Discussione sul lavoro: 17 spunti per avere sempre la meglio – parte 1

discussioni sul lavoro

Foto di rawpixel da Pixabay

Che si tratti del lancio di un nuovo prodotto,
la direzione strategica della campagna marketing,
la promozione di un collaboratore a tuo parere poco meritevole …
la discussione può diventare serrata, il confronto aspro …
le sopracciglia si sollevano, gli animi si surriscaldano … e parte la discussione sul lavoro!

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Come puoi convincere le persone a seguire la tua idea?
Come puoi battere i tuoi “avversari” e ottenere ciò che desideri?

Spesso le discussioni le viviamo come “lotte”.
Competizioni … dove emerge un solo vincitore.
Tutti gli altri perdono.

Tante persone cercano di evitare discussioni e confronti

Come i combattimenti fisici,
anche quelli verbali possono lasciare ferite insanguinate.

Tutti abbiamo punti ciechi, nozioni preconcette e aree emotivamente sensibili.
Abbiamo paura che vengono a galla in queste occasioni.

Ecco 17 spunti che ti aiuteranno ad aggiudicarti ogni discussione:

1. Non esagerare con la smania di voler “vincere” la discussione sul lavoro

Vorresti vedere il tuo interlocutore cadere in ginocchio?
Scusarsi a testa bassa per essersi sbagliato?
Ringraziarti per averlo “illuminato”?

Uhmmm!

L’obiettivo – realistico – dovrebbe essere di sollevare dubbi sulla giustezza della visione/idea/proposta del tuo interlocutore.

 


 

2. Preparati

Ti è già successo di aver fatto un reclamo solo per rendertene conto -appena dopo- che ti sbagliavi completamente?

Non precipitarti in sala conferenze … stracarico di stress da attesa.
Traboccante di emozioni.
Questo non è un modo ideale per “vincere” una discussione.

Rifletti attentamente su ciò che dirai.
Ciò che vuoi ottenere.

Chiediti:
Che cosa voglio veramente da questa discussione?
Far passare il mio punto di vista? O un risultato più concreto?
Quali argomenti sono convincenti?
Quali sono i miei preconcetti?
È realistico il mio obiettivo?

3. Controlla le tue emozioni

Un conto è essere appassionati.
Eccitati.
Un altro è farsi trascinare da rabbia e paura.
La rabbia toglie potenza.

Se perdi la calma, hai “perso”!

Non preoccuparti …
non sembrerai debole restando calmo nel mezzo di una discussione.
Guadagnerai punti – invece – dimostrando autocontrollo.

4. Conosci il tuo “nemico”

Senza scomodare ”l’arte della guerra”,
comprendere la motivazione e il fattore stimolante del tuo interlocutore, ti darà un grande vantaggio strategico.

Significa “metà battaglia vinta”.

5. “Gioca” semplice

Semplice.
Sincero.
Diretto ma non maleducato.
Determinato ma non inflessibile.

Non cercare di impressionare.
Cerca di persuadere con un approccio accurato e ponderato.

Dimentica …
colpi di teatro, arringhe struggenti (se non sono nelle tue corde) e frasi fatte prese dal web.

 
More: scopri il percorso di coaching ideale per potenziare la tua autostima sul lavoro
 

6. Ascolta attivamente

Molte persone sono così concentrate su ciò che stanno per dire che ignorano il loro interlocutore.
Un po’ alla volta – senza accorgersi – ne assumono le argomentazioni.

Ascolta attentamente.
Osserverai debolezze e difetti.
Ascolta – soprattutto – il “non detto”.

Assicurati di ascoltare e comprendere il ragionamento del tuo interlocutore.
Impara la differenza tra ascoltare e pensare-a-cosa-rispondere.

7. Chiedi di chiarire

Se non sei sicuro di ciò che il tuo interlocutore ha detto,
chiedi chiarimenti.
Di ripetere.

Nel vivo della discussione,
contrattacchiamo spesso in modo poco riflessivo, confuso,
senza assicurarci di aver sentito bene.

