non darne l’idea) ma piuttosto chiaro e deciso.

Esprimi subito il tuo pensiero, senza troppi preamboli.
Perché gli altri dovrebbero sentirsi sicuri delle tue scelte, se usi parole così piene d’incertezza?

4. “Vero?” – “ Ho ragione?”

“Ha senso?”
“Che cosa ne pensi”
“Che cosa faresti?”
“Pensi che sia una buona idea?”
“È OK?”

Perché tutte queste richieste di rassicurazione?
Così sembri davvero insicuro al lavoro.

 


 

Se sei sicuro di te,
non hai bisogno di chiedere regolarmente conferma delle tue scelte o approvazione per le tue azioni.

5. “Follemente” – “estremamente”

“Sono incredibilmente ansioso di iniziare,
ma sono estremamente occupato questa settimana – potremo sentirci settimana prossima?”

Queste “paroloni” sono riempitivi e tendono ad aggiungere emozioni (che in realtà non c’entrano proprio nulla con il contesto) in qualcosa che dovrebbe essere in verità molto semplice.

La comunicazione deve essere basata naturalmente sui fatti.

6. “Sono disponibile a qualsiasi ora”

Davvero?
Anche se ti propongono un appuntamento alle 06:30 di giovedì mattina?
Sono sicuro che non sarai così d’accordo.
E poi sembra che non hai null’altro da fare.

Meglio dire “Martedì e giovedì pomeriggio potrebbero andare bene, anche se sono flessibile
che suona più gradevole e mostra che disponi (anche tu) di un importante programma professionale.

7. “Mi dispiace disturbarti …”

In realtà,
non ci si dovrebbe scusare troppo per il disturbo …
quando c’è qualcosa d’importante che non può aspettare.

Inoltre,
questa frase mette il controllo nelle mani dell’altra persona.
Questa frase toglie potere, a chi la dice.

Se sei incerto sul tempismo,
puoi dire semplicemente:
“Quando hai un minuto,
mi piacerebbe discutere qualcosa con te.”

 
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8. “Scusa …” – ti fa sembrare subito insicuro al lavoro

“Scusa il disturbo”
“Mi dispiace …”
“Scusa, era solo un’idea”
“Scusa, spero di non aver sbagliato”

potrebbero mettere in cattiva luce il tuo lavoro o far emergere un senso d’inferiorità.

Ci scusiamo troppo in fretta e troppo spesso.
Chiediamo scusa anche quando non è nemmeno giustificato.

Sei veramente dispiaciuto?
Hai fatto qualcosa di sbagliato?
Nella maggior parte dei casi, no,
non l’hai fatto.

C’è bisogno di chiedere scusa per condividere i tuoi pensieri?
Prima di usare queste parole,
prendi in considerazione se sono necessarie.

Le persone forti,
fiduciose, sono disposte ad ammettere l’errore,
ma utilizzare sempre queste frasi è fuori luogo.

9. “Cercherò di farlo” – “Spero di riuscire”

Ecco un modo perfetto per comunicare che ti senti poco convinto,
insicuro e inaffidabile.
Insicuro al lavoro.

Le espressioni negative e dubbiose hanno il potere di condizionare negativamente chi ascolta.
Se poi le usi spesso ….
il negativo e il dubbioso diventi tu!

Se “speri”,
significa che sei tu il primo poco convinto di quello che stai dicendo o proponendo.

Assicurati di essere assolutamente certo di quello che dici o esponi anche (e soprattutto) quando devi esprimere difficoltà o perplessità.

Se hai bisogno che siano soddisfatte certe condizioni prima di sbilanciarti su un impegno,
esponile chiaramente “Se riceverò i report del secondo trimestre entro metà luglio ,
sarò in grado di finire il rapporto finale.

 
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10. “Posso avere un minuto del tuo tempo?”

Spesso chiediamo “qualche secondo” o “un minuto” quando (in realtà) desideriamo un incontro consistente.

