Riunione online: 8 spunti per essere efficaci e autorevoli

riunione online

Foto di Anna Shvets da Pexels

Le riunioni online sono ormai diventate parte della nostra quotidianità.

All’inizio sembravano una semplice alternativa agli incontri in presenza.

In realtà non lo sono mai state.

Una riunione online non è una riunione tradizionale trasferita su uno schermo.

È un ambiente completamente diverso.

Cambiano le distanze.
Cambiano i tempi.
Cambia il modo in cui gli altri percepiscono la tua presenza.

Ed è qui che molti professionisti perdono autorevolezza.

Non perché siano meno preparati.

Perché continuano a comunicare come se fossero seduti nella stessa stanza.

Come ho scritto nel capitolo dedicato alle riunioni del mio libro “Autorevolezza“, parlare in videoconferenza richiede competenze leggermente diverse.

La videocamera amplifica alcuni difetti e ne nasconde altri.

Può rendere piatta una persona brillante oppure dare forza a chi ha imparato a utilizzarla bene.

Ecco gli aspetti sui quali vale davvero la pena lavorare.

1. Preparati come faresti per un incontro importante

Molti entrano in una riunione online con l’idea che basti accendere il computer.

È il modo migliore per sembrare improvvisati.

Davanti alla videocamera dovrai trasmettere competenza e autorevolezza con molti meno strumenti rispetto a una riunione in presenza.

Non puoi stringere una mano.
Non puoi utilizzare pienamente il linguaggio del corpo.

La tua presenza passa quasi esclusivamente attraverso:

  • voce;
  • volto;
  • sguardo;
  • ritmo;
  • capacità di coinvolgere.

La preparazione fa la differenza.

2. Registrati: scoprirai cose che non immagini

Molti evitano di rivedersi.

Capisco il motivo.

La prima registrazione può essere quasi scioccante.

Quella voce monotona.
Quegli “ehm…” continui.
Lo sguardo perso sul monitor.

Eppure è uno degli strumenti più efficaci per migliorare.

Quando rivedi una registrazione chiediti:

  • parlo troppo velocemente?
  • la mia voce è coinvolgente?
  • gesticolo troppo o troppo poco?
  • guardo davvero la videocamera?
  • risulto naturale?
  • l’inquadratura è equilibrata?
  • ci sono problemi tecnici o rumori di fondo?

Pochi minuti di osservazione possono migliorare moltissimo la tua presenza.

3. Cura l’ambiente

Lo sfondo comunica.
La luce comunica.

Anche i piccoli dettagli comunicano.

Se hai una finestra alle spalle il tuo volto diventa scuro.
Se la luce arriva frontalmente il viso appare più naturale.

Prima di iniziare verifica:

  • illuminazione;
  • qualità dell’audio;
  • sfondo;
  • possibili interruzioni;
  • notifiche e telefono.

Sono dettagli.

Ma spesso fanno la differenza tra un professionista preparato e uno improvvisato.

4. Il corpo continua a parlare

Anche se gli altri vedono solo una parte di te.

Una postura chiusa comunica chiusura.
Una postura stabile comunica sicurezza.

Durante la videoriunione:

  • mantieni la schiena dritta;
  • rilassa le spalle;
  • lascia visibili le mani quando possibile;
  • annuisci mentre ascolti;
  • evita movimenti nervosi;
  • guarda la videocamera quando parli.

Non serve recitare.

Serve essere intenzionali.

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5. Vestiti come se fossi davvero in ufficio

Può sembrare banale.

Non lo è.

Il modo in cui ti presenti influenza anche il modo in cui ti senti.

Vestirti con la stessa cura che avresti in presenza ti aiuta a mantenere il giusto livello di attenzione e professionalità.

E gli altri continueranno a vederti come il professionista che sei.

6. Le riunioni brevi funzionano meglio

Dopo un certo tempo lo schermo stanca.

L’attenzione cala.
L’energia diminuisce.

Quando possibile cerca di mantenere gli incontri entro i 30-45 minuti.

Vai rapidamente al punto.

Meglio una riunione breve e produttiva che una lunga e dispersiva.