8. “Usa” i fatti

I fatti sono difficili da confutare.

Raccogli dati pertinenti prima che inizi la tua discussione sul lavoro.
Sondaggi, statistiche, citazioni e risultati concreti sono argomenti a supporto della tua causa.

Continua a leggere la parte 2.

16 lezioni che i grandi leader ci invitano a imparare il prima possibile – 2

i grandi leader

Foto di Sofía López Olalde da Pixabay

Leggi anche la parte 1.

9. I grandi leader ti invitano ad accettare i fallimenti

I leader eccellenti desiderano che tu comprenda che …
per evitare i fallimenti, rischi di trascinare i progetti – che non funzionano – troppo a lungo.

Ti invitano a mantenere un atteggiamento determinato e positivo ma non cocciuto e -pericolosamente- ostinato.

Focalizzarsi troppo sul fallimento rischia un pericoloso stillicidio di energie e vitalità. Quanto ti costa “Non posso assolutamente fallire”?

I grandi manager “staccano la spina” esattamente al momento giusto per liberare energie e risorse per progetti migliori … e di successo!

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10. Ricompensare anche la creatività, non solo il compito

I grandi leader ci spiegano che hanno premiato i dipendenti (con soldi o riconoscimento) quando hanno terminato un progetto o un compito.

Tornando indietro,
dichiarano che avrebbero voluto premiarli anche per aver trovato soluzioni alternative.

Per aver pensato in modo creativo.
Per aver “lavorato fuori dagli schemi“.

11. Uscire dall’ufficio

I grandi leader ti avvertono che è un grande errore trascorrere molte – troppe – ore in ufficio.

Le mura del tuo ufficio rischiano di diventare un muro di gomma che – con il tempo – rischia di tagliarti fuori dalla quotidianità.

Uscendo,
vedrai cosa fanno realmente le persone.

Vedrai il loro impegno, i loro sforzi e i loro risultati in prima persona.
Sarai ancora più orgoglioso del tuo team.

12. Coltivare gli alleati al lavoro

La leadership è spesso vista come uno sforzo da solista.
Non lo è.

I migliori leader dichiarano di aver pagato la mentalità da lupo-solitario.
Ci avvertono di ricercare amici e alleati leali che forniscano consigli e feedback.
Sinceri e produttivi.

 


 

13. Non essere la persona “più intelligente” nella stanza

Essere un leader non significa conoscere più di chiunque altro.

È fondamentale riconoscere, incoraggiare e promuovere gli altri a “essere esperti”.
Dare loro la fiducia e l’autonomia per essere creativi e fare un lavoro eccellente.

14. Concentrarsi solo su alcune cose

I grandi leader ci invitano a concentrarci solo sulle “cose” che contano.
Davvero!
Su quelle dove puoi fare la differenza.

Ci sono centinaia di azioni, migliaia distrazioni e dispersioni del tuo tempo.

Solo poche decine di azioni – accuratamente scelte – forniscono i risultati di successo.
Focalizzati su queste.


LA TUA LEADERSHIP AUTOREVOLE > trovi spunti interessanti nei miei libri Autorevolezza e Prima volta Leader.

15. Accettare il non-equilibrio lavoro/vita

Il work life bilance può diventare un obiettivo ossessivo.
Che può creare un forte impatto sulla tua vita e sul tuo lavoro.

Alcuni grandi leader ci invitano a uscire dall’ossessione.

Meglio fare ciò che ami o stare con chi ami?
Non entrare in questa dicotomia.
Ricerca l’equilibrio più sottile.
Accettala.
Smetti di combattere. La lotta ti logorerà!

Non è possibile scalare –contemporaneamente– entrambe le montagne.
Come ci può essere equilibrio lavoro/privato quando sei ambizioso, motivato e … affamato?

16. Prendere la decisione giusta

Leadership non è piacevole.

Leadership è il coraggio di prendere decisioni impopolari.
Perché sono le decisioni giuste.