Un minuto non basta per esprimere pienamente le tue considerazioni;
il collega o il capo si aspetta un discorso breve che termina in pochi minuti,
e si sentono spinti e pressati in un lasso limitato di tempo.

Assicurati che le tue domande, le tue preoccupazioni,
e le tue idee abbiano un valore.
I tuoi pensieri meritano più che “qualche secondo”

Non è solo un modo di dire …
è una questione di approccio!

La prossima volta che desideri incontrare qualcuno,
chiedi un incontro,
non un minuto.

Per sradicare l’abitudine di queste frasi ci vuole molta pratica.
Non sarà così facile.
Hai “sempre detto così” e ti diventa difficile cambiare,
migliorare.

Da domani, presta attenzione a cosa dici, conta quante volte usi “scusa, credo, vero, ecc…”
e comincia a invertire la tendenza.
Vedrai che, giorno dopo giorno, diventerà naturale.
E qualcosa di grande sta cambiando.

13 errori che rendono ancor più dura la tua ricerca di lavoro – 2

cercare il lavoro

Leggi anche la parte 1.

7. Ascolti (troppo) le persone

Nonostante le migliori intenzioni,
amici e familiari offrono input che possono farti sentire sopraffatto e mettere in discussione il tuo percorso di ricerca lavoro.

I loro consigli sono basati sui loro valori e sulle loro esperienze e possono non conoscere i tuoi (reali) obiettivi e aspirazioni.

Con i loro buoni propositi,
possono confonderti e farti deviare, ostacolarti,
anziché aiutarti.
Ascolta, ma mantieni la tua libertà di pensiero.

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In questo caso,
l’ideale è un coach.
Non coinvolto e non giudicante.

8. Non sei preparato per il colloquio

“- Cosa diresti se assumessi un uomo che si presenta ad un colloquio di lavoro senza neanche una camicia?
– Chris: Che forse aveva dei bei pantaloni.

La ricerca della felicità

Niente uccide le possibilità di successo più velocemente che andare a un colloquio e non sapere nulla sul lavoro o sulla società.

Se non ti prepari per un colloquio fai affidamento su un solo elemento di successo:
la fortuna.

Ti senti fortunato?
Ah no. Allora ti devi preparare bene.
Molto bene,
anzi benissimo!

9. Getti la spugna troppo presto

Cercare il lavoro può essere uno sforzo lungo e prosciugante.
Cercare il lavoro può essere sfibrante e logorante.

Piuttosto che scoraggiarti e deprimerti,
continua a provare e rimanere positivo.
Lo so, non è facile!
C’è un grande lavoro là fuori che ti aspetta e … lo troverai!
 


 

Ci vuole costanza e disciplina per continuare a scrivere una lettera di motivazione,
aggiornare il curriculum e inviarlo a qualche azienda con la speranza di essere contattati.

Quando sei disoccupato,
è davvero facile demoralizzarti ogni volta che non senti nient’altro che rifiuti e ringraziamenti.

Mantieni la prospettiva: è una situazione solo temporanea.
La tua determinazione porterà a un’opportunità.
Ci devi credere.

Lo so, non è facile.
Ci sono passato.

10. Ricerchi posizioni solo a tempo pieno e indeterminato

Il Mondo del Lavoro di oggi ha bisogno di mobilità più che mai.
Gli studi dimostrano che un numero crescente di datori di lavoro sta facendo sempre più uso di lavoratori contingenti.

Sono tantissime le persone in cerca di lavoro che considerano solo le opportunità per il tempo pieno e/o indeterminato.

È efficace essere aperti al part time, a lavori temporanei, al lavoro freelance,
da liberi professionisti, a contratto, ecc.
per massimizzare le possibilità di successo nel cercare il lavoro.

11. Non personalizzi i dossier di candidatura

I datori di lavoro non assumono qualcuno che vuole un qualsiasi lavoro,
desiderano impegnarsi con CHI vuole davvero quel lavoro,
vogliono candidati appassionati, impegnati, dotati,
desiderabili.

