Un capo tirannico esige il rispetto del team – il leader autorevole lo guadagna

il leader autorevole

“Ho imparato a rispettare le idee altrui, a capire prima di discutere,
a discutere prima di condannare.”

Norberto Bobbio

Un capo immaturo esige il rispetto del suo team semplicemente perché “ha studiato”, è stato assunto per “fare il capo” oppure ha l’ufficio più grande.

Si circonda di fedelissimi e per mantenerli tali, li rende partecipe a “onori e cariche”. Conosce solo i suoi stretti collaboratori e spesso nemmeno quelli. Un capo insicuro ha paura di “quelli bravi”.

Coinvolge nelle attività sempre e solo le stesse persone.

Per il resto del team … briciole di attenzione e poca considerazione. Tuttavia, avere una posizione, un titolo, non significa necessariamente essere leader.

Tieni in mente che dare rispetto è uno dei segreti per guadagnare rispetto.
Se hai bisogno di essere amato difficilmente sarai anche rispettato. Il capo deve essere meritevole. Di rispetto e lealtà.
 


 

Concentrati su come ottenere la fiducia e il rispetto del tuo team: crea relazioni positive, mantieni le promesse, offri competenza e buon senso. In cambio riceverai stima e apprezzamento. Non boicottare il talento. Non ostacolare la capacità, anzi guidala e diventane il più leale alleato.

Scegli persone competenti, accettando la loro autonomia. Mentre un capo vede intorno a sé solo dei sottoposti salariati, tu riconosci delle persone… con i loro problemi, le loro gioie e i loro pensieri (senza diventare un confessore o lo psicologo).

Il leader autorevole sa che è normale, sentire maggiore feeling e simpatia per alcune collaboratori rispetto ad altri, ma cerca di evitare di manifestare preferenze in maniera evidente.

Ci sono collaboratori che devono essere più coinvolti rispetto ad altri ma è necessario appassionare ogni singolo membro del tuo team. La vera leadership viene da chi sei, non solo da quello che dici o fai.
È necessario tornare a guidare le persone e non concentrarsi solo sui compiti da eseguire e sulle mansioni da gestire.

Il leader autorevole sa che creare fiducia nel team vuol dire andare oltre i compiti di leader. “Mettere insieme” bravi professionisti non necessariamente genera buoni risultati. In effetti, non basta assegnare incarichi e assicurarti che ognuno faccia il suo lavoro.

In passato funzionava ..oggi non più!

16 chiavi per farsi rispettare dai colleghi più giovani

farsi rispettare dai colleghi più giovani

Foto di Keith Johnston da Pixabay

“Rispetta i più anziani” è una frase che ci sentiamo ripetere sin da piccoli.

Il vero rispetto -però- deve essere guadagnato.
Farsi rispettare dai colleghi più giovani non è molto diverso dal guadagnare il rispetto di un adulto.

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I giovani di oggi non vogliono rispettare solo per questione di anagrafe. Sono riluttanti a mostrare stima se non vengono ricambiati.
Se viene detto loro cosa fare, senza spiegazioni. Se non sono inclusi in conversazioni importanti.

I giovani spesso rispecchiano il nostro comportamento.
Se qualcuno non ti rispetta, guarda anche il tuo atteggiamento.
Ricordiamoci che il rispetto reciproco è un elemento fondamentale per qualsiasi rapporto.
Le persone tendono a rispettare chi riconosce il loro valore.

Ecco alcuni suggerimenti per farsi rispettare dai colleghi più giovani:

1. Il rispetto dei più giovani non si pretende solo per l’anagrafe e i capelli sale-e-pepe. Va guadagnato.

2. Dare rispetto è uno dei segreti per guadagnare il rispetto dei più giovani.

3. Ascolta più di quanto parli. I giovani hanno idee ed esperienze che desiderano condividere.

4. Non lasciare che la differenza di età diventi un ostacolo. Trattali come colleghi, ascolta cosa hanno da dire, dai feedback in modo utile e costruttivo.

5. Non essere sprezzante o intollerante solo perché sono “diversi” dal tuo stile.

6. Poni domande. Fare domande mostra il tuo interesse per ciò che il giovane pensa e crede.

7. Non essere prepotente. Chiedi, piuttosto che sentenziare o esigere.

 


 

8. Accetta e riconosci le differenze di opinione. Non negare l’opinione di un giovane pensando che è ingenuo e tra 20 anni la penserà diversamente.

9. Evita frasi tipo “Io avrei fatto …”, “Io avrei detto…”, “Quando ero giovane io…

10. Evita le prediche, oltre a colpevolizzare la persona sono perfettamente inutili.

11. Non fare il finto-giovane tipo “Bella zio”. Non sei divertente. Diventi patetico.

12. Vai aldilà delle loro felpe e tatuaggi, scava più in profondità e cerca il valore aggiunto che i collaboratori più giovani possono dare.

13. Non agire come se fossero bambini e tu l’adulto che dice cosa-fare. Li farà risentire e.. avranno ragione!

14. Sii aperto con consigli, guidando i tuoi colleghi più giovani. Dai suggerimenti e offri feedback. Fai  sapere loro che puoi offrire il tuo aiuto se necessario.

15. Accetta i loro consigli e pareri. Anche se hai esperienza non significa che hai tutte le risposte.

16. Non giudicare. Non confrontare i giovani di oggi a quando avevi tu 20 anni.

Se avverti un fastidio nel rapporto con un/una collega di differente età, chiedi un incontro privato, parlane con tatto e con rispetto.

Potresti essere sorpreso nello scoprire che anche lui/lei ha gli stessi problemi riguardo la differenza d’età.
La questione si risolverà in maniera soddisfacente per entrambi.

Mancanza di rispetto al lavoro? Cosa è reale e cosa è solo una tua paranoia -1

mancanza di rispetto al lavoro

Foto di Quim Muns da Pixabay

Poca attenzione, risposte di circostanza, risatine o occhi al cielo (come dire “Che palle!”).
Segnali tutti piuttosto negativi.

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Non sono poche le persone che avvertono la mancanza di rispetto sul luogo di lavoro.

Se qualcuno al lavoro ti mette a disagio,
puoi comunque affrontarlo, minimizzando le possibilità di ritorsioni.

L’importante è non interiorizzare i maltrattamenti e gli sgarbi ricevuti.

Se i tuoi colleghi ti mancano di rispetto,
dovrai prima di tutto riconoscerlo … come vero. Reale.
Identificate anche cos’è il prodotto della tua mente (un po’ tesa e intimorita) che sta ingigantendo il tutto:

“Tutti mi parlano alle spalle” – Paranoia

Il pettegolezzo fa parte praticamente di ogni luogo di lavoro.

Di volta in volta, tutti vengono spettegolati.
Anche se capisco che vorresti evitare di essere l’argomento-pop di ogni pausa-caffè.

Se pensi di essere costantemente sulla “bocca di tutti” (ma proprio tutti-tutti?) presumibilmente stai esagerando la situazione.
Penso proprio di SI.

Se fosse vero che i tuoi colleghi sparlano spesso di te, dovresti stare più attento.
Probabilmente hai fatto/stai facendo qualcosa sul lavoro (o nella tua vita personale) che ha dato il via al treno infinito dei pettegolezzi.

 


 

“Nessuno mi considera” – Paranoia

Ti senti come se fossi invisibile?
Nessuno ascolta le tue proposte durante le riunioni?
Non ricevi risposte alle tue e-mail?

Prova a capire se è vero che … non “aggiungi mai valore” alla conversazione.
È possibile che rendi tutte le conversazioni imbarazzanti, scomode o deprimenti?
Non penso proprio.
Sento puzza-di-paranoia qui…
Le generalizzazioni non funzionano… TUTTI – NESSUNO – MAI.

Davvero nessuno ti considera?
Tutti ti evitano?
Qual è il tuo approccio?
Chiuso? Schivo? Sdegnoso?

“I colleghi mi criticano di continuo” – Reale ..fai attenzione è una mancanza di rispetto

Questo tipo di intrusione minerà la tua credibilità, diminuirà la tua sicurezza.

Se commetti un errore… è giusto che il tuo capo ti dia un feedback negativo.
Ma se ricevi continuamente critiche da parte di colleghi o pari-grado …
prendi atto che qualcuno non ti sta prendono sul serio.
Sei stato preso di mira.

Non lasciare che la tua autorità personale venga messa in discussione.

L’opzione migliore è quella di cercare un incontro privato con la persona in questione.
Non puoi accettare questo comportamento sminuente.

 


 

“Non sono incluso in conversazioni, aperitivi e meeting?” – Paranoia ma potrebbe essere reale – fai attenzione!

Se sei stato tagliato fuori da una o due e-mail, non farne una tragedia.
Capita.
Probabilmente è solo una svista.

Ma se ti accorgi di essere costantemente escluso da discussioni ed eventi importanti in seno all’azienda …
è un problema!
Probabilmente non apprezzano la tua partecipazione.
Azz..mica facile adesso!