È anche compito del leader ascoltare le preoccupazioni delle persone in modo da poter prendere una decisione più giusta.

I leader forti non evitano decisioni difficili.

Potrebbero non gradirle,
ma sanno che evitare o procrastinare, non fa che aggravare il problema.

16 lezioni che i grandi leader ci invitano a imparare il prima possibile – 1

i grandi leader

Foto di Sofía López Olalde da Pixabay

Non importa se hai studiato tanto, poco conta se dirigi 2 o 200 collaboratori.
La leadership non è facile.

Essere leader non è (e non sarà mai) comodo.
La leadership riguarda più il tuo modo di essere, che le parole stampate sul tuo bigliettino da visita.

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Se stai cercando una strada facile, forse la leadership non fa per te.

Ecco 16 lezioni che i grandi leader ci invitano ad apprendere il prima possibile.

16 importanti lezioni sulla leadership (che non sono insegnate nelle aule universitarie) e che possono fare una grande differenza per la tua carriera.

Falle tue, prima che sia troppo tardi.

A scanso di equivoci fallo subito, leggile adesso:

1. Affrontare prima le sfide più difficili

In qualsiasi lavoro,
tutti abbiamo la tendenza a svolgere prima le attività più semplici.

I grandi leader ci spiegano che … nella leadership è un grosso errore.

Un collaboratore negativo sta “intossicando” tutto il team?
C’è un calo improvviso delle vendite?
È necessario rispondere al reclamo di quel cliente tanto incazzoso quanto importante?

Affronta prima le grane più difficili.
Così liberi il tempo (e la mente) per gestire meglio il resto della settimana.

 


 

2. Chiedere scusa immediatamente

Subito e senza esitazioni.

I grandi leader ci invitano a non isolarsi dai collaboratori.
“Mi dispiace” può essere di grande aiuto.

Non evitare di nascondere eventuali punti deboli.
Occultare un errore, fare finta che è solo un malinteso.
Dare la colpa di qualcun altro.

Se ti scusi prontamente,
le persone che lavorano per te, faranno lo stesso.
Ti rispetteranno di più e seguiranno le tue indicazioni.

3. Ammettere quando non conosci ogni risposta

Non ammettere errori e dubbi viene dal senso di superiorità e di orgoglio.

Essere leader non significa avere ragione per “diritto divino”.
Avere la risposta a tutto.

I grandi leader ci invitano a guardare alla leadership con occhi diversi.
Ci ricordano che non avrai mai tutte le risposte.
I più grandi leader “cercano e trovano” le risposte di cui il team ha bisogno.

Leggi il post.

 


 

4. Iniziare le riunioni condividendo qualcosa di personale

I leader eccellenti ci invitano a iniziare la riunione condividendo – rapidamente – qualcosa di personale.

Qualcosa sulla tua persona,
curiosità sui tuoi figli o sulle vacanze appena passate,
che esisti come persona al di fuori del lavoro.

Sapranno che sei umano!
Non è necessario parlare delle intrusioni familiari di tua suocera e di tutte le questioni molto personali e private.

5. Essere veloci con i feedback positivi, lenti con le critiche

I grandi leader desiderano spiegarci che soprattutto i collaboratori più giovani hanno bisogno di costante incoraggiamento.

Viviamo in tempi complessi e competitivi.
La tecnologia, la pressione, i troppi compiti e il tempo-contro possono essere travolgenti.
Tanta-roba per chiunque.

È importante sottolineare continuamente le vittorie,
non importa quanto piccole.

E se devi proprio criticare … pensa seriamente all’impatto!


LA TUA LEADERSHIP AUTOREVOLE > trovi spunti interessanti nei miei libri Autorevolezza e Prima volta Leader.

6. I grandi leader ti invitano ad ascoltare di più

Le persone presteranno attenzione a ciò che dici, anche (e non solo) per la tua posizione.

Il compito del leader – ci spiegano i grandi capofila – è prestare attenzione a ciò che dicono le persone,
in particolare a chi pensa che la sua opinione non conta.

