Come scrivere email da vero leader: cosa evitare con il capo, titolare, CEO

e-mail al capo

STAI LEGGENDO LA PARTE 2
Diversi studi indicano che circa il 50% delle email viene interpretato male.

E ti credo.

In una mail hai solo le parole.
Tutto il resto manca: tono, sguardo, intenzione.

Significa perdere gran parte dell’efficacia comunicativa.

È così facile creare incomprensioni con il capo, il titolare, il CEO

Come scrivo anche in “Autorevolezza”, quando comunichi via email — soprattutto verso l’alto — ogni parola pesa.

Può rafforzare la tua credibilità.
Oppure incrinarla.

Ogni azienda ha la sua etichetta.
Ogni manager ha le sue aspettative.

Ma ci sono errori che funzionano sempre… al contrario.

Ecco 5 tipologie di email che è meglio evitare.

1. E-mail al capo che trasmettono dubbio (o insicurezza)

Quando scrivi al tuo capo, non dare motivi per dubitare di te.

Frasi come:

  • “Non so se questo funzionerà…”
  • “Spero che vada bene…”
  • “Mi sembra che…”
  • “È probabile che…”

indeboliscono il messaggio.

Non chiariscono.
Non rafforzano.

Lo stesso vale per:

  • “Scusa il disturbo”
  • “Era solo un’idea”
  • “Spero di non aver sbagliato”

Nel parlato passano.
In una mail professionale, ti ridimensionano.

Molto meglio esporre il tuo punto in modo chiaro, senza giustificarti.

2. Mettere il capo in CC senza motivo

La copia conoscenza non è una tutela.

È una responsabilità.

Se il tuo capo non ha bisogno di essere coinvolto, non inserirlo.

Ogni mail in più è tempo sottratto.
E spesso crea solo rumore.

Vuoi tenerlo aggiornato?
Fallo in modo intelligente.

Meglio un breve riepilogo mirato, alla fine:

  • “Per tua informazione: il rappresentante dell’azienda X sarà presente il giorno Y.”

Poche informazioni.
Rilevanti.

Questo comunica molto più di una valanga di CC inutili.

3. Bloccare la comunicazione con un rifiuto secco

“Non posso farlo. Ho altre priorità.”

È una frase che chiude.

Non spiega.
Non apre confronto.
Ancor meno costruisce fiducia.

Il rischio è sembrare rigido o poco collaborativo.

Molto più efficace:

  • “Ho diverse attività in scadenza. Su quale preferisci che mi concentri?”

Stai dicendo la stessa cosa.
Ma in modo completamente diverso.

Non rifiuti.
Coinvolgi.

4. Email al capo lunghe, confuse o dispersive

Il tuo capo ha poco tempo.
Probabilmente meno del tuo.

Se scrivi email lunghe, piene di dettagli o poco strutturate, succede una cosa:

non vengono lette davvero.

Oppure vengono interpretate male.

Vai al punto.

Scrivi meno.
Meglio.

Se sei chiaro mentre scrivi, è perché hai fatto ordine nei tuoi pensieri.

E questo si sente.

5. Email scritte di fretta (e si vede)

Le e-mail al capo scritte in fretta “trasudano” approssimazione.

Errori.
Tono sbagliato.
Frasi poco curate.

Bastano pochi secondi per evitarlo.

Rileggi.

Sempre.

Soprattutto quando sei di fretta o emotivamente coinvolto.

Una mail inviata non torna indietro.
Una mail rivista cambia tutto.

Se il tema è delicato, evita la mail.

Incomprensioni, tensioni, aspettative poco chiare: il rapporto con il capo può diventare faticoso.

Scopri il percorso di coaching mirato “Gestire il rapporto difficile con il tuo capo”, che ti aiuta a ritrovare chiarezza, equilibrio e controllo.

Come scrivere email da vero leader

come scrivere mail

STAI LEGGENDO LA PARTE 1

Come scrivere email da vero leader.

Siamo tutti occupati.
Poco tempo.
Troppe cose da fare.

Le informazioni corrono veloci.
Le email anche.

Eppure è proprio lì dentro che si gioca una parte della tua autorevolezza.

Non nelle grandi riunioni.
Non nei momenti ufficiali.

Nelle email di tutti i giorni.

Quante ne invii?
Quante ne ricevi?

Se la risposta è “troppe”, non è un caso.

La mail è uno strumento potente.
Ma usato male diventa rumore.

E il rumore, alla lunga, indebolisce la tua leadership.

1. Parti sempre dallo scopo

Prima di scrivere, fermati.

Perché sto inviando questa email?
È davvero necessaria?

Se non hai una risposta chiara, non inviarla.

Molte email nascono già sbagliate: inutili, vaghe, evitabili.

E ogni email inutile è tempo perso.
Tuo. E degli altri.

2. Non sparire (ma nemmeno reagire male)

Il silenzio crea confusione.
Ma anche le risposte impulsive fanno danni.

Se non puoi rispondere subito, segnala che hai visto.