“Mi rubano sempre le idee” – Reale – fai attenzione!

Non c’è niente di più frustrante di avere un collega che si prende il merito del tuo lavoro.
Ruba la tua grande idea.

A volte,
in un ambiente di lavoro frenetico, può accadere (anche se non dovrebbe) senza particolari motivi.
Tuttavia, se diventa un modello-ripetitivo è un segnale evidente di mancanza di rispetto.

Devi difendere te stesso.
Combattere questa mancanza di rispetto al lavoro.

“Faccio il lavoro di tutti” – Reale – fai attenzione è una mancanza di rispetto

Hai difficoltà a dire NO?
Cerchi sempre di essere gentile con gli altri, a scapito di te stesso?
I colleghi se ne approfittano?
L’hanno capito e sanno come prenderti?

“NO”, è una parola potente.

Spesso ci sentiamo in dovere di acconsentire a tutte le richieste, per paura di sembrare poco collaborativi.
SI a quel nuovo impegno, SI a quel progetto che ti farà tornare a casa alle nove di sera.

Imparare a rifiutare è utile nel lungo periodo.

Spesso, è necessario declinare l’invito e dire NO.
No, perché sei troppo occupato, NO perché non vuoi lavorare fino a tardi.
No perché (semplicemente) non ti interessa.

Come essere autorevole durante il colloquio di lavoro: 17 spunti

autorevole durante il colloquio di lavoro

 “Le aziende, oggi, non sono interessate a sapere dove, come e cosa avete studiato.
Vogliono sapere cosa avete imparato.”
Beppe Severgnini

Essere autorevole durante il colloquio di lavoro?
Non avrai mai una seconda possibilità di fare un’ottima prima impressione.
Prepararsi per un colloquio di lavoro è di vitale importanza  se vuoi aumentare le tue chance di successo.

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È importante migliorare il tuo stile, il tuo approccio, proiettare un atteggiamento fiducioso.
Padroneggiare comportamenti che “traspirano” fiducia, rendendo più efficace la tua comunicazione verbale e non verbale.

Ecco 17 spunti per essere autorevole durante il colloquio di lavoro:

1. Evita “ingressi” a sguardo basso e il-cappello-in-mano. Stai trattando un posto di lavoro non elemosina. Raddrizza le spalle!

2. Passo deciso ma non affrettato. Assicurati di salutare tutti con un sorriso.

3. Rispetta i tempi della conversazione. Non avere paura delle pause e dei silenzi.

4. Imposta bene la voce. Sii sintetico. Non bisbigliare. Alza il tono della tua voce.

 


 

5. Quando cambi argomento o spieghi un punto importante, riposizionati sulla sedia per enfatizzare il momento.

6. Quando spieghi un punto importante fai una pausa prima/dopo..crea un senso di anticipazione e sottolinea il concetto (approfondisci).

7. Evita di costruire risposte ad hoc per compiacere il selezionatore e ottenere la sua approvazione. Se ne accorgerà subito!

8. Usare spesso parole come “Immagino“, “Credo” e “Forse” vuol dire restare nel-mezzo. Sospeso nel nulla. Insipido. Banale.

9. Se sei introverso …alza i toni di una tacca. Se sei effervescente.. scala-una-marcia. In entrambi i casi, non tirare fuori la scusa “Cosa ci posso fare. Sono fatto così“!

10. La tua espressione facciale è il tuo “marchio di fabbrica”. Un sorriso va lontano. Trasmette fiducia, autorità e … calore.

11. Tieni il mento alto quando parli.

12. Ricorda che …le persone che mantengono il contatto visivo sono giudicate più autorevoli e fiduciose (approfondisci).

13. Prenditi il tempo di rispondere. Non si tratta di un “botta e risposta” in velocità. Mantieni il controllo.

 

 

14. “Entra” nei dettagli, spiegando la loro importanza e sviluppi. Ti farà sembrare più SMART. Conoscere i fatti e i dettagli sarà impressionante.

15. Se vuoi essere autorevole durante il colloquio di lavoro, non limitarti a rispondere alle domande o peggio lasciarle tutte alla fine. La precisazione di un argomento già trattato prima, apparirà fuori luogo.

16. Cerca di instaurare un vero e proprio dialogo con il tuo interlocutore. Lui/lei sta valutando te. Tu stai valutando l’azienda.

17. Saper comunicare, essere autorevole vuol dire (innanzitutto) avere qualcosa d’interessante da dire. Se così non fosse .. meglio tacere!

Nella vita una buona dose di fiducia è auspicabile.
Quando si tratta della tua vita professionale, ci sono alcune linee sottili che devono essere tratteggiate,
confini che non possono e non devono essere superati.

Autorevole durante il colloquio di lavoro: attenzione a non cadere nell’arroganza

Devi essere ambizioso senza essere impaziente, disponibile senza essere timoroso,
flessibile senza essere sfruttato.

Essere sicuro di te, confidente e ambizioso,
senza alzare troppi i toni fino a diventare eccentrico e pomposo.

Desideri lavorare sulla preparazione dei colloqui di lavoro faccia-a-faccia, via skype o cellulare?
Aumentare la tua autorevolezza “lavorando” sulla tua postura, espressioni, gesti, ecc.?

Scopri il mio servizio di coaching  per il colloquio di lavoro!

Come essere autorevole: la comunicazione non verbale per il successo – 2

come essere autorevole

6. “Prenditi lo spazio” … ecco come essere autorevole

“In tutte le specie animali,
la postura espansiva, aperta che occupa più spazio, è associata con potere e dominio”.
dice la psicologa americana Amy Cuddy.

Una buona postura crea una presenza dinamica.
Invia “attorno a te” un messaggio di sicurezza di sé, autorità ed energia.
Atteggiamento autorevole.

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Al contrario,
posture non pertinenti (chiuso su te stesso, spostare la testa e lo sguardo di lato,
postura molle o eccessivamente rilassata, ecc.) indicano scarsa fiducia e bassa autostima.

Sia in piedi, sia seduto, immagina una corda che ti sta tirando delicatamente la testa e la colonna vertebrale verso il soffitto.

Mantieni il peso uniformemente equilibrato. I piedi saldamente a terra.
Le braccia non incrociate. Le mani visibili e rilassate.

Quando hai una chiamata importante alzati dalla sedia.

Rende il suono della tua voce più autorevole.
Quando sei in piedi, respiri più pienamente. Stai “spingendo” più energia rispetto a quando sei seduto, rilassato in poltrona.

La voce è strettamente legata al corpo e alla fisicità.

7. Mostra il tuo “lato” piacevole

“Puoi mantenere un sorriso autentico solo per un po’,
dopodiché è solo denti.”
Chuck Palahniuk

Sorridere è uno dei più potenti segnali non verbali.
Toglie dal tuo viso quell’espressione crucciata e nervosa, che rende il tuo volto infastidito o arrabbiato.

Forse non rispecchia la realtà,
ma probabilmente non parleresti a una persona con quel tipo di espressione sul viso.
Assicurati che il tuo viso sia rilassato.

Questo non significa avere il sorriso stampato in viso tutto il tempo,
fare il “piacione” o ancora peggio mostrare un sorriso di circostanza.
Esibire un leggero sorriso sul viso per incoraggiare le persone a interagire con te.

Le persone sicure di sé sorridono perché sono felici.
Non hanno paura di mostrarlo.
Regala alle persone che incontri un sorriso sincero.

 


 

“Aggancia” gli occhi dell’altra persona, nota il colore dei suoi occhi e poi sorridi.
Attendi che sorrida di nuovo e poi “trattieni” il tuo sorriso per due secondi in più di lui/lei.

Sarai stupito dal legame che si crea.
Le persone non potranno non notare qualcosa di “diverso”.
Si ricorderanno sicuramente di te.

Sorridere è un segnale potente.
Sorridere (in modo genuino) invia l’idea “Che bello conoscerti‘”.
Trasmette “Si, sono sicuro di me”.

8. Utilizza una stretta di mano ferma ma delicata (??)

Siamo tutti molto attenti al modo in cui qualcuno ci stringe la mano.
Una stretta di mano molliccia farà perdere istantaneamente punti.

Se una persona ti sta dando la mano a “pesce morto”,
non premere troppo forte… STOP!

Stringere la mano è di fatto il saluto negli affari internazionali, nella politica e nella società.
Le sue origini risalgono a millenni.
Nel mezzo di una crisi globale della salute pubblica in cui centinaia di milioni di persone stanno evitando il contatto fisico per fermare la diffusione di Covid-19 la stretta di mano potrebbe scomparire.
E cosa potrebbe sostituirla?