Mostra che stai ascoltando.
Fai cenni di assenso.
Guadagna la fiducia riconoscendo il merito.

7. Non intervenire con soluzioni troppo rapidamente

Anche gli errori sono preziosi.
Soprattutto se le persone continuano a fare ciò che sanno già fare.

Nessuno impara nulla di nuovo se non permetti di provare.
Di sbagliare.
Pensa all’impatto di frasi tipo “Qui non è tollerato l’errore”.

I grandi leader non arrivano subito con le soluzioni.
Lasciano che i collaboratori trovino un modo diverso, migliore. Da soli.

Leggi il mio post “Vuoi far crescere il tuo team? Non aiutarlo”

8. Essere autentico, appassionato, persino emotivo

Le emozioni sono argomenti scomodi per i leader deboli.

I leader forti si sentono a proprio agio nel parlarne perché sono fiduciosi.
La leadership richiede coraggio.
Per parlare di argomenti scomodi … come le proprie emozioni!

I grandi modelli ci invitano a essere autentici, appassionati, persino emotivi.
Condividi la tua visione e vivi i tuoi valori.
Il personale sarà più coinvolto, più stimolato.

Alcuni grandi leader avrebbero voluto capire di più le motivazioni personali del proprio team.
Relazionarsi di più a livello personale.

Continua a leggere anche la parte 2.

Paura al lavoro: 16 pensieri che rafforzano la fiducia in te stesso

paura al lavoro

Foto di 250432 da Pixabay

“Ricordare che moriremo tutti presto è stato lo strumento più importante che ho avuto, nella vita, per prendere le decisioni più importanti.

Perché quasi tutto – come le aspettative della gente, l’orgoglio, la paura e l’imbarazzo nel fallire – sparisce davanti alla morte, lasciando solo le cose importanti.

Ricordare che stai per morire è il modo migliore per evitare la trappola di pensare che tu abbia qualcosa da perdere.

Ricordate che si è sempre nudi, e che non c’è nessuna ragione per non seguire il proprio cuore,
sempre”.

Steve Jobs

Ecco 16 pensieri che rafforzano la fiducia in te stesso.

Un antidoto alla paura al lavoro:

1. Non avrai mai fiducia, se aspetti di sentirti sicuro.

2. La paura di sbagliare ti rende piccolo e maldestro.

3. La paura del fallimento ti impedisce di provare nuove cose. Se non sei sicuro del successo, non inizierai. Se non riesci a farlo bene, non ci proverai.

4. Anche i dirigenti di alto livello sono preoccupati sull’impressione che stanno facendo, come chiunque altro. Sono le ultime persone che ti aspetteresti “avere paura al lavoro”.

5. Più esiti, più difficile sarà agire.

 


 

6. La tendenza a notare e ricordare solo eventi negativi è un’abitudine radicata che abbiamo tutti.

7. Paura ed eccitazione hanno gli stessi sintomi basati sulla risposta “combattimento o fuga”. Che tu sia eccitato o spaventato, il tuo corpo è pronto ad agire.
La differenza è come la interpreti.

8. Sai quella sensazione quando il tuo capo ti chiama in riunione? Il cuore che batte, il sudore delle mani? Potresti chiamarla paura, altri la chiamano eccitazione.

9. Le persone senza paura vedono il rifiuto come feedback, che si trasforma in azione piuttosto che in ritirata.

10. Definisci il fallimento. Aiuta a sapere di cosa hai paura. Nominalo.
Che cosa succederà se fallisci?

11. Senti i tuoi sentimenti, ma non lasciare che ti controllino.

12. Moderati livelli di paura ti mettono in allerta, ma una paura eccessiva ti rende stupido.

13. Usa la paura e l’ansia come motivazione e spinta produttiva.

14. Datti una pacca sulla spalla dopo aver fatto qualcosa che non ti andava di fare.

15. Con le paure legate al lavoro -come in ogni paura- l’immaginazione tende a scatenarsi negativamente.

16. Anche la fiducia del più esperto può vacillare di fronte a un compito impegnativo.

12 errori che il team leader commette con il nuovo assunto

nuovo assunto

Foto di Oliver Yxmark da Pixabay

Spesso accade così:
il nuovo assunto si presenta il primo giorno di lavoro,
riempie la documentazione di rito e (forse) si unisce al team per la pausa pranzo.