 
More: scopri il percorso di coaching ideale per il tuo colloquio vincente.
 

Ecco perché la tua candidatura dovrebbe essere coinvolgente,
interessante, singolare e avvincente.

Invece,
anziché personalizzare la tua candidatura (per ogni singola azienda cui ti proponi)
cambi semplicemente il destinatario e con un abile colpo sul tasto “invio” …
chiudi la pratica!

Facile, rapido, comodo.
Efficace, no.

Comunque …
se non lo fai tu,
qualcun altro lo farà,
al posto tuo!

Leggi il mio post per approfondire.

12. Ti “accontenti” delle tue conclusioni

“Non sto ricevendo offerte perché …
sono troppo vecchio,
troppo giovane,
senza esperienza, troppo esperto,
troppo inesperto,
insomma troppo in qualsiasi altra cosa … “

Ecco … è un vero e proprio auto-sabotaggio delle tue possibilità e della tua autostima!

La tua mente diventerà così condizionata da questi pensieri limitanti che
(di conseguenza) agirai con meno sicurezza e decisione,
ottenendo risultati inferiori!

Pensare di essere “troppo” sarà vero solo fino a quando sarai tu a crederci.

Se ritieni “di non essere esperto” allora non sarai mai abbastanza.
Questa scusa per non agire avrà preso il sopravvento.
E cercare il lavoro sarà ancora più difficile.

13. Un unico obiettivo .. cercare il lavoro perfetto

Un lavoro minore sarà d’ostacolo alla tua carriera?
Uhm, dipende.
Un lungo periodo di inattività potrebbe fare ancora più danni al tuo curriculum e al tuo conto in banca.

Spesso (soprattutto se è da un po’ di tempo che sei alla ricerca),
la cosa migliore da fare e non vedere il colore del tuo salvagente.

Afferra il primo lavoro che trovi a portata di mano (fallo con energia e professionalità) e tirati fuori da questa situazione di stallo.

Nel mondo del lavoro di oggi la competizione è molto alta.
Se vuoi avere più possibilità di superare la concorrenza è importante non commettere passi falsi!

13 errori che rendono ancor più dura la tua ricerca di lavoro – 1

cercare un lavoro

Cercare un lavoro può essere molto impegnativo,
infatti si dice che la ricerca di lavoro è a sua volta
un lavoro!

La maggior parte delle persone pensa che trovare un lavoro oggi sia (oltre una questione di fortuna) difficilissimo per via della troppa competizione e della crisi economica.

Cercare un lavoro potrebbe richiedere diversi mesi (o forse più) e mettere a dura prova la tua determinazione prima e la tua autostima poi.
I sentimenti d’insicurezza e di ansia (con il passare del tempo) prendono il sopravvento.

Oltre alla difficoltà intrinseca del processo,
spesso facciamo errori che ostacolano ulteriormente la ricerca di un lavoro.

Ecco 13 errori che ogni persona alla ricerca di un lavoro dovrebbe evitare:

1. Focus solo su di te

Quando si è alla ricerca di un lavoro (magari già da un po’ di tempo) è totalmente comprensibile sentirsi bloccati, frustrati e scoraggiati.

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Si pensa al futuro, si è preoccupati,
si è concentrati su se stessi e sulla propria condizione.

Ricorda però che
i datori di lavoro assumono in base alle loro esigenze (aumentare i profitti,
bilanciare il carico di lavoro di un team, espandere un reparto, ecc.)
e non seguono i tuoi bisogni.

Delle tue necessità o urgenze si interessano ben poco.

È di fondamentale importanza rimanere concentrati sulla soddisfazione dei bisogni dei potenziali datori di lavoro…
e non proiettare su di loro i tuoi desideri, aspettative,
risentimenti e amarezza.