Gli esperti concordano sul fatto che non è tanto la stretta di mano, ma piuttosto il messaggio di cooperazione e connessione che trasmette.
Nei primi giorni della pandemia, le persone si salutavano inchinandosi, toccandosi i piedi o il gomito.
Forse i saluti alternativi definiranno una nuova normalità per l’interazione sociale.
Vedremo … sta-di-fatto che la stretta di mano per il momento va in stand-by.

9. Come essere autorevole? Stabilisci un contatto visivo

Le persone hanno l’abitudine di distogliere lo sguardo, non appena incontrano gli occhi di una persona.
Mantieni il contatto visivo!

 


 

Guardare negli occhi gli altri comunica sicurezza, leadership, forza e intelligenza.
Soprattutto quando si parla di punti difficili o importanti.

Se qualcuno regge il tuo sguardo, sorridi.
Fai sentire alle persone la tua influenza positiva.

Non è necessario fissare continuamente e intensamente.
Ma tornare regolarmente con lo sguardo sulla persona.

Se hai difficoltà a guardare negli occhi o mantenere il contatto visivo, fissa il tuo sguardo tra gli occhi dell’altra persona (proprio esatto lì, tra le due sopracciglia).
Nessuno sarà in grado di dire dove effettivamente stai guardando.

Ricorda di sorridere quando mantieni il contatto visivo …
guardare in modo impassibile può essere molto inquietante.

I tuoi occhi dicono tutto.
La gente sente la fiducia in te, quando hai un buon contatto visivo.
Ecco come essere autorevole.

Come essere autorevoli: la comunicazione non verbale per il successo – 1

come essere autorevoli

Come essere autorevoli? Gli specialisti del settore dicono che niente come la postura può essere utile per fare una buona prima impressione.

Una postura dritta, un passo deciso e una schietta stretta di mano (quando si potrà!) accompagnata da un bel sorriso sincero …fanno miracoli!

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Al contrario,
posture non pertinenti (chiuso in te stesso, con la testa e lo sguardo di lato, postura molle o eccessivamente rilassata, ecc..) indicano scarsa fiducia e bassa autostima.

Una buona postura crea una presenza dinamica.
Un atteggiamento di leadership.
Autorevolezza ed energia.

Come essere autorevoli? Ti serve po’ di autocontrollo e un pizzico di strategia

La cosiddetta comunicazione non verbale viene curata di rado,
eppure ha una grandissima importanza sull’efficacia della nostra comunicazione,
anche quando non parliamo.
Ci sono gesti,  posizioni e atteggiamenti che possono dire molto sulla nostra personalità,
così come delle nostre intenzioni e dei nostri giudizi.

Ecco 9 linguaggi del corpo che le persone di successo “usano” spesso,
e che dovresti adottare subito (anche tu) se vuoi apparire una persona sicura di te:

Usa un linguaggio del corpo adeguato

Il linguaggio del corpo è universale.
Ogni persona di qualsiasi nazionalità o cultura lo può capire.

È scientificamente dimostrato che un determinato linguaggio del corpo può aumentare il livello di fiducia.
E la fiducia è un elemento di enorme carisma.

Le persone ammirano la fiducia.
La maggior parte di noi lotta quotidianamente per “acquistarne” un po’.
Il tuo corpo segue la tua mente.
La mente può influenzare le tue espressioni facciali e il tuo linguaggio del corpo.

 


 

1. Stai diritto…

Per apparire più sicuro di te, raddrizzati.
Subito!

Tieni i piedi larghi all’altezza dei fianchi,
“stirati” verso l’alto il più possibile, immagina di essere tirato all’insù da una cordicella.
Conserva la “sensazione di altezza” ma rilassa le spalle, tirandole leggermente indietro.

Tira indietro le scapole e ”apri” il petto.
Tieni le spalle dritte, ma rilassate il più possibile, anche quando sei seduto.

Non appoggiarti (a una parete, alla porta, la scrivania, ecc.) perché significa passività e insicurezza.

2. … tieni dritta anche la testa

Tante ore davanti al computer rendono le spalle curve.
La postura influenza le percezioni e le prime impressioni.

Per apparire più sicuro di te, raddrizzati.
Tieni dritta l testa.
Non inclinarla di lato.

Alza il mento leggermente. Guarda dritto.
Smettila di guardare in basso, mentre cammini.

3. Usa le mani mentre parli

“Parla” anche con le mani.
Con movimenti lenti usa le mani per sottolineare i punti più importanti.
Per aggiungere passione.

Usa gesti espansivi, utilizzando tutta la lunghezza delle tue braccia.
Rendi la tua presenza molto più dinamica.
Professionale.

 


 

4. Come essere autorevoli? “Fronteggia” le persone

Se posizioni i piedi molto vicini (o incrociati) trasmetti generalmente incertezza,
mentre una posizione più ampia, indica sicurezza.

Adotta la tua posizione.
Tieni i piedi leggermente più larghi dei tuoi fianchi.

Quando parli con qualcuno, “apri” la tua posizione.
Evita le braccia conserte sul petto che “creano” una barriera tra te e le persone.
Trasmettono un atteggiamento negativo, difensivo o di chiusura.
Posiziona il tuo corpo in modo da essere aperto e “vulnerabile”.
Significa fiducia e incitamento.

“Punta” il tuo corpo verso la persona con cui stai parlando.
Se sei di lato, puoi trasmettere l’impressione di fuga, paura e sfiducia.
Di essere solo parzialmente coinvolto nella conversazione.

È un cambiamento sottile,
ma “rivolgere” il tuo corpo verso il tuo interlocutore farà la differenza.

Assumerai la posizione di potere.
Ti farà apparire più sicuro di te!

5. Rallenta

Quando siamo ansiosi,
o abbiamo un momento di disagio, può essere efficace parlare e muoversi più lentamente.

Anche se potrebbe sembrarti troppo lento, va bene così.
È solo questione d’abitudine.
Controlla la lunghezza dei tuoi passi.
Passi regolari e cadenzati,
piuttosto che passi veloci, frettolosi o frenetici. Ecco come essere autorevoli.

Non aver fretta. Ricordati di mantenere la postura del corpo allineato.

Questo incedere lento,
questa serie ordinata e lineare di movimenti ti farà apparire subito più sicuro e fiducioso.

Colloquio di lavoro telefonico: come essere autorevole solo con la voce – 1

colloquio di lavoro telefonico

Photo by Andrea Piacquadio from Pexels

Tempi strani. Questi del CV19.
Complessi.

Riapertura, digitalizzazione, distanza sociale, …
In questa “nuova dimensione” il telefono può diventare ancor più strumento di selezione del personale.

Le aziende usano l’intervista telefonica per fare una rapida selezione tra i candidati.
Restringendo così la rosa dei papabili.
Risparmiando tempo e risorse.
L’obiettivo è avere un elenco di pochi nominativi a cui proporre un colloquio di persona.

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Dal canto tuo,
se sottovaluti il colloquio telefonico perché “Devi solo parlare”, “Puoi farlo in mutande” o “Tanto non è un vero colloquio di lavoro” … puoi finirla qui!
Puoi interrompere la lettura.

Ma se continui ricorda che … stiamo parlando di autorevolezza!
Competenza. Capacità.
Preparazione.

Dovrai utilizzare solo la voce.
Dovrai trasmettere competenza e autorevolezza “solo” attraverso la tua voce.
Non potrai mostrare né il tuo abito, né il tuo taglio di capelli così trendy ma anche cosi elegante.
Non potrai ricambiare uno sguardo, non hai una mano da stringere, né un sorriso da mostrare.

Ricorda che …
non sono pochi i professionisti (di ogni età e settore) che, nonostante indubbia preparazione e capacità, davanti un colloquio di lavoro telefonico riescono (complice l’ansia e la tensione) a “incartarsi” da soli,
apparendo impreparati e incompetenti.
Non-esperti.

Finiscono con auto sabotarsi. Perdendo in efficacia.
Pagando in autorevolezza.
Perdendo l’occasione.
Che peccato!

È fondamentale essere preparati.
Pianificare il colloquio di lavoro telefonico.

 


 

L’importante non è quello che dici ma come lo dici

La tua voce è il “veicolo” che spinge le persone ad ascoltare.
A prendere sul serio te e le tue parole.

Gli studi hanno dimostrato che l’87% delle opinioni che le persone si formano quando parlano al telefono,
si basano sul tono della voce.
Solo il 13% si fonda sulle parole che realmente utilizziamo.

Non è ciò che diciamo.
Ma piuttosto come lo diciamo.

Autorevolezza è anche preparazione. Organizzati con metodo.

 

Registra la tua voce

 
La pratica rende perfetti.
E autorevoli.

Parlare al telefono non è così facile come sembra.
Non sottovalutare … è un errore che si paga caro!

Chiedi a un amico o un familiare di condurre un’intervista telefonica simulata.
Registra la conversazione in modo da poter verificare come “suoni” al telefono.

È il momento di venire a patti con il tuo ego.
La prima volta potrebbe essere scioccante!
Eh, sì … quella voce mono-tono e anestetizzante potrebbe essere proprio la tua!

