Frasi divertenti sul colloquio di lavoro

un colloquio di lavoro
Quando aspetti una risposta dopo un colloquio
non c’è dubbio..

il tempo si dilata.
Sembra scorrere più lentamente.

Ti dicono:
“Le faremo sapere tra una settimana.”

Per te diventa un’attesa snervante.
Una sospensione continua.
Quasi un logorio.

Per l’azienda, invece, è solo una scadenza.
Un momento decisionale da comunicare… tra una settimana.

Il colloquio di lavoro mette alla prova

Per molti, è una situazione stressante.

Devi essere ambizioso
senza risultare impaziente.

Disponibile
senza sembrare timoroso.

Flessibile
senza farti sfruttare.

Sicuro di te, determinato, credibile…
senza alzare troppo i toni.

Il confine è sottile.

Basta poco per sembrare eccentrico.
O, al contrario, poco incisivo.

Un modo per alleggerire

Per questo ho raccolto alcune frasi divertenti
(che ho trovato sul web e in particolare su aforisticamente).

Un modo per sdrammatizzare
un momento che, spesso, di divertente ha ben poco.

Prima dei 30 anni, troppo giovane, senza esperienza.
Dopo i 50 anni, troppo vecchio, troppo caro.
Per molti la speranza di lavoro è di 20 anni
contro una speranza di vita di 100 anni.

Bernard Pivot

 

L’Italia è una Repubblica fondata sui colloqui di lavoro.

Graziella Natale

È facile passare un colloquio di lavoro, basta essere per 20 minuti tutto il contrario di quello che sei veramente.

p_episcopo, Twitter

“Nel suo curriculum lei ha specificato che parla una lingua straniera. L’inglese?”.
E il candidato: “Oui”.
“Ma questo è francese!”.
“Allora corregga: parlo due lingue straniere”.

Anonimo

“I suoi punti di forza?”
“Sono ottimista.”
“Mi farebbe un esempio?”
“Quando comincio?”

Anonimo

Sogno di andare ad un colloquio di lavoro e spiazzare tutti esordendo con un “Vi farò sapere”,
andandomene.

unFabbioAcaso, Twitter

Ti offrono uno stage gratis.
Pensi: “È solo l’inizio, farò carriera”.
Un anno dopo sei dirigente gratis.

IdeeXscrittori, Twitter

Negli annunci di lavoro sono tutte “aziende leader nel settore”. Mai che uno scriva “piccola azienda col padrone stronzo”.

FranAltomare, Twitter

PIÙ AUTOREVOLEZZA SUL LAVORO > Il mio libro “Autorevolezza” (NUOVA edizione aggiornata 2025) ti guida se vuoi consolidare il tuo impatto e carisma.

“Buongiorno, sono venuto per il colloquio di lavoro.”
“Ha esperienza?”
“Sì, questo è il mio 75esimo colloquio!”

Anonimo

“Ha degli hobby?”.
“Ho una collezione di 150 figure di merda”.
“Le sembrano cose da dire ad un colloquio di lavoro?”.
“151”.

Anonimo

“E il colloquio di lavoro?”
“L’ho superato.”
“Davvero? Grande!”
“Intendevo il trauma. L’ho superato.”

IdeeXscrittori, Twitter

COLLOQUIO DI SUCCESSO > scopri il tuo percorso di coaching ideale

“Lei come si definirebbe?”
“Come la nebbia del mare.”
“Capisco. Perché lei è un tipo misterioso?”
“No, perché prima delle dieci e mezzo, undici non mi alzo mai.”

Luca Klobas

La parte più difficile di un colloquio di lavoro è ricordare tutti i talenti che ti sei inventato.

BarbyeTurica, Twitter

Fare il ministro del lavoro in un paese dove il lavoro non c’è, è come fare il bidello di una scuola a Ferragosto!

Maurizio Crozza

12 cose da ricordare prima di una videochiamata importante

videochiamata
Utilizziamo spesso la videochiamata sul posto di lavoro.

La maggior parte delle volte è normale routine: chiarimenti, aggiornamenti, contatti con clienti, confronti operativi.

Altre volte, però, l’asticella si alza.

Una videochiamata può diventare decisiva

Un confronto con il tuo capo o con il CEO.
Il reclamo di un cliente importante.
Un richiamo a un collaboratore.
Una riunione con il team.
Un colloquio di lavoro.
La presentazione di un servizio o di un progetto a un potenziale cliente.

In quei momenti…

le parole diventano rilevanti.

Il tuo approccio ancora di più.

È necessario trasmettere il giusto equilibrio tra garbo e determinazione.

Affrontare la situazione con obiettività, calma e sicurezza.

Leadership.

