Personal coaching: ecco 12 cose che non ti direi mai

1. “Fai questo e non fare quello”
Se c’è una cosa che, come coach, evito accuratamente durante le sessioni di personal coaching è dirti:
- cosa fare;
- cosa scegliere;
- dove andare.
La responsabilità è tua.
Non spetta a me risolvere i tuoi problemi o raggiungere i tuoi obiettivi al posto tuo.
Il mio compito è sostenerti, sfidarti, ascoltarti, stimolarti e incoraggiarti. Posso condividere feedback e mettere a tua disposizione gli strumenti utili per aiutarti a raggiungere gli obiettivi importanti per te.
Serve però il tuo impegno.
La disponibilità a metterti in gioco.
Almeno un po’.
2. “Fidati di me: diventerai leader in un paio di sessioni”
Potenziare il tuo approccio, rafforzare la leadership, aumentare la sicurezza e sviluppare uno stile personale non è cosa da poco.
Non scherziamo.
È irragionevole promettere cambiamenti così importanti in un paio di sessioni.
La durata del percorso dipende dall’obiettivo, dalla situazione di partenza e dal lavoro che desideri fare. Per un obiettivo ampio e complesso è necessario discuterne insieme e definire una pianificazione realistica.
Non mi piace nemmeno proclamare la mia professionalità.
Onestà e professionalità non si dichiarano.
Si dimostrano attraverso:
- comportamenti;
- parole;
- fatti;
- qualità del lavoro.
Ho fiducia che siano questi elementi a parlare per me.
3. “Fai come se fossi un amico”
Chi trova un amico trova un tesoro.
Inestimabile, aggiungo io.
Ma il personal coaching non è amicizia.
Un caro amico, pur animato dalle migliori intenzioni, difficilmente sarà completamente imparziale. Potrebbe evitare le domande più scomode, proteggerti oppure consigliarti sulla base della propria esperienza.
Il coach porta la prospettiva di un professionista.
Non coinvolto.
Non giudicante.
E proprio per questo più efficace.
4. “Sarà una passeggiata”
Mi spiace.
Nessuna pillolina magica.
Nessuna scorciatoia.
Niente passeggiata.
Quelle si fanno nei boschi.
Cambiare abitudini, rafforzare il proprio approccio e mettersi in discussione può essere difficile e faticoso.
Se lo trovi impegnativo, hai perfettamente ragione.
È anche per questo che, nonostante la grande quantità di corsi, seminari, libri e contenuti motivazionali, incontrare persone che trasmettono vera autorevolezza continua a essere raro.
5. “Dai, forza: devi solo motivarti!”
Durante le mie sessioni non sentirai slogan da pseudo-guru lanciati qua e là per creare effetto.
Niente frasi motivazionali confezionate.
Niente pacche sulla spalla.
Nessun entusiasmo forzato.
Se hai attraversato un periodo di scarsa motivazione, sai perfettamente quanto possa essere poco utile sentirsi dire:
“Dai, forza, motivati!”
La motivazione non si accende a comando.
Va compresa, ricostruita e sostenuta attraverso azioni concrete.
6. “Vuoi sapere chi sono i miei clienti?”
La riservatezza è una parte essenziale della relazione di coaching.
È la base del rapporto di fiducia e trasparenza.
Il contenuto delle conversazioni, i tuoi dati personali e le informazioni sull’azienda per cui lavori restano strettamente confidenziali.
Non comunico nomi di persone o aziende.
Nel mio sito non trovi la sezione “I miei clienti”, anche se dal punto di vista promozionale potrebbe essermi utile.
Così puoi essere certo che non parlerò nemmeno di te.
7. “Facciamo una sessione di prova e vediamo che effetto fa”
Il coaching non è un prodotto da testare con distacco.
O decidi di iniziare un percorso oppure non lo inizi.
La parola “prova” porta spesso a un coinvolgimento ridotto e a un controllo eccessivo del risultato:
“Funziona oppure no?”