È incredibile quanto puoi apprendere dalla tua voce registrata.

Sarai in grado di identificare e prevenire errori che potrebbero compromettere il colloquio di lavoro telefonico.

Tipo renderti conto che parli troppo piano o troppo velocemente.
Oppure ascoltare i tuoi “Ehmmmm” e “Vero?” o i continui intercalari “effettivamente … sicuramente … decisivamente … teoricamente …”.
 
colloquio di lavoro telefonico

Scegli uno spazio tranquillo, comodo e riservato.
Senza distrazioni.

 
Così potrai concentrarti sul tuo colloquio di lavoro telefonico.

Vestiti formalmente.
Più ti “senti” professionale, maggiore probabilità hai di “trasmettere” autorevolezza.
Anche al telefono.

Quando arriva il momento della telefonata, assicurati che il tuo cellulare sia carico e acceso.
Di essere in una “zona” con un buon segnale di ricezione.

Se la chiamata arrivasse in un momento inaspettato o imbarazzante,
puoi chiedere al tuo intervistatore di attendere, mentre ti sposti in un posto più tranquillo.

Se qualcosa va storto,
perdi la chiamata o il recruiter non chiama in tempo, non farti prendere dal panico.
Puoi sempre richiamare e riprogrammare l’intervista.

Tutto a portata di mano

 
Durante l’intervista telefonica evita di cercare un documento, una nota o un file.
Tutto deve essere a portata di mano.

Tieni ben visibile il tuo curriculum.
I dettagli dell’offerta di lavoro, una penna e un foglio per prendere appunti.

Metti tutto in un buon ordine,
in modo da poter facilmente raggiungere tutte le informazioni.

…anche una bottiglietta d’acqua

 
Non c’è niente di peggio che avere solletico in gola o tossire quando devi parlare al telefono.

Se la gola si secca, sembrerai rauco o stanco.

Tieni pronto un bicchiere d’acqua.
Oltremodo non fumare, masticare gomme o mangiare.
 


 

Utilizza la tecnologia idonea

 
Possono verificarsi problemi causa mancanza o scarsa qualità di connessione.
Una pessima qualità del suono può distruggere la tua immagine professionale.

Assicurati che tutto sia collegato.
Controlla la qualità del suono effettuando chiamate di prova.

Se hai problemi di linea utilizza un telefono fisso, al posto del cellulare.
Eliminerai la possibilità di ricezioni scadenti o chiamate perse.

Utilizza le cuffiette per il colloquio di lavoro telefonico

 
Usato correttamente,
un microfono con cuffiette rende più semplice l’ascolto, anche se parli a volume normale.
Esegui alcune chiamate di prova, in modo da sentirti a tuo agio.

Il viva-voce raccoglie tutto il rumore di fondo nella stanza.
Renderà più difficile l’ascolto.
Usalo solo se sei sicuro che non ci saranno interruzioni e ti senti a tuo agio con questa modalità.

Concentrati SOLO sulla telefonata

 
Metti in modalità “silenziosa” il cellulare se utilizzi il telefono fisso. “Spegni” il telefono fisso se utilizzi il cellulare …
Oppure spostati in un’altra stanza.

Evita di rispondere a SMS, WhatsApp, ecc…
Resisti alla tentazione di rispondere ad e-mail, controllare Facebook, preparare il pranzo e così via…

Concentrati solo sulla persona all’altro capo della linea.

Forse sarai sorpreso per (l’apparente) ovvietà di queste affermazioni.
Dalla mia esperienza di anni di formazione e coaching a distanza (skype o cellulare) posso dirti che ho assistito a diverse situazioni curiose e divertenti ma anche poco edificanti per la persona (altro che autorevolezza al colloquio telefonico).

Inoltre, ricorda che il telefono amplifica i rumori di fondo.
Ti posso assicurare che un semplice gesto, tipo girare il cucchiaino nella tazzina di caffè, può diventare un rumore irritante per chi lo ascolta.

Leggi per approfondire.

La telefonata

 

Telefonata improvvisa? Non sei pronto? Rimanda

 
Può capitare (anzi spesso è così) che la telefonata arrivi in un momento scomodo … sei occupato o il momento è inopportuno.

Di solito l’intervistatore non dovrebbe avere problemi a fissare un nuovo contatto successivo.
Segnati la data e l’ora del prossimo appuntamento. E il nome della persona.

Se rispondi al telefono senza sapere chi ti sta chiamando, farai una pessima figura.
Quando sentirai la persona la seconda volta, ricordati di ringraziare per la disponibilità nel richiamarti.

Telefonata improvvisa? Non sei pronto? Rimanda.
Non si può. Ti tocca!

 
Dal tono del selezionatore capisci che non ci possono essere proroghe … l’occasione va colta subito.
Non hai nulla da perdere. Spostati in un luogo il più possibile tranquillo (oppure accosta se sei in auto) egiocatela meglio che puoi!

A questo punto il colloquio di lavoro telefonico è iniziato.

Essere il leader: il contatto visivo è uno “strumento” fondamentale

essere il leaderFoto di chitsu san da Pixabay

Ornella mi guarda per 1 secondo (attraverso skype) poi gira gli occhi in alto a sinistra per circa 15-20 secondi,
poi mi guarda per 1 secondo … poi altri 20 secondi via … e via dicendo…
se li conti 20 secondi sono tantissimi..

“Sto pensando …” dice durante le sessioni di coaching.
Chiedo. “Fai così anche durante le riunioni con il tuo dipartimento?”
“Ma no!
Oddio … penso di no … spero di no… non ci ho fatto mai caso.
È così grave?”

Ed è così abbiamo cominciato a lavorare anche sullo sguardo per potenziare la sua presenza di team leader.

Probabilmente,
non è qualcosa cui pensi molto, ma i tuoi occhi sono molto eloquenti.

Spesso,
quando sei molto concentrato su quello che stai dicendo o facendo, è facile parlare senza guardare negli occhi le persone.

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Ricordi come ti sentivi parlando con qualcuno che non ti guardava?
Distoglieva lo sguardo ogni volta?

Di sicuro per niente coinvolto e … poco apprezzato.
La persona non ti ha creato l’effetto WOWWW.
Non ha suscitato un grande effetto, vero?

Se ti guardi intorno troppo spesso stai mostrando alla persona con cui stai parlando quanto … non sia importante.
Perché sembri distratto.
Deconcentrato.
Desideroso di finirla il prima possibile!

Quando stabilisci un contatto visivo – invece – si deduce che quello che hai da dire è importante. E lo è anche la persona che hai davanti.

Quando guardi le persone negli occhi, stai creando un rapporto

Stai mostrando interesse e rispetto.
Riconoscendo la sua presenza.

 


 

Stai inviando un messaggio convincente.
Creando un impatto.
È un invito a trasformare il discorso in una conversazione.

Il contatto visivo ti rendi vulnerabile.
Ma anche più accessibile e umano.
Rassicurante.

Un contatto visivo prolungato può significare tutta la differenza.
Stai “attirando” il tuo interlocutore dalla tua parte.
Vuol dire essere il leader.

Dove “vanno” i tuoi occhi?

Quando parli con qualcuno, i tuoi occhi sono rilassati o “pesanti”?
Cerchi costantemente “la mosca che gira nella stanza”?
O mostri alla persona che stai prestando la tua piena attenzione?

Cerca di rilassare i tuoi occhi.
Ridurrai la tensione sul tuo viso.
Sarai più accessibile.

Anche questo vuol dire essere il leader!

Con il contatto visivo arriva l’autorevolezza

I tuoi occhi possono comunicare fiducia e convinzione.
Quindi se non riesci a guardare le persone negli occhi, non puoi aspettarti che credano alle tue parole o siano d’accordo con le tue opinioni

Se li guardi abbastanza a lungo da creare un legame, troverai una scintilla di riconoscimento nei loro occhi.
Puoi trasformarli da ricevitori passivi a partecipanti attivi.

Se hai difficoltà a guardare negli occhi o mantenere il contatto visivo, fissa il tuo sguardo tra gli occhi dell’altra persona (proprio esatto lì, tra le due sopracciglia).

Nessuno sarà in grado di dire dove effettivamente stai guardando!
 


 

Guardare – non fissare – negli occhi vuol dire essere il leader

Mi raccomando.
Non tutti apprezzano di essere guardati direttamente negli occhi.

Il contatto visivo è uno strumento di comunicazione universale.
Ma ci sono alcune eccezioni che dovresti prendere in considerazione.

Alcune culture reputano il contatto visivo offensivo. Sfidante.

Rispetta chi potrebbe sentirsi a disagio con il contatto visivo, distogliendo lo sguardo.

Ricorda il colore degli occhi

Il contatto visivo è così importante che vale la pena escogitare un facile “trucchetto” per applicarlo.

Gli occhi trasmettono la nostra natura.