Come puoi leggere nel mio libro Autorevolezza, l’errore più grande che puoi fare è aspettarti che una videochiamata sia identica a un incontro in presenza, con l’unica differenza di uno schermo in mezzo.

Non lo è.

In video cambiano i tempi, cambia la percezione, cambia il modo in cui trasmetti presenza, attenzione e autorevolezza.

Per questo vale la pena prepararsi.

Ecco 12 cose da ricordare prima di una videochiamata importante.

La videochiamata richiede preparazione.
La pratica ti rende fiducioso.
Efficace.

La videochiamata non è così facile come sembra.
Sottovalutarlo è un errore che si paga caro.

La sfida più grande degli incontri virtuali è mantenere le persone coinvolte e interessate.

Ricorda che dovrai trasmettere competenza e autorevolezza solo attraverso un’immagine piatta su uno schermo.

POTENZIA LA TUA TEAM LEADERSHIP > scopri il percorso di coaching ideale per te

Aggiungi valore, non parole.

Imposta videochiamate brevi.
Immagina che le persone ti dicano:
“Okay. Dimmi cosa vuoi… veloce, però!”

Vestiti e agisci come se fossi nel tuo spazio professionale.
Perché lo sei!

Prima di cominciare voltati.
È quello che gli altri vedranno.


PIÙ AUTOREVOLEZZA SUL LAVORO
Trovi spunti interessanti nei miei libri:

“Autorevolezza” , ora nella NUOVA edizione aggiornata2025, è perfetto se vuoi rafforzare la tua presenza autorevole.

“Prima volta Leader” è pensato se hai assunto da poco un ruolo di leader.

Se la videochiamata è breve, efficace e produttiva
risulti autorevole.

L’obbiettivo di una fotocamera può essere il più grande critico che tu abbia mai incontrato.
Guardalo direttamente “in faccia”.

Non parlare troppo presto.
Interrompendo il flusso della conversazione sembrerai agitato e ansioso.

Evita tutto ciò che è banale.

Quando non hai qualcosa di significativo da aggiungere, TACI.

 

PER APPROFONDIRE L’ARGOMENTO >
Riunione online: 8 spunti per essere efficaci e autorevoli
La presenza executive al telefono

11 cose da ricordare quando hai paura di non valere abbastanza

paura di non valere

Foto di Amine M’Siouri da Pexels

Che tu sia un manager, un imprenditore con la sua azienda a conduzione familiare, uno store manager, la responsabile di un settore o il team leader di un piccolo gruppo di collaboratori, poco importa.

Come ho scritto nell’introduzione del mio libro Autorevolezza, per molti di noi comunicare con forza e autorevolezza è una sfida difficile.

Una sfida che, a volte, perdiamo.

E allora non ci sentiamo “abbastanza”. Abbiamo paura di non valere. Alcuni giorni ci sentiamo piccoli, inadeguati.

Semplicemente non abbastanza.

Sai di cosa sto parlando.

Chiunque attraversa momenti in cui mette in discussione il proprio valore.

Ecco 11 cose da ricordare quando non ti senti abbastanza.

1. Dal confronto con gli altri ne esci quasi sempre perdente

Confrontarsi può stimolare il miglioramento, ma può anche diventare una trappola.

Dal paragone continuo hai poco da guadagnare e molto da perdere, perché il confronto non finisce mai.

C’è sempre qualcuno più bravo, più preparato, più ricco, più sicuro.

Il problema è che conosci benissimo i tuoi limiti e quasi mai quelli degli altri.

Li osservi solo quando sono all’apice del successo.

Prova invece a guardarli con comprensione, non con gelosia. Siamo tutti esseri umani.

Fallibili.

2. La tua mente sa essere molto convincente… in negativo

Non credere a tutto quello che pensi.

La mente sa costruire racconti molto credibili.

“Non sono all’altezza.”
“Non valgo abbastanza.”
“Non sfrutto il mio potenziale.”

Ripeterti queste frasi non ti renderà migliore.

Lascia che questi pensieri passino senza trattenerli. Poi riporta l’attenzione su ciò che sai fare, sui tuoi punti di forza, sulle qualità che troppo spesso dimentichi.

Quando cambia il dialogo interiore, cambiano anche i comportamenti.

3. Gli errori possono davvero aiutarti a migliorare

Restare troppo a lungo sugli errori significa vivere nel passato.

Una cosa è assumersi le responsabilità e imparare. Un’altra è condannarsi per anni.

Gli errori sono lezioni.

Fallire una volta non significa fallire sempre.

Molti dei giudizi che rivolgi a te stesso probabilmente non sono nemmeno tuoi: li hai imparati crescendo.

Sostituisci il giudizio con la comprensione.

Ti sentirai molto più libero.

