La chiave definitiva per motivare i tuoi collaboratori

motivare collaboratori

“Se non dici cosa fare, nessuno muove un dito”
“Fanno solo il loro compitino”
“Non guardano aldilà del loro naso”
“Non sono propositivi”
“Seguono solo il flusso”
“Distratti, molto distratti”
“Lavorano con la testa tra le nuvole”

Che tu sia imprenditore, manager oppure responsabile di un piccolo team,
che il tuo staff sia di 100 o di 1 persona, per raggiungere risultati eccellenti devi prendere consapevolezza della crescita e della motivazione dei tuoi collaboratori.

Il Mercato del Lavoro sta cambiando, (anche in conseguenza della crisi che ci ha investito negli ultimi anni) …
allora deve cambiare anche il modo di approcciare il nostro lavoro e il nostro team.

Il team è la chiave del tuo successo

Infatti quando i collaboratori sono demotivati o “molli” a farne le spese è il raggiungimento di un obiettivo,
l’esito di un progetto, il business o la carriera.

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Non possiamo più restare legati a comportamenti oramai sorpassati “Tu fai quello e tu fai quest’altro”.
È necessario coinvolgere le persone che lavorano con noi.
Non concentriamoci solo sui compiti da eseguire e sulle cose da gestire.

È tempo di diventare leader del nostro team!
E motivare collaboratori.

Mica facile! Dove trovare la motivazione?

Come motivare le persone che lavorano con te?
Ci hai provato più volte a dare una scossa motivazionale ma dopo pochi giorni ti sei ritrovato al punto di partenza.
Non è vero?

L’entusiasmo cala,
non si va oltre il compitino,
i “musi” si allungano,
l’ambiente diventa passivo
e lentamente perdi di vista il tuo obiettivo.

La verità è che la motivazione non “sgorga spontanea” dai tuoi collaboratori e non la puoi nemmeno delegare a un corso, un formatore o a un coach (pur bravo che sia!)… è (soprattutto) a carico tuo!

 


 

La motivazione del tuo personale passa inevitabilmente da te

Sei tu quello che per primo deve motivarsi,
entusiasmarsi,
ispirarsi,
“allenarsi”
e dopo, solo dopo, la puoi chiedere,
anzi pretendere, dai tuoi collaboratori.

La motivazione del team parte da te

Se avessi, come coach, l’obiettivo di motivare il tuo team mi concentrerei, subito e principalmente, su di te!

Se un treno non riesce a salire la china,
è necessario “lavorare” sui vagoni oppure sulla locomotiva?

Sei rimasto un po’ deluso,
dì la verità!

Ti aspettavi una dritta miracolosa, una frase a effetto, una trovata geniale di un coach americano, una tecnica d’avanguardia …
invece ti senti dire che il primo che deve darsi una mossa …
sei tu!

E come se non bastasse …

hai il tempo contato, le vendite “saltate” all’ultimo istante, le “grane” da risolvere,
il target da raggiungere, appuntamenti costantemente rimandati, previsioni in tilt,
un continuo e frustrante adattarsi a un Mercato e a clienti sempre più esigenti e imprevedibili.

Mi sarebbe piaciuto darti formule magiche, scorciatoie, vie d’uscite,
una soluzione smart che potrebbe risparmiarti quest’altro impegno ma non mi è possibile.

E ti spiego perché …

 
More: scopri il coaching per potenziare la gestione del tuo team
 

Motivare collaboratori e team è impegnativo

Se anche tu hai avuto,
come tutti,
problemi di motivazione sai perfettamente che se una persona ti dà una pacca sulla spalla e ti dice: “Eddai, forza motivati!” non è di grande aiuto.

Se non sei nello stato mentale giusto,
questo tipo di consiglio lascia il tempo che trova.

Come ho scritto nel mio libro sull’autorevolezza. … credi davvero che delle semplici frasi serviranno a scuotere il tuo team? Motivare collaboratori?
Oppure impegnarsi 15 minuti la settimana porterà a scatenare un entusiasmo senza fine nel tuo team?

Motivare è un impegno quotidiano

È un “paziente costruire” giorno per giorno e necessita di tutta la tua attenzione e il tuo coinvolgimento,
supportato da un reale interesse verso le persone che lavorano con te.

Motivare vuol dire disponibilità, dedizione e tempo da dedicare al tuo team
se pensi di spronare, coinvolgere e motivare collaboratori con lo stesso impegno ed entusiasmo con cui vai alle riunioni condominiali serali …
sprecheresti solo tempo ed energie preziose!

Se non hai tempo, sei stressato, sei stanco, hai altro cui pensare o in fondo non-te-ne-può-fregare-di-meno … la tua “capacità motivazionale” è pari a zero!

Se trovi difficile e faticoso tutto questo, hai ragione!
Ecco perché, nonostante la grande offerta di corsi, seminari, coaching, libri e blog gli ambienti di lavoro veramente motivati o che motivano sono una rarità.

