6 motivi perché ti senti intrappolato nel tuo attuale lavoro

A volte succede.
Sentirti ingabbiato nel tuo lavoro.
Inadeguato.
In balia degli eventi.
Non sai decidere.
Ti penti delle scelte fatte.
Ti chiedi cosa diavolo stai facendo.
Trattieni la voglia di spaccare tutto (una volta si lanciavano i fogli… oggi la tastiera contro lo schermo?) e tornartene a casa.
Il problema è che il giorno dopo sei ancora lì.
Una sensazione precisa: costrizione
C’è un lavoro che non piace che diventa davvero insostenibile.
Altre volte, invece, la situazione è meno chiara. Non stai abbastanza male da mollare tutto, ma neppure abbastanza bene da immaginarti ancora lì tra qualche anno.
E resti.
Per lo stipendio.
Perché conosci quel lavoro.
Perché fuori non sai che cosa troverai.
Perché non sai dove andare.
Prima di decidere se restare o andartene, vale la pena capire che cosa ti sta tenendo fermo.
1. Sei convinto che tutti siano migliori di te
Marco è un grande broker.
Sergio vende benissimo.
Margherita è creativa.
E allora?
Se guardi continuamente quello che gli altri fanno meglio di te, troverai sempre qualcuno con cui perdere il confronto.
Il confronto può stimolare.
Ma può anche diventare un ottimo motivo per non esporti, non candidarti, non provare.
Il confronto non finisce mai.
Nemmeno quando hai successo.
Il punto non è dimostrare di essere migliore degli altri.
È capire che cosa sai fare tu e dove può avere valore.
2. Sei convinto che “là fuori” sia impossibile
Non ti dirò che cambiare lavoro è facile.
Non lo è.
In alcuni momenti, per alcuni profili, può essere davvero molto difficile.
Questo l’ho visto abbastanza da vicino per non raccontarti la storia del “se vuoi, puoi”.
Ma tra “sarà difficile” e “non ho nessuna possibilità” c’è una bella differenza.
La prima frase ti obbliga a guardare la realtà.
La seconda chiude la partita prima ancora di cominciare.
3. Hai paura di lasciare la sicurezza attuale
Il lavoro che non piace.
Però lo conosci.
Conosci il capo, i colleghi, le dinamiche, persino le cose che ti fanno arrabbiare.
Fuori no.
- E se il nuovo capo fosse peggio?
- E se non superassi il periodo di prova?
- E se mi pentissi?
Sono domande legittime.
Cambiare significa lasciare qualcosa che conosci per qualcosa che ancora non conosci.
La paura non dimostra che devi restare.
Ma neppure che devi andartene.
È un elemento da mettere sul tavolo insieme agli altri.
4. Lavoro che non piace? Ma non sai dove andare
Questa la incontro spesso.
- “Vorrei cambiare.”
Bene. Dove vorresti andare?
- “Non lo so. So soltanto che non voglio più stare qui.”
È già un’informazione, ma non basta ancora per prendere una buona decisione.
Che cosa cerchi davvero?
- Più autonomia?
- Un ambiente diverso?
- Più responsabilità?
- Un lavoro meno esposto?
- Un cambiamento di professione?
A volte non serve trovare subito la risposta.
Serve cominciare a restringere il campo.
Se sei in questa fase, puoi leggere anche “Cambiare lavoro? 9 segnali che è il momento giusto”.
5. Stai aspettando di essere pronto
- “Non è il momento giusto.”
- “Aspetto che passi questo periodo.”
- “Prima devo sistemare alcune cose.”
A volte è vero.
Aspettare può essere una scelta intelligente. Ho visto persone fare bene a non buttarsi subito e preparare il cambiamento con calma.
Altre volte, però, passano sei mesi.
Poi un anno.
E le ragioni per aspettare cambiano, ma tu sei sempre nello stesso punto.
Aspettare ha senso se nel frattempo stai preparando qualcosa.
Altrimenti rischia di diventare un modo molto tranquillo per non decidere.
6. Hai paura di sbagliare
Forse hai già fatto una scelta professionale di cui ti sei pentito.
E adesso pensi:
- “E se sbaglio di nuovo?”
Non è una paura da liquidare con “buttati”.
Cambiare lavoro può avere conseguenze vere. Economiche, professionali, familiari.
Per questo non ti serve coraggio a tutti i costi.
Ti servono informazioni, alternative, qualche verifica e una valutazione realistica di quello che puoi permetterti di rischiare.
Poi una quota di incertezza rimarrà comunque.
Prima di cercare l’uscita, capisci che cosa ti tiene dentro
Se ti senti intrappolato, la prima domanda non è necessariamente:
“Come faccio ad andarmene?”
Potrebbe essere:
“Che cosa mi sta tenendo qui?”
- Lo stipendio?
- La paura?
- La mancanza di alternative?
- Il fatto che non sai ancora che cosa vuoi?
Oppure, nonostante tutto, ci sono ancora buone ragioni per restare?
È da qui che partirei.
Se senti che il tuo lavoro non ti corrisponde più ma non riesci a capire se cambiare, dove andare o come muoverti,
il percorso breve e mirato “Ti senti bloccato nel tuo lavoro? Capire prima di decidere” nasce proprio per fare chiarezza prima di prendere una decisione.
Sentirti in trappola è una sensazione.
Capire che cosa ti tiene fermo è già qualcosa di più concreto.





Formatore e Coach.