12 cattive abitudine nell’utilizzo di mail che ti rendono odioso e fastidioso – parte 1

mail al lavoro

Foto di Ryan McGuire da Pixabay

La posta elettronica è un modo tremendo di comunicare.
Ci sono diversi studi che indicano che circa il 50% delle mail al lavoro sono mal interpretate.
E ti credo!

Quando scriviamo un’e-mail, le parole sono l’unica risorsa … infatti (tenendo conto del solo testo) perdiamo oltre il 90% dell’efficacia della comunicazione efficace.

E con queste premesse,
è facile creare incomprensioni ed equivoci, aumentare la tensione e il conflitto.

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Rispondere in modo professionale è più facile a dirsi che a farsi. Ecco 12 cattive abitudine che ti rendono odioso nella corrispondenza elettronica:

1. SCRIVERE IN MAIUSCOLO

Quando scrivi in maiuscolo è come se stessi URLANDO.
Le lettere maiuscole vengono interpretate come aggressive e invadenti.

L’uso delle lettere in MAIUSCOLO non renderà la tua e-mail più urgente di altre.
Per cortesia disattiva BLOC MAIUSC.
E mentre ci sei … non usare tutti quei punti esclamativi!!!!

2. Inviare mail al lavoro “urgenti” che non sono urgenti

Se abusi della modalità “urgente”,
non passerà molto tempo e nessuno presterà attenzione alle tue mail.

E quando ne invierai una davvero urgente,
nessuno presterà interesse nemmeno a quella.

3. Essere troppo amichevole o troppo formale

Essere troppo informale ti farà sembrare poco professionale.
Usa con parsimonia punti esclamativi, emoticon, testo colorato, acronimi, caratteri fantasiosi e stenografia SMS.

Allo stesso tempo, non essere “robotico”.

Una mail al lavoro di una riga senza entusiasmo o personalità assomiglia tristemente alle risposte automatiche generate da un software.

 
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4. Inviare CC a persone non coinvolte/necessarie

La funzione CC (Copia Conoscenza o in inglese Carbon Copy) che consente alle persone di essere aggiornate sulle informazioni porta quasi sempre confusione.

La persona ricevente se non strettamente coinvolta si chiede cosa debba fare.
Deve rispondere?
Deve inoltrare le tue informazioni?

Un’email di CC contiene informazioni che la maggior parte delle persone non sarà in grado di elaborare

5. Esagerare con l’invio in CCN

La prima cosa che pensiamo tutti è “Chi altro è CCN ?'”

CCN, letteralmente Copia Carbone Nascosta (in inglese BCC, ovvero Blind Carbon Copy) trasmette sfiducia e segretezza.

Se devi inoltrare una mail, taglia e incolla il testo in una mail apposito per quella persona.

6. Abusare con “Rispondi a tutti”

Quando ricevi una mail con più persone in conoscenza, non inviare automaticamente la tua risposta a tutti!

Assicurati di premere “rispondi a tutti ” solo se la tua risposta è veramente necessaria a tutte le persone coinvolte.

Altrimenti,
rispondi solo all’interessato. Gli altri te ne saranno grati!

 


 

7. Inviare mail alle 02.00 di notte

Ci sono persone che nel cuore della notte si sentono estremamente produttive,
e cominciano a inviare i loro messaggi di posta elettronica.

Nella migliore delle ipotesi, pensano che tu sia un maniaco del lavoro e che non hai vita sociale.
Nel peggiore dei casi, pensano che tu sia ossessivo.

Se l’ispirazione ti colpisce nel cuore della notte, salva la mail in “bozza” e inviala durante l’orario di lavoro.

Altro motivo per non inviare mail notturne è che il destinatario potrebbe avere il cellulare acceso. Il segnale di ricezione potrebbe svegliarlo.

Nel mio caso non preoccupatevi.
Puoi inviarmi mail alle 02.00 oppure alle 05.30 … il mio telefono/PC è spento già dalle 20.00.

La leggerò verso le 8.00 08.30 di mattina.

CONTINUA A LEGGERE > la parte 2.

18 spunti per aumentare la tua presenza carismatica al lavoro

la presenza carismatica

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Rispondendo a “Che cosa invidiava a Magic Johnson?” Larry Bird rispose:
“Il carisma.
Gli bastava entrare in una stanza, sorridere a tutti,
e li aveva tutti nel palmo della mano.”