7. Porta più energia di quella che credi necessaria

La videocamera tende a “spegnere” parte della tua energia.

Se in presenza sembri coinvolto, in una riunione online potresti apparire semplicemente normale.

Per questo conviene aumentare leggermente intensità e presenza.

Ad esempio:

  • parla con una voce più piena;
  • articola bene le parole;
  • varia ritmo e intonazione;
  • sorridi quando è naturale;
  • usa le mani senza esagerare.

L’obiettivo non è diventare teatrale.

È evitare di sembrare spento.

Come ripeto spesso ai miei clienti, la videocamera è un critico severissimo.

Rende immediatamente visibile quando il tuo entusiasmo cala.

8. Non interrompere il flusso della conversazione

In una riunione online è più difficile capire quando qualcuno ha davvero terminato di parlare.

Per questo è utile attendere una frazione di secondo prima di intervenire.

Se sei tu a guidare l’incontro, stabilisci regole semplici fin dall’inizio.

Per esempio:

  • microfoni spenti quando non si interviene;
  • funzione “alza la mano”;
  • tempi chiari per domande e confronti.

Se durante la riunione devi cercare un documento o prendere appunti, dichiaralo.

In presenza gli altri vedrebbero cosa stai facendo.

Online no.

Quel breve chiarimento evita che qualcuno interpreti il tuo silenzio come disinteresse.

Una riunione online efficace non dipende soltanto dalla piattaforma o dalla connessione.

Dipende soprattutto dalla consapevolezza di chi la conduce.

Molti cercano di migliorare i contenuti.

Pochi migliorano il modo in cui quei contenuti arrivano agli altri.

Ed è proprio lì che si costruisce la tua autorevolezza.

Come gestire la strisciante sensazione di incertezza che ci scende lungo la schiena

gestire l'incertezza

Foto di Aleksandar Pasaric da Pexels

Stiamo diventando sempre meno tolleranti all’incertezza.

Vogliamo sapere.
Prevedere.
Controllare.
Ridurre il margine di rischio.

Il problema è che il lavoro, oggi, si muove spesso nella direzione opposta.

Cambiamenti continui.
Decisioni da prendere con informazioni incomplete.
Progetti che cambiano mentre li stai ancora costruendo.

L’incertezza può tenerti sveglio la notte, portarti a immaginare tutto ciò che potrebbe andare storto, spingerti a controllare continuamente notizie, messaggi, dati, risposte.

Oppure può diventare un “allenamento”.

Un modo per imparare a restare lucido anche quando non hai tutte le garanzie che vorresti.

La domanda non è come eliminare l’incertezza.

La domanda è come imparare a starci dentro senza perdere equilibrio.

1. Accetta che la certezza non esiste

Niente è davvero certo.

Anche quando pensi di esserti costruito un piccolo rifugio di prevedibilità, basta poco perché qualcosa cambi.

Prima lo accetti, più facilmente riesci ad affrontare la vita e il lavoro con maggiore lucidità.

Non significa diventare passivo.

Significa smettere di chiedere alla realtà qualcosa che la realtà non può garantire.

2. Sostituisci le aspettative con i piani

Le aspettative cercano di controllare il risultato.
I piani ti aiutano a orientare l’azione.

La differenza è enorme.

Quando costruisci aspettative troppo rigide, ti prepari spesso alla delusione. Puoi indirizzare il tuo domani, ma difficilmente potrai controllarlo nei dettagli.

Tutto ciò di cui hai veramente bisogno è:

  • un piano;
  • una direzione;
  • molta flessibilità.

3. Allenati gradualmente all’incertezza

Quando siamo preoccupati, cerchiamo subito risposte.

Controlliamo il telefono.
Cerchiamo informazioni.
Chiediamo conferme.
Proviamo a chiudere ogni dubbio.

Questo dà sollievo nel breve periodo, ma riduce la nostra capacità di tollerare l’incertezza.

È come un muscolo.

Se non lo “alleni”, si indebolisce.

Ogni tanto prova a restare qualche minuto nel dubbio senza correre subito a cercare una risposta.

Non è piacevole.
Ma è utile
.

