13 errori da evitare come nuovo leader del team

Stai iniziando un nuovo ruolo.
Adesso sei tu a guidare il team.
Probabilmente c’è entusiasmo. Ma può esserci anche un po’ di apprensione, soprattutto se è la prima volta che ti trovi dall’altra parte.
Ottenere l’incarico è stato un passaggio importante. Esercitarlo è un’altra cosa.
Nel mio libro “Prima volta Leader” racconto anche la storia di Jonathan e le difficoltà che incontra entrando nel suo nuovo ruolo.
Perché, indipendentemente dalla tua esperienza, quando arrivi in un nuovo team devi capire persone, equilibri, abitudini, aspettative e modi di lavorare che ancora non conosci.
Ed è proprio qui che puoi commettere alcuni degli errori più comuni.
La tentazione può essere quella di partire velocemente, dimostrare quanto vali e lasciare subito la tua impronta.
Ma prima di cambiare qualcosa devi capire dentro che cosa sei entrato.
Ecco 13 errori da evitare quando sei il nuovo leader del team.
1. Arrivare con tutte le risposte
Sei il nuovo leader.
Sei stato scelto per quel ruolo e vuoi dimostrare che la scelta è stata giusta.
È comprensibile.
Il rischio è arrivare e cominciare immediatamente a correggere procedure, cambiare abitudini e spiegare agli altri come dovrebbero lavorare.
Prima osserva.
Cerca di capire come vengono prese le decisioni, quali equilibri esistono, che cosa funziona e che cosa invece crea realmente difficoltà.
Può darsi che alcune cose vadano cambiate.
Ma cambiare prima di aver capito il contesto può creare resistenze che avresti potuto evitare.
Quando entri in un nuovo team, non devi dimostrare quanto sai.
Prima devi capire come funziona.
2. Pretendere che gli altri funzionino come te
Tu hai il tuo modo di lavorare.
I tuoi tempi.
Il tuo bisogno di autonomia, confronto, precisione o velocità.
I tuoi collaboratori potrebbero funzionare diversamente.
Questo non significa adattarti continuamente a tutti o rinunciare alle tue aspettative.
Significa evitare di utilizzare te stesso come unico metro di misura.
Una persona necessita di più indicazioni.
Un’altra di maggiore autonomia.
Una può esporsi facilmente.
Un’altra necessita di più tempo.
Guidare un team significa anche imparare a riconoscere queste differenze.
3. Aspettare troppo prima di confrontarti con il tuo capo
Potresti pensare:
- “Prima devo capire meglio la situazione.”
- “Non ho ancora niente di importante da dire.”
- “Aspetto che sia lui a cercarmi.”
Non aspettare troppo.
Nei primi tempi hai bisogno di capire che cosa il tuo responsabile si aspetta da te, quali sono le priorità e su quali aspetti hai autonomia.
Meglio chiarirlo presto che scoprire dopo qualche settimana che stavate lavorando con aspettative differenti.
4. Gestire il team senza sostenerlo
Essere responsabile non significa soltanto distribuire compiti, controllare risultati e valutare prestazioni.
Una parte del tuo ruolo di nuovo leader consiste anche nel capire che cosa impedisce alle persone di lavorare bene.
Puoi chiedere:
- “Che cosa ti serve per procedere?”
- “Dove stai incontrando difficoltà?”
- “Che cosa puoi fare tu e dove invece serve il mio intervento?”
Essere di supporto non significa risolvere ogni problema al posto loro.
Al contrario: un buon supporto dovrebbe aumentare l’autonomia, non la dipendenza dal leader.
5. Non chiarire le aspettative
Molti problemi iniziano da aspettative mai esplicitate.
Tu pensi che una cosa sia evidente.
Il collaboratore ne interpreta un’altra.
Poi arriva la delusione:
- “Pensavo fosse chiaro.”
Probabilmente per te lo era.
Chiarisci invece ciò che ritieni importante: responsabilità, priorità, autonomia, modalità di comunicazione, qualità attesa e comportamenti che consideri essenziali nel lavoro del team.
Non puoi pretendere che gli altri rispettino aspettative che conosci soltanto tu.
6. Lamentarti continuamente
Se sei appena arrivato e cominci subito a lamentarti dell’azienda, dei processi, del tuo capo o delle persone che lavorano con te, stai già comunicando qualcosa sul tuo modo di affrontare le difficoltà.
Questo non significa fingere che tutto funzioni.
Puoi criticare un processo.
Puoi evidenziare un problema.
Puoi proporre un cambiamento.
Ma c’è una differenza tra affrontare criticamente un problema e trasformare la lamentela in una modalità abituale di relazione.
7. Entrare nel gossip
All’inizio potresti ricevere molte informazioni.