2. Sei negativo e pessimista

Se ti convinci di non essere “abbastanza” per quella posizione o pensi che nessuno ti chiamerà mai,
perdi un sacco di opportunità.

Il cinismo, l’amarezza e il pessimismo si trasmettono nei colloqui di lavoro –
anche se ti sembrerà strano, succede anche nelle lettere e nelle email –
e questi atteggiamenti negativi possono affondare le tue possibilità.

Invece di lamentarti,
pensa a come puoi mostrare il tuo valore durante la ricerca di lavoro.

 


 

Riserva le tue frustrazioni personali per un amico o un familiare.
Circondati il più possibile di persone positive,
che lavorano (anche disoccupate ma positive)
e la tua energia automaticamente comincerà ad attrarre piuttosto che allontanare.

3. Sei troppo indolente – cercare un lavoro diventa ancora più difficile

“Mi spezzo ma non m’impiego.”
Achille Campanile

Purtroppo il cellulare non squilla da solo.
Nessuno viene a bussare alla porta di casa tua.
Non accade nulla se non fai nulla,
è talmente logico da essere banale.

Invece,
insegui attivamente le opportunità.
Otterrai risultati migliori essendo proattivo.

È importante la dedizione e la disciplina.

Crea un piano e una routine di ogni giorno,
sviluppa un programma,
fissa degli obiettivi,
e cerca di essere il più possibile attivo e produttivo.

A quel punto sarai anche …
attrattivo!

4. Punti alla quantità piuttosto che alla qualità

Quando sei alla ricerca affannosa di un lavoro,
è facile dimenticarsi dei buoni propositi ed enfatizzare la quantità rispetto alla qualità.

Invece di pensare quanto sei bravo perché sei riuscito a inviare 10 CV in una sola serata con il più classico dei copia-incolla,
concentrati sulla presentazione di materiali di prima qualità per ruoli cui sei veramente interessato.

Vince la personalizzazione!

Per approfondire leggi il mio post 5 scuse comode comode per non personalizzare la tua candidatura

 
More: scopri il percorso di coaching ideale per il tuo colloquio vincente.
 

5. Ti candidi per posizioni sbagliate

Quando il panico comincia a fare capolino (perché il tempo passa e il lavoro stenta ad arrivare),
può capitare di pensare che abbassando le pretese,
le richieste, la posizione e lo stipendio si possa risollevare l’interesse verso la nostra candidatura.

Spesso si sollevano solo le sopracciglia di chi legge il tuo CV.

Il responsabile delle assunzioni può presumere che stai facendo esattamente quello che stai facendo:
arrampicarti sugli specchi.

Un mio cliente (area manager del settore lusso) viste le risposte negative nella sua posizione si era incaponito (inutilmente) nell’inviare candidature come addetto alla vendita,
pensando di suscitare chissà quali clamori.

Spesso scendere è più difficile che salire.

Non c’è niente di male nell’accettare una posizione meno qualificata.
Non sprecare il tuo tempo e i tuoi dossier di candidatura per ruoli che sarebbero stati palesemente interessanti dieci anni fa.

6. Non sai ottimizzare il tempo

La ricerca di un lavoro non dovrebbe essere un lavoro a tempo pieno!

Cercare un lavoro è un impegno faticoso,
prosciugante a livello energetico perché tocca tasti a noi sensibili,
su una base di ansia ed emotività.

Se ti arrovelli in queste emozioni tutto il santo giorno (in breve tempo)
la tua energia andrà persa e rischierai di entrare in un loop negativo e pericoloso.

Ti consiglio di passare 4 ore filate al giorno (scegli le ore quando ti senti al tuo massimo energetico) concentrati e impegnati nelle ricerche,
scrivi lettere di candidatura e allenati nelle interviste di lavoro.

Le altre ore dedicale alla cura di te stesso (palestra, corsa, hobby, ecc...),
staccati il più possibile per ricaricare la tua “batteria” energetica.
Ti servirà.

Continua a leggere la parte 2.