4. Concentrati su ciò che puoi controllare

Non puoi controllare il futuro.
Non puoi controllare le reazioni degli altri.
Non puoi controllare ogni imprevisto.

Gestire l’incertezza? Puoi però controllare il modo in cui analizzi, scegli, rispondi e ti muovi.

Spesso trascuriamo le piccole cose che possiamo fare perché siamo ossessionati dalle grandi cose su cui non abbiamo alcun controllo.

Muoviti sulla base di ciò che sai.

Potresti sbagliare.

Ma è quasi sempre meglio che restare fermo.

5. Inserisci l’imprevisto in agenda

L’inaspettato accade.

Sempre.

E non sempre è negativo.

A volte le svolte migliori arrivano proprio da una deviazione che non volevi prendere.

Organizza la giornata, pianifica con metodo, ma non in modo maniacale. Lascia spazio a ciò che potrebbe cambiare.

Accettare l’imprevisto non significa essere superficiali.

Significa essere più preparati alla realtà.

6. Riduci il livello di stress

Per gestire l’incertezza serve energia.

E l’energia va protetta.

Una vita sociale significativa, il movimento fisico, il sonno, una buona alimentazione e qualche spazio di recupero non sono dettagli secondari.

Sono risorse.

Quando sei svuotato, ogni incertezza sembra più grande.

Quando sei più stabile, anche ciò che non controlli diventa più gestibile.

7. Non soffermarti solo sui problemi

“E se poi va male?”

È una domanda che può accendere ansia per ore.

La tua attenzione determina il tuo stato emotivo.

Più tempo passi a immaginare scenari negativi, meno energia hai per agire.

Non devi negare i problemi.

Devi evitare che occupino tutto lo spazio.

Chiediti:

  • Cosa posso fare adesso?
  • Qual è il prossimo passo utile?
  • Quale azione può ridurre anche solo un po’ la confusione?

8. Ascolta anche il tuo intuito

Non prenderai sempre la decisione giusta.

Nessuno lo fa.

Gestire l’incertezza significa anche accettare che alcune scelte saranno imperfette.

L’intuizione non sostituisce l’analisi, ma può completarla.

Funziona meglio quando non la forzi.

Quando ti concedi il tempo di ascoltare ciò che senti, non solo ciò che pensi.

Hai vissuto un momento che ha scosso la tua sicurezza?

È il momento di rimettere al centro te stesso.

Scopri il coaching per ritrovare autostima e solidità interiore dopo una fase complessa.

9. Poniti domande più utili

La domanda giusta non è:

  • “Come elimino l’incertezza?”

Molto meglio chiedersi:

  • “Come posso muovermi meglio dentro questa incertezza?”

Puoi domandarti:

  • Cosa mi manca?
  • Quali opzioni ho?
  • Cosa voglio veramente?
  • Chi potrebbe aiutarmi?
  • Cosa posso provare a breve termine senza creare danni?

Sul lavoro puoi chiedere al team:

  • quali risorse abbiamo;
  • quali priorità vanno chiarite;
  • quale procedura possiamo semplificare;
  • quale decisione possiamo prendere adesso;

10. Aspettati chiarezza mentre avanzi, non prima

Convivere con l’incertezza è come guardare dentro una stanza buia.

La luce si accende solo dopo essere entrati.
La strada emerge mentre avanzi, non prima.

È come camminare di notte in un vialetto illuminato da faretti che si accendono automaticamente al tuo passaggio. Non vedi tutto il percorso.

Vedi solo i prossimi metri.

E spesso bastano.

L’azione chiarisce la complessità.

Il futuro è incerto.

I comportamenti che scegli oggi, però, non dovrebbero esserlo.

Prendi decisioni che riflettano i tuoi valori.

Chiediti:

  • Cosa è importante?
  • Chi scelgo di essere?
  • Qual è il passo più coerente con la persona che voglio diventare?

La capacità di gestire l’incertezza è una delle competenze più importanti da coltivare nel lavoro e nella vita.

Le cose potrebbero non andare come speri.

Ma potrai comunque essere orgoglioso di come hai scelto di affrontarle.