Quando ci concentriamo sugli occhi, siamo in grado di vedere la “vera essenza” della persona,
ci colleghiamo direttamente con il sé autentico.

Quando dai la mano a qualcuno,
è importante creare “un collegamento” anche con gli occhi.

Sorridi.
Guarda la persona negli occhi e ricorda il colore dei suoi occhi.

Questa semplice abitudine ti “costringerà” a guardare (davvero) la persona negli occhi e “connetterti” con lui/lei.

Prova e vedrai la differenza!

Il contatto con gli occhi è lo strumento fondamentale per essere autorevole. Essere il leader.

Stabilisce le connessioni con gli altri.
Indica il tuo livello di coinvolgimento, interesse e calore.

Quando parli,
“punta” piedi e spalle verso il tuo interlocutore.

Guarda direttamente negli occhi una persona almeno 2-3 secondi,
poi distogli lo sguardo e passa alla persona successiva.

Incoraggia a connettersi con te e fornire feedback come piccoli cenni del capo o della fronte.
Ciò consente alle persone di trasformarsi in partecipanti attivi.

Guardare le persone negli occhi trasmette fiducia e autorevolezza in ciò che stai dicendo.
Aumenti le probabilità che le persone ti ascoltino. E apprezzino.
Quello che hai da dire.
Quello che sei.

Paura al lavoro: 16 pensieri che rafforzano la fiducia in te stesso

paura al lavoro

Foto di 250432 da Pixabay

“Ricordare che moriremo tutti presto è stato lo strumento più importante che ho avuto, nella vita, per prendere le decisioni più importanti.

Perché quasi tutto – come le aspettative della gente, l’orgoglio, la paura e l’imbarazzo nel fallire – sparisce davanti alla morte, lasciando solo le cose importanti.

Ricordare che stai per morire è il modo migliore per evitare la trappola di pensare che tu abbia qualcosa da perdere.

Ricordate che si è sempre nudi, e che non c’è nessuna ragione per non seguire il proprio cuore,
sempre”.

Steve Jobs

Ecco 16 pensieri che rafforzano la fiducia in te stesso.

Un antidoto alla paura al lavoro:

1. Non avrai mai fiducia, se aspetti di sentirti sicuro.

2. La paura di sbagliare ti rende piccolo e maldestro.

3. La paura del fallimento ti impedisce di provare nuove cose. Se non sei sicuro del successo, non inizierai. Se non riesci a farlo bene, non ci proverai.

4. Anche i dirigenti di alto livello sono preoccupati sull’impressione che stanno facendo, come chiunque altro. Sono le ultime persone che ti aspetteresti “avere paura al lavoro”.

5. Più esiti, più difficile sarà agire.

 


 

6. La tendenza a notare e ricordare solo eventi negativi è un’abitudine radicata che abbiamo tutti.

7. Paura ed eccitazione hanno gli stessi sintomi basati sulla risposta “combattimento o fuga”. Che tu sia eccitato o spaventato, il tuo corpo è pronto ad agire.
La differenza è come la interpreti.

8. Sai quella sensazione quando il tuo capo ti chiama in riunione? Il cuore che batte, il sudore delle mani? Potresti chiamarla paura, altri la chiamano eccitazione.

9. Le persone senza paura vedono il rifiuto come feedback, che si trasforma in azione piuttosto che in ritirata.

10. Definisci il fallimento. Aiuta a sapere di cosa hai paura. Nominalo.
Che cosa succederà se fallisci?

11. Senti i tuoi sentimenti, ma non lasciare che ti controllino.

12. Moderati livelli di paura ti mettono in allerta, ma una paura eccessiva ti rende stupido.

13. Usa la paura e l’ansia come motivazione e spinta produttiva.

14. Datti una pacca sulla spalla dopo aver fatto qualcosa che non ti andava di fare.

15. Con le paure legate al lavoro -come in ogni paura- l’immaginazione tende a scatenarsi negativamente.

16. Anche la fiducia del più esperto può vacillare di fronte a un compito impegnativo.

Presenza carismatica: non essere concentrato solo su te stesso

presenza carismatica

Foto di PublicDomainPictures da Pixabay

Alcune persone illuminano la stanza con il solo passaggio.
Sono le persone carismatiche.
Autorevoli.

Sono il tipo di persone che tutti desiderano, gradiscono …
e vogliono essere!

Presenza carismatica? Il focus non sei tu

Essere carismatici,
vuol dire “costruire” ottimi rapporti, influenzare positivamente le persone,
farle sentire meglio con se stesse!

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Essere carismatici,
non vuol dire sedersi e “aspettare” gli inchini e gli elogi dei presenti.
Niente è più lontano dalla realtà.
È solo fantasia.

È vero … l’esatto contrario!

Prima di “ricevere” .. devi “dare”

Non pensare a-cosa potrai ottenere.
Concentrati su ciò che puoi “dare” tu.
L’unica persona che conta davvero, non sei tu.
È l’altra.

“Dare” è l’unico modo per stabilire un vero e proprio collegamento e relazione con gli altri.
“Dai” e basta.

“Dimentica” te stesso.
Non preoccuparti … un giorno “riceverai”.

Concentrati sull’altra persona

Quando parli con qualcuno devi essere attento.
Concentrato, presente.

Quando dico presente, intendo … completamente presente.
Il tuo interlocutore deve percepire che lo ritieni l’unica persona nella stanza.
Offri la tua piena attenzione.

 


 

Sono pochi ad avere questa sensibilità!
Una tale presenza carismatica.
Solo grazie a questo “dono”, gli altri ti cercheranno e ti ricorderanno.

Non sbirciare continuamente il cellulare.
Evita di concentrarti su altre cose, anche solo per un attimo.
Non potrai mai connetterti con gli altri, se sei occupato con te stesso.

Se sei in un gruppo, presta attenzione a tutti. Guarda ogni persona.
Sforzati di guardare e parlare con tutti.

Focus sulle altre persone

Le persone sicure di sé non si preoccupano di riconoscimenti.
Le persone fiduciose “sanno chi sono” e ”sanno quello che hanno raggiunto”.

Non hanno bisogno dell’approvazione degli altri, perché hanno appreso che la vera conferma viene dal-dentro.

Quindi, fai un passo indietro e lascia “brillare gli altri”.

Quando lo fai, gli altri non penseranno che sei timido o hai poca fiducia.
Penseranno invece che sei molto sicuro.
Non hai bisogno di approvazione e adulazione da parte degli altri.

Dai il giusto riconoscimento

Nessuno riceve abbastanza riconoscimenti.
Nessuno.

Tutti abbiamo – chi più chi meno – bisogno di apprezzamenti e riconoscimenti.
Soprattutto nel mondo del Lavoro di oggi, dove i risultati si conquistano con grande fatica e impegno.

Complimenti e apprezzamenti – ben fatti – possono costruire e rafforzare le relazioni.
Aumentare la fiducia e migliorare la produttività.
Valorizzare il lavoro fatto, giorno dopo giorno.
 


 

Non solo le persone gradiranno i tuoi complimenti, apprezzeranno – soprattutto – il fatto che hai prestato la tua attenzione.

E si sentiranno molto più importanti.
Motivati.
Produttivi.

La maggior parte delle persone è troppo occupata e concentrata su se stessa, per prestare attenzione al dettaglio. Si lascia sfuggire l’occasione per complimentarsi con gli altri.

Se lo fai … con sincerità e passione avrai carisma.
Presenza carismatica.
Autorevolezza

Essere un leader: le tue espressioni facciali sono il tuo “marchio di fabbrica”

essere un leader

I sorrisi sono contagiosi!
È incredibile la differenza che può fare un sorriso.

Siamo completamente coinvolti nel nostro lavoro che ci dimentichiamo dei semplici piccoli passi, come sorridere.

Un semplice sorriso può cambiare completamente il tono della conversazione

Così la prossima volta … rilassa le guance e mostra solo il tuo sorriso naturale.

Molte persone hanno un’espressione accigliata o un cupo cipiglio sui loro volti.
Sempre.

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Non lo fanno volontariamente o per cattiveria … sono stressati tutto il tempo, sono concentrati, assorti nei loro pensieri.

Quando incontrano qualcuno … la persona pensa che non piaccia.

È questo il messaggio che vuoi inviare?
È questo il messaggio che stai inviando?
Come ti percepiscono i tuoi colleghi? Il tuo team?
Freddo e distaccato con lo sguardo accigliato e la fronte corrucciata?

La tua espressione facciale è il tuo “marchio di fabbrica”

La dice lunga su di te!

Un sorriso va lontano.
Trasmette fiducia, autorità e … calore.
Senza dubbio, un sorriso “batte” lo sguardo accigliato ogni volta.

Quando parli e sorridi,
anche gli altri sorridono, vedi gli altri sorridere e continui a sorridere a tua volta …
crei una reazione a catena!
 