Prima di essere lasciato (ho meglio abbandonato) in qualche saletta con procedure, processi e powerpoint.

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Potrebbe sentirsi isolato, incerto su ciò che ci si aspetta da lui/lei.
Mentre la sua immaginazione vaga. Pericolosamente.
Si chiede se ha preso la decisione giusta.

Accogliere il nuovo assunto: eccitazione o scocciatura?

L’inserimento di un nuovo assunto dovrebbe essere un momento di scoperta,
eccitazione e potenziamento.
Da entrambe le parti… anche per te.

Spesso, sono noiosi ma dannatamente depotenzianti per il nuovo assunto.

Con queste semplici premesse,
non sorprende che, secondo Harvard Business Review, il 33% dei nuovi assunti sta già inviando il CV nei primi 6 mesi di lavoro.

Ecco 12 errori che come leader dovresti evitare quando entra un nuovo assunto nel tuo team:

1. Fornire una postazione di lavoro non funzionante. Le prime impressioni sono durature.

2. Concentrare 20 ore di informazioni in sole 4 ore (di fatica e noia). Non lasciare il nuovo assunto in una saletta a compilare documenti. Solo. Tutto il giorno.

3. Evita frasi tipo “Vedi Filiberto. Filiberto è bravo. Fai come Filiberto.” A nessuno piace iniziare all’ombra di Filiberto.

4. “Cosa devi fare? Semplice! Leggi questi Powerpoint e documenti”. Semplice no ..

5. Il modo in cui i dipendenti sono trattati all’inizio rimarrà per tutta la loro carriera.

6. Prepara il tuo team all’arrivo del nuovo collaboratore. “Scusa .. e tu chi sei?” non è da manuale di accoglienza.

 


 

7. Evita di sorprendere più tardi il nuovo assunto con qualcosa tipo “Questo avresti dovuto impararlo”. A nessuno piace essere sorpreso.

8. Non aspettarti che i nuovi assunti imparino tutto nella prima settimana.

9. Lascia stare l’approccio del battesimo-del-fuoco. Anneghi o nuota. Nessuno vuole sentirsi steso ad asciugare il primo giorno.

10. Non ricordare o pronunciare maldestramente il nome del nuovo collaboratore.
Non è solo questione di educazione. È una forma di rispetto. Leadership.

11. Non chiarire ciò che ti aspetti da lui/lei. Come sarà misurato il suo successo.

12. Non riconoscere e pianificare l’apprendimento. Se formuli ipotesi, fallisci.

Ecco le tue responsabilità di team leader.
Trascurarli comporterà il fallimento per il nuovo dipendente o per te come suo capo.

E pensa a quanto sarebbe appagante aiutare il nuovo dipendente a diventare una star del tuo team.
Tutto grazie a te!

Presenza carismatica: non essere concentrato solo su te stesso

presenza carismatica

Foto di PublicDomainPictures da Pixabay

Alcune persone illuminano la stanza con il solo passaggio.
Sono le persone carismatiche.
Autorevoli.

Sono il tipo di persone che tutti desiderano, gradiscono …
e vogliono essere!

Presenza carismatica? Il focus non sei tu

Essere carismatici,
vuol dire “costruire” ottimi rapporti, influenzare positivamente le persone,
farle sentire meglio con se stesse!

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Essere carismatici,
non vuol dire sedersi e “aspettare” gli inchini e gli elogi dei presenti.
Niente è più lontano dalla realtà.
È solo fantasia.

È vero … l’esatto contrario!