Valuta la tua “capacità di motivare”

Fermati un secondo e rispondi con onestà:
Ti senti un modello per il tuo team?
Sai creare entusiasmo nel tuo staff?
Sei sempre motivante nel comportamento e nelle parole?
Parti con un bel “Buongiorno!” radioso e positivo già da prima mattina?
In altre parole, hai una personalità dinamica che coinvolge chi ti sta intorno?

È venuto il momento di risvegliare la tua motivazione, quella forza interna che stimola, regola e sostiene tutte le tue azioni.

 
More: scopri il coaching per la tua carriera di successo
 

Parti da te stesso!

Carica le tue pile,
motivati al massimo e poi con quell’energia trasmetti fiducia ed entusiasmo attorno a te,
vedrai come i tuoi collaboratori, i clienti e i tuoi capi se ne accorgeranno ben presto …
qualcosa si è mosso …
qualcosa di nuovo sta crescendo …
il primo mattone è stato posato!

La chiave per motivare davvero i tuoi collaboratori … sei tu.

Se ti impegni in questo, ti aspettano grandi cose.
Credimi!

Scopri il mio percorso di coaching per team leadership

Come trattare con efficacia il cliente indeciso

cliente indeciso

Come si comporta il cliente indeciso

Al cliente indeciso costa prendere decisioni.
Ha il terrore di fare acquisti poco vantaggiosi.

Questa mancanza di volontà lo rende poco simpatico agli occhi del venditore: “Questo cliente non sa quello che vuole “ oppure “Guarda molto e … acquista poco”.

È spesso indeciso e impreciso nell’esprimere i suoi bisogni o desideri. È il classico tipo di cliente che, posto davanti a più di un prodotto, esita nella scelta. Si fa consigliare dagli amici, familiari o dal partner pur di non dover prendere una decisione. Usa spesso “Uhm …”, “Boh”, “Non saprei … ci penso e ripasso…”.

Un cliente può essere indeciso perché ha scarsa fiducia in se stesso e vuole essere guidato. Accetta consigli e suggerimenti ed è pronto a farsi pilotare nelle scelte. Cerca la classica “pacca sulla spalla” in segno di approvazione.

Altre volte, invece, il cliente è incerto perché ha scarsa conoscenza del prodotto, articolo o servizio. È interessato ma allo stesso tempo esitante, probabilmente cerca qualche informazione che non ha trovato o che non gli abbiamo fornito.

Può essere anche un dettaglio banale o di scarsa importanza ma quel potenziale cliente ne ha bisogno come-il-pane per effettuare la sua scelta.

 


 

Cosa non fare

• Non dare più informazioni, rispetto a quante ne ha bisogno, perché aumenta la sua insicurezza;

• Non imbarazzate il cliente indeciso con troppe domande e se dimostra una volontà di scelta, non interrompetelo;

• Non offrire troppe alternative, altrimenti si perde. E’ meglio non fargli troppe proposte per non confondergli le idee ancora di più;

Non forzare o spingere la vendita:

• Non mollare il cliente per servirne altri, questo tipo di cliente si sente abbandonato;

Cosa fare

Guadagna la sua fiducia. Ecco il punto!. Se non instauriamo una trattativa fondata sulla fiducia e sulla trasparenza, sarà difficile chiudere la vendita;

• Dai le informazioni necessarie, con ordine e logica, in modo chiaro ed esauriente, non nascondere nulla. Sii onesto e non dire le cose a metà;

• Rassicura il cliente sulla scelta fatta. Utilizza frasi tipo “Con questo prodotto ha fatto proprio un ottimo acquisto”, oppure “Ho provato anch’io questo servizio e mi sono trovato molto bene”;

• Parla e muoviti lentamente, in modo da metterlo a proprio agio, dai il tempo necessario. Devi essere consapevole che questa non sarà una vendita rapida;

• Concentrati sulla persona. Guardalo negli occhi. Questo cliente vuole e cerca la tua massima attenzione. Non essere dominante, il cliente insicuro deve pensare di aver preso le decisioni di propria iniziativa;

• Tieni sempre viva la conversazione ( “La vedo riflettere … posso esserle utile? / le servono ulteriori informazioni? ”.) e non far caso ai momenti d’indecisione o di riflessione che può manifestare. Evita di partire con frasi “La vedo indeciso/insicuro …”;

L’errore TOP che devi evitare

Non forzare la vendita. Non insistere, premere o mettere fretta. Prendi e lascia il tempo che serve. Con calma e pazienza. Non proporre più articoli pensando di dissolvere la sua “nebbia decisionale”.

Da evitare anche frasi-boomerang tipo:

• “Si sbrighi … ho il negozio pieno”;

• “Allora? ha deciso?”;

• “Ecco il prodotto giusto per lei – prego, la cassa è lì”;

• “Se ha bisogno … mi chiami”;

Ricorda: ottenere la sua fiducia ti aprirà le porte della vendita.

Una bella sfida vero? E tu come ti comporti?
Lo ascolti con calma oppure lo molli al collega che ha molta più pazienza di te?