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Alcune persone illuminano la stanza con il solo passaggio.
Nascono (beate loro) con la presenza carismatica.
Con il dono della bellezza, del talento.

La maggior parte delle persone è convinta (sbagliando in maniera clamorosa) che avere carisma sia solo legato al successo, alla bellezza, all’immagine vincente, al parlare con disinvoltura ed espressività, al vestito trendy.

La presenza carismatica si può “allenare”

Riguarda l’essere veramente coinvolti con gli altri. Mostrare all’altra persona la tua completa attenzione.

Il segreto del carisma non è strombazzare le tue buone qualità, ma far sentire importante la persona con la quale interagisci.

Ecco 18 modi efficaci per aumentare la presenza carismatica:

1. L’attenzione degli altri non si pretende, si guadagna.

2. Ricorda che le persone non si preoccupano degli altri, tranne se non hanno qualcosa da “guadagnare” (in termini di autostima, piacere, importanza, ecc.…)

3. Sii te stesso. L’autenticità paga.

 


 

4. Sorridi senza forzatura e senza esagerazione. Solo per comunicare la tua sicurezza.

5. La presenza carismatica inizia nella tua mente. Se senti che la tua mente è da qualche altra parte, riportala al qui-e-ora.

6. Non parlare di te. A meno che non ti venga richiesto esplicitamente.

7. Non hai niente da dimostrare .. quindi nessun motivo per sentirti a disagio.

8. Semplice e conciso. Non usare tante parole se ne bastano poche.

9. Offri la tua piena attenzione. Solo grazie a questo dono, gli altri ti cercheranno e ti ricorderanno.

10. Tutti vogliono essere ascoltati, aiuta a sentirsi apprezzati e valorizzati. Il silenzio è carisma.

11. Trova il tuo stile, la cura del dettaglio e la voglia di non assomigliare alla massa. Non serve il “marchio” ma personalità.

12. Rilassati. Niente stress. Non camminare troppo frettolosamente, non mangiare rapidamente, non parlare velocemente.

13. Non parlare di problemi. Tranne in casi di grande confidenza.

14. Se non hai niente da dire… se non sai cosa-dire o come-dirlo… non parlare.

15. Il silenzio è forza, saggezza … magia. Più ascolti, più diventi carismatico.

16. Una persona carismatica non è un clone. Per questo ha le sue opinioni, la sua visione del mondo, la sua risposta a “domande importanti”.

17. Imposta il cellulare in modalità silenziosa e nascondilo. Riduce la tentazione di controllarlo. Invia un messaggio forte alla persona: avrà la tua completa attenzione.

18. Non pensare a cosa rispondere.. mentre la persona sta ancora parlando.

 

Fare carriera senza la preoccupazione di dover gestire un team

gestire un teamFoto di Free-Photos da Pixabay

A volte è un problema di carattere,
altre volte di non ambientazione nel team di lavoro,
di comunicazione con gli altri membri del team,
non adattamento alle procedure aziendali.

Altre volte ancora il collaboratore non c’entra niente, è un problema di leadership.
La tua.

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Avere il titolo di team leader è molto invitante e stimolante.
Gestire un team è molto affascinante, ma molto difficile.
Gestire le persone richiede tempo e applicazione.
Ah! Non pensavi così tanto!

I collaboratori impegnano. Stancano. Fiaccano.
Prosciugano.

Un cliente che ha richiesto coaching per la team leadership mi spiegava come ritiene …
la conduzione e la gestione di collaboratori la parte più critica del suo lavoro.

Si dice dispostissimo a dedicarsi a progetti meno complessi e stimolanti (con conseguente perdita di appeal professionale e finanziario) pur di non sentirsi così ansioso, timoroso e indisponente nel dover-trattare con le persone.

La gestione delle persone è un tema ricorrente nelle sessioni di coaching.

Spesso le persone “sbarcano” in posizioni manageriale senza avere le giuste competenze e la dovuta preparazione

Le aziende (non tutte per fortuna) non si preoccupano di colmare questo GAP.
L’unica cosa che fanno … dopo qualche tempo … è dire al potenziale manager che ha fallito!

La persona rimane “ferita” due volte.
Oltre che dall’azienda … si accolla totalmente la colpa del fallimento… ritenendo che se “fosse stato capace non avrebbe fallito”. Un colpo “mortale” per la sua autostima!

Sicuramente,
chi ha intenzione di gestire un team non ha completa coscienza delle difficoltà.
Si pone poche domande su come migliorare e gestire al meglio i propri collaboratori.