 

Essere un leader? “Accompagna” le tue parole con un sorriso

Sorridere è uno dei più potenti segnali non verbali.
Sorridere è la cosa migliore che puoi fare.
Se fai veramente fatica a sorridere rischi di apparire teso e stressato… altro che essere un leader!

Le persone sicure di sé sorridono perché sono felici e non hanno paura di mostrarlo.

Il grande leader sorride (in modo genuino) invia l’idea “Che bello conoscerti‘”.
Il grande leader trasmette “Si, sono sicuro di me”.

Regala alle persone un sorriso sincero

Se il tuo viso, i tuoi denti e gli occhi non sono parte del sorriso, vuol dire che stai utilizzando un sorriso di circostanza.

E’ il tipico sorriso che utilizzi quando non ti senti veramente a tuo agio, non hai voglia di sorridere ma lo fai forzatamente solo per apparire cortese.

“Trattieni” il sorriso per fare una buona impressione.

“Aggancia” gli occhi dell’altra persona, nota il colore dei suoi occhi e poi sorridi.
Attendi che sorrida di nuovo e poi “trattieni” il tuo sorriso per due secondi in più di lui/lei.
Sarai stupito dal legame che si crea!

Le persone non potranno non notare qualcosa di “diverso” e si ricorderanno sicuramente di te.

Sorridere non vuol dire la risata sguaiata dello scemo

Non significa avere il sorriso stampato in faccia tutto il tempo,
fare il “piacione” o ancora peggio mostrare un sorriso neutro di circostanza.
Senza vitalità.

Sorridere vuol dire mostrare un leggero sorriso sul viso per incoraggiare le persone a interagire con te.
Leadership è interagire con le persone.
Essere un leader va aldilà delle direttive
dei numeri e delle statistiche.

Comunicare al lavoro: tacere è molto più potente di parlare

comunicare al lavoro

Ascoltare è ammirevole e impressionante.
Ti rende più intelligente e ti mette in una posizione migliore.
Chi riesce a stare in silenzio (e ascoltare) possiede carisma e relazioni più forti.

Zitto e ascolta, gli altri ti daranno il loro cuore.
Se sai ascoltare gli altri vuol dire che sei una persona sicura di te, sai come comunicare al lavoro,
non ritieni di aver la soluzione per tutto e tutti.
Non hai paura del confronto.

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Ascoltando, dimostri un vero interesse per l’opinione degli altri.
Ascoltare gli altri (collaboratori, capo/a, clienti ma anche figli, partner, amici) li fa sentire importanti.

Parla meno – ascolta di più

Non credere che solo perché sei il capo o il responsabile, hai il diritto di parlare più di altri.
Più fai silenzio, più ascolti, più grande sarà il tuo carisma,
la tua influenza, il tuo potere.

Il silenzio è considerato d’oro, per il suo potere.
Il silenzio dà potere alla persona.
È “un’arma” incredibilmente potente.
È uno strumento che aggiunge autorevolezza alla tua presenza.

Il silenzio è fonte di forza

Una persona esperta sa come scandire il silenzio.

Il silenzio è forza, saggezza e magia.
Più ascolti più diventi forte.

 


 

Puoi mantenere l’attenzione creando silenzi nei momenti-chiave in cui stai parlando.
Momenti di silenziosità tra le parole possono essere altrettanto autorevoli come i pensieri e le parole stesse.

Una sospensione può essere molto potente, ma raramente la utilizziamo come uno strumento fantastico per comunicare al lavoro e ottenere autorevolezza.

Comunicare al lavoro: 2 tecniche da provare

Silenzio prima di una parola/frase/concetto importante
La pausa attira l’attenzione degli ascoltatori … e li prepara a ciò che verrà dopo …
… ecco aspetta ancora un attimo …
tutti stanno aspettando curiosamente (e trepidamente) quello che hai da dire.

Silenzio dopo una parola/frase/concetto importante
Non c’è bisogno di lanciarsi immediatamente a parlare d’altro o dire …
“Giusto? … Vero? Sai …”
Facendo una pausa, dai il tempo alle tue parole di fare effetto!

Se fai silenzio prima-e-dopo, darai all’ascoltatore di sintonizzarti su ciò di cui stai dicendo,
darai la possibilità di elaborare ciò che hai appena detto,
darai la possibilità di capire – veramente – il significato.

Quel piccolo intervallo di silenzio dimostrerà la forza del tuo pensiero,
e la tua autorevolezza.
Che potenza!

“Il silenzio non fa domande, ma può darci una risposta a tutto.”

Frase di Ernst Ferstl

Se stai in silenzio, non significa che tu non abbia niente da interessante da dire.
Non cadere nella trappola di riempire il vuoto del silenzio con chiacchiere inutili, la musica, lo smartphone.

Naturalmente l’arte del silenzio creativo richiede pratica per diventare uno strumento così potente ed efficace.

Una pausa “creativa” è la chiave per trasmettere fiducia e creare una “presenza” autorevole.

Niente da dire alla riunione: una delle più grandi insicurezze sul lavoro

insicurezze sul lavoro

“Quasi la metà di tutte le nostre angosce e le nostre ansie derivano dalla nostra preoccupazione per l’opinione altrui.”
Arthur Schopenhauer

Un’altra riunione sta arrivando e tu cominci a sudare freddo.
Come sempre.

Anche tu come tanti professionisti .. non sei in un ambiente confortevole

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Sicuramente  molte più persone di quello che pensi!

Durante la riunione, alcune persone possono dominare la discussione, prendere la scena, catturare l’attenzione, lasciando agli altri (te compreso) poche possibilità per mettersi in luce e mostrare la reale potenzialità.

Si dice che il silenzio è d’oro,
ma in questo caso … stare seduto congelato durante l’ennesima riunione, può essere una sensazione terribile.

Una delle maggiori insicurezze sul lavoro.

C’è qualcosa di peggio di sedersi in una riunione sapendo di non aver niente di produttivo con cui contribuire?

Anche tu … vuoi aggiunge valore, essere apprezzato per la tua capacità e la tua competenza.

Rilassati

Hai detto niente! Mi dirai …

Relazionarsi con gli altri può essere una sfida personale molto ardua.

Ti sei mai chiesto perché per alcuni tutto sembra semplice e naturale … per te invece sembra di scalare una montagna impervia?

La risposta è semplice:
gli altri sono più bravi di te per predisposizione naturale oppure perché hanno imparato meccanismi di copertura del nervosismo e accorgimenti per mascherare il suo effetto.

Quali? Leggi il mio post

Fai attenzione al tuo dialogo interno

“Chissà cosa pensano di me!”
“E se faccio una figuraccia?”
“Se apro bocca sicuramente rischio di dire scemenze”
“Sono talmente ansioso che sicuramente rischio di inciampare!”

 


 

È importante acquisire consapevolezza rispetto il tuo dialogo interno, che è spesso disfunzionale.
Se sei convinto di essere un disastro, ti comporterai come un disastro, agirai proprio così, in modo da avere la conferma “Ecco, vedi, sono un disastro …”.

Se ti convinci (non so su quale base poi …) che se apri bocca durante la riunione gli altri rideranno …
sicuramente tenderai a rimanere in silenzio, sperimentando ansia e disagio, tutte le volte che avrai voglia di dire qualcosa.

È importante a riconoscere i tuoi pensieri depotenzianti e sostituirli con modalità più positive e rassicuranti, in modo da sentirti meglio e cominciare a rischiare!

Molto più produttivo convincersi che: “Se dico quello che penso non sarà un disastro necessariamente. Forse qualcuno potrà non condividere il mio punto di vista ma qualcun altro potrà essere d’accordo!”.

“Allenati” tutte le volte che hai occasione

Sfrutta tutte le occasioni che ti si presentano (il cameriere che non ti ha ancora servito, la venditrice pressante, un collega noioso alla pausa-caffè) per confrontarti ed esporti con gli altri.
Così un po’ alla volta, in modo graduale, partendo da piccoli contesti!

Per combattere la tua insicurezza è utile esporsi continuamente, alle situazioni che ti danno disagio e in imbarazzo, affinché la difficoltà possa diventare “familiare” e diminuire.

“Allenandoti” hai l’occasione di concentrarti sulle tue reazioni per poi deviarle in atteggiamenti più produttivi … e non farti inghiottire da queste insicurezze sul lavoro!

Non essere troppo critico con te stesso

Il tuo critico interiore non analizza oggettivamente.
Alimenta di continuo un dialogo interno eccessivamente negativo che crea ostacoli e impedimenti.

È autodistruttivo, può essere dannoso per te e per gli altri.

 


 

Focalizza le tue paure … sono davvero motivate?
O stai ampliando a dismisura una delle tue più grandi insicurezze sul lavoro?

Pensare che – appena apri bocca – un collega o il capo scoppi in una risata fragorosa ti sembra realistico?

Memorizzare non ti servirà a superare le insicurezze sul lavoro

Anzi.