10 spunti per parlare chiaro e diretto

parlare chiaro e diretto

“Lo sai perché ti ho fatto chiamare?
No? Pensaci un po’…

Ehm… stavo pensando che forse sarebbe meglio se…
cominciassimo finalmente a…
ehm… io e te a discutere insieme…
e se sei d’accordo…

a parlarci finalmente in modo chiaro e diretto…
Giusto, vero?”

Così inizia il capitolo 2 del mio libro “Autorevolezza”,
ora nella NUOVA edizione aggiornata 2025…

Le parole sono importanti

Possono attrarre, ispirare, convincere.
Ma anche allontanare, disorientare, annoiare.

Dipende da cosa diciamo
e soprattutto da come lo diciamo.

Non importa quale sia la tua professione
né quanto tu debba stare a contatto con le persone.

Una cosa è certa:
parlare chiaro e diretto è necessario.

Soprattutto se ricopri un ruolo di responsabile, capo o manager.

Una comunicazione efficace:

  • migliora i rapporti personali
  • aumenta il tuo carisma
  • rafforza la tua autorevolezza

È il primo passo verso il successo professionale

Serve pratica.
Serve attenzione.

E pazienza.

Hai “sempre parlato così”
e non cambierai dall’oggi al domani.

Da domani però puoi iniziare a:

  • ascoltarti
  • notare le parole dispersive
  • invertire, poco alla volta, la tendenza

Con costanza,
lo sforzo diventa naturalezza.

Attento però!

Non commettere l’errore di:

  • regolamentare tutta la tua comunicazione
  • controllarti ogni secondo
  • disciplinare ogni frase, tutto il giorno

Rischi di:

  • perdere spontaneità
  • sembrare rigido
  • trasformarti in un automa freddo

…con tanti saluti all’empatia del comunicatore.

Concentrati solo nei momenti che contano davvero

(disposizioni, direttive, obiettivi, chiarimenti, feedback).

Per il resto:
sii te stesso.

Non devi stravolgerti.
Devi migliorare, non snaturarti.

Ricercare la perfezione comunicativa, sempre e comunque,
è una delle principali fonti di stress e ansia.

Come se non ne avessimo già abbastanza.

Ecco 10 strategie per parlare chiaro e diretto.

1. Preparati

“Per essere il numero uno,
devi allenarti come se fossi il numero due.”

Maurice Greene

Chiediti:

  • Qual è il punto?
  • Cosa deve passare assolutamente?
  • Cosa posso evitare?

Scrivi ciò che devi dire.
Usa frasi brevi.

Le frasi troppo lunghe confondono
e ti fanno perdere il filo.

2. Sorridi

Trasmette tranquillità.
Umanità.
Presenza.

Evita battutine forzate o freddure imbarazzanti.

Una battuta che non fa ridere
crea solo disagio.

3. Parlare chiaro e diretto? Niente premesse infinite

Vai senza indugio al punto.
Chi ti ascolta deve capire subito:

  • cosa stai dicendo
  • cosa vuoi

Dritto al sodo.

4. Non ripetere i concetti

Ripetere non rafforza.
Spesso indebolisce.

Aprire continue parentesi:

  • disperde
  • annoia

ti allontana dalla meta!

In un’ora di parole,
la sostanza reale è spesso 5 minuti.

5. Evita parole dispersive

“Quindi…”
“Giusto?”
“Vero?”
“Ehm…”

Addolciscono il messaggio
ma ne svuotano la forza.

6. Attento alla comunicazione non verbale

Il corpo trasmette oltre il 70% del messaggio.

Movimenti a scatti, dito puntato, mascelle serrate,
sguardo critico, tono ironico o sprezzante
parlano chiarissimo.

Anche senza parole.

7. Riduci gli intercalari

“In definitiva…”
“Sostanzialmente…”
“Naturalmente…”

Usati in continuazione
segnalano incertezza
e fanno perdere incisività.

8. Guarda in faccia la persona

Evitare lo sguardo:

  • comunica disinteresse
  • manca di rispetto

Usa il contatto visivo
(per quanto basta).

Se vuoi approfondire sull’argomento leggi → il mio post.

9. Specifica ciò che intendi

Evita frasi-indovinello come:

  • “Lo sai perché ti ho chiamato?”
  • “Secondo te è un bel comportamento?”

Non stai parlando con un bambino.

Se c’è qualcosa da dire:
dillo.

Sii specifico:

  • cosa è successo
  • cosa non ha funzionato
  • cosa ti aspetti

La chiarezza elimina risentimento e confusione.

10. Parla meno. Ascolta di più.

I grandi leader
sono grandi ascoltatori.

Non è un caso se vengono cercati,
stimati, seguiti.

E tu?

Riconosci alcune di queste dinamiche
nel tuo modo di comunicare?

Essere un grande leader significa sapere
cosa dire,
come dirlo,
e quando tacere.

La tua voce, il tuo sguardo,
la tua presenza dicono molto di più delle parole.

Scopri il mio percorso di coaching mirato
Voce, attitudine, presenza: comunica autorevolezza da Executive
e allenati a trasmettere leadership autentica