 


 

Le persone oggi sono sempre più sensibili e permalose.
Suscettibili.
Facili a risentirsi e offendersi.

Vogliono essere considerate diverse dagli altri,
desiderano essere riconosciute e trattate in un modo unico e particolare.

Le persone oggi ricercano le soddisfazioni emotive (riconoscimento, disponibilità, apprezzamento, empatia, ascolto, ecc.).
Sono quelle più gratificanti ma anche quelle più sensibili e “pericolose”,
quando non sono soddisfatte.

Nella gestione del gruppo devi distinguere tra la tua competenza (che può essere altamente professionale) e il tuo atteggiamento verso un collaboratore (che può apparire freddo e distaccato).

Vuoi gestire un team di successo? Dai un valore aggiunto!

Se vuoi gestire un team (piccolo o grande, non fa differenza), quando operi a contatto con le persone,
se il tuo successo dipende dalle persone che gestisci,
deve riuscire a dare un valore aggiunto.

Devi prendere coscienza dei mutamenti, adattarti a questi cambiamenti e porti domande su come migliorare e approcciare con più efficacia i tuoi collaboratori,
attraverso la comunicazione, i gesti e i comportamenti.

Ascoltare significa “seguire” le parole,
ma anche (e soprattutto) l’energia e l’emozione delle persone.
Ascoltare vuol dire aumentare il rispetto e l’accettazione.

Pochi considerano la gestione del team, un valore o un’area strategica su cui investire.
Chi lo fa, vince!

Lavorare con un capo insicuro: 13 spunti per sopravvivere

capo insicuro

Non ne avrebbe alcun motivo.
Conosce il suo lavoro. È competente. Preciso.

Non è un cattivo manager.

Purtroppo,
è preoccupato anzi ossessionato dalle sue prestazioni e della sua posizione all’interno dell’azienda.

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È più spaventato della maggior parte dei manager.
È il capo insicuro.

Ha paura del successo dei suoi dipendenti.

Non sopporta il collaboratore bravo, quello che riceve elogi o riconoscimenti dai superiori.

Respinge le tue idee.
È inaccessibile, se non per criticarti.

Ruba le tue idee senza riconoscerti.

Ti blocca la promozione.
Non ti invita a riunioni importanti.

Non sarà mai divertente e come potrebbe esserlo lavorare per un capo insicuro,
ma ecco cosa puoi fare per sopravvivere:

1. È difficile rendere un capo insicuro meno insicuro. Ci puoi provare, ma ti stancherai ben presto…

2. Il leader insicuro è imprevedibile. Nel momento in cui si innesca la sua insicurezza diventa difensivo e meschino.

3. Non minacciare il tuo capo con performance da “campione”. Probabilmente ti odia perché sei bravo.

4. Il capo incerto vuole tenere lo status-quo perché nella struttura attuale riesce a “galleggiare”. Odia il cambiamento.

5. Dimentica di andare da lui/lei con idee grandiose per come migliorare le cose.

6. Nel momento in cui si accende la sua insicurezza ricorda che sta “controllando e vendicando”.

7. “Difendi” la sua autostima. Attivare l’insicurezza del tuo capo creerà sofferenza. Per entrambi.

8. Datti due obiettivi: mantenere la tua autostima e nutrire la sua (fragile) autostima



9. Riconosci ciò che il tuo capo fa bene – sii sincero.

10. Cerca l’opinione del tuo capo su problemi reali (non inventarli solo per ingraziartelo)

11. Dimostra di essere un giocatore di squadra. Condividi il successo!

12. Mostra rispetto del potere e della posizione del tuo capo. Fai sentire al tuo capo di avere il controllo.

13. Non dire al tuo capo insicuro che:
– sei pronto a sostituirlo quando andrà in vacanza
– ti hanno chiesto di parlare alla riunione annuale
– ti hanno proposto di scrivere un post aziendale
– altre aziende ti hanno proposto di unirti a loro
– altri dirigenti ti lodano e cercano la tua opinione
– desideri un aumento
– hai risolto brillantemente un problema con il cliente importante
– che hai grandi piani per il dipartimento
– un giorno ti piacerebbe avere il suo posto

Non può sopportare di ascoltarlo.
Se lo fai, non dormirai neanche tu.

Quando la relazione con il capo diventa fonte di stress, serve un confronto lucido e professionale.