4. Non è ciò che accade a farti soffrire, ma la resistenza a ciò che accade

Non puoi controllare tutto quello che succede.

Puoi controllare il modo in cui scegli di rispondere.

Continuare a pensare a come “dovrebbero andare le cose” non cambierà la realtà.

Lasciarsi andare non significa arrendersi.

Significa smettere di combattere contro ciò che ormai esiste e iniziare a investire energie su quello che puoi fare adesso.

Scopri il coaching per ritrovare autostima e solidità interiore dopo una fase complessa

5. Accettati per quello che sei

Accettarsi non significa sentirsi perfetti.

Significa essere meno severi con se stessi, perdonare gli errori e riconoscere serenamente anche i propri limiti.

Accettare di non essere sempre brillante, coraggioso o carismatico è una conquista.

Ed è proprio da questa accettazione che nasce il cambiamento.

Quando senti di non farcela, prova a fare ancora un piccolo passo.

Le persone più forti non sono quelle che vincono sempre.

Sono quelle che continuano.

6. Non identificarti con ciò che fai

Molti pensano:

“Quando avrò quella posizione…”
“Quando cambierò lavoro…”
“Se otterrò quella promozione…”

…allora mi sentirò finalmente abbastanza.

Ma il valore personale non dipende da ciò che raggiungi.

Ha molto più a che fare con ciò che sei.

Se aspetti un risultato per sentirti di valore, rischi di continuare a riempire un pozzo senza fondo.

7. Concediti il diritto di sentirti inadeguato

Non fingere che vada tutto bene.

Non diventare iperattivo solo per non sentire quello che provi.

Un momento di sconforto non è debolezza.

Concediti il tempo di attraversarlo.

Più cerchi di soffocare le emozioni, più torneranno a chiedere attenzione.

Il tempo speso per rimarginare una ferita emotiva raramente è tempo perso.

8. C’è sempre qualcosa che puoi fare

Il dolore della paura di non valere fa parte della crescita.

Ma una visione senza azione resta soltanto un sogno.

Non serve guardare i gradini.
Serve salirli.
Un passo alla volta.

A volte il passo più piccolo, se nella direzione giusta, diventa il più importante.

9. La strada non è quasi mai lineare

Ognuno arriva ai propri obiettivi seguendo un percorso diverso.

Lungo la strada incontrerai ostacoli, deviazioni, imprevisti.

Alcuni si superano facilmente.
Altri lasciano il segno.

Ma ogni ostacolo può insegnarti qualcosa.

Se hai fallito…

aspetta prima di mollare.

Prova ancora.

10. Non ricercare la perfezione

Quando hai paura di non valere abbastanza nasce il desiderio di essere perfetto.

Così pensi che nessuno potrà criticarti.

È un’illusione.

Le persone che ammiri oggi non sono diventate grandi perché erano perfette.

Lo sono diventate perché hanno trasformato i loro limiti in esperienza.

Con tempo.
Con fatica.

11. Ricorda tutto quello che hai già conquistato

Non mettere in discussione anni di impegno per una sola caduta.

Fermati.

Guarda la strada percorsa.

Ricorda i sacrifici affrontati, gli obiettivi raggiunti, le difficoltà superate.

Invece di concentrarti solo su ciò che manca, prova a dare valore anche a quello che hai costruito.

Se stai vivendo una situazione che non ti piace, chiediti come puoi cambiarla.

Le tue credenze creano, in buona parte, la tua realtà.

Se continui ad aver paura di non valere, di non essere capace, finirai per cercare prove che confermino questa convinzione.

Se invece cambi il modo in cui guardi te stesso, poco alla volta cambierà anche il modo in cui agirai.

E sarà proprio da lì che inizieranno a cambiare anche i risultati.

Motivare i collaboratori: 8 semplici metodi per generare energia positiva

motivare i collaboratori
Andiamo dritti al punto.

Tutte le persone hanno energia.

Un’energia che può crescere oppure disperdersi.

Il tuo compito, come leader, è alimentarla costantemente.

Quanto sei consapevole dell’impatto che hai sull’energia dei tuoi collaboratori?

Sai che il tuo atteggiamento, positivo o negativo, si riflette inevitabilmente nella dinamica della squadra?

Devi proteggere questa energia.
Alimentarla.
Accenderla.

L’energia cresce quando il lavoro ha significato. Quando c’è chiarezza. Quando c’è azione.

Se invece la gestisci male…

arrivano demotivazione e svogliatezza.

Le persone fanno il minimo indispensabile. Il semplice compitino.

I progetti rallentano.
Poi decadono.

Ecco 8 modi semplici per motivare i collaboratori e generare energia positiva.

1. Ascolta preoccupazioni e suggerimenti

Chiediti:

  • Conosco le aspirazioni delle persone del mio team?
  • So davvero cosa desiderano?
  • Che cosa le preoccupa?