Prima di “ricevere” .. devi “dare”

Non pensare a-cosa potrai ottenere.
Concentrati su ciò che puoi “dare” tu.
L’unica persona che conta davvero, non sei tu.
È l’altra.

“Dare” è l’unico modo per stabilire un vero e proprio collegamento e relazione con gli altri.
“Dai” e basta.

“Dimentica” te stesso.
Non preoccuparti … un giorno “riceverai”.

Concentrati sull’altra persona

Quando parli con qualcuno devi essere attento.
Concentrato, presente.

Quando dico presente, intendo … completamente presente.
Il tuo interlocutore deve percepire che lo ritieni l’unica persona nella stanza.
Offri la tua piena attenzione.

 


 

Sono pochi ad avere questa sensibilità!
Una tale presenza carismatica.
Solo grazie a questo “dono”, gli altri ti cercheranno e ti ricorderanno.

Non sbirciare continuamente il cellulare.
Evita di concentrarti su altre cose, anche solo per un attimo.
Non potrai mai connetterti con gli altri, se sei occupato con te stesso.

Se sei in un gruppo, presta attenzione a tutti. Guarda ogni persona.
Sforzati di guardare e parlare con tutti.

Focus sulle altre persone

Le persone sicure di sé non si preoccupano di riconoscimenti.
Le persone fiduciose “sanno chi sono” e ”sanno quello che hanno raggiunto”.

Non hanno bisogno dell’approvazione degli altri, perché hanno appreso che la vera conferma viene dal-dentro.

Quindi, fai un passo indietro e lascia “brillare gli altri”.

Quando lo fai, gli altri non penseranno che sei timido o hai poca fiducia.
Penseranno invece che sei molto sicuro.
Non hai bisogno di approvazione e adulazione da parte degli altri.

Dai il giusto riconoscimento

Nessuno riceve abbastanza riconoscimenti.
Nessuno.

Tutti abbiamo – chi più chi meno – bisogno di apprezzamenti e riconoscimenti.
Soprattutto nel mondo del Lavoro di oggi, dove i risultati si conquistano con grande fatica e impegno.

Complimenti e apprezzamenti – ben fatti – possono costruire e rafforzare le relazioni.
Aumentare la fiducia e migliorare la produttività.
Valorizzare il lavoro fatto, giorno dopo giorno.

 
More: scopri il percorso di coaching ideale per potenziare la tua autostima sul lavoro
 

Non solo le persone gradiranno i tuoi complimenti, apprezzeranno – soprattutto – il fatto che hai prestato la tua attenzione.

E si sentiranno molto più importanti.
Motivati.
Produttivi.

La maggior parte delle persone è troppo occupata e concentrata su se stessa, per prestare attenzione al dettaglio. Si lascia sfuggire l’occasione per complimentarsi con gli altri.

Se lo fai … con sincerità e passione avrai carisma.
Presenza carismatica.
Autorevolezza

10 spunti per placcare il collega scorretto che vuole scavalcarti

collega scorrettoFoto di WikiImages da Pixabay

Azz…
ti hanno appena scavalcato.

Sorpassato.
Disarcionato.
Beffato.

“Nooo… ma com’è possibile?”

Ti vedo ancora un po’ stordito.
Eri nel mezzo della riunione.
Tutto stava filando liscio quando, all’improvviso…

il tuo collega si prende – candidamente –
il merito per il lavoro che hai fatto tu.

Mentre cerchi di capire se hai sentito bene
(“Come osa?”)
hai già perso il treno.

Per parlare.
Per controbattere.

È tardi.
È successo tutto troppo in fretta.
In modo imprevisto.
Inaspettato.

Ora tutti sanno chi ha fatto quel lavoro.
E non sei tu.

1. Chiediti se il comportamento è davvero inappropriato

Il suo obiettivo è solo sminuirti?
Ti scavalca perché è più smart?

Dire che la tua idea non funziona
non è automaticamente scorretto.

Forse è solo stato diretto.
Poco gentile.

Gli stili comunicativi sono diversi.
Ma è legittimo dire come vuoi essere trattato.