Così rischi che se c’è un imprevisto che ti fa saltare la tua tabella-di-marcia vai in pallone completamente.

Riduci il discorso a poche parole-chiave.
Ti aiuterà a non incastrarti ed essere più naturale e tranquillo.

Se devi fare una presentazione, accompagnala con aiuti visivi, servono a distogliere l’attenzione su di te e suggerirti il passo successivo.

Leggi il mio post per approfondire.

Se non hai qualcosa di significativo da aggiungere, TACI

Se vuoi parlare solo per piacere agli altri, per paura di essere escluso, deriso o solo per essere “quello smart che aggiunge valore”.
Se ti accorgi che stai parlando solo per essere più gradito, accettato e amato dagli altri … meglio tacere!

Saper comunicare vuol dire (innanzitutto) avere qualcosa da dire. Di produttivo.
Se non hai nulla d’interessante da dire,
meglio tacere!

Aumentare la tua leadership? imparare a dire NO ai collaboratori

imparare a dire no

Martha è una donna preparata, capace e appassionata del suo lavoro (è office manager con il compito di supervisionare e organizzare tutte le attività segretariali della grande azienda per cui lavora).

Dirige con impegno e motivazione i suoi collaboratori (6 donne e 2 uomini).

Come ogni team leader, anche lei è focalizzata sulla gestione del team, sulle capacità relazionali. Desidera mantenere nel suo staff pace e tranquillità.

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Per questo motivo evita di dire NO

E ha ragione.
Dire “NO” non è facile e mai piacevole.

Ma dire “SI”, “Vediamo”, “Forse”, senza esserne convinta, è molto peggio (leggi questo per post  sui pericoli della comunicazione).

Martha è consapevole (oltre del suo bruciore di stomaco) che se evita di dire NO, rischia di perdere la fiducia e la stima del personale,
dare un`immagine di leader debole e demotivante per tutti i collaboratori.

Martha sa perfettamente che non può permettersi di essere troppo tollerante, accondiscendente o “molle”.
È cosciente … sa che se non mette dei paletti o dei limiti da rispettare, le persone capiranno che possono facilmente metterle i piedi in testa e approfittare della sua disponibilità
(e credimi, lo faranno).

Piuttosto di discutere, Martha dice SI e le problematiche spariscono di colpo.
È il suo modo di comprare l’affetto da parte delle persone e la “pace” del team.

A lungo andare però diventa stancante, frustrante, castrante, si perde autostima e motivazione … con tanti saluti ai buoni risultati!

Vuoi essere leader? Devi imparare a dire NO

Questo per spiegarti che dire “NO” è una delle abilità più importanti se vuoi avere il pieno controllo della tua vita professionale.

Martha fa sempre un’incredibile fatica a dire NO a un collaboratore, ha sempre l’impressione di deluderlo, che porterà rancore oppure che risponderà a tono. Alla fine è oberata d’impegni e fa il lavoro anche dei suoi collaboratori, ritrovandosi stanca e nervosa.

Quando non ce la fa più, sgancia la bomba del NO secco in modo brusco, senza dare spiegazioni e si dilegua arrabbiata (più con se stessa) nel suo ufficio.

“Voglio essere diversa, disponibile e aperta ma anche ferma e decisa sulle mie decisioni.
Ecco cosa mi aspetto dal coaching
.”

Bene Martha!
Cominciamo già da oggi, allenati a imparare a dire No.
Sarai sorpresa come le persone la prendono meglio di quanto tu creda!

Perché è difficile dire NO

Non importa quale sia la ragione per cui hai difficoltà a dire NO ai tuoi collaboratori … alla base c’è la paura delle conseguenze di fronte ad un rifiuto. Il timore che lo staff non ti darà più il suo supporto o il suo affetto … e ti escluderanno dal gruppo.

È normale preoccuparsi delle conseguenze dei tuoi NO, ma la tua apprensione non dovrebbe mai impedirti di agire al meglio per gli interessi di tutto il team,
del tuo lavoro e anche (e soprattutto) per te stesso.

 


 

Se hai bisogno del giudizio positivo dei tuoi collaboratori (alla base c’è la paura del rifiuto e di essere emarginato) rischi di dover soddisfare continuamente le loro aspettative, diventando una marionetta senza carattere.

Non aver paura di essere scortese

Di non essere disponibile con gli altri. Dicendo NO (in modo efficace) non offenderai l’altra persona,
non ci resterà male e non porterà rancore in futuro.

Non necessariamente un NO diventa una discussione che sfocia in uno scontro o un litigio.

Tuttavia, un NO troppo brusco, polemico, irridente o aggressivo senza spiegazioni o alternative può compromettere un rapporto o raffreddare il tuo ambiente professionale.

In fondo,
Martha ha capito (“facendo” coaching) che apprendere a dire NO con più efficacia … non è poi così difficile, è necessario un po’ di strategia e un pizzico di diplomazia in più.
E volontà di migliorarsi.

Per imparare a dire NO – concretamente – leggi il mio post “Come dire NO ai collaboratori con più efficacia e meno stress.

Parlare con autorevolezza – come un executive – anche se non lo sei

parlare con autorevolezza

Probabilmente passiamo molto tempo a sviluppare le nostre competenze e abilità tecniche,
piuttosto che potenziare il nostro approccio.

Spesso,
le parole che utilizziamo o non-utilizziamo la dicono lunga su di noi e sono più importanti del talento.

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Se vuoi parlare con autorevolezza non proclamare la tua professionalità

“Si fidi”
“Mi creda”

Sono frasi fatte, con le quali pensi di colpire favorevolmente, di solleticare la fiducia della persona, rivestendoti con un’area di sincerità e di onestà.

Alla fine ottieni l’effetto contrario,
l’interlocutore è portato a pensare che queste frasi confezionate le tiri fuori proprio nei momenti di difficoltà o per “spingere” la vendita o la tua richiesta.

Queste affermazioni sono degradanti per la tua professionalità.
Quando siamo sicuri della nostra proposta, servizio o offerta, l’ultima cosa che pensiamo è di mercanteggiare o “mettere sul piatto” la nostra serietà e professionalità.

Non proclamare la tua correttezza, lascia che parli di te attraverso i tuoi gesti, le tue parole o la tua consulenza. Se proprio devi dimostrarla, porta esempi concreti di situazioni realmente accadute che mostrino in che modo ti sei comportato o come hai reagito.

Non usare negazioni

Non so se questo funzionerà … “
“Spero che i risultati non saranno …”
“Ho ragione, vero?”
“Mi capisci?

Invece di dare un motivo a chi ti ascolta di dubitare di quello che stai dicendo,
presenta i tuoi pensieri senza alcun giudizio e lascia agli altri la libertà di decidere quello che vogliono.
Anche questo vuol dire essere autorevole.

Sarai sorpreso di quanto gli altri, si fidano di te se tu ti fidi di te stesso.

Elimina le parole dispersive

“Quindi … quindi …”
“Giusto?”
“Vero?”
“Ehm..ehm …”

Non utilizzare queste parole in continuazione durante la conversazione.
Se le dici spesso, morditi la lingua perché tutte queste espressioni nascondono indecisione e ti fanno perdere credibilità.

Il bisogno di essere carino o di addolcire il messaggio ti induce a utilizzare queste parole dispersive,
che tolgono energia e incisività al tuo messaggio.

Non utilizzare di continuo intercalari

“Giustappunto; In definitiva …”
“Dico bene? Vi pare? Non è vero?”
“Essenzialmente, Naturalmente, Sicuramente, Sostanzialmente”

 


 

Gli intercalari, in altre parole inserire una parola o una breve frase che in realtà non c’entra proprio nulla, sono molto diffusi nel parlare quotidiano.

Il fenomeno aumenta quando non si sa che dire e si è costretti a farfugliare qualcosa a proposito (o sproposito), senza pensare al collegamento con la frase in cui è inserito.

Evita di scusarti di continuo

“Scusa il disturbo”
“Mi dispiace …”
“Scusa, era solo un’idea”
“Scusa, spero di non aver sbagliato”

Chiediamo scusa troppe volte, anche quando non serve.

Sei veramente dispiaciuto?
C’è bisogno di chiedere scusa per condividere i tuoi pensieri?
Hai fatto qualcosa di sbagliato?

Nella maggior parte dei casi …NO!

Prima di usare queste parole,
prendi in considerazione se sono necessarie.

Le persone forti,
sono disposte ad ammettere l’errore, ma utilizzare sempre queste frasi è fuori luogo.
Potrebbero mettere in cattiva luce il tuo lavoro o far emergere un senso d’inferiorità.

Non ripeterti se vuoi essere autorevole

Pensi che più ripeti un concetto più convinci chi ti ascolta?
Se tendi a ripetere i concetti,
vuol dire che “non ti fidi” di quel che dici. Più ripeti più diventi dispersivo e annoi chi ti ascolta.
 