Con il mio breve percorso di coaching mirato “Gestire il rapporto difficile con il tuo capo” impari a gestire le dinamiche con più chiarezza e assertività.

14 cose da sapere prima di chiedere un aumento di stipendio

aumento di stipendio

Foto di Frantisek Krejci da Pixabay

Sei puntuale, efficiente, produttivo.
Hai sempre fatto un buon lavoro.
E allora?

Ti aspettavi un apprezzamento.
Un riconoscimento salariale.

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A dir la verità ormai sono anni che stai aspettando una proposta dalla tua azienda o dal datore di lavoro.

Invece, tutto tace.
Niente si muove.
Nel mondo del lavoro di oggi,
i soldi e lo stipendio sono ancora argomenti tabù.

Per aiutare te (e il tuo stipendio) ecco 14 cose da sapere prima di chiedere -e ottenere- un aumento di stipendio:

1. Non basta entrare nell’ufficio e “aprire la bocca”. Serve molta preparazione. Strategia. Coraggio.

2. Chiediti cosa ti ha impedito di chiedere un aumento di stipendio fino ad oggi.

3. Se pensi che può essere davvero imbarazzante dire al tuo capo quanto la tua paga sia inadeguata …hai ragione. Lo è! Per molti è paralizzante.

4. Devi motivare con “forza” il motivo per cui meriti un aumento. La preparazione è una parte così importante ed è spesso trascurata. Chi non si prepara fallisce.

5. Mentre varchi la porta rifletti sul linguaggio del tuo corpo. Stai chiedendo un aumento, non elemosina. Raddrizza le spalle!

 


 

6. La tempistica è fondamentale. Non chiedere aumenti quando non stai portando risultati o il tuo capo è stressato e occupato.

7. Vai oltre il cash. Vacanze, orario flessibile, tempo libero possono essere negoziati come parte di un aumento.

8. Raccogli prove tangibile che hai fatto un ottimo lavoro. Tieni traccia dei risultati, mail, note di congratulazioni di clienti o colleghi che attestino il tuo buon lavoro.

9. Se la tua azienda è nel bel mezzo di tagli o stress finanziario, potrebbe non essere il momento giusto per chiedere più soldi.

10. Probabilmente la prima volta sentirai NO. Non farne un dramma. Hai perso solo il primo round. Esci con eleganza con ” Grazie per il feedback”.

11. Usa la spiegazione del rifiuto come punto di partenza. È un’informazione preziosa per la tua futura crescita professionale…e per una nuova richiesta.

12. Ricorda il monito di Seneca “Chi domanda con timore, insegna a rifiutare.” La cosa peggiore che ti possono dire è… NO.

13. Quando sarà il momento, non esitare a chiedere di nuovo. Assicurati solo di aver lavorato sodo e di comprovare di meritare un aumento.

14. Se il tempo, il contesto e il momento è “giusto” … non aver paura di chiedere.

 


 

La richiesta di un aumento di stipendio necessita di una preparazione adeguata da parte tua.

Concorderai con me che se “buchi alla grande”, la prima volta che ti presenti al tavolo della trattativa, difficilmente proverai un’altra volta.

Ecco perché è assolutamente necessaria una preparazione strategica e adeguata.

Non presentarti incerto e titubante, carico di timore e potenzialmente fallimentare!
Un paio di sessioni di coaching possono darti la sicurezza e la competenza per ottenere quello che chiedi.

Con il percorso di coaching SMART avrai la possibilità di prepararti concretamente e di simulare la richiesta di aumento.

Mancanza di rispetto: 7 segnali evidenti che i colleghi non ti considerano

mancanza di rispetto

Foto di Pexels da Pixabay

A volte è solo freddezza.
Altre volte mancanza di disponibilità.
Altre volte ancora una vera assenza di considerazione.

Molte persone avvertono una mancanza di rispetto sul luogo di lavoro.
Si accontentano.

Accettano una retribuzione inferiore.
Si mordono la lingua perché pensano di essere già fortunate ad avere un lavoro.

E spesso, tristemente, è così.

Ma una cosa è certa:
la mancanza di rispetto non andrebbe mai tollerata.

Quando viene superata una linea,
è il momento di fare (o dire) qualcosa.

Se qualcuno al lavoro ti mette a disagio,
puoi affrontare la situazione riducendo il rischio di ritorsioni.