Dare feedback in momenti delicati non è semplice:
basta una parola sbagliata per creare tensione.

2. Affronta la questione. Subito

Come scrivo in “Prima volta Leader”,
è fondamentale intervenire prima che diventi un’abitudine.

Uno scavalcamento fa ribollire il sangue.
È normale.

Ma reagire in modo aggressivo
dà solo più potere al collega scorretto.

Respira.
Prendi distanza.
Mantieni la calma.

3. Non procrastinare il confronto

Evitare i comportamenti tossici
non li fa sparire.

Non succederà.

Non fare la vittima.
Tantomeno non sacrificarti in silenzio.

Intervieni al primo segnale,
prima che il rapporto di lavoro si rovini.

Guardalo negli occhi.
Fai capire che non sei un bersaglio facile.

Non puoi cambiare le persone.
Puoi cambiare come reagisci.

4. Parla prima con la persona

Non andare subito dal capo o dalle HR.
Almeno non all’inizio.

Chiedi un incontro chiarificatore:
“So che questa conversazione sarà scomoda.
Ma sento il bisogno di parlarne con te.”

Saltare questo passaggio
raramente migliora le cose.

5. Affronta il comportamento, non la persona

Evita frasi come:

  • “Sei scorretto”
  • “Hai sbagliato”

Sii specifico:
cosa, dove, quando.

Descrivi fatti e azioni. Dati.
Non etichette.
Non giudizi.

Concentrati su ciò che è accaduto,
non su chi è l’altro.

6. Chiedi di cambiare approccio

Esempi:

  • “Apprezzo il punto di vista. In futuro preferirei…”
  • “Evita battute sulla mia proposta davanti agli altri.”
  • “Spiega cosa va corretto, senza sminuire.”
  • “Ti chiedo di non prenderti il credito del mio lavoro.”

Chiaro.
Calmo.
Diretto.

7. Ascolta anche la sua versione

Lascia spazio alla spiegazione.
Ascolta senza interrompere.

Anche se non sei d’accordo.

Interrompere irrigidisce.

Ascoltare invece … rafforza autorevolezza e credibilità.

8. Coinvolgi un terzo (solo se necessario)

Se distorce i fatti, diventa aggressivo
o gioca la parte della vittima,
un testimone può servire.

Meglio se accettato da entrambi
e con reali capacità di mediazione.

Nota personale:
questa opzione non mi entusiasma.
Preferisco conversazioni adulte tra adulti.

9. Collabora, ma mantieni le distanze

Fai il tuo lavoro. Collabora.
Nulla di più.

Limita i contatti allo stretto necessario.
Inviti informali?

Rifiuta con educazione.

10. Coinvolgi il capo (se non cambia nulla)

Se il comportamento continua,
è il momento di informare il responsabile o le HR.

Presenta i fatti.
Senza lamentele.
Senza vittimismo.
Etichette.

Sottolinea l’impatto sul team e sulla produttività.

È ciò che conta davvero.

Non è detto che cambi tutto.

Ma spesso basta un richiamo
per rimettere i confini al loro posto.

Gestire una conversazione difficile …

richiede lucidità, empatia e metodo.

Con il coaching mirato “Dare feedback costruttivi in situazioni critiche” impari una strategia replicabile per comunicare con chiarezza e rispetto, anche sotto pressione.

Non frasi ad effetto.
Solo presenza.
E fermezza.

Forza.
Faccio il tifo per te!

14 cose che il tuo team sta cercando disperatamente di dirti – 2

un team demotivato

Leggi anche la parte 1.

7. “Siamo sovraccarichi di lavoro”

“Alcuni di noi si lamentano.
E lo faranno sempre-e-comunque.
Ti diranno che il loro carico di lavoro è diventato troppo da gestire.

Altri – la maggioranza che non si lamenta e lavora – non ti diranno niente, ma si bruceranno lungo la strada.

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Quando c’è “troppa roba”, bisogna dare le priorità.
Qualcosa deve “essere lasciato andare”.