Poi chiedi:

  • “Questo sembra preoccuparti?”
  • “Ti vedo particolarmente entusiasta di questo progetto.”
  • “Capisco quello che mi stai dicendo.”

Fai capire alle persone che sei disponibile ad ascoltarle.

Mantieni una politica di “porta aperta”, oppure, se preferisci, di “contatto aperto”.

Se vuoi motivare i collaboratori devi essere inclusivo.

Incoraggiali a parlare.
A chiedere il tuo aiuto (o, se ti piace di più, il tuo supporto).

Se invece guidi con intimidazione e paura, le conseguenze possono essere molto dannose.

Quando le persone si sentono ascoltate e apprezzate, fanno quasi sempre più di quanto sia strettamente necessario.

Questo non significa ignorare gli aspetti negativi.

Se emergono comportamenti tossici…

occupatene subito.

2. Rispetta l’impegno e le aspirazioni

Ciò che è semplice per te potrebbe essere molto difficile per qualcun altro.

Rispetta la fatica.
Riconosci l’impegno.

Dietro molte frustrazioni si nasconde un’aspirazione.

Prova a chiedere:

  • “Che cosa ti piacerebbe fare?”
  • “Come posso aiutarti?”
  • “Qual è il prossimo passo?”
  • “Hai competenze importanti. Come possiamo valorizzarle?”

3. Valorizza punti di forza e progressi

Aiuta le persone a vedere ciò che fanno bene.

Per esempio:

  • “Sei particolarmente bravo a…”
  • “Dai il meglio quando…”
  • “Come hai sviluppato questa competenza?”
  • “Come potresti usarla anche in questa situazione?”

E sottolinea anche i progressi.

  • “Sì, c’è ancora margine di miglioramento, ma rispetto a prima hai fatto passi avanti…”

Le persone crescono molto più facilmente quando qualcuno riconosce i loro miglioramenti.

PIÙ LEADER DEL TUO TEAM > scopri il tuo percorso di coaching ideale (modalità, costi ecc.)

4. Un modo semplice per motivare? Sorridi

Come scrivo nel mio libro Autorevolezza, un sorriso diffonde ottimismo.

Coinvolge.
È contagioso.

Soprattutto nei momenti difficili.

Quando le persone ti vedono sorridere, tendono a rilassarsi.

Il tuo sorriso porta energia positiva nel team.

Comunica fiducia.

E spesso aiuta anche gli altri a ritrovarla.

5. Festeggia insieme al team

Celebrare è uno dei modi più semplici per generare energia positiva.

Non aspettare il grande traguardo.

Festeggia anche le piccole vittorie.
Fai sentire le persone apprezzate.

Riconosci il loro lavoro con parole sincere e incoraggianti.

Non limitarti agli anniversari aziendali o agli obiettivi eccezionali.

Anche i piccoli progressi meritano attenzione.

6. Mostra passione

Non basta fare il proprio lavoro.

Occorre farlo con coinvolgimento.

Cerca di migliorarti ogni giorno.

Mettici energia.
Mettici anima.

I risultati straordinari sono quasi sempre il frutto di azioni ordinarie ripetute con costanza.

La tua passione influenza chi ti circonda.

Se percepisci stanchezza o apatia, porta qualcosa di nuovo.

Una domanda diversa.
Un’idea.
Un’iniziativa.

L’entusiasmo è contagioso quanto la demotivazione.

7. Motivare i collaboratori? Tratta le persone con rispetto

Fatico ancora a capire come alcuni imprenditori e manager trattino male i collaboratori e poi pretendano entusiasmo, produttività e coinvolgimento.

Non funziona così.

Le persone sono una parte fondamentale del tuo successo.

Le organizzazioni che rispettano i propri collaboratori ottengono quasi sempre risultati migliori.

I grandi leader possiedono competenze tecniche.

Ma prima ancora…
“competenze umane”.

Prova a chiederti:

Come vorrei essere trattato se i ruoli fossero invertiti?

8. Entra a far parte del team

Non limitarti a gestirlo.

Quando serve, rimboccati le maniche e lavora insieme alle persone.

Soprattutto nei momenti più difficili.

I leader che si mettono in gioco vengono percepiti come più affidabili, cooperativi e credibili.

Le persone seguono più volentieri chi condivide anche la fatica.

Un ambiente di lavoro migliora quando aumentano fiducia, benessere ed emozioni positive.

Migliorano i rapporti.
Migliora la creatività.
Anche i risultati.

Tutti desideriamo lavorare accanto a persone che sappiano ispirare.

A volte succede.
Più spesso no.

Per questo vale la pena diventare una di quelle persone.