  • “Ho ricevuto, ti aggiorno appena approfondisco.”

Se sei irritato, fai l’opposto: non inviare.
Salva in bozza. Rileggi dopo.

Una mail aggressiva resta.
E spesso parla più di te che del contenuto.

3. Una mail, un tema

Evita email piene di tutto.

Una mail = una cosa.

Se inserisci più richieste, aumenti il rischio di:

  • non ricevere risposta
  • creare confusione
  • dover scrivere altre email di chiarimento

Se sei chiaro mentre scrivi, è perché hai già fatto ordine nei tuoi pensieri.

4. Vai dritto al punto (senza risultare brusco)

Scrivi meno.
Comunica meglio.

Evita introduzioni inutili.
Taglia il superfluo.

Allo stesso tempo, attenzione all’eccesso opposto:
email troppo brevi e fredde possono sembrare scortesi.

Serve equilibrio.

5. Riduci il volume

Ogni email genera altre email.

È un effetto a catena.

Se mandi troppo, riceverai troppo.
Se mandi meglio, riceverai meglio.

6. Scrivi in modo leggibile

Niente muri di testo.

Meglio:

  • frasi corte
  • parole semplici
  • elenchi puntati

Evita testi lunghi e pesanti.
Le persone leggono in fretta.

E non usare il MAIUSCOLO per “dare forza”:
sembra che tu stia urlando.

7. Dai indicazioni chiare

Come scrivere email efficaci? Non lasciare spazio a interpretazioni.

Scrivi-cosa-vuoi.

  • “Puoi inviarmi i file entro giovedì?”
  • “Fammi sapere entro domani.”

Evita frasi come:

  • “Non so se funzionerà…”
  • “Ho ragione?”

Se dubiti tu, dubitano anche gli altri.

8. Cura l’oggetto (davvero)

L’oggetto è la prima cosa che si legge.

Se è vago o assente, la mail rischia di essere ignorata.

Non scrivere:

  • “Aggiornamento”
  • “Info”

Meglio:

  • “Report vendite Q2 – revisione entro venerdì”

Niente giochi.
Solo chiarezza.

9. Attenzione al tono

Troppo informale ti fa sembrare poco professionale.
Troppo rigido ti rende distante.

Evita:

  • emoticon
  • abbreviazioni tipo chat
  • punti esclamativi a raffica

Ma evita anche email “robotiche”.

Professionale, sì.
Umano, sempre.

10. Usa bene i “destinatari”

“Rispondi a tutti” non è un automatismo.

Usalo solo quando serve davvero.

Altrimenti crei rumore inutile.

E il rumore abbassa l’attenzione.

11. Non scrivere a raffica

Una mail, poi un’altra, poi un’aggiunta.

Risultato: caos.

Meglio fermarsi un minuto in più
e inviare un messaggio completo.

12. Rileggi (sempre)

Errori di ortografia.
Punteggiatura confusa.
Font strani.

Non sono dettagli.

Sono segnali.

Rileggi:

  • tono
  • chiarezza
  • destinatari
  • allegati

Se la mail è importante, chiedi un secondo parere.

13. Scegli il mezzo giusto

Non tutto va scritto.

Se è delicato, evita la mail.

Una chiamata chiarisce.
Un incontro costruisce.

Scrivere quando non serve, è un errore quanto non scrivere quando serve.

La comunicazione è il cuore dell’autorevolezza.

Con la nuova edizione aggiornata 2025 di “Autorevolezza” hai strumenti concreti per migliorare impatto, chiarezza e leadership.

C’è un ultimo punto, spesso ignorato.

Non devi rispondere subito.

Se sei sotto pressione, aspetta.

Una risposta scritta male non si recupera.
Una risposta scritta meglio sì.

Scrivere email non è solo tecnica.

È rispetto.
Del tempo degli altri.
E del tuo ruolo.

Ti senti inadatto nel nuovo lavoro? 12 spunti per riprendere fiducia

inadatto nel nuovo lavoro

Cominciare un nuovo lavoro è come il primo giorno di scuola.

Di tempo ne è passato ma, anche se ora sei adulto e le apprensioni sembrano diverse,
se ci pensi bene … in fondo in fondo le domande che ti poni sono le stesse.

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  • “Piacerò?”
  • “I miei colleghi saranno disponibili o arroganti?”
  • “Mi accetteranno o mangerò da solo come un reietto?”
  • “Mi troverò bene?”
  • “Sarò capace? Competente?”
  • “E se non riesco?”

La notte riaffiorano timori e preoccupazioni di qualcosa d’indefinito e pauroso … di essere inadatto nel nuovo lavoro. Bloccato dalla paura e di non essere all’altezza.

Ecco 12 spunti per ritrovare la fiducia in te stesso … e non sentirti più inadatto nel nuovo lavoro:
 

1

I processi di assunzione sono lunghi. Ti hanno “passato” ai raggi X.
Se ti hanno assunto … vuol dire che credono in te!