Devi intervenire per capire quanto sia realistico il carico di lavoro del tuo staff.

Cerca i modi per distribuirlo più uniformemente.
Lavora sulla definizione delle priorità.

8. “Non riconosci mai il lavoro fatto. E ti ritrovi con un team demotivato”

“Ognuno di noi non vuole essere considerato solo un numero senza volto.
Desidera essere riconosciuta come una persona.

Vuole essere apprezzata, ascoltata e compresa.
È semplice per te concludere … ho un team demotivato!

È importante riconoscere i successi che abbiamo ottenuto.
Onorare il nostro lavoro. Celebrare i risultati.
Offrire opportunità di crescita.

9. “Comunichi in modo ambiguo e controverso.. non capiamo cosa vuoi dirci”

“La chiarezza è la chiave.

Evita di nascondere il feedback nell’ironia.
Nel giro di parole.
Ci lasciano solo dubbi, ansia e resistenza.
Paura.

 


 

Affronta efficacemente il problema,
che si tratti di una riorganizzazione o della partenza di collaboratore.

Condividi le informazioni e lo “scenario possibile”.

10. “Vorremmo che la smettessi di prendere continuamente credito per il nostro lavoro.”

“Che mossa infantile e meschina!
E lo fai costantemente … senza ritegno.
Siamo offesi!

Dacci il giusto credito per quello che facciamo.
Ci sentiremo più apprezzati.

Il tuo successo … dipenda anche da noi.

11. “Stai nascondendo un segreto di Pulcinella”

“Non sottovalutare la nostra “intelligenza”.

Siamo già ben consapevoli dei problemi che stai cercando di nascondere.
Desideriamo però conoscere la motivazione.

Non trincerarti dietro un “… tanto non capirebbero”.

Se pensi che non possiamo comprendere,
perché non lo spieghi?

Un dialogo più impegnato e intellettualmente onesto può portare a nuove – e inaspettate – soluzioni.
Anche per te”.

 
More: scopri il mio servizio di coaching per la team leadership
 

12. “Dimmi la verità”

“Siamo più propensi ad accettare cambiamenti se capiamo cosa sta succedendo.

Apprezziamo la comunicazione chiara e trasparente.
Così sappiamo esattamente cosa ti aspetti da noi.

Non mentire.
Soprattutto per quanto riguarda le informazioni riservate o sensibili.

Ricorda che … se veniamo a sapere che hai mentito o non hai mantenuto la riservatezza, perderai la nostra fiducia.
Per sempre.

È meglio tacere o dare risposte tipo “Al momento, non posso dire niente” o “Non posso rispondere interamente in questo momento.”

Non promettere vantaggi e benefit per risultati poco probabili.
Causi il nostro risentimento e … un team demotivato!

13. “Vorrei che tu ce ne avessi parlato prima.”

Perché razioni le informazioni?
Perché le centellini come acqua nel deserto?
Non chiedi mai pareri e feedback?

Tutto quello che stai ottenendo sono pettegolezzi e paura.
Poi non lamentarti se la produttività cala … e ti ritrovi un team demotivato.

Se condividi le informazioni è un grande atto di fiducia e un riconoscimento molto potente per noi.
Desideriamo fare un buon lavoro, condividere con te le responsabilità, i compiti e il raggiungimento dei risultati.

Quando distribuisci le responsabilità,
è un attestato di fiducia nei nostri confronti … è come dire a ciascuno di noi “Io mi fido di te”.

14. “Sei teso tutto il tempo. Metti ansia”

“Probabilmente non te ne accorgi neppure.
Quando sei sotto pressione o sei stressato inizi a girovagare come una trottola.

Muovendoti tutto il tempo (come un tarantolato) crei attorno a te un clima di nervosismo che può influenzare e condizionare negativamente i tuoi collaboratori.

Quando non ci sei, tiriamo tutti un sospiro di sollievo.

Pensaci la prossima volta che cominci a girare come una trottola.”