Come scrivo nel mio libro Autorevolezza (nuova edizione 2025):
se non ti senti a tuo agio nel dire qualcosa subito, va bene.

L’importante è non interiorizzare sgarbi e maltrattamenti

Se i colleghi ti mancano di rispetto,
il primo passo è riconoscerlo.
Il secondo è agire con consapevolezza.

Mancanza di rispetto: 7 segnali evidenti che i colleghi non ti considerano

1. Colleghi non autorizzati criticano le tue scelte

Quando sbagli, è normale ricevere un feedback dal tuo capo.
Fa parte del gioco.

Ma se la critica arriva da chi è gerarchicamente sotto di te
o da un reparto che non c’entra nulla,
la questione è diversa.

Se accade spesso, questo comportamento mina la tua credibilità
e indebolisce la tua sicurezza sul lavoro.

È un segnale chiaro:
non ti stanno prendendo sul serio.

Non lasciare che la tua autorità venga costantemente messa in discussione.
La mossa migliore?
Un confronto privato e diretto.

Un comportamento sminuente, anche se mascherato da “opinione”,
non è mai accettabile.

2. Atteggiamenti poco (o per nulla) rispettosi

Non vieni ascoltato.
Ti interrompono.
Nessun contatto visivo.

Risatine, sbuffi, frasi sarcastiche come
Certo!” o “Fantastico!
accompagnate da occhi al cielo.

Non sono dettagli.
Sono segnali chiari di mancanza di rispetto.

Essere interrotti continuamente non è casuale.
La buona notizia è che puoi imparare a imporre la tua presenza senza alzare la voce.


Se ti senti in difficoltà nel guidare il team o nel farti ascoltare,
scopri il percorso di coaching mirato

Problemi di leadership? Ritrova autorevolezza nel tuo ruolo”.

3. Sei il bersaglio del gossip

Il gossip esiste in ogni ufficio.
A turno, tutti finiscono sotto i riflettori.

Ma se sei costantemente al centro delle chiacchiere,
non è un buon segnale.

Forse hai fatto qualcosa – consapevolmente o no –
che ha innescato i pettegolezzi.

Ma se colleghi parlano spesso della tua vita personale o professionale,
è probabile che il rispetto nei tuoi confronti sia venuto meno.

4. Sei invisibile

Ti senti invisibile.
No, non hai il superpotere dei Fantastici 4.

Se nessuno risponde a mail o chiamate,
se ricevi sempre scuse come
Sono occupato
o “La tua mail è finita nello spam”… ah, si davvero?

fermati un attimo.

Se durante le riunioni nessuno ascolta le tue proposte,
se senti di non “aggiungere mai valore alla conversazione”,
non prenderti in giro.

Chi non ti ascolta, non ti prende sul serio.

5. Sei sempre tenuto “out”

Non vieni incluso in mail, riunioni o conversazioni.
E nemmeno negli aperitivi o nei momenti informali.

Una mail persa può capitare.
Due, anche.

Ma se l’esclusione è sistematica,
il problema è più profondo.

E sì, può trattarsi di mancanza di rispetto!

6. Le tue idee vengono rubate

Non c’è nulla di più frustrante
di vedere qualcun altro prendersi il merito del tuo lavoro.

A volte succede per distrazione.
Ma se accade spesso,
è un segnale evidente.

Se fai fatica a mantenere il tuo spazio nelle conversazioni,
il problema non è la tua competenza.

È la tua strategia comunicativa.



7. Il tuo tempo non è rispettato

Quando rispetti qualcuno,
rispetti il suo tempo.

Il collega che ti interrompe continuamente
e con la scusa di “rubarti solo un minuto
cerca di scaricarti il suo lavoro…

non è solo distratto.
È irrispettoso.

Cosa fare quando senti mancanza di rispetto?

Non minimizzare.
Non ignorare.
Valuta con onestà:

  • Sei troppo sensibile?
  • Stai esagerando?
  • Sono episodi isolati o ripetuti?

La mancanza di rispetto può frenare seriamente la tua carriera.

Spesso reagiamo pensando che l’altro lo faccia apposta.
A volte esplodiamo.

Altre volte ci chiudiamo in silenzio,
accumulando rancore e frustrazione.

Raramente affrontiamo la questione in modo aperto e costruttivo.

Eppure, gestire una conversazione difficile richiede
lucidità, empatia e metodo.

Senza frasi ad effetto.
Ma presenza, chiarezza, confini.

Ed è da qui che si ricomincia.

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