Così, però, difficilmente può funzionare.
Preferisco che la persona inizi il percorso con una decisione consapevole. Se poi si rende conto che il coaching non corrisponde alle sue aspettative o che il mio approccio non è adatto, è giusto fermarsi.
Continuare senza efficacia significherebbe perdere tempo entrambi.
8. “Io sono migliore del coach Taldeitali”
Non mi interessa costruire una graduatoria tra coach, formatori o scuole.
Preferisco valorizzare ciò che offro e lasciare che il mio lavoro parli attraverso:
- i servizi;
- il blog;
- i libri;
- la relazione con i clienti.
Ricevo anche richieste di pareri su corsi, scuole o altri professionisti.
L’ultima cosa che desidero fare è alimentare pettegolezzi sulla preparazione o sulla competenza altrui.
9. “Devo convincerti a comprare un percorso”
Se c’è una cosa che non faccio durante il primo contatto con un potenziale cliente è vendere il coaching a tutti i costi.
Chi è determinato, desidera una svolta ed è disposto a lavorare su di sé non ha bisogno di pressioni.
Vuole capire:
- come funziona il percorso;
- se il mio approccio è adatto;
- quali possono essere tempi e modalità.
A chi ha ancora dubbi cerco di offrire tutte le informazioni necessarie, senza forzature.
Indecisione ed esitazione possono indicare che la persona non è ancora pronta.
In questi casi preferisco consigliare di aspettare.
La relazione di coaching non può essere imposta, mercanteggiata o spinta con tecniche di vendita.
Deve essere consapevolmente volontaria.
10. “Ci vediamo sui social”
Difficile.
Come te, ho tempo e attenzione limitati.
Ho impegni, responsabilità e priorità.
Per questo la mia presenza sui social è molto ridotta. Non riuscirei a seguire personalmente commenti, messaggi e pubblicazioni con la cura che ritengo necessaria.
Potrei delegare tutto a un’agenzia.
Non mi interessa.
Non desidero aggiungere altro contenuto standardizzato al rumore già presente in Rete.
Preferisco investire il mio tempo nel blog, nei libri e nel lavoro diretto con le persone.
11. “Ecco le risposte che cercavi”
Il personal coaching non è consulenza.
Un consulente viene incaricato per fornire risposte, indicazioni e soluzioni.
Il ruolo del coach è diverso.
Il mio obiettivo non è consegnarti le risposte, ma aiutarti a scoprire le tue.
Sei tu che devi rispondere alle domande.
Non io.
Domande che possono sembrare semplici, ma che in realtà aprono un mondo.
Il tuo.
Per esempio:
- Chi vuoi diventare?
- Che cosa ti aspetti da te stesso?
- Che cosa stai aspettando?
- Dove stai andando?
- Che cosa posso fare davvero per aiutarti?
12. “Scaviamo nel passato così capisco meglio”
Il coaching non è terapia.
Non si concentra sulla cura di ferite emotive profonde, sull’analisi dei traumi o sul trattamento di sintomi come ansia e depressione. Questi ambiti appartengono a professionisti specializzati.
Il personal coaching lavora prevalentemente sul presente e sul futuro.
Parte dalla situazione che stai vivendo oggi e ti aiuta a capire come desideri affrontarla.
Come cliente privato, inoltre, acquisti una sessione o un percorso definito. Una volta concluso, decidi liberamente se proseguire.
Nessun vincolo inutile.
Nessun “contrattino” costruito per trattenerti.
Vuoi iniziare un percorso di personal coaching?
Queste sono dodici cose che non ti direi mai.
Se senti che qualcosa deve cambiare nel tuo modo di lavorare, nelle relazioni professionali o nel modo in cui affronti una fase delicata della tua carriera, non aspettare una formula magica.
Prendi una decisione.
Investi su te stesso.
Passa all’azione.
Fai coaching.


Foto di 

Formatore e Coach.