 

Ripetere continuamente crea dispersione e ti porta a non arrivare mai al dunque. Altro che parlare con autorevolezza!

Frasi ricche di dettagli portano il discorso lontano dalla meta e ti fanno perdere incisività e autorevolezza.

Se desideri un supporto personalizzato,
parlare con autorevolezza e migliorare la tua team leadership guarda il mio servizio di personal coaching.

Il coaching può fare la differenza nel tuo sviluppo professionale anche se sei un/una giovane imprenditore, manager o quadro.

Comunicazione autorevole: un percorso di coaching (caso di studio reale)

comunicazione autorevole

Sono convinto che il modo migliore per raccontarti dell’efficacia di un percorso di coaching sia farti un esempio.
Un esempio concreto di un cliente reale con il quale mi sono confrontato.

Ti voglio raccontare di Antony …

Antony mi ha contattato perché aveva un problema con il suo team. Pur essendo il team leader di 11 persone, la sua comunicazione con i suoi collaboratori è dispersiva, poco incisiva e “sconnessa” rispetto la sua immagine di capo, grande e grosso, con la barba “da duro”.

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Con tanti saluti alla sua comunicazione autorevole!

Antony, abbiamo scoperto, ha avuto problemi con il padre autorevole che hanno minato la sua sicurezza. Come coach ne prende solo atto ma non approfondisco e non entro in queste problematiche perché non mi “servono” e poi sono ad appannaggio di terapeuti, psicologi e professionisti del settore.

Come coach “prende atto” del passato e mi concentro esclusivamente sul futuro.
E sulle azioni da intraprendere per migliorare.

Cosa abbiamo fatto?

Personal coaching per sviluppare la sua comunicazione autorevole.
Pratico e concreto.

Durante le sessioni di coaching abbiamo scoperto che Antony, mentre parlava, alla fine della frase tendeva ad innalzare il tono come se fosse una domanda facendo perdere alla direttiva o disposizione forza e incisività. Inoltre riempiva le sue frasi di intercalari (“vero?”, “giusto?”) che disperdevano il focus e creavano incertezza.

Pagando in autorevolezza.

Un percorso di coaching per potenziare la sua comunicazione autorevole

In un primo percorso di coaching di 6 sessioni ci siamo concentrati proprio su questo aspetto con compiti e esercizi pratici.
Antony doveva… prepararsi, prima di andare da un collaboratore e dare la sua direttiva.

 


 

Inoltre a casa doveva esercitarsi su alcuni particolari esercizi di autocoaching.

Grazie ai buoni risultati riportati,
dopo la pausa estiva abbiamo ripreso con un altro percorso di coaching (più breve) di 4 sessioni sulla sua “presenza” di leader.

Il coaching è stato focalizzato su azioni concrete per quel che riguarda la postura, gli atteggiamenti, gli sguardi che Antony adottava mentre si approcciava ai suoi collaboratori (spesso guardava in basso mentre parlava con le persone).

I risultati sono stati ottimi

Antony ha ripreso in mano il suo team, è consapevole della sua leadership, si sente più sicuro e fiducioso.

Adesso mi contatta solo quando desidera per confrontarsi su situazioni particolare. Ci mettiamo veramente poco ad arrivare al nocciolo della questione e trovare velocemente le sue risposte strategiche.
Complimenti Antony!

Un segreto per parlare con più autorevolezza .. e tutti ascolteranno

parlare con più autorevolezza

“Io do un ordine, o taccio.”
Napoleone Bonaparte

Quando ti è richiedo di parlare (durante una riunione … per esempio),
un paio di secondi di silenzio, prima di rispondere, ti sembrano eterni?
Hai paura che questa pausa sia vista come esitazione e titubanza?
Sei convinto che “quelli svegli rispondono subito”?

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La fretta di rispondere può giocare brutti scherzi

Frasi a raffica senza respirare, pause-zero, un continuo sali-scendi di tono … così pensi di essere efficace?
No, non hai un difetto di pronuncia ma stai respirando male e devi continuamente arrestarti, avviare e cambiare rotta solo per coprire la mancanza d’aria.

Hai un sacco di tempo!
E apparirai autorevole, ancora più sicuro di te se … te lo prendi tutto!

Prenditi il tempo necessario per pensare a una frase intera, prima di pronunciare la prima parola.
Fai un bel respiro e … via.
È necessario respirare per essere fiduciosi.

Se vuoi un suono della voce “autorevole”, devi fare attenzione al tuo respiro.
Respira qualche volta in più durante il tuo discorso.

Ricorda …
se vuoi parlare con più autorevolezza e desideri catturare l’attenzione e la stima di chi ti ascolta, è necessario trasmettere sicurezza,
non ansia!

 


 

Parla più lentamente .. scandisci le parole

Inserisci numerose e frequenti piccole pause, che suonino come naturali esitazioni.

Fai attenzione a variare poche volte il tono della voce: non passare improvvisamente da uno seducente e accattivante a uno più autoritario.

Sforzati di controllare il timbro della voce e di comunicare con una vocalità più profonda,
che è più accattivante rispetto a un’acuta.

Una persona calma, ha raggiunto uno standard di vita più elevato (una concezione individuale più alta e più nobile), ha imparato a governare se stessa e sa come adattarsi agli altri.

È amata dalla gente perché ha un comportamento fortemente equilibrato, le persone “sentono” che possono imparare e fidarsi di lui.

Il potere della calma viene dal-dentro.
Dalle profondità della nostra natura.

La calma è un invito .. vuol dire parlare con più autorevolezza

La fretta – invece – trasmette che non hai il controllo su di te.

Più calmo diventi, più grande sarà il tuo successo, la tua influenza, il tuo potere (che non è popolarità oppure tirannia).

Questo è il potere della calma.
Questo è parlare con più autorevolezza.

Vuoi essere più autorevole? “Abbraccia” il silenzio – parte 2

più autorevole

Se vuoi essere più autorevole non affrettarti a rispondere

Quando siamo improvvisamente invitati a parlare, il tempo di risposta può tirarci strani scherzi.

Se sei apprensivo (come nel caso di Alex),
il tempo si dilata e pochi secondi sembrano minuti.

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Concediti qualche secondo per elaborare quello che è stato appena detto.
Una persona sicura di sé non ha paura di raccogliere i suoi pensieri.
Affrettarsi a rispondere ti fa apparire ansioso.

Prendi il tuo tempo

Considera i tuoi obiettivi finali e scegli attentamente le tue parole per soddisfare le tue esigenze.
Prendi il tempo per pensare a una frase completa, prima di pronunciare la tua prima parola.
Fai un bel respiro prima di iniziare.

Non correre.
Hai più tempo di quanto pensi!
E apparirai più sicuro e più autorevole se te lo prendi.

Utilizza le pause in modo efficace

“Io do un ordine, o taccio.”
Napoleone Bonaparte

Utilizza le pause non solo alla fine, ma anche in mezzo alle frasi. Dopo aver detto qualcosa d’importante, darai maggiore enfasi alle tue parole … restando in silenzio.

Così, quando stai parlando, fai il tuo punto, e poi fermati un istante …… bene, così!
Aspetta ancora un attimo … un attimo solo … calma!

Non c’è bisogno di lanciarsi immediatamente a parlare d’altro o dire …
“Uh-huh, uh-huh, Giusto? … Vero? Sai, …” come faceva Alex durante le simulazioni di coaching.

 


 

Facendo una pausa,
dai il tempo alle tue parole di fare effetto!
Quel piccolo periodo di silenzio dimostrerà la forza del tuo pensiero.
E la tua autorevolezza.

Il silenzio è uno strumento incredibilmente potente

… e non dovrebbe mai essere sottovalutato. Tuttavia, molti di noi si sentono a disagio in silenzio e sono quindi costretti a riempirlo.

Più calmo diventi, più grande sarà il tuo successo, la tua influenza, il tuo potere.
Ricorda …
se vuoi l’attenzione e la stima di chi ti ascolta, è necessario trasmettere sicurezza, non ansia!

Quando stai in silenzio, non sei quello si sta sforzando per far decollare la conversazione.
Assumendo un ruolo più distaccato, darai un’impressione autorevole.

 


 

Il silenzio ti rende un negoziatore di classe

Una pausa ben scelta consente al tuo interlocutore di “digerire” il tuo messaggio. Allo stesso tempo, hai l’opportunità di valutare il comportamento dei tuoi ascoltatori.

Quando lo fai, puoi adattare (di conseguenza) le tue parole e le tue azioni, diventando un negoziatore di classe.

Non fare l’errore di dire “Beh, sono fatto così! Non posso certo cambiare come mi comporto o come parlo”.
È vero anche che alcune persone hanno un’aria più autorevole naturale.

È anche vero che, grazie a interventi formativi specifici (vedi coaching), è possibile migliorare il tuo stile d’approccio, padroneggiare comportamenti che “traspirano” fiducia e rendere più efficace la tua comunicazione.