2

Non devi puntare alla perfezione ma mirare al miglior risultato possibile. La perfezione (sproporzionata) è un ostacolo, non qualcosa di cui essere orgogliosi.

3

Sei il tuo peggiore critico.
Le tue valutazioni sono molto lontane dalla realtà.

4

La sensazione di essere inadeguato sul lavoro può davvero spingerti a fare molto di più. Dà propulsione, la forza necessaria per lavorare con più impegno, più attenzione.

 


 

5

Se sei convinto di sbagliare, se sei ossessionato di non essere all’altezza, sei destinato a fallire. Per il solo fatto di crederlo!

6

La domanda “Merito davvero questo lavoro?” può influenzare tutti i tuoi pensieri.
Ti hanno “passato ai raggi X”. Ti hanno assunto. Credono in te.
Non farli cambiare opinione!

 
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7

Devi lavorare su te stesso, sviluppare i tuoi punti di forza, accettare e superare le tue debolezze. Iniziare a convogliare le tue energie.

8

Domande tipo “Sono capace? Competente?” possono monopolizzare tutto il tuo essere. Metti a tacere la tua voce interiore negativa.
Adesso!

 


 

9

Liberati del peso … di dover capire SEMPRE e TUTTO.

10

Devi smetterla di angosciarti che – prima o poi – sarai “scoperto”. Preoccuparti ti farà girare in tondo, sprecare tanta energia nel tentativo di soddisfare gli altri.

 
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11

La paura di essere inadatto nel nuovo lavoro può diventare stimolo, spinta, azione…
la tua più grande alleata!

12

Non devi temere, ce la farai.
Anche questa volta!


 
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Conquistare la stima del tuo team – frasi celebri

conquistare la stima del tuo team

 
STAI LEGGENDO LA PARTE 8
 
Se il Mercato del Lavoro sta cambiando (anche in conseguenza della crisi che ci sta investendo),
allora gioco-forza deve cambiare anche il tuo modo di approcciare il tuo lavoro e il tuo team.

È necessario coinvolgere le persone che lavorano con te.

Non concentrarti solo sui compiti da eseguire.
Sui progetti da gestire.

Il tuo team è la chiave del tuo successo

Le persone sono il fulcro del tuo successo.

È tempo di diventare leader del tuo team.
E motivare (davvero) i tuoi collaboratori.

Ho raccolto alcune frasi significative sul conquistare la stima del tuo team che ho trovato sul web (e in particolare su dilei.it):

“Impara a piacere a te stesso. Quello che pensi tu di te stesso è molto più importante di quello che gli altri pensano di te.”

Lucio Seneca

 

“Non sottovalutare mai il desiderio di una persona di essere apprezzata. Il principio fondamentale della Natura Umana è l’ardente desiderio di essere apprezzati.”

William James

“Se per una volta tradisci la fiducia dei tuoi concittadini, non riguadagnerai mai la loro stima e rispetto.”

Abraham Lincoln

“Ci avete fatto caso a come diventano improvvisamente brutte le persone di cui avete perso la stima?”

Anonimo

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“Non confondete la confidenza con la stima: la seconda è silenziosa.”

Anonimo da Twitter

“Il problema è che le persone ritornano, la stima no.”

Anonimo

“Chi parla bene di tutti non riscuote, in fondo, la stima di alcuno.”

Roberto Gervaso

Se desideri che gli altri ti rispettino, devi mostrare loro rispetto. Ognuno vuole sentire che conta per qualcosa ed è importante per qualcuno. Invariabilmente, le persone daranno il loro amore, rispetto e attenzione alla persona che soddisfa quel bisogno. La considerazione per gli altri generalmente riflette la fede in se stessi e la fede negli altri.”

Ari Kiev

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È una grande virtù stimare tutti migliori di noi.”

Santa Teresa D’Avila

“Quando ti accontenti di essere semplicemente te stesso e non fai confronti o gareggi, tutti ti rispetteranno.”

Lao Tzu

Gli uomini hanno poca stima degli altri, ma non ne hanno molta neanche di sé stessi.

Lev Trockij

COLLOQUIO DI SUCCESSO > scopri il tuo percorso di coaching ideale

Per le persone che non si stimano, il successo vale zero, l’insuccesso vale doppio.

Giorgio Nardone

“Una delle forme più sincere di rispetto è in realtà ascoltare ciò che un altro ha da dire.”

Bryant H. Mcgill

Si può passare da squadra a gruppo solo quando tra i giocatori subentra l’unica cosa che conta nei rapporti di lavoro: la stima. “

Gian Paolo Montali


 
CONTINUA A LEGGERE LE ALTRE PARTI DELL’ARTICOLO:

  1. La motivazione parte da te
  2. Mostra ascolto attivo
  3. Riconosci i meriti
  4. Parla chiaro e diretto
  5. Evita simpatie e favoritismi
  6. Scegli colloqui di persona
  7. Non stare sulla difensiva
  8. Frasi celebri sul conquistare la stima