- “Vedrai come è fatto quello…”
- “Con lei devi stare attento…”
- “Qui è sempre funzionato così perché…”
Ascolta ciò che può aiutarti a comprendere il contesto, ma evita di diventare rapidamente parte delle alleanze, delle antipatie e dei giudizi già presenti nel gruppo.
Costruisci la tua lettura delle persone attraverso l’esperienza diretta.
8. Diventare difensivo quando qualcuno ti contraddice
Se sei ancora alla ricerca di una tua sicurezza nel ruolo, il dissenso può sembrarti più minaccioso di quanto sia realmente.
Un collaboratore che non è d’accordo con te non sta necessariamente mettendo in discussione la tua autorità.
Potrebbe semplicemente conoscere meglio di te una procedura, un cliente o una situazione.
Puoi dire:
- “Spiegami meglio come la vedi.”
- “C’è qualcosa che mi sta sfuggendo?”
Ammettere di non conoscere ancora tutto non indebolisce automaticamente la tua autorevolezza.
Pretendere di sapere ciò che ancora non conosci può farlo molto di più.
9. Cercare subito di diventare amico di tutti
Creare un buon rapporto con il team è importante.
Essere disponibile, cordiale e umano lo è altrettanto.
Ma se il tuo bisogno di essere accettato diventa troppo forte, prima o poi il ruolo ti presenterà il conto.
Dovrai correggere.
Dare un feedback scomodo.
Dire no.
Decidere qualcosa di poco gradito.
Il punto non è mantenere una fredda “distanza professionale”. È non confondere una buona relazione con il bisogno di essere approvato.
Su questo tema puoi approfondire con “6 motivi perché non dovresti definirti amico di un tuo collaboratore”.
10. Diventare eccessivamente autoritario
È l’errore opposto.
Hai finalmente un ruolo di responsabilità e senti il bisogno di far capire chiaramente chi decide.
A volte dovrai decidere tu.
La leadership non è una consultazione permanente.
Ma se utilizzi continuamente il ruolo per chiudere ogni confronto, rischi di ottenere esecuzione senza partecipazione.
Il ruolo ti dà il diritto di decidere.
Non ti garantisce automaticamente che le persone riconoscano la tua autorevolezza.
11. Evitare i feedback difficili
Quando sei appena arrivato può essere scomodo affrontare subito un comportamento che non funziona.
Potresti aspettare.
Minimizzare.
Sperare che si sistemi da solo.
Soprattutto se vuoi costruire un buon rapporto con il team.
Ma rimandare troppo può rendere il problema più difficile da affrontare successivamente.
Un feedback critico non deve essere aggressivo.
Deve essere chiaro, concreto e riferito a comportamenti osservabili, non alla persona.
12. Accorgerti delle persone soltanto quando qualcosa non funziona
C’è un altro rischio.
Sei concentrato sui risultati e quindi la tua attenzione viene attirata soprattutto da problemi, errori e prestazioni insufficienti.
Il collaboratore che lavora bene diventa quasi invisibile.
Non serve distribuire complimenti continuamente.
Serve però accorgerti anche di ciò che funziona.
Un risultato raggiunto.
Un comportamento utile.
Un miglioramento.
Una responsabilità.
Se parli con le persone solo quando qualcosa non va, finiranno per associare la tua presenza a un problema.
13. Pensare di dovercela fare da solo
Hai ricevuto una responsabilità.
Questo non significa che tu debba affrontare da solo ogni dubbio, difficoltà o passaggio delicato.
Confrontarti con qualcuno può aiutarti a vedere ciò che, mentre sei immerso nella situazione, fai fatica a vedere.
Può essere il tuo responsabile.
Un collega esperto.
Un mentore.
Un coach.
L’importante è avere uno spazio nel quale poter ragionare anche su ciò che sta succedendo a te mentre cerchi di guidare gli altri.
Se senti che il nuovo ruolo ti sta mettendo alla prova e vuoi confrontarti su una situazione concreta, contattami.
Possiamo capire insieme su che cosa è più utile lavorare e quale potrebbe essere il passo successivo.
Non devi dimostrare subito di essere un grande leader
Quando assumi il ruolo di nuovo leader è naturale voler partire bene.
Ma partire bene non significa solo impressionare il team nelle prime settimane.
Significa cominciare a capire.
Osservare.
Fare domande.
Chiarire le aspettative.
Intervenire quando serve.
E concederti anche il tempo necessario per imparare un ruolo che, fino a poco tempo prima, non era il tuo.
Quando diventi leader, non devi dimostrare subito quanto vali.
Prima devi conoscere il team che hai davanti.
È da lì che puoi cominciare a costruire la tua autorevolezza.




Formatore e Coach.